L'Archivio del granchio
NO AL COMPUTER A 6 ANNI ! di Guido Ceronetti
UNA riforma dell’istruzione pubblica m’interessa scarsamente: un poco d’anima, dalla parte che insegna, è il punto fondamentale. In quella attualmente prospettata potrebbe esserci qualche misura saggia, in verità ne so poco. Ho notato però una madornale stoltezza, non contestata da nessuno: si vuole introdurre l’ordinatore informatico già nella prima elementare, e addirittura anticipandola, per non perdere tempo nel puntare subito, con brutale sfacciataggine, al rimbecillimento. Molti bambini ci giocano già in famiglia. A scuola saranno subito bravissimi nel manovrare lo strumento. I ritardati in informatica potrebbero costituire una riserva estrema di speranza dell’intelligenza. C’è da augurarsi che siano bocciati, questo li rafforzerà. Per i non refrattari, lo scenario è quello del Rinoceronte di Ionesco, con quella carica di bruti in sottofondo acustico permanente. A sei anni appena, un linguaggio fabbricato con hacker, virus, portale, sito, ciattare, on-line, wu-wu-wu, cliccare, web, scaricare, software, può già testimoniare un eccellente esito di spappolamento cerebrale incruento. Il termine navigare non designa più, per un’infanzia così, uno scafo grande o piccolo che solca una distesa d’acque con sopra dei passeggeri oziosi e dei marinai occupati: questa è soltanto la metafora del navigare letterale, autentico, che è invece lo stare rattrappiti, immobili, per ore, giorni, il tempo che le caravelle di Isabella impiegarono per toccare il nuovo continente, davanti all’ordinatore che gli squaderna l’illimitato automatismo dei siti Internet. -Sapessi com’è bravo: trova tutto subito. Mentre mangia le patatine ha già imparato Giulio Cesare e Greta Garbo!- Il navigatore d’acque non è un obeso, neanche da pensionato; questo acchiappatore di sapienza lo è a sei-sette anni, e naturalmente non saprà mai nulla di Giulio Cesare o di Greta Garbo perché l’Istruzione, il sistema formativo, non ha in vista l’uomo conoscente, ma il puro alienato, il consumatore passivo, da servire vergine alla bocca del minotauro economico. L’informatica a sei anni significa non dare spazio a qualcos’altro di insinuarsi, a qualche meteorite minimo di pensiero e di sentimento di cadere in quel fremito umano appena nato compromettendone l’integrale corrompimento. Nulla di più occlusivo, di più catarattante. La memoria, mai veramente risvegliata ed esercitata, fatta Pagine Gialle di siti, di programmi. La jihad del mangiatore di patatine-navigatore sarà la guerra santa ai virus informatici, ora vincente, ora soccombente. La Rete su tutto e sopra e dentro tutti. Non sapevamo, mettendoci a scrivere libri, che avremmo miseramente perso la sfida uomo.
da La Stampa del 16 marzo 2003