La cicala e la formica: una nuova versione.
Mi è arrivata una versione riveduta e corretta della famosa favola di Jean de La Fontaine «La cicala e la formica». Ho subito pensato: che i francesi stiano imparando a ridere di se stessi? Poi, leggendo il dibattito sul precariato aperto da Sergio Romano (Corriere, 4 aprile), ho pensato che potesse andare bene anche per il nostro Paese.
Ecco la versione classica. La formica lavora sodo tutta l'estate: si costruisce una casa e prepara le provviste per l'inverno. La cicala pensa che la formica sia una stupida: lei ride, balla e canta tutta l'estate. Una volta arrivato l'inverno, la formica è al caldo e ben nutrita. La cicala non ha né cibo né riparo e muore.
Ecco la versione riveduta. La formica lavora sodo tutta l'estate: si costruisce una casa e prepara le provviste per l'inverno. La cicala pensa che la formica sia stupida e ride, balla e canta tutta l'estate. Arrivato l'inverno, la formica è al caldo e ben nutrita. La cicala tremante di freddo organizza una conferenza stampa e chiede come mai la formica abbia diritto di stare al caldo mentre gli altri, meno fortunati, hanno freddo e fame. La tv mostra in diretta la cicala tremante di freddo e la formica nella sua casa confortevole. I francesi sono colpiti dal fatto che in un Paese così ricco si lasci soffrire la povera cicala mentre altri vivono nell'abbondanza. Le associazioni contro la povertà manifestano davanti alla casa della formica. I giornalisti chiedono come mai la formica sia diventata ricca alle spalle della cicala e fanno interpellanze al governo perché aumenti le tasse della formica in modo che paghi la «sua giusta parte». In risposta ai sondaggi, il governo fa una legge sull'eguaglianza economica e una legge (retroattiva all’estate) antidiscriminazione. La formica si vede aumentare le tasse e riceve anche una multa per non aver assunto la cicala come apprendista. La casa è messa sotto sequestro perché la formica non ha ormai più denaro a sufficienza per pagare la multa e le tasse. La formica lascia la Francia e si stabilisce felicemente in Svizzera. La tv mostra la cicala ingrassata mentre sta finendo le ultime provviste della formica. La casa della formica è ora divenuta alloggio sociale per la cicala ma sta andando in malora perché non viene fatta la manutenzione. Si rinfaccia al governo la carenza di mezzi. Si istituisce una commissione d'inchiesta che costerà 10 milioni di euro. La cicala muore di overdose: Libération e l'Humanité parlano di fallimento del governo a risolvere seriamente il problema delle ineguaglianze sociali. La casa viene occupata da una banda di ragni immigrati: il governo si felicita della diversità multiculturale della Francia. I ragni organizzano un traffico di marijuana e terrorizzano la comunità. Annamaria Spadaro Chirulli
(Tratta dalle lettere al Corriere della sera del 20 aprile 2006)