L'Archivio del granchio

Guido Ceronetti

La Stampa del 4/7/1999

Quant'è buono il sindacato! Quant'è utile! Indispensabile! Senza questo Interlocutore fondamentale tutto crollerebbe!
Il linguaggio, quando si parla del sindacato, in Italia, è questo. O masochisti da schiena gemente o adulatori da epoca Domiziano (chiamato normalmente deusque noster).
Assolutamente, raccomandava Machiavelli alle repubbliche, non lasciate crescere nel vostro interno nessuna cosa forte. Dopo la mafia, che s'impone uccidendo, la più cosa forte di questa approssimativa repubblica è il sindacato, quello triplicista e quello della nebulosa autonomista:
Chi gli ha concesso il diritto di veto? Chi gli ha dato poteri da parla-mento? Perché, qualunque cosa si faccia, dev'essere interpellato, pro-piziato, invocato? Perché si stende su tutto l'ombra cinese, alta come un grattacielo, dei Tre Segretari? E' già rognoso avere un governo, ma un supergoverno d'irrequieti senza il quale un governo non. può far nul-la d'importante, è peggio che una rogna, è un'umiliazione permanente.
E' un'azienda - immensa, ramificata, strana... E' una gigantesca slot-machine che non restituisce mai il denaro che gli viene messo nella pancia luccicante. E non gli viene messo per gioco, ma forzatamente. In quanto azienda deve produrre qualche merce. La merce che produ-ce il sindacato è rigorosamente in-vendibile e tuttavia ha costi ingenti: lo sciopero. Il sindacato produce sciopero. Lo produce in quantità spettacolosa in concreto, e anche in astratto: come riserva, ricorso pos-sibile, minaccia estrema. Di fatto, opera brillantemente col ricatto, ta-ciuto o esplicito.
Per lo Stato il tempo delle mobili-tazioni è tramontato: il sindacato mobilita in aeternum le Categorie. Sotto zero o a trentotto gradi può far marciare su Roma, sventurata capi-tale, migliaia di pullman, e nel giorno prescritto, alle dieci precise, fa convergere i suoi mobilitati per vie sfinite, tutti con bandiere, cartelli, striscioni, fischietti, raganelle, bon-gos, verso la piazza della grande prosternazione: a ricevere l'illuminazione del Behemòt, il sermone salvifico del triplomussolini, del megatogliatti, del rais tricefalo che li ha chiamati, evocati, che gli cosparge di sale le umili, bene eccitate piaghe.