Per carità di patria (dodici anni di storia e politica italiana 1992-2003) , di Francesco Cossiga. 2003. Editore Mondadori, pagg. 313, euro 17,00.

Nota di recensione: Questo libro si divide in due parti nette. La prima se non siete portati alle sottigliezze dottrinali, se non vi va di arzigogolare sulla semenza di termini come cattolico-laico e laico-cattolico o centro sinistra col trattino e senza trattino, molto probabilmente vi annoierà. E’ la parte che esce dalla stilografica del Cossiga-dottor Jeckyll, del Cossiga teorico che, contrariamente a quel che di certo egli pensa di sé, non è il Cossiga migliore.

Perché il Cossiga migliore, anzi l’unico, è il Cossiga-mister Hyde, il Cossiga che odora di zolfo, l’eclettico Cossiga (sto usando un eufemismo) che parla, e non quello che scrive, il Cossiga che quando gli mettono un microfono sotto il naso oppure vede un taccuino, subito parte e non si sa dove andrà a parare. Il Cossiga che quando abitava il primo palazzo della Repubblica si meritò l’appellativo di picconatore, il Cossiga che a un certo punto i suoi costernatissimi amici democristiani pensarono di fare interdire.

La seconda parte del libro, giustamente intitolata "Parole al vento", è il report di 25 interviste rilasciate dall’emerito ex presidente della Repubblica in questi ultimi dodici anni di travagliata vita politica, ai migliori giornalisti d’Italia (si sono tutti, da Francesco Merlo a Paolo Guzzanti, da Paolo Franchi a Claudio Sabelli Fioretti). E v’ho trovato finalmente il Cossiga coraggioso, quello mezzo pazzo e senza peli sulla lingua che adoro, il Cossiga "smemorato", viscerale e un po’ arteriosclerotico che seguo da anni come il miglior "maìtre a penser" che abbiamo, anzi l’unico, dopo che è morto Indro Montanelli. Il Cossiga che detesta Prodi e Veltroni e come me vede come il fumo negli occhi l’Ulivo, il Cossiga che come me aborre le pretese egemoniche di una sinistra massimalista, salottiera e stravagante, il Cossiga che non si fida del cattolico azionista Ciampi come non si fidava del cattolico integralista Scalfaro, suoi successori al Quirinale, il Cossiga che sospetta delle vocazioni egemoniche del cattolico opuddeista dottor Fazio, il Cossiga che ancora è indeciso su Berlusconi e ama spassionatamente il post comunista D’Alema.

E’ uno dei pochi libri che ho tratto dalla pila e portato alla cassa senza avere prima guardato quanto mi costasse farlo. Non costa poco, ma – credetemi – la sola seconda parte vale i soldi della spesa. E se vi divertirete anche della prima parte tanto di guadagnato.

28 nov. 03