L’ultimo re di scozia
TITOLO ORIGINALE                                     The last king of Scotland
PAESE                                                                 GB                                         
ANNO DI PRODUZIONE                                2006     
GENERE                                                             biografico                                 
REGISTA                                                           Forest Witaker
ATTORE PROTAGONISTA                           James MacAvoy
SECONDO ATTORE                                       Gillian Anderson
ALTRO                                                             
ALTRI                                                             
MERITI ARTISTICI                                                                 * *
GRADIMENTO                                                                         *
 
Nota
 
Mi aspettavo di più da questo film che ci è stato presentato come la biografia del feroce dittatore ugandese Idi Amin Dada, ma mi condizionava il buon concetto che ho della eccellentissima cinematofia inglese, che pure belle prove  ha saputo dare. Ove però non entri il veleno della ideologia e del razzismo. E con essi il solito stramaledetto vizio degli Occidentali di vestire tutti quanti con abiti confezionati a Londra o a Washington. Abiti che non possono che star stretti (e non solo in senso metaforico) a un un desposta brutale e sanguinario qual è o quale sarebbe stato il predetto Amin. Io rimango fermo dell’idea che ognuno di noi va giudicato avendo bene a mente il contesto geografico, storico e politico nel quale si è trovato ad agire, e quindi che tanto per citare un paio di esempi proprio per questo due individui bugiardi e sanguinari come Gorge Bush e il suo sodale inglese Tony Blair meriterebbero un ben altro trattamento di quello che solitamente si riserva loro. Il film dopo un’ora di sofferta visione ho smesso di guardarlo. Formidabile l’interpretazione che l’ottimo Forest Witakerdi Amin, che nel film per noi occidentali rappresenta il “male assoluto”, mentre l’altro protagonista – un giovane dottore scozzese del quale il dittatore fa il suo medico personale – è uno stronzetto arrogante, perennemente arrapato ma scrupoloso quanto besta e ideologicamente a posto. Ho letto che il film finisce con questi che, “a rischio della vita” (così ci dicono i critici) riuscirà a sottrarsi all’abbraccio stritolante del massiccio dittatore nero e puro e pulito se ne ritornerà nella civilissima Scozia. Grandissimo Forest Witaker cui questa interpretazione ha fruttato il premio Oscar, ma mediocre e modesto, non solo ideologicante ma che tecnicamente, il film. Sgradevole e antipatico il personaggio del dottorino. Amin se fosse stato ciò che dicono che sia stato avrebbe dovuto farlo gettare in una fossa di serpenti (la sorte che meritano i traditori), che quello dopo essersi scopata la moglie del suo benefattore e migliore amico (un altro bianco) gli fotteva anche la moglie. 
 
      
25/04/2008