L’Alchimista di Paulo Coelho (1988). Bompiani. 182 pagg.
Nota di copertina: "L'Alchimista" è la storia di una iniziazione. Ne è protagonista Santiago, un giovane pastorello andaluso il quale, alla ricerca di un tesoro sognato, intraprende quel viaggio avventuroso, insieme reale e simbolico che lo porterà fino all'Egitto delle Piramidi. E sarà proprio durante il viaggio che il giovane, grazie all'incontro con il vecchio Alchimista, salirà tutti i gradini della scala sapienziale: nella sua progressione sulla sabbia del deserto e, insieme, nella conoscenza di sé, scoprirà l'Anima del Mondo, l'Amore e il Linguaggio Universale, imparerà a parlare al sole e al vento e infine compirà la sua Leggenda Personale. Edizione speciale per celebrare un milione di copie vendute in Italia.
Nota di recensione: Questo romanzetto-favola, apologetico alquanto, doveva essere destinato agli adolescenti, non a degli adulti che conoscono il mondo e forse hanno anche letto Omero e Dostojevski, Tomasi da Lampedusa e Guido Ceronetti. Gode di immeritata fama, perché si tratta di una edificante, insulsa e soprattutto mal scritta favoletta, di un moralistico apologhetto sul tipo del famigerato "Va' dove ti porta il cuore" della Tamaro. Un raccontino per menti deboli, che deve la sua fortuna a questo insopportabile buonismo di cui la opulenta e cinica società demo-pluto-mediatica s’infiora e s’affligge. Un libro inutile, anzi fuorviante, come i cartoni animati dove deliziosi sorcetti, teneri uccellini e rosei maialini tutti i santi giorni regolarmente la vincono su ferocissimi gattoni e affamatissimi lupazzi con l’acquolona in bocca.
13/10/04