Stagione agonistica 2008/2009
 
Una doverosa premessa per i miei 25 lettori. Neanche per questo campionato ho voluto abbonarmi a Sky calcio o a Mediaset Premium le quali mi avrebbero dato la possibilità di seguire a un prezzo abbastanza contenuto (specie Mediaset) le vicende juventine.
Non voglio più sentirne parlare fin dall’anno che mani oscure ci precipitarono in B smantellando un complesso che era, come “La Envencible Armada” di Filippo II e fatta salva la differenza che quel formidabile complesso fu distrutto dal maltempo e debellata dagli inglesi, mentre per distruggere la Juventus è bastato neutralizzare Giraudo e Moggi, ponendo per sempre fine (per sempre perché il nuovo padrone pur non amandola si rifiutano di venderla) a un complesso perfetto e imbattibile (che solo nelle due stagioni di Fabio Capello, le ultime, aveva vinto due campionati su due, restando per 38 giornate di seguito, come il famoso “Tonno insuperabile”, sempre in testa alla classifica). Qui ci sono voluti il vertice della Fiat, nelle persone del signorino Yaki Elkann e del suo suo puparo Luca di Montezemolo, due tecnocrati usciti in tempi diversi dai magnanimi lombi dell’Avvocato (mentre il cugino, il giovane Andrea, il più juventino di tutti, figlio del dottor Umberto e di donna Allegra, da sempre molto vicino alla “Triade”, per questioni di eredità, beghe di famiglia e per non fa ombra all’Elkann cooptato al vertice del gruppo torinese, è stato esiliato a Londra), (continuo l’elenco degli eversori) il nemico-amico Massimo Moratti, proprietario presidente dell’Inter, uno che non sarebbe capace di trarre profitto neanche da una rivendita di tabacchi, (cui per gratitudine, ottenuto lo scopo per il quale gli aveva chiesto aiuto, l’Elkann ha regalato quell’Ibrahimovic che era il nostro unico fuoriclasse e che il Moratto concupiva); l’amico (vice presidente e sponsor dell’Inter) Marco Tronchetti-Provera (uno così carico di debiti che quanto esploderà farà un botto che si udrà fino in Brasile, e che sul cui conto, per delle oscure vicende legate all’apparato spionistico-intercettatorio messe in atto della Telecom presso la procura di Milano un processo penale);
una forsennata e implacabile campagna giornalistica contro il gruppo dirigente della Juventus, sprezzantemente chiamato, per sottolinearne la mafiosità, “Triade”, e sopra tutto contro Luciano Moggi (ché se l’Italia fosse un paese serio Moggi invece dovrebbe essere messo a fare il capo della Federcalcio, come il grande giornalista Piero Ostellino in quei giorni di fuoco scrisse), le cui più forsennate “prefiche” furono Liguori, Sconcerti, il purtroppo ancora non morto Cannavò, il direttore della “Gazzetta” (giornale in orbita Ifil, lo si ricordi), tutti i giornalisti della Rai, di taluni scheranii di risulta come, tanto per citarne uno la signora Daria Bignardi in Sofri, la quale voleva far dire a Moggi, pubblicamente, in televisione, come facesse a far la pipì se stava tutto il giorno al telefono…), qualche cane sciolto della Mediaset , e tutto un can can mediatico e politico al quale l’appena insidiatosi governo Prodi e la ministra Melandri diedero un lurido, cospicuo appoggio non solo buttandola com’è costume di quelli della sinistra sul bieco moralismo, più concretamente,  nominando a capo della Federcalcio l’avv. Guido Rossi ex membro del consiglio di amministrazione dell’Inter (ma guarda un po…!) il quale compì un capolavoro che dai tempi della notte di San Bartolomeo non se ne vedeva l’eguale precipitando la squadra bianconera in serie B e  di fatto svuotandola. A me nessuno mi toglie dalla testa che se le elezioni della primavera del 2006 le avesse vinte Berlusconi, uomo di sport e buon amico di Moggi e di Girando, nulla ci sarebbe capitato.
Chi voglia documentarsi su “Farsopoli” può farlo volgendosi al file “Cronaca di una morte annunziata” ospitato in queste stesse pagine.
L’affondamento della corazzata Giraudo e la defenestrazione, a furor di popolo del “lebbroso” Moggi hanno portato nelle massime posizioni societarie un candido galantuomo sinceramente attaccato alla squadra ma che conta quanto a briscola il due di picche quando la briscola è di denari) come Giovanni Cobolli Gigli che nel recente passato aveva acquistato qualche benemerenza presso la “famiglia” liquidando con qualche profitto “”La Rinascente” e un tal francese, probabilmente amico del nipote di quello che un tempo fu il rabbino capo si Parigi, tale Jean Claude Blanc che proviene dal mondo dello sci e di calcio ne capisce quanto io di base-ball. Il ridimensionamento, appoggiato da gratuite e roboanti dichiarazioni auto incensatorie sia dei proprietari che dei dirigenti al loro soldo, dai giocatori con dinanzi minore avvenire, e, con peloso e molesto fragore, dalla nutrita canea di giornalisti amici, ci ha “regalato” con complesso debole e malato, guidato da un allenatore do poco prezzo e di minori qualità, infarcito di giovani (tranne qualcuno come Chiellini e come Marchisio) ancora acerbi, e di costosissimi vecchi che è stato  autolesionistico trattenere, che non riescono a fondersi tra di loro e a fare squadra.
Conto di rifarmi vivo, se camperò da poterci arrivare, quando si verificheranno le seguenti due situazioni:
a): gli Elkann passeranno la mano,
b): il signor Alessandro Del Piero si toglierà finalmente dai piedi. 
Mi corre pertanto l’obbligo di avvisare i miei pochi lettori che anche per quel che riguarda le partite di questo campionato (a differenza di quelle dei campionati fino a quello del 2004) verranno da me  raccontate non per essere state viste ma solo per “per dei sentito dire”.  E che pertanto nei resoconti che seguiranno non leggeranno di migliori o di peggiori, di prestazioni e di arbitraggi, cose che per poterne dire bisogna prima vederle, se no è meglio starsene zitti.
Non mi interessa spendere soldi per seguire le vicende di un campionato che facilmente lo rivincerà l’Inter, perché ha un presidente- proprietario-magnate petrolifero-sfaccendato (il fratello, la famiglia gli hanno regalato il giocattolo Inter, dove in 12 anni di patronato ha profuso una infinità di quattrini senza mai vincere nulla (almeno prima che i vertici della Fiat non facessero fuori Moggi e Girando e tra capo e collo non gli piombasse quella sorta uomo della provvidenza e provvidenziale “Fasso tutto mi…!” che è stato l’avvocato Rossi), perché si tenesse alla larga dalla azienda di famiglia. Ma gli si deve dare atto che negli ultimi due anni due mosse giuste le ha fatte: si è fatto dare dai dirigenti juventini come guiderdone per il servizio reso Zlatan Ibrahimovic e ques’anno, uscito dal bluff Mancini, si è assicurati i servizi di quello che, ora che in un modo o nell’altro Marcello lippi e Fabio Capello sono usciti dalla comune, è il miglior tecnico possibile, quel José Mourino che sta ad Ancelotti come la soda caustica sta al sapone e al suo predecessore Mancini come un fernet al veleno. A questa supercorazzata la martoriata, mutilata, impoverita Juventus, mal costruita e mal guidata, non potrà assolutamente tenere testa (sarà un miracolo se riusciremo a vincere ambedue i derby, e secondo me anche il Milan è più forte di noi).
Un altro motivo, non il minore, è anche che detesto Alessandro Del Piero dei cui egoismi e della cui invadenza mediatica sono arcistufo.
E’ una squadra che avrebbe dovuto essere coraggiosamente rifondata, chiedendo ai tifosi di pazientare e di avere fiducia, pensionando innanzitutto i senatori (da Nedved a Del Piero, da Trezeguet, all’inutile Andrade, al sempre rotto Zanetti, allo stesso Buffon che se è vero che il Manchester per averlo ci dava 70 milioni è stato da incompetenti non venderlo. I pochi punti di forza della squadra (Amauri, Chiellini, Camoranesi, Sissoko e se gioca e sta bene Buffon e il giovane Marchisio non possono bastare.     
 
Calciomercato:
 
Acquisti:
Amauri (A, Palermo, 22,8 mln), Ekdal (C, Brommapojkarna, 1 mln), Mellberg (D, Aston Villa, 0), Criscito (D, Genoa, fp), Marchisio (C, Empoli, fp), Giovinco (C, Empoli, fp), De Ceglie (D, Siena, 3,5 risc.), Knezevic (D, Livorno, 0,7 mln, p), Poulsen (C, Siviglia, 9,75 mln), Chimenti (P, Udinese, 0), Manninger (P, Udinese, 1 mln), Iago (Barcellona, att., gratis, salvo un compenso da stabilire se esordisce in Ch. L.).
 
Cessioni:
Nocerino (C, Palermo, 7,5 mln), Lanzafame (A, Palermo, 2,5 mln X 1/2), Stendardo (D, Lazio, fp), Blasi (C, Napoli, 2,7 mln risc.), Birindelli (D, Pisa, svinc.), Rossi (D, Siena, 1mln risc.), Paro (C, Genoa, 1,5 mln risc.), Criscito (D, Genoa, 1 mln p), Palladino (A, Genoa, 6 mln x 1/2), Vanstrattan (P, verona, fp), Del Prete (D, Siena, 0,3 mln x 1/2), Novembre (P, svinc.), Belardi (P, Udinese, p), Almiron (C, Fiorentina, p.), Pasquato giovane centravanti di belle speranze dopo avere segnato 6 degli 8 gol con i quali nel tradizionale “vernissage” di Ferragosto, lo hanno imprestato all’Empoli a far vedere quel che sa fare.
 
Del mercato della Juve c’è assai poco da scrivere; Tiago, Almiron, Trezeguet e Del Piero siccome godono di lunghi e onerosi contratti, cui la anacronistica clausola della firma contestuale, dà la facoltà di rifiutare qualsivoglia destinazione non gradita a Blanc e a Secco che pure hanno fatto di tutto per svenderli gli sono rimasti sul groppone perché essendo vecchi e venendo da una stagione fallimentare nessuno ha ritenuto di investire su di loro cercati (Tiago ha sistematicamente respinto ogni destinazione che gli veniva proposta, mentre di Almiron si son potuti liberare all’ultimo momento sol perché quel marpione di Pantaleo Corvino è riuscito a farselo dare senza dover sborsare un euro. (Il giovane Secco sarà pulito siccome lo vogliono i ) suoi nuovi padroni ma che di sicuro non ha sullo stomaco quella montagna di pelo che vi aveva Luciano Moggi... (avrei voluto vederli i sopra citati quattro o cinque con al suo posto il boss di Montilciano che qualche anno fa, quando il Real Madrid per Zidane gli offrì 150 miliardi di lire se lo caricò sulle spalle e glie lo portò lui stesso a Madrid…).
 
Per definire il terzo calciomercato della era degli Elkann (ma forse è meglio dire di John Elkann detto Yaki perché l’altro fratello, Lapo, di fatto è stato estromesso) era può bastare anche la nudità delle cifre le quali quasi sempre dicono la verità. Il saldo algebrico della campagna acquisti e vendite è attivo di 12,2 milioni. Questo perché oltre al centravanti Amauri che forse hanno strapagato (ma al quale io avrei senz’altro preferito Alberto Gilardino, Diego Milito e probabilmente anche l’olandese Huntelaar che costavano meno) non hanno comprato nessuno. Non il regista Xavi Alonso perché il Liverpool chiedeva 12 milioni di euro (meglio il quasi vecchio Poulsen per il quale il Siviglia ne chiedeva solo otto e il giovanissimo Ekdal pagato solo 800 mila. E neanche il serbo-interista Stankovic che è un giocatore d’esperienza e che a differenza della frangia più becera della tifoseria io avrei visto bene in maglia bianconera, ma non l’han preso, anche se il Moratto che per alleggerire un po’ il terrificante monte ingaggi quasi ce lo regalava. Ma quel “quasi” per il francese Blanc era diventato una montagna difficile da scalare più che il Tourmalet e il giovane Secco sa che se vuole durare deve al più presto far dimenticare di essere stato amico di Luciano Moggi. La verità vera è che i fratelli Elkann sono santi che non sudano e appare chiaro anche ai ciechi e ai sordi che non hanno nessuna voglia di spendere.
Prenderebbero tutti a prezzi di liquidazione, come han fatto con Mellberg, Grygera, con Salihamidzic, i giovani Giovinco, Marchisio e De Ceglie (del quale nessuno scorge i paurosi limiti tecnici e atletici) sono dei ritorni per fine prestito.
Menomale che proprio l’ultimo giorno han preso il giovane Yago (Iago, proprio come l’infido servo di Otello), sol perché gli è gratuitamente caduto sulla capa come la famosa mela in quella di Isaac Newton...). Si tratta d’un ragazzino di 17 anni che il Barcellona, da sempre attento ai talenti precoci, stava allevandosi in casa, ma successe che allo scalpitante ragazzino non andò giù, quest’estate, che Guardiola, il nuovo tecnico della prima squadra e già responsabile unico delle giovanili, gli abbia sbarrato le porte della prima squadra ritenendolo ancora non pronto. Il ragazzino se ne è adontato e si è cercato un’altra squadra; Secco lo ha saputo e ha colto l’occasione. Fermo restando il fatto che io rimango fermamente convinto che il Barcellona come nessun’altra squadra si sarebbe mai privata di un campioncino in erba e se realmente avesse creduto in lui, c’è da dire che il trasferimento contiene una clausola secondo la quale la Juventus,  se il ragazzino esordirà in Champions League, pagherà agli spagnoli un premio, il così detto premio di valorizzazione.  Ma figuriamoci se uno Yes-man come il conservatore Ranieri non si presterà a mandarlo in tribuna…! Potrebbe essere, il ragazzo se è veramente bravo, l’erede del quasi trentottenne Nedved che ormai è stracotto, oppure potrebbe, con Giovinco, affrettare il pensionamento della vecchia cariatide Del Piero, del cui strapotere e della cui invadenza mediatica ne ho piene le scatole. Da qual che si è visto
 
A me appare chiaro che l’imperativo categorico per i nuovi dirigenti è finanziate gli acquisti con le vendite e che le rilevanti altre entrate (abbonamenti e biglietti di accesso allo stadio, (diritti televisivi, proventi di partecipazione alla Champions League, amichevoli, tornei e trofei vari, marchendaising devono costituire solo il grasso che cola).
Di questo passo presto decadremo al rango dell’Udinese di Pozzo.
 
Probabile formazione di partenza, poi il campionato dirà la sua e la sua sarà l’unica voce con la quale alla fine dovremo fare i conti, ma da quel che si intuisce Ranieri partirà con Buffon in porta, Grygera, Legrottaglie, Chiellini e Molinaro a formare la terza linea; con Camoranesi, Marchisio o Poulsen, Sissoko e Nedved nella linea del centrocampo, e quali punte, Amauri e l’inamovibile Del Piero.
Faranno la spola tra campo e panchina Manninger che se  Buffon starà bene non giocherà, uno dei due tra il barbuto Mellberg e il croato Knezevic, giovane De Ceglie che a me non mi convince, Marchionni quando Camoranesi come spesso gli succede non starà bene, secondo me il giovane Marchisio si conquisterà il posto di titolare a spese del danese Poulsen preso per non prendere Xabi Alonso, Vincenzone Iaquinta potrebbe giocare più del declinante Trezeguet, mentre ho dei dubbi sul brasiliano Amauri (non avrebbero dovuto lasciarsi sfuggire il già opzionato Huntelaar che non per nulla se l’è preso il Real. Come non ne vedo, a causa dell’invincibile conservatorismo dello Yes-man Ranieri,  per i giovani Giovinco, il più noto dei tre, e gli altrettanto giovani ma ancora tutti da scoprire, Ekdal e Yago. Vedo infine pochi margini e solo quando ci sarà da contenere il risultato per l’oggetto misterioso Tiago e, se mai guarirà, per il sempre rotto Zanetti; la stessa cosa può dirsi per il volenteroso rincalzo niente pagato Salihamiszic.
 
 
 
Panoramica:
 
 
Siccome delle altre squadre non mi importa niente, mi limiterò, nelle mie disamine, alle nostre dirette concorrenti, e quindi all’Inter che porta lo scudetto in petto, alla Roma l’anno scorso seconda, ovviamente alla Juventus, squadra per la quale tifo. Mentre della Fiorentina che pure ha estromesso il Milan dalla massima competizione continentale non mi occuperò. Perché la squadra di questi scarpari pervenùes che sono i Della Valle mi fa un’antipatia incontenibile e con lei quel suo tecnicuzzo foltocrinito (ma solo di dietro) che non ha mai vinto niente eppure gode di una invereconda buona stampa. Siccome sono un emerito tradizionalista (nessuno è più conservatore dei rivoluzionari...) e non intendo soggiacere alla legge dei numeri per cui dei tratterò solo di Juve e di Milan e, per forza di cose, della vincitrice (con l’inganno e con la compiacenza dei vertici Fiat) degli ultimi 4 scudetti, cioè dell’Inter, che è forte sol perché dispone del miglior attaccante attualmente in circolazione in Europa e forse anche fuor d’Europa, quel Zlatan Ibrahimovic che secondo me rappresentò il guiderdone dei vertici della Fiat a quelli della Telecom, e quindi a Moratti a Trochetti Provera e all’Inter per avergli sbrigato, con le intercettazioni e col commissario Guido Rossi, la matassa Giraudo e Moggi.
Buon divertimento, e speriamo che non vinca la migliore, perché sulla carta, quest’anno più degli altri anni, la migliore è l’Inter...
 
 
 
Inter (presidente M. Moratti, vice presidente Marco Tronchetti-Provera, sì proprio quello della Telecom), responsabile tecnico José Mourinho, direttori sportivi Marco Branca e Gabriele Oriali (l’Inter è l’unica squadra al mondo che ha due direttori sportivi). A parer mio e prima che il campionato cominci i migliori sono Ibrahimovic, Cambiasso e Julio Cesar e forse, dopo, dopo un po’, l’ex romanista Mancini.
 
Adesso esprimerò un giudizio di simpatia e antipatia verso alcuni dei tesserati delle società e squadre delle quali andrò a dire. Giudizi di natura quasi viscerale che pertanto non hanno nulla di tecnico. Ma tant’è...!
Inter: Li detesto tutti, a cominciare da Moratti a finire all’ultimo dei tanti affamati famigli di cui si circonda. Gli unici estranei a quest’ambiente di pagati per non vincere mai niente sono il tecnico Josè Mourinho, un vero “special one man” come lui stesso senza neanche un po’ di falsa modestia si è definito, un vincente, uno sempre con la risposta sempre pronta e come tutti gli uomini di carattere dotato di un dotato di pessimo carattere; dei giocatori mi sono simpatici Ibrahimovic in quanto giocatore e atleta di un altro pianeta (non per nulla risulta essere il più pagato in Europa) e Adriano anche lui un po’ strambo e estraneo al falso perbenismo di matrice morattiana. Detesto Figo, Materassi, Toldo, Samuel, Chivu e Xavier Zanetti.   
 
Roma presidente miss Rossella Sensi, direttore sportivo tale Gabriele Pradé che una volta faceva il portaborse a Lucianone Moggi; responsabile tecnico Luciano Spalletti; Giocatori di maggior nome e di più alto ingaggio Totti, Vucinic e Julio Baptista. La squadra da anni cammina su schemi collaudati ma il complesso continua a dipendere dalle lune di Totti... Simpatici e antipatici: tra i primi miss Rossella Sensi, Aquilani, Vucinic e Julio Baptista detto “La Bestia”; tra i secondi innanzitutto Luciano Spalletti che ha una spocchia insopportabile e con lui Totti, quell’addormentato del portiere Doni, l’assai mediocre terzino Cicinho, i macellai Loria e Mexes detto Barbie. Infine gli ex calciatori Panucci e Montella.
 
Milan: Proprietario e presidente Silvio Berlusconi, amministratore delegato Adriano Galliani, responsabile tecnico Carlo Ancelotti; Formazione di partenza: ABBIATI, Jankulowski, SENDEROS, Nesta, ZAMBROTTA, Gattuso, Pirlo, FLAMINI Kakà RONALDINHO, Pato. Primi rincalzi: Kaladze, Ambrosini, Seedorf, Emerson, Inzaghi, Borriello, SHEVCHENKO, Voglio aggiungere che i rosso-neri, che secondo me non dispongono di un portiere di pieno affidamento e hanno una difesa di ottuagenari, mi paiono troppo sbilanciati in avanti (chi correrà con Ambrosini e Gattuso...?!). Però il perfido Galliani va incessantemente dichiarando ai quattro venti che pretende lo scudetto frase che Ancelotti ripete come un pappagallo. Secondo me il perfido Galliani sta solo cercando di costruirsi il modo per farlo fuori prima di Natale. Galliani ha costruito una sorta di tigre di carta, prendendo dei giocatori di altissimo richiamo ma finiti da tempo (prima Ronaldo, poi il buon Schevchenko, quindi Ronaldinho che il Barcellona non vedeva l’ora di liberarsene e ora il fenomeno (da baraccone) Beckham).
Mi sono simpatici il presidente Berlusconi, cui certi miei amici milanisti (incompetenti e ingrati) per ragioni politiche tutti i momenti del giorno augurano la morte lo vorrebbero morto anziché auto-tassarsi e innalzargli una statua d’oro... ; Nesta, Zambrotta che ha una moglie bellissima.  Tecnicamente parlando, un calciatore che toglierei ai rossoneri è Clarence Seedorf. Detesto il tecnico Ancelotti e Abbiati, Ambrosini, Pirlo, Maldini, Senderos, Pato, Kalac, Kaladze e il virtuosissimo Kakà.  
 
 
Comunque, solo a titolo rappresentativo, il torneo se lo giocheranno:
 
1 Atalanta Del Neri,
2 Bologna Arrigoni (Mihajlovic, Papadopulo),
3 Cagliari Allegri,
4 Catania Zenga,
5 Chievo Iachini (Di Carlo)
6 Fiorentina Prandelli,
7 Genoa Gasperini,
8 Inter Mourinho
9 Juventus Ranieri (Ferrara),
10 Lazio (Rossi),
11 Lecce Beretta (De Canio),
12 Milan (Ancelotti),
13 Napoli Reia (Donadoni),
14 Palermo Ballardini,
15 Reggina Orlandi (Pillon, De Canio, Orlandi),
16 Roma Spalletti,
17 Sampdoria Mazzarri,
18 Siena Giampaolo,
19 Torino (De Biasi (Novellino, Camolese),
20 Udinese Marino.
 
Invece parteciperanno al massimo torneo europeo le seguenti 16 squadre:
 
Aalborg (Dan)
Arsenal (UK)
Atletico Madrid (Es)
Bayern di Monaco (De)
Barcellona (Es)
Basilea (Ch)
Bate Barisov (BR)
Bordeaux (Fr)
Celtic (Sc)
Chelsea (Uk)
Cluj (Ro)
Dinamo di Kiev (Uk)
Famagosta (Ci)
Fenerbahce (Tu)
Fiorentina (It)
Inter (It)
Juventus (It)
Liverpool (UK)
Manchester utd. (UK)
Olympique Lione (Fr)
Panatinaikos El)
Porto (Po)
PSV Eindhoven (Ne)
Roma (It)
Shakthar Donetsk (Uk)
Steaua di Bucarest (Ro)
Villareal (Es)
Zenit di San Pietroburgo (Ru)
 
 
Finale (a Roma il 27/5/2009) Barcellona (Guardiola) Manchester Utd. (Ferguson). Vince il Barcellona per 2 a 0 (Samuel E-Too, Leo Messi).
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Precampionato:
 
Luci  ed ombre. Tra le prime le belle vittorie (0 a 1) contro l’Arsenal nella Emirates cup e quella contro il Borussia a Dortmund (1 a 3) e, volendo essere di manica larga, anche il pareggio a reti bianche di Manchester contro il Manchester Utd. Tra le ombre ci mettiamo la pesante sconfitta di Amburgo e, sopra tutto, la disfatta nella ennesima edizione del Trofeo Berlusconi contro il Milan che in questo precampionato ovunque sia andato le ha sempre prese di santa ragione. Ovviamente le partite semiserie di 45 minuti (trofeo Tim, trofeo Birra Moretti, non le prendiamo neanche in considerazione. Tra i risultati positivi è da ascrivere, ma solo perché consentirà a Ranieri e alla squadre di fare un po’ di strada in Europa, la vittoria per 4 a 0 contro l’Artmedia di Bratislava, facendo finta di dimenticare che l’Artmedia è compagine che in Italia a fatica si salverebbe in B. 
   
 
 
 
Rosa (con tra parentesi il mio giudizio non tecnico):
 
 
[13] Alex Manninger: portiere austriaco di Salisburgo di 31 anni (é una buona riserva, ciò in fondo che ci serviva).
 
[12] Antonio Chimenti: portiere pugliese, di 38 anni (da fare entrare quando c'è da giocarsela ai rigori, anche perché lui spesso ci prende mentre il titolare non ne becca mai uno...);
 
[1] Gian Luigi Buffon, detto Gigi: portiere toscano di Carrara di 30 anni (quest'anno mi sembra ancora più pronto e preciso che nel passato, ciò nonostante per 70 milioni di euro, se l’offerta del Manchester utd è, come credo, vera, non ci penserei un minuto a venderlo...;
 
[5] Jonathan Zebina: terzino destro parigino di colore di 30 anni (è dannatamente litigioso e anche un po’ scriteriato, ma mi è simpatico perché è uno di quelli che non ci stanno mai a perdere...);
 
[28] Cristian Molinaro: terzino sinistro, salernitano di 25 anni (ci mette l'anima e io a quelli che ci mettono l'anima perdono tutto, anche se più sono i crosso che sbagliano che quelli che indovinano...);
 
[4] Olof Mellberg: difensore centrale, svedese di 31 anni (lo han preso per il vizio proprio di questi dirigenti di prendere giocatori a fine contratto; meno male che ci sono Chiellini e il miracolato Legrottaglie... ).
 
[33] Nicola Legrottaglie: difensore centrale, pugliese di 32 anni (il vecchio Moggi vide giusto quando 4 o 5 anni fa lo prese dal Chievo; ci è voluto tempo, molto tempo, ma Padre Pio alla fine il miracolo lo ha fatto (chiamo in causa il santone avellinese perché sia Lucky Luciano che Nick Infradito sono suoi devoti credenti; la sua resurrezione degli ultimi due campionati può senz’altro iscriversi fra gli eventi soprannaturali...).
 
15 Dario Knezevic: difensore croato di Fiume di 26 anni (non lo conosco... ma non credo che sia più di una seconda o di una terza scelta...);
 
[21] Zdenek Grygera: terzino destro o centrale cèco di 28 anni (è venuto nell'estate della micragna, quando Blanc e Secco avevano l’ordine tassativo di prendere giocatori che non costavano niente, ma è uno strenuo lottatore e in un modo o nell’altro riesce sempre a cavarsela);
 
[29] Paolo De Ceglie: difensore di fascia sinistra, valdostano di 22 anni (sono arciconvinto che a fine stagione avrà giocato meno partite del suo rivale Molinaro...; non so a che possa servire un terzino che non sa difendere...).
 
[3] Giorgio Chiellini (difensore centrale), toscano di 24 anni; (scommetto che nei prossimi dieci anni sarà lui il perno centrale della nazionale azzurra; è un mix di Nesta e Stam);
 
[14] Jorge Manuel Andrade: difensore centrale), portoghese nero di 29 anni (poveraccio l’han tagliato, giovandosi della clausola Falcao e della inattesa resurrezione del miracolato Legrottaglie);
 
[6] Cristiano Zanetti: centrocampista), toscano di 30 anni (ottimi piedi, ottima testa, ma non so, stretto com’è tra Poulsen e Sissoko e con i muscoli che si ritrova quante partite arriverà a giocare...;
 
[s.n.] Yago Falque Silva: attaccante, spagnolo di Vigo di 17 anni (è del tutto sorprendente che abbiano preso un ragazzino che non ha ancora diciott’anni e che nei proclami prima o poi dovrebbe sostituire Nedved... Ma al suo arrivo una spiegazione c’è: il giovanotto aveva litigato brutto con Guardiola e quelli del Barcellona ce lo hanno regalato.
 
[30] Tiago cardoso Mendes: centrocampista), portoghese di 26 anni (non ne ha azzeccata una e ciò nonostante si ostina a non voler togliere il disturbo...);
 
[22] Sissoko Mohammed: centrocampista), maliano (cioé nato nel Mali, quindi nero come la pece, di 22 anni (è un leone, una forza della natura, è probabilmente il miglior incontrista che ci sia in circolazione);
 
[7] Hasan Salihamidzic detto Brazzo: centrocampista) tedesco di Cermania di 30 anni (buona volontà, grande impegno, è anche simpatico, se si vuole... ma dei paurosi limiti tecnici).
 
[23] Fausto Rossi: centrocampista, ala destra) nato 18 anni fa non so dove (è un ragazzino che si è messo in luce nella “Primavera”, ma è dannatamente chiuso in questa Juve di vecchissimi e di giovanissimi...).
 
[18] Christian Poulsen: (centrocampista), danese di 28 anni (un gran bel mediano di lotta e di governo; con un gran bel tiro da fuori e un gran senso tattico);
 
[11] Pavel Nedved: centrocampista tuttofare, cèco di 36 anni (basta, pietà! è stracotto, è bollito, bisognava venderlo due anni fa e prendere Van der Vaart...) Ma ormai è tardi, lo ha preso il Real Madrid e lì sta facendo faville.

[19] Claudio Marchisio: centrocampista torinese di 21 anni, 22 a gennaio (è stato il leader e il capitano, fino a due anni fa, della formazione “Primavera” che era insuperabile più che il famoso tonno... grande temperamento e personalità; lo adoro);
 
[32] Marco Marchionni: ala destra, romagnolo di 28 anni (un mediocre, e neanche più di primissimo pelo...);

[20] Sebastian Giovinco: mezzala, torinese di 21 anni, 22 a gennaio (non lo so, non mi pronuncio. I grandi calciatori non li fanno i grandi titoli sui giornali e nemmeno le grandi aspettative: secondo me è troppo leggero... e poi con Kaghemusa davanti la prima squadra la vedrà col binocolo..!):

[27] Albin Ekdal (centrocampista) scandinavo di 19 anni (è un efebico diciottenne che non ho mai visto giocare; magari l’han preso anche lui gratis...);

[16] Mauro German Camoranesi: ala, centrocampista bonearense di 32 anni (è il mio idolo, il mio giocatore preferito, il solo, da quando se ne è andato Zinedine Zidane, che sa coniugare forza e fantasia, e a differenza di chi prende tre volte quel che prende lui è uno strenuo lottatore ed è attaccatissimo alla maglia e ai compagni);

 [17] David Trezeguet: centravanti franco-argentino nonché mezzo colored di 31 anni;
(nel passato ha fatto grandi cose, ma ormai è finito; non ha mercato, non lo vuole più nessuno);
 
[9] Vincenzone Iaquinta (attaccante), calabrese di 29 anni; (poca qualità ma molta quantità; è un bue che rumina e si mangia una miriade di gol...);

[10] Alessandruccio Del Piero: attaccante, veneto della razza dei velenosi veneti quale Baggio e Paolo Rossi prima di lui (anche se quest’ultimo era nato a Prato). E’ il Kaghemusa di poco fa. Ha 34 anni ma difende la sua intoccabilità, la sua immagine, la titolarità e i contratti di cui è pieno con una protervia spropositata, esagerata, disdicevole, sicché oggi purtroppo in Juventus chi tocca Del Piero muore...! Cosa potrà mai contro un velenoso dalla lingua tagliente come lui uno Yes-man come il signor Claudio Ranieri...)
 
[8] Amauri Carvalho: centravanti), brasiliano di San Paolo di 27 anni, 28 a ottobre (forse con quel che l’hanno pagato potevano trovar di meglio, ma vedremo e sapremo dire);


Ragazzi in giro...
 
Mi sono dilettato a fare l'elenco completo dei nostri giovani sparsi per l'Italia ... ( tra prestiti e comproprietà sono davvero tanti ) a questi bisognerà probabilmente aggiungere altri giovani che lasceranno la primavera (alcuni l'hanno già fatto) ecco l'elenco che ne è scaturito

Giocatore, classe, ruolo, squadra, serie, situazione, contratto:
 
Lanzafame 87 Att Palermo, comproprietà; dopo l'ottima stagione al Bari vediamo cosa riuscirà a fare nella massima serie;
Mirante 83 Por Sampdoria comproprietà. Vediamo se saprà disputare finalmente una stagione intera da titolare;
Paolucci 86 Att Catania, comproprietà con l’Udinese. 6 goal 2 anni fa ad Ascoli, nessuno l'anno scorso, speriamo si riprenda;
Criscito 86 Dif Genoa, Prestito. E' la stagione decisiva per dimostrare se è da Juve;
Palladino 84 Att Genoa, comproprietà. Dovrebbe giocare con continuità e far capire se si può puntare su di lui;
Del Prete 86 Dif Siena, in comproprietà col Siena. Ha giocato l'intera stagione da titolare in C1, vedremo come se la caverà in B
Packer 87 Att Siena, in comproprietà col Siena. Vedremo se saprà ritagliarsi dello spazio;
Rizza 87 Dif/Cen Livorno, comproprietà; ottima stagione con la Juve Stabia, potrebbe essere una delle sorprese;
Volpe 86 Cen/Att Livorno, comproprietà; falcidiato da infortuni, pare che abbia un buon potenziale;
Maniero 87 Att Bari, comproprietà. Stagione della verità;
Volpato 86 Att Bari, comproprietà. Se non si fa male può esplodere;
Venitucci 87 Cen Mantova, Prestito. Buonissima stagione al Treviso. Si attendono conferme quest'anno per il salto in A;
Guzman 82 Att Piacenza, comproprietà. Se fa una buona stagione magari ci ricaviamo qualcosa;
Bianco 87 Cen Bari, comproprietà. Ottimo nella primavera, poi un po’ si è perso:
Cuneaz 87 Cen Mantova, comproprietà. Anche lui ottimo nella “primavera”,  quest’anno dovrebbe rilanciarsi;
Pasquato 89 Cen Empoli, Prestito. Anche lui ottimo nella “primavera”, attendiamo conferme.
Essabr 89 Att Vicenza, Prestito. Curiosità alla prima stagione nei professionisti;
Vono 88 Por Livorno, prestito. Non lo conosco;
Campagna 88 Dif Verona, prestito. Può ritagliarsi uno spazio importante in una squadra rifondata:
Di Bernardino 87 Dif Pistoiese, prestito. Forse si poteva trovare una destinazione migliore;
Bottone 88 Att Pro Patria. prestito, Non lo conosco;
Cosentini 88 Cen Pro PATRIA, prestito. Non lo conosco;
Pisani 87 Dif Pro Patria, prestito. Non lo conosco;
Dicuonzo 85 Dif Pro PATRIA, prestito. Non lo conosco;
(La Pro Patria è diventata una nostra colonia...)
Cavagna 85 Cen Ravenna, comproprietà. Ha giocato pochissimo in C1;
Ciolli 89 Dif Pro Vercelli, Prestito. Non lo conosco ma si dice abbia fatto una buona stagione nell'Alessandria.
Daleno 88 Dif Lanciano, prestito. Non lo conosco;
Lepre 89 Dif Cassino, Prestito. Non lo conosco
Rodriguez 88 Cen/Att Poggibonsi, prestito. Buona stagione in D ha giocato nel Viareggio segnando 5 goal;
Faralli 90 Att Poggibonsi, prestito. Non lo conosco;
D'antoni 88 Att Giulianova, prestito. Salvo impazzimenti non dovremmo aspettarci un granché;
Merlano 88 Por Melfi, prestito. Non lo conosco;
Majo 89 Cen Melfi, prestito. Non lo conosco;
Novembre 87 Por Figline, prestito, Non lo conosco:
Lagnese 87 Dif Canavese, prestito. Non lo conosco;
Pozzato 88 Por Canadese, prestito. Non lo conosco;
Trini 87 Por Alto Adige, prestito. Non lo conosco;
Siragusa 90 Cen Pro Belvedere, prestito. Non lo conosco;
Davide Borin 89 Dif Pro Belvedere, prestito, Non lo conosco:
Camilli 89 Dif Biellese, prestito. Non lo conosco;
Fiory 89 Por Savona, prestito. Non lo conosco;
Fabian Segale 88 Cen, Non lo conosco;
Rossi Alessandro 89 Dif, Non lo conosco,

Occhio sopratutto a Cuneaz, a Paolucci, a Volpato e a Bianco; sono inoltre curioso di vedere ciò che riuscirà a fare Essabr.
 
 
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Del mercato delle altre (solo i passaggi movimenti più significativi):
 
Il mediano under 18 Cigarini del Parma va alla Atalanta; l’esterno di centrocampo Maggio dalla Sampdoria passa al Napoli; il difensore peruviano Vargas dal Catania va alla Fiorentina; il centravanti Gilardino dal Milan passa alla Fiorentina; il centrocampista Matuzalem dallo Shaktar Donesz va alla Lazio; il mediano Dessena dal Parma va alla Sampdoria; il quasi omonimo Dossena va più lontano, va al Liverpool; il mediano Nocerino dalla Juventus passa al Palermo; l’attaccante Raffaele Palladino dalla Juventus passa al Genoa.
E mi piace aggiungere che son contento per la stima che gli porto che Andriy Schevchenko ritorna al Milan. Ho gradito anche il ritorno in Italia (Genoa) del centravanti argentino Gabriel Milito che io l’estate passata avrei visto molto volentieri nella Juve.
 
 
I principali movimenti a livello continentale:
 
Nasri (c,) dal Marsiglia all’Arsenal; Deco (c.) dal Barcellona al Chelsea; Modric (c.) dalla Dinamo di Zagabria al Tottenham; Senderos (d.) dall’Arsenal al Milan; Flamini (c.) dall’Arsenal al Milan; Gilberto Silva (c.) dall’Arsenal al Panatinaikos; Hleb (c.) dall’Arsenal al Barcellona; Keane (a.) dal Liverpool al Tottenham; Crouch (a.) dal Liverpool al Portsmouth; Kompany dal Manchester city all’Amburgo; Zabaleta (d.) dall’Espanyol al Manchester city. Petric (a.) dal Borussia Dtm, all’Amburgo; Borowsky dal Werder Brema al Bayern di Monaco; Pizarro (a.) dal Chelsea al Werder Brema; Berbetov (a.) dall’Amburgo (credo) al Manchester utd., Robinho (a.) dal Real Madrid al Manchester city; Ben Arfa (c.) dal Lione al Marsiglia; Klasnic (a.) dal Werder Brema al Nantes; Dani Alves (d.) dal Siviglia al Barcellona; Van der Vaart (c.) dall’Amburgo al Real Madrid. Diego Tristan dal Deportivo La Coruna al West Ham.
A stagione iniziata l’ex atleta, ballerina da tempo ornai sul viale del tramonto David Beckam viene al Milan in un certo senso, per analogia, per prendere il posto del cadavere Ronaldo.
Hanno tolto il disturbo, nel senso che hanno lasciato l’Italia; Barzagli e Zaccardo dal Palermo e, nel senso che sono rimasti disoccupati, come ho appena scritto, l’odiosissimo ex intermilanista Ronaldo detto “El Gordo” cioè “il ciccione”, il Chino Recoba, Stephan Appiah (il che mi dispiace), il terzino attaccante Cesar (il che mi fa piacere). il difensore ex Inter ed ex Livorno Fabio Galante, il portiere ex Parma ed ex Toro Bucci, il mediocre centrocampista ex nazionale Fiore e l’ex enfant prodige mai sbocciato Gatti. E’ rimasto disoccupato anche l’ex sfracellatore di reti Hernan Crespo. A proposito di portieri, finalmente ha appeso i guantoni al chiodo l’odiosissimo Oliver Khan (ex Bayern di Monaco).
 
I giovani migliori:
 
 
Il miglior giovane, tra 12 mesi, molto probabilmente uscirà da questa rosa di nome: Sebastian Giovinco (Juventus), Giuseppe Rossi (Manchester utd., che nell’estate di 12 mesi fa quei micragniosoni dei nuovi proprietari della mia squadra non vollero comprarglielo al loro Yes-man Ranieri che pure lo voleva...; Mario Balotelli (Inter, negro come la pece ma già in odor di maglia azzurra...); gli under 18 Claudio Marchisio (Juventus); Robert Acquafresca (gioca nel Cagliari ma purtroppo appartiene all’Inter; il torinista Abbate, l’argentino Osvaldo della Fiorentina e (lo sostengono i “media”, non io) lo juventino Paolo De Ceglie (mi pare un po’ molle).
 
 
Iniziano le danze:
 
 
1C.L.): 13 agosto, preliminari Champions League Juventus - Artmedia 4-0; Reti di: Camoranesi, Del Piero, Chiellini, Legrottaglie. Formazione: Buffon, Grygera (Iaquinta), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Camoranesi, Sissoko, Poulsen, Salihamidzic, Trezeguet, Del Piero (Amauri). Partita facile, anche per questa Juventus costruita in formato micragna.
 
2C.L.): 26 agosto, preliminari Champions League Artmedia - Juventus 1 a 1; per i gol di Frodek e di Amauri. Formazione: Buffon, Grygera, Melberg, Legrottaglie (Ariaudo), Molinaro, Camoranesi (Giovinco), Marchisio, Poulsen, Nedved (Sissoko), Iaquinta, Amauri. Non utilizzati Manninger, Salihamidzic, Trezeguet, Del Piero. Partita deludente; questa Juventus è una squadra di muscolari senza genio né fantasia, ché anche il filiforme Marchisio s’è messo a picchiare come un fabbro; l’unico aspetto piacevole della serata è stato che sia Del Piero che Trezeguet sono rimasti tutto il tempo a scaldare la panchina.
 
Fase eliminatoria della Champions League:
 
Finita la fase eliminatoria a Montecarlo sono stati effettuati i sorteggi della prima fase, quella detta all’italiana:
 
Le partite della prima fase si giocheranno il 16 e il 17 settembre; il 30 settembre e il 1° ottobre; il 21 e il 22 ottobre; il 4 e il 5 novembre; il 25 e il 26 novembre e il 9 e il 10 dicembre.
La Roma (girone A) ha trovato il Chelsea, il Bordeaux e i romeni del Cluji; l' Inter (girone B) il Werder Brema, il Panathinaikos e i ciprioti dell' Anorthosis; la Fiorentina (girone F) il Bayern Monaco di Luca Toni, il Lione e la Steaua Bucarest;
la Juve (girone G) Real Madrid, lo Zenit di San Pietroburgo (vincitore della Coppa Uefa) e i bielorussi del Bate Borisov.
Dato che ne passano solo due, io penso che da buoni terzi in primavera andremo a giocarci la fase finale della coppa Uefa.   
 
Inizia il campionato:
 
31 agosto Fiorentina - Juventus 1 a 1 per i gol di Nedved  e di Gilardino. Molto da recriminare: ci hanno raggiunti al 44° minuto del secondo tempo, dopo che per tutto il tempo una volta Amauri e due volte Del Piero, a tu per tu con Frey, avevano gettato al vento il gol della sicurezza. E’ stato commesso uno di quei peccati che gli ebrei del Vecchio Testamento punivano con la morte, perché nel frattempo l’Inter più in là del pareggio non è riuscita ad andare con la Sampdoria (1 a 1, Ibrahimovic e Del vecchio), la Roma non ce l’ha fatta a superare il Napoli all’Olimpico (Aquilani e Hamsik) e il Milan addirittura si è fatto battere in casa dal neopromosso Bologna (Di Vaio, Ambrosiani e il giovane Mariani). Così che mi brucia che noi sul campo dell’odiata Firenze ci diamo fatti raggiungere a 2 minuti dalla fine, e dopo avere buttato al vento non meno di tre occasioni per mettere al sicuro il risultato e chiudere la partita.  Formazione: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Melberg, Molinaro (De Ceglie), Camoranesi (Iaquinta), Marchisio, Poulsen, Nedved, Amauri, Del Piero. Arbitro Morganti.
 
14 settembre – (2^ di campionato): Juventus - Udinese 1 a 0 gol di Amauri. Juve bella e forte a centrocampo e convincente in campo; i pur forti  friulani sono stati risolutamente posto in condizione di non nuocerci.
Formazione: Buffon, Grygera, Chiellini, Mellberg, De Ceglie, Camoranesi (Del Piero), Sissoko, Poulsen, Nedved, Amauri (Trezeguet), Iaquinta (Marchionni). Arbitro De Marchi.
Le tre sostituzioni sono avvenute negli ultimissimi minuti.
 
17 settembre – (1 G. El. Ch. L.): Juventus Zenit di Leningrado 1 a 0 per il gol segnato da Del Piero su calcio di punizione al 76 del 2° t. Abbiamo vinto solo per una papera del portiere avversario che si è fatto uccellare su un gol su calcio fermo da 38 metri e senza che nemmeno la barriera ti togliesse la visuale!) e per i meriti dell’intero pacchetto difensivo.
Ora in forza di questa fortuita “palombella” mister Acqua Rocchetta pretenderà di giocare senza soste fino a che non avrà compiuto i 50 anni... In verità u russi ci hanno surclassati e come ho detto solo per merito dei difensori (Chiellini, Legrottaglie, Sissoko e solo una volta ma fondamentalmente Buffon) siamo riusciti a portar via questi fondamentali 3 punti.
Farsopoli e chi la volle ci distrusse sia per i fatti che sono sotto gli occhi di tutti (la diaspora di un complesso letteralmente invincibile, l’allontanamento di Giraudo, Moggi e Capello, il regalo di sdebitamento all’Inter di Moratti e di Tronchetti-Provera del nostro miglior giocatore, e dietro e al di là di questo, il fatto che con Capello se ne andò e così l’imbolsito parassita cui sempre mi riferisco è tornato a imporre sull’ambiente e sulla città il suo insopportabile ascendente. 
Formazione: Buffon, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro (De Ceglie), Camoranesi, Sissoko, Poulsen, Nedved, Trezeguet (Amauri), Del Piero. Arbitro De Bleeckere (Ol.)
 
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Il punto dopo le prime 5 partite (non faremo distinzione tra campionato, partite di champions league e quelle di coppa Italia:
 
La Juventus ha segnato 8 reti subendone solo due. Ha conquistato 11 punti dei 15 in palio e in media inglese sta a 0. La distanza in classifica dalla capolista (la Lazio) è di 3 punti. Apparizioni e presenze: Buffon 5 presenze su 5, Grygera 5 su 5, Iaquinta 4 apparizioni in 5 partite (nessuna partita intera); Legrottaglie 4 appariz. in 5 p., Chiellini 3 partite su 5 (è stato infortunato, se non le avrebbe giocate tutte), Molinaro 4 partite su 5, Camoranesi 5 su 5, Sissoko 3 partite e 1 appariz. su 5), Poulsen 5 su 5, Salihamidzic (1 appar.), Trezeguet (2 partite  e 2 appar.), Del Piero 2 p. e 2 app., Amauri 2 p. e 3 app.
Gol: Amauri 4, Del Piero 2, Nedved, Camoranesi, Chiellini, Legrottaglie 1.
Le altre: In bella luce il laziale Zarate, un ragazzo argentino di 21 anni che forse sciupa un po’ troppo ma che ha il gol nel sangue perché ha nel sangue una incredibile capacità di “vedere” la porta avversaria. Non so se durerà (dipende da molte cose, non tutte controllabili) ma attualmente è capocannoniere del torneo e la sua squadra con i suoi gol è prima in classifica.
 
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21 settembre - (3^ di campionato): Cagliari Juventus 1 a 0 gol di Amauri al 39’ del 1° tempo. Mi piace assai poco questa squadra che non riesce a segnare più di un gol a partita (vedasi partita contro la Fiorentina). Formazione: Buffon (dal 45’ Manninger), Salihamidzic, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko (dal 60’ Tiago), Marchisio (dal 75’ De Ceglie), Nedved, Amauri, Iaquinta. Arbitro Brighi.
 
24 settembre (4^ di campionato): Juventus - Catania 1 a 1 per i gol di Amauri al 13’ del 1° t. e di Plasmati al 68’ sella ripresa.  E difatti, come volevasi dimostrare, andati come tutte le altre volte in vantaggio col solito Amauri ci han ripresi, dopo di che l’ex portiere Zenga ha ordinato un catenaccione mai visto e mister Ranieri è rimasto con un pugno di mosche in mano. Meno male che a poche battute dal termine Manninger ha salvato il pari. Formazione: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie, Marchionni (dal 69’ Salihamidzic), Poulsen, Marchisio (dal 83’ Tiago), Giovinco (dal 84’ Nedved), Del Piero, Amauri. Arbitro Pierpaoli.
 
28 settembre – (5^ di campionato) – Sampdoria Juventus 0 a 0.
Una partita di uno squallore indicibile; nessun tiro in porta; nessuna azione che possa essere ricordata. L’ha detto preoccupato anche Cobolli Gigli, un un vero tifoso, uomo di un candore disarmante.Formazione: Manninger, Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Camoranesi, Poulsen, Sissoko, Nedved, Amauri, Del Piero (Iaquinta). Arbitro Rizzoli. 
 
30 settembre (2^ G. El. C. L.) - Bate Barisov Juventus 2 a 2: In balia dei modesti bielorussi nel primo tempo (nessun tiro in porta), nella ripresa il bue Iaquinta al culmine di due iniziative alquanto casuali rimonta i due gol e forse salva l’accesso agli ottavi della competizione. Formazione: Manninger, Grygera, Legrottaglie (dal 18’ Knezevic), Chiellini, Ceglie, Giovinco (dal 80’ Nedved), Sissoko, Camoranesi (dal 45’ Marchisio), Nedved, Del Piero (dal 81’ Iaquinta). Arbitro Atkinson (UK).
 
5 ottobre (6^ di campionato): Juventus Palermo 1 a 2 per i gol al 24’ del 1° tempo di Fabrizio Miccoli detto il Romario del Salento), di Del Piero al 38’ del 1° t. e al 81’ della ripresa dal diciottenne georgiano Mchedlidze. 
Una partita ignominiosa, ché sorge il sospetto che alcuni dei senatori (Camoranesi, Nedved) abbiano incrociato le gambe per liquidarsi un tecnico nel quale hanno finito di credere, se mai gli hanno creduto…). Comunque una prestazione penosa. Bello il Palermo del bravissimo Ballardini, uno che l’anno prossimo vedrei molto volentieri sulla nostra. Formazione: Buffon, Grygera, Mellberg (dal 33’ Salihamidzic), Knezevic, De Ceglie, Sissoko, Poulsen dal 65’ Camoranesi), Marchisio, Del Piero, Giovinco, Amauri. Arbitro Tagliavento.
 
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Il punto dopo la 10^ partita: La Juventus ha segnato 5 reti subendone altrettanti. Ha conquistato 6 punti dei 15 in palio e in media inglese sta a meno 4. La tifoseria inferocita chiede la immediata cacciata di Ranieri. I miei lettori mi scusino ma ce la faccio a tenere dietro alle presenze e agli spezzoni di presenze dei singoli giocatori; un po’ mi dispiace perché sarebbe stato interessante osservare l’ascendere e il discendere delle fortune dei singoli nelle considerazioni dell’allenatore nelle diverse tappe della stagione. Si sarebbe potuto vedere con più chiarezza come il giovane Giovinco abbia trovato fin qui pochissimo spazio e che su qualcosa in più abbia potuto contare Marchisio. E’ opportuno però segnalare che al 45’ della partita contro il Cagliari Gigi Buffon è uscito di scena per un malanno alla schiena che si trascina dietro da tempo e che lo rivedremo (forse) nel 2009. In questa seconda cinquina di partite la squadra è andata a segno solo in quattro occasioni, i due con Amauri (4 punti), in una con Iaquinta (doppietta) e in una con Del Piero (0 ounti).
Le altre: Non sappiamo se realmente il Milan sia una sorta di cimitero di elefanti, forse in difesa lo è più che in attacco. Ma anche se i nemici di Berlusconi non mancarono di criticarlo quando si diffuse la notizia dell’acquisto del ex pallone d’oro Ronaldinho deve riconoscersi che il predetto sta risolvendo al sonnolento Ancelotti un mucchio di situazioni importanti, quali ad esempio la partita contro la rivale Inter. Basterebbe solo questo…!  
 
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7C): 19.ottobre 15.00 Campionato Napoli-Juventus 1 a 2, per i gol di Amauri (al 61’ del 2° t.,  di Hamsik (al 64’ Hamsik di Lavezzi (al 80’ della ripresa)
Quinta partita senza vittoria. Ranieri è in palesi difficoltà, con gli scriba che pontificano soffiando ininterrottamente sul fuoco delle polemiche, con i tifosi lo vogliono morto oltre che i molti punti che va lasciando per strada perché a 20 minuti dalla fine ha tolto dal campo il loro idolo del Piero (che aveva giocato malissimo, ma questo guai a dirlo…!) sostituendolo non con il suo sostituto naturale Giovinco ma con l’inutile De Ceglie. Il rumore sta salendo al cielo, tanto che la dirigenza ha dovuto prendere una chiara posizione e confermare la fiducia al tecnico (si è letto anche dell’ex interista Mancini, orrore, obbrobrio…!). La verità è che se non segna Amauri non segna nessuno, che il centrocampo che doveva essere il punto di forza della squadra soffre della mancanza di un regista, che i difensori quando non li frega un rimbalzo (come nel caso del gol di Lavezzi) c’è un errore di posizione che li frega… Formazione: Manninger, Grygera, Knezevic, Chiellini, Molinaro (dal 83’ Giovinco), Salihamidzic, Poulsen (dal 75’ Ekdal), Marchisio, Nedved. Amauri, Del Piero (dal 71’ De Ceglie). Arbitro Saccani.
 
3 G. El. C.L. 17 settembre Real Madrid Juventus 2 a 1 per i gol di Del Piero al 5’ del 1° t. che servito ai 30 metri da Amauri, con un tiro di prima assai efficace che ha sorpreso impreparato Casillas, un gol in vero molto bello, di Amauri al 49’ della ripresa e di Van Nistelrooy al 62’ della ripresa. Primo tempo della squadra bianconera, ripresa dei “bianchi”. Ma come volevasi dimostrare avere raddoppiato il primo gol stavolta ci ha consentito di resistere al veemente ritorno degli e di portare a casa questa impostante vittoria, che verosimilmente ci apre la porta degli “ottavi”. Formazione: Manninger, Grygera, Legrottaglie (dal 45’ Mellberg), Chiellini, Molinaro, Marchionni. Sissoko, Marchisio (dal 38’ Salihamidzic), Nedved, Amauri (dal 78’ Iaquinta), Del Piero. Arbitro Stark (D). Eccellenti le prestazioni di Chiellini e di Sissoko. Pronto e sicuro Manninger.
 
8C): 26 ottobre 15.00 Campionato Juventus-Torino 1 a 0 per il gol su spunto personale di Amauri al 2’ minuto della ripresa. Quei macellai in maglia color sangue han fatto di tutto per non farci giocare, com’è loro costumanza quando giocano questo maledettissimo derby. Ne è scaturita una partita modesta dove le occasioni da gol, non moltissime (da Del Piero par che si risparmi per i palcoscenici europei…) sono state tutte nostre (due o tre di Sissoko che ha un fisico bestiale e i piedi spesso altrettanto bestiali, una di Marchionni e quella risolutiva di Amauri). Quelli che si sono distinti: Chiellini e Legrottaglie, De Ceglie, Sissoko, Nedved e Amauri. Formazione: Manninger 5,5, Grygera 6 (1' st Mellberg 5,5), Legrottaglie 6,5, Chiellini 6,5, Molinaro 6, Marchionni 5, Sissoko 6,5, Nedved 7, De Ceglie 6,5 (dal 63’ Giovinco 6), Del Piero 6, Amauri 7 (30' s.t. Iaquinta). In panchina Chimenti, Knezevic, Salihamidzic e Ekdal). Arbitro Rocchi.
 
FIFA World Player . A inizio di dicembre i capitani e gli allenatori delle nazionali europee eleggeranno quello che sarà stato secondo loro il miglior giocatore che si sia distinto nel corso del 2008.
Candidati al riconoscimento sono - Emmanuel Adebayor (Tog, Arsenal), Sergio Aguero (Arg, Atletico Madrid), Andrei Arshavin (Rus, Zenit San Pietroburgo), Michael Ballack (Ger, Chelsea), Gianluigi Buffon (Ita, Juventus), Iker Casillas (Spa, Real Madrid), Deco (Por, Chelsea), Didier Drogba (Civ, Chelsea), Samuel Etòo (Cam, Barcellona), Cesc Fabregas (Spa, Arsenal), Steven Gerrard (Ing, Liverpool), Zlatan Ibrahimovic (Sve, Inter), Andres Iniesta (Spa, Barcellona), Kaká (Bra, Milan), Frank Lampard (Ing, Chelsea), Lionel Messi (Arg, Barcellona), Franck Ribery (Fra, Bayern Monaco), Cristiano Ronaldo (Por, Manchester United), John Terry (Ing, Chelsea), Fernando Torres (Spa, Liverpool), Ruud van Nistelrooy (Ola, Real Madrid), David Villa (Spa, Valencia) e Xavi Hernander (Spa, Barcellona).
 
 
9C): 29 ottobre Campionato Bologna-Juventus 2 a 1 per i gol al 12’ del 1° t. e al 11’ della ripresa di Nedved, e per quello di Di Vaio al 74' della ripresa. Formazione: Manninger, Mellberg, Knezevic, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Tiago (dal 84’ Camoranesi), Sissoko (dal 60’ Ekdal), Nedved, Iaquinta, Amauri (dal 7’ Giovinco). In panchina Chimenti , Ariaudo, Rossi e Castiglia. Arbitro Trefoloni. Non l’ho vista, non sono in grado di giudicare. Comunque un gol a partita non ce lo facciamo mancare mai…!
 
10C): 02 novembre 15.00 Campionato Juventus-Roma 2 a 0 per i gol di Del Piero al 38’ del 1^ t. e da Marchionni al 3’ della ripresa. Formazione: Manninger, Grygera (Mellberg dal 33’ del s.t.), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved (dal 35' del s.t. De Ceglie), Del Piero, Amauri (Iaquinta 28' del s.t.). Arbitro Rizzoli. In panchina Chimenti, Ekdal, Camoranesi, Giovinco).
Già in crisi profonda (cinque sconfitte nelle ultime cinque partite) gli uomini di Spalletti dopo il gol del raddoppio di Marchionni (del quale una volta tanto è da sottolineare la spumeggiante prestazione) hanno cessato di combattere tanto che di gol avrebbero potuto prenderne più di una mezza dozzina.
 
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Il punto dopo la 10^ partita: La Juventus ha realizzato 8 reti subendone 6. Ha conquistato 12 punti dei 15 in palio e la tifoseria s’è placata, In media inglese sta a più 3. Uscito di scena Buffon sul campo i maggiori referenti di Ranieri sono restati, oltre a Manninger che non ha commesso alcun errore, Grygera, Chiellini, Molinaro, Sissoko e gli intramontabili Del Piero e Nedved. Camoranesi fuori per infortunio è stato sostituito prima da Salihamidzic e poi da Marchionni, ma quando si riprenderà questi estemporanei sostituti torneranno dietro le quinte o comunque la maglia col numero 16 sarà sua. In questa terza cinquina di partite la squadra è andata sempre segno (3 volte amauri, 2 volte del piero e nedved e 1 marchionni), perdendo solo una volta.
Le altre: I miei lettori se lo ricorderanno (carta canta) che io alla notizia dell’acquisto di Amauri non nascosi qualche perplessità sospendendo però il giudizio. E scrissi che anziché farsi scuoiare da quell’esoso di Zamparini forse sarebbe stato meglio prendere o Girardino e Diego Milito. E’ certamente vero che Amauri ha segnato 7 reti, ma non è meno vero che Gilardino ne ha realizzati 11 (9 nel campionato) e altrettanti ne ha messi dentro Milito (solo nel campionato, dato che il Genoa non gioca le coppe).  E fu proprio Alberto Gilardino a castigarci, a pochi minuti dalla fine, quando alla 2^ di campionato andammo a giocare a Firenze.    
 
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4 G. El. C.L. 5 novembre Juventus Real Madrid 0 a 2 per la doppietta di Del Piero (17’ e 67’). Formazione: Manninger, Mellberg, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko, Tiago, Nedved, Del Piero (dal 93’ De Ceglie), Amauri (dal 84’ Iaquinta). In panchina Chimenti, Ariaudo, Camoranesi, Rossi, Giovinco), contro i quali Bernd Schuster ha schierato Casillas, Ramos, Cannavaro, Heinze, Marcelo, Schnejder (Higuain), Djarra, Guti, Raul, Van Nilsterooy (Van der Vaart), Drehente. In panchina Dudek, Salgado, Gago, Higuain, Van der Vaart. Arbitro Vink.
Il Real oggi, giocasse nel campionato italiano, faticherebbe a salvarsi dalla retrocessione. Una squadra fatta di vecchi monumenti non più capaci di correre (mi è piaciuto il solo Drehente che par essere una copia del grande Edgard Davids). Dei nostri meritano una citazione la coppia centrale di difesa, Molinaro, Sissoko. Ma tutti gli osanna sono del Alex Del Piero che gioca quasi da fermo ma che ha una classe e una intelligenza tattica che all’appuntamento col gol ci arriva sempre con una facilità impressionante (oltretutto ha anche imparato a tirar forte, caratteristica che non è mai stata nelle sue qualità).  
 
11C): 09 novembre 15.00 Campionato Chievo Juventus 0 a 2 per i gol al 40’ del 1° t. di Del Piero su punizione dal limite e di Iaquinta al 53’ della ripresa su calcio di rigore respinto, ripreso e messo dentro. Formazione: Manninger, Mellberg, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko (dal 46’ Ekdal), Tiago (dal 83’ Grygera), De Ceglie, Del Piero (dal 87’ Amauri), Iaquinta. A disposizione: Chimenti, Rossi, Camoranesi e Giovinco,. Arbitro Banti. Bianconeri al piccolo trotto. E’ la sesta vittoria consecutiva, ma non era il modesto Chievo che poteva preoccuparli.
 
12C): 16 novembre  15.00 Campionato Juventus Genoa 4 a 1 per i gol di Grygera al 6’, di Amauri al 26’ (di testa su cross di Grygera), di Iaquinta al 85’ della ripresa (su llluminante lancio di Del Piero, di Milito al 89’ su calcio di rigore per mani di Legrottaglie), e per l’autorete di Papastatopoulos al 92’ su traversone dalla destra del rientrante Camoranesi.
Formazione: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni (dal 69’ Camoranesi), Sissoko, Tiago, Del Piero (dal 88’ Giovinco), Amauri (dal 84’ Iaquinta), Nedved. A disposizione: Chimenti, De Ceglie, Mellberg e Marchisio. Arbitro Banti. Gran bella Juve! Legrottaglie e Chiellini hanno stretto in una morsa Diego Milito che è il capocannoniere del campionato e un centravanti di grandissime qualità. E tutti gli altri, da Grygera al redivivo Tiago (che ha riconquistato la maglia di titolare della nazionale del suo Paese), a Marchionni, a Molinaro, a Manninger, al bue Iaquinta, tutti han giocato bene che se giocano così tra 10 giorni a Milano facile che battiamo pure l’Inter , Moratti, Guido Rossi, Afef, Tronchetti-Provera e i fantasmi dell’affaire Telecom.    
 
13C): 23 novembre 15.00 Campionato Inter Juventus 0 a 1 per il gol del ghanese Muntari al 73’ della ripresa (Vista). Formazione: Juve Manninger (voto 8), Grigera (5,5), Legrottaglie (5), Chiellini (7), Molinaro (7), Sissoko (6,5), Tiago (s.v., uscito per infortunio dopo 4 minuti; sostituito da Marchisio voto 5), Marchionni (5, che al 70’ minuto è stato sostituito da Camoranesi, voto 5,5), Nedved (5),  Amauri (4, al 77’ sostituito da Iaquinta voto 4), Del Piero (4,5). Josè Mourinho ha fatto giocare Julio Cesar, Maicon, Samuel, Materazzi, Maxwell, Cambiasso, Zanetti, Muntari (al 90’ Vieira), Stankovic (dal 86’ Burdisso), Ibrahimovic, Adriano (dal 83’ Cruz). Arbitro Rizzoli. Alle avversarie non dò mai voti. Comunque i nerazzurri hanno vinto meritatamente anche se – a voler proprio arrampicarsi sugli specchi - il gol che ha risolto la partita è stato alquanto fortuito essendo derivato da un cozzo di Adriano su due dei nostri difensori e poi da un tiro sbilenco di Ibrahimovic che s’era lasciato su quel pallone che Muntari, colpevolmente perduto di vista dai difensori, ha intercettato e da un metro appoggiato alle spalle dell’incolpevole Manninger. Il quale Manninger aveva avuto il suo bel daffare per parare, intercettare, respingere, allontanare, rintuzzare le iniziative offensive di un inarrestabile Ibrahimovic, e di un Adriano un po’ sornione ma sempre pericoloso. Nel primo tempo ci hanno messo alle corde e prima Stankovic, poi per due volte, da comoda posizione, Ibrahimovic, poi di nuovo Ibra con un tiro angolato ma non irresistibile, poi prima della fine della ripresa lo stesso Mountari con un tiro forte e angolato hanno sfiorato il gol. Forse c’è stato anche un rigore non fischiato dall’arbitro Rizzoli per un fallo su Marchionni e negli ultimi dieci minuto un fallo di confusione in area nerazzurra ai danni di Chiellini ma insistervi vuol dire volersi attaccare al cavillo. Ranieri aveva impostato la partita sulla difensiva, Mourinho invece per vincerla. Mourinho può contare sulle forse di un Ibrahimovic inarrestabile, il povero (e fortunato) Ranieri sui rapinosi gol di Del Piero, il che francamente non è la stessa cosa. A parte il fatto che alla Juventus manca il mezzo al campo quel regista offensivo che non abbiamo più da quando se ne è andato Zidane e che Del Piero non vuole e non può provare a fare. 
Alla luce di quel che ho visto questa sera l’Inter è squadra fortissima sia in difesa che in attacco e ed è tetragona è scientifica com’è tetragono e scientifico il suo allenatore. Mi ha richiamato alla mente lo squadrone di Fabio Capello ( Moggi e Giraudo) inter-cettata e distrutta nella primavera del 2006 e che ricordando la quale il cuore ancora ci piange.             
 
5 G. El. C.L. 25 novembre Zenit di Leningrado Juventus 0 a 0 (Vista). Formazione: Manninger, Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Camoranesi (dal 84’ Marchionni), Marchisio, Sissoko, Del Piero (dal 78’ Giovinco), Iaquinta (dal 88’ Amauri). Partita combattutissima, giocata a ritmi molto sostenuti. Due pali per i bianconeri (Mellberg e di Iaquinta che con l’intera porta spalancata davanti nella improbabile impresa di centrare quella minima porzione che è il palo di sinistra, e da parte della squadra di Advocaat di Pogrebnyack). La palla prevalentemente è stata sui piedi dei giocatori baltici ma le occasioni da gol all’incirca si sono equivalse anche se quelle più pericolose sono state dei nostri. I nostri han giocato meglio che tre giorni fa contro l’Inter ma c’è da dire che ai russi mancava uno scardinatore di difese come Zlatan Ibrahimovic (un Ibrahimovic purtroppo manca a tutti e sopra tutto a noi…!). Sempre pronto e sicuro Manninger (così tanto che come avevo scritto in epoca non sospetta potremmo benissimo disfarci di Buffon se è vero che l’inglesi di Manchester pur si averlo ci darebbero ben 75 milioni di euro), encomiabile Camoranesi bravissimo e col fiorettoe con la sciabola, ottimi Chiellini, Sissoko, Molinaro e Marchisio. Un po’ sotto tono Pavel Nedved e avulso dal gioco ed estraneo a quei ritmi (per lui) insostenibili Del Piero. Né mi ha convinto il giovane talento Asrhavin che vorrebbe andare a giocare nel Barcellona ma che si accontenterebbe pure dell’Italia; mi sono piaciuti di più l’eclettico Danny e il solido Krazanac,   
 
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Il punto dopo la 15^ partita: La Juventus ha realizzato 8 reti subendone 2. Ha conquistato 10 punti dei 15 in palio. In media inglese sta a meno 2. I maggiori referenti di Ranieri sono restati, oltre a un che non sta facendo rimpiangere il titolare, Grygera, Chiellini, Molinaro, Sissoko e gli intramontabili Del Piero e Nedved. Camoranesi fuori per infortunio è stato sostituito prima da Salihamidzic e poi da Marchionni, Poulsen forse infortunato invece è uscito di scena. Si è rivisto l’oggetto misterioso Tiago e subito i dirigenti han detto che non ricorreranno al mercato di riparazione che si aprirà a gennaio. Lo avevamo rivisto (ci riferiamo ancora a Tiago) solo per un paio di partite ché contro l’Inter si è infortunato e se ne starà fuori per due mesi.  Camoranesi come si prevedeva si è ripreso il posto in squadra. Trezeguet e Zanetti sono sempre infortunati, un paio di volte si è visto il giovane Ekldal, neanche una volta il giovane Yago. In questa terza cinquina di partite la squadra è andata segno 3 volte e in queste 3 occasioni han realizzato  3 gol Del Piero, 2 gol Iaquinta e 1 ciascuno Amauri e Grygera).
Le altre: Ci duole il cuore a vedergli fare le cose e i gol che fa ma quell’Ibrahimovic che regalammo a Moratti da solo vale un Perù. E’ un bulldozer che a spallate scardina le difese avversarie, fa segnare e segna gol bellissimi. E’ una fortuna averlo, è un peccato averlo dato all’Inter.  
 
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14C): 30 novembre 15.00 Campionato Juventus Reggina 4 a 0 per i gol di Camoranesi al 28’ del 1° t. (azione in area di Del Piero che di tacco smarca sulla sinistra Nedved (il quale appoggia al centro a Camoranesi che da pochi passi la mette dentro), di Amauri al 44’ (che nell’area del portiere è lesto a rialzarsi a riconquistare il pallone e in ricaduta a indirizzarlo nell’angolo basso), di Giorgio Chiellini al 62’ (di resta in seguito a punizione calciata da Marchionni) e da Del Piero al 74’ su calcio di rigore (Giovinco si invola sulla sinistra, entra in area e viene steso). In casa e contro la volenterosa e derelitta Reggina non poteva esserci partita, e così è stato. Un 4 a 0 forse anche per non infierire. Formazione: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro. Camoranesi (dal 45’ Marchionni), Sissoko, Marchisio (dal 70’ Giovinco), Nedved, Amauri (dal 76’ Iaquinta), Del Piero.
Riguardo alla partita abbiamo detto che non c’è stata storia. Si può narrare, così. per fare un po’ di cronaca) che Mauro German Camoranesi dopo soli 4 minuti subisce un fallo e cadendo si procura una lussazione alla spalla (c’era molto freddo e nevicava), Ranieri ordina a Marchionni di riscaldarsi ma Mauro German stringe i denti e con forza di volontà chiede di restare. Meno di mezz’ora dopo segnerà il gol che sblocca la partita e come sempre risulterà tra i migliori in campo. Il citato Marchionni subentrerà nel corso dell’intervallo. Camo dovrebbe rientrare a Gennaio. Che il cielo ce lo conservi). A disposizione Chimenti, Ekdal, De Ceglie, Mellberg. Arbitro Damato. I migliori il già lodato Camoranesi, l’onnipresente Sissoko, l’invalicabile Chiellini. Anche Aklessandruccio Del Piero si è mosso bene, approfittando del rigore procurato alla squadra da Giovinco per segnare il suo 250/mo gol (complimenti!). Finalmente questa volta si è mosso dietro la prima linea risultando più utile all’economia della squadra. Che insistesse!
 
 
C’è invece forse qualcosa da dire su quello che in settimana, attenendo e non attenendo al mercato di gennaio, è accaduto fuori dal campo.
 
1): Molinaro (che come avevo previsto è diventato titolare inamovibile ha rinnovato fino al 2013;
 
2): Il sempre assente David Trezeguet avrebbe confidato che il suo connazionale Benzema l’anno prossimo giocherà nella Juve. Non l’ho mai visto giocare ma tutti ne parlano molto bene).
E i soldi…?” chiederanno i più.
 
3): I soldi da dare al Lione verrebbero dalla cessione (da me fortemente auspicata; i miei lettori me ne daranno atto) di Gigi Buffon al Manchester city. Il portiere della nazionale lo ha fatto intendere quando ha detto che se la società glie lo chiedesse per l’attaccamento che lui ha alla stessa non direbbe di no.
 
4): Pavel Nedved ha dichiarato che alla fine di questa stazione forse smette e che comunque la società farebbe bene a cercargli fin da ora un idoneo sostituto (cosa che io è da almeno due anni che sostengo). Ma temo che il suo agente, il pizzaro Raiola, gli farà cambiare di nuovo idea.
 
5): Potrebbe essere il mediano esterno di fascia Bastian Schweinsteiger che non ha rinnovato col Bayern, che è un sorta di carro armato umano e che a me piacerebbe moltissimo. Ma purtroppo ancora non ci sono certezze. Comunque in sede di Calciomercato qualcosa bolle in pentola.
 
6): Potrebbe anche accadere che il Real Madrid che quest’anno sta andando più male del solito ci liberi di Trezeguet e in più ci dia 20 milioni di euro. Sarebbe il massimo. Ma no…! Apprendiamo in questo momento che il Real molto giustamente (io avrei fatto lo stesso) ha ingaggiato il molto più giovane (23 anni) Jan Klaus Huntelaar che Secco opzionò due estati fa e poi Blanc gli fece lasciare per il bue Iaquinta.
 
 
15C): 07 dicembre 15.00 Campionato Lecce-Juventus 1 a 2 per i gol di Giovinco al 57’ (su punizione dal limite in zona Del Piero, di Cacia al 83’ e di Amauri al 90, (su cross dalla destra di Grygera, Amauri salta altissimo e di testa schiaccia in rete. Formazione: Manninger, Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro, Marchionni (dal 82’ De Ceglie), Sissoko, Marchisio, Nedved, Amauri e Giovinco. A disposizione: Chimenti, Yago, Zanetti, Rossi, Mellberg e Ekdal. Arbitro Pierpaoli. Zanetti è tornato a disposizione per la prima volta dall’inizio del campionato; David Trezeguet ancora latita ma ha ricominciato a far presente che la fase finale dei due tornei lui sarà sua. Io la partita non l’ho vista, e mi dispiace perché Alessandruccio Del Piero si è fatta la bua (niente di grave purtroppo) ed è rimasto a casa. Anche il bue Iaquinta s’è fatto male per cui il conservatore Ranieri ha dovuto affidarsi allo scalpitante Giovinco che vorrebbe smontare il mondo e rimontarlo con più giustizia ma viene tenuto in ceppi. A oggi pomeriggio, assenti di due di cui sopra, ha giocato l’intera partita. Le cronache dicono che sia stato il migliore in campo, comunque le carte che aveva se le è giocate. E al 57’ per un fallo su di lui l’arbitro ha assegnato alla Juve una punizione dal limite. Che c’era il l’”intoccabile”, il “mammasantissima” per diritto divino l’avrebbe calciata lui. Invece il ragazzo l’ha messa proprio nell’angolino alto spazzandovi le ragnatele, ma non i dubbi di Ranieri che nelle dichiarazioni del dopopartita si è augurato di poter recuperare Del Pietro per la importante partita di domenica prossima (partita a Torino contro il Milan, secondo come noi con i nostri stessi punti).
I giornali asserviti al padrone gonfiano la testa ai poveri tifosi con roboanti notizie di super acquisti (da Diego, a Bastianazzo Schweinsteiger, Gallas, Touré, Huntelaar e addirittura un giovane talento brasiliano che di nome fa o farebbe Dentinho. Illudono chi vuol farsi illudere…
 
Invece Huntelaar è andato a finire al Real Madrid (che ha cacciato Berndt Schuster a affidato la squadra a Ramos). Mentre lo Yes-man Ranieri ha fatto sapere che Diego non lo vuole, non gli serve…  Invece chi prenderà monsieur Blanc a gennaio…? Pare che ingaggeranno il serbo Olic, che naturalmente verrebbe a costo zero.  
Però ieri l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, che per i risultati ottenuti gode di larghissimo credito, in una intervista al Wall-street journal ha lasciato intendere che Fiat per resistere dovrà cedere parte o buona parte della propria indipendenza ad uno del cinque o sei costruttori di autovetture destinati a restare sulla scena (sarebbero se non abbiamo inteso male due giapponesi, una americana, una euro-giapponese e una tedesca). Quindi non la Fiat. Facile quindi che anche la Juventus sarà venduta. E Yaki Elkann, Luca Cordero di Montezemolo, Jean Claude Blanc dovranno cercarsi un altro lavoro e lo Yes-man Ranieri un’altra panchina.
 
 
5 G. El. C.L. 10 dicembre Bate Barisov Juventus 0 a 0. Formazione: Manninger, Grygera, Mellberg, Legrottaglie, Molinaro, Marchionni, Zanetti, Nedved (dal 92’ Castiglia), De Ceglie, Giovinco (dal 87’ Esposito) e Amauri (dal 57’ Del Piero). A disposizione: Chimenti, Ariaudo, Chiellini e Marchisio. Arbitro il cipriota Kapitanidis (ottimo).
Essendo la Juve già qualificata (le bastava non perdere) Ranieri, in vista della partita di domenica sera contro il Milan (partita per la quale agogna di poter disporre di Kagemusha Del Piero (mentre riguardo al più positivo Camoranesi nemmeno una parola) e tenuto conto che non potrà contare sullo squalificato Legrottaglie ha lasciato Chiellini in panchina. La squadra che poteva anche portare a casa i tre punti se il giovane Giovinco non avesse sbagliato un calcio di rigore, ha giocato male, condizionata com’è dalla presenza di Del Piero che si ostina a voler giocare da centravanti e dall’assenza di un regista (ma Ranieri più lontano del 4-4-2 non sa vedere). I migliori Pavel Nedved, Giovinco (rigore sciupato a parte…), Molinaro e Legrottaglie del quale in primavera dovrebbe uscire un libro sulla sua miracolosa rinascita da puttaniere lavativo a perno della difesa bianconera e titolare inamovibile (della quale lui ascrive tutto il merito a Padre Pio). Per oggi, per la modesta prestazione di oggi può bastare.  
 
 
Mercato: Abbiamo appreso che sfuma anche Bastianazzo Schweinsteiger e, credetemi, è un peccato. Ché il tedescone dopo averla tirata per le lunghe e fatto credere che se ne veniva in Italia ha spuntato ai bavaresi di Rummenigge un sontuosissimo ingaggio. Peccato; era, è, una forza della natura e aveva, ha, solo 24 anni. Ora il buon Secco per buttare fumo negli occhi se ne è partito per Londra dove il Chelsea vuol sbarazzarsi di Malouda che da tre anni non ne azzecca una o Modric che fa la riserva al Chelsea. 
 
Si è conclusa la fase a gironi della Champions League:
Con questo esito:
 
Gruppo A: Roma, Chelsea;
Gruppo B: Panatinaikos, Inter;
Gruppo C: Barcellona, Sporting di Lisbona;
Gruppo D: Liverpool, Atletico Madrid;
Gruppo E: Manchester U., Villareal;
Gruppo F: Bayern di Monaco, Olympic Lione;
Gruppo G: Porto, Arsenal;
Gruppo H: Juventus, Real Madrid.
 
Venerdì ci dovrebbero essere i sorteggi,
 
 
16C): 14 dicembre 15.00 Campionato Juventus-Milan 4 a 2, per i gol di Del Piero al 16’ su di un rigore concesso per un atterramento dello stesso Del Piero da parte di Kaladze, di Pato al 31’ facile sottoporta su un traversone basso di Ronaldino, di Chiellini al 34’ di testa su calcio d’angolo battuto dalla sinistra da Del Piero, di Amauri al 41’ di testa su cross dalla sinistra di De Ceglie, di Ambrosini al 56’ con un tiro rasoterra da fuori area su passaggio di Seedorf deviato due volte. E di Amauri al 69’ dopo un doppio scambio in area con Sissoko, aggiustamento del pallone e tiro basso nell’angolino basso. Formazioni: Juventus Manninger, Grygera, Mellberg, Chiellini, Molinaro, Marchionni, Sissoko (dal 88’ Zanetti), Marchisio, Nedved (dal 30’ De Ceglie), Amauri (dal 89’ Iaquinta), Del Piero. Milan Abbiati, Zambrotta, Maldini, Kaladze, Iankulovski, Emerson (dal 45’ Shevchenko), Pirlo, Ambrosini (dal 74’ Antonini), Seedorf, Ronaldinho, Pato (dal 76’ Inzaghi). Arbitro Rizzoli: ha avuto il merito che ha fatto correre il gioco senza spezzettarlo con continui fischi. Lui o il suo collaboratore Ayroldi non si sono accorti che Del Piero nell’occasione del fallo da rigore era in leggerissimo fuorigioco (questione di centimetri, una questione da occhio elettronico). Giusta l’espulsione di Zambrotta che ha steso De Ceglie che stavasi involando sulla sinistra libero come un falchetto, ma non ha visto un abbattimento di Iankulosky su Grygera e più tardi un netto fallo di mani di Seedorf in area che è parso rigore anche alla coppia Bergomi-Caressa).
I migliori: Manninger, il poco che è stato chiamato a fare lo ha fatto benissimo, i tiri dei due gol erano imparabili. Grygera dovendosela vedere con un cliente difficile come Ronaldinho ha limitato le sue uscite sulla fascia. Mellberg due o tre volte ha cercato il gol, solido, nessun grave errore. Chiellini Ancelotti in settimana aveva detto che Chiellini è il più forte centrale difensivo che c’è attualmente in Italia. Possente, elastico, sempre presente, insuperabile. In più, il gol del 3 a 1. Molinaro: uno dei migliori. Marchionni: qualche buono spunto lungo tutta la fascia destra ma Camoranesi ha più tecnica e più carattere. Sissoko; il solito vitalissimo ruttore-distributore. Sul 3 a 1 Abbiati gli ha levato la gioia del meritatissimo gol arrivando a deviargli d’istinto una staffilata difficilissima da vedere e da prendere. Marchisio: a giudizio dei commentatori e mio il migliore in campo per quantità e per qualità. Il danese Poulsen la maglia di titolare può scordarsela (8 milioni di euro buttati). Nedved è uscito per infortunio dopo mezz’ora, sostituito da un vitalissimo e quanto mai ispirato De Ceglie. Amauri: altri due gol (e sono 10, solo quelli del campionato). In occasione del primo gol, il traversone di De Ceglie sembrava irraggiungibile, più che quello del gol contro il Lecce. Eppure ha preso l’ascensore e ci è arrivato. Del Piero: il rigore l’ha tirato a regola d’arte (al povero Giovinco saranno fischiate le orecchie…), ma per il resto l’ottuagenario Maldini lo ha anticipato nove volte su dieci. Sul 4 a 1 a porta spalancata ha centrato il palo dopo una veloce insinuazione di Marchionni sula destra e un suo efficacissimo dribbling su non ricordo chi (forse l’ottuogenario). A pochi minuti dalla fine sono entrati Zanetti e Iaquinta. Zanetti il poco che ormai restava da fare l’ha fatto; il bue Iaquinta quando si accingeva ad entrare in campo io tra me e me mi son detto: ha solo il tempo che gli capiti un’occasione da gol. Bisognerà vedere se la sbaglierà o la metterà dentro. Come gli succede spesso l’ha sbagliata. Il Chelsea per averlo ci darebbe il fantasista croato Modric. Ci stessero!     
 
 
In classifica siamo messi così: Inter 39, Juventus 33, Napoli e Milan 30, Fiorentina 29.
Classifica dei cannonieri: Milito, Giardino e Di Vaio 12 (Di Vaio con 2 rigori, Milito con 4, Gilardino senza); Ibrahimovic e Amauri 10 (senza rigori); Zàrate e Floccari 8 reti non mettiamo più in conto rigori…); Ronaldinho, Miccoli, Mascara, Hamsik, Di Natale, Denis e Corradi con 7.
L’inter in casa con Chievo si fa pareggiare i due gol di vantaggio. Mancano 20 minuti alla fine ed entra in scena Zlatan Ibrahimovic: un gol di testa e un gol con una terribile schioppettata da 20 metri rimettono le cose nel giusto verso.
Parafrasando la memorabile frase di un vecchio spaghetti-western di Sergio Leone può senz’altro dirsi che “Quando un allenatore che ha Ibrahimovic incontra un allenatore che non ha Ibrahimovic, l’allenatore che non ha Ibrahimovic è un allenatore morto”.
Però il signor Claudio Ranieri è felice una pasqua e non fa altro che ripetere che il nostro obiettivo è il secondo posto (invece Cobolli Gigli che è un nostro buon tifoso non fa mistero di crederci).
 
 
 
I fatti del 2006 spiegati ad un lettore di J1897.com che aveva scritto di esser persuaso che quello che ci successe (retrocessione in B ed estromissione della così detta “Triade” ci successe a causa della strapotenza dello squadrone guidato da Fabio Capello) .
 
Io gli rispondo di non essere d’accorso e di di pensare invece che siano stati i vertici della Fiat nelle persone dei signori Yaki Elkann e Luca di Montezemolo a voler scientificamente smontare quella temibile macchina da guerra (due campionati senza mai discendere un sol giorno dal primo gradino della classifica), e che, casomai, resta da capire per quale motivo lo abbiano fatto. Scrivo di ritenere che a mio vedere il motivo minore è stato nel fatto che non avendo l’Elkann) pelo sullo stomaco e detestando, com’è a tutti noto, il Montezemolo Juventus, pativano oltre misura, perché temevano che nuocesse anche alla immagine della Fiat, l'insostenibile clima e la assordante campagna di stampa che, morti ambedue gli Agnelli vivi i quali nessuno avrebbe mai  osato ordine manovre di questo genere contro la società Juventus, continuativamente, tutti i giorni e tutte le notti, ci martellava, li martellava e martellava l’intera classe arbitrale nella quale si cercava solo e sempre il pelo nell’uovo della sudditanza psicologica a Moggi, il personaggio più inviso e quindi il più vulnerabile. Rimane da capire come mai “il padrino” Moggi, con tutti i suoi metodi mafioseschi e le schede “svizzere”, poco prima, nel biennio ancelottiano, si sia lasciato sfilare di tasca, prima da Cagnotti e poi da Sensi, da imbelle e quasi da imbecille (le due società erano attaccabilissime per via di gravi brogli commessi con le garanzia prestate a mezzo di fideiussioni false e per via di passaporti falsi), due scudetti già vinti. Ma il motivo principale forse fu (presso i fratelli Elkann) il timore che, sotto sotto, il dottor Antonio Giraudo, forse da solo o forse insieme con l’estromesso Andrea Agnelli (il membro cadetto della “famiglia”) stesse "scalando "la società. Io non ho elementi per stabilire se, al di là del fatto che mai nulla al riguardo è emerso, ciò fosse vero, ma l'importante è che chi di dovere ci abbia creduto o che lo abbia temuto. Quindi secondo me le intercettazioni della Telecom sulle famose schede telefoniche "svizzere" di Moggi furono solo l'occasione, offerta su di un piatto d’argento dal duo Moratti-Tronchetti Provera (rispettivamente presidente e vice presidente dell’Inter) ai vertici della Fiat per potere “aggiustare” le cose. Sono arcisicuro che mai i vertici della Telecom e dell'Inter si sarebbero permessi di osare qualcosa contro la Juventus se non avessero preventivamente interpellato i piani alti di corso Marconi e non avessero ricevuto da esso lo "Sta bene". Lo dimostra il fatto che i rapporti tra gli azionisti di maggioranza di Juventus, dell'Inter e della Telecom sono rimasero ottimi e sono tuttora ottimi (vedasi l'affare-regalo Ibraimovic). Lo dimostrano pure e circostanze che in sede di consiglio federale la Juventus avrebbe potuto opporsi alla nefanda nomina dell’avv. Guido Rossi a commissario straordinario della Federcalcio (che con tutta evidenza doveva precipitarla in serie B o C e così fece), e non lo fece; che nel corso del processo farla che fece ridere mezza Italia e indignò l’altra mezza, avrebbe potuto opporre un minimo di difesa e non lo fece; che avrebbe potuto ricorrere al TAR e non lo fece. Quella Juve deliberatamente, scientificamente smontata per essere ridimensionata. Lo dimostra e continua a dimostrarlo il basso profilo tenuto nell'estate del 2006 e negli anni successivi, dove han preso solo, tranne le eccezioni Amauri e Sissoko, giocatori a fine contratto.
 
 
 
Si sono effettuati oggi a Nyon in Svizzera i sorteggi per gli ottavi di Champions league:
Per quel che riguarda le italiane gli accoppiamenti prevedono
Inter - Manchester utd.,
Chelsea – Juventus.
Arsenal – Roma.
Le partite dell’andata si giocheranno il 24 e il 25 febbraio, quelle del ritorno il 10 e l’11 marzo
 
 
17C): 21 dicembre 15.00 Campionato Atalanta-Juventus 1 a 3 per i gol di Del Piero al 31’, di Legrottaglie al 38’ di testa su calcio d’angolo dalla sinistra di Del Piero, di Vieri al 48’ e di Amauri al 81’ su calcio d’angolo dalla destra di Marchionni. Tranne quello di Del Piero, tutti di testa. Formazione Manninger, Mellberg, Chiellini, Legrottaglie, Molinaro, Marchionni, Marchisio (dall’86’ Zanetti), Sissoko, De Ceglie (dal 74’ Salihamidzic), Del Piero, Amauri. A disposizione Chimenti, Immobile, Salihamidzic, Ekdal, Zanetti, Grygera, Giovinco. Arbitro Farina, uno della vecchia guardia che meno di ama Non l’ho vista per cui non posso giudicare. Ma c’è sta stracciandosi le vesti per fatto che in occasione del gol di Del Piero Marchionni si trovava in fuorigioco, dimenticando che subito dopo, forse per compensare, l’arbitro Stefano Farina ha annullato un gol di Chiellini, e che, nell’anticipo contro il Siena di sabato pomeriggio l’Inter aveva vinto per un gol in fuori gioco di Maicon.
 
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Si sono effettuati oggi 19 dicembre a Nyon, in Svizzera, i sorteggi per gli ottavi di Ch. league. Accoppiamenti
 
Inter Manchester utd - Juventus Chelsea e Roma Arsenal (partite di andata il 24 e 25 febbraio con Inter in casa e Juventus e Roma fuori casa); quelle di ritorno, a campi invertiti, il 10 e l'11 marzo.
 
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Il punto dopo la 20/ma partita: La Juventus ha realizzato 13 reti subendone 4. Ha conquistato 13 punti dei 15 in palio. In media inglese sta a più 2. Unico passo falso che ci ha guastato la media inglese il pareggio interno col Bate Borisov, concausa il rigore sbagliato da Giovinco. Ranieri insiste con lo schierare se non è costretto a fare diversamente da infortuni sempre gli stessi uomini. Manninger è una presenza costante, Trezeguet un’assenza costante. Il giovane Marchisio forse si è conquistata la maglia da titolare (Poulsen non lo si è più visto), mentre Giovinco per vedere un po’ di luce dovrà aspettare che Del Piero compia i 40 anni e Ranieri cambi aria. De Ceglie approfitta delle sporadiche assenze di Pavel Nedved e Marchionni di quelle di più lungo periodo di Camoranesi, mentre quasi sempre Zanetti entra nei finale delle partite quando c’è bisogno di accortezza tattica. Mellberg fa il jolly difensivo per cui in un modo o nell’altro lo si vede. Il ruolo e la posizione di Molinaro per fortuna non sono in discussione. La squadra sta assumendo una sua fisionomia, ovviamente sempre legata al 4-4-2. Del Piero, Amauri e lo stesso Nedved non sono in discussione. Iaquinta poveraccio morde il freno in panchina. Le altre: Diversamente da quel che avevo scritto nelle note di precampionato, Abbiati, il portiere del Milan, sta conducendosi ottimamente.
 
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18C): 11 gennaio 2009 15.00 Campionato Juventus - Siena 1 a 0 per il gol di Del Piero segnato su punizione dal limite al 33’. Formazione: Manninger, Grygera, Mellberg, Legrottaglie, Molinaro, Marchionni (dal 79’ De Ceglie), Marchisio (dal 85’ Poulsen), Sissoko (dal 65’ Zanetti), Nedved, Amauri, Del Piero. A disposizione: Chimenti, Esposito, Ariaudo e Giovinco. La Juventus ha controllando il pallone ha controllato la partita. Di conseguenza poche occasioni da gol (due o tre in tutto), pochi rischi (un paio, nel finale). Del Piero quest’anno sembra toccato dalla grazia; quasi tutte le volte che calcia dal limite la mette dentro. Ci vorrebbero allenatori della tempra di un Mourinho o di un Capello per provare a discuterne la santità. Di sicuro non un Yes-man come “il Cantante” che più che cantare gorgheggia e che quando canta sa intonare solo una nota:  “Sì”. Sul copione che gli ha passato Blanc c’è scritto che “Va bene così, siamo forti così” e lui di rimando: “Sì, va bene così, siamo forti così. Diego…? Possiamo farne benissimo a meno”. Ma siccome è bene quel che finisce bene e squadra che vince non si tocca, come cantava il suo collega De Gregari in Titanic “Andiamo avanti tranquillamente…”.
Intanto in settimana si ì consumato l’ultimo o forse il penultimo atto di quella immane farsa-tragedia che nell’estate del 2006 si rovesciò sulla Juventus di Moggi. Nessun risultato risulta essere stato falsato, e tutti i comparenti sono stati tutti assolti, e sono tornati al loro posto più vergini di prima. Solo a Lucianone hanno dato un anno e 6 mesi e a suo figlio Alessandro un anno e due mesi.
Ma domenica prossima la vedo dura, contro la felice Lazio di questi tempi. E sul loro campo.  
 
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La seconda squadra di Manchester che forte dei soldi di uno sceicco che recentemente l’ha comprata e vuole subito portarla a competere con la prima squadra della città (un po’ come se il l’industriale Ferrero si comprasse, quello della Nutella, si comprasse il Toro e volesse subito mettersi a far concorrenza alla Juventus) dopo avere inutilmente chiesto alla Juve se le vendeva Buffon (ma il portiere purtroppo ha detto di no, né c’è più un Moggi che possa portarlo a cambiare idea) si è indirizzato sul milanista Kakà e purtroppo pare che il giocatore, Galliani e Berlusconi siano orientati ad accettare la faraonica offerta dell’ex beduino divenuto ficco sfondato. Con i 120 milioni di euro che ne ricaverà zio Fester potrà comprarsi Benzema, Adebayor, una collezione di parrucchini di seta e, se lo vuole, persino farsi dare tre o quattro punti nel buco del culo. Perché racconto questo? Perché presso di noi italiani il servilismo e il culto della personalità sono vizi antichi. Il trentaquattrenne Del Piero non interessa a nessuno, né agli arabi e né agli israeliani. Nessuno lo ha chiesto, nessuno lo vuole. Costa troppo (ma questo sarebbe il meno) e, sopra tutto, ormai è vecchio. Però il nostro ineffabile presidente, quello con doppio cognome e nessuna voce in capitolo, se ne è uscito con una (gratuita) dichiarazione ai giornali (che anziché mandarlo a fare in culo l’hanno raccolta) con la quale proclama all’universo mondo che “Noi non venderemo Del Piero nemmeno per 200 milioni di euro!”. Si rimane senza parole…! Non ci fosse stata “Farsopoli” Capello siederebbe ancora sulla panchina della Juventus e il “Pinturicchio” del cazzo sarebbe a vendere acqua minerale in Giappone o nel Qatar.        
 
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Ieri sera Luciano Moggi si è offerto alle Tricoteuses urlanti di “Porta a porta” del ruffiano di regime Bruno Vespa fu Benito. A stracciarsi le vesti di fronte alle telecamere il bancarottiere pluri-retrocesso Gazzoni Frascara ex presidente del Bologna calcio, il pachidermico Giampiero Galeazzi che peserà almeno 200 chili e non ce la fa più neanche a respirare, il calunniatore di professione nonché mestatore di regime Oliviero Beha, la barba (inutilmente) pensosa e molto velenosa di Italo Cucci e altri di cui mi è rimasto il ricordo dell’obbrobrio ma non quello del nome. L’unico dei nostri era quella checca di Muggini ma Vespa se fosse davvero quello juventino che dice di essere avrebbe dovuto invitare (almeno) anche Piero Ostellino e Christian Rocca. Ad un certo punto è intervenuto nella trasmissione quale patrocinatore di Luciano Moggi l’avvocato Paco D’Onofrio, docente di Diritto Sportivo presso l'Università di Bologna, titolare dell'omonimo studio legale ed autore di numerose pubblicazioni sulla materia che pur se avvocato (ma a questo mondo tutto è sempre molto relativo) mi ha fatto una ottima impressione.
 
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Quella che segue è invece una intervista che Christian Rocca, giornalista che scrive su Il Foglio e cuore, voce e anima dei tifosi juventini, ha rilasciato oggi 15 gennaio al sito-blog Ju29ro.com.
 
Christian Rocca […] fin dal primo giorno è stato uno dei pochi giornalisti che ha cercato di spiegare le incongruenze e gli "strani" comportamenti dei mass media nei confronti di Moggi e della Juventus durante l'estate del 2006.
L’intervista è lunga e la tagliamo.
Nella buona sostanza a Rocca come a me la lingua batte dove il dente continua a dolere, e cioè nella convinzione che in quel disgraziato 2006 furono gli azionisti principali e il vertice della Fiat a volere che esplodesse lo scandalo delle intercettazioni per poter avere il pretesto di allontanare in gruppo dirigente (cioè Moggi e Giraudo; Bettega contava poco) e con la voluta e richiesta retrocessione della squadra in serie B un forte ridimensionamento dei programmi.
Questo perché temevano che Giraudo e Moggi (sopra tutto il primo) potessero scalare la società.       
 
Rocca ad un certo punto dice che “i nomi di Massimo Moratti, Tronchetti Provera, Carlo Buora e Guido Rossi sono stati nella proprietà o nel consiglio di amministrazione di Inter e della Telecom Italia. E Rossi ha gestito la Federcalcio nei pochi mesi in cui la Juventus è tata punita e scippata di due scudetti vinti sul campo con merito.                                              E a proposito di Luciano Moggi dice: Moggi aveva il grande potere del nome Juventus alle spalle e certamente si sapeva muovere sul mercato, la sua arma a disposizione contro i soldi a palate e i bilanci un po’ così degli avversari. Quando la proprietà della Juventus l’ha scaricato, e non si è mai capito bene perché, i giornali amici si sono scatenati. I più duri sono stati la Gazzetta, il Corriere della Sera e la Stampa, nei cui consigli di amministrazione c’è almeno un rappresentante della famiglia Agnelli”. [e poi…] “A Napoli, poi, si occupano dell’associazione a delinquere di Moggi mentre all’immondizia e alla camorra ci deve pensare il cinema, con Gomorra”.
Mentre a proposito del nuovo gruppo dirigente ci ammonisce a non dimenticare “che cosa hanno fatto in quella primavera-estate, a non dimenticare la cessione di Ibrahimovic agli indossatori di scudetti altrui, senza la quale a Milano sarebbero rimasti soltanto con lo scudetto a tavolino o a tavaroli. Poi ironizzando su Moratti che ha scattato fotografie poetiche agli immigrati che spalavano la neve di Milano dice che quello che ha fatto Moratti per gli extracomunitari non l’ha fatto nessuno. Basta vedere Recoba (cfr. storia dei passaporti falsi). E ancora a proposito di Moratti ci ricorda come dopo la morte di Umberto Agnelli abbia cercato di assumere Moggi.
Infine invitato ad esprimere un giudizio sull’esito del corrente campionato dice di non credere che lo vincerà la Juve ma i nerazzurri perché hanno Ibrahimovic che è il più forte e fa la differenza. Però aggiunge che non gli dispiacerebbe se “i vecchietti e i ragazzini della vecchia squadra distrutta da calciopoli portassero a casa la Champions, dopo il Mondiale del 2006”.

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C. Italia: 14 gennaio 2009: Juventus – Catania 3 a 0 per i gol al 4’ del p.t. di Marchionni, al 24’ del 2° t. Giovinco e al 26’ del 2° t. Del Piero. Formazione: Buffon; Grygera, Legrottaglie (dal 38' s.t Mellberg), Ariaudo, De Ceglie; Marchionni, C. Zanetti, Sissoko (dal 31' s.t Poulsen), Giovinco (dal 28' s.t Esposito); Amauri, Del Piero. A disposizione: Manninger, Molinaro, Ekdal, Yago. ARBITRO: Banti di Livorno
Non c’è stata partita, e di quell’incattivito Catania di Zenga che nel finale della 4^ di campionato di privò di 2 punti non s’è vista traccia. Dopo la lunghissima assurda pausa natalizia (solo in Italia, culla del cattolicesimo, possonsi perpetrare delitti del genere; nell’Inghilterra anglicana queste invereconde soste-vacanza sono pratiche del tutto sconosciute) una utile sgambatura in vista della difficile partita di domenica sera. 
 
 
19C): 18 gennaio 2009, 19/ma e ultima del girone di andata: Lazio-Juventus 1 a 1 per i gol di Ledesma al 25’ e di Mellberg 5 minuti dopo.
Partita molto combattuta, ma a due facce. Primo tempo dei laziali i quali comunque, oltre il gol di Ledesma un po’ trovato, non han creato occasioni da gol, e ripresa nettamente dominata dai nostri che avrebbero potuto anche vincere se il palo alla sinistra del portiere Carrizo a 4 minuti dalla fine non avesse respinto un violentissimo tiro al volo di Legrottaglie che quest’anno, lo sapranno Gesù Cristo e Padre Pio come diavolo ha fatto a risorgere, io so solo che non sta finendo di stupirci. Oggi i nostri difensori, assenti Grygera e Chiellini, dovevano vedercela con una squadra che gioca con tre punte e che ha segnato la bellezza di 30 gol (33 quelli dei nerazzurri primi in classifica) ma il duca ha splendidamente guidato i giovani della difesa non lasciando a Zarate a Rocchi e a Pandev lo straccio di un gol per giunta venuto da calcio fermo e sulla traiettoria del quale Manninger non è stato impeccabile come quest’anno ha sempre saputo essere (ma noi gli vogliamo sempre bene e, anche a costo di ripeterci, ribadiamo che venderemmo Buffon e ci terremmo lui). La difesa, dicevamo, è stata impenetrabile ed è stato proprio un difensore-riserva (il roccioso barbarossa Mellberg) ha pareggiare, prima che passasse troppo tempo e le cose si complicassero, il gol di Ledesma. Manninger in questo girone d’andata è stato il portiere meno battuto, merito suo e, nell’ordine, dei difensori, dei centrocampisti e degli attaccanti. Formazione: Manninger, Mellberg, Legrottaglie, Ariaudo, Molinaro,  Marchionni, Sissoko, Zanetti (dal 71’ Marchisio), Nedved, Amauri, Del Piero (dall’81’ Giovinco). In difesa ha esordito quale sostituto del roccioso Chiellini il filiforme Ariaudo meritando un voto non minore di 8. Un bel 9 lo diamo all’indomabile Molinaro, e un altro 8 all’infaticabile Marchionni che spesso, accentrandosi Mellberg, ha coperto la solo la fascia destra. Nedved non ce la fa più ed è ridicolo che per l’anno prossimo che sul groppone ne avrà 38 gli offrano un contratto a gettoni (che mettano mani al portafogli e si tuffino sul mercato, piuttosto). Il s/do tempo di Sissoko è stato migliore del primo e anche per questo nella ripresa i laziali han finito di giocare. Gli attaccanti invece han giocato come dei cani, tanto che io avrei volentieri fatto uscire lo svagato Amauri (sto cominciando a rimpiangere Trezeguet) e un Del Piero che, dovendosi correre, prontamente ha tratto i remi in barca. (Io quando abbiamo preso il sopravvento avrei azzardato la carta Giovinco, ma il cantante per il quale l’importante è partecipare e non vincere l’ha fatto entrare a soli 10 minuti dalla fine. Peccato, si poteva vincere o col palo di Legrottaglie a 4 minuti dalla fine o azzardando un po’ di più, e se si vinceva quasi si acciuffava l’Inter.  
 
Classifica alla fine del girone di andata:
Campione d’inverno l’Inter con 43 punti, seguono la Juventus con 40 punti, il Milan con 37 punti, Genoa 35, Napoli 33, Fiorentina 32, Lazio 31, Roma 30. Chiudono la classifica la Reggina e il Chievo con 13 punti, il Torino con 15 e il Lecce con 17 che, chiudesse oggi il torneo, finirebbero il serie B. Reti fatte e subite: Inter 33 con 15, Juventus 32 con 14 e il Milan 31 con 20.
L’Inter ciude il girone con 14 punti. Nessuna squadra da quando è stato instaurato il sistema della vittoria che vale 3 punti aveva mai chiuso con così poco. E gli anti Mourinho di cui l’Italia è piena han ripreso ad alzare la testa.
Cannonieri: Marco Di Vaio 14 con 3 rigori; Alberto Girardino 12 con 2; Zlatan Ibrahimovic 12 con 0, Diego Milito 12 con 4; Amauri 11 con 0; Floccari 10 con 0.    
 
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·          Il punto in classifica (dopo fine del girone di andata):
La Juventus ha realizzato 17 reti subendone 5. Ha conquistato 20 punti dei 21 in palio. In media inglese sta a più 2. Unico passo falso che ci ha guastato la media inglese è il pareggio interno col Bate Borisov, concausa il rigore sbagliato da Giovinco, e un po’ anche il pareggio con la Lazio che però essendo stato conseguito fuori casa va annoverato tra i risultati positivi o non negativi. Ranieri insiste con lo schierare,  se non è costretto a fare diversamente da infortuni, sempre gli stessi uomini. Manninger che non sta facendo rimpiangere Buffon, è una presenza costante, Trezeguet un’assenza costante. Il giovane Marchisio forse si è conquistata la maglia da titolare (ma Poulsen si è infortunato e non può dirsi come Ranieri, che comunque non ama i giovani, vorrà regolarsi quando lo avrà di nuovo a disposizione), mentre Giovinco per vedere un po’ di luce dovrà aspettare che Del Piero compia i 40 anni e Ranieri cambi aria. De Ceglie approfitta delle rare assenze di Pavel Nedved e Marchionni di quelle di più lungo periodo di Camoranesi, mentre quasi sempre Zanetti entra nei finale delle partite quando c’è bisogno di accortezza tattica. Mellberg fa il jolly difensivo per cui in un modo o nell’altro lo si vede. Il ruolo e la posizione di Molinaro per fortuna non sono in discussione. Vabbé che non compreranno nessuno, ma pare che la posizione di difensore di fascia sinistra non sia più in discussione. La squadra sta assumendo una sua fisionomia, ovviamente sempre legata al 4-4-2. Del Piero, Amauri e lo stesso Nedved sono titolari inamovibili all’insegna del motto “Se non son vecchi non li vogliamo!) Il povero Iaquinta morde il freno in panchina. Le altre: Diversamente da quel che avevo scritto nelle note di precampionato, Abbiati, il portiere del Milan, sta conducendosi ottimamente.
Dato l’infortunio di pupone Totti sta vedendo un po’ di prima squadra Julio Baptista che è veramente una bestia terrificante (molto bene anche il serbo Vucinic e l’ex nostro dei tempi di Ancelotti, ed ex enfant prodige, Matteo Brighi).
Al Milan sabato scorso è stata letteralmente regalata la vittoria contro la Fiorentina, solo che ora che Moggi è stato fatto fuori queste cose continuano a capitare, con irritante regolarità, alle due milanesi e che una volta una svista favorisca la Juventus.
José Mourinho che, checché ne dica Galeazzi è un grande, dopo la pietosa prestazione e la sconfitta di domenica pomeriggio ha fatto ai suoi uomini, nel chiuso dello spogliatoio di Bergamo un’intemerata che avrebbe meritato mille megafoni e altoparlanti «Il primo scudetto ve lo hanno dato in segreteria – ha detto Special One Man - il secondo lo avete vinto perché non c'era nessuno. Il terzo all'ultimo minuto. Siete una squadra di merda...» avrebbe detto Mourinho ai giocatori nel faccia a faccia nel chiuso degli spogliatoi dopo la figuraccia della quale di è detto. Forza José, sei un grande…!
 
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Mercato di riparazione:
 
Il Milan ha preso l’esterno sinistro brasiliano Mattioni; scambio Bonazzoli Pazzini tra Sampdoria e Fiorentina. Il Napoli ha preso l’esterno sinistro argentino Datolo
 
 
Girone di ritorno:
 
1GR): 24 gennaio 2009 Juventus Fiorentina 0 a 1 per il gol di Claudio Marchisio (che ha segnato il primo gol tra i titolari della Juve, cinque giorni della ricorrenza del suo 23° compleanno, mentre si sa che in settimana dovrebbe prolungare il contratto) che al 22’ del p.t. Del Piero ha freddamente battuto Frey splendidamente profittando di uno splendido servizio di Del Piero.
Gli scriba e i mezzibusti televisivi che non sanno decidersi se detestare di più tra la Juventus nemica di sempre o José Mourinho nemico nuovo di zecca cui non sopportano la presunzione (in Italia chi prevale è sempre mal sopportato) non fanno che ripetere che se stasera la Juve batte la Fiorentina “aggancia i nerazzurri di Mourinho in testa alla classifica”. Andiamoci piano: né la storia e neanche la cronaca si fanno con i se. Perché trascurano il fatto che se anche battiamo i viola i nerazzurri avrebbero sempre la partita di domani per ristabilire le distanze. Ranieri al solito suo predica calma ma sarebbe opportuno che si ricordasse che spesso gli scudetti si vincono e si perdono per un punto. L’avversaria di questa sera è una di quelle squadre che ogni volta di più si accaniscono contro di noi. E’ vero che a loro mancherà Mutu, ma noi dovremo fare a meno di Molinari, di Sissoko e di Chiellini, oltre che di Trezeguet e di Camoranesi (che fu il mach winner della partita dello scorso campionato a Torino).  La viola domenica scorsa, a san Siro, fu letteralmente defraudata di uno o forse di 3 punti (il Milan vinse per 1 a 0 e le vennero negati due rigori grandi quanto una casa) e di quegli errori arbitrali temo che potremmo finire per pagarne il prezzo noi oggi). Formazione: Buffon (che rientrava dopo 110 giorni di stop), Grygera, Mellberg, Legrottaglie, De Ceglie,  Marchionni, Zanetti (dal 89’ Poulsen), Marchisio, Nedved, Amauri, Del Piero (dal 77’ Giovinco). A disposizione Chimenti, Ariaudo, Iaquinta, Ekdal, Yago. Arbitro Saccani.
Non so perché quale portiere di riserva è andato “zucchina” Chimenti e non Manninger che ha sostituito Buffon in maniera egregia. Comunque come ho più volte scritto anche se Gigi tra i pali probabilmente è il numero 1 al mondo, io, capitasse l’occasione, lo venderei volentieri e con ricavato come fecero Giraudo e Moggi ai tempi di Zidane potenzierei la squadra.  Ma gli scriba e i pubblicani che son sempre per la conservazione la vedono in maniera del tutto opposta.
Comunque una maledettissima partita che mi ha fatto stare sulle spine fino a quando l’arbitro non ha mandato tutti negli spogliatoi. Con un numero incredibile di occasioni da gol sprecate o non realizzate dall’una e dall’altra parte, con diecine di difficilissimi interventi e di Frey e di Gigi Buffon, più impegnato il nostro ma entrambi bravissimi, con un agonismo al calor bianco, con i viola che per la nostra incapacità a segnare il gol della sicurezza per poco non ci giocavano l’atroce scherzo che ci giocarono nella partita di andata quando a 3 minuti dalla fine Gilardino pareggiò il gol di Nedved. Arrivo a dire che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, ma il calcio non è il pugilato dove possono darsi per calcolo risultati nulli. Gli uomini del foltocrinito (ma solo di dietro) Prandelli nella ripresa ci han messi alle corde (non si dimentichi che a noi mancava quell’autentico frangiflutti che è Mohammed Sissoko), lasciandoci per consequenza di cose immense praterie ove affondare il contropiede, ma la scarsa vena dell’ “Intoccabile per diritto divino” ci ha penalizzati e il gol che avrebbe chiuso la partita non è venuto. Bisogna pure dire che  quando il predetto “Intoccabile per diritto divino”, a 10 minuti dalla fine il tremebondo “cantante” si è decido a sostituirlo con Giovinco, raggiunta la panchina stizzito ha scagliato per terra il piumino (Bel capitano, complimenti!). Un Del Piero sempre in ritardo nello scatto e poco ispirato ha rovinato un mucchio di azioni di attacco, ma ha compiuto due inarrivabili prodezze: il passaggio filtrante che in mezzo a una mezza dozzina di difensori ha messo Marchisio solo dinanzi a Frey e un lancio da 20 o 25 metri a  beneficio di Marchionni che il nostro attaccante ha ben controllato ma poi la difesa dei fiorentini ha neutralizzato. Comunque, tranne Del Piero, cui, se si mettesse al servizio della squadra e la smettesse di giocare per sé e per gli sponsor tornerei a volere bene, i nostri han giocato tutti bene, tutti si son dannata l’anima. Da Buffon (un 8 o un 9), ad Amauri che ha smarrito la via del gol ma che di fronte all’arrembare dei viola nel primo tempo si è dannato l’anima a far reparto da solo e nella ripresa si è speso a tamponare e a difendere, a Marchionni, a Marchisio, a Nedved, a Mellberg, a Legrottaglie, a Grygera e nei 10 minuti che ha giocato lo scalpitante Giovinco.
I viola han giocato con ferocie e accanimento. Ma mi ha fatto una grande impressione Pasqual. Aveva ragione Moggi che lo aveva trattato.
 
Comincerò a trattare dell’Inter quando e se la avremo effettivamente raggiunta in classifica. Ma ci credo poco o niente.
 
25/1/2009    
 
Smisi di scrivere perché non avevo ho alcuna fiducia nella proprietà, nei dirigenti e meno ancora in quell’incompetente di Ranieri.
 
Ovviamente l’Inter non l’abbiamo raggiunta, né potevamo raggiungerla e meno che mai tagliare il traguardo finale prima di lei. Per il semplice fatto ché la Juventus era guidata dalla panchina da un allenatore verboso e inconcludente e sul terreno di gioco da un trentacinquenne accentratore e bollito. Mentre la corazzata nerazzurra poteva giovarsi della grinta e della personalità di quel Josè Mourinho che io senza riserve reputo essere il miglior tecnico che c’è oggi in giro in Europa e sul campo poteva contare sul genio e sulla potenza atletica di un fuoriclasse come Zlatan Ibrahimovic che da solo ha dato all’Inter almeno la metà degli 87 punti conquistati, e a sé il titolo di capocannoniere del torneo. Quell’Ibrahimovic che era nostro e che la proprietà donò al presidente dell’Inter per ringraziarlo del favore di avergli fatto fuori – con quella storia delle intercettazioni – Moggi (questa è storia, signori!). Per questo dunque smisi di scrivere del Campionato e della Juventus.
 
E nonostante che in classifica ci trovassimo fossimo secondi a 3 punti dall’Inter e con 3 punti di vantaggio sul Milan, e che quel trombone di Ranieri in ognuna delle innumerevoli interviste cianciasse sempre di sorpasso i fatti mi hanno dato ragione. Come sempre.
 
 
Questo il cursus disonorum della Juve di Ranieri successivamente:
 
Sconfitta per 2 a 1 a Udine;
Sconfitta a Torino con Cagliari per 3 a 2;
Vittoria per 2 a 1 a Catania;
Pareggio per 1 a 1 a Torino in una partita di uno squallore indicibile;
Sconfitta per 2 a 0 a Palermo;
Vittoria per 1 a 0 a Torino contro il Napoli;
Vittoria per 1 a 0 nel derby contro il Toro che poi retrocederà;
Vittoria interna per 4 a 1 contro il Bologna che si salverà solo all’ultima giornata;
Vittoria per 4 a 1 a Roma contro i giallorossi;
Irritante pareggio interno contro il Chievo (3 a 3) con l’onta di  tre gol del torinista Pellissier;   
Sconfitta per 3 a 2 a Genova contro i rossoblu di Gasperini;
Sterile pareggio interno (1 a 1) contro l’Inter;
Pareggio fuori casa (2 a 2) contro quella Reggina che poi sarebbe retrocessa;
Pari a Torino per 2 a 2 contro il Lecce che poi sarebbe retrocesso;
Lusinghiero pareggio a Milano contro il Milan (1 a 1);
Pari a Torino contro l’Atalanta (2 a 2).
 
Nel frattempo Ranieri nei quarti si fa eliminare dalla Lazio in Coppa Italia, riuscendo anche nella poco commendevole impresa di perdere sul terreno di casa. La coppa Italia in questi tempi grami era il traguardo cui più volte la dirigenza aveva dichiarato di tenere. 
 
Come il lettore avrà visto la difesa prendeva gol da tutti, gli attaccanti erano riusciti a sfondare solo contro Roma e Bologna, la distanza con l’Inter era salita a 9 punti e, peggio, il Milan dietro a soli 2 punti ci insediava il 3° posto in classifica rendendo reale, per l’accesso l’anno prossimo in Champions league, il rischio dei preliminari  di noi.
Qui a questo punto, dopo avere più volte categoricamente escluso una ipotesi del genere, per fortuna Blanc (probabilmente ispirato da Secco) si dà una mossa e mette letteralmente alla porta Ranieri affidando le sorti della squadra a Ciro Ferrara, allenatore delle “giovanili” (Senza alcun rossore, Ranieri che ad onta delle dei precedenti attestati di fiducia si sente tradito ed è forte di un contratto che scadrà alla fine del prossimo campionato annuncia che gli farà causa).
Il povero Ciro Ferrara ce la mette tutta, galvanizza giocatori ed ambiente e nelle restanti 2 partite ottiene quei 6 punti che l’estate prossima ci faranno saltare i preliminari di cui dicevo.
I giocatori, con Ferrara in panchina e giocando sempre con la palla a terra, va a vincere per 3 a 0 a Siena e nell’ultima partita infligge un bel 2 a 0 alla forte Lazio.     
 
 
Pagelle di fine stagione (siccome abbiamo letto Max Weber assegnando il voto abbiamo tenuto conto del numero dei minuti giocati nei tre tornei cui con modesta fortuna abbia partecipato):
 
Portieri:
Gianluigi Buffon (2777 minuti giocati in 30 partite), voto 6,5.
Alex Manninger (2154 minuti giocati in 23 partite), voto 7,5.
Ciro Immobile (certo, un portiere che si chiama Immobile dà a pensare…!). 3 minuti giocati in una partita, nessun voto.
Antonio Chimenti (0 minuti giocati, nessun voto);
Difensori:
Zdeneck Grygera (3612 minuti in 43 presenze) 2 gol, voto 6;
Jonathan Zebina (431 minuti in 8 partite) nessun gol, voto 6,5.
Christian Molinaro (3466 minuti in 40 partite), nessun gol, voto 6.5;
Paolo De Ceglie (1566 minuti in 26 partite) nessun gol, voto 5.
Giorgio Chiellini (3131 minuti in 36 partite) 5 gol, voto 8,5.

Nicola Legrottaglie (3244 minuti in 36 partite) 2 gol, voto 7.
Olof Mellberg (3135 minuti in 38 partite) 2 gol, voto 5,5.
Dario Knezevic (373 minuti in 4 partite, nessun gol, voto 4,5.
Lorenzo Ariaudo (417 minuti in 6 partite), nessun gol, voto 6.
Ayub Daud (6 minuti in una partita) nessun gol, senza voto. 
Luca Castiglia (4 minuti in una partita) nessun gol, senza voto. 
 
Centrocampisti:
Mauro German Camoranesi (1714 minuti in 26 partite) 2 gol, voto 6,5.
Marco Marchionni (2531 minuti in 36 partite) 3 gol, voto 5.
Pavel Nedved (3542 minuti in 43 presenze); 7 gol, voto 7,5.
Claudio Marchisio (2512 minuti in 32 partite) 3 gol, voto 7,5.
Mohamed Sissoko (2589 minuti in 31 partite) 2 gol, voto 7.
Tiago Cardoso (1366 in 20 partite), nessun gol, voto 4.
Christian Poulsen (1892 minuti in 29 partite), 1 gol, voto 5,5.
Hasan Salihamidzic (1017 minuti in 15 partite ) 1 gol, voto 5,5.
Cristiano Zanetti (892 minuti in 14 partite) 2 gol, voto 6,5.
Albin Ekdal (105 minuti in tre partite) nessun gol, voto 4,5.
Simone Esposito (6 minuti in una partita) nessun gol, voto 4,5.

Attaccanti:
Amauri de Carvalho (3147 minuti in 44 presenze) 14 gol¸voto 7.
Vincenzo Iaquinta (2491 minuti in 36 partite) 15 gol, voto 7,5.
Del Piero (43 presenze in 3483 minuti) 21 gol, voto 6.5.
Sebastian Giovinco (1410 minuti in 27 partite) 3 gol, voto 6.
David Trezeguet (751 minuti in 14 partite) 1 gol, voto 4.
 
Così, grazie alla resipiscenza dell’ a.d. Blanc che a 180 minuti dalla fine del torneo ha cacciato il ginnasiarca Ranieri affidando la panchina e le fortune della Juve a Ciro Ferrara la squadra l’anno prossimo farà la Champions league senza dover passare per i preliminari.
 
Il Torneo ha dato i seguenti verdetti:
 
Inter campione d’Italia con 84 punti;
Juventus e Milan seconde e terze con 74 punti;
Fiorentina quarta con 68 punti farà la Champions league passando però per i preliminari;
Genoa (68 punti) e Roma (63 punti) faranno la Europa league (ex coppa Uefa).
Posizioni finali; Chievo quintultimo con 38 punti e Bologna quart’ultimo con 37 che si salvano all’ultima giornata).
Retrocedono invece Torino (34 punti),  Reggina (31 punti) e Lecce (30 punti).
 
Classifica dei cannonieri (solo per il massimo torneo):
 
1) Zlatan Ibrahimovic (Inter) con 25 reti, (ex Juventus) *
2) Marco Di Vaio (Bologna) con 24 reti, (ex Juventus) *
3) Diego Milito (Genoa) con 24 reti,
4) Alberto Gilardino (Fiorentina) con 19 gol,
5) Kakà (Milan) con 16 reti,
6) Pato (Milan) con 15 reti,
7) Robert Acquafresca (Cagliari) con 14 reti,
8) Edison Cavani (Palermo) con 14 reti,
9) Fabrizio Miccoli (Palermo) con 14 reti, (ex Juventus) *
10) Alessandro Del Piero (Juventus) con 13 reti,
11) Filippo Inzaghi (Milan) con 13 reti, (ex Juventus) *
12) Adrian Mutu (Fiorentina) con 13 reti, (ex Juventus) *
13) Sergio Pellissier con 13 reti,
14) Fabio Quagliarella (Udinese) con 13 reti,
15) Francesco Totti (Roma) con 13,
16) Mauro Zarate (Lazio) con 13 reti,
17) Amauri (Juventus) con 12 reti,
18) Antonio Cassano (Sampdoria) con 12 reti,
19) Antonio Di Natale (Udinese) con 12 reti,
20) Sergio Floccari (Atalanta) con 12 reti,
21) Vincenzo Iaquinta (Juventus) con 12 reti,
22) Vincenzo Mascara (Catania) con 12 reti,
23) Giampaolo Pazzini (Sampdoria) con 12 reti.
 
*: Presi da Luciano Moggi.
 
Adesso Blanc e Secco sta cercando un nuovo allenatore. Hanno parlato, stando a quel che si sente e si legge, e a parte Ferrara che hanno in casa, con Spalletti (Roma), con Allegri (Cagliari), con Gasperini (Genoa), con Conte (Bari) e con Blanc (Bordeaux). Forse si indirizzeranno su Ferrara che costa poco o niente o su Spalletti se accetterà di tagliarsi l’ingaggio. A me piacerebbe Laurent Blanc che dopo 10 anni ha fatto vincere il campionato al Bordeaux ed è raccomandato da Michel Platini. Ma mi accontenterei anche di Gasperini. Non amo né Conte ignorante come un’ostrica, né Spalletti di un’antipatia unica.
 
2 giugno 2009