LINEA D’OMBRA, di Joseph Conrad (2006). Editore Einaudi, 140 pgg, prezzo €. 6,00.
Nota di copertina: Tra le più felici e celebrate opere di Conrad, scritta negli anni della prima guerra mondiale, "La linea d'ombra" rievoca la vera storia del primo comando toccato al trentenne Joseph Conrad sul vapore Vidar. Alle qualità autobiografiche e drammatiche della vicenda, si aggiunge il racconto della crisi di un uomo, la fine della sua giovinezza, riassunta nella potente immagine della linea d'ombra. Il volume presenta una nota introduttiva di Cesare Pavese e prefazione dell'autore.
Nota di recensione: Cominciamo col dire che non si tratta d’un romanzo breve ma d’un racconto lungo, ché nei romanzi brevi si scorcia, si taglia, s’abbrevia mentre qui invece è tutto un rimurginìo di stati mentali ossessivi, di situazioni dentro alle quali il protagonista-narratore s’asserraglia con l’opaca paranoia di chi non sa guardare alle cose in modo rapido e dritto. Per farla breve, la metafora della nave immota, malsana e malata sembrerà al lettore, che la cosa gli piaccia o no, la trasposizione o la trasfigurazione della condizione ispirativa di Conrad, del quale m’aspettavo, da quel buon inglese che è, più fatti e meno parole. Questo suo racconto lungo (e singhiozzante) dopo molto muoversi e poco camminare va a fermarsi prorprio sulla “linea d’ombra” che demarca i romanzi affatto riusciti da quelli che partono male e arrivano peggio perché il buon vento delle buone idee non ne ha gonfiato le vele.
3 dic. 06