CAMPIONATO 2005/2006
 
Calciomercato, principali movimenti (di quelli della Juve trattiamo a parte):
 
Il portiere Fabian Carini dall’Inter al Cagliari in prestito gratuito; il difensore Michele Canini dall’Atalanta al Cagliari; il difensore uruguaiano Bizera dal Penarol al Cagliari; Bjelanovic dal Lecce all’Empoli; Donadel dal Milan alla Fiorentina (riscatto); Sebastian Frey dal Parma alla Fiorentina; il capocannoniere Luca Toni dal Palermo alla Fiorentina; Stefano Fiore dal Valencia alla Fiorentina (prestito gratuito); Gamberini dal Bologna alla Fiorentina; il giovane Riccardo Montolivo dall’Atalanta alla Fiorentina; il difensore Pazienza dall’Udinese alla Fiorentina; il portiere brasiliano Julio Cesar dal Chievo all’Inter (fine prestito); Domenico Morfeo; campioncino senza mercato viene reimprestato dall’Inter al Parma; l’attaccante Corradi dal Valencia al Parma (prestito gratuito); Santiago Solari dal Real Madrid all’Inter (prestito gratuito); Walter Samuel dal Real Madrid all’Inter; Luis Figo dal Real Madrid all’Inter (cessione gratuita); Davis Pizarro dall’Udinese all’Inter (prestito con dir. di riscatto); Simore Inzaghi e Bonazzoli ritornano rispettivamente alla Lazio e alla Sampdoria per fine prestito; Berhami dal Verona alla Lazio; Tare dal Bologna alla Lazio; il difensore Siviglia dal Parma alla Lazio; il giovane attaccante Palladino dalla Juventus al Livorno; Jankulowski dall’Udinese al Milan; Vogel dal PSV Eindhoven (ma era in scad. di contratto) al Milan; Alberto Gilardino dal Parma al Milan; il portiere Lupatelli dalla Fiorentina al Parma; Bobone Vieri, cui l’Inter aveva concesso la lista gratuita, si è accasato al Milan; Caracciolo dal Brescia al Palermo; Makinwa dall’Atalanta al Palermo; Zetulayev dalla Juve alla Reggina (riscatto); Kuffour dal Bayern di M., ma era a fine contratto, alla Roma; Nonda dal Monaco, ma era anche lui a fine contratto, alla Roma; Rodrigo Taddei, idem come sopra, dal Siena alla Roma; Lamberto Zauli dal Palermo, era a fine contratto, alla Sampdoria; Andrea Gasbarroni dal Palermo alla Sampdoria per fine prestito; Pinga, ex Torino, libero per fallimento del club, al Treviso; i gemelli Filippini dal Palermo al Treviso; Fava dall’Udinese al Treviso; Barreto dal Treviso all’Udinese; il centrocampista portoghese Vidigal dal Livorno all’Udinese; Sculli dalla Juventus al Messina; il portiere Elefhteroupulos dal Milan alla Roma; il centrocampista uruguaiano Alvarez dal Penarol alla Roma, prestito.
Hanno lasciato l’Italia: Emre (Inter, Newcastle); Davids (Inter, Tottenham, lista gratuita); Tomasson (Milan, Stoccarda); Hernan Crespo (Milan, Chelsea, fine prestito); Mozart (Reggina, Spartak di Mosca); Nakata (Fiorentina, Bolton); Dalmat (Inter, Tolosa); quella piaga umana di Van der Meyde (Inter, Everton); Karagounis (Inter, Benfica); lo sconosciuto attaccante Chuotos (Inter, Majorca); Sorondo (Inter, fine contratto); Fernando Couto (Lazio, fine contratto); Dhorasoo (Milan, Paris Saint G.); lo sconosciuto difensore Esajas (Milan, fine contratto); Tore Flo’ (Siena, fine contratto); Manninger (Siena, fine contratto); Maccarone (Middlesboroug, fine prestito); Kroldrup (Udinese, Everton).
 
I movimenti della Juventus:
 
Acquisti: Giannichedda (Lazio, libero); Robert Kovac (Bayern M., libero); Tudor (Siena, f.p.); Zanchi (Messina, f.p.); Legrottaglie (Bologna, f.p.); Boudianski (Reggina, riscatto); Chiellini (Fiorentina, risc.); Miccoli (Fiorentina, buste); Maresca (Fiorentina, buste); Vieira (Arsenal, 19 mln.); Abbiati (Milan, prest. grat.); Balzaretti (ex Torino, libero per fallim. del club); Andrea Mantovani (stopper, ex Torino, libero per fallim. del club; girato al Chievo); Christian Molinaro (esterno sin. ex Salernitana, libero per fallim. del club); Gladstone (20 anni; difensore c.le, in prestito con diritto di riscatto dal Cruzeiro).
Cessioni: Kapo (Monaco, prestito); Ferrara (fine attività); Montero (fine contratto); Benjamin allo Standard di Liegi; Legrottaglie al Siena (pr. grat.); Zanchi al Messina (defin.); Maresca al Siviglia per 2;5 mln.; Appiah al Fenerbahce per 8 mln.; Chiumiento e Lavecchia al Le Mans in prestito; Gastaldello e Volpato al Siena in prestito; Piccolo alla Lazio; Masiello; difensore all’Avellino in prestito; Tacchinardi al Villareal in prestito.
La Juve ha chiuso questo calciomercato con un saldo negativo di 16,2 milioni ( -27,2 l’anno scorso), l’Inter -2 quest’anno e +2,2 l’anno scorso, il Milan -20 quest’anno e -6 l’anno scorso. ( fonte: Gazzetta)

 
Giocatori della Juve in giro:
 
Aronica (Messina), Bartolucci (Torres), Benjamin (Standard Liegi), Bentivoglio (Mantova), Bonetto (Empoli), Boudiansky (Avellino), Brighi Marco (Rimini), Cassani (Verona), Chiumiento (Le Mans), Gasbarroni (Sampdoria), Gastaldello (Siena), Gentile (Messina), Guzman (Crotone), Kapo (Monaco), Konko (Crotone), Legrottaglie (Siena), Lavecchia (Le Mans), Maietta (Crotone), Mantovani (Chievo), Masiello (Avellino), Mirante (Siena), Molinaro (Siena), Nicoletto (Novara), Nocerino (Genoa), Palladino (Livorno), Paro (Siena), Pederzoli (Torres), Piccolo (Lazio), Scardina Crotone), Scicchitano (Crotone), Sculli (Messina), Volpato (Siena).

Le 20 squadre e i loro allenatori:
 
Ascoli (Giampaolo), Cagliari (Tesser che prima della 1^ giornata è stato avvicendato da Arrigoni il quale dopo la 2^ g. è stato a sua volta avvicendato da Ballardini il quale dopo la 11^ è stato avvicendato da Sonetti), Chievo (Bepi Pillon), Empoli (Mario Somma; dalla 21^ Gigi Cagni), Fiorentina (Cesare Prandelli), Inter (Roberto Mancini), Juventus (Fabio Capello), Lazio (Delio Rossi), Lecce (Angelo Gregucci / dopo la 5^ Silvio Baldini / dopo la 20^ Roberto Rizzo), Livorno (Roberto Donadoni / dalla 5^ di ritorno Carlo Mazzone), Messina (Bortolo Mutti / dopo la 30^ G.Ventura), Milan (Carlo Ancelotti), Palermo (Luigi Del Neri / dopo la 21^ Giuseppe Papadopulo), Parma (Mario Beretta), Reggina (Walter Mazzarri), Roma (Luciano Spalletti), Sampdoria (Walter Novellino), Siena (Luigi De Canio), Treviso (Ezio Rossi / dopo la 11^ A. Cavasin / dopo la 26^ tale Bortoluzzi a me non noto), Udinese (Serse Cosmi / dalla 6^ di ritorno Sensini e Dominissini / dopo la 30^ G. Galeone).
 
Amichevoli:
 
14/7/05 contro il Voghera: 7 a 0 gol di Ibrahimovic, Nedved, Mutu, Ibrahimovic, Ibrahimovic, Zalayeta, Trezeguet.
17/7 contro il Pavia: 5 a 1 gol di Fasano, Trezeguet, Ibrahimovic, Mutu, Zalayeta, Spagnoli ®
20/7 trofeo Tim: Juventus Milan 1 a 2 (Vieri ®, Rui Costa, Trezeguet); Juventus Inter 0 a 1 (Martins).
23/7 contro lo Standard di Liegi 1 a 0 gol di Trezeguet.
27/7 contro il Cesena 1 a 0 gol di Mutu.
1/8 contro la Biellese 6 a 2 tripletta di Trezeguet, due gol di Del Piero uno dei quali su rigore, e uno di Mutu.
3/8 a Timisoara (Rom.) contro la Politeknica: 2 a 2 gol di Coman, Mutu, Ibrahimovic ®, Paleacu ®.
6/8 a Lisbona contro il Benfica 2 a 0 per il gol di Ibrahimovic e di Trezeguet
9/8 a Pescara contro la Roma 2 a 2 per i gol di Del Piero, Chivu. Taddei, Del Piero ®
11/8 a Napoli per il Trofeo Birra Moretti: Inter Juventus Inter 2 a 0 doppietta di Ibrahimovic; Napoli Juventus 1 a 1 per i gol di Sosa ® e di Zalayeta.
14/8 a Milano per il trofeo Berlusconi Milan Juventus 2 a 1 per i gol di Vieira, Kakà, Serginho.
20/8 al delle Alpi per la Supercoppa di Lega: Juventus Inter 0 a 1 per un gol di Veron.
24/6 a Barcellona per il trofeo Gamper Barcellona Juventus 4 a 6 (2 a 2 dopo i tempi regolamentari)
Gol nei tempi regolamentari di Del Piero ®, di Iniesta, di Van Bronckhorst e di Trezeguet ®.

 
Sorteggi per la prima fase di Champions League:
 
Gruppo A - Bayern, Juventus, Bruges, Rapid Vienna
Gruppo B - Arsenal, Ajax, Sparta Praga, Thun
Gruppo C - Barcellona, Panathinaikos, Werder Brema, Udinese
Gruppo D - Manchester United, Villareal, Lille, Benfica
Gruppo E - Milan, Psv Eindhoven, Schalke 04, Fenerbahce
Gruppo F - Real Madrid, Lione, Olympiakos, Rosenborg
Gruppo G - Liverpool, Chelsea, Anderlecht, Betis Siviglia
Gruppo H - Inter, Porto, Rangers, Artmedia Bratislava

 
 
 
La rosa e i numeri di maglia:
 
1 Gianluigi Buffon,
2 Alessandro Birindelli,
3 Giorgio Chiellini,
4 Patrik Vieira,
6 Robert Kovac,
7 Gian Luca Pessotto,
8 Emerson,
9 Zlatan Ibrahimovic,
10 Alessandro Del Piero,
11 Pavel Nedved,
12 Antonio Chimenti (che nel mercato di gennaio verrà ceduto al Cagliari),
16 Mauro German Camoranesi,
17 David Trezeguet,
18 Adrian Mutu,
19 Gian Luca Zambrotta,
20 Manuele Blasi,
21 Lilian Thuram,
22 Landry Bonnefoi,
23 Giuliano Giannichedda,
24 Ruben Olivera,
25 Marcelo Danubio Zalayeta,
27 Jonathan Zebina,
28 Fabio Cannavaro,
26 Gladstone,
32 Christian Abbiati.
 
 
Commento al mercato:
 
sono persuaso che Moggi e Giraudo quest’anno abbiano finito di mettere in mano a Fabio Capello quello squadrone che il tecnico nelle condizioni d’ingaggio l’anno scorso aveva certamente imposto loro. Lo riconosce lui stesso, solitamente sempre parco di parole, parlando apertamente di centrocampo migliore del mondo e di squadra fortissima. Don Fabio è fatto così, è uno che con i soldi degli altri non bada a spese. E’ un vincente che può permettersi di esigere che (i dirigenti che lo ingaggiano) continuino a farlo vincere. Chi lo prende non se ne stupisca, né penso che a Torino queste cose quando andarono a cercarlo non le sapessero. Ma siccome io non smetto mai di guardare alla sanità dei bilanci mi auguro che Giraudo e Moggi sappiano consentirgli di tenere la botte piena e la moglie ubriaca riuscendo a tenere i conti a posto. 
Di essere uno squadrone la Juve è uno squadrone, su questo non ci piove. Ha giocatori formidabili e adusi ad esprimersi con continuità ai livelli più alti. Molti di loro (Buffon, Thuram, Cannavaro, Kovac, Zambrotta, Emerson, Vieira, Camoranesi, Trezeguet, Mutu e Ibrahimovic) sono di livello mondiale così che possono benissimo puntare ad almeno un paio d’anni di supremazia continentale.
Ma la squadra è vecchia, i giocatori, molto esperti, sono nella maggior parte dei trentenni (Thuram, Cannavaro, Nedved, Emerson, Vieira, Del Piero), onusti di lunghissimi e onerosissimi contratti.
Magnifico è stato invece l’acquisto di Adrian Mutu che ha solo 25 anni, per il quale io ho sempre stravisto. Fortunatissimo, formidabile, si è rivelato quello di dodici mesi fà di Zlatan Ibrahimovic, che di anni ne ha solo 23, il quale ha presto preso nel cuore dei tifosi il posto di Del Piero. Del quale non vedo l’ora che ci liberiamo.
 

Costo stipendi per giocatori:

 

Juventus 2004: 150 mln.  2005: 127 mln.*

Milan 2004: 160 mln.  2005: 110 mln.

Inter 2004: 110 mln.  2005: 86 mln.

 

 
* su queste cifre Alessandro Del Piero (definito da Lapo Elkann un lusso insostenibile) “pesa” per circa 14 mln. l’anno.
 
 
Abbonati (quasi) 23.000 (contro i 35 mila dell’Inter e i 50 mila del Milan)
 
 
 
Stagione agonistica:
 
1^ di andata (28/8/2005) Juventus Chievo 1 – 0  per il gol di Trezeguet al 36’ del pt (di testa su cross dalla sinistra di Zambrotta). Formazione: Abbiati, Zebina (6’ pt Pessotto), Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet (38’st Zalayeta). Bene l’arbitro Trefoloni.
Otto occasioni da gol contro una. Ottime le prestazioni di Trezeguet, Camoranesi, Zambrotta e Vieira. 
 
Le altre partite:
Ascoli-Milan 1 a 1 (Cudini, Shevchenko)
Fiorentina-Sampdoria 2 a 1 (Fiore, Toni, Diana)
Inter-Treviso 3 a 0 (tripletta di Adriano)
Lazio-Messina 1 a 0 (Pandev)
Livorno-Lecce 2 a 1 (Lucarelli, Pinardi, Palladino)
Parma-Palermo 1 a 1 (Terlizzi, Bresciano)
Reggina-Roma 0 a 3 (Mancini, De Rossi, Nonda)
Siena-Cagliari 2 a 1 (Esposito, Chiesa, Chiesa)
Udinese-Empoli 1 a 0 (Muntari).
 
Juventus e Inter 3 punti, Milan 1.
 
 
2^ di andata (11/9) Empoli Juventus 0 – 4 per i gol di  Trezeguet all’11’ del p.t. (liberato dinanzi al portiere da un colpo di tacco smarcante di Ibrahimovic), di Vieira al 14’ del p.t. (di testa, all’angolino alto, su calcio angolo battuto a sinistra da Nedved), di Camoranesi al 16’ del p.t. (con un tiro dal limite dell’area dopo una funambolica azione personale iniziata a centrocampo) e di Trezeguet al 14’ del s.t. (con un pallonetto alto sul portiere arrembante in uscita al limite dell’area zona di sinistra). Formazione: Abbiati, Pessotto (1’st Balzaretti), Kovac Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Vieira, Emerson, Nedved, Trezeguet (25’st Zalayeta), Ibrahimovic (15’st Mutu). A disposizione: Chimenti, Gladstone, Blasi, Giannichedda.
Ha bene arbitrato il signor Dattilo. Migliori in campo: Vieira (un gigante), Trezeguet (tre palloni 2 gol), Ibrahimovic (geniale, imprevedibile, incontenibile).
 
Le altre partite:
Cagliari-Lazio 1 a 1 (Suazo, Siviglia)
Chievo-Parma 1 a 0 (Mandelli)
Lecce-Ascoli 0 a 0
Messina-Fiorentina 2 a 2 (Toni, Bojinov, Di Napoli, Zoro)
Milan-Siena 3 a 1 (Ambrosini, Shevchenko, Tudor, Kakà)
Palermo-Inter 3 a 2 (Corini, Terlizzi, Makinwa, Cruz, Cruz)
Roma-Udinese 0 a 1 (Muntari)
Sampdoria-Reggina 3 a 2 (Bonazzoli, Cozza, Volpi, Gasbarroni, Missiroli)
Treviso-Livorno 0 a 1 (Lucarelli).
 
Juventus 6 punti, Milan 4, Inter 3.
 
 
14/9: 1^ partita della 1^ fase della Ch. L. : Bruges Juventus 1 a 2 per i gol di Nedved al 21’st Nedved (forte tiro rasoterra dal limite su punizione concessaci per fallo su Ibrahimovic), di Trezeguet al 30’st (scatto in area su passaggio al bacio di Camoranesi e pallonetto sul portiere in uscita) e di Yulu Matondo al 40’st. E’ stata una partita che poteva anche finire 10 a 0 per noi, tanto e talmente schiacciante è stata la nostra superiorità. Il portiere avversario ha quattro o cinque miracoli, molte altre azioni non si sono concretizzate per un’inezia. Trezeguet ha segnato il suo 100/mo gol in maglia bianconera, mentre Ibrahimovic deve ancora segnare il suo primo di quest’anno, ma è stato devastante e incantevole nello stesso tempo, terrorizzante e stupefacente. Molto bene Blasi nell’inedito ruolo di terzino destro. Molto bene anche Camoranesi, Zambrotta, Emerson, Nedved, Trezeguet, Cannavaro e Kovac. Formazione: Abbiati, Blasi, Kovac, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi (90’ Giannichedda), Emerson, Vieira, Nedved, Trezeguet (90’st Zalayeta), Ibrahimovic. A disposizione: Chimenti, Chiellini, Del Piero, Mutu, Giannichedda, Zalayeta, Gladstone. Ha arbitrato (abbastanza bene) lo spagnolo signor Luis Medina Cantalejo. Del Piero è ormai un ricordo, nessuno che guardi appena un po’ guardi avanti si ricorda più di lui; Miccoli sta facendo faville con la maglia del Benfica.  
 
“Miccoli è un talento immenso, ha grandi qualità e molto bravo tecnicamente: è entusiasmante ed è dotato di genialità - ha detto Lippi - Lo tengo costantemente sotto osservazione per un’eventuale convocazione in nazionale: è un attaccante che può risultare molto importante in tutte le squadre in cui gioca”. (Marcello Lippi)

 
 
3ª di andata (18/9) Juventus Ascoli: 2 a 1 per i gol di Del Piero al 13’ pt (su rigore concesso per fallo di mano di un difensore), di Del Piero al 39’ pt (su calcio di punizione dal limite), di Cariello al 32’ del st. E’ stata la giornata di Del Pierino sulla quale graniticamente camperà per altri due anni (di lautissimo e immeritato contratto). La Juve ha giocato male, specie nel primo tempo, quando l’assenza di Ibrahimovic (e la presenza di Del Piero) hanno reso del tutto inoffensivo e troppo isolato Trezeguet. Nella ripresa l’entrata in campo del faccio-tutto-io Ibrahimovic ha portato in avanti il baricentro della squadra. Bene Emerson e Kovac. Formazione: Abbiati; Zebina (4’pt Blasi), Kovac, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved; Del Piero, Trezeguet (1’ st Ibrahimovic). A disposizione: Bonnefoi, Giannichedda, Olivera, Mutu, Zalayeta. Ha arbitrato il sig. Tagliavento, forse un po’ troppo casalingo; ma ha di buono che spezzetta poco il gioco. 
 
Le altre partite:
Cagliari-Messina 1 a 1 (Donati, Suazo),
Fiorentina-Udinese 4 a 2 (Muntari, Fiore, Toni, Donadel, Toni, Iacquinta),
Inter-Lecce 3 a 0 (Martins, Stankovic, Cruz),
Lazio-Treviso 3 a 1 (Rocchi, Pandev, Pinga, Oddo ®),
Livorno-Roma 0 a 0,
Parma-Empoli 1 a 0 (Corradi),
Reggina-Chievo 1 a 3 (Cozza, Franceschini, Franceschini, Mandelli),
Sampdoria-Milan 2 a 1 (Gilardino, Bonazzoli, Tonetto),
Siena-Palermo 1 a 2 (Terlizzi, Locatelli, Makinwa).

Juventus 9 punti, Inter 6, Milan 4. Ripeto quel che scrissi al mio amico Giuseppe un mese fa: Ancelotti non arriverà al panettone. 
 
 
4^ di andata (21/9) Udinese Juventus 0 a 1 per il gol di Vieira al 37’ pt (cross lungo di Blasi, De Piero di testa corregge al centro sull’arrembante Vieira che sotto porta a gamba alzata mette in rete). L’Udinese è una squadra molto forte, sono almeno tre anni che ne danno prova, hanno battuto i giallorossi a Roma e stanno giocando la Champions League, è normale quindi che si sia sofferto (una deviazione di Kovac su pallonetto di Di Natale a portiere battuto e più tardi fortunosa respinta di Culovic-Abbiati su tiro a botta certa di Vidigal), ma anche Capello se l’è cercate, se non è vero che Trezeguet stava male. Difatti non soltanto ha lasciato il francese in tribuna ma s’è tenuto Camoranesi (cioè due degli uomini più in forma di questo inizio di stagione) in panchina, col risultato che Ibrahimovic doveva fare la prima punta (gioco per il quale non è tagliato) e, sopra tutto, Del Piero (cui va tuttavia un terzo del merito del gol) doveva giostrargli accanto da suggeritore - rifinitore (ma Mutu dov’è finito?). Meglio noi nel primo tempo e loro nel secondo, tolti gli ultimi 20 minuti quando l’avvicendamento Del Piero Camoranesi ha riportato la squadra nei pressi della difesa avversaria. Formazione: Abbiati; Blasi, Kovac, Cannavaro, Zambrotta; Giannichedda, Emerson, Vieira, Nedved (26’st Camoranesi); Del Piero (26’st Zalayeta), Ibrahimovic. A disposizione: Bonnefoi Chiellini, Pessotto, Balzaretti, Mutu. I migliori, Emerson che stavolta ha giocato più in alto di Vieira, Giannichedda che s’è piazzato a far da frangiflutti dinanzi alla difesa, Kovacs e Cannavaro. Ha arbitrato il signor Ayroldi il quale non mi piaciuto granché, anche se non ha commesso errori determinanti. Perché fischiava contatti che secondo me avrebbe dovuto lasciar correre. Il calcio non è gioco da signorine.  
 
Le altre partite:
Ascoli-Siena 1 a 1 (Bogdani, Ferrante);
Chievo-Inter 0 a 1 (Samuel);
Empoli-Cagliari 3 a 1 (Capone, Tavano, Tavano, Almiron),
Lecce-Fiorentina 1 a 3 (Pinardi ®, Fiore, Bojinov, Toni);
Messina-Livorno 0 a 0;
Milan-Lazio 2 a 0 (Shevchenko, Kakà);
Palermo-Reggina 1 a 0 (Terlizzi);
Roma-Parma 4 a 1 (Totti, Nonda, Cannavaro, Panucci, Nonda);
Treviso-Sampdoria (Bonazzoli, Bonazzoli).
 
Juventus 12 punti, Inter 9, Milan 7.
 
 
5^ di andata (24/9) Parma Juventus 1 a 2 per i gol di Delvecchio al 16’ pt, di Camoranesi al 44’ del pt (servito a centrocampo da Vieira, slalomeggia tra due o tre difensori per scoccare, appena da fuori area, in posizione centrale, un formidabile tiro di punta che s’insacca all’angolino alto della porta di quell’odioso Pellizzoli), di Vieira al 37’ del st (su una rapida azione di ripartenza Vieira, lancia dal cerchio di centrocampo lungo e largo sulla destra a Ibrahimovic il quale lo aspetta per poi pennellargli sulla testa un pallone perfetto che il francese può facilmente spingere dentro la porta di un impotente Lupatelli).
I parmensi hanno giocato il primo tempo correndo ad un ritmo forsennato, pazzesco, da drogati di antijuventinità, compreso quel Morfeo che con tutto il fisicuccio e la classe che si ritrova di dannava l’anima come se fosse un Gattuso qualsiasi. Ciononostante hanno creato solo l’ occasione del gol. Capello li ha lasciati giocare, che di sicuro a quel ritmo non avrebbero potuto durare. E difatti nel corso del secondo tempo. anche grazie all’ingresso in campo di quei due mostri che sono Emerson e Ibrahimovic, siamo stati noi a menar le danze, creando con 8 o 9 occasioni da gol i presupposti per vincere anche quest’altra partita (la quinta su 5). La formazione: Abbiati; Pessotto, Thuram, F. Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi, Giannichedda (1’st Emerson), Vieira, Mutu (24’st Nedved); Trezeguet, Zalayeta (11’st Ibrahimovic). A disposizione: Chimenti, Kovac, Blasi, Del Piero. Ha arbitrato (male perché ha spezzettato troppo il gioco inventandosi anche falli che non esistevano, sventolando anche troppi cartellini gialli) Pieri. I migliori: Camoranesi, Vieira, Emerson, Ibrahimovic, Thuram, Cannavaro, Mutu, Zambrotta.
 
Le altre partite:
Cagliari Roma 0 a 0;
Empoli Lecce 1 a 0 (Pozzi);
Inter Fiorentina 1 a 0 (Martins);
Lazio Palermo 4 a 2 (Caracciolo, Gonzales, Rocchi, Pandev, Manfredini, Rocchi);
Livorno Ascoli 2 a 0 (Palladino, Lucarelli ® );
Reggina Udinese 2 a 0 (Cozza, Cavalli);
Sampdoria Chievo 1 a 2 (Franceschini, Flachi, Obinna);
Siena Messina 4 a 2 (Locatelli, Zoro, Chiesa, Chiesa, Locatelli, Di Napoli);
Treviso Milan 0 a 2 (Shevchenko, Gilardino).
 
Juventus 15 p., Inter 12 p., Milan 10
 
 
A me il giovine Lapo è simpatico, ma non deve commettere mai l’errore di mettersi contro la Triade... Scherzi con i fanti ma lasci stare i Santi!
 
Era iniziato tutto con la polemica dello “smile”, del sorriso. Lapo Elkann, responsabile del brand Fiat, tifosissimo Juve nonché futuro dirigente bianconero, aveva iniziato la “sfida a distanza” con l’attuale dirigenza juventina chiedendo una squadra che vince “con lo smile sulla maglietta”.
A quasi un anno di distanza dal primo “fuoco”, in un’intervista al mensile Max, a proposito di Moggi, Giraudo e Bettega Lapo dice: “Spedirli a dirigere la Federazione giamaicana di bob? Non sarebbe male, farebbero un buon lavoro. Quei tre mi ricordano Caino e Abele; tra tutti il più simpatico è Moggi. Basta per far capire la mia opinione sulla dirigenza Juve?”.
Elkann, da tempo, sostiene un’operazione simpatia pro Juve considerando che l’aspetto della Triade (ovvero Giraudo, Moggi e Bettega) non riscuote una ammirazione immediata nel mondo del calcio.
“Senza sorrisi in questi ultimi 10 anni abbiamo vinto 5 scudetti, abbiamo disputato 16 finali di coppe e vinte 8, abbiamo avuto 2 palloni d’oro e siamo la prima società ad avere vinto 3 Viareggio consecutivi”, rispose seccatissimo Giraudo a inzio anno.
“La Juve - proseguì Giraudo - secondo ‘L’Equipe’ è la numero uno come risultati in Europa e tra le più solide economicamente senza che gli Agnelli in questi ultimi 10 anni abbiano dovuto mettere denaro”.
Lapo Elkann, che è anche rampollo di famiglia Agnelli, inoltre ha da sempre caldeggiato l’acquisto di Cassano. “Ci fa tornare il sorriso - rispose sempre con ironia Giraudo - perchè il parlare di Cassano ci fa pensare che la proprietà voglia tornare ad investire come fanno Moratti e Berlusconi”.
“Questa novità dell’ambizione del voler investire nella Juventus - disse velenoso l’ad bianconero - ci dà la possibilità di fare qualcosa d’importante e ho già detto a Moggi di muoversi e di fare come Abramovich e Berlusconi”.
Giraudo da sempre difende la Triade e la società per come è stata diretta in questi 11 anni: “A me piace il termine Triade: dà l’idea dello spirito di squadra, del lavorare in gruppo, in amicizia e con tanti sorrisi al nostro interno - ha spiegato il dirigente bianconero - Quando sei in una grande squadra devi essere pronto a subire attacchi e al fatto che ti vogliono buttare giù dal piedistallo”.
“La Juventus rimarrà in mani sicurissime - aggiunse Giraudo, addolcendo la pillola - E’ e resterà della famiglia Agnelli. Saranno loro a decidere se il prossimo presidente sarà Lapo, giovane di grandi qualità. Per quanto riguarda il mercato, staremo attenti di fronte a grandi opportunità”.
Quest’estate poi, il giovane rampollo di casa Agnelli s’è impegnato, a parole, sul mercato: “Prederemo Cassano e vogliamo farlo a parametro zero. Alla Juve per vincere serve anche lui. Ci penseremo noi a metterlo in riga”.
“Cassano? Questa Juventus sta bene così - replicò questa volta Moggi - Elkann ha detto che lo prenderemo? Non c’era quando ha detto queste cose e siccome non credo a quello che leggo, il problema non me lo pongo”.
“Chi non vorrebbe Cassano! Io amo i giocatori belli da vedere e Cassano è uno dei migliori d’Italia - aggiunse il dirigente Fiat ridimensionando l’intervento - Tuttavia non sono io a decidere ma è la società Juventus. Io non sono un addetto ai lavori...”.
E ridimensionando per ridimensionare, Elkann ha chiuso, almeno per un po’ altre polemiche: “Ci tengo ad esprimere il mio appoggio di tifoso alla squadra e alla sua dirigenza”.
 
 
27/9 – 2^ partita della 1^ fase di Champions L.: Juventus Rapid V. 3 a 0 per i gol di Trezeguet al 27’ pt  (splendido palleggio aereo di Ibrahimovic con passaggio a Zambrotta, invio del pallone al centro dell’area e gol di Trezeguet), di Mutu al 37’ st, (veloce azione personale sulla sinistra, tiro e gol) e di Ibrahimovic al 40’ st (tiro al volo di sinistro a incrociare un calcio d’angolo proveniente dalla parte opposta). Con nella testa il pensiero al difficilissimo incontro di domenica prossima con l’Inter e la (condivisibile) persuasione che i rivali di stasera non avrebbero avuto scampo, i bianconeri (giustamente) hanno giocato al risparmio, creando comunque un ragguardevole numero di occasioni da gol; in effetti troppa era la differenza dei valori in campo. Formazione: Abbiati; Pessotto, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi (20’st Mutu), Emerson, Giannichedda (38’st Blasi), Nedved; Ibrahimovic, Trezeguet (14’st Del Piero). A disposizione: Bonnefoi, Kovac, Chiellini, Zalayeta. I migliori: su tutti Emerson (Vieira scontava il turno di squalifica), poi, nell’ordine, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Nedved, Mutu e Del Piero. Ha arbitrato (benissimo) lo svedese Martin Hanson, il quale ha interrotto il gioco solo quando era effettivamente giusto e necessario farlo, quando nei contrasti uno dei due contendenti finiva per le terre.
 
 
Da una intervista a Giraudo (Corriere dello sport del 29/9/05):
Le verità di Giraudo
29-09-2005
Punzecchiato da Lapo Elkann, assolto al processo antidoping, incalzato dalla stampa circa il suo futuro bianconero e provocato da Moratti per l’eterna sfida Juve-Inter, l’amministratore delegato bianconero Antonio Giraudo s’è confessato sulle pagine del Corriere dello Sport nella rubrica “A tu per tu” di Luigi Ferrajolo.
L’ad bianconero ha rivelato scottanti retroscena sull’affare Cassano, sull’arrivo di Capello, sul suo futuro. Ha parlato poi di Lapo Elkann e della polemica con l’Inter, del caso doping. Tutto a modo suo.
Giraudo, ad esempio, rivela che l’ingaggio di Fabio Capello fu una cosa piuttosto casuale. “Stavamo pensando a Deschamps o a un giovane tecnico italiano (Prandelli ndr) poi ci hanno fatto sapere che Capello voleva lasciare la Roma e che sarebbe venuto con piacere da noi. Il Dottor Umberto ci disse: ‘ Prendiamolo’”. Nessuna mossa bianconera, quindi, fu lo stesso tecnico che, subodorando una stagione piuttosto difficile nella Capitale, preferì fare armi e bagagli e trasferirsi a Torino con buona pace per il tecnico francese.
Sempre parlando della Roma, Giraudo ha detto la sua sul caso Cassano. “Abbiamo chiesto alla Roma Mancini - ha detto - ma ci hanno spiegato che era incedibile. La Roma ci ha proposto Cassano ma non abbiamo spazio per lui e non possiamo permettercelo”. La Roma ora è un club amico: i rapporti sono migliorati, spiega, “dopo il caffé al Campidoglio su invito di Veltroni”.
Per un club amico come la Roma, ce n’è uno rivale: l’Inter. “Ad ogni occasione (quelli dell’Inter ndr) tirano fuori la storia del fallo di Iuliano su Ronaldo. Anche se Ceccarini avesse dato il rigore sarebbe finita 1-1 e noi avevamo un punto di più dell’Inter. Poi abbiamo vinto lo scudetto di tre o quattro punti: di che si lamentano?”.
Poi insiste dando un colpo al cerchio e uno alla botte: “Moratti un gentiluomo? Questo non lo so, anche lui contatta giocatori e tecnici di altre squadre. L’Inter è fortissima e sarebbe grave che non vincesse nulla anche quest’anno. Non le manca proprio niente”.
Commento feroce anche sul caso doping: “Tra un mese ci sarà l’appello, vedremo come finirà - dice - La Juve e il sottoscritto sono stati assolti, il medico è stato condannato sulla base di una teoria dell’ultrà romanista D’Onofrio”.
Infine un commento alle polemiche di casa Juve e in particolare sulle recenti frecciatine da parte di Lapo Elkann al suo indirizzo. “Per me è chiarissima una cosa: la Juve non può stare senza Agnelli. Alcuni di loro si esprimono in modo pacato altri in modo folcloristico. Pazienza. Al di là della forma c’è una grande passione per la Juve. Io accetto tutto”
Il suo futuro è ancora aperto. Il suo legame con la Juve scade a giugno 2006, lo vuole il Milan al posto di Galliani. “Il mio contratto con la Juve scade nel 2006 - dice - nei prossimi mesi vedremo, per quanto mi riguarda valuterò cosa fare”.
Massimo De Marzi per “l’Unità”

È in vista una rivoluzione copernicana in casa Juve. Nel giugno del 2006, dopo dodici anni di onorata militanza, si scioglierà la triade Giraudo-Bettega-Moggi. A guidare la società bianconera (pur restando presidente l’avvocato Franzo Grande Stevens) ci sarà Lapo Elkann, nipote di Gianni Agnelli, che si avvarrà anche dei consigli del fratello John, che già ha provveduto a inserire nel consiglio d’amministrazione un suo uomo di fiducia, il manager francese Jean-Claude Blanc.
Sarà lui, con ogni probabilità, il nuovo amministratore delegato che prenderà il posto di Antonio Giraudo, destinato a ricoprire il ruolo di supermanager della Ferrari oppure ad andare ad occupare un ruolo di primissimo piano nel nuovo organigramma Fiat. Blanc è entrato a far parte del cda bianconero lo scorso 11 maggio insieme con Stefano Bertola, esperto economico dell’Ifi, e con l’avvocato Luigi Chiappero, difensore nel processo doping del dottor Agricola (ieri la Commissione disciplinare doveva esaminare il caso, ma tutto è stato rinviato all’11 novembre, in attesa che il 27 ottobre inizi l’appello).
Che qualcosa di grosso bolla in pentola è chiaro da tempo. Basta tornare indietro di qualche mese, alle stilettate di Lapo Elkann nei confronti dell’attuale vertice bianconero, accusato di essere troppo serio e poco portato a sorridere. «Servirebbe un’operazione simpatia, mi piacerebbe una Juve smile», aveva detto a febbraio, il responsabile della brand promotion della Fiat. A stretto giro di posta la replica di Giraudo: «Senza essere simpatici abbiamo vinto tutto in dieci anni, senza chiedere aiuto economico alla famiglia Agnelli». Poi un botta e risposta con argomento Antonio Cassano dai toni più sfumati, fino alla sfuriata del giovane Elkann sulle colonne del mensile Max: «Quei tre (con riferimento alla triade, ndr) mi ricordano Caino e Babele. Pesa che tra tutti il più simpatico è Moggi…».
Non a caso, Lucky Luciano sarà anche l’unico certo di restare (anche la conferma di Bettega, uomo fortemente legato a Umberto Agnelli, al pari di Giraudo, è a rischio). L’uomo mercato della Signora ha precisato che il suo contratto con la Juventus «non è in scadenza a fine stagione: è a tempo indeterminato». Quindi il direttore generale non si tocca, ma l’amministratore delegato è destinato a lasciare la sede di Corso Galileo Ferraris. Per un Giraudo in uscita c’è un Jean-Claude Blanc in entrata. Anche in questo caso si tratta di un esperto della parte amministrativa, anche se con vasta esperienza nel mondo dello sport.
42 anni, Blanc dal 1987 al 1992 è stato direttore vendite e marketing e direttore delle cerimonie di apertura e chiusura dell’Olimpiade invernale di Albertville, essendo pupillo del grande Killy, il leggendario sciatore oggi membro d’onore del Cio e responsabile del comitato di coordinamento dell’Olimpiade di Torino 2006. Che avrà nella Fiat uno dei suoi massimi sponsor. Grazie a Killy, Blanc è entrato a far parte dell’Aso, l’Amaury Sport Organisation, società che cura i maggiori eventi sportivi in Francia (Tour de France, Parigi-Roubaix, la Parigi-Dakar) ed è l’editore del quotidiano sportivo L’Equipe.
Nel 2001 il passaggio alla Federazione francese di tennis, con l’incarico di organizzatore del Roland Garros, del torneo indoor di Parigi Bercy e della Coppa Davis. Viene descritto come un moralizzatore, attentissimo a far quadrare i conti, degno erede di Giraudo in questo senso. A Blanc avrà fatto piacere sapere che, per una volta, ieri il titolo Juve ha chiuso con il segno positivo a Piazza Affari: +0,29%, a 1,406 euro.

 
6^ di andata (2/10): Juventus Inter 2 a 0 per i gol di Trezeguet al 22’pt (fallo al limite dell’area su Camoranesi; Ibra spara una tremenda bordata che Julio Cesar respinge come può; s’avventa sul pallone Trezeguet che in acrobazia, di testa, lo intercetta e lo indirizza là dove nessuno avrebbe potuto prenderlo) e di Nedved al 34’pt (su calcio di punizione concesso per un fallo commesso ai limiti dell’area su Ibrahimovic). 
La Juventus fa sua la prima vera sfida scudetto della stagione, e la fa sua in modo autorevole e convincente. Domenica sera si è vista tutta la Juve di Capello, ossia una squadra compatta, umile, arcigna e combattiva quando c’è da stringere i denti nei momenti di difficoltà ma incontenibile quando ha la possibilità di poter fare il proprio gioco. Primo tempo impeccabile, due reti nate da calci piazzati ma nell’ambito di una superiorità tecnico - tattica indiscutibile, con l’Inter in imbarazzante inferiorità a centrocampo. Ripresa con una formazione d’emergenza, nella quale tutti hanno stretto i denti riuscendo a contenere tutto sommato agevolmente il ritorno disordinato e frenetico dei nerazzurri, che in tutto hanno creato due sole occasioni di rilievo ben neutralizzate da Abbiati.
La formazione: Abbiati, Blasi, Thuram (5’st Kovac), Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved, Ibrahimovic (46’pt Del Piero), Trezeguet (15’st Zalayeta). A disposizione Chimenti, Kovac, Chiellini, Giannichedda, Mutu. Ha arbitrato, non benissimo ma meglio di quanto temessi, il barese Paparesta. I migliori: sovra tutti Vieira e Emerson, due giganti che hanno letteralmente surclassato la coppia Pizarro Cambiasso, ma dei nostri non c’è chi non abbia svolto al meglio la sua parte. Ibrahimovic ogni volta quasi da solo scardinava la difesa dei nerazzurri e solo abbattendolo proditoriamente i vari Cordoba, Samuel e Macellazzi riuscivano a fermarlo; gli impeccabili Thuram e Cannavaro che hanno messo agevolmente la mordacchia ai tremendissimi Adriano e Martins; Blasi e Zambrotta che non hanno fatto veder palla ai velleitari e sempreparlanti Stankovic e Figo; Nedved spaventevole nelle ripartenze; Trezeguet che con prontezza e maestria ha saputo mettere in rete un pallone non facile.
Il gioco violento dei difensori nerazzurri (consentito dal mediocre Paparesta che ha avuto il torto di lasciare in campo un Materazzi che irriso e allucinato dalle imprevedibili giocate di Ibrahimovic, impotente e esasperato ha commesso sullo svedese violenze da codice penale, fino al fallo, da arresto immediato e traduzione nella cella del dottor Hannibal Lecter, che ha costretto Zlatan a lasciare il campo zoppicando) ci ha privati non solo, come detto, di Ibrahimovc, che bastava lui solo a tenerli tutti in vivissima apprensione, ma anche di Trezeguet, il quale, indipendente da quel che fa, è sempre una spina piantata nel fianco di ogni difesa, e di Thuram come sempre lucido e tempestivo. Questi tre sono stati sostituiti da Kovac che ha fatto egregiamente la sua parte, da Del Piero che non glie ne è riuscita una! E, nel finale, da Zalayeta che ha fatto quel poco che ha potuto. Infine una breve considerazione sui due allenatori perché stasera si è vista, e si è anche capita, la differenza che corre tra un allenatore di calcio ed un saccente di calcio. Il primo (Fabio Capello) sa mettere in campo la squadra, sa correggere certe sbavature, sa anche adattarsi alle esigenze della gara; il secondo (il Mancio dalla lingua velenosa) sa solo lanciare proclami, pensando di poter giocare senza tener conto della forza e degli schemi avversari. Certo, l’avere avuto dall’altro lato un centrocampo che mai ha badato realmente a contenere quello nostro, lo ha agevolato, ma non c’è dubbio che le posizioni in campo dei nostri sono state impeccabili per tutti i 90’, al punto che Adriano non ha quasi mai tirato in porta, e Martins solo una volta è riuscito ad andare via in velocità. Solo una mancanza potrei addebitare a Fabio Capello, e cioè il non avere schierato Mutu anziché Del Piero, visto che un giocatore abile a partire in progressione poteva essere più utile per dei possibili contropiedi, con i nerazzurri ancor più sbilanciati in avanti.
 
Le altre partite:
Ascoli-Parma 3 a 1 (Pisanu, Bjelanovic, Foggia, Bjelanovic);
Chievo-Treviso 0 a 0;
Fiorentina-Livorno 3 a 2 (Toni, Jorgensen, Pazzini, Galante, Morrone);
Lecce-Cagliari 3 a 0 (Konan, Pinardi, Ledesma);
Messina-Sampdoria 1 a 4 (Flachi, Bonazzoli, Borriello, D’Agostino, Bonazzoli);
Milan-Reggina 2 a 1 (Maldini, Maldini, Cavalli);
Palermo-Empoli 2 a 2 (Caracciolo, Tavano, Makinwa, Tavano);
Roma-Siena 2 a 3 (Negro, Taddei, Chiesa, Panucci, Colonnese);
Udinese-Lazio 3 a 0 (Iacquinta ®, Di Natale, Candela).

Juventus 18 punti, Milan 13, Inter 12.
 
 
 
Il soprannome di “Re del Mercato” non ce l’ha per caso, lo si ami o lo si odi. Luciano Moggi ha fatto del calciomercato il suo lavoro, la sua attività principale, il suo regno.
4/10/2005
 
I maggiori colpi del calciomercato italiano recente, Ibrahimovic, Vieira, Trezeguet li ha compiuti lui, qualche errore come Athirson, ma per il resto soltanto lui sa giostrare tra colpacci e comproprietà traendone sempre situazioni vantaggiose.
Moggi, in una intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha rivelato tutti i maggiori retroscena del calciomercato estivo juventino e non, confermando, in gran parte i “rumours” che hanno riempito le pagine della stampa sportiva in estate.
Moggi, ad esempio, rivela che Cassano lascerà sicuramente la Roma a fine stagione ma non per andare alla Juventus. “Forse l’anno prossimo giocherà in una squadra diversa dalla Roma, ma non sarà la Juve. Della Roma mi piaceva Mancini, ma non volevamo fare torto al club giallorosso”, confermando le stesse parole dell’ad juventino Giraudo.
Il direttore juventino, inoltre, conferma che il Parma offrì Gilardino alla Juve ma che la trattativa sarebbe stata troppo sanguinosa per i colori bianconeri. “Ci avevano offerto Gilardino ma avremmo dovuto rinunciare a Trezeguet e sarebbe stato un errore”. Frasi, queste, confermate dalle sue stesse dichiarazioni estive in cui spiegava che secondo lui il francese era più forte del bomber biellese.
Moggi, inoltre, conferma la spietata corte della Fiorentina su Emanuele Blasi: “Gli ho appena prolungato il contratto. Ad agosto lo voleva la Fiorentina. Ne avrei ceduto, a malincuore, la metà per sette milioni di euro. Ora per quella cifra non inizio neppure a parlare”.
Il ds viola Corvino, invece, ha sempre negato di aver chiesto il centrocampista mentre Moggi replicò: “I Della Valle mi chiedono Blasi con insistenza, forse non si parlano con Corvino ma sarebbe strano...”.
Il ds bianconero, inoltre, conferma l’intenzione di rinnovare il contratto a Ibrahimovic, uno dei più grandi colpi fatti dalla Juve nella sua storia: “Ibra non si tocca. Lo abbiamo acquistato a 13 milioni di euro e ora ne vale almeno 40. Niente al mondo è fruttato così in dodici mesi. Presto gli allungheremo ancora il contratto; per il momento abbiamo quattro anni di copertura”.
Inoltre Moggi conferma due grandi rumours estivi, quello della corte del Real Madrid per Emerson e del Chelsea su Zambrotta: “Il Real ci aveva chiesto Emerson, il Chelsea Zambrotta. Con i soldi dei Blues avremmo messo a posto il bilancio ma avremmo indebolito la squadra”.
Il club di Abramovic, infatti, offrì 35 milioni per assicurarsi il giocatore. Quest’estate Zambrotta, infatti, dichiarò: “Il Chelsea mi vuole? A Torino sto benissimo e resto per vincere ancora e inseguire la Champions. A meno che non siano loro a mandarmi via...”
Infine una parola su Adrian Mutu e sul suo burrascoso passato: “Ringrazio il Livorno per averci aiutato a completare l’operazione. E’ un campione, negli ultimi anni ha commesso qualche sciocchezza ma la Juve sa come rilanciare i fuoriclasse”.
 
 
7^ di andata (15/10): Juventus Messina 1 a 0 per il gol di Del Piero al 24’pt (gol bellissimo e del tutto inusuale per DP: al limite dell’area avversaria sradica di forza il pallone dai piedi di un avversario che stava ripartendo, si invola, resiste alla brutale carica di uno come Zoro che pesa 50 chili più di lui, entra in area, supera in dribbling un altro difensore e con un angolatissimo tiro batte Storari che nemmeno si butta a parare).
Squadra tignosa e catenacciara, quella di Bortolone Mutti, non un tiro in porta se non al 90/mo e meno male che Abbiati era ancora sveglio! Del Piero a parte il gol, ripeto bellissimo e inusuale, non ha più combinato nulla di utile, ma vi vivrà di gloria per almeno i prossimi sei mesi. La formazione: Abbiati, Pessotto, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Nedved (30’st Chiellini), Giannichedda, Emerson, Mutu (12’st Camoranesi), Del Piero (37’st Trezeguet), Ibrahimovic. A disposizione: Chimenti, Kovac, Balzaretti, Blasi. Ha arbitrato, fischiando troppo schizofrenicamente, tale signor Bergonzi di Genova. Fuori per infortunio Vieira, forma e ancora mezzo acciaccato Ibrahimovic, il migliore a parer mio è stato Emerson, ma una citazione la meritano anche Nedved, Giannichedda e Thuram.

Le altre partite:
Ascoli-Sampdoria 2 a 1 (Tosto, Bonazzoli, Tosto);
Cagliari-Milan 2 a 0 (Gilardino, Shevchenko);
Empoli-Roma 1 a 0 (Tavano);
Inter-Livorno 5 a 0 (Materassi, Cruz, Cambiasso, Cordoba, Recoba);
Lazio-Fiorentina 1 a 0 (Zauri);
Palermo-Chievo 2 a 2 (Corini ®, Amauri, Amauri ®, Caracciolo);
Parma-Treviso 1 a 1 (Fabio Simplicio, Fava);
Reggina-Lecce 2 a 0 (Tedesco, Cozza);
Siena-Udinese 2 a 3 (Di Michele, Di Michele, Di Michele, Chiesa, Bertotto (a).
 
Juventus 21 punti, Milan 16, Inter 15.
 
 
 
18/10 – 3^ partita della 1^ fase di Champions L.: Bayern di Monaco – Juventus 2 a 1 per i gol di Deisler al 32’pt, di Demichelis al 39’pt e di Ibrahimovic al 45’st (botta sotto porta da due passi). Una sconfitta dopo nove vittorie di fila ci può stare e ci può stare anche perdere a Monaco di Baviera contro una formazione blasonata come il Bayern che, è giusto comunque riconoscerlo, ha giocato meglio di noi. Formazione: Abbiati; Blasi (1’st Chiellini), Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi (1’st Del Piero), Emerson, Giannichedda, Nedved; Ibrahimovic, Trezeguet (20’st Mutu). A disposizione: Chimenti, Pessotto, Kovac, Zalayeta. Tra i nostri salverei il solo Cannavaro che ha messo in condizioni di non nuocere il pistolero Makay, un brutto tipo. Ha arbitrato (non male, ma ha tirato fuori troppi cartellini gialli) il greco Vasarras.

Classifica nel girone: 9 p. il Bayern, 6 la Juve, 3 p. il Bruges, 0 il Rapid.
 
 
 
8^ di andata (23/10): Lecce Juventus 0 a 3 per i gol di Ibrahimovic al 9’ pt (dal limite dell’area, sulla destra a conclusione d’una azione personale, con un tiro molto preciso ed angolato), di Mutu al 83’ (con un pronto e forte tiro da fuori area su appoggio di testa di Zalayeta) e di Zalayeta al 96’ (su perfetto servizio di Mauro Camoranesi.
Capello ha schierato Abbiati (al 82’ sostituito per infortunio da Chimenti), Zambrotta, Kovac, Cannavaro, Chiellini, Mutu, Emerson, Giannichedda, Nedved, Ibrahimovic (dal 48’ Zalayeta), Del Piero (dal 81’ Camoranesi). A disposizione: Pessotto, Gladstone, Blasi e Trezeguet. Ha diretto il signor Racalbuto. Non ho visto la partita, il Lecce non ha sottoscritto con Sky. La Juve, assenti ancora Thuram e Vieira, giocando quasi in souplesse ha creato una montagna di occasioni da gol pareggiando il record delle vittorie consecutive in avvio di campionato, appartenente alla stessa Juve degli anni 1930/31 (allenatore Carcano) e 1985/86 (allenat. Trapattoni) quando, poi, alla fine, non lo perse sol perché la Roma di Ericsson si suicidò col Lecce di Fascetti. Le milanesi non demordono ma questa squadra rimane un rullo compressore. 
 
Le altre partite:
Chievo-Cagliari 2 a 1 (D’Anna, Obinna*, Suazo);
Fiorentina-Parma 4 a 1 (Toni, Toni, Fiore, Toni, Grella);
Livorno-Reggina 1 a 0 (Lucarelli);
Messina-Ascoli 1 a 1 (Zampagna ®, Comotto);
Milan-Palermo 2 a 1 (Caracciolo, Gattuso, Inzaghi);
Roma-Lazio 1 a 1 (Totti, Rocchi);
Sampdoria-Siena 3 a 3 (Flachi ®, Locatelli, Volpi, Chiesa ®, Vergassola, Volpi ®)
Treviso-Empoli (Almiron, Fava, Tavano);
Udinese-Inter 0 a 1 (Cruz).

questo diciottenne è un fenomeno, peccato che è dell’Inter.
 
Juventus 24 punti, Milan 19, Inter 18.
 
 
24/10 - 9^ di andata (26/10): Juventus Sampdoria 2 a 0 per i gol di Trezeguet al 41’ (al volo, in mischia, nell’area piccola) e di Mutu al 58’ (da Del Piero a Trezeguet, irrompe da dietro Mutu che in velocità si trascina il pallone in avanti e batte con un forte tiro in diagonale Antonioli, un gol rapido e bello). Con questa i bianconeri raggiungono la 9^ vittoria consecutiva dall’inizio del campionato facendo meglio di qualunque altra squadra nel passato (8 le vittorie consecutive della Juve di Carcano nel 1930/31 e della Juve di Trapattoni nel 1985/86, poi, mi pare, il Milan di Capello nel 1990/91). Capello ha schierato Chimenti; Zambrotta, Kovac, Cannavaro, Chiellini; Nedved, Emerson, Giannichedda, Mutu (85’ Balzaretti); Del Piero (67’ Zalayeta), Trezeguet (82’ Camoranesi). A disposizione: Bonnefoi, Thuram, Pessotto, Blasi. Ha arbitrato il signor Dattilo. Secondo il mio amico avv. Larosa (io purtroppo la partita non l’ho vista) i migliori sono stati Emerson, Mutu, Zambrotta, Kovac, Cannavaro e Trezeguet che magari sarà vero che tocca pochi palloni, ma di quelli che tocca due su tre li mette sempre dentro).

Le altre partite:
Ascoli-Udinese 1 a 1 (Fini, Vidigal);
Cagliari-Livorno 1 a 1 (Suazo ®, Melara);
Empoli-Milan 1 a 3 (Vannucchi, Gilardino, Gilardino, Vieri);
Inter-Roma 2 a 3 (Montella, Totti, Totti ®, Adriano, Adriano);
Lazio-Chievo 2 a 2 (Rocchi, D’anna, Pellissier, Oddo ®);
Palermo-Lecce 3 a 0 (Bonanni, Mutarelli, Ferri);
Parma-Messina 1 a 1 (Simplicio,. Muslimovic);
Reggina-Treviso 1 a 2 (Beghetto, Parravicini, Missiroli);
Siena-Fiorentina 0 a 2 (Toni, Toni).

Juventus 27 punti, Milan 22, Inter 18.
 
 
 
10^ di andata (29/10): Milan Juventus 3 a 1 per i gol di Seedorf al 14’, Kakà al 26’, Pirlo al 45’ e di Trezeguet al 76’ (deviazione al volo, in acrobazia, su un pallone, non facile, servitogli in area da Vieira). E’ vero che i bianconeri avevano un Vieira fuori condizione (il francese rientrava dopo 3 turni di assenza per l’infortunio rimediato giocando nella nazionale del suo paese), è vero che Ibrahimovic ormai gli arbitri non lo fanno più giocare fischiandogli anche i più leggeri contrasti di spalla), è vero che un Gennarino Gattuso mai ammonito, in preda ad autentica trance agonistica entrava a zompo su chiunque si muovesse dalle sue parti col rischio di fracassargli le caviglie, è vero che il tiro del loro primo gol a causa di una fortuita deviazione di Thuram ha preso una traiettoria non prevedibile andando ad infilarsi nell’unico posto dove il nostro portiere non poteva arrivare, è vero che il loro terzo gol è sortito da una incertezza di Chimenti, è vero che i rossoneri nell’arco di tutta la partita hanno tirato in porta solo quattro volte (tre nel primo tempo), ma nessuno può negare, neanche il tifoso bianconero più becero, che i nostri avversari stasera non hanno sbagliato nulla, giocando una partita agonisticamente superlativa dove alla consueta qualità è venuta ad aggiungersi una quantità mai vista dalle loro parti. Basta, abbiamo perduto; ci è andato tutto storto e abbiamo perduto. Dispiace ma non sempre si può vincere. Il campionato è aperto e bisognerà continuare a correre e a lottare. Capello ha schierato Chimenti, Pessotto (41’ Chiellini), Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi (68’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved (71’ Del Piero); Ibrahimovic, Trezeguet. A disposizione: Abbiati, Kovac, Giannichedda, Zalayeta.
Ha arbitrato il signor Bertini di Arezzo il quale ha sì consentito un gioco maschio ma lo ha consentito sopra tutto ai rossoneri. I migliori: Zambrotta su tutti; insieme con lui o poco sotto di lui Cannavaro che ha posto il pericoloso e caricatissimo Inzaghi in condizioni di non nuocere né di “inventarsi” i suoi soliti inesistenti rigori, Thuram che, incolpevole nella deviazione dalla quale è scaturito il primo gol, non ha fatto letteralmente vedere il pallone a quell’antipatico di Gilardino, e Emerson. Male Vieira, Nedved e Ibrahimovic. Tra gli avversari si sono distinti sopra tutto l’invalicabile Nesta, il feroce Guttuso e Pirlo.

Le altre partite:
Chievo-Empoli 2 a 2 (Semioli, Riganò, Tavano, Pellissier)
Fiorentina-Cagliari 2 a 1 (Suazo, Toni, Jorgensen);
Lecce-Messina 0 a 2 (D’Agostino, D’Agostino);
Livorno-Parma 2 a 0 (Lucarelli, Morrone);
Reggina-Lazio 1 a 0 (Zauri (aut.));
Roma-Ascoli 2 a 1 (Panucci, Domizzi, Mexes);
Sampdoria-Inter 2 a 2 (Diana, Cambiasso, Diana e Cordoba);
Treviso-Siena 0 a 1 (Chiesa);
Udinese-Palermo 0 a 0.

Juventus 27 punti, Milan 25, Fiorentina 22, Inter 19.
 
 
 
2/ 11 – 4^ partita della 1^ fase di Champions L. Juventus Bayern di Monaco 2 a 1 per i gol di Trezeguet al 61’ (da Ibrahimovic, a Nedved, a Trezeguet che al volo batte Kahn), di Deisler al 65’ (punizione-cross da lontano che non toccata da nessuno s’infila in porta), di Trezeguet all’84’ (da Vieira a Trezeguet, la copia identica del gol di domenica scorsa al Milan). Partita dannatamente difficile, col Bayern che con un sontuoso Demichelis s’era fatto padrone del centrocampo e con Lucio che nella sua area spazzava via tutti i palloni alti. Meno male che Ballack continua ad essere l’alter–ego tedesco di Del Piero e che a Makaay quest’anno non glie ne va bene una, contrariamente che il nostro Trezeguet che quest’anno sta vivendo una veramente speciale (ha un rapporto palloni toccati – gol fatti impressionante). Molte le iniziative offensive da parte dell’una e dell’altra squadra ma alla fine poche le occasioni di reale pericolo. Capello ha schierato Abbiati, Kovac (dal 58’ Camoranesi, dal 76’ Mutu), Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Emerson, Vieira, Chiellini, Del Piero (dal 46’ Nedved), Ibrahimovic, Trezeguet. A disposizione Chimenti, Blasi, Giannichedda, Zalayeta. Ha arbitrato (bene) lo slovacco Michel. Mi ha favorevolmente impressionato Chiellini verso il quale non muoio d’amore sia per ragioni tecniche (tecnicamente è troppo grezzo), sia per ragioni tattiche (non sa difendere) e sia per ragioni politiche (quand’era nella malefica Firenze parlava troppo); provo sincera pena per il povero Zambrotta che per tutti interi i novanta minuti di tutte le partite corre sempre come un pazzo, facendosi la fascia da una bandierina all’altra e risultando preziosissimo sia come attaccante che come difensore. Bene i tre difensori (Capello contrariamente alle sue abitudini stasera ha schierato la difesa a tre), bene Emerson, benino Vieira che va lentamente ritrovando la condizione migliore. A sprazzi Ibrahimovic, volenteroso ma inconcludente Del Piero che non capisco perché Capello continui ad anteporlo allo scalpitante Mutu.  
 
Classifica nel girone: 9 punti la Juve, 9 il Bayern, 6 p. il Bruges, 0 il Rapid.
 
 
 
11/a di andata (6/11) Juventus Livorno 3 a 0 per i gol di Ibraimovic al 59’ (con un acrobatico pallonetto a scavalcare Amelia su un lancio dalle retrovie di Thuram) di Trezeguet al 60’ (di testa, su un preciso cross dalla destra di Zambrotta) e di Del Piero al 92’ (con un dribbling a far fuori il portiere, ottimamente lanciato, al di là dei difensori, da Ibrahimovic). Bella squadra il Livorno, ben allenata da quello che don Fabio ha definito il migliore tra i giovani, cioè Roberto Donadoni. Ma gli mancano i fuoriclasse, però, i quali come Brenno sanno poter far pendere la bilancia da una parte anziché dall’altra. Bella partita, belle parata da parte del giovane Amelia, il quale, tra l’altro, ha saputo intercettare ad Ibra un tiro a botta certa effettuato dopo una giocata che non so se si può definire, esauriti gli aggettivi correnti e passanti, anche esoterica (avevo visto fare un gol simile a Platini, una volta). L’aspetto negativo della partita (e di queste ultime settimane) è la scadente forma e il nervosismo, e le conseguenti frequenti sostituzioni, di Mauro Camoranesi il quale, come se nulla avesse fatto finora, sta rischiando il posto di titolare. Capello ha mandato in campo Abbiati, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini, Mutu (dal 63’ Camoranesi, dall’86’ Balzaretti), Emerson, Vieira, Nedved, Trezeguet (dal 74’ Del Piero), Ibrahimovic. A disposizione: Chimenti, Kovac, Giannichedda Zalayeta. Ha arbitrato (bene) il signor Brighi di non-so-dove. I migliori: Zambrotta straordinario anche come difendente, Thuram e Ibrahimovic; Cannavaro è uno che non si fa fregare mai da nessuno, Trezeguet è in un periodo di grazia, non fa cose eclatanti, fa solo, con molta regolarità, i gol; ha superato, col 107/mo gol segnato oggi il numero di gol di Platini (così come oggi Del Piero con 178 gol ha raggiunto la cifra dei gol segnati in bianconero da Roberto Bettega).
 
Le altre partite:
Ascoli Fiorentina 0 a 2 (Ujfalusi, Toni);
Cagliari Treviso 0 a 0;
Empoli Reggina 3 a 0 (Riganò, Tavano, Vannucchi);
Lazio Inter 0 a 0;
Messina Roma 0 a 0;
Milan Udinese 5 a 1 (Gilardino, Seedorf, Pirlo, Gilardino, Iacquinta, Kakà);
Palermo Sampdoria 0 a 2 (Gasbarroni, Bonazzoli);
Parma Lecce 2 a 0 (Marchionni, Morfeo);
Siena Chievo 0 a 1 (Pellissier).
 
Juventus 30 punti, Milan 28, Fiorentina 25, Inter 20. Spicca (si fa per dire) la posizione dell’Inter a 10 punti dalla capolista. Alla ripresa delle ostilità (domenica c’è sosta) il Milan dovrà andare a Firenze. 


 
12^ di andata (19/11) Roma Juventus 1 a 4 per i gol di Nedved al 44’ (di testa, sopravanzando in elevazione Panucci, su un cross dalla destra di Camoranesi cui l’aveva passata Zambrotta); di Ibrahimovic al 56’ (una magia delle sue, pallonetto di tacco a scavalcare Kufour, poderosa galoppata e tiro sotto l’incrocio della porta di Doni), di Trezeguet al 58’ (cross dalla destra di Zambrotta, Trezeguet tra due difensori con un perentorio colpo di testa mette in rete), ancora di Trezeguet al 61’ (da Ibrahimovic dalla destra al centro, tocco di Vieira a spiazzare i difensori e Trezeguet che facilmente infila). Poi al 65’ c’è stato il gol su rigore si Totti. 
Questa sera voglio iniziare il commento alla partita della Juve parlando esplicitamente dell’arbitro che altri non era se non il famigerato Paparesta da Bari, quell’arbitro che – ne dico una soltanto - l’anno scorso sul campo di Reggio Calabria ci impedì, deliberatamente ci impedì, lui da solo, da solo senza l’aiuto dei poveri calabresi, più preoccupati che contenti, più increduli che convinti, di conseguire una più che giusta e più che meritata vittoria (la Juve in quel periodo era un irresistibile rullo compressore e tra cielo e terra non ci sarebbe stata nessuna Reggina che avrebbe potuto legittimamente fermarla, dopo che senza riuscirci ci avevano provato, giocando sul loro campo, Bayer, Ajax, Sampdoria e Udinese per non dire delle minori. Toltosi finalmente di mezzo l’insopportabile Collina sta venendo fuori questo qui, anche lui probabilmente persuaso che fermare la Juve equivalga a dare all’universo mondo un segnale di onnipotenza. E così come il pelato viareggino riesce a pilotare le partite nella direzione voluta, condizionando pesantemente i comportamenti e la psicologia dei giocatori della squadra “condannata”.
Chi ha visto la partita di oggi, o meglio il primo tempo della partita di oggi, non può che darmi ragione. I giallorossi hanno commesso ai danni dei nostri centrocampisti una sequela interminabile di falletti, fallucci e fallicini (entratine laterali, spintarelle e trattenutine di maglia; ne ho contati più di trenta) così lievi che accadeva anche che talvolta i nostri giocatori se ne liberavano e cercavano di proseguire l’azione in vantaggio numerico. Ma venivano immediatamente fermati dal malefico Paparesta che, più realista del re, rilevava tutte le volte il fallo fermandoli. Tutto giusto (apparentemente), tutto (perfidamente regolare): i falli c’erano e venivano puntualmente sanzionati. Dov’era il marcio? Il marcio era nel fatto che a questa scientifica applicazione da parte dei romanisti l’arbitro deliberatamente si prestava, non applicando la regola del vantaggio quando i nostri giocatori potevano continuare l’azione, non ammonendo nessuno dei giallorossi quando i nostri ruzzolavano per le terre. Mai una volta un cartelino giallo contro di loro, neanche quando il gioco e i giochini si erano fatti troppo sporchi (e scoperti). Di converso, invece, apriti cielo!, ai primi contatti da parte dei nostri (Nedved, Vieira e Cannavaro) ecco subito fuori dal taschino il cartellino giallo. Alla fine del primo tempo si contavano tra i nostri 3 ammoniti (i sopra detti) e nessuno tra i loro. C’è poi la storia del rigoruccio fischiato sul 4 a 0 a Thuram per un fallo su Montella (ed immancabile espulsione del francese, figuriamoci se il signor Paparesta si faceva sfuggire l’occasione!) nel mentre che Nedved giaceva a terra per un calcione sotto il ginocchio rifilatogli a palla perduta da parte di un nervosissimo Totti.
Di queste partite con la Roma, gonfiate oltre misura di tutti i veleni possibili e immaginabili dalla stampa capitolina e dalla maggior parte dei giornalisti della Rai (cui quelli di Mediaset assai di buon grado si accodano (quel famigerato gol di Turone è passato le solite cinque o sei volte qui e lì anche quest’anno), dal giocatori romanisti (Totti nel corso dell’intera settimana non ha fatto altro che insultare Capello, Emerson e tutto quanto fosse tinto di bianco e nero; e anche quel loro allenatore, unico per antipatia, che invece d’andarsi a pudicamente a nascondere spocchiosamente pontificava...) francamente non se ne può più. Hanno preso il posto delle partite col Torino, con l’aggravante che questi di qua credono d’essere giocatori di una squadra da scudetto per cui a ogni sconfitta da parte nostra, loro e i loro sicofanti si mettono a gridare con tutte le forze che hanno in petto al furto). Basta, parliamo della partita.
C’è stata partita, nel modo che ho detto sopra, fino al 44° minuto del I° tempo, perché dopo il gol di Nedved non ce n’è stata più. Perché era più che ovvio che i giallorossi, tatticamente sprovveduti, si sarebbero riversati dalle parti di Abbiati schiumando rabbia. Così che avremmo potuti infilzarli bellamente in contropiede. Chiunque sappia di calcio e ne conosca l’indole populista e demagogica avrebbe potuto scommettere qualunque cifra su questa tesi. Difatti dall’11/mo minuto del secondo tempo al 16/mo, cioè nel breve tratto di 5 minuti, bum, bum, bum! li abbiamo rintronati rifilandogli ben tre gol e così portando il punteggio sul quattro a zero. Così che non c’è stata partita nel secondo tempo e anche l’arbitro s’è rassegnato e ha deposto le armi (salvo a cavarsi, appena gli si è presentata l’occasione, il piacere del rigoretto e della espulsione di Thuram). Non c’era partita, non poteva esserci partita tra noi e loro. E’ come quando nella boxe un peso mosca o un peso gallo sfidano un peso massimo; come quando un avvocatuccio che fino ad allora si sia dedicato solo a recuperar crediti voglia muover guerra ad uno studio legale newyorchese, come se un catamarano volesse tagliar la strada a una portaerei. Ora son tutti lì a piagnucolare che la Juve rischia di uccidere il campionato, che sta togliendogli (a loro che sono antijuventini, vedi se lo toglie a me...) l’interesse, che così ci annoiamo e via geremiando. Malefici stolti, venefici irriguardosi, la Juve annoia? Non hanno idea di quanto lavoro, sacrificio, tenacia, dolore fisico, attenzione e applicazione ci sono nelle prestazioni dei bianconeri, che se loro e le loro sgangherate squadre parlassero di meno e imparassero a soffrire di più magari ne trarrebbero qualche concreto giovamento. I proprietari-dirigenti delle loro squadre sono solo o dei figli di papà che non conoscono il vero valore del denaro o dei muratori arricchitisi con gli intrallazzi e la politica, noi invece abbiamo una proprietà che fa solo la proprietaria (non caccia un euro ma vigila), e dei dirigenti che ci mettono innanzitutto competenza (il nostro amministratore delegato, il dottor Giraudo, per esempio viene dall’industria) e poi, se è necessario ma non è indispensabile, un po’ di passione (lo sanno tutti che il dottor Giraudo è un tifoso torinista, Moggi non si sa cosa sia, né importa. Capello quello, si sa che tifa solo per se stesso...), ma vincono, vinconio sempre e della Juventus hanno fatto una società di prim’ordine sotto tutti i punti di vista, nonostante la nota, dolorosa, penuria di spettatori allo stadio.
Dicevamo del primo tempo che fino a un minuto dalla fine si era stati 0 a 0 come punteggio sul campo e 3 a 0 come cartellini gialli (tutti contro di noi), e del secondo nel quale non c’è stata più partita. Non ho altro da raccontare, i loro sono stati morsi di zanzara. Ci fosse stato un altro arbitro dopo dieci minuti il signor Cufré sarebbe stato invitato ad accomodarsi negli spogliatoi e dopo un quarto d’ora avrebbe dovuto fare lo stesso con De Rossi e poi con quel pallone gonfiato di Totti. Di quell’ambiente mi fa simpatia la sola Rossella Sensi ieri contestatissima in ragione del fatto che con fatica sta cercando di uscire da quel cerchio di fuoco che era, è stata, l’opposizione politica, frontale, demagogica, alla Juventus e ai suoi dirigenti che molto gli ha fruttato in termini di facile popolarità, ma che agli effetti pratici ha finito per isolarli e indebolirli (Emerson se ne è andato, Capello se ne è andato, Zebina se ne è andato, Manzini se ne vorrebbe andare, Cassano se ne andrà).
Capello aveva schierato Abbiati; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini; Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved (dal 91’ Mutu); Ibrahimovic (dal 80’st Del Piero che non ha toccato palla), Trezeguet (dal 63’ Kovac; Trezeguet tre palloni toccati due gol fatti)). A disposizione: Chimenti, Pessotto, Blasi, Giannichedda.
fammi dire solo che quella di oggi è la 50/a partita (cioè da sempre) che la juve di capello conclude da prima in classifica. è una squadra forte, solida, paziente e ricca di giocatori di altissimo livello. fatemi aggiungere solo che quella di oggi è la 50/a partita (cioè da sempre) che la juve di capello conclude da prima in classifica: è una squadra forte, solida, paziente e ricca di giocatori di altissimo livello.
 
Le altre partite:
Chievo Ascoli 1 a 1 (Pellissier, D’Anna (aut.));
Fiorentina Milan 3 a 1 (Toni, Gilardino, Jorgensen, Toni);
Inter Parma 2 a 0 (Figo, Cambiasso);
Lecce Siena 3 a 0 (Vucinic, Konan, Cozzolino);
Livorno Empoli 2 a 0 (Morrone, Lucarelli);
Reggina Cagliari 3 a 1 (Amoruso, Cozza ®, Abeijon, Paredes);
Sampdoria Lazio 2 a 0 (Diana, Flachi);
Treviso Palermo 2 a 2 (Reginaldo, Reginaldo, Ferri, Brienza);
Udinese Messina 1 a 0 (Felipe).
 
In classifica Juve prima con 33 punti, seguono Milan e Fiorentina con 28 punti, quindi l’Inter con 23.
 
 
 
22/11 – 5^ partita della 1^ fase di Champions L. Juventus Bruges 1 a 0 per il gol di Del Piero all’80’ (palla aerea di Nedved, colpo di testa e gol). Sono irritatissimo e deluso per la piega che han preso gli avvenimenti in campo. Ibra era squalificato e Capello anziché lo scalpitante e più fresco Mutu ha schierato al posto dello svedese l’imbolsito Del Piero. Il quale non soltanto ha sbagliato anche l’insbagliabile (tiri, passaggi, controlli di palla, gol dinanzi a Butina) ma piantatosi sul dischetto del calcio di rigore ha pestato per tutto il tempo della partita i piedi a Trezeguet costringendolo, se voleva procurarsi un qualche pallone, a svariare sulle fasce, cosa per la quale il francese non è adatto. Ma il protervo Del Piero non si scuote, anzi non si tocca. Lui è l’eletto e lui, che gioca per il piedistallo della sua statua d’oro, doveva farlo il gol. Risultato di tutta questa manfrina è che a 10 minuti dalla fine della partita eravamo ancora sullo zero a zero. Queste le ragioni della mia irritazione. Quali quelle della mia delusione? Quelle della mia delusione stanno nel fatto che al 75’ minuto perdurando questo stato di cose Capello dà a Mutu (ma perché non prima? santi Numi…perché non dal primo minuto…?!) l’ordine di togliersi la tuta e di entrare in campo. Finalmente sto per dire quando quel coglione del ceko gli pennella un pallone sulla testa e DP senza neanche alzare i piedi da terra lo spedisce in fondo al sacco. Allora che fa Capello? Niente, anziché Del Piero fa uscire il povero Camoranesi, che era stato uno dei migliori.
Sic sovvenit gloria mundi, mi viene da dire. Costui è un baciato dalla fortuna. Trezeguet se l’è presa maledettamente (col solo e unico pallone che ha avuto ha colpito il palo), lungo la partita tre o quattro volte lo aveva mandato con plateali gesti a quel paese né, segnato DP il gol, è corso ad abbracciarlo. Oggi rincara la dose dicendo che il suo parner ideale è Ibrahimovic e non Del Piero. Moggi purtroppo lo multerà e in linea di principio farà bene. Ma non ci sono dubbi che David abbia ragione perché è, tecnicamente parlando, del tutto irrilevante che Delpierino (nel finale) abbia risolto la partita (che era, giocando Ibra o Mutu, da vincere con largo margine). A casa mia la storia non la scrivono i vincitori. Tutti hanno visto che Del Piero ha sbagliato tutto quello che c’era da sbagliare; è successo solo che quando Capello stava per farlo uscire ha avuto il culo di segnare quel gol sul quale vivrà di rendita per altri cinque anni. Chi capisce di calcio ha visto che per tutta la partita ha pestato i piedi e tolto spazio a Trezeguet, esattamente come faceva con Pippo Inzaghi, che per questo se ne volle andare al Milan. Capello aveva mandato in campo Abbiati; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini; Camoranesi (dall’81’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved; Del Piero, Trezeguet (dall’84’ Zalayeta). A disposizione: Chimenti, Pessotto, Kovac, Blasi, Giannichedda.
 
Classifica nel girone: 12 punti la Juve e il Bayern (tedeschi finora primi per differenza reti), 6 p. il Bruges, 0 il Rapid.
 
 
 
13^ di andata (27/11) Juventus Treviso 3 a 1 per i gol di Parravicini (al 25’, con un angolato tiro da fuori area); di Mutu al 37’ (doppio scambio Camoranesi Ibrahimovic, cross basso dello svedese sul quale s’avventa Mutu che anticipa il portiere e un difensore e infila); di Trezeguet al 43’ (cross basso di Chiellini, controllo del francese, dribbling a superare il portiere avversario e gol) e di Del Piero al 82’ (da Camoranesi a Ibra, teso passaggio sottoporta a Del Piero che facilmente mette dentro).
La Juve che abbiamo visto nel tempo che è corso dal gol dei trevigiani alla uscita di Ibrahimovic ci è apparsa inarrestabile. Irresistibile il funambolico Ibrahimovic, dirompente il velocissimo Mutu il quale partendo da sinistra ma inserendosi spesso in area consentiva all’ispiratissimo Zlatan di divagare su tutto il fronte d’attacco (non per nulla due dei tre gol sono venuti da suoi irresistibili spunti), impeccabili i difensori, incontenibili Camoranesi, Zambrotta, Mutu e Chiellini che di partita in partita cresce in efficienza e autorevolezza. Dopo lungo tempo è rientrato (al posto dello squalificato Vieira) Blasi che si è ben comportato; Del Piero tolti il facile gol e una traversa su punizione dal limite non ha fatto altro, lui ormai vive solo per i gol e si spende solo per raggiungere e sopravanzare Boniperti (dal cui record di gol lo separano ormai due sole segnature). Capello ha schierato Abbiati; Zambrotta, Kovac, Cannavaro, Chiellini; Camoranesi, Emerson, Blasi, Mutu (dal 75’ Nedved); Ibrahimovic (dal 84’ Zalayeta), Trezeguet (dal 69’ Del Piero). A disposizione: Chimenti, Pessotto, Balzaretti, Giannichedda.
 
Le altre partite:
Ascoli Palermo 1 a 1 (Bonanni, Ferrante);
Cagliari Sampdoria 2 a 0 (Suazo, Suazo);
Empoli Lazio 2 a 3 (Dabo, Sonetto, Tavano, Tare, Liverani);
Livorno Chievo 0 a 0;
Messina Inter 1 a 2 (Recoba, Cambiasso, Di Napoli);
Milan Lecce 2 a 1 (Pirlo, Konan, Inzaghi);
Parma Udinese 1 a 2 (Barreto, Barreto, Corradi);
Roma Fiorentina 1 a 1 (Tommasi, Toni ®);
Siena Reggina 0 a 0.
 
In classifica: Juventus 36, Milan 31, Fiorentina 29, Inter 26.
 
 
 
Pallone d’oro, classifica finale:
1 Ronaldinho 225 (Barcellona/Bra)
2 Lampar d 148 (Chelsea/Ing)
3 Gerrard 142 (Liverpool/Ing)
4 Henry 41 (Arsenal/Fra)
5 Shevchenko 33 (Milan/Ucr)
6 Maldini 23 (Milan/Ita)
7 Adriano 22 (Inter/Bra)
8 Ibrahimovic 21 (Juventus/Sve)
9 Kaká 19 (Milan/Bra)
10 Eto ’o 18 (Barcellona/Cam)
10 Terry 18 (Chelsea/Ing)
12 Juninho 15 (Ol. Lione/Bra)
13 Makelele 8 (Chelsea/Fra)
19 Buffon 4 (Juventus/Ita)
23 Nedved 1 (Juventus/Cec)

Votati 24 giocatori su 50
 
 
 
1/12 - Per gli ottavi di finale di Coppa Italia  Fiorentina Juventus: 2 a 2 per i gol di Bojinov, Pazzini, Pessotto e Mutu. Diceva il prof. Scoglio che la Coppa Italia (da qualche anno Trofeo Tim) vale quanto la Coppa del Nonno. Non per nulla Capello ha mandato in campo Buffon; Blasi, Kovac, Thuram, Pessotto (dal 54’ Emerson); Balzaretti, Giannichedda (dal 54’ Nedved), Vieira, Mutu; Del Piero, Zalayeta (dal 54’ Ibrahimovic). A disposizione: Chimenti, Cannavaro, Chiellini, Camoranesi. Però quando ci siamo trovati sotto di due gol ci abbiamo messo poco per rimontare. Migliore in campo Mutu, il peggiore il nostro centravanti: Del Piero. Domenica pomeriggio si giocherà la vera Fiorentina Juventus. Secondo me, in base a quello che ho visto nel secondo tempo della partita di oggi, vinciamo.
 
 
 
4/11/05 - 14/a di andata. Fiorentina Juventus 1 a 2 per i gol di Trezeguet al 7’ (velocissimo allungo sulla destra di Emerson a Ibrahimovic che velocissimo continua l’azione fino a portare il pallone quasi sui piedi di Trezeguet che tra i disorientatissimi difendenti viola (i quali non sapevano se pensare al francese o andare a parare lo svedese) facilmente tocca a rete, di Pazzini di testa al 40’ e di Camoranesi all’88’ (Ibrahimovic proprio nel punto di incontro della linea del metà campo con quella che delimita il campo lateralmente (quindi di fronte alla garitta del quarto uomo), viso al quarto uomo e quindi spalle al campo perché due difensori gli impedivano di girarsi, palleggiando fa alzare il pallone e lo calcia poderosamente, senza nemmeno guardare, a raggiungere proprio il punto dove c’è Trezeguet marcato da Pancaro.  S’avventa sul pallone il meglio piazzato Pancaro ma David in torsione lo sopravanza e colpendo di testa sposta il pallone sulla destra dove sta sopraggiungendo il Camo. Controllo in corsa col petto del pallone, altri due passi ad aggiustarselo e tiro imparabile tra palo e portiere in uscita. Un gol da Nobel per il calcio (perché no? O non sono svedesi i giurati del Nobel…?). 
Questa volta faccio un (piccolo) passo indietro e pubblico, prendendolo dalla Stampa, il commento che della partita ha fatto Marco Ansaldo, torinese (e in quanto tale) nemico acerrimo dei bianconeri. Faccio questo perché è un godimento leggere quel che (a denti molto stretti) egli scrive: in ogni riga traspare lo sgomento di un livido e protervo impotente che delle evidenze abbacinanti costringono a celare il possibile ma non l’impossibile, a dire almeno una parte di quel che tutti hanno visto.
“Dopo questo 2 a 1 ci arrendiamo…”, così comincia il Marrano… “Perché la Juve ha con la sua anche la Fortuna”….  Quel che segue è  tutto un arrampicarsi sugli specchi. I viola hanno colpito tre pali, è vero. Hanno pure giocato dando il massimo. Ma la Juventus è la Juventus, basterebbe solo questo. E’ la squadra campione d’Italia, è quello squadrone che è prima in classifica da 53 turni di campionato, è lo squadrone che quest’anno su 19 partite (14 di campionato e 5 per il torneo continentale) ne ha vinte 17. E’ lo squadrone che ha segnato più gol che ogni altra e ne ha subito di meno. Bisogna odiarla per misconoscere tutto questo e non riconoscere che la partita non poteva avere un altro esito.
Comunque seguiamo Ansando.
“Dopo questo 2-1 ci arrendiamo. E con noi il campionato, perché se la Juve non ha perso un paio di punti a Firenze, ci sono buone possibilità che non ne sprechi fino a San Giuseppe quando avrà già vinto il ventinovesimo scudetto in contemporanea alla Milano-Sanremo. Nella vita ci vuole fortuna e i bianconeri ne hanno avuta parecchia a salvarsi con tre pali, due dei quali colpiti da Toni a strozzare l’urlo in gola a gente venuta per gridare la gioia di vedere la Juve prostrata e a terra. (1). Ma nel modo in cui è giunto il gol vincente di Camoranesi a due minuti dalla fine, c’è l’altra faccia di una squadra da record, che persino quando la partita sembra chiusa insegue i palloni a campanile, che qualsiasi difesa saprebbe neutralizzare e la Fiorentina ancora no. La malizia, la costanza, la sicurezza nei propri mezzi pure quando le onde si fanno alte e pericolose. E poi la fisicità di una squadra che è un muro e se non arriva prima sul pallone sposta l’avversario per prenderglielo (talvolta esagerando, come fa Vieira per nascondere i suoi limiti attuali): l’impatto della Juve sulla Fiorentina è stato poderoso il doppio di quello che doveva subire, se non quando si muoveva Toni l’immarcabile, l’unico alla pari degli juventini nel fare a sportellate. Tutto questo bisogna metterci per spiegare la tredicesima partita vinta su quattordici di campionato e la prima sconfitta della Fiorentina in casa, nel giorno in cui ha dimostrato di valere un ruolo da protagonista.”” (2)

… (Qui taglio perché si mette a fare del moralismo a buon mercato prendendosela con i razzisti e i violenti).
 
“Gol e occasioni. Attese e emozioni. Prandelli si era lasciato impressionare dal muro juventino. Guai a sbatterci contro. Non schierava due punte, né Montolivo che è un rifinitorino agile. (3)
Dietro a Toni c’era Fiore, in mezzo un centrocampista in più, Pazienza, e in quel cognome stava il messaggio al pubblico che ne ha poca e alla città. Con pazienza (la p è minuscola) la Fiorentina aveva battuto il Milan, atteso e infilzato. Lo stesso sarebbe accaduto alla Juve. Invece la Juve, a parte la migliore fortuna, ha giocato una partita diversa da come la interpretarono i rossoneri. Innanzitutto è passata in vantaggio per prima sfruttando, all’8’, uno sfondone della difesa viola che si perdeva Ibrahimovic e ci chiediamo come sia possibile se quel filibustiere è alto due metri.
Trezeguet appoggiava in porta un facile tap-in, come quando il pallone da basket gira attorno al cerchio. Cambiava la partita della Fiorentina. Contro il muro ci era finita lo stesso, addio prudenza, dentro Pazzini, la punta giovane che aveva già colpito la Juve giovedì in Coppa Italia. E in quella mossa fioriva il match. I viola colpivano con Ujfalusi il secondo legno (la traversa l’aveva centrata Toni sullo 0-0), la Juve sprecava due occasioni con le sue punte (4). C’era l’equilibrio atteso in un match di vertice, nello stadio che ribolliva ma questa volta di umori sani. (5).
Mancavano perni importanti al gioco bianconero: Cannavaro sbiadito, Vieira in ritardo, Nedved fuori dal gioco (6), Trezeguet come una inutile vedetta nel deserto (7). Questa squadra però sa riempire i buchi, prendeva il gol da Pazzini, di testa sul cross di Pasqual, andava all’intervallo, rischiava di nuovo nella ripresa perché quell’anima poco brasilera di Emerson non poteva fermare tutto e tutti a centrocampo. Al 30’ la capitolazione era decisa, l’avrebbe firmata Toni infilando l’uscita di Abbiati quasi al limite dell’area di rigore, per fermarlo. Era gol, sicuro. E in quel momento non sarebbe stata un’ingiustizia se la Fiorentina fosse passata in vantaggio: stava facendo di più. La palla sbatteva contro il palo, Toni contro la terra in un gesto disperato, presago della nemesi per cui al gol sbagliato corrisponde un gol preso (8).
Arrivava da Camoranesi, con la difesa viola in attacco su un calcio d’angolo e Pippo Pancaro, appena entrato, lasciato senza lo sgabello su cui salire per contrastare la palla alta a Trezeguet. (9)
 
(1) Ansaldo l’araldo. L’araldo della antijuventinità.
(2) Sportellate…??! Non credo che si possano liquidare così meschinamente l’azione da manuale Emerson – Ibrahimovic che ha portato al gol di Trezeguet, e sopra tutto l’incredibile gesto tecnico di Ibrahimovic dal quale è derivato il gol di Camoranesi. Per non dire del funambolico spunto dello stesso Camoranesi quando, non ricordo il minuto, aveva messo Ibrahimovic in condizione di sparare a rete (e Frey aveva compiuto una superparata di peso almeno uguale ad un palo preso).
(3) Quando uno che ha Montolivo incontra uno che ha Emerson vince sempre quello che ha Emerson  (da “Per un pugno di dollari” di Sergio Leone…).
(4) Una delle due è quella di Ibrahimovic di cui ho detto, e non mi parrebbe il caso di parlare di azione sprecata. E’ di Trezeguet quella che avrebbe potuto essere meglio conclusa.
(5) Umori sani???! E gli insulti a Vieira e a Ibrahimovic lungo tutti i 90 minuti?!!
(6) Ecco, questo è vero. Cannavaro con lo svelto Pazzini ha avuto delle difficoltà, Vieira si è salvato col mestiere e Nedved è apparso molto stanco. E menomale che Capello stavolta non ha fatto entrare Del Piero, ché in tal caso siccome usciva Trezeguet il gol di Camoranesi non entrava.
(7) Questo non è vero perché Trezeguet ha fatto più cose del solito. Comprendo la delusione del cronista, ma è stato il francese ad anticipare di testa un Pancaro più prossimo al pallone e a servire a Camoranesi il facile pallone del 2 a 1.
(8) Quante storie per un palo...! Come se il povero, negletto, vituperato Zalayeta non ne avesse preso anche lui uno su questo stesso campo, contro gli stessi avversari, non più tardi di due giorni fa! Voglio dirvi di non farla così tragica le volte che i pali ci salvano! Essi esistono da quando esiste il calcio, a volte ci aiutano e a volte ci danneggiano, a parte il fatto che il vecchio Liedholm era persuaso che un palo è un tiro sbagliato..
(8) Appunto, volevo dire, prendetevela piuttosto con Pippo Pancaro e con chi l’ha fatto entrare in campo.
 
Capello ha mandato in campo: Abbiati; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini; Camoranesi, Emerson (50’ s.t. Kovac), Vieira, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet (44’ Mutu). A disposizione: Buffon, Balzaretti, Blasi, Giannichedda, Del Piero.
I migliori Ibrahimovic, Camoranesi, Emerson e Thuram. Nedved, Vieira e Cannavaro i meno in partita. Abbiati chiamato mr. Kulovic ha compiuto due importanti parate.  Ha diretto (bene) l’arbitro Messina.
Le altre partite:
Chievo Milan 2 a 1 (Kaladze, Pellissier, Tiribocchi);
Inter Ascoli 1 a 0 (Adriano);
Lazio Siena 3 a 2 (Di Canio, Bogdani, Cesar, Tare, Peruzzi (aut.));
Palermo Cagliari 2 a 2 (Caracciolo, Makinwa, Conti, Bega);
Reggina Parma 2 a 1 (Cozza, Cardone, De Rosa);
Sampdoria Empoli 2 a 0 (Borriello, Flachi);
Treviso Messina 0 a 0;
Udinese Livorno 0 a 2 (Obodo, Lucarelli);
Lecce Roma 2 a 2 (Cassano, Nonda, Cozzolino, Vucinic).

In classifica: Juventus 39 punti (sui 42 in palio), Milan 31, Inter 29.
 
 
 
Spese salari:

SQUADRA

SPESE SALARI 2005

SPESE SALARI 2004

Juventus

127 mln €

150 mln €

Milan

110 mln €

160 mln €

Inter

86 mln €

110 mln €

Roma

45 mln €

75 mln €

Sampdoria

19 mln €

18 mln €

Fiorentina

16 mln €

30 mln €

Lazio

13mln €

30 mln €

Udinese

12 mln €

23 mln €

Empoli

8,8 mln €

5 mln €

Cagliari

8 mln €

10,5 mln €

Chievo

8 mln €

13 mln €

Parma

8 mln €

20 mln €

Palermo

7,8 mln €

18 mln €

Lecce

7 mln €

10 mln €

Messina

6,7 mln €

9 mln €

Siena

6 mln €

15 mln €

Treviso

6 mln €

3,5 mln €

Livorno

5 mln €

10 mln €

Reggina

5 mln €

8 mln €

Ascoli

4 mln €

1,5 mln €

 
Beh, almeno siamo (ben) primi…!
 
Singoli ingaggi:
 
1- Francesco Totti - Roma - 5,8 mln
2- Gianluigi Buffon - Juventus - 5 mln
2- Alessandro Del Piero - Juventus - 5 mln
2- Pavel Nedved - Juventus - 5 mln
2- Lilian Thuram - Juventus - 5 mln
2- David Trezeguet - Juventus - 5 mln
2- Patrick Vieira - Juventus - 5 mln
3- Andriy Shevchenko - Milan - 4,7 mln
4- Manuel Rui Costa - Milan - 4,6 mln
5- Fabio Cannavaro - Juventus - 4,5 mln
5- Emerson De Rosa Ferreira - Juventus - 4,5 mln
5- Leite Ribeiro Adriano - Inter - 4,5 mln
5- Alessandro Nesta - Milan - 4,5 mln
5- Filippo Inzaghi - Milan - 4,5 mln
6- Ricardo Kakà - Milan - 4 mln
6- Paolo Maldini - Milan - 4 mln
6- Roberto Mancini - Inter - 4 mln
6- Walter Samuel - Inter - 4 mln
6- Juan Sebastian Veron - Inter - 4 mln
7- Vincenzo Montella - Roma - 3,8 mln
7- Alvaro Recoba - Inter - 3,8 mln
8- Fabio Capello - Juventus - 3,5 mln
8- Luis Figo - Inter - 3,5 mln
8- Andrea Pirlo - Milan - 3,5 mln
8- Clarence Seedorf - Milan - 3,5 mln
8- Jaap Stam - Milan - 3,5 mln
8- Francesco Toldo - Inter - 3,5 mln
8- Christian Vieri - Milan - 3,5 mln
9- Antonio Cassano - Roma - 3,2 mln
9- Alberto Gilardino - Milan - 3.2 mln
10- Kakhaber Kaladze - Milan - 3 mln
11- Carlo Ancelotti - Milan - 2,8 mln
11- Nelson Dida - Milan - 2,8 mln
11- Zlatan Ibrahimovic - Juventus - 2,8 mln
12- Amantino Mancini - Roma - 2,6 mln
13- Marcos Cafu - Milan - 2,5 mln
13- Mauro Camoranesi - Juventus - 2,5 mln
13- Christian Panucci - Roma - 2,5 mln
13- Dejan Stankovic - Inter - 2,5 mln
13- Johann Vogel - Milan - 2,5 mln
14- Christian Chivu - Roma - 2,4 mln
15- Javier Zanetti - Inter - 2,3 mln
16- Adrian Mutu - Juventus - 2,2 mln
17- Massimo Ambrosini - Milan - 2 mln
17- Ivan Cordoba - Inter - 2 mln
17- Ivan Gattuso - Milan - 2 mln
17- Gianluca Zambrotta - Juventus - 2 mln
17- Cristiano Zanetti - Inter - 2 mln
17- Jonathan Zebina - Juventus - 2 mln
18- Santiago Solari - Inter - 1,9 mln
19- Christian Abbiati - Juventus - 1,8 mln
19- Esteban Cambiasso - Inter - 1,8 mln
19- Bernardo Corradi - Parma - 1,8 mln
19- Daniele De Rossi - Roma - 1,8 mln
19- Stefano Fiore - Fiorentina - 1,8 mln
19- Marek Jankulowsky - Milan - 1,8 mln
19- Marco Materazzi - Inter - 1,8 mln
19- Claudio Serginho - Milan - 1,8 mln
20- Olivier Dacourt - Roma - 1,6 mln
21- Julio Cruz - Inter - 1,5 mln
21- Christian Kily Gonzales - Inter - 1,5 mln
21- Robert Kovac - Juventus - 1,5 mln
21- Samuel Kuffour - Roma - 1,5 mln
21- David Pizarro - Inter - 1,5 mln
21- Dario Simic - Milan - 1,5 mln
21- Luca Toni - Fiorentina - 1,5 mln
22- Simone Perrotta - Roma - 1,4 mln
23- Alessandro Costacurta - Milan - 1,3 mln
23- Sebastien Frey - Fiorentina - 1,3 mln
23- Cesare Prandelli - Fiorentina - 1,3 mln
23- Matteo Sereni - Lazio - 1,3 mln
23- Tomas Uijfalusi - Fiorentina - 1,3 mln
24- Manuele Blasi - Juventus - 1,2 mln
24- Christian Brocchi - Fiorentina - 1,2 mln
24- Cesar Rodriguez - Lazio - 1,2 mln
24- Giuseppe Favalli - Inter - 1,2 mln
24- Giuliano Giannichedda - Juventus - 1,2 mln
24- Zeljko Kalac - Milan - 1,2 mln
24- Shabani Nonda - Roma - 1,2 mln
24- Giuseppe Pancaro - Fiorentina - 1,2 mln
24- Luciano Spalletti - Roma - 1,2 mln
24- Igor Tudor - Siena - 1,2 mln
25- Leandro Cufre - Roma - 1,1 mln
25- Luigi Del Neri - Palermo - 1,1 mln
25- Philippe Mexes - Roma - 1,1 mln
26- Valeri Bojinov - Fiorentina - 1 mln
26- Andrea Caracciolo - Palermo - 1 mln
26- Martin Jorgensen - Fiorentina - 1 mln
26- Obafemi Martins - Inter - 1 mln
26- Domenico Morfeo - Parma - 1 mln
26- Rodrigo Taddei - Roma - 1 mln

 
Certo che 5 milioni di euro netti all’anno per una riserva sono più che troppi. Mi riferisco, per chi non lo avesse capito, a Del Piero.
 
 
 
7/12 – 6^ ed ultima partita della prima fase della Champions League: Rapid Vienna Juventus 1 a 3 per i gol di Del Piero al 35’ (su punizione dal limite), di Ibrahimovic al 41’ (gran tiro a conclusione di uno spunto di gran tecnica e potenza) e di Del Piero al 45’ (facile tocco a deviare in rete, ma forse era in fuori gioco, un servizio di Ibra). La Juve domina a Vienna, Del Piero con due gol raggiunge Boniperti. Questo era lo scopo, tanto che ha giocato centravanti con Trezeguet in tribuna e tutta la squadra a giocare per lui. La Juve chiude prima.
 
 
Champions League – Riepilogo:
Gruppo A : Juventus 15 punti, Bayern di Monaco 12 ; Gruppo B : Arsenal 16 p., Aiax 11 ; Gruppo C: Barcellona 16 p., Werder Brema 7; Gruppo D: Villareal 10 p., Benfica 8; Gruppo E: Milan 11 p., PSV Eindhoven 10; Gruppo F: Lione 16, Real Madrid 10; Gruppo G: Liverpool 12 p., Chelsea 11; Gruppo H: Inter 13 p., Rangers di Glasgow 7.
Venerdì 16 dic. i sorteggi per gli accoppiamenti degli ottavi (ad eliminazione diretta).
 
 
 
11/12 – 15^ di andata: Juventus Cagliari 4 a 0 per i gol di Nedved al  10’ (da Vieira in area a Trezeguet pronto tiro in bella torsione e difficoltosa parata di Campagnolo, riprende lì vicino Nedved che insacca con un forte tiro sotto la traversa), di Trezeguet al 18’ (da Thuram, imperatore della difesa, lungo in avanti a Ibrahimovic in perenne fuga dalla normalità, Ibra di tacco serve Mutu che di testa allunga a Trezeguet che in scivolata calcia diagonalmente in rete), di Trezeguet al 53’ (forte tiro a radere il palo stile calcio di rigore su passaggio di Nedved) e autorete di Viggiani al 68’ (azione e tiro da destra di Trezeguet, il pallone batte sulla base del palo, quindi sul difensore Viggiani e quindi entra in porta).
Sinceramente non so più cosa scrivere. Vittoria n. 14 (in 15 partite), siamo i cannibali più belli del mondo.
Ibra re degli assist, Mutu in gran spolvero, Trezeguet implacabile. Quarant’anni che seguo il calcio, solo il Milan di Capello e in talune partite quello di Arrigo Sacchi mi avevano regalato analoghe sensazioni di possente invincibilità.
Trezeguet che ha raggiunto quota 113 gol in bianconero, oggi ha avuto cinque o sei palloni e per due inezie non ne ha fatti quattro; l’istrionico Ibrahimovic ha dato spettacolo come sempre e come sempre continua a sbalordire, Mutu (sostituto dello squalificato Camoranesi) ha offerto l’ennesima dimostrazione di (estroso) sacrificio, giocando da centrocampista di collegamento fra difesa e attacco, lui che si sente punta a tutti gli effetti, Vieira, assente oggi Emerson per infortunio, è ritornato ad essere il centrocampista d’inizio campionato. Capello ha schierato Abbiati; Zambrotta , Thuram, Cannavaro, Chiellini; Mutu, Giannichedda (dal 74’ Blasi), Vieira, Nedved (dal 76’ Pessotto); Ibrahimovic (dal 56’ Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Chimenti, Kovac, Balzaretti, Olivera.
Quando al 12’ del secondo tempo è entrato in campo il parassita, per me la partita è finita. Per fortuna non ha segnato (Forza Marisa, tieni duro!). 
 
Le altre partite:
Ascoli Reggina 1 a 1 (Fini, Paredes);
Fiorentina Treviso 1 a 0 (Fiore);
Inter Milan 3 a 2 (Adriano ®, Shevchenko ®, Martins, Stam, Adriano);
Livorno Lazio 2 a 1 (De ascientis, Pandev, aut. di Peruzzi);
Messina Chievo 2 a 0 (Di Napoli, Zampagna ®);
Parma Sampdoria 1 a 1 (Corradi, Bonazzoli);
Roma Palermo 1 a 2 (Biava, Cassano, Caracciolo);
Siena Empoli 1 a 0 (Bogdani);
Udinese Lecce 1 a 2 (Vucinic, Vucinic, Di Natale).
 
La classifica vede la Juve prima a 42 punti; la seguono Inter e Fiorentina a 32 p. a loro volta seguite dal Milan con 31 punti.
 
Vorrei che leggeste quel che il buon Roberto Perrone, un giornalista sicuramente non juventino, ma onesto, ha scritto a proposito della prestazione dei bianconeri contro il Cagliari:
Il potere logora chi non lo esercita con costante applicazione. È l’inabitudine alla compassione che fa della Juventus una squadra con rarissimi cedimenti, che colleziona primati su primati: ventidue gare ufficiali (1 in Supercoppa, 15 in campionato, 6 in Champions League), 19 vittorie, 3 sconfitte. Risultati ottenuti senza il portiere più forte del mondo, Gigi Buffon, di cui si è saputo fare a meno anche nelle più difficili contingenze.
Esempi per capire il cannibalismo bianconero. Minuto 33’ del secondo tempo: Chiellini sbaglia un appoggio a Nedved sulla fascia e il ceco lo rimprovera aspramente; quattro minuti dopo, Capello lo sostituisce e super Pavel se ne va furibondo negli spogliatoi come se non gli bastasse quello che di buono ha già compiuto.
Tra l’altro, da diffidato, qualche istante prima ha rischiato l’ammonizione e forse l’arbitro Mazzoleni poteva anche tirare fuori il giallo. Minuto 37’ del secondo: Mutu, quasi al termine di un’ottima prestazione, tenta un colpo di tacco e l’allenatore lo redarguisce pesantemente. Visti così, questi due episodi, sembrano favorire l’idea che la partita sia ancora in discussione e invece la Juventus sta vincendo 4-0 e si potrebbe ormai bordeggiare. Fabio Capello è sempre in piedi a dare disposizioni e i cannibali juventini aggrediscono i difensori al limite dell’area del Cagliari.
Questi - più dei gol, più delle finezze di Zlatan Ibrahimovic, della ritrovata centralità di Patrick Vieira, del podismo realizzativo di Pavel Nedved, della brillantezza di Adrian Mutu - sono i particolari, assolutamente non marginali, che descrivono la forza della Juventus capace di sistemare la partita con il Cagliari nei primi venti minuti. Sono i gol di Nedved (10’) e Trezeguet (18’) a chiudere il discorso relativo al risultato, ma la pressione rimarrà su alti livelli fino al 90’.
Pavel è ben appostato per ribadire in rete un’incursione dell’attaccante franco-argentino lanciato da Vieira e stoppato dall’uscita del portiere Campagnolo, bravo nel limitare il passivo (salverà gol fatti su Cannavaro e Ibra). David è abile nell’allungare il destro e a colpire con la punta il pallone arrivatogli da Mutu. Ma, oltre al gol, è da segnalare lo spettacolare colpo di tacco aereo di Ibrahimovic, presente anche, a inizio ripresa, nell’azione del 3-0 con un’apertura a Nedved di un’intelligenza stordente: da Pavel l’assist per la rete numero 113 (13 in campionato) in maglia bianconera di Trezeguet, che propizia pure il 4-0 approfittando di un errore di Agostini: la palla sbatte sul palo e incoccia nello sfortunato Vignati che la spinge in rete.
Il Cagliari, vittima sacrificale, fa qualcosa di buono nella fase finale del primo tempo, per qualche minuto sembra che il 4-1-4-1 disposto da Nedo Sonetti imbrigli la Juve ma, ormai, sul 2-0 per i campioni, è solo questione di limitare i danni e magari tentare la sorte con tiri da fuori (Langella) e deviazioni aeree su calcio piazzato (Lopez). Unici sprazzi di una squadra volenterosa, ma nettamente inferiore all’armata bianconera che gioca sempre senza nessuna concessione né a se stessa, né agli avversari.
E così anche il Cagliari finisce in archivio e la Juventus si avvia a una cena di beneficenza per l’ospedale pediatrico Sant’Anna. Poco interessata, sostengono i protagonisti, a quello che nel frattempo succede a Milano e pure alle accuse di Karl Heinz Rummenigge, che ha attaccato Luciano Moggi. Il disinteresse per gli altri sembra una boutade , ma in realtà coincide con l’immagine che la Juve offre di sé: una squadra che va avanti senza far di conto, senza speculare sui risultati altrui (sui suoi specula alla grande), pensando solo alle sue possibilità, alle sue sfide, a dove può arrivare. Senza guardare in faccia nessuno, né in campo, né fuori. La simpatia non fa classifica, questo è quanto.
Roberto Perrone
 
Moggi: Inter e Milan che bella lotta per il secondo posto
«Le milanesi hanno qualcosa meno della Juve. Ibra meglio di Zidane, Trezeguet di Careca»

Intervista di Marco Ansaldo.
Moggi, non s’è mai vista in giro tanta rassegnazione.
«Facciano pure. Tanto lo so che provano solo ad addolcirci».
E ci riusciranno?
«No, perché ci stiamo attenti e non siamo nati ieri»
Dunque, anche Berlusconi racconta bugie?
«Ha dato l’addio allo scudetto ma l’ha fatto per la delusione di aver perso il derby. Sono cose che si dicono. Ricordo che un anno, di questi tempi, ci definivano Invincibili, poi perdemmo lo scudetto».
Fu l’ultima stagione di Lippi. Ora è un po’ diverso, non crede?
«Ha ragione, è un po’ diverso».
Qual è la differenza rispetto al passato?
«La completezza. Costruendo pezzo per pezzo, abbiamo creato un gruppo che quasi non ha pecche benché ci sia toccata subito la sciagura più grande che può capitare a una squadra: perdere il portiere».
A proposito, Buffon è fortunato in amore e poco in salute. E’ di nuovo rotto.
«L’importante è che abbia superato bene l’infortunio più grave. Il resto si aggiusta».
Dove andrà Abbiati?
«Resta da noi, si è inserito bene».
Si stupisce che da domenica sera la prima rivale sia diventata l’Inter?
«Già prima del campionato dissi che era una bella squadra e che sarebbe arrivata seconda».
All’Inter si offesero.
«Perché vedono sempre il male nelle mie parole. Invece ero sincero».
Comunque intendeva che sarebbe arrivata seconda perchè la Juve era prima.
«E non è così? L’Inter ha giocatori importanti e di classe però non è forte come noi».
Per tecnica o per società?
«Per tecnica. Della società non so abbastanza».
E il distacco dal Milan la sorprende?
«No, perchè non mi spaventai neppure quando perdemmo a San Siro: ci condannarono alcuni episodi sfortunati. Ho sempre pensato che anche il Milan ha qualcosa meno di noi. Bella squadra, per carità. Lotterà con l’Inter per il secondo posto».
E’ vero che per ricambiare il favore di aver avuto Abbiati, a gennaio darà Zebina al Milan?
«No, resta da noi perché ha giocato poco e può servirci gente fresca»
Dieci punti dall’avversaria più vicina sono un distacco esagerato?
«La differenza di valori non è proprio questa, forse sarebbe più realistica la metà. Ma noi non abbiamo rubato niente, sono le altre ad aver avuto qualche problema di troppo».
Ricorda la prima volta che vide Ibrahimovic?
«Sì, fu tre anni fa, con l’Ajax. Mi impressionò. Gli misi gli occhi addosso e non glieli staccai più, stando attento che non lo facessero anche gli altri».
Come ci si riesce?
«Ogni volta è una storia diversa. Con Vieira ho usato come intermediario Thuram che è suo amico, mentre il Real Madrid si era affidato a Zidane. Con Zlatan è stato più facile perchè Raiola, il suo procuratore, è un amico e perché lui voleva noi. Dopo la firma disse a suo padre: “Papà finalmente sono alla Juve”».
E’ vero che lei usò il fascino della Ferrari al Gran Premio di Montecarlo per convincerlo?
«No. Io incontrai lui, Emerson e altri a Nizza. Poi li mandai con Romi Gai a Montecarlo. Pensi a cosa sarebbe successo se li avessero visti con me»
Rummenigge non fa un quadro così idilliaco delle sue trattative. L’ha definito mafioso.
«E’ un attacco che non capisco.Gli do un consiglio. Se vuole conservare i giocatori che non vuole perdere si comporti come ho fatto io con Trezeguet: gli faccia firmare il rinnovo».
Dopo Kovac lei soffierà al Bayern Sagnol. Si può capire che sia arrabbiato.
«Sagnol può interessarci e a lui può far piacere venire alla Juve che ha tre francesi. Ma finchè non lo posso trattare, cioè a gennaio, io non lo tratto».
Occhio al naso che non si allunghi. Ma torniamo a Ibrahimovic: pensa che sia lo juventino più talentuoso dai tempi di Zidane?
«Con una differenza. Zidane era grandissimo ma segnava poco, due o tre gol a stagione. Zlatan ne fa 12 o 13 e aiuta gli altri a segnare perché è un apriscatole che scardina qualsiasi difesa e fa spazio ai compagni».
Nel gioco dei paragoni con il passato, a chi accosterebbe Trezeguet?
«Ne ho avuti molti di attaccanti bravi, a cominciare da Careca. Ma nessuno era un uomo gol come David: ha un fiuto speciale, magari lo vedi giocare male ma la prima palla buona la sbatte dentro. Unico».
Lei disse che questa Juve avrebbe aperto un ciclo: lo conferma?
«Bastano pochissimi innesti di giocatori giovani»
Giovani come Cassano?
«E’ bravo ma a prenderlo rovineremmo tutto perché abbiamo già un gruppo di attaccanti che dureranno nel tempo. E poi non credo che Cassano resterà in Italia».
 
 
Ieri la Corte d’appello presso il Tribunale di Torino ha assolto l’a.d. Giraudo e il dott. Agricola
dall’accusa di frode sportiva mediante ricorso a trattamenti anabolizzanti somministrati ai giocatori nel periodo 1994-1998 (solo? E com’è che anche nel prosieguo abbiamo continuato a vincere…) sostenuta con accanimento dal procuratore Guariniello.
Questo l’articolo di commento uscito oggi suo Corriere della sera:
Il commento di Giorgio Tosatti.
Ma chi li ripagherà di tutto quel fango?
Avendo espresso forti perplessità sulla sentenza di primo grado, considero questa abbastanza scontata. Non capivo come il giudice unico Casalbore avesse potuto disgiungere le posizioni di Giraudo e Agricola, come avesse condannato il secondo non su prove concrete ma in base a una perizia di un esperto espressosi in modo difforme in altri due processi.
Negli anni in cui la Juve veniva accusata di aver somministrato l’epo, di aver fatto un uso illecito di farmaci consentiti e di frode sportiva, nessuno dei tanti controlli cui eran stati sottoposti i suoi giocatori avevano dato esito positivo. La stessa commissione del Coni sollecitata da Agricola a giudicarlo l’aveva assolto. Su quale base giuridica poteva essere invece, condannato? Evidentemente i tre giudici d’appello (noti per la loro levatura professionale) sono stati ancora più severi, facendo letteralmente a pezzi le tesi dell’accusa. Bocciata per clamorosi errori di diritto (l’inapplicabilità della frode sportiva al caso in questione, per esempio) e di merito (nulla prova la somministrazione di epo).
Ricordando la «catilinaria » di Guariniello contro Giraudo, la determinazione feroce con cui ha cercato di far condannare la Juve in base a teoremi assai arditi, questa sentenza pienamente assolutoria fa riflettere su diverse questioni. La pervicacia con cui la procura e Guariniello, in particolare, hanno condotto una battaglia sfociata quasi in una battaglia personale più che una doverosa ma equilibrata ricerca della verità. Il modo in cui si sono trascurati e nel primo processo e nelle richieste relative al secondo, le ragioni degli imputati.
Eppure non dovevano essere di poco conto se i giudici le hanno accolte in toto, comminando solo una multa di 2 mila euro a Giraudo per violazione della legge sulla sicurezza nei posti di lavoro. Quanto è costato questo accanimento giudiziario protrattosi per anni? Chi ripagherà gli imputati, chi ha lavorato con loro (a cominciare dal c.t. Lippi), la Juve, lo stesso calcio italiano dalle tonnellate di fango piovutegli addosso per un procedimento e una sentenza sbagliati?
È confortante che vi siano ancora giudici sereni e rispettosi del diritto, ma procure e pubblici ministeri non dovrebbero farsi guidare un po’ meno dalla passione, dalla voglia di porsi al centro del sistema (a danno della politica, del sistema bancario, ecc.) e un po’ di più dalla sostanza delle leggi? Il tribunale di Torino non cancella gli insulti, le offese, i cori, le migliaia di articoli diffamatori di cui sono stati fatto oggetto la Juve ed i suoi. Ma restituisce l’onore così malevolmente compromesso e la fierezza delle vittorie conquistate.
Lippi potrà affrontare serenamente il Mondiale, Giraudo e la dirigenza decidere il proprio futuro con un altro peso contrattuale, Federcalcio e Coni chiudere una pratica sgradevole dedicandosi con sempre maggior impegno alla lotta antidoping, quello vero, non quello virtuale.
15 dicembre 2005
 
 
Champions League: sorteggi per gli ottavi di finale (21/22 febbr., 7/8 marzo):
Ajax Inter; Bayern Monaco Milan; Benfica Liverpool; Chelsea Barcellona; PSV Eindhoven Lione; Rangers Glasgow Villareal; Real Madrid Arsenal; Werder Brema Juventus.
 
 
18/12 - 16^ di andata: Lazio Juventus 1 a 1 per i gol di Rocchi al 16’ e del solito Trezeguet al 26’ (pallone lungo dalla destra che Nedved di testa intercetta e rimanda nell’area del portiere, Treze s’alza altissimo e spinge in porta).
Questo pareggio ha diversi nomi:
Protervia ché i laziali si son giocata la partita dell’anno, come fan tutti quando c’è di mezzo la Juve e han sputato l’anima al diavolo per tutti i novanta minuti più il recupero.
Il signor Pieri, che è l’arbitro, il quale ha consentito ai laziali, e segnatamente da parte di Dabo, di Cribari e sopra tutti di Behrami, un gioco smisuratamente duro, oltre al fatto che dopo due minuti dall’avvio della partita ci ha ammonito, per un normalissimo contrasto laterale, Vieira così che il francese ha dovuto frenarsi per tutta la partita onde evitare che il signor Pieri che probabilmente non aspettava altro lo espellesse. Tenete presente che mancava Emerson e capirete quanto può avere pesato nell’economia del centrocampo questo immotivato intervento arbitrale. C’è da aggiungere che almeno quattro volte il signor Pieri ha fermato i nostri attaccanti per dei fuorigioco inesistenti e in due di queste volte Nedved e Ibra avrebbero potuto concludere in rete con relativa facilità. 
Angelino Peruzzi che se lo sa lui come ha fatto a respingere, sull’ uno a uno, nel corso del secondo tempo, un tiro a botta certa di Trezeguet che servito da Ibrahimovic gli si era parato davanti tirando anche forte e alla giusta altezza.
C’è anche da dire che qualche occasione da gol poteva essere sfruttata meglio, sopra tutto da parte di Ibrahimovic che ieri, maltrattato incessantemente per tutta la durata della partita, non mi ci è apparso nel consueto spolvero (però solo un fuoriclasse come lui poteva inventarsi quel servizio a Trezeguet).
Infine l’ingenuità, se così la si può chiamare, di Lilian Thuram dalla quale è scaturito il gol di Rocchi, ma lo scrivo solo per dovere di cronaca, ché a Thuram non è giusto né lecito muovere rimproveri di sorta perché è Thuram che sbaglia ad ogni morte di papa (e Dio solo sa quanto a lungo campano costoro!).
Capello ha mandato in campo Abbiati; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini; Camoranesi (37’ s.t. Zalayeta), Blasi, Vieira, Nedved; Ibrahimovic, Trezeguet (35’ s.t. Del Piero). Chimenti, Balzaretti, Pessotto, Kovac, Olivera sono rimasti in panchina.
 
Le altre partite:
Cagliari Ascoli 2 a 1 (Del Grosso (aut.), Suazo (rig.), Bisio);
Chievo Udinese 2 a 0 (Tiribocchi, Obinna);
Empoli Fiorentina 1 a 1 (Pazzini, Vannucchi);
Milan Messina 4 a 0 (Shevchenko (rig.), Shevchenko, Pirla, Gilardino);
Palermo Livorno 0 a 2 (Pfertzel, Morrone);
Reggina Inter 0 a 4 (Cordoba, Martins, Adriano, Pizarro);
Siena Parma 2 a 2 (Corradi, Locatelli, Chiesa, Dessena);
Sampdoria Roma 1 a 1 (Totti, Flachi (rig.));
Treviso Lecce 2 a 1 (E. Filippini, Pinga, Vucinic).
 
Il classifica la Juve ha un vantaggio di 8 punti sull’Inter (i quali avendocene rosicchiati due si sentono già lo scudetto cucito sulle maglie) e di 9 sul Milan e di 10 sulla Fiorentina.
 
 
 
21/12 - 17^ di andata: Juventus Siena 2 a 0 per i gol di Cannavaro al 13’ (di testa, su calcio d’angolo calciato da Camoranesi) e di Trezeguet al 54’ (lanciato con un pallonetto da Camoranesi, a scavalcare prima di testa e poi di piede il portiere in uscita). Non ho visto la partita ma penso che non ce ne sia stata; d’altronde occorreva tirare un po’ il fiato e la modestia del Siena ci consentiva di farlo. Capello ha mandato in campo Abbiati; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini; Camoranesi, Emerson, Vieira, Mutu; Ibrahimovic (78’ Zalayeta), Trezeguet (59’ Del Piero) mentre Chimenti, Balzaretti, Pessotto, Kovac e Blasi sono rimasti in panchina. Migliore in campo, a quanto leggo e sento, Adrian Mutu che ha giocato l’iontero incontro quindi Del Piero finalmente, stabilmente e pacificamente è stato retrocesso a riserva (di Trezeguet); egli vive solo per le sue personali glorie e il resto non gli importa; ieri avrebbe potuto segnarlo, quel benedetto 183/mo gol, anzi avrebbe potuto segnare anche il 184° e il 185° ma o tirava alto, o giunto dinanzi al giovane Mirante si impappinava facendosi levare il pallone come ad un bambino si toglie il biberon.
 
Le altre partite:
Ascoli Treviso 1 a 0 (Quagliarella);
Fiorentina Palermo 1 a 0 (Jorgensen);
Inter Empoli 4 a 1 (Adriano, Cruz, Vannucchi, Figo, Martins);
Lecce Lazio 0 a 0;
Livorno Milan 0 a 3 (Gilardino, Gilardino, Shevchenko);
Messina Reggina 1 a 1 (Di Napoli, Cozza);
Parma Cagliari 1 a 0 (Corradi);
Roma Chievo 4 a 0 (Totti su rig., Totti, Perrotta, Taddei);
Udinese Sampdoria 2 a 0 (Zapata, Castellini, autor.).
La Juve si laurea campione d’inverno con due turni d’anticipo (46 punti, Inter 38, Milan 37).

 
 
7/1/2006 – 18^ di andata: Palermo Juventus 1 a 2 per i gol di Terlizzi al 13’, di Adrian Mutu al 15’) cross dalla destra di Camoranesi, dalla parte opposta Ibrahimovic rimanda la palla al limite dell’area piccola, Adrian s’alza di testa e colpisce la traversa, il pallone gli rimbalza vicino, Mutu se ne appropria, dribbla nello stretto due avversari e fulmina in rete) e dello stesso Mutu al 33’ (da destra Ibrahimovic al centro, dal centro Vieira a destra, sulla destra Mutu si inserisce e segna.
Del Pieroooooooooo….: MUTU!!!!
Ma è stata tutt’altro che una passeggiata, i rosanero sono formazione davvero rognosa, forse meno concreta ed efficace rispetto a quella della scorsa stagione ma con maggiore qualità di gioco a centrocampo, per cui i nostri hanno dovuto mostrare tutte le loro grandi doti di questa stagione, concretezza, cinismo e padronanza del campo, in specie nella ripresa. Capello ha mandato in campo Abbiati, Pessotto (29’ st Blasi), Thuram, Cannavaro, Chiellini, Camoranesi, Vieira, Emerson, Mutu, Trezeguet, Ibrahimovic (dall’87’ Del Piero). A disposizione Buffon, Balzaretti, Criscito, Olivera e Zalayeta. I migliori Cannavaro, Camoranesi e Emerson. Lo si deve a DP se Trezeguet non ha potuto segnare per la decima volta di seguito, non lo sto dicendo io, lo ha detto Capello.
 
Le altre partite:
Cagliari Udinese 2 a 1 (Sensini autor., Sensini, Langella);
Chievo Lecce 3 a 1 (Pellissier, Del Vecchio, Pellissier, Zanchetta);
Empoli Messina 1 a 3 (Muslimovic, Almiron, Muslimovic, Di Napoli);
Lazio Ascoli 4 a 1 (Guana, Di Canio, Mudingayi, Pandev, Tare);
Milan Parma 4 a 3 (Cannavaro, Cardone autor., Gilardino, Kakà, Marchionni, Shevchenko, Marchionni);
Reggina Fiorentina 1 a 1 (Lucarelli, Jorgensen);
Sampdoria Livorno 0 a 2 (Lucarelli, Lucarelli);
Siena Inter 0 a 0;
Treviso Roma 0 a 1 (Aquilani).
 
In classifica la Juventus ha 49 punti, 40 il Milan, 39 l’Inter…
 
 
 
10/1/2006, ottavi di coppa Italia: Juventus Fiorentina 4 a 1 per i gol di Del Piero al 9’ e al 17’, di Mutu al 21’, di Del Piero su rigore al 64’, di Bojinov.
Juventus (4-4-2): Buffon, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Balzaretti (46’ st. Gladstone), Mutu, Vieira, Blasi, Nedved, Zalayeta, Del Piero. A disp.: Abbiati, Emerson, Camoranesi, Ibrahimovic, Trezeguet.
La partita giusta per Del Piero: quasi un’amichevole. Difatti ha raggiunto e sorpassato Boniperti. 
Nei quarti incontreremo la Roma.
 
 
 
15/1 – 19^ di andata: Juventus Reggina 1 a 0 per il gol di Del Piero al 45’ (da Nedved fuori dall’area a Trezeguet al limite dell’area, al volo Trezeguet smarca dentro l’area DP che al volo batte e segna). E’ necessario insistere, i tifosi purtroppo non lo capiscono il calcio e per loro i tre gol del loro pupillo alla Fiorentina nell’amichevole di mercoledì scorso, il gol di oggi contro i pescatori reggini e che abbia ormai superato il record di  Boniperti (che, però  ricordiamocelo, gli ultimi anni della sua carriera li giocò da centrocampista) sono la prova della esistenza di Dio, anzi che Dio è sceso sulla terra, si è fatto calciatore e abita a Torino.  E meno di loro ne capiscono i giornalisti che ogni giorno gli dedicano titoli a caratteri cubitali, salvo poi a sparare sulla Juve a palle incatenate. No, non è affatto così: loro o sono incompetenti o sono in malafede o, com’è più facile, sono tutte e due le cose. La Juve contro la Reggina ha giocato male e le manovre di costruzione del gioco non trovavano sbocchi proprio per il fatto Capello non ha fatto giocare lo scalpitante Mutu ma un Nedved ormai alla frutta (direi, ha quasi 34 anni!), e un Del Piero, anziché Ibrahimovic, che andava al solito suo a pestare continuamente i calli a Trezeguet (e la gente continua a non capire perché quando gioca DP il francese non segna mai!). Capello avrà pensato che, in casa, con la Reggina, in un modo o nell’altro alla fine si sarebbe vinto, per cui che giocasse pure DP al cui mito (anche per colpa dei dirigenti; mi sono vergognato ieri pomeriggio di Grande Franzo Stevens che napoletanamente lo baciava nelle guance!) purtroppo si dovrà sempre sacrificare qualcosa. Avrei voluto però vedere (come ieri sera alla taverna del Biscardone ha acutamente sottolineato Fabio Santini di Libero) se Capello lo avrebbe fatto scendere in campo se la Juve anziché la derelitta Reggina avesse dovuto incontrare il Bayern o il Real Madrid, oppure un Milan a quattro punti di distanza! O contro il Chievo a Chievo, mercoledì sera, mi permetto di aggiungere…
Ma tant’è, ognuno ha le sue croci, io ho questa, e mi duole vedere questo osannatissimo mandarino preceduto o stoppato novantanove volte dal povero Franceschini e l’unica volte che quello non ce la fece (ma più per merito del destro passaggio di Trezeguet che suo) lui, ombra di dio sulla terra, lo buggerò.
Capello ha mandato in campo: Buffon; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Balzaretti; Camoranesi (82’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved; Del Piero, Trezeguet (88’ Ibrahimovic). A disposizione: Abbiati, Pessotto, Giannichedda, Blasi e Zalayeta. Ha arbitrato (bene) il signor Tombolini.
 
Le altre partite:
Ascoli Empoli 3 a 1 (Ferrante, Almiron. Bjelanovic, Domizzi);
Fiorentina Chievo 2 a 1 (Toni, Zanchetta, Toni);
Inter Cagliari 3 a 2 (Martins, Adriano, Esposito, Adriano ®, Suazo);
Lecce Sampdoria 0 a 3 (Diana, Diana, Bazzani);
Livorno Siena 2 a 2 (Locatelli, Morrone, Lucarelli, Chiesa ®);
Messina Palermo 0 a 0;
Parma Lazio 1 a 1 (Rocchi, Corradi);
Roma Milan 1 a 0 (Mancini);
Udinese Treviso 2 a 2 (Motta, Pinga, Dellafiore, Di Natale ®);
 
In classifica, alla fine del girone di andata, la situazione è la seguente:  Juventus 52, Inter 42, Milan 40, Fiorentina 40, Livorno 35, Roma 30, Chievo 30, Sampdoria 28, Lazio 28, Udinese 24, Palermo 23, Siena 21, Ascoli 20, Reggina 19, Empoli 18, Messina 17, Parma 15, Cagliari 15, Treviso 12, Lecce 12.
 
Classifica cannonieri:
18 gol Luca Toni (2 su rigore); 15 David Trezeguet (0 su rig.), 12 Adriano (2 su rig.), 12 gol Gilardino (0 su rig.); 10 Chiesa (3 su rig.), Lucarelli (1 su rig.) e Shevchenko (3 su rig.).
 
 
 
18/1: 1^ di ritorno – Chievo Juventus 1 a 1 per i gol di Franceschini al 21’ e di Vieira al 32’ (di testa, su cross dalla destra di Camoranesi). La Juve ce l’ha messa tutta per vincere, la questione è abbastanza noiosa ma in vero non se ne può più del fatto che con noi tutti giocano alla morte, come se per loro fosse una finale di Champions League o lo spareggio per non retrocedere.. Eppure avremmo potuto farcela ugualmente se solo l’arbitro Palanca (quello che scommetteva sulle partite che lui stesso dirigeva…) non ci avesse negato, per tacere del resto, due rigori grandi quanto l’intera Arena per due evidentissimi falli commessi su Ibrahimovic (il primo sullo zero a zero e il secondo sull’uno a uno). Ha sbagliato anche Capello che al 10’ della ripresa ha fatto fare entrare l’egoista superpompatissimo Del Piero al posto di Camoranesi col solito risultato di intasare l’area di rigore. Non c’è una sola ragione per cui oggi l’allenatore della Juventus o della Nazionale debba far giocare Del Piero, per cui mi viene di pensare che Capello forse, per una sorta di estrema ratio (se nel caso specifico di ratio può parlarsi) confidava nel suo stellone. Speranze vane, ha soffocato le azioni, ha creato confusione e non si è visto un suo tiro in porta. Nonostante non abbia vinto la Juve ha giocato una ottima partita, specie nel primo tempo. In evidenza Thuram, Cannavaro, Vieira, Balzaretti, Zambrotta, Mutu e Ibrahimovic. Capello ha schierato Buffon; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Balzaretti; Camoranesi (dal 55’ .Del Piero), Emerson, Vieira, Mutu; Ibrahimovic, Trezeguet. A disposizione: Abbiati, Pessotto, Blasi, Giannichedda, Olivera, Zalayeta.

Le altre partite:
Cagliari Siena 1 a 0 (Suazo);
Empoli Udinese 1 a 1 (Tavano ®, Felipe);
Lecce Livorno 0 a 0;
Messina Lazio 1 a 1 (Rafael, Manfredini);
Milan Ascoli 1 a 0 (Inzaghi);
Palermo Parma 4 a 2 (Simplicio, Corini, Cannavaro, Barzagli, Di Michele, Di Michele);
Roma Reggina 3 a 1 (Totti, Totti, Franceschini, Mancini);
Sampdoria Fiorentina 3 a 1 (Palombo, Toni, Sonetto, Flachi);
Treviso Inter 0 a 1 (Cruz).
 
In classifica Juventus 53, Inter 45, Milan 43. 
 
 
 
22/1: 2^ di ritorno – Juventus Empoli 2 a 1 per i gol di Almiron su punizione dal limite al 3’, di Cannavaro al 17’ e al 77’ (entrambi di testa su calcio d’angolo). Ah, questi allenatori coi baffi! Da ora in avanti li vogliamo glabri gli allenatori che ci incontrano. La settimana scorsa Bepi Pillon aveva giurato che se il suo Chievo avesse battuto la Juve lui se li sarebbe tagliati, e per poco non ci riusciva. Quand’ecco che questo di oggi, il riesumato Cagni che si mette a strombazzare che lui se li taglierebbe anche per un pareggio. E così per poco non è stato.
E’ stata davvero dura batterli disposti come si sono, tutti e dieci dinanzi al loro portiere, all’esclusivo scopo di resisterci! (10 tiri della Juve contro uno solo, su calcio fermo da parte di loro, 14 calci d’angolo a zero, 24 falli contro 14, 41 minuti abbondanti di possesso palla contro i 21 loro), ma alla fine la forte volontà della squadra è stata premiata nonostante una certa crisi di idee in gran parte dovuta alla forzata assenza di Ibrahimovic (e alla presenza di Del Piero che solo nel finale, dopo che gli empolesi, subito il secondo, hanno allargato un po’ le maglie, si è reso protagonista di un paio giocate che gli hanno fruttato due traverse e altre insopportabili quintali di incenso mediatico da parte dei soliti turibolanti). E’ importante che si sia vinto ed è bello che la partita l’abbia risolto, rintuzzando sul nascere le puntute e velenose velleità dell’Inter, l’ex interista Cannavaro vendutoci da Moratti per un piatto di lenticchie. Capello ha schierato Buffon; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Balzaretti (dal 61’ Zebina); Camoranesi, Emerson, Vieira, Mutu (dal 61’ Zalayeta); Del Piero (dal 92’ Giannichedda), Trezeguet.  A disposizione Abbiati, Kovac, Blasi, Olivera. I migliori il Canna che ci ha regalato i tre punti, l’instancabile Camoranesi, vero regista della squadra, Mutu, Vieira e Balzaretti.
Ha arbitrato il signor De marco il quale fischiava anche gli spostamenti d’aria. E’ insopportabile questo sistema d’arbitrare (detto all’italiana); spezzetta continuamente il gioco, penalizza gli attaccanti, rende la vita impossibile al nostro Ibra. Lo vogliono capire che il calcio non è gioco di signorine?!
 
Le altre partite:
Ascoli Lecce 2 a 0 (Ferrante, Bjelanovic);
Fiorentina Messina 2 a 0 (Toni, Toni);
Inter Palermo 3 a 0 (Cambiasso, Cordoba, Figo);
Lazio Cagliari 1 a 1 (De Canio, Gobbi);
Livorno Treviso 1 a 1 (Reginaldo, Galante);
Parma Chievo 2 a 1 (Amauri, Rossi, Simplicio ®);
Reggina Sampdoria 2 a 1 (Paredes, Kutuzof, Amoruso);
Siena Milan 0 a 3 (Kakà, Shevchenko, Kakà);
Udinese Roma 1 a 4 (Mancini ®, De Rossi, Di Natale, Mancini, Chivu ®).
 
In classifica Juve 56 p., Inter 48, Milan 46.
 
 
 
26/1 – Quarti di Coppa Italia: Juventus Roma 2 a 3 per i gol di Mancini al 38’, Tommasi al 61’, Perrotta al 67’, Del Piero al 72’ e Del Piero al 94’.
Sono scesi in campo: Abbiati, Pessotto (dal 53’ Emerson), Thuram, Zebina, Balzaretti, Olivera (dal 53’ Del Piero), Giannichedda, Blasi, Nedved, Zalayeta, Mutu.
Mi fa piacere per miss Rossella Sensi.   
 
P.s.:  Non volevo ritornare sulla partita e meno ancora sull’argomento Del Piero, ma oggi (il giorno dopo, n.d.r.) i telegiornalisti non fanno che strombazzare che “Del Piero con due magie delle sue risuscita la Juve…”, “Alex con due prodezze salva l’onore della Juve”, “Alex salva la Juve e chiama Moggi al rinnovo. Si legherà alla Juve a vita”. No, basta! “Amicus Plato sed magis amica Veritas!”, o, se volete, la mia fissazione sta sconfinando nella paranoia. Ma quali magie! Ma quali prodezze! Sono stati due gol di (emerito) culo, che Kulovic lo devono dire a lui non ad Abbiati…). Il primo gol l’ha trovato sul traversone basso che Nedved dalla destra indirizzava a Mutu, per il fatto che Mexes avventandosi scoordinatamente sul pallone portava il pallone a fermarsi a due centimetri dalla linea della porta, lì il giovin signore è maestosamente intervenuto spingendolo elegantemente in fondo al sacco. Il secondo è scaturito da un calcio di punizione dal limite vistosamente deviato da uno degli uomini in barriera. I telegiornalisti dovrebbero mettersi a fare del giornalismo vero, se ne fossero capaci, e smetterla di dare a quelle bestie dei tifosi l’avvelenata biada che essi vogliono.  
 
 
 
29/1 – 3^ di ritorno: Ascoli Juventus 1 a 3 per i gol di Trezeguet al 7’ (Percussione di Emerson sulla sinistra, Camoranesi ne approfitta e istintivamente, al volo, invia la sfera dall’altra parte dell’area dove Trezeguet stoppa col petto e calciando in bello stile segna con un diagonale destra-sinistra), di Trezeguet al 12’ (dalle retrovie alto e lungo spiove in area un pallone che dentro l’area Trezeguet smorza di testa e appoggia a Del Piero appostato sulla lunetta; ripetuto palleggio da foca sapiente di Del Piero e bellissima apertura sulla destra a Camoranesi che molto intelligentemente rinvia al volo al centro dove di nuovo Trezeguet anticipa i difensori e segna facile) e di Trezeguet al 17’ (bella e insistita azione sulla sinistra di Del Piero, cross basso al centro sui piedi di Trezeguet che segna per la terza volta). 
Una Juventus letteralmente devastante chiude la pratica Ascoli nel giro di venti minuti circa, tre reti e qualche altra addirittura fallita; poi un po’ di rifiatamento, che consente il gol della bandiera ascolana, e quindi una ripresa sonnacchiosa con qualche nervosismo di troppo e rudezza evitabile. Così si può riassumere la gara odierna, che come intensità ritengo sia stata molto simile alle trasferte di Empoli e Roma: quando la squadra riesce a far
funzionare al meglio le corsie esterne, a giocare sempre di prima la palla, e soprattutto quando le punte si muovono e molto, non ce n’è per nessuno, tanto che quell’Ascoli che molto ci fece penare all’andata, non ha avuto neppure il tempo di riordinare le idee trovandosi già sotto di tre reti e a dover pensare più a limitare i danni che a giocarsi la partita per tentare il recupero.
Una notazione: anche oggi si sono viste scene isteriche e lamentele davvero fuori luogo, che avevano come unico effetto quello di caricare il pubblico contro l’arbitraggio, ma non certo di intimorire la Juve.
Ciò nondimeno tanto di cappello all’Ascoli che mister Giampaolo fa giocare come gli olandesi di Rinus Michels.
Importante il ritorno al gol di Trezeguet. Mr. Chapeau ha schierato Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi (dal 78’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved, Del Piero (dal 83’ Zalayeta), Trezeguet (dal 69’ Ibrahimovic). A disposizione: Abbiati, Balzaretti, Blasi, Giannichedda.
I migliori: Camoranesi, Del Piero (sissignori! si dia a Cesare quel che è di Cesare: ha giocato bene e non per se stesso), Emerson, Nedved, Trezeguet e Zambrotta impegnato allo spasimo da tale Foggia, il migliore degli ascolani. Ha arbitrato (bene) il signor Racalbuto.
 
Le altre partite:
Chievo Reggina 4 a 0 (Amauri, Pellissier, Amauri ®, Pellissier);
Empoli Parma 1 a 2 (Marchionni, Tavano ®, Bresciano);
Lecce Inter  0 a 2 (Figo, Stankovic);
Messina Cagliari 1 a 0 (Di Napoli);
Milan Sampdoria 1 a 1 (Shevchenko ®, Gasbarroni);
Palermo Siena 1 a 3 (Bogdani, Bogdani, Bogdani, Godeas);
Roma Livorno 3 a 0 (Totti, Totti ®, Taddei);
Treviso Lazio 0 a 1 (Rocchi);
Udinese Fiorentina 0 a 0.  
 
In classifica: Juventus 59, Inter 51. Il Milan con 47 punti ormai è fuori.
 
 
 
Calciomercato di gennaio, principali movimenti:
Antonio Cassano (Roma) al Real Madrid; Alessandro Birindelli (Juve) al Messina (ma ha rifiutato); Christian Vieri (Milan) al Monaco; Marcio Amoroso (ex San Paolo, libero) al Milan; David Di Michele (Udinese) al Palermo; Koke dal Marsiglia al Siena, in comproprietà con la Juventus (ma ha rifiutato la destinazione Siena: o Juventus o niente!); Gladstone dalla Juventus al Verona, in prestito; Grafite (San Paolo) alla Juventus e da questa girato in prestito al Lens; Mark Iuliano (ex Juventus) dal Maiorca alla Sampdoria; Maxwell dall’Aiax all’Inter e da questa girato in prestito all’Empoli; Cesar dalla Lazio all’Inter; Coda dall’Empoli all’Udinese (dal 1/7/06); Stam dal Milan all’Aiax (dal 1/7/06); Bonanni dal Palermo in prestito alla Lazio; Giovanni Tedesco dal Genoa a Palermo; Antonio Chimenti dalla Juventus al Cagliari.


1/2/06 - Quarti di Coppa Italia: Roma Juventus 0 a 1 per il gol di Mutu ® al 48’.
Partita bruttissima che per un pelo (un palo) non facevamo nostra. Pessimo l’arbitraggio del signor Dondarini che ha fatto di tutto durante tutta la partita per crearci problemi. Capello ha mandato in campo Abbiati, Zebina (dal 44’ Zambrotta), Thuram, Cannavaro, Balzaretti, Nedved, Giannichedda (dal 60’ Emerson), Vieira, Mutu, Ibrahimovic (espulso al 18’) e Zalayeta (dal 54’ Del Piero). In panchina Buffon, Pessotto, Blasi e Olivera. 

 
 
5/2/06 – 4^ di ritorno: Juventus Udinese 1 a 0 per il gol di Del Piero al 70’ (caparbia azione di Zambrotta sulla sinistra, cross basso al centro dove Del Piero calciando al volo mette il pallone dove neanche De Sanctis poteva arrivare). 
La situazione è critica; siamo attaccati da tutte le parti. Anche i pozzi ci hanno avvelenato. Per cui questa volta voglio lasciare la parola all’Esimio Avvocato Nostro avv. Antonio La Rosa da Catania, irraggiungibile juventino, giurista insigne, principe del Foro.
“Stavolta debbo iniziare dalla fine, o meglio dalle polemiche del dopopartita, dato che ho avuto modo di sentire prima le dichiarazioni varie rilasciate in giro per l’etere e poi di vedere in differita la gara. E debbo iniziare non potendo non sottolineare le sconcertanti facce di bronzo che ho avuto modo di vedere al TG1 serale, dico di Mancini e di Facchetti sempre pronti a gettare fango contro la Juventus, ma non memori del fatto che se sono a soli otto punti di distacco, lo debbono soprattutto a dei marchiani errori commessi a loro favore dagli arbitri a Siena e Treviso o con il Cagliari (cito soli gli ultimi, per  esemplificare), mentre se la Juve ha solo 8 punti di vantaggio lo deve pure al clamoroso rigore negatole a Verona.
Ma andiamo agli episodi contestati:
1- espulsione di Muntari.
Alzi la mano se c’è qualcuno in giro che a velocità normale non avrebbe battezzato da rosso diretto (altro che giallo) l’entrata da dietro del giocatore! E’ vero che guardando e riguardando l’azione a velocità ridotta si vede che tocca la palla ben prima di colpire
Nedved ma mi pare di ricordare che poco tempo addietro qualche Solone interista ci ha spiegato che va punito non il fallo bensì il tentativo di colpire l’avversario da dietro in gioco duro.
E poi sarei curioso di sapere cosa avrà detto l’abbronzato Cesari Graziano, quello che in un Roma - Juve importante per lo scudetto, trovò modo di ammonire in meno di 5 minuti Iuliano, prima per proteste e poi per un fallo che al cospetto dell’entrata di Muntari sembra una semplice carezza, lasciando la Juve in 10 per oltre un’ora.
2 - presunto rigore su Vidigal.
Appena pochi giorni addietro si è esaltata la “furbata” di Cassano abile a spostare di poco il portiere e poi riprendere la palla e segnare, anzi si è detto che non era fallo e dunque gol regolare. Naturalmente io dimentico che in area juventina ogni contatto è rigore e dunque debbo prendere atto che quello per l’Udinese era rigore. Però: si dà il caso che proprio per questa gara io abbia avuto modo di inaugurare il nuovo decoder di “My Sky” (quello reclamizzato da Vialli), così che si dà il caso che al fermo immagine del minuto 35’ e 24” si vede Vidigal in chiara posizione di fuorigioco, che nel fermo immagine successivo si vede che prende palla con il braccio e che, nel replay, al fermo immagine del minuto 35’38”, il fuorigioco appare ancora più evidente, e successivamente il mani ancora più plateale. Fatemi sapere se qualche moviolista televisivo ha notato questi particolari.
3 - il gol di Del Piero.
Era fuorigioco, vero, da annullare e dunque decisivo per le sorti della gara. Mi sovviene però una vicenda, e spero che non sia immaginazione la mia, ma il lucido ricordo di un episodio realmente accaduto. Diciamo campionato di inizio di questo secolo, stadio importante di una squadra importante, un talento nostrano segna un bel gol ma partendo da chiara posizione di fuorigioco, e quel gol fu decisivo per la partita. Ricordo che appena si fece notare che con quell’errore quella squadra importante vinse la gara, ci fu una mezza insurrezione della stampa vicina a quella squadra, ed anzi un noto giornalista ebbe a dichiarare in una nota
trasmissione che va in onda di lunedì più o meno quanto segue: “Un gol come quello segnato da XXX è il bello del calcio, non si potevano penalizzare i tifosi della squadra YYY di quel gesto tecnico straordinario, e bene quindi ha fatto l’arbitro a convalidarlo, altrimenti ci sarebbe stato il rischio che lo stadio ZZZ sarebbe venuto giù per la protesta del pubblico”. Vediamo chi indovina di quale squadra sto parlando, di quale campione sto parlando e di quale giornalista sto parlando.
 
Andando alla gara, certamente il gol irregolare nell’economia della gara ha avuto il suo peso, ma che De Sanctis sia stato il migliore in campo credo che un suo significato lo abbia pur in una gara che ha visto la Juve in difficoltà, a conferma che le squadre di Cosmi sono quanto di più rognoso si possa affrontare.”.

Qui riprendo io. Circa l’indovinello di Antonio le risposte sono Totti, Cucci e lo stadio Olimpico.
 
Capello ha mandato in campo Buffon, Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Balzaretti; Mutu (dal 75’ Giannichedda), Camoranesi (dal 67’ Del Piero), Emerson, Nedved; Ibrahimovic, Trezeguet. A disposizione Abbiati, Chiellini, Pessotto, Blasi, Zalayeta. I migliori Zambrotta, Cannavaro, Mutu e Del Piero (sissignori, quel che è giusto è giusto) e Balzaretti. Ibra ha mostrato evidenti segni di ripresa e per tre volte è andato assai vicino al gol. 
Ha arbitrato (bene) il signor Dattilo.
 
Le altre partite:
Cagliari Empoli 4 a 1 (Abeijon, Esposito, Suazo, Tavano, Esposito);
Fiorentina Lecce 1 a 0 (Toni);
Inter Lecce 1 a 0 (Cruz);
Lazio Milan 0 a 0;
Livorno Messina 2 a 2 (Lucarelli, Lucarelli, Di Napoli ®, Di Napoli ®);
Parma Roma 0 a 3 (Mancini, Mancini, Perrotta);
Reggina Palermo 2 a 2 (De Rosa, Barone, Caracciolo, Paredes);
Sampdoria Treviso 1 a 1 (Kutuzov, Gustavo);
Siena Ascoli 1 a 1 (Comotto, Bogdani).
 
In classifica Juventus 62, Inter 54.
 
 
 
8/2 – 5^ di ritorno: Juventus Parma 1 a 1 per i gol di Dessena al 39’ e di Ibrahimovic al 45’ (su fulminea apertura al volo di Mutu, Ibra scatta tra due difensori, difende il pallone e batte irresistibilmente Guardalben).
Le squadre che contro le altre fanno da materasso (senza dover andare lontano, domenica scorsa il Parma a casa sua si è fatto battere per 4 a 0 dalla Roma) contro di noi diventano qualcosa di simile a quello che nel ’40 era la Wermacht, mentre di converso le squadre che contro di noi hanno dato l’anima, il culo e gli intestini quando ritornano a giocare contro le loro consimili subito riassumono la loro normale modesta dimensione come appunto gli udinesi che domenica scorsa facemmo una fatica boia a domare e che ieri sera, appena tre giorni dopo, si son fatti battere in casa dalla derelitta Reggina. I Dellavallisti, i Zamparinisti e i Garronisti strillano come aquile spennacchiate che c’è “un divario incolmabile” tra quelle che sarebbero le “tre grandi” (loro le chiamano “le squadre ricche”) e le altre, che sarebbero, compresa la Fiorentina del calzolaio d’oro Della Valle, “squadre povere”. Mentono sapendo di mentire perché sono dei pitocchi. In realtà  ogni squadra che incontri il Milan, l’Inter  e sopra tutto la Juventus regolarmente si trasforma, lotta col coltello tra i denti e pur di non farsi battere sputa sangue.  Se avessero una chiara coscienza imprenditoriale e facessero meglio il loro mestiere non sarebbero pieni di debiti come sono. In realtà si tratta di gente che ha sempre voluto fare il passo più lungo della gamba confidando nella benevolenza delle istituzioni e nell’interesse dei politici a non scontentare mai nessuno. E il campionato italiano, checché ne dicano, è il più duro e difficile del mondo. Vogliono solo più protezione e sopra tutto più sussidi, vogliono farsi grandi a spese delle tre grandi per combattere meglio le tre grandi o, in qualche caso, per mettersi i soldi in tasca.
Vedasi la partita di ieri sera: giocando alla morte i derelitti parmigiani non solo ci hanno costretto al pareggio privandoci di una vittoria che ci avrebbe permesso di recarci domenica sera a Milano senza preoccupazioni di sorta, ma addirittura per poco non vincevano. Protagonista della partita è stato ancora un’altra volta l’arbitro e il designatore Mattei poteva ben farne a meno di inviarci di nuovo il provocatore Palanca (quello che solo l’assurdo garantismo che vige in Italia fa sì che possa continuare ad arbitrare come se fosse un ufficiale effettivamente al di sopra di ogni sospetto!). Costui che contro il Chievo non ci aveva concesso un rigore grande quanto una casa; ieri, dopo avercene negato un altro solo di pochissimo meno grande (di nuovo per abbattimento in area di Ibrahimovic) e averci annullato un gol regolare (ancora di Ibrahimovic), va a regalarci (ripeto: a regalarci), al 90° minuto, un rigore che non c’era (quello che Del Pierino ha sparato sulla traversa) e, come se tutto questo non bastasse, al fine di fare andare fuori dai gangheri le nutritissime schiere dei nostri eversori, due minuti dopo, al 92°, ha negato ai nostri rivali un rigore (per fallo di Cannavaro su Corradi) che presumibilmente avrebbe segnato la nostra sconfitta.
Quindi furibonda canea oggi (e menomale che oggi, giovedì il Cesso-Pro di Biscardi non va in onda!) e i vari Mancini, Facchetti, Moratti, quell’altro minchione di Ssànetti, l’interista direttore della Gazzetta dello sport Verdelli, faccia di culo Corno, il velenosissimo Cucci Italo e persino il mio fruttivendola a far la bocca a cul di gallina e a percuotersi il petto ululando “Non se ne può più!”.
Ma contrariamente a quel che pensa e ha scritto sul Forum dei tifosi juventini il mio amico Antonio La Rosa, io, pro bono pacis, non dico “meglio che non abbiamo vinto”; non lo dico e non lo scrivo perché non è con questo che la veemente, accanita, furibonda e cieca persecuzione nei nostri riguardi minimamente diminuirebbe. 
Non si è vinto, pazienza. Ma solo il diavolo sa quanto più contento sarei stato se avessimo vinto e se domenica sera la partita contro gli interisti avessimo potuto cominciarla con 11 punti di vantaggio anziché con 9! La squadra è stanca, è vero; e fa fatica. Ma Capello non è Ancelotti che nel corso del campionato 1999/2000 a 8 giornate dal termine si fece rimontare un vantaggio di 9 punti.
Basta così per ora. Tornando alla partita dirò che a un primo tempo modesto ha fatto seguito una ripresa veemente ma poco lucida, e che secondo me Capello ha sbagliato nell’insistere su un Del Piero abulico e sfasato (nel primo tempo gli ha fatto spazio Trezeguet e nella ripresa Ibrahimovic), così come ha sbagliato a tener fuori Camoranesi che con i suoi spunti sulla fascia e la sua fantasia poteva aggirare la munitissima difesa dei gialloblu.
Tutto questo mentre l’Inter cadeva a Firenze sprecando l’occasione per diminuire anziché far aumentare ancora lo svantaggio. L’arbitro di questa partita, il signor Trefoloni, “ubbidientemente” non ha ammonito nessuno dei cinque diffidati interisti, ha negato un rigore alla squadra viola e ha finto di non
vedere la sberla violenta di Adriano a Brocchi, da rosso diretto (vi immaginate se l’autore fosse stato, che so, Zlatan Ibrahimovic?!).
Capello ha fatto scendere in campo Buffon, Zambrotta (dal 50’ Blasi), Thuram, Cannavaro, Balzaretti; Mutu (dal 81’ Camoranesi), Emerson, Vieira, Nedved; Del Piero, Ibrahimovic (dal 46’ Trezeguet). A disposizione: Abbiati, Chiellini, Kovac, Zalayeta.  Migliore in campo Mutu. Bene come sempre Emerson (anche se non segna mai, il suo contributo alla manovra è lungo ogni partita fondamentale, spero che sia suo il gol che ci varrà lo scudetto o la gran Coppa), buoni anche Vieira e Nedved. Molto buona tra i parmigiani la partita di Marchionni che dal prossimo 1° luglio sarà nostro.
Ha arbitrato (male, come ho spiegato) il signor Palanca, quello che il sabato scommetteva sulle partite che la domenica andava a dirigere.  
 
Le altre partite:
Ascoli Livorno 0 a 0;
Chievo Sampdoria 1 a 1 (Kutuzov e Scurto);
Fiorentina Inter 2 a 1 (Brocchi, Jimenez, Recoba);
Lecce Empoli 1 a 2 (Almiron, Tavano ®, Ledesma ®);
Messina Siena 0 a 0;
Milan Treviso 5 a 0 (Kakà, Shevchenko, Gilardino, Shevchenko, Inzaghi);
Palermo Lazio 3 a 1 (Gonzxalez, Tedesco, Caracciolo, Belleri);
Roma Cagliari 4 a 3 (Suazo, Langella, Perrotta, De Rossi, Conti, Totti ®, Totti ®);
Udinese Reggina 1 a 2 (Iacquista, Amoruso, Amoruso).
 
In classifica Juventus 63, Inter 54. Domenica sera scontro diretto.
 
 
 
12/2 – 6^ di ritorno: Inter Juventus 1 a 2 per i gol di Ibrahimovic al 63’ (lancio lungo di Chiellini sulla destra; Camoranesi brucia in velocità Burdisso e rincorre velocissimamente il pallone raggiungendolo appena prima che finisca oltre la linea di fondo, in corsa, al volo, lo calcia forte e rasoterra indirizzandolo verso il centro dell’area dove il sopravveniente Ibra fa largo tra due difensori e da due passi trafigge Julio Cesar), di Samuel al 74’, di testa, su calcio d’angolo. Gol della vittoria di Del Piero al 85’ su punizione dal limite (calciata magistralmente) concessa per fallo su Nedved.
Si è ripetuto quel che accadde su questo stesso campo l’8 maggio dello scorso anno, avversario e rivale quella volta il Milan cui battendolo in casa spegnemmo ogni ambizione di scudetto (gol di Trezeguet su passaggio in rovesciata di Del Piero, se vi ricordate). E come allora anche ieri sera prestazione impeccabile e vittoria indiscutibile. I nostri centrocampisti hanno surclassato i loro, la nostra inedita coppia di laterali di difesa (Balzaretti a destra e il rientrante Chiellini a sinistra; lo Zambro azzoppato domenica scorsa da un Udinese dovrà star fermo per un mese) han messo la mordacchia al lungiloquente Figo e a Dejan Stankovic. Mauro German Camoranesi che quando giocava nel Verona nessuno lo conosceva è da quattro anni il nostro miglior giocatore li faceva ammattire sulla destra mentre Nedved li prendeva a speronate dall’altro lato del campo, e Ibra in ogni dove. Anche se i bianconeri gli hanno subito spenti gli ardori, la presunzione e la chiacchiera non si deve pensare che la partita sia stata una passeggiata, si tratta sempre di uno squadrone che magari non vincerà mai il campionato ma che la singola partita può sempre vincerla. Veron, Cambiasso, Adriano, Martins, Stankovic, Cruz, Figo, Samuel, Cordoba, lo Zanetti Xavier sono calciatori che giocano titolari nelle nazionali dei loro paesi, la questione è casomai un’altra e cioè che sono guidati sul campo da un allenatore inadeguato e nevrotico e, dietro le quinte, da un presidente che non sarebbe buono neanche a gestire una rivendita di tabacchi. Per cui tanto rumore, per tutta la settimana, per nulla! Buffon parate serie non ha dovuto farne dato che quasi sempre i difensori (e una volta il palo, su punizione dal limite di Recoba) si sono sostituiti a lui. Mister Capello ha schierato Buffon, Balzaretti, Thuram, Cannavaro, Chiellini (dal 89’ Blasi); Camoranesi (dal 76’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved; Ibrahimovic (dal 70’ Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Abbiati, Pessotto, Kovac, Zalayeta. Hanno giocato tutti benissimo, ma mi va di sottolineare le prestazioni di Camoranesi, di Emerson, di Thuram, di Balzaretti, di Chiellini, di Ibrahimovic, di Vieira, di Cannavaro e di Nedved.
Ha arbitrato bene (non me lo aspettavo) il signor Paparesta, dimostrando che quando vuole il marrano sa farlo.
 
Il risultato della partita di oggi ha scavato una voragine di punti tra noi e le due seconde. Le quali dovranno piuttosto preoccuparsi di non farsi raggiungere dalla Fiorentina e sopra tutto dalla inarrestabile Roma di quell’antipatico di Spalletti e della mia adorata miss Rossella. Facchetti Mancini e chi li paga farebbero bene a fare un po’ di autocritica invece di dare sempre la colpa all’universo mondo dei loro fallimenti. Anche perché sono sedici o diciassette anni che non vincono un tubo.
 
Le altre partite:
Cagliari Lecce 0 a 0;
Empoli Palermo 0 a 1 (Barzagli);
Lazio Udinese 1 a 1 (Rocchi, Iaquinta ®;
Livorno Fiorentina 2 a 0 (Lucarelli ®, Lucarelli);
Parma Ascoli 0 a 0;
Reggina Milan 1 a 4 (Paredes, Inzaghi, Gilardino, Inzaghi, Inzaghi);
Sampdoria Messina 4 a 2 (Muslimovic, Castellini, Volpi ®, Tonetto, Di Napoli, Foti);
Siena Roma 0 a 2 (De Rossi, Mancini);
Treviso Chievo 1 a 2 (Tiribocchi, Tiribocchi, Borriello).
 
Classifica : Juventus 66, Milan e Inter 54, Fiorentina 50 e Roma 48.
 
 
 
Un articolo di Gian Carlo Padovan sul vittimismo degli interisti (Tuttosport del 16/2):
I FASTIDI DI MORATTI di Giancarlo Padovan.
Può darsi che Massimo Moratti abbia ragione a ritenere «inaccettabile, assolutamente inaccettabile» il comportamento della Juve e di chi la dirige. Sono in tanti a pensarla in questo modo che mostrarsene sorpresi sarebbe ipocrita. Anzi, almeno una volta nella vita lo hanno pensato tutti, juventini compresi. Tuttavia da un uomo che, come Moratti, fa dello stile una pratica quotidiana sarebbe opportuno ottenere un’articolazione più compiuta del ragionamento. Per esempio se sia invece accettabile – assolutamente accettabile – che un giocatore a nome Luis Figo, tesserato dell’Inter, dica di aver visto Moggi uscire dallo spogliatoio dell’arbitro senza che l’affermazione susciti turbamento. E’ normale? E se normale non è, risulta almeno plausibile che l’interessato chieda tutela agli organi competenti? A me, sinceramente, sembra che non occorra essere Moggi – tesserato al pari di Figo – o Bettega o Giraudo per esigere un intervento.
Moggi è stato greve nella replica al portoghese ricordandogli la facilità nel firmare contratti? (Primavera del ’94, doppio impegno sottoscritto con Juve e Parma). D’accordo, lo è stato. Ma quanto ha detto Mancini di Nedved – «lui si butta sempre e tutti gli arbitri ci cascano» – non rappresenta forse un’«ingiustificata illazione sulla professionalità del giocatore»? (Cito, tra virgolette, la stessa espressione del sito nerazzurro nel difendere Figo).
Parliamo di calcio e, se proprio si vuole, dell’arbitro Paparesta: qualcuno ritiene credibile eccepire sull’intervento di Cordoba ai danni di Nedved? Benissimo, purché lo stesso metro di valutazione, venga usato nella circostanza del fallo (inesistente) con ammonizione (ingiusta) di Chiellini su Stankovic (a proposito: consiglio a Mancini di rivedersi la scena in cui il serbo simula un contatto immaginario). Quell’occasione aveva generato il gol di Adriano, annullato per un nonnulla: sarebbe bastato un tocco, anche minimo, di Buffon. Questione di millimetri. E di cartellini. Perché, per esempio, trascurare – come hanno fatto in troppi e colpevolmente – che Samuel non avrebbe mai potuto segnare il gol del pareggio dell’Inter? La semplice applicazione del regolamento avrebbe infatti preteso, qualche minuto prima del colpo di testa vincente, la sua espulsione per il brutale intervento – da dietro, in ritardo, per ritorsione – su Ibrahimovic.
Moratti forse ha ragione. Quelli della Juve, a volte, suscitano «antipatia e fastidio». Sventuratamente non sono i soli. Capita sempre più spesso anche ad altri. Perfino a chi non t’aspetti, a chi non diresti mai.
 
 
 
18/2 – 7^ di ritorno: Messina Juventus 2 a 2 per i gol di Floccari al 4’, di Ibrahimovic al 18’ (da sinistra verso destra: Del Piero, Camoranesi, Nedved, Ibrahimovic e rasoiata bassa destra sinistra), di Mutu al 81’ su rigore per fallo su Ibrahimovic, di Floccari al 40’.
Tanto di cappello al Messina, un’altra squadretta che (contro di noi) muore ma non si arrende. Ma almeno loro han lottato a tutto campo. Capello ha schierato Buffon, Pessotto, Kovac, Cannavaro, Balzaretti; Camoranesi (dal 64’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved; Del Piero (dal 53’ Thuram), Ibrahimovic (dal 85’ Trezeguet). Cannavaro espulso al 50’ per somma di ammonizioni). A disposizione Abbiati, Blasi, Giannichedda, Olivera. I migliori Camoranesi, Ibrahimovic, Vieira, Balzaretti e Mutu.
 
Le altre partite:
Chievo Palermo 0 a 0;
Fiorentina Lazio 1 a 2 (Behrami, Ricchi, Bojinov);
Lecce Reggina 0 a 0;
Livorno Inter 0 a 0;
Milan Cagliari 1 a 0 (Giardino su rigore);
Roma Empoli 1 a 0 (Perrotta);
Sampdoria Ascoli 1 a 2 (Quagliarella, Volpi, Budan);
Treviso Parma 0 a 1 (Simplicio);
Udinese Siena 1 a 2 (Volpato, Iacquinta, Volpato).
 
In classifica: Juventus 67, Milan 57, Inter 55, Roma 51, Fiorentina 50.
 
 
 
22/2 – Ottavi di finale di Ch. L. : Werder Brema Juventus 3 a 2 per i gol di Schulz al 40’ (in mischia dinanzi il portiere), di Nedved al 74’ (da Del Piero a Vieira che lancia alla perfezione Nedved dietro i difensori, Pavel scatta con perfetto tempismo, si presenta solo dinanzi al portiere Weise e lo batte con relativa facilità), di Trezeguet al 82’ (Del Piero cerca di passare il pallone a Trezeguet, un difensore intercetta e alza il pallone, David ne intuisce la strana traiettoria e di testa lo mette dentro), di Borowski al 87’ e di Micaud al 92’ (anche questi su mischia).
Se consideriamo l’andamento della partita e la prestazione delle squadre in campo (23 tiri in porta contro 6; 10 a 4 i calci d’angolo e 66 contro il 33 la percentuale di dominio del pallone) possiamo solo dire che ci è andata di lusso. Ma se ragioniamo all’italiana e consideriamo che a 10 minuti dalla fine nonostante tutto eravamo in vantaggio e che in quei dieci minuti abbiamo subito due gol in mischia, allora viene effettivamente da recriminare considerando la capacità e l’esperienza che vari Thuram, Cannavaro, Vieira, Nedved e Emerson hanno nel difendersi e nel gestire il pallone. Comunque, per farla breve e continuando nel parlare all’italiana, due gol segnati in casa di questa squadra fortissima in attacco e debolissima in difesa (cui con un minimo di precisione avremmo potuto fargliene altri tre! In due occasioni Ibrahimovic e Vieira se ne sono divorati uno ciascuno soli dinanzi al portiere e in un’altra Camoranesi in genere precisissimo ha mal servito un Trezeguet bene appostato a due passi dalla porta) sono un viatico non disprezzabile per la partita di ritorno. Capello ha schierato Buffon; Blasi, Thuram, Cannavaro, Balzaretti; Camoranesi (dal 74’ Zalayeta), Emerson, Vieira, Nedved; Emerson, Vieira, Nedved; Ibrahimovic (dal 58’ Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Abbiati, Kovac, Pessotto, Giannichedda, Olivera. Per carità, stavolta non parliamo di migliori e di peggiori.
 
Le altre partite:
Ajax Inter 2 a 2 (Huntelaar, Rosales, Stankovic, Cruz);
Chelsea Barcellona 1 a 2 (Motta (a), Terry (a), Eto’o);
Rangers Glasgow Villareal 2 a 2 (Riquelme ®, Lowenkrands, Forlan, Pena);
Bayern di Monaco Milan 1 a 1 (Ballack, Shevchenko ®);
Benefica Liverpool 1 a 0 (Luisao);
PSV Eindhoven Lione 0 a 1 (Juninho P.);
Real Madrid Arsenal 0 a 1 (Henry).
 
 
 
26/2 – 8^ di ritorno: Juventus Lecce 3 a 1 per i gol di Del Vecchio al 10’, di Emerson al 17’ (di tacco, in mezzo all’area, a deviare un tiro a rete di Mutu), di Kovac al 43’ (punizione di Mutu e colpo di testa imparabile di Kovac) e di Del Piero (rigore per atterramento di Nedved) al 89’. 
Prendiamo questi tre punti, guardando poco al modo come sono venuti, servivano per mantenere intatto il vantaggio dalle inseguitrici, e magari guardando a quelle poche cose buone emerse dalla prestazione, ossia la ripresa di Nedved, la consueta autorevolezza di Emerson, la voglia della squadra di reagire allo svantaggio iniziale. Per il resto, diamo atto che i bianconeri non sono ancora al meglio, purtroppo in questo momento la squadra entra in campo deconcentrata e molle, deve trovarsi in svantaggio per cominciare a giocare, non mostra quella cattiveria necessaria per chiudere le gare, rimanendo sempre con il risultato in bilico.
Per carità, contro i salentini il risultato non è mai stato in discussione, specie con la superiorità numerica, ma francamente solo il generoso rigore nel finale di gara ha dato la proporzione giusta al divario espresso in
campo, altrimenti sarebbe stata l’ennesima vittoria di misura contro una piccola, praticamente retrocessa ormai.
Capello ha schierato Buffon; Blasi (dal 16’ Pessotto), Kovac, Thuram, Balzaretti; Mutu (dal 86’ Camoranesi), Emerson, Vieira (dal 67’ Giannichedda), Nedved; Del Piero, Ibrahimovic. A disposizione: Abbiati, Olivera, Trezeguet, Zalayeta. I migliori Nedved, Mutu ed Emerson. Nullo Del Piero.
Ha arbitrato il signor Rodomonti (troppo facile di fischietto e, sopra tutto, di cartellini gialli).
 
Le altre partite:
Ascoli Messina 1 a 0 (Cariello);
Cagliari Chievo 2 a 2 (Suazo, Tiribocchi, Pellissier, Gobbi);
Empoli Treviso (E. Filippini, Riganò);
Inter Udinese 3 a 1 (Cruz ®, Cruz, Martins, Iacquinta);
Lazio Roma* 2 a 0 (Taddei, Aquilani);
Palermo Milan 0 a 2 (Indaghi, Shevchenko ®);
Parma Fiorentina 2 a 4 (Simplicio ®, Bresciano, Bojinov, Bojinov, Jorgensen, Jimenez);
Reggina Livorno (Morrone, Cozza);
Siena Sampdoria 1 a 0 (Vergassola).
* undicesima vittoria consecutiva.
 
Classifica: Juventus 70, Milan 60, Inter 58.
 
 
 
4/3 – 9^ di ritorno: Sampdoria Juventus 0 a 1 per il gol di Nedved al 69’ (di testa, perentoriamente sotto la traversa, a incrociare un perfetto cross proveniente dalla destra di Mutu).
Buonissima Juve, ottima prestazione. I bianconeri prendono le misure agli ambiziosi avversari, contenendone nel primo tempo gli ardori (gli lasciano solo una traversa su calcio franco e due o tre traversoni sempre agevolmente controllati da Buffon e dai difensori), nel secondo li controllano, li colpiscono e dopo il gol, nella mezz’ora che manca alla fine, con Camoranesi entrato a far il trequartista offensivo (è Mauro German secondo me il miglior giocatore che abbiamo!), li controllano agevolmente mancando di poco altre realizzazioni. Pur essendo scesi in campo, per risparmiarli in vista dell’incontro di martedì sera, senza Ibrahimovic, Trezeguet, Thuram e Camoranesi. E scusate se è poco!
Hanno giocato Buffon, Balzaretti, Cannavaro, Kovac (dal 83’ Thuram), Zambrotta, Mutu, Vieira, Emerson (dal 90’ Giannichedda), Nedved, Del Piero, Zalayeta (dal 62’ Camoranesi). A disposizione Abbiati, Zebina, Blasi, Olivera. Ha arbitrato (bene) il signor Trefoloni.
I migliori sono stati Balzaretti, Kovac, Zambrotta, Emerson, Vieira, Mutu, Nedved e Camoranesi. Del Piero ha cominciato male ma quando i doriani son calati, nel secondo tempo, ha fatto vedere alcune belle cose. Ma forse per dirla meglio si può dire che hanno giocato tutti bene tranne il povero Zalayeta che essendo che non gioca mai le poche volte che viene buttato nella mischia più non ritrova nel tempo necessario l’agilità di una volta che gli fece meritare l’appellativo di panterone.
 
Le altre partite:
Chievo Lazio 2 a 2 (Mauri, Tiribocchi, Tiribocchi, Oddo ®);
Fiorentina Siena 2 a 1 (Toni, Vergassola, Pazzini);
Lecce Palermo 2 a 0 (Vucinic, Giacomazzi);
Livorno Cagliari 0 a 1 (Suazo);
Messina Parma 0 a 1 (Bresciano);
Milan Empoli 3 a 0 (Inzaghi, Shevchenko, Inzaghi);
Roma Inter 1 a 1 (Taddei, Materazzi);
Treviso Reggina 0 a 1 (Amoruso);
Udinese Ascoli 1 a 1 (Di Natale, Domizzi ®).
 
Classifica: Juventus 73, Milan 63. Domenica sera ci sarà lo scontro diretto.    
 
 
 
7/3 - Ottavi di finale di Ch. L. : Juventus Werder Brema 2 a 1 per i gol di Micaud al 13’, di Trezeguet al 66’ (da Del Piero a Nedved a Trezeguet che anticipa il portiere in uscita e batte in rete con un rapido tiro forte e angolato) e di Emerson al 88’ (descrizione nel corpo dell’articolo). 
Come nel film ‘Sliding doors’ quando alla protagonista un’inezia le cambiò la vita, a Torino, ieri sera, in uno stadio artificiosamente camuffato per pieno, la Juventus per un nonnulla ha evitato una sconfitta che le avrebbe creato sconquassi inenarrabili, contro questo Werder strano e strampalato in quanto pericolosissimo in fase offensiva ma maledettamente incapace di difendersi. Tanto che i bianconeri giocando malissimo il primo tempo e tutt’altro che bene il secondo hanno potuto fruire di sei o sette (e dico sei o sette escludendo dalla conta le parate normali o quasi normali) occasioni da gol di quelle che solitamente si definiscono a botta certa o a colpo sicuro. E mentre che a Brema, mancando solo due minuti al 90/mo e al memorabile passaggio ai quarti (per loro sarebbe stata la prima volta) il consiglio municipale si riuniva in tutta premura per deliberare d’intitolare una strada al prode Tim Weise, costui agguantato in plastica presa un innocuo traversone di Nedved si concedeva in preda forse a delirio d’onnipotenza un plateale rotolone alla Kahn nel corso del quali la sfera gli sfuggiva di mano restando indifesa in mezzo all’area. Se ne avvedeva il Canna che prontamente lo urlava al Puma che si volta, lì bella bella la vede e senza neanche fermarsi a guardarla (il povero Puma stava mestamente rientrando a centrocampo) le assesta di sguincio il calcetto giusto per farla rotolare in rete dietro le sue ricurve spalle. Giuro che lì per lì il povero Weise quasi m’ha fatto pena (negli spogliatoi dichiarerà tra le lacrime di essersi sentito morire e che per la vergogna avrebbe voluto sprofondare sotto terra) ma poi ho pensato che una squadra del tutto incapace di difenderlo non abbia il diritto che presumeva di avere di trarre un così copioso e continuativo beneficio dalle prodezze di un sol uomo.
Qualche anno fa la Juventus di Lippi ebbe a superare gli ottavi per mera fortuna ma poi giunse alla finale. Speriamo che come allora la squadra sappia riprendersi e possa esprimere una forza e una lucidità pari ai propositi e alle ambizioni.
Stasera chi più e chi mano hanno giocato tutti male e le sette occasioni da gol miracolosamente sventate da Weise (Ibraimovic, Nedved, Emerson, Nedved, Nedved, Mutu, Emerson) attengono più ai demeriti dei difensori tedeschi che ai meriti della nostra squadra.   
Capello aveva fatto scendere in campo Buffon; Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta (dal 71’
Balzaretti); Camoranesi (dal 57’ Mutu), Emerson, Vieira, Nedved; Ibrahimovic (dal 57’ Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Abbiati, Chiellini, Blasi, Giannichedda.
Migliore in campo il portiere Weise, anche se i giornalisti e commentatori lo hanno crocifisso; lo stesso mio amico avv. Antonio La Rosa solitamente equanime gli ha dato 5.  
Ha arbitrato (bene) l’inglese Poll.
 
Le altre partite degli ottavi:
Milan Bayer Monaco 4 a 1 (complessivamente 5 a 2 per i rossoneri); Benfica Liverpool 2 a 0 (con un bel gol di Miccoli; compless. 3 a 0 per i lusitani); Lione PSV Eindovhen 4 a 0 (5 a 0 per i francesi che secondo me arriveranno alla finale); Arsenal Real Madrid 0 a 0 (1 a 0 per gli inglesi nel complessivo); Inter Ajax 1 a 0 (3 a 2 nel complessivo); Barcellona Chelsea 1 a 1 (3 a 2 nel complessivo, passano gli spagnoli); Villareal Glasgow Rangers 1 a 1 (3 a 3 nel complessivo, passano per i maggior numero di gol segnati in trasferta gli spagnoli). Venerdì i sorteggi per le partite dei quarti.  
Abbinamenti (andata 28-29/3, ritorno 4-5/4):
Juventus Arsenal / Lione Milan / Inter Villareal / Benfica Barcellona.
(nelle semifinali: vincente di Juventus Arsenal contro vincente di Inter Villareal e vincente di Lione Milan contro vincente di Benfica Barcellona).
 
 
 
12/3 – 10^ di ritorno: Juventus Milan 0 a 0. Partita blandamente combattuta, attente le due squadre innanzitutto a non prenderle: una sola occasione da gol in tutti i 90 minuti, un tiro ravvicinato di Sheva respinto da …Inzaghi. Meglio così, alla Juve il pareggio va benissimo.
Capello si era affidato a Buffon; Zebina, Thuram, Cannavaro, Chiellini; Mutu, Emerson, Vieira, Nedved; Ibrahimovic (dall’inizio del 2° t. Del Piero), Trezeguet. A disposizione: Abbiati, Balzaretti, Giannichedda, Blasi, Camoranesi, Zalayeta. Tutti abbastanza bene, tranne i due attaccanti, o poco cercati (Treze) o poco ispirati (Ibra); bene il rientrante Chiellini, sui suoi soliti livelli l’inossidabile Emerson.
 
Le altre partite:
Ascoli Roma 3 a 2 (Quagliarella, Paci, Budan, Taddei, autor. di Comotto);
Cagliari Fiorentina (sospesa);
Empoli Chievo 2 a 1 (Riganò, Tavano, Brighi);
Inter Sampdoria 1 a 0 (Adriano);
Lazio Reggina 3 a 1 (Di Canio, Rocchi, Pandev, Amoruso);
Messina Lecce 2 a 1 (autor. di Rullo, Bubù, Nanni);
Palermo Udinese 2 a 0 (Di Michele, Tedesco);
Parma Livorno 2 a 1 (Simplicio ®, Bakayoko, Bresciano);
Siena Treviso 1 a 0 (Budan).
 
Classifica: Juventus Milan 74 a 64. 
 
 
 
18/3 – 11^ di ritorno: Livorno Juventus 1 a 3, per i gol di Trezeguet al 3’ (da Trezeguet a Nedved, da questi a Giannichedda che di testa smarca Trezeguet che segna di esterno destro con un colpo che si definirebbe “da biliardo”), di Pferzel al 53’, di Trezeguet al 54’ (lancio lungo di Nedved a Trezeguet, fuga spalla a spalla con Vargas, il cileno cerca di far fallo ma cade, Trezeguet si libera, rimane all’impiedi, e presentatosi solo dinanzi a Amelia lo batte con facilità), di Del Piero al 95’ (gol facile, a partita finita, dopo che per l’intero secondo temolo lo si aveva vanamente cercato). Partita facile, vittoria indiscutibile. Capello ha schierato Buffon, Zebina (dal 90’ Pessotto), Thuram, Cannavaro, Balzaretti, Camoranesi (dal 59’ Mutu), Emerson, Giannichedda, Nedved, Del Piero, Trezeguet (dal 64’ Ibrahimovic). A disposizione: Abbiati, Kovac, Blasi, Pessotto, Zalayeta. Ha arbitrato (bene) il signor Dondarini.
 
Le altre partite:
Chievo Siena 4 a 1 (Obinna ®, Foglio ®, Malaga, Brighi, Amauri);
Fiorentina Ascoli 3 a 1 (Domizzi, Brocchi, Toni, Pazzini);
Inter Lazio 3 a 1 (Figo, Recoba, Pandev, Recoba);
Lecce Parma 1 a 2 (Simplicio, Bresciano, Vucinic ®);
Reggina Empoli 0 a 2 (Pozzi, Tavano);
Roma Messina 2 a 1 (Perrotta, Aquilani, Di Napoli);
Sampdoria Palermo 0 a 2 (Mutarelli, Di Michele);
Treviso Cagliari 1 a 2 (Esposito, Baseggio, Suazo ®);
Udinese Milan 0 a 4 (Shevchenko, Gilardino, Shevchenko, Seedorf). 
 
In classifica Juventus 78, Milan 70.
 
 
 
25/3 – 12^ di ritorno: Juventus Roma 1 a 1 per i gol di Emerson al 35’ su calcio d’angolo calciato sulla destra da Camoranesi, e di Kharja al 85’ anche lui di testa. Alla fine del primo tempo Nedved viene espulso per doppia ammonizione. Capello ha schierato: Buffon; Zambrotta, Thuram, Cannavaro, Chiellini (dal 89’ Mutu); Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved; Del Piero (dal 61’ Trezeguet; dal 46’ del st Balzaretti), Ibrahimovic. In panchina Abbiati, Kovac, Blasi, Giannichedda. Partita tranquilla, giocata a ritmo blando ché martedì si va a far visita all’Arsenal. Giusto il risultato, buono l’arbitraggio del signor Trefoloni.
 
Le altre partite:
Ascoli Chievo 2 a 2 (Amauri, Paci, Paci, Amauri);
Cagliari Reggina 0 a 2 (Lucarelli, Tedesco);
Empoli Livorno 2 a 1 (Tavano, Buscè, Lucarelli ®);
Lazio Sampdoria 2 a 0 (Oddo, Oddo ®);
Messina Udinese 1 a 1 (Di Napoli, Obodo);
Milan Fiorentina 3 a 1 (Toni, Shevchenko, Kakà, Gattuso);
Palermo Treviso 1 a 0 (Makinkwa);
Parma Inter 1 a 0 (Simplicio);
Siena Lecce 1 a 2 (Giacomazzi, Vucinic, Bogdani).
 
In classifica Juventus 79, Milan 70.
 
 
 
28/3 – Quarti di finale della Champions League, partita di andata: Arsenal Juventus 0 a 2 per i gol di Fabregas al 40’ e di Henry al 69’. Formazioni. Arsenal: Lehmann, Eboué, Touré, Senderos, Flamini, Pires, Fabregas, Gilberto, Reyes (dal 83’ Van Persie), Hleb, Henry. All. Wenger. (A disposizione Almunia, Diaby, Bergkamp, Song, Walcott e Djourou). Juventus: Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Vieira, Mutu (dal 82’ Chiellini), Ibrahimovic, Trezeguet (dal 81’ Zalayeta). (A disposizione Abbiati, Kovac, Balzaretti, Blasi, Giannichedda). Ha arbitrato (bene) lo svedese Frojdfeldt. Ammoniti Camoranesi, Trezeguet, Vieira, Zebina. Espulsi al 87’ Camoranesi e al 89’ Zebina per doppia ammonizione.
Dopo un primo tempo tutto a contenere, subìto al 40’ il gol, nella ripresa gli argini son saltati e i nostri han perduto la testa rischiando la disfatta; una delle serate più nere e invereconde. Lehmann non ha dovuto effettuare una parata che fosse una, Camoranesi e Zebina si son fatti cacciare per dei falli di pura isterìa, il giovanissimo Fabregas ha dimostrato al mondo intero quale grande affare abbiano fatto i londinesi rifilandosi a carissimo prezzo l’imbolsito Vieira! Oltre al già citato Fabregas, degli inglesi (inglesi per modo di dire, non ce n’era uno nei dodici che Wenger ha mandato in campo!) mi sono piaciuti il finto centravanti Reyes e i due terzini, velocissimi nell’anticipo e nel recupero.
Le altre partite: Benefica Barcellona 0 a 0; Inter Villareal 2 a 1 (Forlan, Adriano, Martins); Olympic Lyone Milan 0 a 0.
 
 
 
1° aprile, 13^ di ritorno: Treviso Juventus 0 a 0. La prima mezzora che si pensava che li avremmo seppelliti di gol, poi ancora ad attaccare in un progressivo diminuendo, senza mai trovare il gol. Può capitare, specie in primavera quando sul collo incombono le partite cruciali della Champions L.  Non capisco solo perché a mezz’ora dalla fine Capello abbia fatto uscire Ibrahimovic per fare entrare Zalayeta, fosse stato Shevchenko!, e perché in questa cazzo di squadra mai nessuno che cerchi il gol con tiri da fuori area! Dei bianconeri mi sono piaciuti, nel primo tempo, Vieira e, lungo l’intera partita, Mutu, ma ci voleva Del Piero ci voleva! (nel senso del giocatore più versato al classico colpo di culo). Il Milan addirittura col Lecce ha perso, con buona pace di quei miserabili della Gazzetta che nel numero in edicola stamattina starnazzavano di un possibile sorpasso da qui alla fine del campionato (come se Ancelotti l’avessimo ancora noi, e non loro…!). Capello ha schierato Buffon, Zambrotta, Kovac, Cannavaro, Chiellini (dal 71’ Balzaretti), Camoranesi (dall’80’ Giannichedda), Emerson, Vieira, Mutu, Trezeguet, Ibrahimovic (dal 65’, come deprecato, Zalayeta).
Ha bene arbitrato il signor Regalbuto.
 
Le altre partite:
Chievo Livorno 2 a 1 (Amauri, Lucarelli, Obinna ®);
Fiorentina Roma 1 a 1 (Toni ®, Cufré);
Inter Messina 3 a 0 (Solari, Martins, Solari);
Lazio Empoli 3 a 3 (Pandev, Behrami, Tosto, Tavano, Di Canio, Oddo (aut.);
Lecce Milan 1 a 0 (Konan);
Palermo Ascoli 1 a 1 (Caracciolo, Foggia);
Reggina Siena 1 a 1 (Bogdani, Amoruso);
Sampdoria Cagliari 1 a 1 (Castellini, Suazo);
Udinese Parma 2 a 0 (Di Natale, Felipe).
 
In classifica Juve 79, Milan 70, Inter 68.
 
 
 
5/4 – Quarti di finale della Champions League, partita di ritorno: Juventus Arsenal 0 a 0.
I bianconeri non ce l’hanno fatta a segnare i tre gol necessari per superare la rivale e accedere alla semifinale con il Villareal, anzi non sono riusciti a segnarne né i due con i quali sarebbero potuti giungere ai calci di rigore, e nemmeno uno, quello che una volta lo si chiamava della bandiera. Ma a differenza dell’Inter che ieri sera è letteralmente andata in bambola contro il Villareal facendosi ignominiosamente eliminare che mai prima d’ora erano arrivati ai quarti, e del Milan che a due minuti dalla fine era fuori dal torneo e se si è salvato deve dire solo grazie alla tenacia del solito Inzaghi, i nostri si sono impegnanti non risparmiando energie, ma non c’è stato niente da fare. Troppo forte è questo Arsenal dei giovani (età media 25 anni) e troppo stanca è ora questa Juve (età media 28,6 anni) dopo due campionati condotti sempre in testa; e se c’era una squadra che poteva segnare dei gol è proprio l’Arsenal (6 a 1 per gli inglesi la conta dei calci d’angolo) I suoi difensori non hanno sbagliato né un intervento e né un passaggio, i centrocampisti si sono mostrati versatili e veloci come nella partita dell’andata e ha in attacco un Henry che da unica punta gioca bene come pochi in Europa. Uscito immeritatamente di scena l’effervescente Olimpyc Lyonnais (che ieri sera a San Siro per tutto il tempo della partita aveva sterilizzato le fonti di gioco dei rossoneri), per me l’Arsenal diviene la maggiore candidata alla vittoria finale, più del Barcellona, non forte in difesa quanto in attacco e ovviamente del Villareal privo di punte capaci di far gol.
Assenti per squalifica Zebina, Camoranesi e Vieira, e per infortunio Del Piero, Capello ha mandato in campo Buffon, Zambrotta, Kovac, Cannavaro, Chiellini (dal 66’ Balzaretti), Mutu (dal 51’ Zalayeta), Emerson, Giannichedda, Nedved, Trezeguet, Ibrahimovic. (l’Arsenal: Lehmann, Eboué, Touré, Senderos, Flamini, Gilberto, Hleb (dal 87’ Diaby), Fabregas, Ljungberg, Reyes (dal 63’ Pires), Henry. Detto della generica buona volontà dei nostri, detto che io personalmente ho avvertito la mancanza di Vieira (mancando lui, i difensori lanciavano sempre lungo in avanti dove Senderos anticipava sempre Ibrahimovic e Nedved si faceva pescare quasi sempre in fuori gioco), mi rimane da indicare nel generosissimo Zambrotta, in Kovac, Chiellini e in Buffon quelli che han fatto meglio); degli inglese impeccabili i difensori e, di nuovo, il diciottenne Fabregas.
Ha arbitrato (bene) il tedesco Fandel il quale ha ammonito Flamini, Reyes, Chiellini e due volte Nedved (espulso al 32’).
Le altre partite: Villareal Inter 1 a 0 (Arruabarrena); Olimyc Lyonnais Milan 1 a 3 (Inzaghi, Diarra, Inzaghi, Shevchenko) Barcellona Benfica 2 a 0 (Ronaldinho, Eto ‘o).
Semifinali: Arsenal Villareal, Milan Barcellona.  
 
 
 
9/4 – 14^ di ritorno: Juventus Fiorentina 1 a 1 per i gol di Luca Toni al 47’ e di Del Piero al 62’ (su passaggio filtrante di Vieira).
La squadra è stanca, c’è poco da dire; d’altronde non si domina un campionato lungo e difficile come quello italiano senza che alla fine se ne paghi lo scotto, e il margine di vantaggio continua ad assottigliarsi. Ma siccome Capello non è Ancelotti io rimango persuaso che alla fine vinceremo noi.
I viola hanno giocato bene, sopra tutto nel primo tempo, quando si distendevano efficacemente su tutto il campo. Però nel secondo, e sopra tutto dopo che Mutu ha preso il posto di Del Piero, i bianconeri sono apparsi più vivaci anche se mai sufficientemente lucidi, mancando per una inezia, per tre o quattro volte, il gol della probabile vittoria. Il che tutto sommato mi conforta per quello che potrebbe essere l’esito finale. Anche se i giocatori sono stanchi la meta è vicina, e chi li guida non è tipo da perdersi in fronzoli. Rimane che si resero rei di un imperdonabile segno di debolezza tre anni fa i dirigenti federali e di Lega quando cedettero al ricatto d’un pitocco qual è Luciano Gaucci e per non scontentarlo portarono da 18 a 20 il numero delle squadre di serie A.
Capello ha schierato Abbiati (Buffon si è fatto male in fase di riscaldamento ma il buon Kulovic è stato ben all’altezza della situazione parando anche un calcio di rigore), Zebina, Thuram, Kovac, Zambrotta, Camoranesi (dal 55’ Mutu), Giannichedda (dal 62’ Blasi), Vieira, Nedved, Del Piero (dal 70’ Zalayeta), Ibrahimovic. A disposizione: Buffon, Balzaretti, Pessotto, Chiellini. I migliori Zambrotta, Vieira, Kovac e Mutu perché finalmente sollevato dalle incombenze difensive. Ci voleva così tanto a capirlo che è una punta o al massimo una mezzapunta?
Ha arbitrato il signor Pieri il quale ha dato troppo retta a dei guardialinee che non sempre vedevano giusto in fatto di fuorigioco.
 
Le altre partite:
Ascoli Inter 1 a 2 (Ferrante ®, Cruz ®, Mihajlovic);
Cagliari Palermo 1 a 1 (Suazo, Di Michele);
Empoli Sampdoria 2 a 1 (Buscè, Buscé, Flachi);
Livorno Udinese 0 a 2 (Iaquinta, Natali);
Messina Treviso 3 a 1 (Floccari, Fava, Sculli, Di Napoli);
Milan Chievo 4 a 1 (Pellissier, Nesta, Kakà, Kakà ®, Kakà);
Parma Reggina 4 a 0 (Bresciano, Simplicio, Contini ®, Dossena);
Roma Lecce 3 a 1 (Mancini ®, Chivu, Mancini, Delvecchio);
Siena Lazio 2 a 3 (Mauri, Rocchi, Vergassola, Chiesa, Dabo).
 
In classifica: Juventus 80 p., Milan 73, Inter 71.
 
Infine un paio di considerazioni:
1)      Quest’anno David Suazo sta segnando con impressionante regolarità; egli è un altro di quei pochi o pochissimi attaccanti capaci di costruirseli da sé i gol.
2)      Mazzone chiamato alla 24^ a sostituire il bravo Donadoni ha pareggiato la prima, vinto la seconda, pareggiato la terza e perduto le successive sei. Se il Livorno si salverà lo farà in virtù dei punti racimolati quando in panchina sedeva Roberto Donadoni. Il sor Mazzone è quello stesso che l’anno scorso prese il Bologna a metà classifica e lo portò dritto dritto in serie B.
3)      Quasi analoga la situazione di Novellino che da quando han preso a parlare di lui come d’un grande allenatore non ne ha più azzeccata una (nelle ultime otto partite ha preso solo la miseria di un punto).
 
 
 
15/4 – 15^ di ritorno: Cagliari Juventus 1 a 1 per i gol di Suazo (su rigore al 44’) e di Cannavaro (al 50’, su angolo calciato da Camoranesi). Quando lunedì scorso, chiuso il servizio su Juventus Fiorentina, volli vedere contro chi avremmo giocato la successiva, quando lessi che s’andava a Cagliari me ne rammaricai fortemente perché quello del Sant’Elia è il peggior campo che in questo difficile frangente e nel caldo del primo pomeriggio potesse capitarci di dovere andare. Perché i cagliaritani si difendono in dieci e per colpire di rimessa dispongono di uno strale mortifero, quel David Suazo che è attaccante velocissimo e tecnicamente assai dotato. Di sicuro non mi serviva la sfera di cristallo per trarne così ragionati motivi di sconforto, ho occhi per guardare e esperienza più di quanta ne basti. E’ difatti così è stato. Non più d’un punto siamo riusciti a portar via, e a prezzo di un dispendio di energie fisiche e nervose sproporzionato. Perché mai che di questi tempi la fortuna ci dia una mano, come invece ha fatto ieri col Milan ai danni della derelitta Inter. Perché guidati dal portentoso Canini (avevo sentito dire che è bravo, ma non credevo che lo fosse così tanto! E’ lui il difensore che ci serve, non Barzagli) i cagliaritani hanno eretto a difesa della porta di Zucchina Chimenti una Maginot invalicabile, perché Suazo dall’altro lato del campo spesso risultava imprendibile, perché il signor Ayroldi ha arbitrato molto male, fischiando per dei nonnulla, interrompendo continuamente il gioco e così raffrenandoci più di quanto ci raffrenavamo da noi stessi. E se a questo aggiungiamo che il signorino Del Piero si è fatto parare dal predetto Zucchina un calcio rigore per averglielo tirato addosso fiaccamente, ecco che il pareggio raggiunto allo spirare della partita da Cannavaro guaglioncello gagliardo assume tutto il sapore del regalo ricevuto per fortuna. Non che i giocatori bianconeri non abbiano attaccato; lo hanno fatto con ostinata abnegazione per tutto il secondo tempo e quasi tutto il primo, ma per la legge fisica della impenetrabilità dei corpi non si sfondava. I giocatori hanno smarrito la lucidità di un tempo, delle ultime otto partite ne hanno vinto soltanto una, quella col Livorno contro il quale dacché c’è il sor Margara non c’è chi non vinca, segnano con contagocce, si son fatti eliminare dall’Arsenal, però nulla gli si può rimproverare in fatto d’impegno, nei secondi tempo delle ultime due partite (Fiorentina e Cagliari) hanno costretto le loro rivali in area martellandoli col colpi ciechi e prevedibili. Per cui credo ancora che i cinque punti che ancora ci separano dai rossoneri possano bastarci per tagliare primi il traguardo. E a far battere a Capello il suo stesso record di 72 partite consecutivamente giocate in testa alla classifica (col Milan nel 92/93 mi pare).
Capello ha schierato Buffon, Zambrotta, Kovac, Cannavaro, Chiellini (dal 68’ Balzaretti), Mutu (dal 48’ Camoranesi), Blasi (dal 82’ Zalayeta), Vieira, Nedved, Del Piero, Ibrahimovic. A disposizione Abbiati, Marchisio, Pessotto, Olivera. I migliori: in assoluto Canini e Suazo; dei nostri Camoranesi e quantomeno per l’impegno (ma a com’era braccato anzi molto ha fatto) Ibrahimovic.
 
Le altre partite:
Chievo Messina 2 a 0 (Semioli, Obinna ®);
Empoli Siena 2 a 1 (Tosto, Tavano, Bogdani);
Lazio Livorno 3 a 1 (Oddo ®, Colucci, Pandev, Pandev);
Lecce Udinese 1 a 2 (Barreto, Giacomazzi, Di Natale);
Milan Inter 1 a 0 (Kaladze);
Palermo Roma 3 a 3 (Taddei, Mancini ®, Mancini, Di Michele, Barone, Barone);
Reggina Ascoli 2 a 0 (De Rosa, Amoruso);
Sampdoria Parma 1 a 2 (Flachi, Corradi ®, Bresciano);
Treviso Fiorentina 1 a 3 (Toni, Borriello, Brocchi, Montolivo). 
 
In classifica Juventus 81 p., Milan 76.
 
Una sola considerazione, una. Io capisco la trance agonistica, capisco anche la rabbia da tensione e so a quali eccessi possono portare l’affaticamento e la delusione. Anzi, io sono tra coloro (ma siamo sempre di meno, in verità) che tendono a comprendere, se non a giustificare, certi brevi atti d’esagerazione, o qualche momentaneo atteggiamento d’esasperazione. Ma le indegne gazzarre cui si è lasciato ripetutamente andare ieri pomeriggio il signor Antonio Chimenti, fino a gennaio uno dei nostri portieri e ancora in forza a noi nel senso che al Cagliari lo abbiamo solo imprestato, ha dell’incredibile, dell’inverecondo, dello smisurato. Noi non si pretende ch’egli a bella posta facesse entrare un rigore mal tirato, ma le deliranti esultanze, gli osceni lazzi, gli insulti, e quell’ostentare più d’una volta a Capello il posto dove si tiene l’ombrello quando non piove, ci sono parsi francamente gesti spropositati, quasi osceni. Ma il peggio venne quando, quasi allo spirare del tempo di recupero, egli ebbe a subire da Cannavaro il gol del pareggio. Si lanciò, Chimenti, come un assatanato contro l’arbitro, insultandolo e strattonandolo, gli occhi fuori dalle orbite, rosso in viso e con la schiuma alla bocca, urlando per esigere l’annullamento del gol per (come avrebbe spiegato poi) “trascorso tempo di recupero”.
Non era vero perché pare che mancassero ancora quattro secondi alla fine dei 5 minuti di recupero concessi per le troppe e troppo lunghe interruzioni di gioco (avrebbe dovuto concederne il doppio almeno!), senza considerare che un paio di siffatte speciose interruzioni i cagliaritani le avevano procurate anche nel corso dei predetti 5 minuti.  
 
Sono abbastanza tranquillo, ma non si sa mai…. Ma la partita col Treviso dovevamo vincerla!
 
22/4 : Juventus Lazio                         Messina Milan
30/4 : Siena Juventus                         Milan Livorno
 7/5  : Juventus Palermo                     Parma Milan
14/5 : Reggina Juventus                     Milan Roma.
 
 
 
Partite di andata delle semifinale di Champions League:
 
Milan Barcellona 0 a 1 (Gol di Giuly. Formidabili le giocate di Ronaldinho);
Arsenal Villareal 1 a 0 (Touré).
 
 
 
 
 
 
Sul nuovo stadio (tratto da La Stampa del 21/4):
 
Non nascerà in provetta e avrà un nome altisonante. Un nome da 11 milioni all’anno. Chiamarlo Delle Alpi, sinora, non è valso un euro, semmai qualche mal di pancia. Il primo, anche il più famoso, fu quello dell’avvocato Agnelli. Diciassette anni dopo, la cattedrale della Continassa sarà soprattutto un brutto ricordo, al netto dei sei scudetti conquistati sotto l’ala della Triade e di una semifinale di Champions League il cui incasso fa ancora scuola. La partnership tra la Juventus e la Siemens avvierà il count-down per i lavori di rifacimento, previsti non appena il Torino avrà concluso la trafila dei probabili play-off. Per un anno i bianconeri giocheranno al Comunale, dalla stagione successiva torneranno a casa, ridotta nella capienza (suppergiù 35 mila spettatori), rinnovata nella destinazione (esclusivamente calcistica, senza pista di atletica), dotata di tutti i confort possibili (leggi servizi commerciali). Uno stadio mignon da vendere in abbonamento, quindi complementare a quell’altro, che ha le dimensioni di una poltrona, la tecnologia di un decoder e produce fatturati sconosciuti ai botteghini. Lo chiamano virtuale, forse perché di surreale c’è già il Delle Alpi. Questo Delle Alpi.
L’erede è stato chiaramente concepito per far soldi, oltre che per produrre una cornice degna dei successi juventini. Non più una struttura inerte, con una vita media di un giorno alla settimana, ma il primo mattone delle strategie immobiliari di Giraudo, già iscritte nel più complesso piano industriale. La Siemens, attraverso la collegata Kopa Engineering, metterà a disposizione know-how e materiali: cavi, poltroncine, serpentine, coperture. Da anni privilegia la fornitura agli accordi di sponsorizzazione.
Certo è che i lavori verranno finanziati, in tutto o in massima parte, attraverso la «title sponsorship», in parole povere l’intitolazione. Non è una novità: la scritta «Allianz Arena» sull’avveniristico impianto di Monaco frutta al Bayern 8 milioni a stagione, anche se in Champions viene oscurata per evitare gli strali e soprattutto le multe dell’Uefa. Rinominare uno stadio non è un’operazione indolore, almeno per i romantici, abbatterlo è spesso traumatica. Il funerale di Highbury è stato liquidato direttamente da «Fly Emirates», con un assegno di 100 milioni di sterline, circa 150 milioni di euro, comprensivi dei diritti di maglia. Sulla collinetta di Ashburton Grove sorgerà l’«Emirates Stadium», almeno per i prossimi quindici anni. Scaduti i quali l’Arsenal potrà scegliersi un nuovo inserzionista.
Fatti due calcoli, la Juventus si attende un introito superiore a quello degli illustri precursori. Una prima stima venne commissionata nel 2003. Riattualizzata, dà quel risultato (una forbice tra 10 e 12 milioni all’anno) che moltiplicato per dieci, la durata media di un accordo del genere, consentirebbe di coprire le spese preventivate intorno ai 100 milioni. Non c’è nulla di aleatorio o anche solo vagamente umorale nel battesimo di una creatura in cemento. L’operazione segue precisi parametri. Come spiega Gianluca Mazzardi di “Sport + Markt”, il primo e più significativo è la «visibilità a livello televisivo». Lo sospettavamo. Non importa quanti spettatori contenga un impianto, importa quanti ne raggiunge nel mondo, segnatamente nei mercati asiatici e americani. «Si considera il valore intrinseco della società e soprattutto il seguito a livello internazionale. Quanti milioni di telespettatori guardano la Juventus in Champions League? Quanti negli Stati Uniti? E in Cina? Lo sponsor si rivolge a un target, la capacità del club di raggiungere quel target determina l’entità dell’investimento».
In parole povere, 35 mila paganti «reali» bastano e avanzano se la maggioranza virtuale continua ad alimentare le statistiche. L’audience chiude il cerchio. Poi è chiaro, nella valutare i diritti di «intitolazione», pesano altri fattori: la vocazione polifunzionale della struttura (meglio se ospiterà cinema, centri commerciali, sale per convention e workshop), la capacità del club di gestire e consolidare i rapporti con gli sponsor, la logistica (dentro o fuori città), persino le dimensioni dei parcheggi. Alla luce di tutto questo, non poteva che essere uno stadio perdente, il quasi defunto Delle Alpi, nome comune di montagna.
Guido Boffo.
 
 
22/4 – 16^ di ritorno: Juventus Lazio 1 a 1 per i gol di Rocchi al 26’, pareggio di Trezeguet al 87’ (da Vieira a Nedved, a Vieira, di nuovo a Nedved, Nedved di testa sulla sinistra a Trezeguet che segna in acrobazia in mezza torsione sin. destra).
Partita difficile, drammatica, sfortunata. Sì, sfortunata! E’ vero che la squadra è stanca, che i giocatori sono lenti, e appannati appaiono i loro riflessi, che taluni di loro (Mutu, Emerson sopra tutti) quasi non si reggono in piedi. C’è pure che da alcune settimane la dea bendata ci ha voltato le spalle e non vuol saperne di rigirarsi! Gli avvoltoi hanno fame e riuniti in più capannelli (Controcampo, La Gazzetta dello sport) attendono, nutrendosi adesso dell’antico odio e delle più recenti confortanti statistiche, di poterlo farlo con le nostre carogne. Intanto molti dei nostri tifosi (quelli che io chiamo “I Nemici Interni”), invece di fare gruppo e parteggiare con la squadra e la dirigenza, si comportano peggio di quelli “Esterni”, invocando a gran voce giustizie sommarie (la testa di Capello, quella di Ibrahimovic) e attaccando innalzando làbari che sarebbe molto meglio abbandonare (mi riferisco alla fideistica, inverosime, acritica venerazione che hanno per Del Piero). E’ probabile che qualcosa dovrà essere rivisto nella squadra e forse nella stessa società, ma sono la stessa squadra e la stessa società che fino a qualche settimana fa, a detta di tutti aveva letteralmente ammazzato il campionato. Ora invece tutto è da buttare e giocatori, tecnico e dirigenti da bruciare vivi. Ieri sera i giornalai della Domenica sportiva han avuto la italianissima idea di mettere una telecamera e un microfono di fronte e sotto il naso ai tifosi che delusissimi uscivano dallo stadio: quel che s’è visto passare sullo schermo aveva dell’orripilante: questi non sono tifosi, sono bestie feroci!
La squadra era partita alla grande; nei primi venti minuti ha costruito ben sette occasioni da gol mancandole per sfortuna o per la bravura di Angelino Peruzzi (solo per citare le prime che mi vengono alla memoria: tre tiri (di Mutu, di Trezeguet e di Ibrahimovic) respinti a fatica dal portiere; due belle conclusioni (una splendida girata al volo di Trezeguet e un bel tiro di Nedved) fuori di un inezia. Invece loro al secondo affondo trovano il gol! Pandev sulla destra supera Cannavaro e mette al centro dove Rocchi brucia Thuram e batte Abbiati facendogli passare il pallone tra le gambe!. Al gol è seguito un quarto d’ora di disorientamento che per poco non ci è costato la partita (un fortunoso gol di Dabo da quaranta metri annullato per un fuorigioco di posizione di Belleri). Nella ripresa i giocatori bianconeri si sono furiosamente riversati in campo col solo obiettivo di mettere alle corde i laziali e vincere la partita. I ventuno tiri in porta (contro i tre soli dei laziali) e i quindici calci d’angolo (contro tre) dimostrano che l’impegno è stato furente e l’accanimento continuo. Ma Peruzzi, tranne la girata al volo di Trezeguet in vero irresistibile perché Nedved lo ha smarcato fuor dalla sua portata) ha parato di tutto, anche, nel recupero, con gran fatica, un tiro di Nedved radente il palo. Fino a quando, al 94/mo, nell’ultimo dei (pochi) minuti di recupero, Ibrahimovic non ha sbagliato un gol che con un po’ di freddezza avrebbe potuto realizzare (e così chiudere la bocca a tutti, e porre la parola fine al discorso scudetto). Invece niente, dovremo soffrire fino in fondo, con l’aggravante che in caso di arrivo a pari punti, per effetto dei risultati degli scontri diretti, lo scudetto va ai rossoneri. I quali a Messina con i gol di due difensori e la benevola supervisione di un arbitro compiacente conquistavano l’intera posta.
Capello ha schierato Abbiati, Zebina (dal 46’ Balzaretti), Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Mutu (dal 46’ Del Piero), Emerson (dal 72’ Blasi), Vieira, Nedved, Ibrahimovic, Trezeguet. A disposizione Buffon, Chiellini, Kovac, Zalayeta.
I migliori Vieira, Ibrahimovic (nonostante il gol sbagliato all’ultimo minuto; se lo avesse realizzato sarebbe venuto giu lo stadio, invece a quest’ora starà nascondendosi per sfuggire alla furia omicida degli pseudotifosi-imbecilli certi) e il velocissimo Balzaretti. Male Emerson (ma non stava bene), Mutu (troppo presto spentosi), il solito Del Piero (cui il miglior consiglio che si può dare è quello di intraprendere durevolmente la carriera di attore) e l’inguardabile Zebina (i cui limiti sono spaventosi).        
Di nuovo buono l’arbitraggio dell’arbitro Paparesta. Tra i laziali su tutti Angelino Peruzzi e l’albanese Berhami.
 
Le altre partite:
Ascoli Cagliari 2 a 2 (Ferrante, Suazo, Suazo, Domizi ®);
Fiorentina Empoli 2 a 1 (Pasqual, Jimenez, Riganò);
Inter Reggina 4 a 0 (Cruz ®, Martins, Cesar, Cruz);
Lecce Treviso 1 a 1 (Vucinic, Reginaldo);
Livorno Palermo 3 a 1 (Lucarelli ®, Lucaelli, Lucarelli, Tedesco);
Messina Milan 1 a 3 (Sculli, Jankulowsky, Gattuso, Girardino);
Parma Siena 1 a 1 (Guzman, Morfeo);
Roma sampdoria 0 a 0;
Udinese Chievo 1 a 1 (Di Natale, Pellissier ®).

In classifica Juve 82, Milan 79.
 

 
Gli ingaggi (netto annuale, in euro)*
 
Buffon 5 milioni di euro
Abbiati 2 milioni di euro
Balzaretti 450 mila euro
Birindelli 1 milione di euro
Cannavaro 4 milioni
Chiellini 1 milione
Kovac 1 milione
Pessotto 800 mila
Thuram 5 milioni
Zambrotta 2,5 milioni
Zebina 2 milioni
Blasi 2 milioni
Camoranesi 2,5 milioni
Emerson 5 milioni
Giannichedda 2 milioni
Nedved 5 milioni
Olivera 1 milione
Vieira 5,5 milioni
Del Piero 5,6 milioni (+ 2,3 per lo sfruttamento dei diritti di immagine)
Ibrahimovic 1,7 milioni
Mutu 2,2 milioni
Ttrezeguet 4,5 milioni
Zalayeta 1 milione

manca solo Bonnefoi ma si presume che riceva solo vitto ed alloggio.
 
·          dati diffusi dal quotidiano Tuttosport, quindi non del tutto attendibili.
 
 
 
 
I giocatori più pagati al mondo (lordo annuale, in euro. Fonte France Football):
 
Ronaldinho 23 milioni
Beckham 18
Ronaldo 17,4
Rooney 16,1
Vieri 16
Zidane 15
Del Piero 11,5
 
 
Semifinali di Champions League:
 
·          Villareal Arsenal 0 a 0 (complessivanete 0 a 1 per l’Arsenal);
Villareal poco incisivo, Arsenal che ha pensato solo a difendersi. A un paio di minuti dalla fine della partita Riquelme si è fatto parare un calcio di rigore da Lehman.
·          Barcellona Milan 0 a 0 (complessivamente 1 a 0 per il Barcellona);
i rossoneri, salvati almeno tre volte da Dida, recriminano (sostenuti a gran fiato dai tromboni del Gruppo e, per conformismo e ottuso nazionalismo, anche da quelli della Gazzetta) per una azione gol di Shevchenko fermata dall’arbitro Merck. Fuori, ne sono felice.
 
Finale a Parigi il 17 maggio tra Barcellona e Arsenal. 
 
 
30/4 – 17^ di ritorno Siena Juventus 0 a 3 per i gol di Vieirà (al 3’, angolo dalla sinistra di Nedved, testa di Vieira che infila diagonalmente), di Trezeguet (al 5’ Nedved serve appena dentro l’area a Del Piero che ostacolato da un avversario perde il pallone, vi si avventa Trezeguet che con un forte destro batte Fortin e di Mutu (al 8’, a conclusione di una azione partita da Del Piero, proseguita da Vieira e finalizzata dal rumeno con un destro di prima intenzione).
Tre gol nei primi otto minuti di gioco e buonanotte al secchio e agli sciacalli della Gazzetta dello sport che per tutta la settimana non han fatto che incitare i giocatori del Milan a “crederci, crederci e crederci”, “resistere”, “non smettere di lottare” perché “la Juve è cotta”, “non si regge in piedi eccetera eccetera eccetera. Adesso rosicheranno. Capello ha schierato Buffon, Balzaretti, Kovac, Cannavaro, Zambrotta, Mutu (dal 57’ Zebina), Emerson (dal 80’ Giannichedda), Vieira, Nedved, Trezeguet, Del Piero (dal 74’ Ibrahimovic). A disposizione: Abbiati, Thuram, Blasi, Zalayeta. I migliori. Su tutti Vieira, subito dopo di lui Mutu. Da segnalare anche le prestazioni di Balzaretti, di Kovac e di Cannavaro. Mi hanno colmato di indignazione le palesi smorfie di insofferenza di Del Piero che lasciava il campo a Ibrahimovic. Ha arbitrato il signor Tombolini.
 
Le altre partite:
Cagliari Parma 3 a 1 (Capone, Suazo ®, Esposito, Corradi);
Chievo Roma 4 a 4 (De Rossi, Amauri, De Rossi, Amauri, Taddei, Luciano, Pellissier ®, Dacourt);
Empoli Inter 1 a 0 (Materazzi (aut.);
Lazio Lecce 1 a 0 (Rocchi);
Milan Livorno 2 a 0 (Inzaghi, Inzaghi);
Palermo Fiorentina 1 a 0 (Di Michele);
Reggina Messina 3 a 0 (Cozza, Amoruso ®, Bianchi);
Sampdoria Udinese 1 a 1 (Di Natale, Flachi);
Treviso Ascoli 2 a 2 (Fogglia, Reginaldo, Borriello, Foggia).
 
 
 
 
7/5 – 18^ di ritorno (penultima) Juventus Palermo 2 a 1 per i gol di Nedved (al 31’ bravissimamente Camoranesi mette in mezzo dalla destra, Barzagli sporca il cross che termina sui piedi di Nedved, tiro secco rasotterra e palla in rete), di Ibrahimovic (al 51’ lancio lungo di Camoranesi per Ibrahimovic che parte in velocità, entra in area e di sinistro supera Agliardi. Era tempo!) e di Godeas al 62’.
Un’ altra di quelle dannate provinciali che quando incontrano la Juve muoiono ma non s’arrendono! Un’ora e tanta fatica per trovare i due gol (bravissimo Camoranesi, oggi si è vinto per merito suo), mezz’ora per difendere il due a uno dopo il gol di Godeas. Anche perché Capello ha fatto uscire Ibrahimovic che la palla la sa tenere e sa far salire la squadra con Del Piero che perde regolarmente ogni pallone. Ma, cazzo! Capello non le vede queste cose!
Menomale che siamo a un passo dal traguardo; domenica contro la Reggina ci basterà anche un pareggio. Capello ha schierato Buffon; Balzaretti (dal 80’ Zebina), Kovac, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi, Emerson, Vieira, Nedved (dal 78’ Mutu); Ibrahimovic (dal 60’ Del Piero), Trezeguet.
A disposizione: Abbiati, Thuram, Blasi, Giannichedda. I migliori: sopra tutti Camoranesi, quindi Nedved, Ibrahimovic, Kovac che dopo la partita con la Lazio (e il gol di Rocchi) ha definitivamente acquistato la titolarità.
 
Le altre partite:
Ascoli Lazio 1 a 4 (Stendardo, Oddo ®, Pandev, Ferrante, Rocchi);
Fiorentina Reggina 5 a 2 (Fiore, Toni, Jorgensen, Toni, Bojinov, Amoruso, Amoruso ®);
Inter Siena 1 a 1 (Cruz, Gastaldello);
Lecce Chievo 0 a 0;
Livorno Sampdoria 0 a 0;
Messina Empoli 0 3 (a tavolino; partita sospesa al 89’ per lancio di oggetti in campo quando l’Empoli era in vantaggio per una rete a zero).
Parma Milan 2 a 3 (Kakà ®, Cafù, Corradi, Seedorf, Corradi);
Roma Treviso 1 a 0 (Tommasi);
Udinese Cagliari 2 a 0 (Iaquinta Barreto):
 
 
La finale della coppa Uefa è stata vinta (ad Eindhoven) dal Siviglia sul Middleborough (4 a 0 con i gol di Luis fabiano, Enzino Maresca, Enzino Maresca, Canouté).
 
 
 
 
 
La faccenda delle intercettazioni (commento a caldo):
 
Per essere stata nei suoi centonove anni di storia la squadra più forte e la società meglio organizzata che si sia mai vista in Italia nonché una delle prime al mondo, in questa Italia marxista e clericale dove al merito mai si perdona e la ricchezza è sempre vista come un furto, la Juventus è la squadra con più tifosi e nello stesso tempo quella che ha contro di sé i detrattori più irriducibili e feroci.
 
Siamo stati sempre odiati, e accusati, per dileggio e per un trito e tristo luogo comune che è diventato becero costume e vizio costante, di vincere a mezzo di maneggi o favoritismi.
Il che è tutt’altro che vero, e chi ne segue e ne ha seguito costantemente le vicende, e non sia accecato da astio o da interesse di tornaconto, non può non avere visto quanto sudate sono sempre state le nostre vittorie, e spesso cocenti e talvolta immeritate le nostre sconfitte. Ma siccome qui nel Bel Paese non si esce mai di scena e chi sbaglia non paga mai, accade che degli insuccessi noi diamo sempre la colpa ai nostri nemici e, quando siamo così malmessi da non averne nemmeno uno, alla sfortuna, e mai alle nostre inadeguatezze e alle nostre errate valutazioni. Così è e così sarà sempre, e anche per questo l’Italia non sarà mai un Paese normale.
 
Dall’estate del 1994 e cioè dall’avvento in società dei signori Antonio Girando e Luciano Moggi (la figura e le mansioni di Roberto Bettega non appaiono rimarchevoli), la Juventus football club ha vinto sedici trofei (do per scontato il 29/mo scudetto), e, sopra tutto, presenta dei conti in ordine, cosa che in quest’Italia dove il debito pubblico è più alto che in ogni altro Paese al mondo e la faciloneria e l’improvvisazione fanno premio su tutto e tutto è devoluto alla parola, è molto più difficile che giacere ignudo con donna – cito la celebre massima di Fra’ Dolcino – senza consumare commercio carnale.
 
Ma è successo che il protervo procuratore dottor Raffaele Guariniello che da sette anni s’accanisce contro la Juventus con un ingegno e un impegno senz’altro degni di miglior causa, per conseguire delle prove di generica colpevolezza dopo che con la storia del doping gli è andata buca, ha fatto intercettare per tutti gli otto mesi del campionato 2004-2005 i telefonini di Moggi traendo da più di 100 mila conversazioni materiale con quale gli scriba delle benemerita hanno riempito 500 mila pagine di verbali.
Ma “non essendo emersi fatti penalmente rilevanti” - lo scrive il dottor Marcello Maddalena, capo della Procura di Torino e del Guariniello - l’indagine è stata abbandonata e la pratica archiviata. Però, siccome qui da noi, in Italia, la giustizia penale e quella sportiva sono, com’è giusto che sia, due cose distinte e separate, è accaduto che i verbali con le intercettazioni sono stati trasmessi – “per le valutazioni che eventualmente vorrà darne” – alla Figc a Roma.
 
E da lì, come regolarmente accade in Italia, ogni cosa è subito rimbalzata sui tavoli dei giornali, così che le conversazioni che Moggi intratteneva con Giraudo e con i molti personaggi del bosco e del sottobosco calcistico sono diventate di pubblico dominio.
 
Ora, tutti sanno, e anche noi lo sappiamo, chi è Luciano Moggi, così come sappiamo che tipo di persona è il dottor Giraudo. Sono due ceffi con tre metri di pelo sullo stomaco che di potenza e di prepotenza hanno saputo conseguire gli obiettivi che la proprietà dieci anni fa affidò loro, e cioè vincere autofinanziandosi.
 
Impresa tutt’altro che facile, se è vero com’è vero che un tanghero come Massimo Moratti nello stesso arco di tempo ha cambiato, per vincere il resto di niente, undici allenatori, acquistato 230 giocatori e distrutto qualcosa come 65 milioni di euro, e che lo stesso Galliani, un dirigente spregiudicato e scaltro non meno che Moggi, ogni anno per ripianare le perdite di gestione di una società ricca come il Milan deve andare a bussare alla porta del suo munifico presidente (stendiamo invece un pietoso velo sui bilanci e le vicende delle due squadre romane, che solo una Federcalcio collusa agli interessi di Capitalia ha potuto conservare nella massima serie).
 
In mano a Moggi e a girando, in questi dodici anni la Juventus ha vinto 7 campionati e, sopra tutto, ha saputo spuntare contratti di sponsorizzazione e conseguire dalla vendita di diritti di immagine dei ricavi annui per più di 1000 milioni di euro …
 
[Da Fabiano Baldini di Sport Magazine del 29 sett. 2005: “Il bilancio chiuso al 30 giugno del 2005 evidenzia un un giro d’affari di oltre 229 milioni di euro, in aumento del 10,2% rispetto al risultato dell’anno prima. La fonte principale di ricavi per la squadra restano i diritti televisivi, che hanno superato i 124 milioni di euro, oltre il 50% del giro d’affari complessivo. I manager bianconeri hanno realizzato un margine operativo lordo in aumento del 23,5% rispetto all’esercizio precedente, oltre 45 milioni di euro. L’Ebitda margin (l’utile al lordo di ammortamenti, svalutazioni, oneri finanziari e fiscali) è pure aumentato del 19,9%. Si arriva così ad un risultato ante imposte positivo per circa 6 milioni di euro, contro la perdita di quasi 20 milioni dell’esercizio precedente.
Andato a vedere come è maturato un simile risultato, e scendendo quindi nei dettagli delle voci, notiamo che sono aumentati i ricavi da gare (la vendita dei biglietti, in sostanza), passati da circa a 17,6 a 22,8 milioni, i proventi da sponsorizzazione, anche se in misura minore, passati da 53,7 a 57,5 milioni, e si è anche avuto un incremento dei proventi da cessione dei diritti televisivi, arrivati alla fantasmagorica cifra di 124,3 milioni di euro. Lo strapotere in campo della squadra nei confronti degli avversari, è in questa voce pressappoco lo stesso. Quasi tutte le altre squadre di serie A fanno fatica ad arrivare ad un decimo di tale, straordinaria, performance economica.”.
 
… cifre che nel recente passato nella avanzatissima Inghilterra solo il Manchester Utd. aveva saputo e potuto conseguire. Ed erano ossequiati, blanditi, cercati, temuti Luciano Moggi e il dottor Antonio Giraudo; intorno a loro e dietro l’uscio dei loro uffici c’era sempre una pletora di servili questuanti e di affamati famigli.   
 
Dalla diffusione delle intercettazioni è venuto al mondo che i due non soltanto usavano un linguaggio da trivio e metodi gangsteristici, ma che sono arroganti, prepotenti e privi di scrupoli in quanto con le blandizie e le minacce condizionavano l’intero mondo arbitrale, i presidenti delle altre società di calcio e persino l’allenatore della Nazionale; che avevano a libro paga moltissimi giornalisti, in specie televisivi, sopra tutto quelli della Rai.
 
Il calcio è in cima agli interessi degli italiani, la Juventus sovrastà a questi interessi e Luciano Moggi ne è il boss: i pennivendoli bastardi e le iene microforate hanno ora un forte e immediato bisogno di rifarsi una verginità e dare pertanto addosso al potente caduto in disgrazia. Ce n’è quanto basta perché presso tutti gli organi di stampa e radiotelevisivi (in massima parte in mano a gente asservita alle milanesi o alle romane) si iniziasse una autentica caccia all’uomo con diritto al linciaggio e niente è più facile di questo in Italia. Ne è scaturito uno scandalo di dimensioni epocali che tiene e tarrà banco sulle prime pagine dei giornali e dei telegiornali almeno fino a quando – presto per fortuna – non inizieranno i campionati del mondo di Germania. Perché quando chi sta molto in alto cade il fragore che ne consegue è sempre frastornante. Antonio Giraudo e Luciano Moggi sono sono potenti, vincenti e competenti, e come tutti i potenti sono blanditi e detestati. Ne è venuto fuori un fragore che è rimbombato a Vladivostock a Capo Horn!
 
Di sicuro all’improvviso si è rotto; mi è difficile pensare che la Procura di Torino (dico di Torino) abbia potuto sottovalutare le conseguenze di quel che stava avvenendo. Certi equilibri, non so quali, devono essersi spezzati; né mi sento di giurare che la politica non c’entri. 
 
C’è comunque la debolezza fondamentale costituita dal fatto che dopo la morte di Giovanni e di Umberto Agnelli i pacchetti azionari della Fiat e delle partecipate riposano sulle fragili ginocchia di una mezza dozzina di vecchie zie e di quasi altrettanti giovani nipoti, alcuni dei quali abbastanza slombati. Così come ci sono l’ovvio disinteresse del “canadese” Sergio Marchionne (cui rendiamo volentieri il merito di avere miracolosamente risollevato le sorti della Casa Madre) e, sopra tutto, la malcelata ostilità per i colori bianco-neri del “bolognese” Luca Cordero di Montezemolo (i meno giovani si ricorderanno della sua terrificante esperienza quale amministratore delegato della Juventus nel 1990, quando finimmo quart’ultimi), fatto sta che alle primissime avvisaglie, presa di paura o insofferente della piega che avevano preso le cose (mi rifiuto di credere che Grande Stevens, Gabetti e Elkann non sapessero quali potevano essere questi metodi) la proprietà ha subitaneamente scisso le proprie responsabilità da quelle dell’amministratore delegato e del direttore generale (cui in tutti questi anni non hanno dato un euro!), dando loro pubblicamente il benservito, anzi gettandone i corpi ancora caldi in pasto alle iene e agli sciacalli.
 
Son piemontesi, son sabaudi, tengono all’immagine quasi quanto al danaro. Secondo me il giovane Elkan poteva farne a meno di dare subito tutto questo sazio a un universo di giornalisti che da servili turibolanti si erano immediatamente trasformati in una canea di lupi affamati.
Ma a niente gli è servito e a niente gli servirà. Tutti i giorni, in tutti i momenti del giorno, in tutti i telegiornali e nei radiogiornali, durante moltissime e lunghissime trasmissioni e nel corso di numerosissimi dibattiti costruiti ad hoc, l’opinione pubblica e i venticinque o trenta milioni di tifosi-contro vengono bombardati di “scandalose rivelazioni”, di “scoperte” dell’ultima ora, di interviste di “addetti o ex addetti ai lavori” tese tutte a dimostrare (qualora ce ne fosse ancora bisogno) che “ogni partita era truccata, che fasulli erano i risultati, pilotati gli arbitraggi, rubate le vittorie, nulli gli scudetti”.
Alice è sbarcata nel più sporco dei paesi e si vi trova perfettamente a suo agio. Anche il giornale del Vaticano, l’Osservatore romano, è sceso in campo; i preti, anziché preoccuparsi degli scandali che ne hanno minato la credibilità, si stracciano le vesti per “la dilagante immoralità, la mancanza di etica, la furbizia che c’è nel calcio” (io penso che sia invece molto più immorale spendere come ha fatto Moratti 1300 miliardi di lire senza mai vincere un tubo. Ma non lo si può dire, mica siamo calvinisti!)
 
Ne è scaturito che adesso i magistrati di ben tre città (Roma, Napoli e di nuovo Torino) stanno spulciando (con quale competenza non riesco ad immaginarlo; come si fa a giudicare la correttezza di un arbitraggio?!!) i verbali delle trascrizioni, e vivisezionando le partite dell’intero penultimo campionato (è ovvio che nell’ultimo le cose siano andate di pari modo, e non appare rilevante che al Milan – tanto per dire - siano stati concessi 10 calci di rigore e a noi 5), mentre fragorisissimamente sale al cielo la pressione dei nostri eversori affinché si comminino ai rei delle punizioni esemplari, “così che a nessuno mai più venga in testa di condizionare l’andamento delle partite di calcio, trattare con arroganza gli arbitri (dei quali arcinota è invece la “libido servitii”), chiudere il signor Paparesta (che a Reggio Calabria probabilmente per mandare a Moggi un contro messaggio di stampo camorristico ci aveva annullato due gol validi e ostacolato in cento mila modi) negli spogliatoi.
Che la mala pianta dell’arroganza e della superbia vengano per sempre sradicate e dove prima ossequiati e riveriti sedevano Moggi, Giraudo e Bottega (anche il povero Bettega che niente ha fatto, e non una sola parola ha detto) vengano sparsi quintati di sale (e non conta niente che fino a ieri non solo l’Inter che non vince mai niente, ma anche il Milan che in questi anni ci ha tenuto testa, han cercato fino a poco fà di acquisire le loro prestazioni).
 
L’Italia è il paese di piazzale Loreto, il Paese nel quale fino al 25 luglio tutti erano fascisti e all’indomani non se ne trovò più uno nemmeno a cercarlo col lanternino, il Paese che non ha mai finito una guerra a fianco dell’alleato o degli alleati con i quali la aveva cominciata. Gli italiani sono la gente più cinica e cattiva che c’è al mondo e nello stesso tempo, purtroppo, quelli che nello stesso tempo a parole, ma solo a parole, danno di più a vedere di tenere all’etica e al garantismo. Che Dio li stramaledica!
Le “tricoteuses” in servizio permanente effettivo (irriducibili giacobini come Marco Travaglio, come Oliviero Beha, come quel pezzo di merda di Gianni Minà, ma la fila è interminabile) e gli inesausti moralisti alla Veltroni invocano punizioni esemplari, la revoca degli scudetti vinti e la retrocessione della squadra in B, “no, anzi in C!”
 
Chissà realmente cosa c’è sotto! Permettetemi di dire che è faccio fatica a credere che un volpone come Luciano Moggi possa avere regalato ad un mentecatto come Aldo Biscardi un Rolex da 40 milioni  affinché il lunedì sera, nel corso del suo indecente processo, il suo "zubbèr mobbiolista" indirizzasse i suoi giudizi (sulle sviste arbitrali) in una data maniera. Si tratterebbe, se c’è una logica nelle cose, di uno smaccato e imperdonabile spreco di denaro e di energie, giacché anche i neonati sanno che la credibilità di quel cesso di trasmissione è meno di zero, e che la sua canea di ospiti figuranti è smaccatamente e incorreggibilmente antijuventina...! Fosse vero, io lo punirei Luciano Moggi solo per questo!
 
Probabilmente qualcosa ci sarà, non dico di no. C’è il vizio, comune ai potenti, dell’arroganza e della sbrigatività (cui fa da pendant la consuetudine tutta italiana del servilismo). Secondo me più è il “fumus persecutionis” che l’arrosto; secondo me si tratta sopra tutto di scene di figura, nel senso che “big Luciano” (la definizione non è mia) li teneva tutti sulla corda sia facendo la voce grossa e sia pagandoli (secondo me li pagava anche troppo, ma siamo in Italia dove tutto è acquistabile ma costa carissimo).
 
Solo chi segue con costanza le vicende che settimanalmente si dipanano sopra ai terreni di gioco sa quanto siano sudati, e meritati, i successi che la squadra per la quale tifo spesso consegue e quanto concreto e reale sia il valore dei suoi giocatori. Il lettore sa che quest’anno ad un certo punto del campionato avevamo sul Milan tredici o quattordici punti di vantaggio, vantaggio che nel prosieguo si è ridotto al minimo. E che la stessa cosa avvenne l’anno scorso. Sarebbe potuto succedere questo se veramente Moggi avesse tenuto in mano gli arbitri (e da loro invece, com’è più probabile, non si facesse invece menare per il naso?). E non muove ad alcuna considerazione il fatto che tutte le provinciali si battono contro di noi sempre alla morte, come il risultato della partita contro la magna Juventus decidesse ogni volta del loro futuro?
 
Non si possono scardinare certi preconcetti. E’ più facile che gli israeliani e i palestinesi facciano un governo di unità nazionale che far ragionare gente come Dotto, Ziliani, Pistocchi, Piccinini, Liguori, Mentana, Sconcerti, Cucci, Boniek, Mancini, Ancelotti, il solito Zeman, i Della Valle, il latitante Gaucci, lo Zamparini che in questo sistema ci ha sempre guazzato, lo stesso Berlusconi che fa finta di non ricordare che Giraudo e Moggi sono stati i grandi elettori del geometra Galliani alla presidenza della Lega. Potrei continuare all’infinito, salvo solo Padovan e Feltri, il direttore di Libero cui piace sempre andare controcorrente.
 
Il clima da caccia ‘alla strega’ è inarrestabile e non promette nulla di buono. Appare evidente che può essere realmente sanato solo dando ai nostri eversori tutte le soddisfazioni che chiedono, una di meno li farebbe gridare al favoritismo. E cioè il totale annientamento della società Juventus, dopo che hanno avuto la distruzione fisica dei suoi dirigenti.
E’ da quando seguo il calcio che si dice che la Juve vince rubando, ora hanno o credono di averne le prove. Che Dio abbia pietà dei vinti! Torneremo ad essere simpatici quando non saremo più capaci di vincere, come l’Inter e il suo presidente che, lasciatemelo ripetere, fino a ieri avrebbe fatto carte false per prenderseli lui Giraudo e Moggi. E come lui Berlusconi.
 
A Bari domani vinceremo il 29/mo scudetto (il 7/mo negli undici anni di gestione della così detta Triade). Mi registrerò la partita e conserverò la cassetta perché sarà un evento epocale e nulla più poi sarà come prima. E perché di questa dirigenza io riconosco ancora il valore e gli dico “Grazie”.
 
13 maggio 2006.
 
 
 
14/5 – 19^  di ritorno (ultima di campionato) a Bari: Reggina Juventus 0 a 2 per i gol di Trezeguet al 23’ (calcio d’angolo di Nedved, colpo di tacco di cannavaro che fa alzare il pallone a fil di traversa, Trezeguet si eleva a quell’altezza e la spinge dentro) e di Del Piero al 90’.
Non era la Reggina, oltretutto già salva, che poteva fermarci! Partita controllata dall’inizio alla fine, qualche sfortuna o imprecisione in fase di realizzazione, inoperoso Buffon. Capello ha schierato (Vieira era squalificato) Buffon (dall’85’ Abbiati), Balzaretti, Cannavaro, Kovac, Zambrotta, Camoranesi, Giannichedda, Emerson, Nedved, Trezeguet (dal 60’ Del Piero), Ibrahimovic. A disposizione Thuram, Zebina, Blasi, Mutu e Olivera.
I migliori: su tutti Nedved e camoranesi, quindi Ibrahimovic, Cannavaro e Kovac. Ha arbitrato (bene) il signor Banti.
 
Le altre partite:
Cagliari Inter 2 a 2 (Capone, Cruz, Suazo, Solari);
Chievo Fiorentina 0 a 2 (Toni, Dainelli);
Empoli Ascoli 1 a 2 (Tavano, Budan, Budan);
Lazio Parma 1 a 0 (Rocchi);
Milan Roma 2 a 1 (Kakà ®, Mexes, Amoroso ®);
Palermo Messina 1 a 0 (Godeas);
Samdoria Lecce 1 a 3 (Delvecchio, Konan, Konan, Flachi);
Siena Livorno 0 a 0;
Treviso Udinese 1 a 2 (Pieri, Borriello ®, Borriello).
 
 
 
Classifica finale:
 
Juventus 91 punti (+ 5 rispetto allo scorso campionato),
Milan 88 (+ 9),
Inter 76 (+ 4),
Fiorentina 74 (+32),
Roma 69 (+24),
Lazio 62 (+18),
Chievo 54 (+11),
Palermo 54 (-1),
Livorno 49 (+4),
Empoli 45 (in B),
Parma 45 (+3),
Ascoli 43 (in B),
Udinese 43 (-19),
Sampdoria 41 (-20),
Reggina 41 (-3),
Cagliari 39 (-5),
Siena 39 (-4),
Messina 31 (-17),
Lecce 29 (-15),
Treviso 21 (in B).
 
Juventus campione d’Italia. Juventus e Milan accesso diretto in Champions League; Inter e Fiorentina accesso in Champions L. previo preliminari; Roma, Lazio e Chievo coppa Uefa. Messina, Lecce e Treviso serie B.
 
 
Classifica cannonieri:
 
31 gol Luca Toni (2 dei quali su rigore);
23 gol David Trezeguet, nessuno su rigore);
22 gol David Suazo (di cui 5 su rig.);
19 gol Cristiano Lucarelli (4 su rig.);
19 gol Francesco Tavano (4 su rig.);
19 gol Andryi Shevchenko (5 su rig.);
17 gol Alberto Gilardino (17, 1);
16 gol Tommaso Rocchi, nessuno su rigore);
15 gol Julio Cruz (3 su rig.);
15 gol Francesco Totti (6 su rig.);
14 gol Kakà (3 su rig.);
13 gol Adriano (2 su rig.);
13 gol Arturo Di Napoli (3 su rig.);
13 gol Sergio Pellissier (2 su rig.);
12 gol Filippo Inzaghi (nessuno su rigore);
12 gol Alessandro Del Piero (2 su rig.);
12 gol Adamantino Mancini (3 su rig.);
11 gol Goran Pandev (nessuno su rig.);
11 gol Erjon Bogdani (nessuno su rig.);
11 gol Carvalho Amauri (2 su rig.);
11 gol Nicola Amoruso (2 su rig.)
11 gol Enrico Chiesa (3 su rig.);
11 gol Francesco Flachi (3 su rig.);
10 gol Davide Di Michele (nessuno su rig.)
10 gol Bernardo Corradi (1 su rig.);
10 gol Fabio Simplicio (3 su rig.)
 
 
 
 
Sulla faccenda delle intercettazioni Vi rimando alle autorevoli osservazioni di Christian Rocca uscite su Il Foglio del 9 maggio.
 
Siamo un paese fatto così. Da una settimana gli italiani hanno la prova mediatica che la Juventus compra gli arbitri. Ma questa “prova” arriva da una richiesta di archiviazione che, al contrario e senza alcun dubbio, prova come la Juventus non abbia comprato gli arbitri. Buffo, no? La richiesta di archiviazione non è stata scritta da un magistrato del porto delle nebbie né da un amichetto del quartierino né da un ipergarantista, ma da quel Marcello Maddalena che in un libro-intervista a Marco Travaglio disse che “quello immediatamente successivo all’arresto è un ‘momento magico’…” (pagina 27, righe 24 e 25).
Le intercettazioni che in questi giorni abbiamo letto sui giornali sono allegate al documento depositato da Maddalena che chiede al Tribunale di chiudere la pratica perché si tratta di una “indagine indubbiamente destinata a durare per anni e a riempire in eterno le pagine dei giornali e le trasmissione radiotelevisive ma per il cui avvio, lo si ripete, non è rimasto, allo stato (dopo tutti gli accertamenti che sono stati effettuati), neppure uno straccio di ‘notizia’ che lo consenta”. Avete letto bene, anche se in tv e sui giornali non viene ricordato: il magistrato ha scritto che dopo tutti gli accertamenti non esiste “neppure uno straccio di notizia” che consenta di continuare l’indagine. In un paese normale ci sarebbero state le scuse pubbliche alla Juventus e soltanto, ripeto: soltanto, un severo giudizio etico e disciplinare nei confronti del designatore degli arbitri e del direttore di una società sportiva colti a intrattenere rapporti troppo stretti. Le inchieste di Roma e Napoli riguardano altro, a quanto se ne sa: la gestione di calciatori, non di arbitri.
Dai processi si può uscire soltanto in due modi, o da innocenti o da colpevoli. Moggi, Giraudo e il designatore degli arbitri ne sono usciti da innocenti, sia in punta di diritto sia in punta di fatto. Per la precisione, nel processo non ci sono nemmeno entrati perché la stessa procura della Repubblica che ha ipotizzato nei loro confronti prima il reato di associazione a delinquere, poi di corruzione e infine di frode sportiva – e per questo li ha iscritti nel registro degli indagati – ha deciso che gli elementi raccolti, vale a dire le telefonate che abbiamo letto sui giornali, non solo non erano sufficienti a sostenere l’ipotesi accusatoria in un processo, ma non bastavano nemmeno a far continuare le indagini né per il reato di associazione, né per il reato di corruzione né per il reato di frode sportiva. Addirittura, ha scritto il pm Maddalena, “in ordine a eventuali designazioni di arbitri finalizzate a favorire la Juventus, dalla oggettiva analisi della documentazione non solo non si trae conferma alla iniziale ipotesi investigativa, ma al contrario si traggono elementi probatori di segno opposto, indicativi della assenza di irregolarità e di forme più o meno mascherate di designazioni arbitrali pilotate da parte del Pairetto”. Di nuovo, ci sarebbe da chiedere scusa alla Juventus. Invece, con la stessa foga dei bei tempi di Mani Pulite, si usano intercettazioni giudicate dai magistrati “elementi probatori di segno opposto” e “indicativi della assenza di irregolarità e di forme più o meno mascherate di designazioni arbitrali pilotate” per condannare in diretta televisiva e sui soliti giornali mozzorecchi chi nelle aule giudiziarie è risultato senza alcun dubbio innocente. Al carnevale giustizialista partecipa il solito Marco Travaglio, per l’occasione riesumato da Repubblica, il vice Torquemada della Gazzetta dello Sport e un paio di ridicoli deputati che, in quanto interisti o romanisti, si sono presi una licenza dalla loro presunta fede garantista nei confronti di Craxi e Berlusconi.
Ripeto: fatto salvo il tono delle telefonate, il linguaggio da bar dello sport e la millanteria dei protagonisti l’unica cosa che emerge dalle intercettazioni è l’inelegante intimità di rapporti tra uno dei due designatori e Moggi. La richiesta di avere taluni arbitri alle partite amichevoli, che peraltro dalle intercettazioni risulta avvenire dopo la designazione, è consentita ed è legittima visto che le amichevoli sono partite organizzate dalle società e non dalla federazione (parole sempre del pm). Quanto alla partita di Champions League, dalle intercettazioni viene fuori che Moggi avrebbe preferito un arbitro diverso da quello poi effettivamente designato. E il magistrato spiega che in generale “pare alquanto limitata la possibilità di Pairetto di pilotare le designazioni arbitrali”, mentre nel caso specifico “emerge come per tale partita la designazione dell’arbitro non sia stata affatto pilotata dal Pairetto”.
Un’altra intercettazione riguarda una Maserati sollecitata da Moggi a casa Agnelli. A leggere i giornali e ascoltare la tv sembra che Moggi abbia regalato una macchina costosa a Pairetto. Ecco che cosa scrive Maddalena: “L’ipotesi accusatoria… non ha trovato alcun riscontro, non potendosi ritenere tale il presunto intervento da parte di Moggi per anticipare la consegna di una autovettura Maserati destinata a conoscenti di Pairetto (autovettura regolarmente pagata dagli acquirenti)”. Leggete qui: “L’interessamento richiesto a Moggi non riguarda la consegna a titolo gratuito dell’auto e nemmeno la concessione di sconti, bensì il fatto che i tempi ordinari di consegna dell’auto sono molto lunghi, circa un anno di attesa”.
Le parole del pm Maddalena, di nuovo, sono definitive: “In tutta l’imponente massa delle conversazioni intercettate emerge in verità un atteggiamento integrante una sorta di ‘presunzione’ o ‘complesso di superiorità’ che potrebbe suonare così: ‘noi siamo i più bravi, i più forti, i più belli, i più tutto: ergo, non abbiamo bisogno di arbitri compiacenti o di favori, ma solo di arbitri bravi, onesti e corretti, che arbitrino secondo le regole… E così vinceremo’. Ed in effetti tutte le osservazioni, i commenti, le indicazioni (per le partite amichevoli), i suggerimenti riguardanti gli arbitri sembrano porsi sempre nell’ottica della ricerca dell’arbitro migliore per le partite della Juve, dell’arbitro cioè che meglio garantisca il regolare andamento ed il regolare esito della competizione sportiva”.
Le intercettazioni si sono protratte fino a comprendere le prime quattro giornate di campionato. Scrive il pm: “Per tre di queste partite non sono state registrate conversazioni utili tra gli indagati, nel senso che gli arbitraggi di tali gare non sono stati oggetto di particolari commenti e valutazioni”. Si è parlato, invece, di Samp-Juve, finita 0-3. E qui c’è una delle più incredibili mistificazioni giornalistiche degli ultimi anni. I giornali legano a quella partita una telefonata a Pairetto da parte dell’arbitro Dondarini (quella dei “cinquanta occhi che guardano”). La richiesta di archiviazione invece dice chiaramente ed esplicitamente l’opposto: i due non parlavano di Juventus, ma dell’inserimento di Dondarini nella lista degli arbitri internazionali nelle liste Uefa. L’arbitro sarebbe stato sotto i riflettori dell’Uefa, non di Moggi. Leggete che cosa ha scritto il magistrato: “E quindi si tratta di conversazione assolutamente… innocua (anche nell’ottica della peggior cultura del sospetto) perché di Samp-Juve non si parla proprio e, men che meno, si parla o si accenna a un arbitraggio di favore per la Juventus”.
Infine, ha scritto il procuratore Maddalena: “Ferme restando tutte le perplessità che suscita l’eccessiva contiguità tra il designatore arbitrale Pairetto ed i dirigenti della Juventus, rimane la considerazione – obbiettiva – che di quattro partite di campionato giocate ad intercettazioni in corso, e quindi possibili oggetti di frode sportiva, su tre non si sono registrati commenti di alcun genere idonei a supportare l’ipotesi di reato, e su una – appunto Sampdoria-Juventus – sono state invece registrate significative conversazioni tra tutti i protagonisti della ipotizzata possibile frode, ma da esse non solo non si traggono riscontri alla ipotesi investigativa, bensì piuttosto elementi di prova di segno contrario”. Né associazione a delinquere, né corruzione né frode sportiva, “piuttosto elementi di prova di segno contrario”. Moggi sarà impresentabile, ma se al Quirinale ci fosse uno come D’Alema, uno che la gogna delle intercettazioni sa che cosa sia, tutto ciò, diciamo, non accadrebbe.


 
Commento al (nostro) campionato:
 
La Juventus paga nell’ultimo tratto del campionato l’enorme dispendio di energie che nella prima e nella seconda parte di esso le era costato il porre tra sé e la seconda un margine di distanza di ben quattordici punti. E’ stato alla fine questo enorme margine a consentirle di chiudere prima e imbattuta, tenendo ad una distanza mai inferiore ai tre punti un Milan che di punti ne ha raccolti più di quanti ne siano serviti alle squadre che hanno vinto il campionato negli ultimi undici anni (cioè da quando vige il regolamento che paga la vittoria con tre punti). Con tutta la flessione finale la Juve è stata prima un rullo compressore: una sola sconfitta in 38 giornate contro le 6 dei rossoneri e le 8 dell’Inter.
Nella Champions League (che era il traguardo che più le interessava) si è fermata ai quarti di finale, di fronte a un Arsenal che avrebbe poi raggiunto la finale. Dispiace, ma cosa dovrebbero dire i tifosi e i responsabili di squadre che perdono tutto senza mai vincere niente?!
 
 
 
Il giudizio dei giocatori (tra parentesi il numero delle partite giocate)
 
Portieri:
Buffon (24) : Era, è, il titolare indiscusso, ma lussatasi seriamente una spalla nel “Berlusconi”, Berlusconi stesso in grazia dei buoni rapporti correnti con la Dirigenza bianconera ci diede (gratuitamente in prestito) Abbiati, da anni malinconica riserva di Dida. Rientrato in squadra con la prima di ritorno Gigi ha onorato la sua fama.
Abbiati (27) : Ha effettuato dei buoni anche se non a volte goffi interventi. Io faccio parte della corrente di pensiero che non vedrebbe di cattivo occhio – stati le recenti ultime vicissitudini e i grossi problemi economici che ne stanno derivando – che con Gigi (per antonomasia “il miglio portiere del mondo”) si faccia (buona) cassa e la salvaguardia della nostra porta la si affidi stabilmente a Abbiati, detto Kulovic.
Chimenti (4) : Si può dire che le migliori parate le ha effettuati alla quart’ultima contro di noi, quando anche con scene da pazzo isterico fece di tutto per conservare inviolata la sua porta.
Bonnefoi (0).
 
Difensori:
Cannavaro (48) : Sempre presente, prestazioni sempre di gran lusso.
Thuram (39) : Partito titolare ha finito da riserva; ormai i riflessi non sono più quelli di un tempo.
Balzaretti (28) : Bene, bravo. Generoso e di buona corsa.
Kovac (24) : Partito riserva ha finito da titolare; mobile, pronto, efficace.
Chiellini (23) : Troppo grezzo, un broccaccio che avremmo fatto meglio a lasciare ai viola.
Zebina (15) : Fa paura di quanto è scarso; ogni volta che tocca il pallone il pubblico lo fischia.
Pessotto (14) : Ormai è un onesto ex giocatore.
Gladstone (1) : Chi l’ha visto? A gennaio è stato mandato a farsi le ossa in serie B, al Verona.
Birindelli (0) : Come Pessotto, peggio di Pessotto.
 
Centrocampisti:
Emerson (47) : Un maestro. Per classe, tecnica, abnegazione, disciplina, impegno.
Nedved (46) : A trentaquattro anni gioca meglio, e sopra tutto, si impegna più di tanti suoi compagni. Rendimento inevitabilmente un po’ discontinuo ma giocatore impareggiabile per versatilità e classe.
Camoranesi (44) : Il migliore fra tutti: geniale e sregolato alternando finezze e ruvidità ha dato alla squadra un contributo che in un altro ruolo forse il solo Emerson.
Zambrotta (43) : Esaltante nella corsa e nei recuperi, commovente per l’impegno, la forza e la continuità. Bravissimo.
Vieira (42) : Io non lo avrei mai preso, troppo vecchio e troppo costoso. Ma alla fine ha dato un rendimento più che apprezzabile.
Giannichedda (23) : Ha giocato spezzoni di partita e intere solo quelle nelle quali Emerson e (sopra tutto) Vieira erano assenti. Prestazioni più di quantità che di qualità.
Blasi (21) : Un modesto manovale, fin troppo falloso anche.
 

Attaccanti:
Ibrahimovic (47) : Croce e delizia di noi tifosi ha alternato giocate sopraffine a errori marchiani. Prestazioni e realizzazioni inferiori a quelle dello scorso anno e alle attese.
Del Piero (45) : E’ irritante la buona stampa di incondizionatamente cui gode. Perché più solo gli errori e le cattive giocate che le buone. Ma la gente vede solo quest’ultime. Capello secondo me lo ha fatto giocare (pur se raramente partite intere) troppo.
Mutu (45) : Ha la forte attentuante di essere stato sempre utilizzato in un ruolo non suo. Ciò non mi impedisce di dire (io sono stato un suo convinto estimatore) che avrebbe potuto dare qualcosa di più.
Trezeguet (42) : Molti gol, basta dargli dei buoni palloni che al resto pensa lui.
Zalayeta (27) : Pochi brevi spezzoni, quasi sempre inconcludenti e deludenti.
Olivera (4) : L’anno scorso utilizzato meglio e più a lungo ci risolse quattro partite; quest’anno Capello non gli ha dato alcuno spazio.
 
L’allenatore Capello : La Juventus di don Fabio non diverte ma vince. 76 partite sempre in testa alla classifica non ammettono discussioni.
 
 
Dati di fatto:
 
Miglior marcatore: Trezeguet, 23;
Uomo assist: Camoranesi, 7;
Tiri totali: Ibrahimovic, 88;
Il più falloso: Vieira, 91;
Il più tartassato: Vieira, 99;
Il più ammonito: Vieira, 10;
Il più presente: Cannavaro, 36.
 
 
 
 
Commento al campionato (degli altri):
 
Questo campionato lo ha vinto (sul campo) la Juventus, non lo ha perduto il Milan (+12 in media inglese). L’Inter terza a 12 punti dai rossoneri e a 15 da noi. Solo buoni solo a lamentarsi!
Buoni i campionati di Fiorentina (Prandelli), Roma Spalletti) e della Lazio (Delio Rossi). Tra i giovani allenatori sono emersi Giampaolo (Ascoli), Pillon (Chievo), Donadoni (Livorno). Positivi il ritorno di Galeone (Udinese) e di Cagni (Empoli). Fallimentari o quasi le annate di Novellino (Sampdoria), di Guidolin (Palermo), del vecchio Mazzone (Livorno), del promettente Coda (Empoli) oltre, ovviamente, i trombati in corso d’opera (fra i più noti Somma, Baldini, Mutti, Del Neri, Cavasin e Cosmi).
Tra i giovani calciatori in evidenza, tra i portieri, Amelia (Livorno) e il nostro Mirante (Siena). Tra i difensori il cagliaritano Canini, il nostro Balzaretti, il viola Pasqual che più che un terzino è un’ala. Tra i centrocampisti il romanista Mancini e l’ascolano Foggia. Tra gli attaccanti il cagliaritano Suazo che ha realizzato più gol di Gigi Riva, e il laziale Rocchi che pur se non giovanissimo appena la tocca la mette dentro, i giovani Pazzini e Bojinov (Fiorentina) e l’altrettanto giovane Palladino (Livorno). Autore di bellissime giocate anche il tecnico Goran Pandev (Lazio).
 
Chiedo scusa agli altri meritevoli non citati.
 
20 maggio 2006.