Michael Laudrup
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Nazionalità |
Danese |
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Ruolo |
Attaccante |
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Venuto in Italia nel |
1983 |
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Notorietà |
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Rendimento |
* * * * |
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Maglie |
Lazio, Juventus |
Edit 9/91
Boniperti, avvisato dal grande John Hansen, ne intravide il genio e lo chiamò in Italia che aveva appena compiuto i diciott’anni. Ma non potendo tesserare altri stranieri oltre ai due che già aveva (Platini e Boniek), pel timore che glie lo rubassero lo prese lo stesso e lo parcheggiò per due anni nella Lazio.
Ragazzo d’oro, persona seriissima, fuoriclasse nato, non fece molti gol ma quelli che fece furono sempre bellissimi e difficilissimi.
E per il fatto d’avere giocato in squadre o declinanti non ebbe, in Italia, la fortuna che avrebbe meritato.
Lo hanno rimproverato di moltissime cose: di insufficiente coraggio, d’essere discontinuo, di non sentire abbastanza la partita, di non esplodere mai. La verità vera è che il suo gioco più che riscaldare illuminava.
A fine contratto, signorilmente, senza una parola di troppo, lasciò una disorientata Juve per il grande Barcellona di Crujiff.
Del quale parla tecnicamente la stessa lingua e con il quale, con piena convinzione, si sta esprimendo al meglio nel suo ruolo naturale di pivot.
Revisione dell’aprile del 2000: E dopo che giocò alla grande, molto alla grande, nel Barcellona passò al Real Madrid ove ancora spezzò il pane del sapere calcistico. Conducendo nel frattempo la sua nazionale a delle significative affermazioni in più d’un campionato d’Europa, rispettato ovunque come ovunque, tranne che in Italia, si rispettano i veri signori.