JUVENTUS 2004-05
 
 
                                        2004-05
 
Arrivi:
Emerson (Roma), Kapo (Auxerre, libero), Giorgio Chiellini (Livorno), Blasi (Parma, fine prestito), Zebina (Roma, libero), Baiocco (Reggina, fine prestito); Oliveira (Atletico Madrid, fine prestito); Zalayeta (Perugia, fine prestito); Carini (Standard di Liegi, fine prestito); Bonnefoi (Messina, fine prestito); Benjamin e Palladino della primavera alla Salernitana; Bartolucci, Guzman, Konko, Maietta e Mirante della primavera al Crotone; Urbano, Pederzoli, Redavid alla Reggiana; Cannavaro (dall’Inter), Ibrahimovic (dall’Ajax);
Davide Arigò (att., 19 anni, dal Messina)
 
Partenze:
Zenoni (Sampdoria, per fortuna in via definitiva); Conte (fine contratto, finalmente!); Di Vaio (Valencia); Brighi (Roma, non so in quali termini); Maresca (Fiorentina, compropr. libera); Chiellini (alla Fiorentina, compr. libera); Carini (all’Inter, defin.); Baiocco (Perugia, prest. grat.); Miccoli (alla Fiorentina, compr. libera); Zanchi (Messina, prest. grat.).
 
Rosa :
 
1 Gianluigi BUFFON (26 anni; scadenza contratto 2008);
2 Ciro FERRARA (37 anni – 2005);
3 Alessio TACCHINARDI (29 anni – 2009);
4 Paolo MONTERO (33 – 2005);
5 Igor TUDOR (26 – 2007);
6 Nicola LEGROTTAGLIE (28 – 2008);
7 Gian Luca PESSOTTO (34 – 2005);
8 EMERSON (28 – 2009);
9 Zlatan IBRAHIMOVIC (22 – 2008);
10 Alessandro DEL PIERO (30 – 2008);
11 Pavel NEDVED (32 – 2006);
12 Antonio CHIMENTI (34 – 2005);
13 Mark IULIANO (31 – 2005);
15 Alessandro BIRINDELLI (30 – 2007);
16 Mauro German CAMORANESI (28 – 2006);
17 David TREZEGUET (27 – 2008);
18 Stephan APPIAH (24 – 2008);
19 Gian Luca ZAMBROTTA (27 – 2008);
20 Manuele BLASI (23 – 2007);
21 Lilian THURAM (32 – 2006);
22 Landry BONNEFOI (21 – 2006);
23 Olivier KAPO (23 – 2008);
24 Ruben OLIVERA (22 – 2006);
25 Marcelo ZALAYETA (26 – 2006);
27 Jonathan ZEBINA (25 – 2008);
28 Fabio CANNAVARO (31 – 2008).
 
Non sono stati assegnati i numeri di maglia 14 e 26.
 
Trasferimenti principali:
 
Italia:
 
Jaap Stam dalla Lazio al Milan; Edgar Davids dal Barcellona (libero) all’Inter; Juan S. Veron dal Chelsea in prestito gratuito all’Inter; Hernan Crespo dal Chelsea in prestito gratuito al Milan; Emerson dalla Roma alla Juventus; Esteban Cambiasso dal Real Madrid all’Inter; Burdisso dal Boca Juniors all’Inter; Enzino Maresca dalla Juventus in comproprietà alla Fiorentina; Javier Portillo dal Real Madrid in prestito alla Fiorentina; Thomas Ujfalusi dall’Amburgo alla Fiorentina; Oscar Lopez dal Barcellona in prestito alla Lazio; Jaime Valdes dal Bari alla Fiorentina; Simone Perrotta dal Chievo alla Roma; Ze’ Maria dal Perugia all’Inter; Matteo Ferrari dal Parma alla Roma; Andrea Barzagli dal Chievo al Palermo; Philippe Mexes dall’Auxerre (libero) alla Roma; Davide Chiumento dalla Juventus al Siena; Eleftheropoulos dall’Olimpiakos al Messina; Matteo Brighi dalla Roma al Chievo; Limbersky dal Modena all’Udinese; Mido dal Marsiglia alla Roma.
 
Estero:
 
Xavier Chevanton dal Lecce al Monaco; Mohammad Kallon dall’Inter al Monaco; Fernando Morientes dal Monaco al Real Madrid (fine prestito); Mateja Kezman dal PSV Eindhoven al Chelsea; Didier Drogba dal Marsiglia al Chelsea; Petr Chec dallo Stade Rennais al Chelsea; Michel Owen dal Liverpool al Real Madrid; Marco Di Vaio dalla Juventus al Valencia; Walter Samuel dalla Roma al Real Madrid; Matuzalem dal Brescia al Skakthar Donetz; Fernando Cavenaghi dal River Plate al Cska di Mosca; Samuel Eto’o dal Maiorca al Barcellona; José Edmilson dal Lione al Barcellona; Wayne Rooney dall’Everton al Manchester Utd.; Luis Fabiano dal San Paolo al Porto; Saviola dal Barcellona in prestito al Monaco; Ricardo Carvalho dal Porto al Chelsea; Bernardo Corradi e Stefano Fiore dalla Lazio al Valencia; Emiliano Moretti dal Parma al Valencia; D. Cissé dall’Auxesse al Liverpool; Woodgate dal Newcastle al Real Madrid; P. Ferreira (d.) dal Porto al Chelsea; Robben dal PSV Eindhoven al Chelsea.
 
Squadre:
Atalanta (Andrea Mandorlini), Bologna (il sor Carletto Mazzone), Brescia (Giovanni De Biasi), Cagliari (Arrigoni); Chievo (Beretta); Fiorentina (l’esoso ed odioso Emiliano Mondonico/Sergio Buso); Inter (Roberto Mancini); Juventus (Fabio Capello), Lazio (Mimmo Caso/Giuseppe Papadopulo), Lecce (Zdenek Zeman), Livorno (Franco Colomba); Messina (Bortolo Mutti); Milan (Carlo Ancelotti), Palermo (Francesco Guidolin); Parma (Silvio Baldini/Gedeone Carmignani), Roma (Cesare Prandelli/Rudy Voeller/Luigi Del Neri), Reggina (Mazzarri), Sampdoria (Walter Novellino), Siena (il pluritrombato Luigi Simoni), Udinese (Luciano Spalletti).
 
 
Abbonati alla stadio: 16.690. L’anno scorso 28.672; negli anni passati, a ritroso, 33.428, 35.535, 35.446, 34.276, 43.533, 40.338). Una desolazione, uno squallore! I torinesi si meritano il Toro.
 
 
Guida al campionato:
 
Cosa volete che vi dica?!! Moggi m’ha venduto Miccoli e di Maresca per i quali stravedo e ai quali preconizzo un futuro radioso. E’ vero che li ha sostituiti come meglio non si poteva, così come e’ vero che Maresca era giusto darlo un po’ via, risultando inscalfibile in campo e sulla carta la posizione di Emerson. Ma Miccoli non dovevano darlo via, Miccoli e’ un autentico fenomeno, un fulmine di guerra, l’unico attaccante oggi capace di saltare Nesta. discuto Ibrahimovic che e’ un autentico fuoriclasse. Quel che mi irrita, e che ha irritato lo stesso Miccoli, e che ha irritato Di Vaio laggiù a Valencia, e’ che lo hanno sacrificato a Del Piero, questo ostinato, autolesionistico continuare ad insistere, in via Galileo Ferraris, al di là di ogni logica ed evidenza, sul classico professore morto anziché su un puledrino vivo e pimpante.
Sarebbe stata una Juve quasi perfetta, con Miccoli. Perché con l’esperto Cannavaro preso senza sborsare una lira (ma purtroppo gratificato, a 31 anni d’un contratto troppo lungo), coll’impareggiabile Emerson pagato carissimo, e col formidabile Ibrahimovic, pagato il giusto, la Juve e’ diventata fortissima e, come ha detto Buffon, adesso potrebbe vincere anche senza dare il massimo. Ma rimane sotto gli occhi di tutti che Del Piero e’ da tempo un ex fuoriclasse. Chi scrive lo sostiene da cinque anni, e recentemente lo hanno detto anche Platini e Vialli suscitando il suo velenoso sarcasmo. Del Piero, l’ex Pinturicchio, l’eterno Godot, non dà né quel che dovrebbe dare e nemmeno quel che vorrebbe dare; era indispensabile tenere Miccoli, quel Miccoli che, intanto, nella nazionale di Marcello Lippi gli ha strappato, com’era ovvio che facesse, la maglia di titolare.
All’incirca tutti gli obiettivi di acquisto (dico d’acquisto, non di partenze ché quello e’ l’aspetto più difficile della questione) sono stati raggiunti. Quell’”all’incirca” si riferisce al mancato arrivo di Marek Iankulovski che Moggi ha ammesso di aver voluto comprare ma che i dirigenti friulani hanno preferito vendere (per 10 milioni di euro, anziché i 7 che offriva loro Moggi) al Cska di Moska del magnate Abrahamovic. Aveva cercato, Moggi, di prendere anche Adrian Mutu (e’ un po’ strano quest’anno Moggi, che parla anche degli affari non andati in porto), facendoselo all’incirca regalare. Ma l’anzidetto Abramovic che aveva appena regalato alle milanesi Veron e Crespo, all’ultimo momento, forse perché piccato del fatto che Jankulowski per la speranza di poter venire alla Juve gli rispondeva di no, si e’ impuntato e ha stracciato le carte già pronte. Anche se sono un grande ammiratore del rumeno son contento che sia finita così, se no Moggi non prendeva Ibrahimovic. Perché Mutu avrebbe potuto sostituire solo Del Piero (e noi a questo scopo avevamo Miccoli) mentre Ibrahimovic può egregiamente sostituire sia Trezeguet che lo stesso Del Piero. E’ veramente forte la Juve quest’anno, specie se dinanzi a Buffon Capello continuerà a fidarsi quale direttore della difesa del vecchio Montero. Ma Fabio Capello e’ uno che non perde la testa alle prime procelle e sa il fatto suo come pochi. 
Formidabile rimane il Milan, fortissimo sulla carta. Sul campo occorrerà vedere, data l’alta età dei giocatori, dei difensori in particolare, Stam compreso. E’ difficile che degli ultratrentenni sappiano ripetersi in un campionato lungo e logorante come il nostro. In questo contesto s’inquadra il problema Maldini che all’unisono tutti fan finta di ignorare ma che si farà sentire e peserà parecchio. Perché il “mammasantissima” (ogni squadra ha il suo “mammasantissima”, solo che mentre Capello sa fregarsene il povero Ancelotti ci deve fare i conti mattina e sera) desiderando continuare a spendersi al centro della difesa (dove ben protetto da Nesta rischia poco e suda niente e può quindi perpetuarsi ancora per un altro paio d’anni) ha pubblicamente dichiarato che “sulla fascia non ci torna”. Così che l’acquisto del poderoso olandese rischia di trasformarsi in una cagione di squilibrio tattico e di malumori, specie se le cose non dovessero girare da subito per il meglio.
Messa meglio, sulla carta e finalmente anche sul campo, mi sembra l’Inter. Che – azzardo – se non vince quest’anno non vince mai più. Dispongono del miglior centravanti del mondo, uno che appena si tocca fa gol, e di un centrocampo che uguali non ce ne sono, composto di artisti di genio e pennello (Veron e Recoba), di irriducibili mastini (Edgar Davids e Cambiasso) e di un paio di mezzosangue di alta qualità (Stankovic e Recoba). E li guiderà quel Roberto Mancini che nei due anni trascorsi alla Lazio ha mostrato d’essere un allenatore scrupoloso e capace. Di negativo c’e’ che non sono riusciti a far fuori l’onerosissimo Vieri che in una realistica scala di valori viene non dopo l’intoccabile Adriano ma dopo Oba Oba Martins, un altro castigo di Dio anche lui. Vieri e’ un ex calciatore che i moltissimi acciacchi, le grazie della Canalis e un contratto inarrivabile hanno ormai del tutto ottuso. Ormai e’ alla sinecura, ma testa di cazzo com’e’ non e’ da escludere che sfasci (e non solo in senso metaforico) l’ambiente e appenda il Mancio al chiodo.
Chi vincerà il campionato non siamo in grado di dirlo. Per vincere un campionato ci vuole (anche) quel pizzico di fortuna che nei momenti giusti aiuti a fare la differenza. Se la dea bendata ci dà la mano possiamo vincere tutto. Senza di lei non si vince.
Io, questione Miccoli–Del Piero a parte, mi sento abbastanza tranquillo e di don Fabio mi fido; Moggi spargendo micragna ha messo su uno squadrone. Certo, avessimo anche Nesta saremmo imbattibili, avessimo preso Stankovic (e qui il Lucianone non ha molte colpe perché lo aveva già preso, lo zingaro) giocheremmo tra Marte Saturno e Venere. Ma non mi lamento, non intendo assolutamente porre in discussione la scelta della proprietà di continuare a salvaguardare la sanità del bilancio. Dopo sette anni di modesti ma significativi utili, nel mentre che il mondo del calcio affondava in una voragine di debiti, l’esercizio 2003/2004 si e’ chiuso con una perdita di 17,2 milioni di euro. E’ quasi niente rispetto a quel che c’e’ in giro, ma in Juve, dove si e’ scelta la strada dell’autofinanziamento e la si persegue rigorosamente, fanno impressione.
Io sono d’accordo con questa impostazione, ma Miccoli no, Miccoli non dovevano venderlo o almeno dovevano riservarsi il diritto di riscatto. Dovevano dargli Del Piero, piuttosto. O, chissà, magari ci ha provato e gli e’ andata buca. Sulle rive dell’Arno non girano certo con la sveglia al collo.
Belli stan facendosi i viola, che io gli tiferei un po’ se non li vedessi, loro, i loro tifosi e quell’antipatico del loro allenatore, come il fumo negli occhi. Han preso quell’Ujfalusi al quale al recente europeo ho visto fare cose egregie, han preso il “galactico” Portillo, han preso il funambolico Valdes. E li han presi loro, Miccoli e Maresca. I quali tutti, affidati al ginnasiarca Mondonico, finiranno inevitabilmente per appassire, legato com’e’ quell’odioso figuro a degli schemi ottusi e micragnosi. La presenza del tecnico conta eccome! Ed e’ per la stima che porto a Zeman, a Silvio Baldini, a Novellino e a Spalletti che vi dico di seguire con attenzione le prestazioni di Lecce, Parma, Sampdoria e Udinese. Ci metto anche il Palermo non tanto per il micragnoso Guidolin ma per riguardo ai soldi che lo Zampa ci ha investito in questi ultimi due anni e la qualità di molti dei suoi giocatori, Luca Toni su tutti.
 
Partite:
 
10/7 contro una rappresentativa piacentina (am.) 4 a 0 (Miccoli, Miccoli, Oliveira, Tacchinardi).
 
13/7 contro l’Alessandria (am.) 5 a 0 (Chiellini, Tacchinardi, Oliveira, Kapo, Zalayeta).
 
18/7 Pavia Juventus (am.) 2 a 4 (Kapo. Miccoli, Zalayeta, Tacchinardi).
 
21/7 a Monza: Juventus Genoa (am.) 3 a 1 (Kapo, Miccoli, Brighi).
 
24/7 Paris S.G. Juventus (am.) 0 a 1 (Zalayeta).
 
27/7 trofeo Tim (am.): Inter Juventus 1 a 0 (Maartins). Milan Juventus 2 a 0 (Pozzi, Ambrosini).
 
1/8 Fenerbahce Juventus (am.) 2 a 0 (doppietta di Van Hojdoonk).
 
3/8 trofeo Birra Moretti (am.): Juventus Inter 1 a 0 (Trezeguet). Juventus Palermo 0 a 0.
 
6/8 Cesena Juventus (am.) 1 a 2 (Zambrotta, Del Piero ®).
 
10/8 preliminare di Champion League Juventus Djurgarten 2 a 2 (Johnsson ®, Hysen. Trezeguet, Emerson). Primo tempo da incubi, ci sovrastavano da tutte le parti. Nella ripresa se non fossero state Del Piero e la pioggia a frenare il gioco li avremmo sicuramente rimontati.
 
13/8 Livorno Juventus (am.) 1 a 1 Zebina, Danilevicius.
 
17/8 Messina Juventus (am.) 0 a 1 Emerson.
 
21/8 a Villar Perosa tradizionale incontro con una formazione delle giovanili: 5 a 0 Trezeguet, Del Piero, Kapo, Zalayeta, Zalayeta.
 
25/8 ritorno del preliminare di Champion L. contro il Djurgarten: 1 a 4 per i gol di Del Piero (Oliveira), Arneng, Trezeguet (Birindelli), Nedved (Del Piero), Trezeguet (Zalayeta). In recupero di preparazione i bianconeri hanno dominato il campo surclassando gli avversari. I gol e le occasioni migliori sono scaturite quasi sempre da manovre di aggiramento dal fondo conclusi con i canonici traversoni. Capello nei dieci undicesimi ha schierato secondo me la squadra più logica, con i due vecchi Thuram e Montero a ringhiare dinanzi a Buffon, col volenteroso Birindelli e l’estroso Oliveira che imperversavano sulla fascia destra e il generoso Zambrotta e il puntiglioso Nedved su quella sinistra mentre Blasi e Emerson fungevano da frangiflutti (molto buona la gara di Blasi) a centrocampo. Trezeguet e Del Piero le punte. Trezeguet dei tre palloni che gli sono stati messi sul piede a due metri dalla linea due li ha messi dentro e col terzo ha severamente impegnato il portiere avversario mentre Del Piero ha corso molto e sbagliato tanto. Ad ogni modo io resto miccoliano.
 
Sorteggi della Champions League:
Gruppo A   Deportivo, Liverpool, Monaco, Olympiakos;
Gruppo B   Real Madrid, Roma, Bayer Leverkusen, Dinamo Kiev;
Gruppo C   Bayern Monaco, Juventus, Ajax, Maccabi;
Gruppo D   Manchester Utd., Lione, Sparta Praga, Fenerbahce;
Gruppo E   Arsenal, Panathinaikos, Psv, Rosenborg;
Gruppo F   Barcellona, Milan, Celtic Glasgow, Shakhtar;
Gruppo G   Valencia, Inter, Anderlecht, Werder Brema,
Gruppo H   Porto, Chelsea, Paris Saint Germain, Cska Mosca;
 
28/8 trofeo Berlusconi (am.) Milan Juventus 0 a 1 per il gol di Oliveira ad inizio di ripresa. Juve rimaneggiata, rossoneri al completo. Bianconeri senza Buffon, Montero, Nedved e Trezeguet, rossoneri con Shevchenko, Tomasson, Kakà, Rui Costa, Seedorf, Stam e Nesta, il primo dei quali bastava ed avanzava per bloccare il tecnico ma lento Zalayeta e il secondo non faceva veder palla a Del Piero. Il primo tempo si chiude con una sola occasione (a zero) per i campioni d’Italia su un fuori gioco male applicato da Tudor e i suoi che al 19/mo minuto permette a Shevchenko di presentarsi solo dinanzi a Chimenti. L’ucraino anziché tirare passa al centro allo smarcatissimo Kakà il cui tiro a porta libera fa letteralmente cacare. Nell’intervallo Capello avvicenda l’involuto Del Piero con il vivacissimo Miccoli il quale al primo affondo si beve in un solo colpo sia Nesta che Stam e passa il pallone al centro al sopraggiungente Oliveira il quale facendo meglio dell’osannatissimo Kakà nell’occasione precedentemente descritta fulmina sotto la traversa. Il Milan che si apre per recuperare offre vaste prateria alle scorribande di Miccoli e Oliveira. il Romario del Salento getta più volta lo scompiglio nella retroguardia dei rossoneri (con un formidabilissimo tiro in corsa colpisce anche un palo), e così anche l’efficace Oliveira e i compagni che di volta in volta affondavano in contropiede i colpi (Kapo nel finale si mangia un gol fatto). Ottimo Thuram che si e’ aggiudicato il trofeo di migliore in campo, ancora schierato centrale (siccome lo affiancava il lento Tudor e non Montero stasera, a differenza di mercoledì scorso, abbiamo lasciato qualche conclusione agli avversari), bene Chimenti e ovviamente Miccoli. Gran bella Juve quella del secondo tempo con Miccoli al posto di Del Piero, ma Montero non può essere sostituito da Tudor né Trezeguet da Zalayeta.
 
2 set 2004: Roberto Bettega e’ il nuovo presidente del G14, composto dai club più prestigiosi d’Europa. Il vicepresidente bianconero subentra a Florentino Perez, presidente del Real Madrid. Gli altri quattro componenti del nuovo board, eletti durante il summit allo Stadio Dragao di Oporto, sono David Dein, Vicepresidente dell’Arsenal, Joan Laporta, Presidente del Barcellona, Michael Meier, Presidente del Borussia Dortmund e Pinto Da Costa, Presidente del Porto.

3/9 Biellese Juventus (am.) 5 a 0 per i gol di Zalayeta, Zalayeta, Kapo, Oliveira, Pessotto.
 
9/9 Ivrea Juventus (am) 3 a 0 per i gol di Zalayeta, Trezeguet ® e Emerson.
 
12/9 (1^ di campionato): Brescia Juventus 0 a 3, gol di Nedved al 34’ (di testa su calcio d’angolo), di Trezeguet al 38’ (a conclusione di una triangolazione centro-destra-centro di Nedved e Zebina). Capello aveva schierato Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson. Blasi, Nedved, Del Piero e Trezeguet. Subentri: Ibrahimovic (Trezeguet) al 1’ del s.t.. Tacchinardi (Emerson) al 15’ del s.t.. Oliveira (Del Piero) al 20’ del s.t.  Sono rimasti in panchina: Bonnefoy, Tudor, Pessotto, Zalayeta. Indisponibili Chimenti, Ferrara e Montero. Legrottaglie, Iuliano, Appiah e Kapo invece si sono dovuti accomodare in tribuna.
Non c’e’ stata partita, nonostante che l’immancabile piagnisteo del Corioni di turno che si e’ pubblicamente lagnato del fatto “che il Brescia ha avuto due ammoniti e la Juve solo uno (sic!)”, cui i massmedia fanno a gara a dare venefico fiato. Non c’e’ stata partita, nonostante che i bresciani si cautelassero giocando con 5 difensori e 6 centrocampisti. Bella Juve, concreta e incisiva in attacco, ma soprattutto assai salda nella cerniera di mezzo. 
 
I risultati delle altre partite:
 
·          Atalanta Lecce 2 a 2 (Pazzini, Giacomazzi, Albertini, Bojinov);
·          Cagliari Bologna 1 a 0 (Esposito);
·          Chievo Inter 2 a 2 (Stankovic, Semioli, Pellissier, Adriano);
·          Milan Livorno 2 a 2 (Seedorf, Lucarelli ®, Seedorf, Lucarelli);
·          Palermo Siena 1 a 0 (Toni);
·          Parma Messina 0 a 0;
·          Reggina Udinese 0 a 0;
·          Roma Fiorentina 1 a 0 (Montella);
·          Sampdoria Lazio 0 a 1 (Di Canio ®)
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Mi e’ molto piaciuto vedere sugli spalti del Rigamonti di Brescia la signora Allegra Agnelli col giovane Andrea. La loro presenza anche fuor del “delle Alpi” conforta la mia speranza che della Juve prenda a curarsi il minore dei figli d’Umberto, che ha il più bello dei cognomi e un nome italianissimo.
2.     I gol di Pazzini, di Esposito e di Bojinov: largo ai giovani, costano poco e hanno fame di gol e di successi.
3.     Le molte parate del portiere di riserva del Lecce Anania; che lui, Sicignano e il cielo preservino sempre la periclitante porta della squadra di Zeman. Zeman e’ un uomo retto e un maestro di calcio, merita fortuna. Bisogna solo dargli il tempo d’insegnare a quei ragazzi come si gioca al calcio.
4.     Il Chievo, il Chievo, contro l’Inter. Ma niente in confronto a quanto, poi, la sera, mi sia piaciuto il Livorno! Comincio a pensare che questi giovani allenatori che or oggi s’affacciano alla massima serie A abbiano delle qualità.
5.     Il gol di Luca Toni, puntuale come Canzonissima.
6.     La prestazione di Marc Pfertzel, ventitreenne laterale di lotta e di governo dei livornesi.  
7.     Mi piace il contributo che dà alla squadra Manuele Blasi: non e’ un fuoriclasse, e’ uno che talvolta la pecora anziché tosarla la scanna; ma e’ col sudore degli ascari che gli ufficiali si lustrano gli stivali. 
8.     Mi e’ molto piaciuto che “barbapensosa” Giunti abbia sbagliato il rigore che avrebbe potuto dare il pareggio al Bologna. Il pareggio sarebbe stato ingiusto per il Cagliari e una non meritata gratifica per un eterno fallito come lui.
9.     Mi e’ molto piaciuto l’editoriale di Giancarlo Padovan sulla partita di Brescia. Mi dispiace di non poterlo portare qui.
10.  Mi ha fatto ridere un mondo il solito Moratti che dopo la brutta figura dei suoi a Chievo ha fatto pervenire al povero Mancini e ai giocatori “i segni del suo disorientamento” e li ha paternamente esortati “a dare di più”.
  
E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     Per niente mi e’ piaciuto il piagnisteo post partita dell’allenatore dei viola Mondonico che ha spiegato il successo dei giallorossi sui suoi col fatto che “loro avevano Montella e noi Portillo”. Per questo velenoso falsario che da trent’anni si camuffa da bonario peloso le vittorie son sempre merito suo mentre le sconfitte scaturiscono ogni volta dal minor valore dei suoi o dagli errori di questo o di quello dei suoi. Un capo che si rispetti non deve mai parlare così dei suoi uomini, neanche quando ha ragione di farlo. A parte il fatto che la vittoria degli uomini di Voller e’ parsa sacrosanta.
2.     Non mi sono piaciute le difese di Inter e Milan. Entrambe risibili, ridicole. La prima col duo Mihailovic Materassi che sembravano Stanlio e Ollio. La seconda con l’Ancelotti che per far giocare Maldini al centro della difesa ha concesso un turno di riposo a Nesta. Col risultato che Stam non ha fatto toccare palla a Protti ma Lucarelli al “mammasantissima” glie ne ha fatti due!
3.     Non mi e’ piaciuto il palo di Franceschini nel finale di Chievo Inter. Agli interisti magari sarà piaciuto, ma io sto parlando per me.
4.     Non mi e’ piaciuto il granguignolesco furore di Paolo Di Canio. Calma, c’e’ un limite anche ai buoni sentimenti!
5.     Non mi e’ piaciuto il fiato che Rai e Mediaset continuano a dare ai lamenti dei vari Spinelli, Corioni e compagnia cantanti. E’ una solfa insopportabile; non possono continuare a sputare su chi gli riempie il piatto. Si facciano il loro bel campionato di morti di fame! E quel Paolo Casarin che vuole andare a fare il presidente della Federcalcio e gli strizza l’occhio!
6.     Non mi e’ piaciuto che i soloni del governo del calcio abbiano proibito agli allenatori di fumare. Il vecchio Boniperti diceva che non si può scrivere di calcio se almeno non si tirato un corner in serie A; a me viene di aggiungere che non possono dettare le regole del calcio uomini che passano le giornate a giocare a golf in blazer blu. 
7.     Non mi e’ piaciuto che il presidente della Lega calcio intimidisca gli arbitri a vantaggio del suo Milan anche quando applicano correttamente le norme.  
8.     Insopportabile, su Sky, quel Zvonimir Boban a commentare da ammiccante afono i fatti e i misfatti domenicali. Non riesco a digerirlo neanche condito con i succhi e le polpe della D’Amico.
 
Dopo la partita col Brescia la Snai ha innalzato il “rating” della Juventus abbassandone il valore di rischio da 3,50 a 2,80.  
 
  
15/9 (Ch. L.): Ajax Juventus 0 a 1, gol di Nedved al 42’ (rapidamente, di esterno sin., quasi ad interrompere un dribbling mezzo pazzo di Camoranesi). Formazione: Buffon, Birindelli, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Blasi, Nedved, Del Piero e Ibrahimovic. Sostituzioni: Pessotto (Birindelli) e Oliveira (Nedved) dal 20’ del 2^ tempo, Appiah (Del Piero) dal 32’ del 2^ tempo. In panchina: Chimenti, Tudor, Trezeguet. Bonnefoi, Legrottaglie, Iuliano, Kapo e Zalayeta. Indisponibili o non convocati: Montero, Ferrara (infortunati), Zebina (squalificato) e Tacchinardi.
Questa squadra e’ quadrata come la mascella di don Fabio, e questa sera si giocava all’Amsterdam Arena non sotto gli occhi bovini del signor Luigi Corioni. Nel senso che a una rivale fatta di giovani insidiosi e ambiziosi come gli avversari di stasera qualcosa avremmo dovuto lasciarla, solo che dovevamo misurarla noi questa quantità e non loro, o il signor Koeman. Ebbene, solo un palo di Sonk, ad inizio di partita, poi solo alcune accanite ripartenze che come le meteoriti che si spengono nell’impatto con l’atmosfera e non toccano terra, si spegnevano quasi sempre sui piedi dei centrocampisti oppure dei difensori e raramente sui guantoni del nostro portiere, il quale si e’ distinto sopra tutto nelle uscite alte. Per spegnerne il vigore a Capello e’ bastato, a metà ripresa (ma secondo me doveva farlo ad inizio del secondo tempo) inserire il vecchio Pessotto per mettere la mordacchia allo sgusciante Mitea, rinforzare con Appiah la linea mediana e, un poco più tardi, intorno alla mezz’ora, darle col nerbo e le gambe di Oliveira quel rinnovato vigore che ci ha fatto sfiorare, con Ibrahimovic e con lo stesso Oliveira, due o tre volte il raddoppio.
Questa squadra e’ come un pugile solido di gambe, quadrato di tronco ma pericolosissimo nell’allungo. Chi ci va a sbattere rischia di farsi veramente male. In campo tutti bene, ma Del Piero che sentendo odore di bruciato si e’ impegnato particolarmente non ha inciso come lui stesso e i suoi estenuati fans avrebbero desiderato. Io, perduto Miccoli, mi accontento volentieri di quell’Oliveira che l’anno scorso e due anni fa dileggiavamo chiamandolo oggetto misterioso. Ibrahimovic che non ha ancora l’intesa con i compagni ha cercato il gol con degli spunti individuali che hanno mandato in visibilio i suoi nuovi tifosi.
L’altra partita del nostro gruppo (lo C) si e’ conclusa con la vittoria del Bayern di Monaco a Tel Aviv per un gol (su rigore) a zero. Le italiane: Inter Werder Brema 2 a 0 (doppietta di Adriano, il primo su rigore); Shakhtar Milan 0 a 1 (Seedorf); Roma Dinamo di Kiev e’ stata sospesa sullo 0 a 1 per ferita all’arbitro. Siamo aquile, voliamo alto: non commentiamo
 
19/9 (2^ di campionato): Juventus Atalanta 2 a 0. Doppietta di Trezeguet al suo solito modo, ciò nonostante due bei gol. Capello ha schierato: Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Olivera (Camoranesi dal 1' s.t.), Tacchinardi (Appiah dal 24' s.t.), Emerson, Nedved; Ibrahimovic (Zalayeta dal 42' s.t.), Trezeguet.  A disposizione: Bonnefoi, Tudor, Pessotto, Del Piero. Indisponibili: Ferrara e Montero. In tribuna: Chimenti, Birindelli, Legrottaglie, Iuliano, Blasi, Kapo.
Questa Juve e’ meno brillante di quella di Lippi, anche più lenta e meno rabbiosa, ma non concede mai nulla alle avversarie. Buffon e i difensori sono stati quasi tutto il tempi inoperosi e se e’ vero che i gol potevano essere tre, quattro o anche cinque e’ anche vero che anche l’uno a zero sarebbe andato benissimo. Massimo risultato col minimo sforzo, la stagione e’ lunghissima e Capello e’ quello che vinse tre scudetti di seguito col logoro Milan di Sacchi.
 
I risultati delle altre partite:
 
·          Bologna Milan 0 a 2 (Shevchenko su rigore al 39’ del s.t., Kaka’ al 46’);
·          Fiorentina Cagliari 2 a 1 (Miccoli, Dainelli, Suazo);
·          Inter Palermo 1 a 1 (Adriano, Toni);
·          Lazio Reggina 1 a 1 (Inzaghi su rigore, Bonazzoli);
·          Lecce Brescia 4 a 1 (Caracciolo, Bojinov, Belianov, Bojinov, Giacomazzi);
·          Livorno Chievo 1 a 2 (Protti, Cossato, Semioli);
·          Messina Roma 4 a 3 (Parisi su rigore, Montella, Giampa’, Montella, Montella, Zampagna, Sullo;
·          Siena Sampdoria 2 a 1 (Flachi, Versassola, Portanova);
·          Udinese Parma 4 a 0 (Di Natale, Jankulowski su rigore, Di Michele, Fava).
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Mi sono molto piaciute le parole che l’ultimo arrivato tra gli allenatori, dico quel Caso che per prendersi cura della Lazio prende meno d’un cassiere della banca d’Italia, ha pronunciato a proposito del problema arbitri. Ha detto che mai esprimerà un giudizio sull’operato dei giudici di gara, nemmeno quando condizioneranno negativamente il risultato di una gara o di più gare della sua squadra. Con chiare e dirette parole ha stigmatizzato il fatto che dalle 17 di ogni domenica e fino alle ore 24 dei lunedì successivi si pratichi con feroce accanimento, su tutto il territorio nazionale e spesso sotto la guida di ex arbitri, la caccia all’errore dei giudici di gara. E la giustificazione che lo si fa per aiutarli e’ una colossale menzogna e una emerita ipocrisia. Bravo Mimmo Caso, hai detto le stesse identiche parole che avrei pronunciato io e per questo se terrai fede a quanto hai promesso quest’anno tiferò un po’ anche per te.
2.     M’ha fatto un piacere della malora che il Livorno abbia perso. In ragione del fatto che tifando il buon Ciampi per questa squadretta, che e’ la squadretta della sua città, tutto il trombonismo nazionale s’era messo in gran spolvero. Per dare all’evento un’enfasi strepitosa, sproporzionata, stomachevole. E siccome il presidente era lì, sulle tribune dell’Ardenza a pertineggiare col rubicondo Spinelli, io temevo che per compiacerlo l’arbitro gli avrebbe regalato agli amaranto almeno un paio di rigori. Invece il signor Dattilo (segnatevelo questo nome; se e’ italiano il suo comportamento e’ quanto meno singolare) glie ne ha fischiato uno contro.
3.     Ho visto Lecce Brescia e sono rimasto incantato del gioco dei salentini. E quel Bojinov che ha solo 18 anni e’ un fulmine di guerra che con Zeman potrà solo migliorare.
4.     Ho visto nel posticipo il crudo di San Daniele trattare il “dolce” di Parma come se fosse una mortadella anziché un prosciutto. Mi riferisco al fatto che i friulani hanno inflitto ai parmensi un perentorio 4 a 0 e, soprattutto, al fatto che anche questa volta, come ogni volta, come ogni anno, ho visto la formazione di Spalletti giocare uno splendido calcio.
5.     Pizarro e Jankulowski. Il primo e’ un fenomeno. In Italia Nessuno sa organizzare il gioco e guidare una squadra come sa fare lui, neanche Emerson, neanche Veron, neanche Pirlo. Lo pareggia il solo “E’ungenio” Corini. Quando Udinese e Palermo s’incontreranno sarà lo scontro tra loro due a decidere l’esito delle gare. Era da un pezzo che non vedevo all’opera Jankulowski: e’ un altro Zambrotta, per di più dotato d’un tiro al fulmicotone.
 
 E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     Mi e’ piaciuto poco o niente che contro il Cagliari, dopo la sconfitta di domenica scorsa, Mondonico, che quando s’imbatte in un giovane di talento gli viene subito l’orticaria, non abbia fatto giocare Enzo Maresca. Per cui il mio dispiacere per il fatto che han vinto e’ doppio. 
2.     Per la stessa ragione sono dispiaciuto per la vittoria del Siena che e’ venuta a discapitare il giovane Chiumiento dimenticato in panchina. Moggi dandolo al Siena ha condannato il ragazzo ad una fine identica a quella cui condannò l’anno scorso dandolo al Messina del ginnasiarca Mutti il talentuoso Guzman.
3.     Non mi e’ piaciuto per niente assistere la sera dinanzi al televisore a Inter Palermo. Ché mentre che guardavo, nel secondo tempo, i nerazzurri attaccare mi dicevo tra me e me: “Me lasso! Adriano ha 22 anni, quindi giocherà di sicuro almeno altri otto anni. Di sicuro quello prima o poi mi farà morire di crepacuore". Questo per dire della mia onesta sofferenza di tifoso juventino e anche per significare che non capisco come una squadra che ha in attacco due fenomeni come Adriano e Martins possa non vincere tutte le partite.
4.     Simone Inzaghi e’, se e’ possibile, peggio di suo fratello Pippo e meglio di Klaus Di Biasi e Giorgio Cagnotto messi insieme.
5.     Che per far giocare in centro “mammasantissima” Maldini stavolta il quieto Ancelotti abbia spedito in panchina Jaap Stam. Mi dispiace che stavolta, a differenza di domenica scorsa, gli sia andata bene. Ma contro Tare e Bellucci bastavo pure io.
6.     Non mi e’ piaciuta la intemerata che a fine partita Silvio Baldini ha pubblicamente rivolto al suo collega Spalletti, reo di non avere ordinato ai suoi, sul tre a zero, di tirare i remi in barca e non infierire. Forse il sanguigno allenatore dei parmensi preferiva subire, da parte della organizzatissima squadra avversaria, una ancora più umiliante melina?
7.     La presenza di Zbignew Boniek a qualsivoglia trasmissione sportiva e’ mefitica, e irritante e detestabile ogni oltre limite ogni suo commento. Che i polacchi siano tutti delle emerite teste di cazzo e’ noto anche ai balbuzienti e ai barbieri, ma forse non tutti sanno, non conoscendolo come lo conosco io Boniek, che lui li supera tutti.
 
22/9 (3^ di campionato): Sampdoria Juventus 0 a 3. Gol di Del Piero al 18’ del p.t. su rigore concesso per atterramento di Emerson; di Ibrahimovic al 24’ del s.t. su passaggio comodo dalla sinistra di Nedved, di Trezeguet al 41’ del s.t. con un angolato tiro al volo, appena dentro l’area, riprendendo una respinta dei difensori doriani. Capello ha fatto scendere in campo Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi, Emerson, Blasi; Nedved (Olivera dal 39’ del s.t.), Del Piero (Ibrahimovic dal 18' s.t.), Trezeguet. In panchina: Chimenti, Birindelli, Legrottaglie, Appiah e Zalayeta. Indisponibili: Ferrara e Montero. In tribuna: Bonnefoi, Birindelli, Iuliano, Tudor, Tacchinardi, Kapo. La stessa Juve della seconda e della prima di campionato, delle partite di Amsterdam e di Stoccolma, della partita vinta col Milan nel trofeo Berlusconi. Che quasi scriveremmo, se non ne avessimo viste quanto re Carlo in Francia, che sta per ammazzare il campionato. Non lo scriviamo infatti, perché la stagione e’ lunga e logorante. Ma se e’ vero che la stagione e’ lunga e logorante e’ altrettanto vero che la squadra bianconera e’, tra le concorrenti al titolo, quella che meno di tutte deve temerne i rischi. Conosciamo quanto cauteloso sia Fabio Capello al riguardo, e vediamo, con i nostri occhi vediamo, che questa squadra e’ estremamente pragmatica, le volte che tirano in porta segnano e di prenderne non hanno proprio voglia di prenderne.
 
I risultati delle altre partite:
 
·          Atalanta Inter 2  a 3 (Budan, Stankovic, Recoba, Pazzini, Adriano);
·          Brescia Lazio 0 a 2 (Rocchi, Couto);
·          Cagliari Siena (Esposito, Suazo);
·          Chievo Udinese 0 a 0;
·          Milan Messina 1 a 2 (Pancaro, Giampa’, Zampagna);
·          Palermo Fiorentina 0 a 0;
·          Parma Bologna 1 a 2 (Locatelli, Petruzzi, Cannavaro);
·          Reggina Livorno 2 a 1 (Bonazzoli, A. Lucarelli, Colucci;
·          Roma Lecce 2 a 2 (Cassetti, Cassano, Bojinov, Mancini).
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     La autoritaria prestazione del Chiellini che abbiamo imprestato ai Della Valle.
2.     Quella di Suazo, un contropiedista fenomenale, una mortifera quadrella. Perché oltre che essere imprendibile nella corsa e’ provvisto di un tiro forte e preciso del quale si serve con pochi riguardi per i portieri avversari. Capello lo notò subito, 4 anni fà quando, diciannovenne, il ragazzo arrivò a Cagliari dall’Honduras. Da allora non ha fatto altro che migliorare. Io per la stima che porto a Capello e’ da allora che lo seguo, solo che il palcoscenico della B e’ poco più che gli oscuri e grami palcoscenici di provincia descritti da Francesco De Gregori nella canzone “La valigia dell’attore”. E poi nella vita ci vuole fortuna: a un broccaccio come Bazzani tutte le domeniche messe cantate e le ossute grazie di una pornodivetta come la Alessia Merz, mentre David Suazo forse nemmeno tutti gli addetti ai lavori sanno chi e’.
3.     La folgorante prestazione del fenomenale Valerij Bojinov che senza saperlo né volerlo con Zeman a Lecce e’ come se avesse pescato il 6 al “superenalotto”. Perché se l’anno scorso, a 17 anni, valeva 100, tra 2 anni, dopo le cure del maestro boemo, varrà 500. Leggo che Moggi e Capello stiano strizzando l’occhio a Cassano. No, sarebbe una cassanata peggiore delle originali! Il bulgaro Bojinov vale Cassano e costa 10 volte di meno!
4.     Le prestazioni in questo scorcio di campionato di Manuele Blasi: se non il principale, e’ uno dei maggiori artefici della impenetrabilità della nostra retroguardia.
5.     La rabbiosa reazione dei giocatori bianconeri all’iniquo rigore fischiato loro contro dall’arbitro Dondarini. Sì, era iniquo, tanto iniquo che l’arbitro consultatosi col segnalinee recedette dalla decisione. Ma via! Eravamo sul 3 a 0 e mancava un solo minuto al termine della gara! Anche quando Flachi l’avesse trasformato non si rischiava niente. Eppure no, una ferocia che non vi dico. Come a gridare al mondo “Ehi voi, vi siete già divertiti troppo l’anno scorso, quest’anno non si scherza, quest’anno si torna all’antico!”.
6.     Mi sono (moderatamente) compiaciuto della vittoria del Messina. L’avverbio trova giustificazione nel fatto che non mi piace Bortolo Mutti il quale col suo “palle lunghe e pedalare” e non solo per quello mi pare la reincarnazione del “paron” Rocco. Sono strafelice invece per la sconfitta dei rossoneri, nel loro stadio, per mano dei messinesi. I quali li hanno mortificati nel gioco e nei singoli duelli, vincendo, a detta dello stesso Ancelotti, con indiscutibile merito. ma la colpa e’ anche sua, perché rassicurato dal fatto che domenica scorsa col Bologna la sua difesa non aveva subito reti, egli ha voluto insistere col Maldini centrale (accanto al povero Nesta; Stam in tribuna, inventando un improbabile affaticamento, ché (giustamente) uno Stam in panchina non lo si può tenere). Risultato: a metà del secondo tempo, non contrastato da Maldini, Zampagna salta e di testa trafigge l’incolpevole Dida. Gol del 2 a 1, e buonanotte al secchio e a Carlo Pellegatti. 
7.     Mi sono dannatamente compiaciuto del rigore sbagliato da Totti. Pupone l’aveva tirato a cucchiaio, l’aveva; un cucchiaione pieno di merda. Che Sicignano poi gli ha ficcato in gola fino al manico.
 
E quelle che non mi sono piaciute.
 
1.     Mi stava piacendo (un mondo) che l’Inter a pochi minuti dal termine della partita si fosse fatta raggiungere dall’Atalanta. Un due a due che in quell’ambiente di isterici attendenti poteva voler significare crisi. Però dentro di me io “sentivo” – ve lo giuro, lo sentivo! - che c’era qualcosa che non quadrava: la partita era quasi finita e Adriano non aveva segnato. Me lasso! Subito se ne avvide quel mostro: e al 90° minuto, anche se era il 90’, partì come un bisonte, con una spallata abbatte’ Natali e da solo andò a segnarsi il gol del 3 a 2! Io la temo molto, l’Inter; molto più che il Milan.
2.     La nevrastenia dei giocatori della Sampdoria che, contagiati dal loro allenatore Novellino, non hanno fatto, tutto il tempo della partita, che sbraitare, lagnarsi, litigare. Pur assolvendo, loro, il ruolo di “sparring partners”.
3.     Detesto i pelosi “distinguo” del commentatore di Sky  Massimo Mauro. Al quale già non perdono il fatto che grazie a sordomuto Zoff, sedici anni fà tolse il posto a Sasha Zavarov.
4.     “Il culo di Mondonico!”. L’espressione non e’ mia. L’ha gridata ai microfoni, mentre lasciava lo stadio, il presidente Zamparini. E ne aveva ben donde! E’ incredibile quel che Lupatelli ha parato ai giocatori rosa-nero! Finanche un rigore a Corini. Che l’ultimo lo aveva sbagliato nel 2001, 15 rigori fa! Nonché la doppia ribattuta di Zauli. Intanto Mondonico s’e’ giocato definitivamente il “galactico” Portillo. Dall’inizio del 2° tempo della scorsa partita al centro dell’attacco gioca stabilmente il vecchio Fantini.
5.     Poi, per dire, il solito veleno dei soliti impancati, sotto la bacchetta del Cesari di turno. Che siccome Dondarini ci aveva fischiato un rigore assolutamente cervellotico (tant’e’ che subito dopo ha dovuto revocarlo) i lor signori con le bocche a cul di gallina sostenevano che un arbitro serio una volta che ha fischiato non torna mai sui suoi passi, anche se e’ consapevole d’avere sbagliato. Come dire che le verità sono tante quante sono le squadre iscritte nella serie A italiana, o meglio sono due soltanto: quelle che devono nuocere alla Juventus e quelle che devono “aiutare” le sue avversarie. 
 
 
25/9 (4^ di campionato): Juventus Palermo 1 a 1. Gol di Zaccardo al 16’ del p.t. (di testa, in mezzo ai nostri difensori) e di Ibrahimovic all’8’ del s.t. (da posizione angolatissima, a riprendere una respinta del portiere Guardalben su tiro di testa di Trezeguet susseguente a un traversone di Zebina. Ibra realizza nel solo modo possibile, e cioe’ calciando addosso al portiere affinché il pallone gli carambolasse addosso). Il Palermo “squadra ordinatissima e’!”. E pericolosa anche, perché il genio dell’Eugenio sapeva far sì che i rinvii dei suoi difensori anziché finire preda dei centrocampisti bianconeri diventassero, con gli agili Farias e Brienza, occasioni di efficaci ripartenze. Però guardando alle cose dal nostro punto di vista io vengo a dire che in situazioni del genere si cerca il gol con tiri da fuori area, come Roberto Mancini fa fare ai suoi. Per questo credo che Capello avrebbe fatto meglio a fare entrare in campo, almeno ad inizio di ripresa, Olivera che nel suo repertorio ha giocate di questo tipo. Don Fabio a fine partita ha dichiarato di accettare il pareggio con serenità, che la squadra gli e’ piaciuta per intensità e determinazione e che il Palermo si e’ difeso come si deve. Sottoscriviamo e non pensiamoci più.
Anche questa volta, e si tratta, se non ho perso il conto, della quinta volta su cinque, Del Piero ha preso anzitempo la via degli spogliatoi. Ora i maggiorenti societari non parlano più di intoccabilità delpieriana. Adesso, anche se ogni volta sospirando concludono dicendosi certi che “Del Piero risorgerà”, parlano “di alti e di bassi”, di “condizione di forma precaria”, di “gioca chi e’ il più in forma”. Ho l’impressione, insomma, che finalmente lo stiano scaricando. Meglio tardi che mai. Meglio ora che quando Ancelotti e lo stesso Lippi lo facevano scendere in campo anche quando si trovava in condizioni di forma scadentissime (cioe’ quasi sempre). Meglio ora che quando né Ancelotti e nemmeno Lippi s’azzardavano a farlo uscire anzitempo dal campo. Meglio ora di quando s’osava dichiarare pubblicamente che nessun giocatore della rosa poteva uguagliare il suo (inarrivabile) ingaggio.
Capello contro i rosanero ha fatto giocare Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi (35' s.t. Olivera), Emerson, Blasi (30' s.t. Appiah), Nedved; Ibrahimovic, Del Piero (1' s.t. Trezeguet). In panchina Chimenti, Tudor, Birindelli, Zalayeta. Indisponibili Ferrara e Montero. In tribuna Bonnefoi, Legrottaglie, Pessotto, Iuliano, Tacchinardi e Kapo.
Quest’anno come il lettore avrà notato non indico solo i panchinari ma anche quelli che prima della gara Capello li fa accomodare in tribuna. Aiuta a capire meglio le idee del tecnico, e da quel che s’e’ visto finora appare chiaro che di Kapò non gli importa nulla, di Legrottaglie nemmeno e che se fossi Tacchinardi comincerei a preoccuparmi un po’. Dovrebbe cominciare a farlo (leggi: cercarsi un’altra squadra) anche Del Piero. Capello non gli ha fatto giocare, ancora, una partita intera e – quel che e’ peggio, o meglio, dipende dai punti di vista - pare che ci provi gusto a farlo uscire anzitempo.
 
Le altre partite:
 
·          Bologna Roma 3 a 1 (Meghni, Cipriani, Meghni, Totti);
·          Fiorentina Sampdoria 0 a 2 (Bazzani, Sacchetti);
·          Inter Parma 2 a 2 (Gilardino, Martins, Marchionni, Martins);
·          Lazio Milan 1 a 2 (Couto, Shevchenko, Shevchenko);
·          Lecce Cagliari 3 a 1 (Esposito, Cassetti, Giacomazzi, Bjelanovic);
·          Livorno Atalanta 1 a 1 (Gautieri, Viggiani);
·          Messina Chievo 0 a 0;
·          Siena Reggina 0 a 0;
·          Udinese Brescia 1 a 2 (Caracciolo ®, Di Michele, Mannini);
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Ho visto Bologna Roma e ho capito che le buone cose che in Francia si dicono di Meghni, dove già a 17 anni lo chiamavano il piccolo Zidane, non sono fandonie. Sono due anni che il ragazzo e’ venuto al Bologna e in questi due anni il vecchio Mazzone ne ha centellinato le apparizioni in prima squadra dicendo ogni volta che, “sì, il ragazzino promette molto, ma deve ancora crescere”. Ai vecchi gli piace ragionare come se il tempo non dovesse passare mai, anche per questo non amano i giovani che invece hanno fretta di arrivare. Però quest’anno il sor Carletto che e’ testardo ma tutt’altro che fesso finalmente s’e’ deciso, e il ragazzino (ormai ventenne) lo sta ripagando di pregiata moneta.
2.     Bello il gol di Cipriani! Non lo credevo capace di uno scatto così imperioso. Questo ragazzone mi ha sempre lasciato perplesso pur un mai fugato sospetto di efebica mollezza. Con fisico che si ritrova dovrebbe spaccare il mondo, eppure pare che ogni volta abbia paura di farsi male. 
3.     Sono felice della sconfitta dei viola. Spero che serva ad avvicinare l’ora del benservito a Mondonico. Dopo di che ritornerò a preoccuparmi delle fortune di “miei” Miccoli e Maresca.
4.     L’Inter ha la peggiore difesa del campionato e i migliori attaccanti del mondo. Sicché uno può indifferentemente pensare che “con una difesa decente vincerebbero tutte le partite” e anche che “se non avessero quegli attaccanti a quest’ora sarebbero in serie B”. E’ un po’ come la teoria del famoso bicchiere che c’e’ chi lo definisce mezzo pieno e chi mezzo vuoto. Se volete sapere come la penso, per me ce l’hanno mezzo pieno. Anzi quasi pieno.
5.     M’e’ piaciuta la Lazio pur se sconfitta. Ha giocato meglio dei rossoneri. E non per caso (O per Caso?!). Ma poi, giratela come volete, sono le individualità che fanno le differenze, e quelle che uccidono sono le lance con la punta di bronzo non quelle con la punta di legno. Hai tempo a fornir di palle Pandev, Muzzi e Simone Inzaghi quando dall’altra parte al magnifico Sheva per farti due gol glie ne basta una!
 
E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     L’indegna gazzarra che si e’ scatenata prima sul campo di Udinese e poi sui ring mediatici di tutta Italia. Contro l’arbitro perché l’arbitro, il signor Dattilo, non ha fermato il gioco essendosi ferito il portiere dell'Udinese. Contro il Brescia perché i giocatori del Brescia non si sono fermati essendo il portiere dell’Udinese rimasto per le terre. Contro il giovane Mannini che vista la porta avversaria spalancata ha tirato e ha segnato. Sono le uova (avvelenate) delle colombe di pace! Di chi pretende che quando un qualsiasi giocatore in qualsiasi parte del campo cade o si butta per le terre subito si smetta di giocare (e i soliti furbi immancabilmente ne approfittano). Di coloro che ogni giorno e tutte le sere si riempiono la bocca cianciando di etica sportiva (salvo poi sbranare chi non la pensa come loro). Di chi vuole mettere gli arbitri sotto tutela e guadagnarci. Il regolamento dice che l’unico che può interrompere il gioco e’ l’arbitro, per cui e’ arbitrario che lo facciano i giocatori. A Udine l’arbitro, giusta o sbagliata che fosse la sua decisione, ha valutato di non fischiare il fallo sul portiere De Sanctis, per cui non ha senso prendersela contro il Brescia e i bresciani perché volontariamente  rinunciassero a portare avanti una loro azione d’attacco. Molte volte, troppe volte, abbiamo visto – e deplorato – giocatori di 100 chili e 2 metri cadere morti per terra e rimanervi esanimi quando l’azione degli avversari si faceva concretamente minacciosa verso la propria porta. Essendo De Sanctis rimasto a terra, uno o due giocatori udinesi dovevano immediatamente retrocedere a coprire la luce della sua porta. Il calcio non e’ uno sport per signorine. 
2.     Le dimissioni del povero Voeller a seguito del pesante, palese, perdurante boicottaggio da parte dei suoi giocatori. Sì, in effetti il povero tedesco era persona troppo seria per quell’ambiente, e troppo docile per le loro acuminate zanne. Che ridano, ridano pure, stasera, i vari Cassano, Mondella, Totti e Candela. Ci penserà il signor Gigi Del Neri, domani, ad estirpargliele quelle zanne. Quello ha tenaglie d’acciaio.
3.     Davide Chiumento adesso non va neppure in panchina. Dare un giovinetto di delicata eleganza come Chiumento ad una squadra come il Siena e’ come dare perle ai porci. Moggi avrebbe fatto meglio ad affidarlo ad una forte di serie B piuttosto che ad una di serie A condannata a retrocedere. O addirittura al Napule in C1. Dove il talentuoso ragazzino sarebbe l’uomo giusto al posto giusto.
 
 
28/9 (Ch. L.): Juventus Maccabi di Tel Aviv 1 a 0, gol di Camoranesi al 38’ del p.t. (di testa, a precedere il portiere, su calcio d’angolo battuto da Nedved). Annullato a Ibrahimovic un gol, un bel gol, che poteva essere convalidato. Formazione Buffon, Zebina, Tudor, Thuram, Zambrotta, Camoranesi, Tacchinardi, Emerson, Nedved, Ibrahimovic (35’s.t. Olivera), Trezeguet. A disposizione: Chimenti, Pessotto, Del Piero, Birindelli, Appiah, Zalayeta. Indisponibili Ferrara, Montero e Cannavaro. In tribuna Bonnefoi, Legrottaglie, Pessotto, Iuliano e Kapo.
Partita prudente, quasi fiacca. Capello guarda solo ai tre punti e ai traguardi lontani. Noi soffriamo un poco oggi per gioire domani e dopodomani.
L’altra partita del nostro raggruppamento (il gruppo C) si e’ conclusa con la vittoria del Bayern di Monaco che a Monaco ha sconfitto l’Ajax per 4 a 0 (tripletta di Makaay). Le italiane: Anderlecht Inter 3 a 1 (Martins, Adriano, Stankovic); Milan Celtic 3 a 1 (Sheva, Inzaghi, Pirlo).; Real Madrid Roma 4 a 2 (De Rossi, Cassano, Raul, Figo ®, Raul, Roberto Carlos).  
 

3/10
(5^ di campionato): Udinese Juventus 0 a 1. Gol di Zalayeta al 15/mo del s.t. (di testa, su calcio d’angolo). Molto autorevole, e brillante, la prestazione dei nostri, opposti ad una Udinese che non fa sconti a nessuno. Una dozzina di occasioni da gol per noi, nove calci d’angolo a uno, un Buffon inoperoso. Alla già vista concretezza della squadra, lodata nelle passate giornate, oggi si è aggiunta quella effervescenza offensiva che se non discapita la compattezza, ci piace molto vederla. Effervescenza offensiva che si è mantenuta, e addirittura è cresciuta anziché diminuire, nel corso della ripresa, quando il classico Zalayeta ha preso il posto dell’infortunato Trezeguet e il brillante Olivera quella dell’acciaccato Nedved. S’è vinto col minimo scarto per certi errori di misura al momento della conclusione o dell’ultimo passaggio, perché gli Udinesi avevano deciso di non prenderne e si difendevano col libero, perché Morgan De Sanctis ha effettuato tre o quattro parate determinanti, perché il volitivo Zebina ha preso un palo che tuttora trema, perché Ibrahimovic, che dispone di mezzi tecnici e d’un fisico bestiali, in forza di quelli  pretendeva, nel corso di tutta la partita, di affrontare e superare i difensori palla al piede com’era solito fare in Olanda. Cosi’ che superatine due o tre, il predetto libero (Bertotto) alfine gli toglieva la palla, o faceva fallo. Proprio allo spirare del tempo l’ha fermato l’arbitro, dopo che con un dribbling pazzesco fatto fuori anche il terzo, come il figlio del vento solo s’involava verso la porta dei friulani. Ai tempi di Ancelotti se non raddoppiavamo (e a volte anche se raddoppiavamo) quasi sempre ci raggiungevano; con Lippi quasi sempre le davamo e talvolta le prendevamo. Oggi pomeriggio ci sembrava di essere sulla Missouri! Che mr. Murdoch se li goda i 53 euro che gli mandiamo ogni mese! Grazie a lui, ci siamo goduti, nel nostro piccolo, nelle due ore che ci ha fatto vedere la partita, i sigari e il nostro cognac. “Sicurezza & Spettacolo”, se volete che vi conio uno slogan! Ora siamo come chi può azzardarsi d’entrare anche nel più lussuoso dei ristoranti sicuro che qualsiasi cifra gli chiederanno potrà pagarla. Cioè a dire, abbiamo le spalle coperte. Personalmente penso che quel che di meglio, oggi, rispetto alle volte passate, ha fatto vedere la squadra, discenda dal fatto che in campo non c'era Del Piero, che fuori forma com’è finiva quasi sempre per rallentare la manovra facendosi togliere il pallone dagli avversari o regalandoglielo. Ibrahimovic, che ha il fisico del granatiere e le movenze del ballerino, ha molte più giocate al suo arco, e siccome ha solo 23 anni (è nato proprio come oggi, il 3 ottobre), gioca come chi si sente chiamato ad alti destini. Ma è un giocatore di una classe così fuori dell’ordinario che presto, quando Capello gli avrà fatto perdere l’abitudine di gigioneggiare, toccherà i livelli di rendimento di un Van Basten o di un Cruijff. Le stesse previsioni mi sento di formularle anche a proposito di Ruben Olivera, pur se diverso da Ibrahimovic. Anzi l’uruguagio, perché già oggi più concreto, mi sembra più del bosniaco vicino al rendimento ottimale.
Capello ha fatto scendere in campo Buffon, Zebina, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Appiah, Nedved (Olivera dal 22/mo del s.t.), Trezeguet (Zalayeta dal 1/mo del s.t.), Ibrahimovic. Sedevano in panchina Bonnefoi, Tudor, Birindelli, Blasi, Kapo. Indisponibili Chimenti, Ferrara, Montero, Del Piero. In tribuna il portiere della formazione primavera Scarzanella, Legrottaglie, Pessotto e Tacchinardi.   
 
Le altre partite:
 
·          Atalanta Lazio 1 a 1 (Gautieri, Muzzi);
·          Cagliari Brescia 2 a 1 (Zola ®, Caracciolo, Langella);
·          Chievo Lecce 2 a 1 (Baronio, Tiribocchi, Vucinic);
·          Messina Siena 4 a 1 (Parisi, Di Napoli, Portanova, Di Napoli, Amoruso ®);
·          Milan Reggina 3 a 1 (Shevchenko, Franceschini, Kaka’, Shevchenko);
·          Palermo Bologna 1 a 0 (Brienza);
·          Parma Fiorentina 0 a 0;
·          Sampdoria Livorno 2 a 0 (Rossini, Diana);
·          Roma Inter 3 a 3 (Montella, Cambiasso, Veron, Recoba, Totti, De Rossi).
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Il risultato della partita Roma Milan (nella panchina dei giallorossi esordiva Gigi Del Neri che io reputo essere un grande allenatore) e la risibile difesa delle due squadre. Meglio così. Gli scudetti si vincono col “safephy first”. Mi piace che Mancini ogni momento parli di tattica. Ma mi faccia il piacere, diceva il grande Toto’! Che tattica e tattica. L’unica tattica è Toldo in porta, 7 terzinazzi a ringhiare dinanzi a lui, Cambiasso a lanciare lungo Adriano e Martins. Ca suffit.
 
E quelle che non mi sono piaciute:
 
2.     Non mi e’ piaciuta la testatina di Ibrahimovic a Cribari che lo aveva trattenuto per la maglia. Non mi è piaciuto perché se Cribari si fosse dato subito per morto anziché stramazzare dopo averci pensato per un po’, all’arbitro, a qualsivoglia arbitro, sarebbe riuscito difficile sottrarsi a quella bestiale foja tutta italiana che vuole, pretende, esige, che chi in campo si macchia del minimo gesto di slealtà sportiva venga immediatamente messo ai ceppi e punito per omicidio preterintenzionale. Invece, stranamente, molto stranamente, il signor Farina che pur è un uomo che non ride mai, ci rise su’ e anziché cacciare dal campo l’Ibra, invitò il morto a resuscitare.
3.     Non mi sono piaciute per niente le dichiarazioni che il livornese Cristiano Lucarelli nel dopopartita ha reso “a nome anche dei compagni”. Quando ci ha bellamente informati di un fatterello da niente, e cioè che, secondo lui (e quell’imbecille del suo presidente), i “poteri forti” hanno già decretato la retrocessione del Livorno perché Livorno “è una città comunista e i suoi tifosi tutti di sinistra". In quarant’anni che seguo le vicende pallonare scempiaggini ne ho sentite tante che tutta notte canta, ma questa le batte tutte. D’altronde Lucarelli è quello che quand’era nel Toro ebbe a dichiarare che “piuttosto che andare alla Juve (ma la Juve lui non interessava affatto, si trattò di una dichiarazione gratuita) avrebbe senz’altro preferito giocare in B”.
4.     Un’altra cosa che non mi e’ piaciuta riguarda il gol che il signor Trefoloni a pochi minuti dalla fine della partita Milan Reggina ha annullato a Franceschini della Reggina, gol che avrebbe potuto significare pareggio. Non sono Biscardi, non mi scandalizzo dell’errore. Sbagliano tutti nel mondo del calcio, non capisco perché si debbano condannare gli arbitri alla Infallibilità. Quello che non mi è piaciuto è che si è trattato di un episodio in tutto e per tutto simile, identico, a quello che nel corso del campionato 1999- 2000 ebbe per protagonisti, in un Juventus Parma rimasta famosa proprio per questo fatto, Cannavaro e l’arbitro De Santis. Quando a un minuto dalla fine della partita, il signor De Santis ci salvò la vittoria fischiando un inesistente fallo di confusione ai danni di un Kovacevic mentre il pallone colpito dal Canna su calcio d’angolo, stava per entrare in porta. Eravamo in quella famosa stagione nella quale la Lazio del finanziere Cragnotti, neo quotata in borsa, doveva vincere “a tutti i costi” il campionato. Era la penultima giornata del campionato e noi li precedevamo in classifica di 2 punti. Si ululò per sette giorni e sette notti interi, da tutti i posti di malaffare e da tutti i siti mediatici. L’arbitro De Santis fu minacciato di morte e con “lo scandalo De Sanctis” i telegiornali ci aprivamo e ci chiudevano regolarmente i servizi. Si sprecarono le interpellanze parlamentari e fu persino ufficialmente chiesto di boicottare le automobili della Fiat. Stessa identica situazione ieri pomeriggio a San Siro, a beneficio però della porta del Milan. Calcio d’angolo, il pallone che colpito di testa da Franceschini viaggia verso la porta di Dida. Il signor Trefoloni che mentre il pallone sta varcando la linea di porta fischia un fallo di confusione in area ai danni di Nesta che non aveva subito nessun fallo, semmai era stato lui ad appoggiarsi a Dionigi. Ma niente, tutto è finito lì stavolta. La Reggina non è quotata in borsa, al sor Petrucci dei calabresi non glie ne pò frega’ dde meno. Il presidente del Consiglio è milanista e lo è anche il presidente della Lega calcio. Né la povera Reggina ha nel suo organico giocatori extracomunitari col passaporto taroccato!
5.     Non mi è piaciuto che la Fiorentina di Mondonico non abbia perduto. Sarei capace perfino di tifare per loro se cacciassero il Mondo e si prendessero un allenatore serio e bravo (dov’è finito Delio Rossi?) che desse spazio e fiducia a Miccoli e a Maresca.
 
16/10 (6^ di campionato): Juventus Messina 2 a 1. Per i gol di Zalayeta al 26’ del p.t. (di testa, di forza, in bella elevazione, su cross di Camoranesi), di Nedved al 10’ del s.t. (al volo su bella giocata e passaggio dalla destra di Ibrahimovic) e di Zampagna (24’ del s.t.).
Si incontravano la prima e la seconda in classifica, con mezza Italia (l’Italia della RAI e del network di Cologno Monzese) tutta la settimana a menarla, umidi gli occhi e impastata di saliva la voce, della storia di Davide che con un colpo di fionda e l’aiuto del Signore stese il gigante Golia. “E chissà che magari questi simpatici sicilianuzzi non fanno il miracolo (… e poi che se ne scendano pure in B, che di loro non ce ne po’ frega’ de meno …!”). Invece purtroppo per loro, niente di tutto questo. Ci dispiace stavolta l’Onnipotente, che magari è anche lui sul libro paga di Moggi, non s’è commosso.
E’ finita che nella prima ora di gioco li abbiamo fatti ballare come sugheri nella tempesta, sovrastandoli tatticamente, tecnicamente e persino agonisticamente. Predominio che purtroppo si è concretizzato in soli 2 gol, vuoi per la scarsa vena realizzativa di Ibrahimovic e vuoi pel fatto che Zambrotta, come da ordini, non ha varcato una sola volta la linea di metà campo (deve rifiatare un momento, povero figlio!, ché tra nazionale, campionato e coppe ha già percorso i chilometri che gente come Pirlo e Van der Meyde percorre in due campionati). Fino al gol sbagliato da Zalayeta (il povero panterone quando si è reso conto che dopo il tiro a botta certa la rete non si gonfiava è letteralmente sbiancato!). Qui un po’ per stanchezza, un po’ perché pensavano alla partita di martedì con il Bayern, i nostri hanno tirato un po’ i remi in barca e i messinesi, accorciate le distanze, han preso baldanza. Baldanza che s’è tradotta in una sorta di predominio territoriale, ma che mai ha chiamato in causa Buffon. Certo, in situazioni del genere il golletto può sempre scapparci, per cui nel futuro si dovrà cercare di essere più cinici sotto reti. Come nelle prime partite quando si costruivano poche azioni da gol e quelle poche si realizzavano. Ottima la prestazione di Zalayeta, nonostante il gol sbagliato (ma a pensarci bene forse è stato più merito di Storari che demerito suo); in evidenza Camoranesi, Cannavaro, Emerson e Nedved. Lo Zambro pur da fermo ha vinto il duello con quel Parisi che viene dato come suo erede. E’ incredibile difatti quel che costui, forse perché intronato da Camoranesi, ha potuto sbagliare. Capello aveva fatto scendere in campo Buffon, Zebina (Birindelli dal 12’ del s.t.), Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson. Appiah (Blasi dal 37’ del s.t.), Nedved, Ibrahimovic e Zalayeta (Olivera dal 28’ del s.t.). Sono rimasti in panchina Bonnefoi, Ferrara, Tacchinardi e Kapo. Legrottaglie e Pessotto si sono accomodati in tribuna. Non convocati Chimenti, Montero, Del Piero, Trezeguet, Tudor e Iuliano. Ha arbitrato (bene) il signor Trefoloni. 
 
Le altre partite:
 
·          Bologna Atalanta 2 a 1 (Budan, Bellucci ®, Amoroso);
·          Brescia Parma 3 a 1 (Gilardino, Di Biagio, Caracciolo, Mannini);
·          Cagliari Milan 0 a 1 (Pirlo);
·          Fiorentina Siena 0 a 0;
·          Inter Udinese 3 a 1 (Adriano, Adriano, Mauri, Vieri)*;
·          Lazio Chievo 0 a 1 (Brighi);
·          Lecce Palermo 2 a 0 (Vucinic, Vucinic);
·          Livorno Roma 0 a 2 (Totti, Montella);
·          Reggina Sampdoria 0 a 1 (Bazzani).
 
* Inter Udinese in effetti, per i correnti criteri di visione e giudizio, è finita 1 a 1 con il gol di Mauri al 5’ del s.t. e il pareggio di Vieri 7 minuti dopo. Ma purtroppo invece, siccome verranno considerati anche i fatti e gli atti che un elemento disumano e del tutto estraneo a quelle vicende e alle cose del mondo ha infuso nella tenzone (i 2 gol che Adriano ha realizzato senza che altri, né dell’una e né dell’altra formazione, intervenissero), verrà omologato il risultato di 3 a 1 per gli interisti, indossando quel meta-guerriero, quel marziano, anche lui una divisa a strisce verticali azzurre e nere.
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Il risultato della partita Lecce Palermo, anche se il Palermo ha giocato assai bene e più volte ha sfiorato il gol. Ma a Guidolin preferisco mille volte Zeman, come a dire che a un ragioniere preferisco un artista.
2.     Il risultato di Fiorentina Siena, anche se una doppia rispettiva sconfitta mi avrebbe soddisfatto di più. I viola finora, in sei giornate di campionato, hanno fatto gol solo in una partita, e per il Mondo, checché ne dica lui che è maestro nell’arte di scaricare la colpa sugli altri, si fa nera… Anche perché l’ambizioso Della Valle vuol fare le scarpe (anche) a Galliani (a proposito di zio Fester, complimenti per la bellissima Malika) e patisce tremendamente questa mancanza di risultati. 
3.     Il fatto che Toldo abbia dovuto cedere i guantoni di guardiano della porta nerazzurra a Fontana e che Mancini l’abbia fatto accomodare in panchina. Anzi che parare pensava solo a parlare. E parlando sparlava.  
 
E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     Il Milan che (contro un Cagliari privo di Esposito e Suazo) vince per un gol (a zero) segnato da quel Pirlo che sommamente detesto.
2.     Indifferente alle sorti del Parma calcio mi dispiacciono comunque queste sue continue sconfitte. In ragione della stima che porto al suo allenatore Silvio Baldini, che è uomo tutto d’un pezzo.
3.     Le urla orgiastiche, i deliranti, “E’ risorto! E’ risorto!!” che neanche si trattasse di Gesù Cristo! Che i loggionisti massmediatici al soldo del Moratti hanno urlato al cielo in occasione del golletto segnato dal Vierone in blando contropiede contro una squadra sbilanciata in avanti. Salvo poi a ritornare a massacrarlo quando (giustamente) lui tornerà a sputargli addosso. Dovrebbero ignorarlo: Bobo Vieri è ormai un ex atleta già bell’e pronto per la prossima edizione de L’Isola dei famosi.  Lo si capiva, l’altra domenica a Controcampo, anche da come l’Elisabetta ammiccava a Adriano. Quello sì…
4.     Poiché provo antipatia per quell’attricetta porno che è la Alessia Merz mi rammarico di tutti i gol di Bazzani, rozzo muscolare alla predetta idoneo.
 
 
Traggo da Virgilio sport calcio e incollo:
Con le nuovissime statistiche di Virgilio Sport si può analizzare l'andamento delle venti squadre di Serie A in relazione a diversi parametri di gioco (assist, passaggi utili, falli fatti e subiti, etc)...
La Juventus capolista con 16 punti sui 18 disponibili in sei giornate nasconde tanti segreti che andiamo a scoprire.
La prima grande peculiarità che balza all'occhio è il minutaggio dei quattro difensori impiegati da Fabio Capello che preferisce puntare su un gruppo di 13/14 elementi su cui formare l'undici titolare. In questo senso Cannavaro, Thuram e Zambrotta non hanno saltato un minuto nelle gare di campionato e Zebina ha giocato 504 minuti su 540.
Altro punto fermo per Capello è Emerson che ha giocato 509 minuti. Il brasiliano, fortemente voluto dalla società nell'ultimo calciomercato, è il vero fulcro dell'azione bianconera.
Dai piedi dell'ex romanista sono passati 339 palloni. Con 112 palle recuperate è primo tra i centrocampisti del nostro campionato in questa speciale classifica.
Altro dato interessante riguarda i falli commessi. Capello ha fatto del pressing e del fallo sistematico una caratteristica delle sue squadre. Con 167 falli commessi la Juventus è squadra più fallosa della Serie A. (qualcuno potrebbe far notare, polemicamente, che nella classifica dei cartellini è solo al sedicesimo posto).
Altro dato interessante riguarda
Zlatan Ibrahimovic. Il giocatore svedese è importante non solo in zona gol, con le sue tre reti, ma è anche fondamentale nel far salire la squadra. Ibrahimovic è il primo tra gli attaccanti nella classifica degli assist con 9 passaggi utili eseguiti.
 
 
19/10 (Ch. L.): Juventus Bayern di Monaco 1 a 0, gol di Nedved al 15’ del s.t. (grazie a Ibrahimobvic che di testa domava un lungo rilancio di Thuram).
Magath infoltendo la squadra di centrocampisti e lasciando in avanti il solo Makaay era venuto a Torino per lo zero a zero confidando di giocarsi tutte le carte fra tre settimane a Monaco, e siccome possiede degli ottimi giocatori quasi stava riuscendoci. Gli hanno guastato i piani il gol di Nedved e, parlando più in generale, la prestazione forte e maiuscola dei nostri giocatori. La cerniera difensiva diretta dall’impeccabile Thuram è stata invalicabile tanto che nell’ultima mezzora i tedeschi, che dopo avere subito il gol si sono riversati in massa in avanti, sono potuti arrivare al tiro una volta soltanto. Encomiabile anche la prestazione dei centrocampisti dove si è distinto un ispiratissimo Blasi. È stata una partita difficile ma il risultato è giusto, durante tutta la partita solo due volte i tedeschi sono riusciti a far partire tiri verso la porta di Buffon.
Alla fine del girone d’andata siamo in testa al nostro girone con 9 punti in tre partite (6 i bavaresi, 3 l’Ajax, 0 gli israeliani), con 3 gol segnati e nessuno subito.
Capello aveva fatto scendere in campo Buffon (voto 6,5), Zebina (7), Thuram (8), Cannavaro (7,5) e Zambrotta (8); Camoranesi (7,5), Emerson (7,5), Blasi (8), Nedved (7,5), Del Piero (6) e Ibrahimovic (6,5). Sostituzioni: dal 14’ del s.t. Zalayeta (6,5) al posto di Del Piero. A disposizione Bonnefoi, Ferrara, Tacchinardi, Pessotto, Kapo, Olivera. Invece Birindelli, Appiah e il solito Legrottaglie si sono accomodati in tribuna. Non convocati Chimenti, Montero, Tudor, Iuliano e Trezeguet, che proprio stamattina è stato operato a Lione. Ne avrà per circa 3 mesi.
Nel nostro girone l’Ajax ha battuto gli israeliani del Maccabi di Tel Aviv per 3 a 0. Delle italiane la Roma è andata a perdere a Leverkusen per 3 gol a 1 e ora con 0 punti in 3 partite e praticamente fuori dai giochi. A San Siro il Milan ha sconfitto il Barcellona per 1 a 0 (Shevchenko), mentre l’Inter è andata a vincere a Valencia per 5 a 1 (gol di Stankovic, Vieri, Aimar, Van der Meyde, del solito Adriano e di Cruz).
 
23/10 (7^ di campionato): Siena Juventus 0 a 3. Per i gol di Del Piero all’8’ del s.t. (facile, a ribattere dentro un pallone indirizzato in rete di testa da Ibrahimovic su cross di Zebina), di Del Piero al 15’ del s.t. (facile, dinanzi al portiere in mezzo a una mischia susseguente a un cross di Zebina), di Camoranesi al 18’ del s.t. (di testa, ben colpendo il pallone, su arco perfetto disegnato su punizione dal limite dalla sinistra da Del Piero). L’evento, e la facile vittoria, non meritano sprechi d’ingegno. Con la sua felice e fortunata odierna doppietta (facile facile, mentre poco prima, sullo zero a zero DP si era divorato quello che poteva essere un bel gol) l’immarcescibile Alessandro assurge di nuovo ad eroe. Nulla deve stupirci in questa così precaria e purtroppo inaffondabile Italia! L’importante – dico io - è che chi sceglie e decide, pian piano sta rendendosi conto che il Pinturicchio è (da troppo tempo) un lusso troppo costoso. Finalmente lo ha capito anche Mughini.
Capello aveva fatto scendere in campo Buffon (inoperoso, 6 di stima) Zebina (8), Thuram, (6,5) Cannavaro (6,5), Zambrotta (6,5), Camoranesi (8), Emerson (6,5). Appiah (6,5) (Tacchinardi dal 40’ del s.t.), Nedved (5,5), Ibrahimovic (6) (Zalayeta dal 21’ del s.t.) e Del Piero (6) (Kapo dal 33’ del s.t.). Sono rimasti in panchina Bonnefoi, Ferrara, Pessotto e Olivera. Birindelli si è accomodato in tribuna. Non convocati Chimenti, Legrottaglie, Iuliano, Montero, Tudor, Blasi, Trezeguet. Ha arbitrato (bene) il signor  Bertini. 
 
Le altre partite:
 
·          Atalanta Cagliari 2 a 2 (Pazzini, Esposito, Loria e Montolivo);
·          Chievo Reggina 0 a 0;
·          Livorno Bologna 1 a 0 (Lucarelli);
·          Messina Lecce 1 a 4 (Vucinic, Bjelanovic, Di Napoli, Bjelanovic, Dalla Bona);
·          Milan Inter 0 a 0;
·          Parma Lazio 3 a 1 (Marchionni, Bresciano, Rocchi, Gilardino);
·          Roma Palermo 1 a 1 (Grosso, Totti ®);
·          Sampdoria Brescia 0 a 1 (Di Biagio ®);
·          Udinese Fiorentina 2 a 2 (Mauri, Miccoli, Miccoli, Sensini);
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Il fatto che il sergente di ferro Del Neri abbia allontanato l’ingovernabile Cassano dal gruppo “perché meditasse”. E se poi, quest’estate, ce lo vendono ancora meglio!
2.     Il Lecce dal gioco aereo, incisivo, spumeggiante e nello stesso tratto scientifico. Il calcio di Zeman, ideologo intransigente. 
3.     Il pareggio nel derby che mi fa venire alla mente le parole pronunciate tre campionati fà da quel paranoico di Moratti: “Il risultato che giovava alla Juve era il pareggio e pareggio è stato!”.
4.     Il fatto che Toldo abbia dovuto cedere di nuovo i guantoni di guardiano della porta nerazzurra a Fontana. Parlava troppo, anziché parare e parlando sparlava.
5.     Da quando l’incontestabile Collina è stato declassato c’è più tranquillità, ci sono meno polemiche nel campionato italiano. Speriamo che duri.
6.     Con le buone e con le cattive il titanico Nesta ha fermato Adriano il marziano. Un po’ svogliato, o forse stanco. Comunque complimenti al prode Alessandro, non ci credevo.
 
E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     Il giovane Chiumiento è il solo giocatore di valore che abbia il Siena. Ma il ginnasiarca Simoni non lo fa mai giocare. Se ne è ricordato solo oggi, contro la Juve, sullo 0 a 3. Quando neanche Polifemo e gli altri giganti avrebbero potuto far qualcosa. Questa non è solo mancanza di sensibilità, è bella e buona stronzaggine.
2.     L’uscita di quel miserabile di Mondonico che sentendo odore di bruciato ha voluto mettere le mani in avanti suggerendo pubblicamente al Della Valle che o gli indirizza una pubblica attestazione di fiducia (giacché lui, poverino, non regge più i fischi dei tifosi viola) oppure lo licenzia e non se ne parla più. Al che com’era naturale l’intervistatore gli ha domandato se eventualmente non avesse pensato di dimettersi…. Ma figuriamoci se i più sudici e logori calzoni tra i tanti che da anni lucidano le più malfamate panchine della penisola possano togliere in esame un’ipotesi che a differenza del licenziamento precluderebbe a chi li indossa la possibilità di continuare a percepire lo stipendio standosene comodamente seduto in poltrona a casa sua.
 
Apprendiamo in serata che il signor Mondonico è stato esonerato. Né i Della Valle e né il popolo di Firenze più lo sopportavano. Sulla panchina dei viola per ora sederà, in attesa che arrivi Fatih Terim o Zaccheroni, il signor Sergio Buso. Fossi un loro tifoso spererei ardentemente in Terim. 
 
28/10 (8^ di campionato): Juventus Roma 2 a 0 per i gol di Del Piero al 31’ del p.t. (Ibra doma un lungo pallone proveniente dalla destra, lo passa a Camoranesi il quale tocca indietro a del Piero appostato al limite dell’area; il quale calcia al volo dai 15 mt. e con tiro radente mette in rete nell’angolo basso della porta di Zotti) e di Zalayeta al 39’ del s.t. (lo Zala, a centro campo, sulla destra si libera in stretto dribbling di 2 avversari, lancia a Ibra sul limite dell'area, Ibra controlla tecnicamente il pallone, vede sopraggiungere il panterone e gli passa il pallone. Zalayeta entra in area come un treno, si libera in dribbling stretto di 3 avversari per presentarsi solo come una rondine dinanzi al portiere, e batterlo da 2 metri con un facile tiro. Tutto il difficile l’aveva fatto prima!).
Strombazzi buonisti e sottili veleni a non finire, nei giorni di vigilia di questa partita, con i tifosi (e i dirigenti, e l’immancabile Beppe Bergomi commentatore di parte) a tifare apertamente Roma per le loro convenienze di distaccati in classifica. Ma la Juve gli ha risposto come si risponde a Roma: “Un ce’ trippa per gatti!”. Questa coriacea Juve che dall’inizio del campionato ha sgranato un rosario di 7 vittorie e un pareggio (più le 3 vittorie su 3 incontri in Champions L.) e ha imposto ai corridori una cadenza irresistibile. Una difesa granitica dinanzi al più formidabile dei portieri (una sola parata, così difficile da parere quasi d’istinto, sull’1 a 0, prima della fine del primo tempo). Un centrocampo di lotta e di governo che Emerson dirige senza risparmio di fosforo e di energie. Un attacco purtroppo così così, dove Ibrahimovic pur con tutta la sua gran tecnica fatica a districarsi nel mezzo delle munite difese avversarie e Del Piero continua a non incidere. Il fatto che l’Ibra abbia propiziato le due reti e Del Piero ne abbia segnato una non mi induce a modificare il mio giudizio. Questa sera mi sono molto arrabbiato perché gli attaccanti bianconeri avevano di fronte, da destra a sinistra, il rozzo muscolare Cufre’, il rinsecchito Sartor, lo sciagurato Mexes, il bovino Dellas e il frastornato Ferrari. E quasi sempre, quasi sempre anche Zambrotta, quasi sempre anche Camoranesi, ne hanno patito gli anticipi e l’assiduo controllo. O per carità, la vittoria è meritata, né è stata mai messa in dubbio dai romanisti con gli attaccanti dai piedi buoni (anzi c’era un netto rigore su Camoranesi che l’occhiuto Collina non ha visto). A proposito del redivivo Collina ho da dire che mentre i commentatori di Sky (Caressa e l’insopportabile Bergomi) ne lodavano l’impostazione (mentale) transnazionale, cioè europea, cioè dell’arbitro che consente un gioco “maschio ma corretto”, lui con sadica applicazione ha spezzettato tutti i momenti il gioco, fermandolo al minimo contatto. Cosa che di norma svantaggia chi attacca e favorisce chi si difende.
Nel nostro attacco la musica è mutata con l’ingresso di Zalayeta, sia perché “el panteron” ha subito, funambolicamente, messo al sicuro il risultato e sia perché anche lui ormai “da solo fa reparto”. Così che con la sua mobilità, con i suoi buoni piedi, la sua forza fisica, le ripartenze si trasformavano quasi sempre in concrete iniziative offensive.
All’inizio don Fabio aveva schierato Buffon (7), Zebina (7,5), Thuram (7,5), Cannavaro (7), Zambrotta (6,5), Camoranesi (6,5), Emerson (7,5), Appiah (7,5), Zambrotta (6,5), Nedved (5,5), Del Piero 85,5), Ibrahimovic (6). Subentri: al 21’ del s.t. Pessotto sostituisce l’infortunato Zebina; dal 27’ al s.t. Zalayeta sostituisce lo spento Del Piero, al 43’ del s.t. Kapo sostituisce Ibrahimovic. Al 44’ del s.t. il luciferino Collina per 2 trattenute da educanda ha espulso Emerson. Figuriamoci se non lo faceva!
Sono restati in panchina il giovane portiere Bonnefoi, il vecchio Ciro Ferrara, Tacchinardi e Olivera. Si sono accomodati in tribuna Blasi, 
Tudor, Birindelli. Non convocati Montero, Legrottaglie, Trezeguet, Chimenti e Iuliano.
 
Le altre partite:
 
·          Bologna Udinese 0 a 1 (Fava);
·          Brescia Siena 0 a 1 (Pecchia);
·          Cagliari Parma 2 a 1 (Marchionni, Abeijon, Esposito);
·          Chievo Sampdoria 0 a 2 (Volpi, Diana);
·          Lazio Messina 2 a 0 (Manfredini, De Souza);
·          Lecce Inter 2 a 2 (Adriano, Martins, Bojinov, Bojinov);
·          Milan Atalanta 3 a 0 (Tomasson, Kaladze, Serginho);
·          Palermo Livorno 1 a 2 (Mutarelli, Vidigal, Lucarelli);
·          Reggina Fiorentina 1 a 2 (Paredes, Maresca, Miccoli); 
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Toltasi da sotto la macina Mondonico, i viola, presi per mano da quell’ombroso campioncino che è Maresca, sono immediatamente risorti; vittoria fuori casa a Reggio di Calabria con un gol (bello e difficile) dell’Enzino tornato d’incanto agli onori delle cronache, e con quello della vittoria (bello e rapinoso) di falchetto Miccoli.
2.     Stavolta al giovane Chiumiento il ginnasiarca Simoni ha concesso gli interi 90 minuti, venendone ampiamente ripagato;
3.     Il primo tempo della partita Lecce Inter, quando le azioni d’attacco delle sue compagini andavano da una parte all’altra del campo con la cadenza del pendolo d’un orologio a pendolo e con la velocità dei treni giapponesi. Bravissimi i due portieri (nell’Inter ancora Fontana, tra i giallorossi salentini come sempre Sicignano), senza i quali la partita avrebbe potuto chiudersi con un 5 a 5, un 6 a 5 o un 7 a 6.  
4.     La classe, la potenza, la personalità del diciottenne Valerij Bojinov che probabilmente vale Cassano e, almeno oggi, costa un quinto del barese;
5.     Son contento del ritorno alla vittoria della Lazio del presidente Lotito (per i nemici “Lo trito”), perché col preteso di queste tre sconfitte consecutive il generone conservator-laziale stava cominciando a creare al coriaceo, sbrigativo, innovativo presidente titolare di un nugolo di imprese di pulizia con non più di 15 dipendenti ciascuna, qualche problema. Per esempio attaccandolo per il fatto che ritiene l’ingaggio di 2,5 milioni di euro eccessivo per una cariatide come Paolo Negro (qualcosa come il nostro Conte che fu).
6.     Tra il fumantino presidente Zamparini che dopo avere investito nel Palermo negli ultimi 3 anni 3 o 400 milioni di lire ritiene che la squadra dovrebbe dare di più e il micragnoso ciclista prodiano Guidolin che lamentosamente sottolinea di avere una squadra non abbastanza competitiva io d’acchito tifo per lo Zampa, che prima o poi farà fuori il suo allenatore. Nel calcio come nella vita occorre fare come gli arcieri, che per colpire un bersaglio ad una data altezza mirano sempre molto più in alto.  
 
Le cose che non mi sono piaciute:
 
1.     Gli 8000 paganti di Juve Roma che unendosi ai miserrimi 17000 abbonati di stagione fanno della Juve una grande con un pubblico da squadretta di seconda serie.
2.     Collina. Non mi piace mai Collina.
3.     L’incompetenza dei giornalisti i quali sono costituzionalmente incapaci di giudicare la prestazione di un giocatore a prescindere da quelli che possono definirsi gli episodi topici. Esempio: Emerson gioca benissimo ma ad un minuto dalla fine della partita si fa espellere (o meglio: l’arbitro lo espelle). Zac! Il reprobo non prenderà mai la sufficienza! Del Piero non è riuscito una volta a superare uno dei più scarsi se non il più scarso dei difensori che pestano l’erba dei campi d’Italia, ma segna un gol. Osanna, osanna, Cristo è risorto!
 
 
31/10 (9^ di campionato): Juventus Chievo 3 a 0 per i gol di Zalayeta al 25’ del p.t. (da Ibrahimovic a Blasi che pesca largo in area “el panteron” il quale in bella coordinazione calcia al volo e segna); di Nedved al 20’ del s.t. (Ibra avanza nella classica posizione del numero 11, passa a Kapo in quella del 10 che passa a Nedved in quella del 9. Botta dai 30 metri e pallone all’incrocio) e di Ibrahimovic al 34’ del s.t. (lancio lungo di Thuram, Ibra pur se pressato da un difensore controlla di petto, si gira e in caduta calcia forte al volo nell’angolo opposto).
A causa delle assenze di Zebina, di Zambrotta e di Emerson, oggi al Chievo, squadra rognosa e ben messa in campo, sono state concesse tante occasioni da gol quante ne erano state concesse alle avversarie nelle precedenti otto partite di campionato. Occasioni che i clivensi, non inquadrando mai lo specchio della porta, hanno del tutto vanificato tanto che alla fine Buffon non ha compiuto una sola parata. Né in effetti ha dovuto effettuarne Marchegiani, essendo finiti dentro i tre tiri più pericolosi indirizzatigli dagli avanti bianconeri. Tutto è bene quel che finisce bene; si tratta d’una vittoria molto importante in ragione anche del fatto che i rossoneri tengono il nostro infernale ritmo e che il giorno avanti erano riusciti nella difficile impresa di andarsi a prendere (con un gol non regolare) i 3 punti in casa della Sampdoria (dell’Inter quasi non metterebbe più conto parlare; ieri hanno conseguito il 7° pareggio nelle 9 gare di campionato fin qui giocate).
Capello, che per non togliere il positivo Zalayeta ha tenuto con la scusa della partita di mercoledì prossimo a Monaco dove le prenderemo brutto, per l’intera partita in panchina il resuscitato Del Piero, ha schierato Buffon (6), Birindelli (6,5), Thuram (6), Cannavaro (5,5), Pessotto (7), Camoranesi (7,5), Tacchinardi (5), Blasi (6,5), Nedved (7), Zalayeta (7), Ibrahimovic (6,5). Subentri: al 18’ del s.t. Kapo sostituisce Zalayeta; al 34’ Tudor sostituisce l’infortunato Birindelli e al 41’ Ferrara sostituisce Cannavaro. Sono restati in panchina il giovane portiere Bonnefoi, Appiah, Del Piero e Olivera. Si sono accomodati in tribuna Legrottaglie e Montero. Non convocati Chimenti, Iuliano, Trezeguet, Zebina, Zambrotta e Emerson.
Questo susseguirsi senza tregua di pesantissimi impegni prima o poi ci logorerà (politica, e quindi demagogica e sciagurata, è stata la decisione di allargare a 20 in numero delle squadre anziché ridurle a 16). Ieri ho visto che tra tutte le maggiori squadre estere che partecipano alla Champions hanno vinto solo il Chelsea e il Real Madrid. Tutte le altre, affidandosi ad un pesante turn-over di salvaguardia, hanno perduto. Compreso il Bayern di Monaco che ne ha presi 2 (a zero) dal modesto Bochum.
 
Le altre partite:
 
·          Fiorentina Lecce 4 a 0 (Jorgensen, Obodo, Obodo, Chiellini);
·          Inter Lazio 1 a 1 (Adriano, Talamonti);
·          Livorno Brescia 2 a 1 (Caracciolo, A. Lucarelli, Doga);
·          Messina Reggina 2 a 1 (Bonazzoli, Zampagna, Di Napoli);
·          Parma Atalanta 2 a 2 (Gilardino, Budan, Gilardino ®, Montolivo);
·          Roma Cagliari 5 a 1 (Dellas, Totti ®, Suazo, Perrotta, Montella, Montella);
·          Siena Bologna 1 a 1 (Cipriani, Chiesa);
·          Sampdoria Milan 0 a 1 (Shevchenko);
·          Udinese Palermo 1 a 0 (Mauri).
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Maresca migliore in campo della Fiorentina che ha travolto il Lecce Da quando il giocatore è stato schierato (in sostanza ha esordito soltanto alla 7^, contro l’Udinese) la squadra viola ha completamente cambiato faccia e in tre partite s’è guadagnati un pareggio e due vittorie, mentre nelle precedenti sei giocate senza Enzino aveva conseguito solo la vittoria casalinga contro il Cagliari! Solo Mondonico poteva non fidarsi delle (straordinarie) qualità di questo ragazzo! Che non se ne fidasse lo dimostra il fatto che ha voluto farsi cacciare proprio quando Maresca faceva il suo esordio. Ma che tecnici di calcio sono costoro??!!!;
2.     La conferma sulla panchina che fu di “culo di pietra” Mondonico di quel povero cristo di Buso, già allenatore dei portieri della squadra gigliata. Questo calcio ha bisogno di facce più povere e più pulite, e l’afflitta antica faccia del signor Sergio Buso è di sicuro una delle più pulite.
3.     Per le stesse ragioni di cui sopra mi fa piacere il pareggio della Lazio condotta dal povero (povero proprio nel senso di danaro) Mimmo Caso in casa della superba e sgangherata Inter del suo predecessore Mancini. Il quale guadagna in una settimana quel che Caso guadagna in un anno!
4.     Le apparizioni televisive e tutte le parole che ogni volta escono dalla bocca del volitivo presidente dei laziali Claudio Lotito (Lotrito per chi lo frequenta). Uno che non la manda certo a dire e che sa farsi dare ragione con una destrezza non comune.    
5.     La sconfitta in quel di Udine del Palermo del prode ciclista Guidolin. La cui squadra comunque ieri sera, è giusto dargliene atto, è stata sfortunata. Perché più che il fatto che il suo Corini aveva vinto il duello a distanza con quell’altro genio della costruzione che è il cileno Pizzarro, alla fine, sulla bilancia della sorte, han pesato le differenti prestazioni dei due portieri. Perché il prode De Santis ha parato 6 o 7 palloni difficilissimi, mentre Guardalben in una delle pochissime occasioni d’attacco dei friulani, si è fatto uccellare come un fesso.
 
Le cose che non mi sono piaciute:
 
1.     La vittoria dei rossoneri a Genova. Anche perché non mi son piaciute le parole di Kaka’ pronunciate in settimana. A proposito dei 5 punti che li separavano dai bianconeri l’efebico Kaka’ aveva detto di non esserne assolutamente preoccupato “perché ci basterà batterla due volte”. L’insopportabile vezzo di noi meridionali di vendere la pelle degli orsi prima di averli uccisi.
2.     Non può, Roberto Mancini, così villanamente lamentarsi delle sviste del signor Trefoloni e della mancata vittoria quando, per conseguirla s’è fidato dell’ex calciatore Mihajlovic e ha posto Adriano sulla fascia sinistra con Cruz prima e Recoba poi a far da centrale. Afflitto dall’ennesimo insuccesso in serata quello scemo di Moratti ha convocato tutti, dal suo presidente-fantoccio ai raccattapalle. Pretende da tutti – ha tuonato - “maggiore impegno!. Il ruggito del topo.
3.     L’aria di suorina ingiustamente calunniata che assume le volte che fa gol, e le smorfie che contemporaneamente indirizza al popolo bue, il macerato Gilardino. Pensasse invece a giocare di più e di meno ai futuri guadagni! Vorrò vedere quanti gol saprà fare nell’agognato nuovo squadrone senza l’assistenza del prodigioso Morfeo!
 
 
3/11/04 (Champions League) Bayern di Monaco Juventus: 0 a 1, gol di Del Piero al 44’ del s.t. (“magia” di Ibrahimovic tra tre terzini, Kahn maldestramente respinge il pallone su DP che da un metro infila).
Se si parte dal presupposto che Buffon è nostro e non di altri e che quindi vive, lotta e para per noi, allora nessuno può mettere in dubbio la legittimità di questa vittoria. Vittoria difficile perché ottenuta su un campo ostico e contro una formazione di primissimo piano in campo Europeo; vittoria importante perché è la quarta su quattro nel massimo torneo continentale e fin da adesso ci proietta alle eliminatorie di primavera (contro l’Aiax e gli israeliani del Maccabi Capello se lo vorrà potrà schierare le così dette seconde linee). Vittoria esaltante infine perché mostra al mondo la forza immane di una squadra che, tra campionato e Champions league, nelle 13 partite fin qui disputate ne ha vinte 12 e pareggiata una, incassando solo 2 reti (una delle quali ininfluente). Si tratta quindi, più che di una squadra, di una sorta di cassa di risparmio del calcio, con dentro una dozzina di diamanti grossi quanto una noce. si pensi, riguardo a quel che dicevo in premessa, che Gigi abbia fatto chissà quali parate (solo un paio o forse tre). Il fatto rilevante è capitato  a tempo scaduto, un attimo prima che l’arbitro fischiasse la fine, quando i nostri non avevano ancora finito di festeggiare l’immane gol che due minuti prima l’immenso Ibrahimovic aveva propiziato a beneficio del fortunato del Piero. E’ stato allora che Gigi d’intuito, d’istinto, ha salvato la sua (e nostra) rete, e quindi la vittoria, su una incursione del sempre pericoloso Makaay che per una volta era riuscito ad eludere, probabilmente proprio per effetto euforico di quella segnatura appena appena arrivata, la vigilanza non del solo Cannavaro e nemmeno del solo Zambrotta, ma, incredibile a dirsi, addirittura di tutti e due contemporaneamente. Con ogni evidenza una conseguenza dell’euforia, perché dopo una assai tirata e molto combattuta partita i bianconeri, stavano raccogliendo il frutto di una supremazia non tattica perché si giocava in casa del Bayern che è una agguerritissima squadra che siede nell’olimpo del G14, ma diciamo così, morale. Morale perché tutti i nostri giocatori stavano dando il meglio di se stessi, ribattendo colpo su colpo su tutte le parti del campo e non trascurando di cercare, quando possibile, la via del gol.
Fabio Capello ne ha fatto una squadra virtuosa e solidissima, e senza nemmeno, a mio vedere, costringere i giocatori a tenere ritmi forsennati o superiori a quel che serve. Questa squadra è sorella di quel Milan dell’inizio degli anni ’90 col quale Capello vinse tre campionati in quattro anni, di quel Milan che il primo, o il secondo  adesso non lo ricordo bene  scudetto lo vinse subendo, in tutte le 34 partite, solo 9 gol. Di quel Milan che all’affacciarsi dell’anno nuovo aveva già messo tutti d’accordo.
Stasera don Fabio, per l’incombenza Bayern, si era affidato a
Buffon (8), Pessotto (7), Thuram (7,5), Cannavaro (7), Zambrotta (7), Camoranesi (8), Emerson (8), Blasi (7), Nedved (6,5), Ibrahimovic (8. 8 perché ha costantemente impegnato, da solo ma con ottimi risultati, l’intera retroguardia avversari, né si è risparmiato a centrocampo e soprattutto in difesa), Del Piero (6, poco incisivo e ininfluente, non fosse per il gol). In panchina Bonnefoi, Birindelli, Tudor, Montero, Tacchinardi, Kapo e Zalayeta. Nessun subentro. 
Nel nostro girone gli israeliani del Maccabi di Tel Aviv hanno battuto l’Ajax per 2 a 1. Delle italiane la Roma ha pareggiato 1 a 1 con il Bayern Leverkusen (e quindi è praticamente fuori dai giochi). A San Siro l’Inter ha pareggiato 0 a 0 con il Valencia, mentre Barcellona Milan è finita 2 a 1 per gli azul-grana (Shevchenko, Eto’o, Ronaldinho). “Juve uber alles”.
 
 
 
6/11 (10^ di campionato): Reggina Juventus 2 a 1 per i gol di Colucci al 13’ del p.t. (un pallone spiovente avventatamente calciato al volo da Cannavaro picchia addosso a Colucci, si solleva ed entra in rete), di Ibrahimovic al 14’ del p.t. (quando ai 35 metri acrobaticamente allungandosi intercettava un pallone che un difensore reggino stava passando ad un suo compagno; lo svedese dopo averlo arpionato si è involato verso la porta avversaria, alla fine della quale elegantemente batte il portiere Soviero, quell’energumeno che la scorsa primavera stupì l’Italia intera quale scalciatore di professione nonché ignobile pugilatore); la rete risolutiva (30’ del p.t.) è derivata da una punizione dal limite calciata da Zamboni che Blasi ha deviato di quel poco che però è bastato per mettere fuori causa Buffon).
Una sconfitta brucia sempre, ma se proprio si doveva perdere è meglio che si sia perduto con questi poveracci. Fa male piuttosto il modo. Innanzitutto perché i gol annullati a Ibrahimovic e a Kapo erano uno più regolare dell’altro; poi perché il signor Paparesta ha continuamente consentito ai reggini di cadere come pere mature ogni qualvolta uno dei nostri gli passava accanto (col consueto insopportabile corollario di perdita di coscienza o contorsioni, autolettiga, barelle, infermieri e inservienti, spruzzi di acqua santa e miracolosa guarigione. E infine perché, sempre il signor Paparesta, non ha visto o ha fatto finta di non vedere un fallo da rigore grande quanto una casa commesso a discapito di Camoranesi. Se a questo aggiungiamo il fatto che i due gol finiti alle spalle di Buffon sono scaturiti da episodi del tutto fortuiti e il palo di Zalayeta arriviamo alla conclusione che si è trattato di una partita segnata. Colpiti a freddo i bianconeri hanno reagito con veemenza e con una lucidità che però, per la stanchezza accumulata mercoledì sera a Monaco e per l’atteggiamento oppressivo del signor Paparesta, è andata via via diminuendo. Son sicuro che se quel pallone di Zalayeta finiva dentro, la partita la vincevamo noi. Sia perché non sarebbe subentrato il nervosismo e anche il signor Paparesta si sarebbe messo il cuore in pace, e sia perché molto probabilmente Del Piero non sarebbe entrato. Il contributo di DP alle opere di rimonta ha lasciato alquanto a desiderare, così come ha lasciato a desiderare anche Nedved che quando doveva passare a un compagno tirava velleitariamente in porta e invece quando doveva tirare in porta la passava ai compagni marcati. Secondo me Capello dovrebbe insistere con Zalayeta e fidarsi di più di Olivera, sempre per il vecchio detto che due asini vivi son meglio di due professori moribondi.
Capello che ha avuto la costanza di insistere con Zalayeta ma non quella di tenerlo in campo fino alla fine, ha schierato Buffon (5; il pallone di Zamboni anche se deviato rimaneva secondo me alla sua portata), Pessotto (6,5), Thuram (6), Cannavaro (5,5; non si fanno rinvii così scriteriati, si vede che ha imparato da Materazzi!), Zambrotta (7,5), Camoranesi (7), Emerson (6), Blasi (6,5), Nedved (5), Zalayeta (6,5), Ibrahimovic (7,5). Subentri: al 26’ del s.t. Del Piero al posto di Zalayeta e Olivera al posto di Pessotto; al 41’ del s.t. Kapo per Blasi. A disposizione Bonnefoi, Birindelli, Montero e Tacchinardi. Il giovane portiere Avitabile e Tudor hanno visto la partita dalla tribuna mentre Chimenti, Zebina, Iuliano, Legrottaglie, Appiah e Trezeguet sono rimasti a casa.
 
Le altre partite:
 
·          Atalanta Sampdoria 0 a 0;
·          Bologna Messina 2 a 2 (Di Napoli, Loviso, Amoruso, Cipriani);
·          Brescia Chievo 1 a 0 (Schopp);
·          Cagliari Livorno 0 a 0;
·          Fiorentina Inter 1 a 1 (Dainelli, Adriano);
·          Lazio Siena 1 a 1 (Couto, Portanova);
·          Lecce Udinese 3 a 4 (Bojinov, Jankolovski, Bojinov, Di Natale, Vucinic, Iacquinta, Jankulovski ®);
·          Milan Roma 1 a 1 (Shevchenko, Mancini);
·          Palermo Parma 1 a 1 (Gilardino, Gonzales);
 
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Lo sfolgorante Bojinov.
2.     Fabrizio Miccoli, il piccolo grande Miccoli è infra gli attaccanti quel che Alessandro Nesta è tra i difensori, cioè un fe-no-me-no! E mi rodo il fegato che per tenersi Del Piero l’abbiano dato via (né credo che Della Valle ce lo ridarà mai). Ieri la Fiorentina del buon Buso meritava di stravincere; l’hanno salvata l’arbitro De Santis, il suo portiere e il solito immancabile Adriano.
3.     Maresca ha una facilità di calcio fuori del comune. Adesso gioca più arretrato, come Emersom da noi. Chissà se quelli di Torino guardano in televisione le partite dei viola?!
4.     M’è piaciuto che mercoledì sera il signor Paparesta resterà al palo. E che per lui si parli di due o tre turni di sospensione.
 
E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     Di sicuro non mi sono piaciuti tutti gli abbracci e i festeggiamenti a Kapo per il gol che quasi allo spirare della partita consentiva ai giocatori della Juve di raggiungere il pareggio (l’arbitro poi glie lo ha annullato ma loro né lo sapevano e né lo credevano). Quel pareggio che è poco meno di una sconfitta e che uno squadrone come la Juventus dovrebbe considerare esattamente come la sconfitta;
2.     Non mi piace che ogni volta che si deve tirare una punizione dal limite contro la porta del Milan, tutte le volte, sempre e mai una volta che si dimentichi di farlo o abbia il pudore di non farlo, Gennarino Gattuso detto “ringhio” (che, si badi bene, a me è simpaticissimo), al fischio dell’arbitro immediatamente si fiondi come un botolo ringhioso sui piedi di chi s’appresta a calciare impedendogli di farlo o di farlo come avrebbe voluto. È certo che lo farà, lo sanno tutti. Eppure mai nessun arbitro lo ha buttato una volta fuori!
3.     L’errore madornale di Diamantino Mancini che al 23’ del s.t. ciccando dinanzi al suo connazionale Dida il pallone come un pollo, ha graziato lo spento Milan di ieri sera del gol che poteva essere quello della sconfitta. Un errore incredibile, “da rincorrerlo per il campo con l’ombrello” diceva Gianni Brera. Lo ha ammesso anche il Capo del Governo.
4.     La opaca prestazione di Totti ieri sera a San Siro.
 
 
 
10/11 (11^ di campionato): Juventus Fiorentina 1 a 0 per il gol di Ruben Olivera al 27’ del s.t. (calcio d’angolo di Nedved, Camoranesi allunga di testa spiazzando la munita retroguardia dei viola, sotto porta Olivera di piatto mette in rete.
Maledetti bastardi! Se il 4-3-2-1 viene chiamato l’abete o l’albero di Natale, questo 9-1 che i viola stasera hanno sfoggiato al “delle Alpi”, col solo Miccoli a dannarsi in attacco, come dobbiamo chiamarlo, la tavola col chiodo? Così si è apparecchiata per 80 minuti la Fiorentina, tranne che nelle battute finali quando bravura e fortuna (quella dannata fortuna che domenica scorsa a Reggio si dimenticò totalmente di noi) han fatto sì che la rete di vantaggio non ci venisse vanificata da un’incursione dei tremendissimi (!) Fantini e  Portillo, che per poco non gli fruttava il gol (bravissimi Thuram e Buffon).
Hanno sputato l’anima, i viola per non uscire dal campo battuti, compreso faccia d’angelo Maresca che appiccicatosi su Del Piero non l’ha fatto mai respirare. E il Romario del Salento anche se aveva lasciato negli spogliatoi il doppio orecchino ci ha messo pure lui del suo, specie nei tiri piazzati. Ché poveraccio solo com’era non poteva fare altro contro Thuram e Cannavaro. Più di tutti ha impressionato il terzo dei nostri mandato in Arno, quel Chiellini che per forza fisica a me è sembrato un Hans Peter Briegel con maggiori attitudini difensive. Anche il nostro Ibrahimovic fa reparto da solo, col suo continuo spostarsi lungo tutto l’arco del fronte d’attacco e i suoi giochi di gambe, ma si sente la mancanza dell’uomo d’area Trezeguet o comunque di Zalayeta, viste e riviste le condizioni di forma di Del Piero e di Nedved. Nedved è stato ammonito e siccome era diffidato domenica salterà la partita contro il Lecce di Zeman. Gli servirà per tirare il fiato, e a Capello per riprovare Olivera centrale. Sia perché è quello il suo ruolo, sia perché è lì che abbiamo più bisogno e sia perché il sontuoso Camoranesi di questo inizio stagione non consente che si tolga in dubbio il suo diritto alla titolarità sulla fascia destra (anche oggi è stato il migliore in campo, che sa coprire con grande efficacia da una bandierina all’altra). 
Capello che come al solito non ce l’ha fatta a tenere in campo Del Piero per tutti i novanta minuti (Olivera era entrato in sostituzione dell’infortunato Emerson), ha schierato Buffon (7, per il solo intervento finale su Portillo), Pessotto (6,5), Thuram (7), Cannavaro (7,5), Zambrotta (6, è stanco povero figlio!), Camoranesi (8), Emerson (7), Blasi (7), Nedved (5,5), Del Piero (5,5, una sola bellissima giocata), Ibrahimovic (7, si diverte dannandosi l’anima. Ma è troppo bello!). Subentri: all’11 del s.t. Olivera (ma non si chiamava Oliveira fino all’anno scorso?) al posto di Emerson; al 18’ del s.t. Zalayeta per Del Piero. A disposizione Chimenti, Ferrara, Montero, Tudor e Kapo. Birindelli e Tacchinardi (che pare andrà al Barcellona) hanno visto la partita dalla tribuna mentre Bonnefoi, Zebina, Iuliano, Legrottaglie, Appiah e Trezeguet sono rimasti a casa.
 
Le altre partite:
 
·          Brescia Milan 0 a 0;
·          Chievo Atalanta 1 a 0 (Tiribocchi);
·          Inter Bologna 2 a 2 (Mihajlovic, Petruzzi, Adriano, Bellucci);
·          Livorno Lazio 1 a 0 (A. Lucarelli);
·          Parma Reggina 1 a 0 (Morfeo);
·          Roma Udinese 0 a 3 (Iacquinta, Pizarro ®, Iacquinta);
·          Sampdoria Cagliari 0 a 0;
·          Messina Palermo 0 a 0;
·          Milan Roma 1 a 1 (Shevchenko, Mancini);
·          Siena Lecce 1 a 1 (Pecchia, Cassetti).
 
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
1.     Che dopo il terzo gol degli udinesi il nano Sensi si sia sentito male e sia portato fuori a braccia;
2.     Che Toldo in entrambe le occasioni che ha preso gol abbia sbagliato l’uscita;
3.     Mauro German Camoranesi; alla Juve oggi nessuno lo vale.
 
 
E quelle che non mi sono piaciute:
 
1.     Il livore dei tre nostri “ex”, futuri “forse”. “Et surtout pas de zèle”, raccomandava Talleyrand.
2.     L’arbitro Ceccarini che in Messina Palermo ha consentito ai difensori giallorossi, in occasioni di tutti i calci fermi spioventi in area e dei calci d’angolo a loro sfavore, di trasformarsi in delle orrende piovre che abbrancavano gli attaccanti rosanero  impedendogli di saltare e perfino a rimanere all’impiedi. Ieri al loro cospetto i due serpenti marini che avvolsero nelle loro mortali spire il povero Laocoonte avrebbe avuto scampo sarebbero parsi delle tenere anguille.       
 
 
14/11 (12^ di campionato): Lecce Juventus 0 a 1 per il gol di Del Piero al 14’ del p.t. (lungo passaggio di Emerson che va precisamente a pescare Ibrahimovic sul limite sinistro dell’area; elegante controllo del pallone, magistralmente Zlatan si libera di 2 avversari e passa rasoterra al centro dove Del Piero controlla e segna calciando nell’angolo alto sotto la traversa). Se il terreno di gioco fosse stato normale avremmo vinto 12 a 0 e 6 gol di avrebbe segnati Ibrahimovic. Invece si giocava in una risaia nella quale governare il pallone o solo prevederne le traiettorie era un’impresa. Dandosi merito al Lecce di Zeman di avere giocato una partita a tutto campo e a viso aperto, oggi chiudo in fretta dopo avere sentitamente rappresentato che oggi i giocatori bianconeri sono stati tutti da 8, compreso Del Piero santo cielo! (sugli scudi comunque l’Ibra, Camoranesi, Emerson e la coppia centrale di difesa). Capello ha schierato Buffon, Pessotto, Thuram, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi, Emerson, Appiah, Olivera, Del Piero, Ibrahimovic. Subentri: al 14 del s.t. Kapo al posto di Del Piero; al 32’ del s.t. Blasi per Olivera; al 40’ del s.t. Tudor per Pessotto. A disposizione Chimenti, Montero, Tacchinardi e Zalayeta. Birindelli e Ferrara hanno visto la partita dalla tribuna mentre Bonnefoi, Zebina, Iuliano, Legrottaglie, Trezeguet e lo squalificato Nedved sono rimasti a casa.
 
Le altre partite:
 
·          Atalanta Brescia 0 a 0;
·          Cagliari Inter 3 a 3 (Zola ®, Langella, Stankovic, Esposito, Martins, Martins);
·          Fiorentina Livorno 1 a 1 (Riganò, Lucarelli);
·          Lazio Bologna 2 a 1 (Rocchi, tare, Di Canio ®);
·          Milan Siena 2 a 1 (Shevchenko, Argilli, Shevchenko);
·          Palermo Sampdoria 2 a 0 (Toni, Brienza);
·          Parma Chievo 2 a 2 (Amauri (aut.), Amauri, Cesar, Morfeo);
·          Reggina Roma 1 a 0 (Bonazzoli);
·          Udinese Messina 1 a 1 (Amoruso, Di Michele).
 
Non posso mettermi a disquisire sul meglio e sul peggio perché tranne che la partita della mia Juve non ho visto né seguito altro. Ora c’è la sosta pro nazionale (che rottura!) e tra 15 giorni ospiteremo l’Inter.
 
 
19/11: Partita di andata dei quarti di finale di coppa Italia Atalanta Juventus 2 a 0 (Lazzari al 13’ e al 31’ del s.t.). Formazione: Chimenti, Ferrara, Legrottaglie, Iuliano, Birindelli, Appiah, Tacchinardi, Olivera, Nedved, Kapo e Zalayeta. Subentri: al 23’ del s.t. Volpato per Nedved, al 27’ del s.t. Thuram per Legrottaglie e al 40’ del s.t. Blasi per Birindelli. In panchina Bonnefoi, De Ceglie, Masiello e Bentivoglio). Fabio Capello ha poche idee ma chiarissime, dice Arrigo Sacchi. Una di queste è quella di risparmiare i giocatori per quel che maggiormente conta. Una sconfitta che lo lascia (e mi lascia) indifferente.
 
 
23/11/04 (Champions League) Juventus Ajax: 1 a 0 per gol di Zalayeta al 15’ del p.t. (cincischiava col pallone, il Maxell che vorrebbe venire alla Juve; gli si avventa contro il mai abbastanza lodato Camoranesi che glie lo sradica dai piedi, passaggio al centro al sopraggiungente Zalayeta che anticipando di fino un difensore segna). La solita cassa di risparmio marca Capello; nei 90 minuti Buffon ha effettuato una sola parata su punizione dal limite di Van der Vaart. Sono scesi in campo Buffon (7), Birindelli (7), Thuram (8), Montero (7,5), Zambrotta (8), Camoranesi (8), Tacchinardi (8), Emerson (8), Nedved (8), Ibrahimovic (7), Zalayeta (7). Sostituzioni: al 71’ Olivera per Camoranesi, al 78’ Kapo per Ibrahimovic, all’86’ Cannavaro per Birindelli. Sono rimasti in panchina Chimenti, Tudor, Appiah e Blasi.
Sì, s’era infortunato nella partite di Lecce, ma appare sempre più chiaro che Alessandro Del Piero è entrato nel ruolo di prima riserva (ora di Zalayeta, e certamente ancora di più quando ritornerà Trezeguet). Sic transit gloria mundi. Purtroppo resta l’ingaggio. 
Nel gruppo C il Bayern M. ha battuto il Maccabi di Tel Aviv per 5 a 1; delle italiane la Roma è andata a perdere a Kyev per 2 a 0, e vanno fuori dalla competizione; Milan Shaktar Donetz 4 a 0 e Werder Brema Inter 1 a 1  (interisti e milanisti già qualificati per il prosieguo ad eliminatorie dirette).  
 
 
28/11 (13^ di campionato): Inter Juventus 2 a 2 per i gol di Zalayeta all’8^ del s.t. (da Ibrahimovic a Camoranesi, da Camoranesi a Nedved fuori dall’area, due passi e un forte tiro che deviato da Zalayeta si insacca alle spalle di Toldo), di Ibrahimovic su rigore al 22’ del s.t. (da Camoranesi a Nedved, lancio profondo a Zalayeta che si presenta solo dinanzi a Toldo che vistosi superato lo abbatte), di Vieri al 33’ e di Adriano al 40 del s.t. Ha bene arbitrato il signor Rodomonti, soli errori la mancata espulsione di Toldo in occasione del fallo da rigore e anche la circostanza che nel finale del tempo di recupero non ci ha consentito, con la motivazione che il tempo era scaduto, di battere un calcio d’angolo.
Lascia basiti che la Juve di Capello che è la squadra più quadrata del pianeta, in vantaggio a San Siro di 2 gol dopo una partita esemplare nel corso della quale agli agguerritissimi attaccanti nerazzurri non aveva lasciato una sola possibilità di tirare in porta, negli ultimi 10 minuti si sia fatta infilare due gol e sfilare di tasca una vittoria della quale tutti, juventini, interisti e neutralisti se al mondo ve ne fosse uno, eravamo persuasi.
Sovra gli altri se ne erano persuasi i giocatori bianconeri, i quali presi da un inaspettato attacco di autocompiacimento del quale sicuramente Capello li farà pentire, nel finale si sono narcisisticamente messi a fare melina anziché infliggere il colpo di grazia ad una rivale ormai in ginocchio. Il dominio dei bianconeri discendeva dal fatto che i giocatori dello squadrone nerazzurro anche se rombavano e spesso rompevano (mi riferisco alle entrate dure sui nostri centrocampisti) non avevano uno straccio di schema di cui fidarsi, eccezion fatta del solito lancio lungo a cercare Adriano e Martins (e che al resto pensassero loro!), con Stankovic che non sapeva dove andarsi a incattivire, senza giocatori che allargassero il gioco. Mentre i nostri ben lo sapevano cosa fare e cosa non fare, dove e come mettersi, chi aiutare chi. A parte ovviamente, oggi, gli stramaledetti penultimi 6 minuti dove è stata la potenza fisica del singolo Vieri e del singolo Adriano a stravolgere l’esito di una partita il cui risultato di 0 a 2 stava già per essere consegnato agli archivi. Ora l’allenatore dei nerazzurri e i loro dirigenti stanno festeggiando come se avessero vinto e convinto. Che festeggino pure, ma si coprano bene! A meno 15 chissà sai che freddo!
A parte ovviamente l’infortunato Trezeguet, Capello aveva potuto schierare i migliori: Buffon (6, nessuna colpa grave anche se sul cross di Martins forse poteva buttarsi sul pallone e anticipare Adriano), Zebina (6, nessuna colpa grave, ma Vieri s’è infilato, l’unica volta che s’è infilato, proprio sulla sua direttrice e forse poteva anche stringere su Adriano in occasione del gol del pareggio), Thuram (6,5, nessuna colpa grave, anzi è un piacere vedere come tiene alta la difesa, però quel cross di Martins prima di giungere al ciclonico Adriano era passato dalle sue parti), Cannavaro (6,5, nessuna colpa grave ma Martins in occasione del cross che Adriano ha trasformato in gol era sfuggito a lui), Zambrotta (7,5), Emerson (7,5), Blasi (8), Camoranesi (8), Nedved (7,5), Zalayeta (7) e Ibrahimovic (7,5, fa reparto da solo. Accanto a lui l’anno prossimo Trezeguet vincerà di sicuro la classifica dei cannonieri). Subentri: al 39’ del s.t. Pessotto al posto di Camoranesi (ma un secondo dopo segnava Adriano, vallo a sapere!). Sono rimasti in panchina Chimenti, Tacchinardi, Montero, Legrottaglie, Appiah e Kapo). Si sono accomodati in tribuna Bonnefoi, Tudor e Birindelli. Sono rimasti a casa Del Piero, Trezeguet, Ferrara, Iuliano e Olivera.  

Le altre partite:
 
·          Atalanta Reggina 0 a 1 (autorete di Budan);
·          Bologna Lecce 0 a 0;
·          Brescia Palermo 0 a 2 (Zauli, Brienza);
·          Chievo Milan 0 a 1 (Crespo);
·          Lazio Cagliari 2 a 3 (Pandev, Langella, Esposito, Zola, Oddo ®);
·          Livorno Udinese 1 a 2 (Iacquinta, Di Michele, Lucarelli);
·          Messina Fiorentina 1 a 1 (Ariatti, Parisi ®);
·          Sampdoria Parma 1 a 0 (Flachi ®);
·          Siena Roma 0 a 4 (Montella, Montella, Totti, Totti);
 
Per effetto degli odierni risultati il Milan accorcia la distanza a 4 punti.
 
 
 
5/11 (14^ di campionato): Juventus Lazio 2 a 1 per i gol di Pandev all’11^ del p.t. (un grandissimo gol a dribblare e riddribblare Thuram e Cannavaro), di Olivera al 40’ del p.t. (di testa su cross col contagiri di Camoranesi) e di Ibrahimovic al 30’ del s.t. (su cross dalla destra di Kapo dopo travolgente azione ad anticipare di finezza in torsione acrobatica il portiere e un difensore laziali). Buona Lazio, non c’è che dire. Ma la Juve ha voluto assolutamente vincerla, e ci è riuscita con un ottimo secondo tempo dopo che ha avvicendato il solito spento Del Piero con un Kapo veloce e forte fisicamente che nell’occasione del gol di Ibrahimovic ha sconquassato a destra la retroguardia dei laziali.
Olivera e Ibrahimovic nell’occasione delle segnature hanno commesso la sciocchezza di levarsi di dosso la maglia, buscandosi una ammonizione che potevano senz’altro evitarsi. Moggi di sicuro glie la farà pagare.
Ha arbitrato, bene, il signor Dondarini. Quest’anno, per quel che riguarda gli arbitraggi, relegato Collina nella seconda fascia e tenuto abbastanza lontano dalla prima anche l’ex enfant prodige Paparesta, si respira un’aria più salubre che negli anni passati. La opinione di gente come Sconcerti non può più fare testo.
Capello ha fatto scendere in campo Buffon (6, nient’altro fuor del gol, peraltro imparabile), Zebina (7), Thuram (6,5), Cannavaro (6,5), Zambrotta (7,5), Emerson (7), Appiah (6,5), Camoranesi (8), Olivera (6), Ibrahimovic (7,5), Del Piero (6). Subentri: al 45’ del p.t. Kapo per Olivera (infortunato), al 26’ del s.t. Zalayeta per Del Piero. Sono rimasti in panchina Chimenti, Pessotto, Montero, Tacchinardi e Blasi). Si sono accomodati in tribuna Bonnefoi, Ferrara, Birindelli. Sono rimasti a casa Trezeguet, Tudor, Iuliano che ha rifiutato il Lokomotiv di Mosca, Legrottaglie e Nedved (infortunato).

Le altre partite:
·          Cagliari Chievo 4 a 2 (Zola, Zola ®, Langella, Pellissier, Abeijon, Amauri);
·          Fiorentina Bologna 1 a 0 (Maresca);
·          Inter Messina 5 a 0 (Adriano, Adriano, Adriano, Elefteropulos (aut.), Vieri);
·          Lecce Livorno 3 a 2 (Viggiani, Rullo, Danilevicius, Dalla Bona, Giacomazzi);
·          Palermo Atalanta 1 a 0 (Brienza);
·          Parma Milan 1 a 2 (Gilardino, Kakà, Pirlo);
·          Reggina Brescia 1 a 3 (Stankevicius, Martinez Vidal, Zamboni, Caracciolo);
·          Roma Sampdoria 1 a 1 (Pagano, Totti ®);
·          Udinese Siena 1 a 0 (Di Natale);
 
Le cose che mi son piaciute:
 
1.     che Fabio Capello abbia ordinato ai suoi di non gettare fuori dal campo il pallone nei casi di fallo così detto da svenimento.
2.     che Franco Sensi e Sergio Cragnotti siano stati formalmente incriminati per falso in bilancio (quello che Giraudo ha chiamato doping amministrativo).
 
Le cose che non mi sono piaciute:
 
1.     I perfidi ricami che da Milano e sempre più perfidamente scendendo verso Roma velenosamente si stanno intessendo sulla condanna a 22 mesi del dott. Agricola.  
2.     Il fatto che il giovine John Elkan abbia pubblicamente dichiarato che “solo una botta di culo può salvare la Fiat”. Imparassero questi slombati nati ricchi a chiudere la boccuccia chiusa!
3.     Il fatto che Olivera prima e Ibrahimovic poi nella foja dell’esultanza si siano tolta la maglietta. Cartellino giallo regalato. Se domenica prossima l’Ibra rimedia un altro giallo, la partita col Milan la vedrà dal televisore di casa.
 
 
8/12/04 (Champions L.) Maccabi di Tel Aviv – Juventus 1 a 1 per i gol di Diego su rigore al 29’ del p.t. e pareggio di Del Piero al 27’ del s.t. (cross lungo di Zambrotta, Zalayeta corregge di testa sui piedi di DP che calcia al volo e mette dentro imparabilmente).
Maledetti giudei! Correvano come dei forsennati, pareva che inseguissero dei palestinesi armati! Chissà se glie lo fanno l’antidoping? Peccato non avere vinto anche qui, ma non è il caso di far drammi (né era il caso di rischiare infortuni). Capello ha schierato Chimenti (8, fosse solo per quella parata salva-risultato nel finale su un colpo di testa da 2 metri); Zebina (7 e non 7,5 perché ha causato il rigore), Cannavaro (7), Montero (7), Pessotto (6) (dal 24’ del s.t. Zambrotta, voto 7,5); Kapo (7), Blasi (7) (dal 1’ del s.t. Appiah, voto 6,5), Tacchinardi (5,5), Nedved (frenetico, arruffone, ha sprecato l’inverosimile: 5); Zalayeta (6), Del Piero (6) (dal 29’ del s.t. Ibrahimovic voto 6). A disposizione: Buffon, Ferrara, Tudor, De Ceglie. In tribuna Birindelli e Bonnefoi. Sono rimasti a casa Legrottaglie, Iuliano, Emerson, Camoranesi, Thuram e Trezeguet.
 
Le italiane: Roma Real Madrid 0 a 3, Chelsea Milan 0 a 0, Inter Anderlecht 3 a 0. Nel nostro girone la partita tra Bayern di M. e Ajax è finita 2 a 2.  
Si è conclusa la fase a gironi della Champion League; si ricomincerà a febbraio con gli scontri ad eliminazione diretta. Prime classificate negli 8 gironi: Monaco (FRA), Bayer Leverkusen (GER), Juventus (ITA), Lione (FRA), Arsenal (ING), Milan (ITA), Inter (ITA), Chelsea (ING). Seconde classificate: Real Madrid (SPA), Liverpool (ING), Bayern (GER), Manchester United (ING), Psv Eindhoven (OLA), Barcellona (SPA), Werder Brema (GER), Porto (POR). La Juventus incontrerà una delle squadre seconde classificate, che comunque non potrà essere il Bayern. Quindi speriamo nel Porto o nel Psv piuttosto che nel Real Madrid o nel Manchester.

 
 
 
12/12 (15^ di campionato): Bologna Juventus 0 a 1 per il gol di Nedved su punizione dal limite al 41 del s.t. Un gol che vale oro. Sia perché sabato sera ci attende lo scontro diretto con un Milan rutilante che oggi dopo il primo gol su rigore e il secondo su autorete ha seppellito di gol la Fiorentina, per cui dal nostro punto di vista è stato assai importante l’averli tenuti a debita distanza, poi perché i bolognesi hanno giocato una partita alla morte difendendosi con le unghie e attaccandoci con i denti, terzo perché il gol è arrivato a pochi minuti dal termine quando già si profilava il risultato ad occhiali (e i due punti in meno in classifica). Partita maschia, gran correre, molto ostruzionismo, molti falli, Mazzone al solito suo che non faceva che sbraitare, minacciare e alludere. E buon che Buffon nelle due difficili occasioni nelle quali si è dovuto disimpegnare è stato all’altezza della sua fama (in specie nella seconda, su un colpo di testa ravvicinato di Meghni). Occasioni da gol ne abbiamo avute anche noi, in specie il palo di Nedved e la respinta sulla linea di non ricordo chi sempre su tiro di Nedved, ma Ibrahimovic è sempre circondato da un nugolo di difensori, Del Piero raramente riesce a effettuare giocate utili, Zalayeta, entrato anche stavolta a un quarto d’oro dalla fine, ha fatto il poco che solitamente fa quando entra nei finale di partita a rimpiazzare DP. Anche le ali, solitamente i propulsori delle nostre manovre d’attacco, oggi sono state ben contenute, come bene è stato contenuto Emerson, chiuso in una gabbia e marcato a uomo da Meghni. Insomma, Mazzone ci ha tatticamente imbavagliati. E se si fosse accontentato del pari probabilmente l’avrebbe ottenuto. Invece la vanità e l’ambizione di sottomettere i primi della classe, l’antico odio per Capello lo hanno mal consigliato di cercare la vittoria così ché alla fine, giustamente, ha finito per perdere. Eppure è stato sfortunato, perché se DP non fosse già uscito la punizione la batteva lui e sicuro come la morte che la sbagliava (ormai non sa calciare più nemmeno i calci d’angolo).
Capello ha fatto scendere in campo Buffon (8), Zebina (7), Thuram (5,5), Cannavaro (7,5), Zambrotta (6,5), Camoranesi (6; dal 36’s.t. Kapo), Emerson (6), Appiah (6; dal 13’st Tacchinardi 5), Nedved (7,5: perché stavolta ha fatto poco ma lo ha fatto bene),
Ibrahimovic (6: non può più muoversi, nugoli di difensori gli stanno sempre addosso e non c’è chi sappia approfittarne) Del Piero (5,5; dal 26’st Zalayeta voto 5). A disposizione: Chimenti, Ferrara, Pessotto, Blasi. In tribuna: Bonnefoi e Legrottaglie. Sono rimasti a casa Montero, Tudor, Iuliano, Birindelli, Olivera e Trezeguet.
 
Le altre partite:
 
·          Atalanta Udinese 0 a 1 (Iacquinta);
·          Lazio Lecce 3 a 3 (Babu’, Bojinov, Rocchi, Di Canio ®, Babu’, Di Canio);
·          Brescia Roma 0 a 1 (Mancini ®);
·          Chievo Palermo 2 a 1 (Cossato, Cossato, Toni);
·          Livorno Parma 2 a 0 (Lucarelli, Lucarelli);
·          Milan Fiorentina 6 a 0 (Seedorf, Crespo, Shevchenko, Crespo, Shevchenko, Seedorf);
·          Reggina Cagliari 3 a 2 (Langella, Paredes, De Rosa, Esposito, De Rosa);
·          Sampdoria Messina 1 a 0 (Flachi);
·          Siena Inter 2 a 2 (Adriano, Portanova, Flo, Vieri);
 
le cose che mi sono piaciute:
 
1.     il pallone d’oro a Andryi Shevchenko perché oltre a essere un campione completo è un bravissimo ragazzo;
2.     il licenziamento di Andrea Mandorlini;
3.     l’Inter che continua a non vincere (oggi hanno scampato alla sconfitta, dopo una prestazione oscena; per un gol di Vieri al 94’) perché dopo che avevano spezzato le reni al Messina e all’Anderlecht avevano già cominciato a fare i bauscia;
4.     l’ingaggio di Arrigo Sacchi da parte del Real M., se si concretizzasse. Perché l’Arrigo merita;
5.     che Moggi abbia ingaggiato, prelevandolo dal Monaco in scadenza di contratto, Shabani Nonda, fisico e tecnica formidabili. Negli ultimi tempi un po’ in ribasso per via di una brutta serie di infortuni. Ma Diedier Deschamps avrà abbondantemente assicurato.
 
 
le cose che non mi sono piaciute:
 
1.     che quell’imbecille di Lapo Elkann (ma che stessero zitti, una volta per tutti!) si sia scusato con Gazzoni Frascara per la vittoria della Juve, il che equivale a dare corda a chi ci vuole morti.
 
 
 
18/12 (17^ di campionato): Juventus Milan 0 a 0. Non c’è molto da dire, i rossoneri ci hanno messo più qualità e più quantità, così che il loro predominio, tranne che negli ultimi 15 minuti, è stato netto. La differenza l’hanno fatta due fattori. Il primo è la diversa condizione atletica, che quella degli uomini di Ancelotti attualmente è di gran spolvero. Il secondo fattore ha i nomi di Clarence Seedorf e di Alessandro Del Piero, rispettivamente il migliore dei loro e il peggiore dei nostri, col primo che dinamicamente, instancabilmente, rapidamente, copriva tutti gli spazi del centrocampo e il secondo che è stato il solito ectoplasma. Con la conseguenza, ai fini pratici, che loro hanno giocato in dodici e noi in dieci. Vaglieli a regalare due uomini al Milan di oggi!
Formidabili sono state le prestazioni, a tamponare, a chiudere, ad anticipare, dei nostri difensori e dei centrocampisti (a inizio di ripresa Emerson si è saldamente ancorato dinanzi a Thuram e a Cannavaro e da lì non si è più mosso), contro degli avversari disimpegnati o poco impegnati in difesa (il formidabile Nesta bastava per tutto), che avevano il pieno controllo dell’intero arco del centrocampo e che in attacco disponevano della saetta Shevchenko (che un paio di volte è stato fermato dall’arbitro per fuorigioco dubbi) e dell’ariete Crespo (che si è mangiato due gol facili). Le cose son cambiate un po’ a un quarto d’ora dalla fine quando Capello, visto che Emerson da laggiù non poteva muoversi, ha inserito Tacchinardi, spostando così un po’ più in avanti il baricentro della squadra. Così che grazie anche alle sgroppate di uno Zalayeta almeno forte fisicamente, la Juventus ha cercato il classico colpaccio della “provinciale” contro la grande.
Ma anche il pareggio mi sta bene. Perché ci lascia col vantaggio immutato con due settimane di pausa per ricaricare le pile. E queste due settimane di pausa accorciano i tempi del recupero di Trezeguet (e spero anche delle definitiva uscita di scena di Del Piero), perché col gioco che fa Ibra un opportunista d’area come Trezeguet ci sta come il cacio sui maccheroni.
Capello aveva fatto scendere in campo Buffon (non impegnatissimo ma sempre impeccabile, 7), Zebina (7), Thuram (7), Cannavaro (7), Zambrotta (7), Camoranesi (7), Blasi (6), Emerson (7), Nedved (6,5), Ibrahimovic (6, soli e contro i difensori rossoneri non credo che si possa far qualcosa), Del Piero (4, 3 palloni toccati e perduti nel suo invisibile p.t.). Come ho detto, Capello ad inizio di ripresa ha avvicendato DP con Zalayeta (6) e 35 minuti dopo Blasi con Tacchinardi (6). Secondo me non avrebbe dovuto far giocare DP neanche dall’inizio e avrebbe dovuto fare entrare insieme con Tacchinardi Kapò che con le sue testarde sgroppate avrebbe aperto la difesa dei rossoneri (anche perché lo avrebbe marcato, o avrebbe cercato di marcarlo, il lento Pancaro). Kapo invece è rimasto in panchina insieme con Chimenti, Montero, Pessotto e Appiah. Bonnefoi, Ferrara, Birindelli la partita l’hanno vista dalla tribuna (spalti gremiti stavolta). Mentre Tudor, Legrottaglie, Iuliano, Olivera e Trezeguet (questi due infortunati) sono rimasti a casa. Ottima la direzione di gara del signor Bertini da Arezzo.
 
Le altre partite:
 
·          Bologna Reggina 2 a 0 (Bellucci ®, Meghni);
·          Fiorentina Chievo 2 a 0 (Riganò e Portillo);
·          Inter Brescia 1 a 0 (Mihajlovic);
·          Lecce Sampdoria 1 a 4 (Flachi ®, Flachi, Vucinic, Tonetto, Kutuzov);
·          Messina Atalanta (sospesa per pioggia);
·          Palermo Cagliari 3 a 0 (Zauli, Brienza, Toni);
·          Roma Parma 5 a 1 (Cassano, Totti, Bovo, Cassano, Montella, Totti);
·          Siena Livorno 1 a 1 (Vergassola, A.Lucarelli);
·          Udinese Lazio 3 a 0 (Pizarro ®, Di Michele, Iacquinta);
 
 
6/1/05 (18^ di campionato): Parma Juventus 1 a 1 per i gol di Ibrahimovic al 19’ del p.t. (su cross al bacio di Camoranesi), pareggio di Marchionni al 39’ del s.t.
Non è mai elegante invocare la sfortuna però questa volta che piaccia o no è così. Una ventina di conclusioni, almeno quattro interventi determinanti di Frey (incredibile, quella su tiro a botta certa di Ibra), un palo di Camoranesi, un rigore non fischiato per un fallo di Bonera che con una mano aveva tolto il pallone dalla testa di Del Piero, il tiro a botta certa di Zalayeta nei minuti di recupero rimpallato da Bovo non si sa come. Loro solo il gol a una manciata di minuti dalla fine per un erroraccio di Montero che, povero vecchio, cercando di rinviare lungo svirgolava il pallone. Ma l’episodio poteva restare ininfluente se il risultato nel frattempo fosse stato messo al sicuro. Per questo è urgente che rientri Trezeguet; Ibrahimovic non è una prima punta e Del Piero non si sa più cosa sia (ma perché non se ne va in Giappone?! Non gli dice niente il fatto che Capello lo ha fatto uscire anzitempo ben 17 volte). La partita non ha avuto storia; siamo stati puniti da un arbitro (De Sanctis) che da 5 anni cerca solo di fare dimenticare l’errore del gol annullato nel 2000 a Cannavaro che stava costando lo scudetto alla predestinata Lazio dei 4 extracomunitari che il finanziere Cragnotti proprio allora stava lanciando in borsa. Alla fine si è rifatta una verginità l’ex lebbroso De Sanctis, e adesso non c’è più chi lo contesti, e i danni che ci provoca non fanno notizia.
Capello ha schierato Buffon 6 (secondo me incolpevole sul gol, la parata sul primo tiro di Marchionni non era agevole); Zebina (7); Cannavaro (7); Montero (5,5); Zambrotta (7); Camoranesi (7,5); Blasi (8); Emerson (7), Nedved (7), Ibrahimovic (6,5); Del Piero (6). Sostituzioni: al 17’ del s.t. entra Zalayeta (6) ed esce Del Piero; al 40’ del s.t. entra Kapo (s.v.) ed esce Camoranesi. Sono rimasti in panchina
Chimenti, Tacchinardi, Tudor, Pessotto e Appiah. Bonnefoi, Birindelli e Legrottaglie l’hanno vista dalla tribuna. Non convocati Trezeguet (che ha ripreso ad allenarsi), Thuram (squalificato per un turno), Ferrara, Iuliano e Olivera.
 
Le altre partite:
 
·          Atalanta Fiorentina 1 a 0 (Budan);
·          Brescia Bologna 1 a 1 (Tare, Di Biagio ®);
·          Cagliari Messina 2 a 1 (Zampagna, Esposito, Gobbi);
·          Lazio Roma 3 a 1 (Di Canio, Cassano, Cesar, Rocchi);
·          Chievo Siena 1 a 3 (Taddei, Flo, Flo, Semioli);
·          Livorno Inter 0 a 2 (Vieri, Vieri ®);
·          Milan Lecce 5 a 2 (Crespo, Crespo, Shevchenko, Crespo, Bojinov, Cassetti, Tomasson);
·          Reggina Palermo 1 a 0 (Nakamura);
·          Sampdoria Udinese 2 a 0 (Flachi, De Sanctis (aut.)).
 
Le cose che non mi sono piaciute:
 
1.     Che i soloni della Federcalcio “stiano indagando” se e in che misura Paolo Di Canio, soggetto notoriamente fascista (ma sono fatti suoi; non dimentichiamo che alla Farnesina ne abbiamo uno che ci rappresenta dinanzi all’intero mondo) abbia commesso apologia di reato quando, alla fine della partita vittoriosa sui romanisti, ha salutato i suoi tifosi, solitamente fascisti (non per nulla il nostro ministro al quale ci riferivamo è uno dei loro più accesi supporters), col saluto romano. Mi chiedo cosa ci sia da indagare in un gesto di becera esultanza e se agli Italiani nel frattempo per caso non fossero stati rimessi tutti i peccati.
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
Appunto la rabbiosa prestazione dei laziali contro i romanisti e la loro bella vittoria. Il “fascista” Lotito (i romanisti D’Alema e Andreotti non me ne vogliano) meritava senz’altro questa soddisfazione.
 
 
9/1 (19^ di campionato): Juventus Livorno: 4 a 2 per i gol di Del Piero al 18’ del p.t. (di testa su cross di Camoranesi), di Camoranesi al 25’ del p.t. (mette dentro un pallone di Ibrahimovic (cross di Zebina servito dallo stesso Camoranesi) respinto dalla traversa), di Vidigal al 42’ del p.t., di Ibrahimovic al 30’ del s.t. (una rasoiata dal limite dell’area su passaggio indietro di Zalayeta), di Melara al 35’ del s.t. e di Camoranesi ® al 35’ del s.t. (per rigore su atterramento di Zalayeta, mi pare). Juve au-contraire: felice nel far gol, distratta nel difenderli! Il cambio di posizione discende dal fatto che con Olivera al posto di Blasi (versione ideologicamente ultra-offensiva) la squadra si è votata all’attacco dimenticandosi di far filtro a centrocampo. Ma tant’è, il Livorno è ben poca cosa.
Capello ha fatto scendere in campo Buffon (6); Zebina (7,5; formidabili certi suoi concerti con Camoranesi); Thuram (7; ha ridato sicurezza al reparto); Cannavaro (6), Zambrotta (7), Camoranesi (8; un girone di andata con i controfiocchi), Emerson (6,5), Olivera (6; interessante come creatore di gioco, spaesato in quello di incontrista); Nedved (5,5; in partite di questo genere in genere tira il fiato); Del Piero (6,5; non male, quasi bene il primo tempo. Dal gol aveva sicuramente tratto la speranza di poter finire la partita ma Capello l’ha “gelato” ed è uscito dal campo di malappunto); Ibrahimovic (7,5; Trezeguet accanto a lui vincerà la classifica dei cannonieri!). Sostituzioni: dal 18’ del s.t. (opportunamente) Tacchinardi al posto di Olivera; dal 22’ del s.t. Zalayeta al posto di Del Piero; dal 40’ del s.t. Pessotto al posto di Ibrahimovic. Sono rimasti in panchina Chimenti, Montero, Birindelli e Kapo, mentre Ferrara e Blasi si sono accomodati in tribuna. Tudor, Legrottaglie, Iuliano che stanno per essere ceduti, Bonnefoi, Trezeguet e Appiah sono rimasti con le loro mogli.
 
Le altre partite:
 
·          Bologna Chievo 3 a 1 (Locatelli, Tare, Zanchetta, Bellucci ®);
·          Fiorentina Lazio 2 a 3 (Miccoli, Di Canio, Pandev, Dabo, Miccoli);
·          Inter Sampdoria 3 a 2 (Tonetto, Kutuzov, Martins, Vieri, Recoba);
·          Lecce Reggina 1 a 1 (Babu’, Mozart ®);
·          Messina Brescia 2 a 0 (Donati, Parisi ®);
·          Roma Atalanta 2 a 1 (Montella, Montella, Marcolini);
·          Siena Parma 0 a 1 (Gilardino);
·          Udinese Cagliari 2 a 0 (Di Natale, Pisano ®);
·          Palermo Milan 0 a 0.
 
Le cose che mi sono piaciute:
 
2.     Che Moggi abbia preso, a costo zero (ché lui ormai i giocatori li prende solo se sono gratis) Adrian Mutu. Non l’aveva voluto prendere quando era al Verona, non lo aveva voluto prendere quand’era al Parma, non l’ha voluto prendere l’anno scorso che il Chelsea prima ce lo prestava e poi ce lo dava per soli 10 milioni, l’ha preso oggi senza scucire un euro. (Pare che con lo stesso sistema il Lucianone abbia preso anche Bernard e Nonda, terzino il primo, centravanti il secondo). Venghino, venghino, non siamo mica il Real Madrid! Da noi non si pensa che un giocatore per essere bravo debba per forza costare il doppio di quello che vale.
 
3.     Dopo quasi 9 anni di onorato servizio Mark Iuliano ci lascia. Va a raccogliere gli ultimi spiccioli d’ingaggio a Maiorca, da Hector Cuper. Coperto dal miglior Montero ha saputo fare anche cose egregie. Non era il peggiore, il peggiore è Legrottaglie. Che spero vada via al più presto.
 
4.     Io un attaccante come Oba Oba Martins lo farei giocare anche con le stampelle. O perfino morto. I difensori quando lo vedono se la fanno letteralmente addosso.
 
5.     Le parate (una ciascuno) di Dida (su tiro di Morrone) e di Guardalben (su tiro di Kakà) in Palermo Milan per uno 0 a 0 che ci riporta a 4 punti di vantaggio sui rossoneri.  
 
6.     I due gol di Miccoli. Anche se sono un non-tifoso della Fiorentina le sorti del piccolo Romario del Salento mi stanno molto a cuore.
 
 
12/1 Partita di ritorno dei quarti di finale di coppa Italia Juventus Atalanta 3 a 3 per i gol di Natali (aut.), Lazzari, Zalayeta, Lazzari, Trezeguet, Lazzari. Incredibile questo Lazzari: non gioca in campionato, gioca solo contro di noi e ci fa 5 gol in 2 partite! Che non sia veramente un fenomeno! Fuori dalla coppa. Dico ciò che Capello non può dire: Meglio così!
 
16/1 (ultima di andata) Cagliari Juventus: 1 a 1 per i gol di Emerson al 9’ del s.t. (di testa su cross dalla destra di Nedved), pareggio di Zola, di testa, al 44’ del s.t.
La beffa di Parma poteva essere un caso; i due gol presi dal Livorno in casa potevano essere una pura coincidenza a significare che ogni tanto la nostra retroguardia molla, ma il pareggio di Cagliari costituisce prova, essendo la ripetizione identica di indizi precedenti, anche se la sfortuna che 15 gg. fa aiutò Marchionni oggi ha di nuovo svolto un ruolo determinante. Perché neanche se ci provasse 200 mila volte Zola potrebbe arrivare di nuovo su quel pallone, Zebina che è più alto di lui di 30 o 40 centimetri lo anticiperebbe 199 mila volte e l’unica volta che per il gioco delle possibilità non ci riuscirebbe il pallone sarebbe facile presa di Buffon. Invece no! Inzuccata che neanche il miglior Shearer e pallone nell’unico posto dove nemmeno il miglior portiere del mondo poteva arrivare.
Comunque questa squadra mentalmente sta cadendo nella presunzione e nella presupponenza, si sente troppo forte e sicura, al punto di potere giochicchiare, di pensare che tanto gli avversari non potranno in alcun modo rimontare. Insomma questa Juve si "specchia" troppo nella sua presunta bellezza, da innamorarsi dell’immagine riflessa, ma così si finisce come Narciso, a cadere in acqua ed annegare. Non cerca il gol del raddoppio, la sicurezza della vittoria, con la veemenza e la protervia di una volta. In fondo il Cagliari non si mostrava in grado di impegnarli più che con un’onesta difesa e l’arbitro nulla ci ha tolto. Gli isolani dopo il gol di Emerson si erano praticamente spenti, non riuscivano a ripartire o a organizzare uno straccio di azione decente, come dieci giorni addietro il Parma, e come ancor prima l’Inter: però gli abbiamo dato, ugualmente, due occasioni: una fortunatamente sventata da Buffon, ma non sempre il nostro portiere può fare i miracoli e l’altra, quella a 4 minuti dalla fine che il miracolo l’ha fatto la dea bendata nostra irriducibile nemica (vedasi al contrario il Milan: va bene che han giocato assai bene (l’ho vista in televisione, è stata una partita stupenda) ma l’Udinese l’han potuto battere solo grazie alla più disgraziata e gratuita delle delle autoreti).
Capello aveva schierato Buffon (8, per una sola straordinaria parata, su tiro ravvicinato di Langella), Zebina (5,5, non ci si può fare anticipare di testa da un giocatore che con tutto il ciuffo è alto solo un metro e 55 cm.), Thuram (7), Cannavaro (7), Zambrotta (7), Camoranesi (6), Emerson (7,5), Blasi (8), Nedved (7), Ibrahimovic (6), Trezeguet (5). Sostituzioni al 29’ del s.t. Del Piero (5) subentra a Trezeguet e Appiah (5, in fondo l’ha perduto lui il pallone dal quale è nato il gol dei cagliaritani) a Blasi (ma era proprio necessario?). Sono rimasti in panchina Chimenti, Pessotto, Montero, Olivera e Zalayeta. Bonnefoi e Kapò si sono accomodati in tribuna. Ferrara, Birindelli, Tudor, Tacchinardi e Legrottaglie (in partenza per Bologna) sono rimasti a Torino. Iuliano è passato in via definitiva al Maiorca.
 
Le altre partite:
 
Atalanta Siena 1 a 1 (Sinigaglia Chiesa);
Brescia Fiorentina 1 a 1 (Miccoli, Di Paquale);
Chievo Roma 2 a 2 (Pellissier, Tiribocchi, Montella, Montella);
Lazio Palermo 1 a 3 (Bazzani, Toni, Zauli, Toni);
Livorno Messina 3 a 1 (Viggiani, Colombo, Protti, Giampà);
Milan Udinese 3 a 1 (Di Natale, Shevchenko, Jankulowsky, Kakà);
Parma Lecce 2 a 1 (Bresciano, Vucinic, Gilardino);
Reggina Inter 0 a 0;
Sampdoria Bologna 0 a 0.
 
Null’altro, se non che il Livorno dopo la sconfitta di domenica scorsa a Torino (ma che cosa pretendevano?) ha sostituito l’allenatore Colomba con Donadoni.
 
 
 
 
La Juve nel girone d’andata il 4 parole (nella sublime sintesi del mio amico ACB che ce l’ha con quelli che dicono che la Juve segna poco):
 
12/09/2004 Campionato Brescia Juventus 0-3
Partita dominata, nulla da dire.
 
19/09/2004 Campionato Juventus Atalanta 2-0
Altra partita dominata e chiusa senza problemi
. Potevamo farne molti di più..
 
22/09/2004 Campionato Sampdoria Juventus 0-3
Partita dominata, una passeggiata di salute..
 
25/09/2004 Campionato Juventus Palermo 1-1
Partita giocata un pò sottotono, complici anche le distrazioni di Coppa
. Abbiamo subito gol a freddo, cmq abbiamo giocato complessivamente meglio del Palermo, squadra che ha fermato tutte le grandi sul pari, lo ricordo. Ci può stare un piccolo calo di concentrazione.
 
03/10/2004 Campionato Udinese Juventus 0-1
Qui proprio non si può obiettare niente! Vincere a Udine è già una impresa titanica, mettersi a fare gli schizzinosi sarebbe da pazzi.
 
16/10/2004 Campionato Juventus Messina 2-1
Forse lo dimenticate, ma era uno scontro al vertice prima contro seconda, con il Messina che era in grandissima forma. Fu partita vera, la Juve però chiuse il match e nel finale, soffrendo, vincemmo. Quando si vince con la seconda in classifica non bisogna mai lamentarsi.
 
23/10/2004 Campionato Siena Juventus 0-3
Passeggiata di salute.
 
28/10/2004 Campionato Juventus Roma 2-0
Ad un certo punto ho pensato vincessimo 4-0... figuratevi come li abbiamo distrutti!
 
31/10/2004 Campionato Juventus Chievo Verona 3-0
Niente da dire, li abbiamo cancellati.
 
06/11/2004 Campionato Reggina Juventus 2-1
Vabbè, meglio non commentare. E' stata forse la partita giocata meglio dalla Juve fino a quel momento... poi ci si è messo l'arbitro.
 
10/11/2004 Campionato Juventus Fiorentina 1-0
Beh, Juve-Fiorentina è una partita sentitissima per loro, la partita dell'anno. Abbiamo vinto. 1-0 sofferto. Ma va benissimo così, no? Seconda "big" (intesa come rivalità) abbattuta.
 
14/11/2004 Campionato Lecce Juventus 0-1
Terza. Ero in tribuna, e a parte il fatto che non è da considerarsi una partita di calcio, il match poteva finire anche con molti più gol da parte nostra. Diciamo ingiudicabile, però.
 
28/11/2004 Campionato Inter Juventus 2-2
Partita stradominata. 1-0, poi 2-0.. Che volevate che ci scoprissimo per fare il 3-0 e magari prendere gol in contropiede? E' stata semplicemente una partita stregata, non si possono fare commenti. Però dominammo in lungo e in largo.
 
05/12/2004 Campionato Juventus Lazio 2-1
Tranne il gol di Pandev, capolavoro irripetibile, abbiamo creato più azioni, e complessivamente meritato la vittoria. E' vero, non abbiamo brillato anzi, abbiamo faticato moltissimo... ma dopo tutte queste partite (ricordo che non ho scritto preliminari, champions e coppa italia) la stanchezza si è fatta sentire.
 
12/12/2004 Campionato Bologna Juventus 0-1
Appannati. Stanchi. 1-0, lo portiamo a casa, ma certo questa è una delle partite criticabili, non tanto perchè non ci abbiamo provato, ma proprio perchè non c'eravamo in campo, fisicamente e mentalmente.
 
18/12/2004 Campionato Juventus Milan 0-0
Ultima del ciclo terribile, eravamo in ginocchio. L'organizzazione difensiva di Capello ci ha cmq permesso di portare a casa un punto, fondamentale.
 
06/01/2005 Campionato Parma Juventus 1-1
Bellissima partita. Abbiamo creato 7-8 occasioni da gol, ma Frey era da 8 in pagella. In più un palo, e occasioni sbagliate sulla linea. Purtroppo Montero ha fatto quell'errore, altrimenti i 3 punti sarebbero stati sacrosanti e un 3-0 per noi sarebbe stato un risultato giusto.
 
09/01/2005 Campionato Juventus Livorno 4-2
Questa l'abbiamo giocata all'attacco, come volete. Abbiamo un pò sofferto dietro (se attacchi non puoi difendere, e viceversa), ma tutto sommato 4 gol sono arrivati.
 
16/01/2005 Campionato Cagliari Juventus 1-1
Io ho visto una splendida partita fino all'entrata di Langella. Solo nel finale il Cagliari ci ha provato e, purtroppo per noi, ha segnato. Ma la Juve ha cmq giocato a mio avviso meglio del Cagliari e con una vittoria non rubava niente.
 
 
 
 
 

Costo stipendi giocatori (Monte salari 2004):

 

Milan 165,36 (2003: 156,83); Inter 120,8 (2003: 124,9); Juventus 117,08 (131,99).

I rossoneri devono assolutamente far fuori Rui Costa, i nerazzurri Vieri e Recoba e Moggi e Giraudo Del Piero.

 

 

Intervista a Fabio Capello (da La Gazzetta dello sport del 18/1/05)

 

Fabio Capello arriva in Gazzetta subito dopo l’incontro fra allenatori, giocatori e arbitri, dove è stata accolta la sua proposta sul fair play: una vittoria personale dopo il pari di Cagliari. "La primogenitura è di Campana — precisa il tecnico della Juve — . Io ho solo alzato il polverone e mi pare che l’andazzo sia già diminuito. Altra questione affrontata è stata quella delle telecamere a bordo campo: 40 sono troppe. Intanto c’è un problema di privacy perché non sfugge più niente e c’è il rischio che vengano enfatizzate anche le sciocchezze che di solito muoiono lì. Dovranno essere bravi a gestire la cosa. E poi io a Cagliari con tutta quella gente non vedevo un quarto del campo: l’ho detto a Galliani e mi ha assicurato che prenderà provvedimenti nella prossima riunione di Lega".

- E’ vero che ha proposto di spostare la barriera a 11 metri? "Sì, perché le nuove generazioni sono più alte, mentre le misure del calcio sono rimaste le stesse. Così è più difficile segnare su punizione: se vogliamo che ci siano più gol allontanare la barriera è utile".

Come sta la Juve dopo il pareggio in extremis subito a Cagliari? "Ci mancano 4 punti, i 2 di Parma e i 2 di domenica. A Parma li abbiamo persi per un rimbalzo, cose che possono capitare. Col Cagliari, invece, li abbiamo regalati noi perché in quell’azione la palla l’avevamo noi. Dobbiamo fare mea culpa".

- Anche lei per le sostituzioni? "Trezeguet aveva finito la benzina e Del Piero fresco poteva essere pericoloso. Appiah è entrato al posto di Blasi che era ammonito".

- Non si è rotto qualcosa a San Siro contro l’Inter, quando siete stati rimontati per la prima volta? "Se a Parma è stato un incidente, quella rimonta si poteva evitare perché avevamo in mano la partita. A Cagliari abbiamo perso un pallone sciocco a centrocampo. A Milano ci siamo fatti riprendere perché ci sentivamo belli: siamo stati gigioni".

- L’impressione è che la Juve non abbia riserve all’altezza. Sono contento perché a Cagliari ho notato che tre giocatori fondamentali come Nedved, Emerson e Zambrotta sono tornati in buone condizioni e questo mi dà tranquillità e fiducia, come il rientro di Trezeguet".

- Ma in panchina ha altrettanta qualità? "Quest’anno abbiamo fatto un rinnovamento mirato. Chi ha giocato finora ha dato molto, però sono convinto che altri che fin qui sono stati poco impiegati a primavera potranno fare altrettanto".

- Nelle sue squadre c’è sempre un attaccante che viene sostituito regolarmente: perché? "Perché io, che sono un difensivista, a Madrid giocavo con 5 punte e quando soffrivamo toglievo quella che mi dava meno profondità e meno velocità, dunque Suker e non Mijatovic. Montella è il giocatore più forte che ci sia in area di rigore, ma quando a Roma il pallone non arrivava in area delle 3 punte tenevo Totti perché era comunque pericoloso anche da fuori, col suo tiro".

- E Del Piero? "Se stiamo calando a livello fisico tolgo chi è più stanco: a Cagliari era Trezeguet. A volte ho sostituito Del Piero con Zalayeta perché mi dava più garanzie in area sulle palle alte. Sono sempre scelte tecniche".

- Del Piero in una settimana ha visto arrivare Mutu, Trezeguet e la panchina: come si fa a ricaricarlo? "Un calciatore sa che esistono momenti in cui deve reagire. Noi lo aiutiamo nel modo migliore, come a Cagliari dove aveva l’opportunità di fare belle cose. Resto convinto che sarà importante per il nostro futuro, ma io non posso preoccuparmi del suo stato d’animo. Le formazioni le faccio per portare a casa i tre punti, non per simpatie o antipatie".

- E’ una frase severa con lui. "Se la si vuole interpretare nel modo sbagliato, ma non è così. Io ho sostituito Gullit, Savicevic, Baggio. Van Basten non lo toglievo perché poteva risolvermi il match in ogni istante e aiutava anche dietro".

— Come ha fatto Ibrahimovic a inserirsi subito così bene? "Ha grandi qualità e potenzialità, ma gigioneggia ancora troppo. Vuol mostrare che è bravo e cerca il colpo a effetto, ma in Italia è dura".

- E’ vero che poteva averlo a Roma? "La Roma lo poteva prendere prima che andasse all’Ajax. Fatevi raccontare da Baldini come andò".

- Mancini dice che vincere con il Milan e la Juve è più facile..."Mi è piaciuto di più quando Mancini ha detto "datemi 5 anni"...".

- Ma è vero che al suo posto avrebbe dovuto esserci lei? "Chiedetelo a Moratti, lui sa".

- Cosa le ha detto Berlusconi quando è andato alla Juve? "Niente. Fra noi c’è grande rispetto e da parte mia anche riconoscenza. Ora dico come dice lui: vinca il migliore, dunque noi".

- In Europa quali sono le avversarie più temibili? "Un mese fa avrei detto il Barcellona. Ora la squadra più solida è il Chelsea, una fortezza. Mourinho è molto concreto, probabilmente adesso è il numero uno. Ma bisogna fare attenzione anche alle squadre tedesche, che usufruiscono di una sosta più lunga. Io comunque ho fiducia nelle tre italiane: non escludo un’altra finale fra nostre squadre".

- La gara più dura ce l’ha il Milan? Scuote la testa: "Al Manchester manca chi fa la differenza, van Nistelrooy e Giggs, che era la mia passione quando aveva 17 anni".
- Vi aspetta il Real, che ha cambiato allenatore e comprato Gravesen: per voi è più difficile? "Sì, perché Luxemburgo è un brasiliano europeo, che bada molto alla sostanza e poco allo spettacolo: contro il Villareal ha messo 5 difensori. E se il Real presta attenzione alla fase difensiva, anche a centrocampo con Gravesen, con la qualità che ha davanti è molto più dura".

- Che impressione le fa vedere Sacchi dove è stato lei? "Ma io sono ancora un uomo di campo... Però me lo vedo che s’aggira per il Bernabeu con la 'tensione'".

- Dopo il ciclo Juve, come si vede Capello? General manager o in provincia, magari all’Udinese? "All’estero sulla panchina di una nazionale. Per continuare un discorso di campo diverso dall’attuale".

- Perché non vestirsi di azzurro, allora. "No, l’Italia vorrei escluderla. Mi attira l’avventura straniera, in una Paese competitivo, naturalmente".

- Qual è la sfida più difficile che ha vinto nella sua carriera?"La prossima... Non mi piace guardare al passato, non vivo di ricordi, ciò che ho fatto non mi interessa".

- Guidolin ha detto che vede in Corini un prossimo eccellente allenatore. E’ stato lo stesso per lei quando allenava Ancelotti?"Sì, lo vedevi già. I centrocampisti sono più portati per il mestiere, in quanto allenati già a preoccuparsi di tutti i reparti".

- Lei ha detto che vincere a Roma è più difficile che altrove. "La difficoltà principale risiede nella mancanza di equilibrio dell’ambiente. Si passa tropo rapidamente dall’esaltazione alla depressione. Vinci una partita e si va avanti per giorni e giorni a celebrare l’impresa, così l’avversario successivo aumenterà la voglia di batterti".

- Perché Totti non perde occasione per spargere veleno su di lei? "Credo di avergli dato un buon supporto per arrivare dov’è arrivato. Non aggiungo altro".

- Ma lui è veramente un fenomeno o è soltanto un buon giocatore? Il dubbio sorge dinanzi alla constatazione che buca quasi sempre le partite più importanti. "Non posso parlare".

- Lei disse di Nesta che avrebbe spostato gli equilibri del campionato. Direbbe lo stesso di Totti se andasse al Milan o all’Inter? "Dipende da quale delle due squadre riesce a prenderlo".

- E Cassano? "Anche lui li sposterebbe".

- Si aspettava parole così dolci nei suoi confronti da parte sua? "Ripenso alle delusioni avute da chi ho trattato meglio, giocatori portati su dalle giovanili, magari. Io e Cassano sembravamo cane e gatto, ma è un tipo sensibile ed evidentemente ha capito ciò che ho fatto per lui, la squadra, i giovani".

- La Roma ne ha lanciati tanti. "Tirati su da Italo Galbiati e dal sottoscritto. Galbiati al Milan segnalò un certo Shevchenko, per dire. Corvia, Aquilani, Bovo, De Martino, De Rossi, Ferronetti: la Roma oggi ha un patrimonio tecnico considerevole".

- Andandosene, Lippi ha fatto capire che alla Juve c’era bisogno di una rifondazione. Più o meno la stessa situazione che lei aveva trovato al Milan del dopo Sacchi? "No, quel Milan non era alla fine del ciclo, c’era solo Ancelotti ultratrentenne, gli altri non avevano perso né entusiasmo né voglia di vincere. Era un gruppo numeroso e di qualità".

- In questi anni ha avuto anche lei la sensazione che nel calcio circolino troppe medicine? “Devo dire di sì, ma è un discorso che riguarda lo sport nel suo insieme. Purtroppo la guerra al doping è condizionata dal fatto che l’antidoping arriva sempre in ritardo a causa dei costi altissimi della ricerca".

- Arrivando a Torino, cos’ha detto al settore medico? "Le stesse cose di sempre. Normalissime. I ragazzi quest’anno hanno svolto una preparazione diversa. L’anno scorso avevano lavorato di più sulla forza e meno sulla corsa".

- Cos’ha la Juve più del Milan? "Mah, lo lascio stabilire agli altri. Io sono molto fiducioso, convinto che arriveremo sino in fondo ripetendo il girone di andata perché abbiamo ritrovato elementi importanti, compattezza e determinazione".

- Se si dice che il Milan gioca meglio, si arrabbia? "Probabilmente dovrei dirlo anch’io. No, non mi arrabbio".

- Ancelotti può contare su di una panchina migliore e quindi può fare un turnover mirato. "Il turnover lo fai per poter avere sempre un valore cento in rapporto a quello dell’avversario di turno. Io penso che stiamo bene anche noi".

- Come possiamo aiutare gli arbitri? "I sensori tra le porte subito: dare o non dare un gol è importantissimo. Sono per la tecnologia, speriamo già agli Europei. Sono favorevole anche alla moviola, ma diventa un discorso difficile in Italia, il Paese dei furbi. Urla, simulazioni...".

- Dipende pure da voi allenatori porre riparo a certe esagerazioni. "Quest’estate a Villar Perosa giocavamo contro la Berretti e un ragazzo ad ogni contrasto con Thuram urlava, finché ho chiesto al suo tecnico di sostituirlo. Però occorre stare attenti anche a cosa passa in tv, sono contrario alla vivisezione dell’immagine e rimango inorridito dinanzi alla frase "Ecco, appoggia la mano sull’avversario". I giocatori non sono pinguini e il calcio è sport di contatto, ricordiamocelo".

- Giusto tornare alla designazione diretta dell’arbitro? "Beh, in Spagna conosci in partenza gli arbitri di tutto il campionato. A me interessa ciò che gli arbitri mi danno sul campo".

- Che futuro per questo calcio malato di debiti? "Sono convinto che ripartiremo. Otto anni fa a Madrid spesi cinquantaquattro miliardi per comprare otto campioni, l’anno dopo il mercato impazzì e ora che siamo tornati alla ragione i club devono smaltire debiti enormi. Ma ripartiremo da bilanci sani e indico nel Palermo la squadra destinata a crescere molto".

- Favorevole a un campionato europeo? "Sarebbe la cosa più intelligente da fare sotto molti punti di vista. Era un’idea di Berlusconi: ne verrebbe fuori per una competizione fantastica".

 

 

23/1 (1^ di ritorno) Juventus Brescia: 2 a 0 per i gol di Trezeguet al 12’ del p.t. (su traversone dalla destra di Ibrahimovic) e per l’autorete di Domizzi al 44’ del p.t. quando per anticipare Trezeguet che stava colpendo a colpo sicuro ha infilato la sua porta (l’azione, sulla sinistra, irresistibile, era stata di Ibrahimovic). Tutto è filato alla perfezione, a cominciare dall’intesa Trezeguet-Ibrahimovic. I problemi ce li sta creando invece il torbido universo mass-mediologico ché tutti come sciacalli e iene si sono avventati su Capello per difendere Del Piero, del quale glie ne frega meno di niente, sol perché è rimasto per l’intera durata della gara in panchina. Il lettore lo sa come la penso sulla questione Del Piero quindi non mi sofferto. Il sopracitato Domizzi quasi ha spaccato un ginocchio al povero Nedved che dovrà restare un mese fuori. Per il resto tutto bene, azioni fluenti, pregevolezze tecniche e palle gol a non finire. Mi è piaciuto anche il fatto che Capello a un certo punto della partita a Del Piero abbia preferito Kapo. Formazione iniziale: Buffon (7, due soli interventi, ma da par suo), Zebina (7), Thuram (7), Cannavaro (6,5), Pessotto (6,5, dal 1’ del s.t. Birindelli,  voto 6); Camoranesi (7), Blasi (7,5), Emerson (7, dal 9’ del s.t. Olivera, voto 8), Nedved (7, dal 27’ del s.t. Kapo, voto 6); Ibrahimovic (8), Trezeguet (7). A disposizione: Chimenti, Montero, Zalayeta, Del Piero. Non sono in grado di indicare chi sia stati i due altri convocati, non comunque Tacchinardi e Zambrotta indisposti, non comunque Iuliano e Legrottaglie ceduti.
 
Le altre partite:
 
·          Bologna Cagliari 1 a 0 (Bellucci);
·          Fiorentina Roma 1 a 2 (Maresca, Cassano, Montella);
·          Inter Chievo 1 a 1 (Mandelli e Martins);
·          Lazio Sampdoria 1 a 2 (Kutuzov, Flachi (r), Rocchi);
·          Lecce Atalanta 1 a 0 (Bojinov);
·          Livorno Milan 1 a 0 (Colombo);
·          Messina Parma 1 a 0 (De Napoli);
·          Siena Palermo 0 a 0;
·          Udinese Reggina 0 a 2 (Bonazzoli, Borriello).
 
Le cose che mi son piaciute:
 
1.     Ovviamente lo scivolone del Milan a Livorno che porta il nostro vantaggio sui rossoneri a 5 punti;
2.     Il fatto (peraltro scontato, siamo una società seria) che i massimi dirigenti bianconeri (Moggi, Giraudo e addirittura Franzo Stevens) abbiano confermato il pieno appoggio alle scelte di Capello. L’A.D. anzi è andato più in là, ricordando a D.P. che nella vita non si vive di ricordi.
 
Quelle che non mi son piaciute:
 
1.     Che i Della Valle abbiato licenziato Buso e chiamato sordomuto Zoff. Questi ragazzi un po’ di pace non possono averla: prima Mondonico, ora Zoff! Mentre la sola scelta logica era Fatih Terim! Il ventriloquo vedrà Maresca come il fumo negli occhi e distruggerà il povero Miccoli sfiancandolo in corse solitarie da un capo all’altro del fronte d’attacco.