N – Io e Napoleone
TITOLO ORIGINALE                            N – Io e Napoleone
PAESE                                                        Italia, Francia, Spagna.                                         
ANNO DI PRODUZIONE                       2006     
GENERE                                                     Storico                                 
REGISTA                                                   Paolo Virzì
ATTORE PROTAGONISTA                  Elio Garmano
SECONDO ATTORE                               Daniel Auteuil
ALTRO                                                        Sabrina Impacciatore,
ALTRI                                                          Andrea Ceccherini, Valerio Mastrandrea
MERITI ARTISTICI                                 *
GRADIMENTO                                         *  
 
Nota
 
E’ un di quei film che io detesto. Perché dalla parte dritta c’è il giova idealista “duro e puro”, povero, sincero, giovine e bello, che a costo della propria vita vuol ripulire il mondo d’una sua ossessione. Dall’altra c’è questa sua terribile ossessione e chi secondo lui la incarna: Napoleone Bonaparte, la bestia immonda, il più grande macellaio d’Europa, che egli ucciderà al fine di ripulire il mondo della presenza fisica di quel “mostro” (una sorta di Berlusconi ante litteram - almeno a comparare le cose povere di oggi con i grandiosi eventi di due secoli fa - nel breve tempo che il tiranno fu costretto dai legni inglesi a dimorare all’Elba. Se non che Napoleone, che già cullava quel propositi letterari che alcuni anni dopo, nella quiete definitiva di Sant’Elena, avrebbero prodotto “Il memoriale”, ha bisogno d’uno scrivano e siccome il giovane di cui si è detto era, nell’isola, uno dei pochissimi a saper tenere in mano una penna, lo ingaggia e se lo porta sempre appresso per dettargli quel che gli veniva in questo o in quell’altro momento nella testa (ma si tratta, almeno nel film, quasi sempre di banalità). Senonche, il “vecchio marpione”, alternando lusinghe e menzogne, finirà per soggiogarlo (o come vuol darci ad intendere Virzì, per rubargli l’innocenza). Almeno fino all’alba del giorno nel quale Napoleone ha appena preso il mare, portandogli via la sua bellissima amante. Questa è la storia. Uno dei pochi meriti del film sta nel fatto che non che dura molto. Un altro sta nella bravura e nella verve recitativa di alcuni personaggi “locali” (ma attori professionisti, quali Andrea Ceccherini e Sabrina Impacciatore) che, recitando in dialetto toscano (la godevolissima lingua dei locali) riescono a conferire al film quel brio e quella grazia che,  in vero, non possiede.
 
      
28/03/2008