L'Archivio del granchio
La classifica mondiale di Transparency International ci assegna il trentunesimo posto
Corruzione, l'Italia peggiora: è penultima in Europa
dal "Corriere della Sera" del 29 agosto '02
Il livello di corruzione in Italia è leggermente peggiorato, lasciandoci al penultimo posto in Europa e al trentunesimo nel mondo. Questo secondo gli ultimi dati presentati ieri da Transparency International, l'organizzazione non governativa e no-profit che si occupa di monitorare il livello di legalità in tutti i Paesi. Gli analisti di Transparency hanno esaminato i rapporti formulati da "istituzioni indipendenti" e condotto una serie di sondaggi per arrivare a stilare la loro classifica. L'indice di percezione della corruzione, quello che segnala la diffusione del malaffare tra coloro che occupano cariche pubbliche e politiche, è sceso da 5,5 a 5,2: più è alto, più il Paese è "pulito" mentre il 5 è la soglia della sufficienza.
Il record spetta alla Finlandia (9,7) seguita da Danimarca e Nuova Zelanda (9,5). Al decimo posto la Gran Bretagna (8,.7); Svizzera solo dodicesima (8,5); sedicesimi gli Stati Uniti (7,7). Prima di arrivare all'Italia ci sono anche il Botswana, la Namibia, la Slovenia e Taiwan. Precipita l'Argentina, dove la crisi economica avrebbe anche abbassato il livello di moralità, passata dal 57mo al settantesimo posto. Tra i più corrotti, la Russia (2,7), l'Albania (2,5) e infine il Bangladesh (1,2). Esclusi dalla lista alcuni Paesi arabi per i quali non esistono dati attendibili.
Un anno fa all'Italia era andata meglio: ci eravamo piazzati al 29mo posto, il miglior risultato mai attribuito al nostro Paese. Ma l'esame dei dati forniti dall'organizzazione resta comunque incoraggiante. Nel 1996 eravamo sotto il 3,5, considerati alla pari del Terzo Mondo: l'anno successivo il balzo in alto, con il raggiungimento della sufficienza che è stata sostanzialmente mantenuta fino all'exploit del 2001.