DIO PO (gli uomini che fecero la padania) di Gian Antonio Stella (1996) - Editore Baldini & Castoldi.
Nota di copertina: "Qual’è il merito di Stella? Quello di non giudicare la Lega, ma di descriverla, che è un’altra cosa. L’autore non deride i personaggi, le situazioni, gli appelli e le costituzioni. Si limita a raccontare ciò che ha visto, ha letto o ha sentito. L’aspetto grottesco della vicenda, quando c’è (e c’è spesso), viene fuori da solo. E’ un metodo micidiale, ma onesto. Stella non scrive un pamphlet farcito d’opinioni. Prende invece i capataz leghisti e li passa ai raggi x. Ciò che ne esce farebbe inorridire un radiologo, ma divertirà il lettore." (dalla prefazione di Indro Montanelli).
Nota di recensione: Il libro è molto divertente e si legge d’un fiato. Comodamente vi si ricava che se un uomo bugiardo, rozzo e sgangherato come Bossi (e per carità di patria padana non parliamo dei suoi accoliti...) è potuto arrivare dov’è arrivato (e probabilmente non è neppure finita...) il ceto politico che c’era prima di lui era - avidità e disonestà a parte - più rozzo, più bugiardo e più sgangherato di lui.
Il successo di Bossi è la prova provata del demerito degli altri.
23/2/1997