Vincenzino Scifo

 

Nazionalità

Siciliano con passaporto belga

Ruolo

Mezzala

Venuto in Italia nel

1987 / 1991

Notorietà

* * * *

Rendimento

* * *

Maglie

Inter (1987), Torino (dal 1991)

 

Edit 9/91

 

A diciassette anni giocava già nel grande Anderlecht; a diciotto reggeva con franca eleganza le fila dei rossi di Guy Thys. Tipacci pragmatici, i belgi; gente col pelo sullo stomaco e senz’alcuna inclinazione solidaristica. E’ illuminante che avanzi di galera come Gerets e Ceulemans ne abbiano accettato di buon grado la tutela. Voleva dire che il ragazzino aveva veramente stoffa, se, catenacciari spietati, gli permettevano pure d’inventar qualcosa.

Dopo gli Europei dell’’84 lo chiamavano "la piccola meraviglia". Venne a Milano per giocare in un’Inter desiderosa di diventar grande. Ma era un’Inter sciagurata, e la giovane età, e il dualismo con Matteoli (così com’era capitato, pochi anni prima, ad Hansi Muller con Beccalossi) e una certa stampa sclerotica e prevenuta lo distrussero.

Non che avesse giocato male, ma quell’Inter non decollava, e il Trap, arrivato lì l’anno prima, non seppe a risolversi a fidarsi di lui, così esile e così elegante. Un anno di luci e di ombre e quindi (gli era stato fatto, giustamente, un lungo contratto) il limbo del Bordeaux e poi dell’Auxerre, con l’intenzione di seguirne la crescita.

E lì ha continuato a crescere, continuando nel frattempo a guidare lo squadrone belga. Ai Mondiali del ’90 si è confermato come una delle migliori mezze ali d’Europa e del mondo.

E mentre l’Inter non si risolveva a riprenderselo, fidandosi ancora di Mattheus, suo lìder maximo, si è fatto destramente avanti il Torino dell’ambizioso Borsano, che gli ha offerto la possibilità di rientrare nel paradiso del calcio già quest’anno, confidando sui sentimenti di vendetta del picciotto e sul suo legittimo desiderio di affermazione.

Come si vede la sua vicenda italiana non s’era quindi conclusa; se ne potrà riparlare. Ha appena 25 anni, s’è opportunamente incattivito e, soprattutto, possiede ancora la divina capacità di saper rendere semplici le cose difficili.

 

 

Revisione dell’aprile del 2000: No, ancora niente da fare. Troppo elegante per i nostri Napoleoni da panchina.