BREVE STORIA DELLA SICILIA di Santi Correnti (1994), edizioni Newton
Nota di copertina: "L'Italia senza la Sicilia non lascia immagine nello spirito": così scriveva Goethe, nel 1787, dopo aver visitato a lungo la regione.
Troppo spesso identificata con la mafia, il degrado, la violenza, la Sicilia vanta una storia nobile e antichissima. Centro del mondo mediterraneo, crocevia di genti e popoli diversi, culla di tre straordinarie culture, quella greca, quella araba e quella normanno-sveva, questa grande e tormentata isola ha dato eccezionali contributi al progresso civile ed è stata patria di poeti, storici, scienziati, filosofi e artisti.
L'autore, tra i massimi esperti della storia della Sicilia, sintetizza quì ole sue ricerche specialistiche, evidenziando i meriti storici della sua terra e sottolineando come il popolo siciliano abbia dato, nel corso dei secoli, luminosi esempi di amore per la libertà, di rispetto per la democrazia e di autentico culto per l'umanità.
Nota di recensione: L'autore dice cose vere ma non dice tutta la verità; dice cose giuste ma non è giusto. Scrive quel che vede, ma guarda le cose con un occhio solo. E' un apologeta sfrenato. Così perde ogni credibiltà. La realtà, la natura dell'uomo, gli uomini, la storia sono molto compositi e quasi sempre contradittori; né il siciliano, per definirsi, può invocare una sua peculiarità etnica o culturale...
Nel siciliano convivono la sottigliezza greca, la brutalità punica, il fatalismo musulmano, l'orgoglio spagnolo, la furberia napoletana...
Nel libro c'è troppo gusto di melassa; finito di leggerlo occorrerà subito rifarsi la bocca con un Peri o con Giuffrida.
13 nov. 1994