Claudio Borghi
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Nazionalità |
Argentina |
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Ruolo |
Attaccante |
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Venuto in Italia nel |
1987 |
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Notorietà |
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Rendimento |
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Maglie |
Como |
Edit 9/91
Ignoto al colto e all’inclita, fu immenso, rivelandosi al mondo intero in quel 12 dicembre 1985 quando, a Tokyo, la sua squadra, l’Argentinos Juniors, contese alla Juventus di Platini la Coppa Intercontinentale.
Abbagliò la Juve, affascinò il mondo intero, interessò – a vista – tutti i più grandi club. L’indomani era già milanista giacché anche Berlusconi, che pure aveva già i migliori stranieri che fosse possibile avere, se ne incapricciò.
Chiuso da Gullit e da Van Basten fu parcheggiato a Como dove non trovò le condizioni adatte per potersi esprimere con serenità. Se si pensa che suo allenatore era Burgnich si può capire che calvario dev’essere stato il suo. Costretto ad inseguire mediani, e sprovvisto della capacità di soffrire, presto si spoetizzò e s’immalinconì.
Riportato d’urgenza a Milano fece rivedere, in qualche amichevole post campionato, di cosa in effetti sarebbe stato capace.
La Federcalcio nel frattempo apriva al terzo straniero, per cui era lecito supporre che i tifosi rossoneri e il calcio italiano in genere avrebbero potuto rivedere nella maglia e nel ruolo che era stato del grande Rivera un campione a lui simile e per classe e per modo di giocare.
Questo era il disegno di Berlusconi e devesi riconoscere che era nitido e per lucidità e per competenza. Ma Sacchi, il suo tecnico, il quale aveva appena vinto un campionato straordinario, gli oppose un’altra scelta (non meno valida, forse ancora più valida) e, minacciando le dimissioni qualora non fosse stato accontentato, privò il Prode Cavaliere Suo Presidente del coraggio d’imporgli il suo prezioso giocattolo.
Così Borghi, enfant prodige di grande talento e di debole carattere perse la sua grande occasione e si smarrì.
L’errore di Sua Emittenza non fu quello d’avere consentito all’Arrigo di preferirgli Rijkard, ma semmai un altro. Fu quello d’avere imprestato il talentuoso Borghi ad una squadretta come il Como e non – mettiamo - alla Juventus.
Se hai un Rubens non puoi appenderlo in una friggitoria!
Revisione dell’aprile del 2000: Scomparso, come se mai fosse venuto al mondo. D’altronde si sa che le meteore più luce fanno e più breve è la loro vita.