Antonio Careca
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Nazionalità |
Brasiliana |
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Ruolo |
Centravanti |
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Venuto in Italia nel |
1987 |
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Notorietà |
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Rendimento |
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Maglie |
Napoli |
Edit 9/91
Esploso ai mondiali del 1986, salì tra noi chiamato da un Napoli che proprio allora s’avviava a divenire grandissimo.
Vi ha contribuito anche Careca, trattandosi di elemento di classe certa e di possibilità tecniche non comuni.
Torvo e feroce qual’indio ancora semiselvatico, ha fatto tre o quattro anni all’altezza delle attese, direi anzi d’eccellenza, anche per avere avuto la fortuna di poter attingere al genio maradoniano.
Avido forse oltremisura, in uno dei suoi ultimi momenti di grazia seppe spuntare al Franceschiello della Napoli Calcio un reingaggio così lungo e così oneroso che stremerà le finanze del club fino al 1993, dato che il costo del suo ingaggio, in rapporto a quello che può ancora dare, fa paura persino ai giapponesi.
Ormai è vecchio, ma è stato grandissimo negli anni dal 1986 al 1989, grande nel 1990 (l’anno dell’ultimo scudetto), penoso l’anno scorso e sciagurato negli ultimi Campionati del Mondo e del Sudamerica.
Quest’anno, movendosi più da seconda che da prima punta, sta ritrovando parte dell’antico smalto. Il giudizio, nel complesso, rimane più che positivo.
Ha, aveva, nell’avventarsi sul pallone, sotto rete, uno stile tutto suo: uno scatto breve e bruciante, e subito una rasoiata forte e precisa.
E poi brasilianamente intorno alla bandierina a rinnovare, nelle movenze festaiole, le danze tribali dei suoi antenati.
Revisione dell’aprile del 2000:
Nulla da aggiungere o da togliere.