ARC0DAMORE di Andrea De Carlo (1993) Bompiani

Nota di copertina: "La storia di un’ossessione, dell’eterna ricerca di sentimenti intensi e di un amore fuori da ogni convenzione".

Arcodamore si riallaccia al precedente romanzo di Andrea De Carlo, Tecniche di Seduzione, un’instantanea sull’amore nel suo momento di agonia. Lo sguardo penetrante, che si spinge fin dentro il nocciolo delle situazioni, permette all’autore di presentare in modo quasi giocoso le loro connessioni più intricate. Solo di rado negli ultimi tempi ci è capitato di leggere descrizioni così folgoranti, fredde e calzanti sul caos delle moderne relazioni di coppia, fatte di desideri non vissuti, occasioni mancate, matrimoni falliti, sensibilità infantili ferite. E tutto questo in un linguaggio che fa ricorso alle immagini solo quando sono necessarie: "I miei sentimenti sbattevano contro le pareti dei miei pensieri come uccelli selvatici chiusi in gabbia".

Il protagonista del romanzo, Leo Cernitori, di professione fotografo, separato da moglie e figli, pensa ormai di non avere più alcuna illusione. All’amore crede ancora meno. Si sente stringere alla gola da quell’insostenibile leggerezza dell’essere di fine millennio, sullo sfondo di un’Italia sempre più soffocata dagli scandali di corruzione, scenario adeguato alle sue decadenti angosce. Le sue ironiche descrizioni dell’avvento in Italia di una "rivoluzione dei telespettatori" mostrano come acute osservazioni possano assumere il valore di un presagio, visto che tutto è stato scritto "prima dell’era Berlusconi".

In seguito però Leo incontra l’arpista Manuela Duini, e il suono melodioso della sua arpa gli mette in subbuglio la testa. La sua sensualità gli sconvolge il cuore. D’improvviso si fa breccia un amore intenso ed eccessivo, e Leo ritorna a sognare: "Volevo restare sospeso con lei fuori dalla pressione dei dati di fatto e fuori dallo scorrere del tempo e fuori dal modificarsi delle cose, fuori dagli archi che i sentimenti formano da quando prendono vita a quando si esauriscono".

Ma l’"arcodamore" rivela anche il suo stesso limite. Ed ogni volta i due amanti si irrigidiscono di fronte al timore dell’improvviso svanire dei loro sentimenti, mentre sempre più tormentati si chiedono se la fine di un amore sia soggetta alle stesse leggi naturali che ne regolano l’inizio.

De Carlo rappresenta la lacerata vita interiore dell’uomo contemporaneo, il quale, disancorato da ogni tradizione, fede o sistema di valori, si è reso vulnerabile a tutto, e si getta a capofitto sull’amore come un assetato su un bicchier d’acqua.

Nota di recensione: Quale che ne sia la trama, il leggere i libri di De Carlo è sempre un gran bel leggere. Perché, pur con tutto il suo pessimismo e la sua presunzione, è uno che sa scrivere.

25/6/97