L’INDUSTRIA DELL’OLOCAUSTO di Norman G. Finkelstein (2000) Mondadori - pagg. 303. 16,00 euro.
Nota di copertina: Questo è insieme un’anatomia e un atto di accusa dell’industria dell’Olocausto. "L’Olocausto si è dimostrato un’indispensabile arma ideologica". "L’anomalia dell’Olocausto nazista non deriva dall’evento in sé ma dallo sfruttamento industriale che è cresciuto intorno ad esso". "La campagna in corso dell’industria dell’Olocausto per estorcere denaro all’Europa in nome delle ‘vittime bisognose dell’Olocausto’ ha ridotto la statura morale del loro martirio a quella di un Casinò di Montecarlo".
Sono solo alcune delle tesi provocatorie e per molti versi sconvolgenti sostenute in questo libro. Norman G. Finkelstein, ebreo americano e figlio di sopravvissuti allo sterminio, mette in discussione due dogmi storiografici e morali: l’Olocausto è un evento storico assolutamente unico, ed è il punto culminante di un odio irrazionale ed eterno dei gentili dei confronti degli ebrei. La ricostruzione di Finkelstein dimostra che queste tesi sono diventate dogmi indiscutibili solo a partire dal 1967, l’anno della Guerra dei sei giorni, quando la memoria dell’Olocausto è stata utilizzata per presentare una superpotenza militare – Israele – come una nazione di "vittime". E le attuali richieste di risarcimento contro le banche svizzere e le industrie tedesche non servono, per Finkelstein, a risarcire i sopravvissuti, ma solo ad arricchire alcune potenti organizzazioni internazionali. L’Industria dell’Olocausto è un libro aspro, a tratti sgradevole, agitato da una furia iconoclasta. Ma l’intento dell’autore è solo quello di "ristabilire l’Olocausto nazista come un oggetto di indagine razionale". E quanto alle vittime dello sterminio, il gesto più nobile nei loro confronti è "serbarne il ricordo, imparare dalla loro sofferenza e, finalmente, lasciarli riposare ein pace":
Nota di recensione L’autore non spiega quali sono le ragioni storiche dell’antisemitismo nel mondo, ma leggendo il libro esse si comprendono in pieno e si comprende benissimo anche quanto forti e incontrollate siano la forza e l’influenza del demoplutogiudaismo.
21 luglio '03