Campionato 2002/2003
Acquisti:
Miccoli attaccante Ternana
Baiocco centrocampista Perugia
Fresi difensore Bologna (fine contratto)
Matteo Brighi centrocampista Bologna (fine prestito)
Chimenti portiere Lecce (fine prestito)
Zanchi difensore Verona (fine prestito)
Marco Brighi (fratello min. di Matteo) centrocampista Rimini
Gastaldello difensore Padova
Moretti difensore Fiorentina
Camoranesi centrocampista Verona
Sedivec centrocampista Viktoria Pilzen
Di Vaio attaccante Parma
Palladino centrocampista Benevento (fine prestito)
Sculli attaccante Crotone (fine prestito)
Blasi centrocampista Perugia (arriverà tra un anno)
Baccin centrocampista Napoli (alle buste)
Ruben Olivera attaccante Danubio di Montevideo
Cessioni:
Paramatti difensore Bologna
Frara centrocampista Bologna (in prestito)
Maresca centrocampista Piacenza (in prestito)
Miccoli attaccante Perugia (in prestito)
Amoruso attaccante Perugia
Carini portiere Standard di Liegi
Sedivec centrocampista Catania (in prestito)
Sculli attaccante Modena (non so in quali termini)
Pericard attaccante Portsmouth (in prestito)
Guzman attaccante Ternana (in prestito)
Baccin centrocampista Al Hittihad (non so in quali termini)
Matteo Brighi centrocampista Parma (in prestito per due anni)
Sculli attaccante al Modena (in prestito)
Scardina al Paok di Salonicco (in prestito)
Fofana al Paok di Salonicco (in prestito)
Gasbarroni centrocampista alla Sampdoria (in prestito)
Felice Piccolo (difensore centrale) alla Lucchese (in prestito).
Ruben Olivera (mezzala) al Cosenza (in prestito)
Cassani (difensore) alla Sampdoria (in prestito)
Baiocco (mediano) al Piacenza (in prestito)
Moretti (terzino) al Modena (in prestito)
La rosa (le cifre indicano rispettivamente il numero di maglia e l'età dei giocatori):
1 Gian Luigi Buffon (24)
12 Antonio Chimenti (32)
15 Alessandro Birindelli (27)
2 Ciro Ferrara (35)
6 Salvatore Fresi (29)
13 Mark Iuliano (28)4 Paolo Montero (30)
24 Emiliano Moretti (21) a gennaio ceduto in prestito al Modena
7 Gian Luca Pessotto (32)21 Lilian Thuram (30)
5 Igor Tudor (24)
14 Cristian Zenoni (25)20 Davide Baiocco (27) a gennaio ceduto in prestito al Piacenza
16 Mauro German Camoranesi (25)
8 Antonio Conte (33)
26 Edgar Davids (29)
11 Pavel Nedved (30)
3 Alessio Tacchinardi (27)19 Gian Luca Zambrotta (25)
10 Alessandro Del Piero (27)
18 Marco Di Vaio (26)
9 Marcelo Salas (27)
17 David Trezeguet (24)
25 Marcelo Zalayeta.(23)cui vengono aggregati i seguenti giovani della "primavera":
32 Antonio Mirante (portiere)
33 Mattia Cassani (difensore) a gennaio ceduto in prestito alla Sampdoria
34 Jonathan Carlos Elliott (centrocampista)
35 Simone Fumasoli (centrocampista)
36 Alessandro Grando (difensore)
37 Matteo Paro (centrocampista)
38 Alex Pederzoli (centrocampista)
39 Luca Scicchitano (centrocampista)
40 Ivano Sorrentino (attaccante)
41 Orlando Urbano (difensore)
allenatore: Marcello Lippi
direttore generale: Luciano Moggi
amministratore delegato: Antonio Giraudo
presidente: avv. Vittorio Caissotti di Chiusano
vice presidente esecutivo: Roberto Bettega
assistente del mister Lippi: Jan Bagsboo
preparatore atletico: Gian Piero Ventrone
Operato delle altre squadre (commento al calciomercato):
Dopo tre mesi di micragna, quando pareva che i ricchi scemi (o, se lo si preferisce, gli speculatori col pelo sullo stomaco) avessero imboccato la strada della morigeratezza, ecco che proprio all'ultimo scoppiano fuochi d'artificio che quelli che si sparano a Napoli in onore di San Gennaro sembrano delle innocue castagnole. E grandi spese, quindi, come sempre. Che la festa continui! Non ci sprecheremo sulla tastiera, i pronostici di agosto sono scritti sulla sabbia e chi, secondo il giornalismo incompetente e servile, in agosto vince a giugno in genere rimane col becco asciutto. Juve Inter e Milan sono le squadre che schierano più giocatori affermati o famosi, se lo si vuole; il Milan quella che quest'estate ne ha comprati di più. Il Milan però è la squadra con l'allenatore più debole (opinione mia ovviamente, ed è per questo che le si deve dare valore). E per l'importanza che si deve dare a quest'aspetto la più forte è, grazie al fatto che la guida Marcello Lippi, proprio la mia Juve, che per me è fortissima in tutti i reparti, e con rincalzi di eccellente qualità.
Altri movimenti di calciomercato (i principali):
Adrian Mutu (Verona/Parma), Adriano (Inter/Parma, in prestito), Matteo Brighi (Juventus/Parma, in prestito per due anni), Fabrizio Miccoli (Juve/Perugia, in prestito), Marco Zanchi (Juve/Bologna, in prestito), Dellas (Perugia/Roma, fine contratto), Carlos Sorin (Cruzeiro/Lazio), Roberto Baronio (Lazio/Perugia, in prestito), Fabio Gatti (Perugia/Catania, in prestito), Gaiska Mendieta (Lazio/Barcellona), Karsten Jankers (Bayern di M./Udinese), Oliver Bierhoff (/Chievo), Max Vieri (Juve/Verona), Gamberini (Bologna/Verona), Zauli (Bologna/Palermo), Maniero (Venezia/Palermo), Corradi (Chievo/Inter/Lazio), Manfredini (Chievo/Lazio), Massimo Maccarone (Empoli/Middlesborough), Enrico Chiesa (senza contratto/Lazio), Nicola Amoruso (Juve/Perugia), Enzo Maresca (Juve/Piacenza, in prestito), Nakamura (Yokohama/Reggina), Conticchio (Lecce/Torino), Sedivec (Juve/Catania, in prestito), Fabian O'Neill (senza contratto/Cagliari), Niculescu (Dinamo di Bucarest/Genoa), Guzman (Juve/Ternana, in prestito), Frick (Verona/Ternana).
Contratti televisivi:
Tele+: Juventus (66,5), Milan (59,3), Inter (59,3), Torino (8,0), Reggina (7,0), Atalanta, Como, Perigia e Piacenza.
Stream: Roma (37,2), Lazio (32,0), Parma (24,8), Bologna (13,4), Udinese (12,9), Brescia, Chievo, Empoli e Modena.
Competition is competition:
Le 18 squadre della serie A sono le seguenti (infra parentesi il nome degli allenatori):
Atalanta (Vavassori/Finardi), Bologna (Guidolin), Brescia (Mazzone), Chievo (Del Neri), Como (Dominissini/Fascetti), Empoli (Baldini), Inter (Cuper), Juventus (Lippi), Lazio (Mancini), Milan (Ancelotti), Modena (De Biasi), Parma (Prandelli), Perugia (Cosmi), Piacenza (Agostinelli), Reggina (Mutti/De Canio), Roma (Capello), Torino (Camolese/Ulivieri/Zaccarelli-Ferri), Udinese (Spalletti).
Vanno via via saltando:
Camolese (Ulivieri, dopo la VI); secondo Mutti (De Canio, dopo l'VIII); terzo Dominissini (Fascetti, dopo la X); quarto Agostinelli (Cagni, dopo la XIX)
Le 32 squadre che si giocheranno la Champion league sono:
A: PSV, Auxerre, Arsenal, Dortmund;
B: Liverpool, Spartak Mosca, Valencia, Basilea;
C: Real Madrid, AEK Atene, Roma, RC Genk;
D: Lione, Inter, Ajax, Rosenborg;
E: Juventus, Kiev, Feyenoord, Newcastle;
F: Olympiakos, Leverkusen, Manchester United, M. Haifa;
G: Bayern, Milan, Lens, Deportivo La Coruna;
H: Bruges, Galatasaray, Barcellona, Lokomotiv;
Partite amichevoli della Juventus:
24/7 : a Saint Vincent contro una rappresentativa dilettantistica valdostana 8 gol contro 1 (Ha aperto Thuram e ha chiuso Camoranesi su rigore, nel mezzo 3 di Salas, 2 di Zalayeta e 1 di Trezeguet).
27/7 : a Saint Vincent 5° triangolare Valle d'Aosta:
Juventus - Al Itthiad 1 a 0 Conte. Juventus – Reggina 0 a 0 (ai rigori la Juve).
31/7: a Trieste trofeo Tim:Juventus Inter 0 a 0 (ai rigori la Juve). Juventus Milan 0 a 1 (Shevchenko).
7/8: a Bari trofeo Birra Moretti: Juventus Chelsea 0 a 0 (agli shoot-out la Juve). Juventus Inter 2 a 2 (Vieri ®, Recoba, Zalayeta, Salas; agli shoot-out la Juve)
13/8: a Cesena trofeo città di San Marino: Juventus Olympiakos Pireo 4 a 0 (Del Piero, Nedved, Camoranesi ®, Zalayeta).
18/8: a Milano trofeo Berlusconi: Milan Juventus 0 a 0 (ai rigori il Milan).
21/8: a Villar Perosa Juventus prima squadra contro Juventus ctg. Beretti 6 a 0 gol di Birindelli, Zalayeta, Salas, Zalayeta, Zalayeta, Camoranesi.
29/8: a Roma Lazio Juventus 2 a 2 gol di Fiore, Lopez, Moretti e Nedved.
5/9: a Catania Catania Juventus 0 a 3 gol di Salas, Zalayeta ®, Paro.
7/9: a Messina Messina Juventus 0 a 2 gol di Salas e Zalayeta
12/9: a Biella Biellese Juventus 0 a 8 gol di Del Piero, Di Vaio, Del Piero ®, Di Vaio, Salas, Davids, Zalayeta ® e Tudor.
Abbonati alle partite di campionato: 33.438
Quote SNAI: Juventus e Inter 2,75 Milan 3,25 Roma 4,00
Partite ufficiali:
25/8: a Tripoli per la supercoppa di Lega Juventus Parma: 2 a 1 gol di Del Piero (Camoranesi-Salas), Di Vaio, Del Piero (fuga di Zalayeta sulla destra e traversone basso al centro).
1/9 - La I^ giornata verrà recuperata il 6 novembre.
15/9 - II. Juventus Atalanta (Vista): 3 a 0 per i gol di Del Piero (26', su rigore, per fallo di Zauri su di lui che dopo 60 metri di veloce corsa era pericolosamente entrato in area), Del Piero (al 37', bellissimo, su passaggio di Nedved), Fresi (45', da fuori area, su passaggio di Nedved). La Juve di oggi - Buffon, Thuram, Ferrara, Montero, Moretti, Tacchinardi, Baiocco (Fresi), Camoranesi, Nedved, Di Vaio (Salas), Del Piero (Zenoni) - avrebbe piegato qualunque rivale e il Del Piero visto oggi e in quest'inizio di torneo ne è a tutti gli effetti il leader. Si può aggiungere che l'Atalanta che nel precampionato aveva sconfitto la Roma e l'Inter poco o nulla ha potuto opporre ad un complesso pieno di forza, di fantasia e i cui elementi si trovano ad occhi chiusi.
Inter Torino (V): 1 a 0 (gol di Vieri). Ho visto che i nerazzurri durante tutta la partita sono stati bellamente e graziosamente protetti dal signor Bertini di Arezzo, il quale dopo il bel gol di Vieri (23', bravo Dalmat, bravo Vieri), ai granata ha inspiegabilmente annullato, 3 minuti, un gol di Scarchilli realizzato su una punizione dal limite calciata a servire ma ciò nonostante entrata in rete, e ha rovesciato, quando il pallone si trovava ai limiti dell'area di rigore nerazzurra o dentro la stessa, molti dei falli, negando ai granata quando delle punizioni e quando (al 42' del s.t.) un rigore per atterramento di Lucarelli da parte di Cordova. I nerazzurri hanno giocato confusa roboanza ma creando ben poco, tutto sommato (sono forti in difesa e in attacco, ma in mezzo al campo due soli elementi son pochi). I granata che invece stranamente si sono mossi per tutti i 90 minuti con ordinata flemma, hanno tenuto bene il campo anche se per un'ora hanno dovuto giocare il dieci (Comotto giustamente espulso). Ma non hanno mai minacciato seriamente Toldo.
Bologna Roma (Non vista): 1 a 2 gol di Batistuta ®, Cruz, Cruz. Partono male, i giallorossi, che si sarebbero accontentati di un pari ma che se ne tornano a Roma sconfitti, traditi da Zebina e da Panucci.
Modena Milan (NV): 0 a 3 gol di Inzaghi, Simic e Inzaghi. Rossoneri come i bianconeri juventini. Spettacolo e gol. Il prudente Ancelotti fa entrare Rivaldo a 20 min. dalla fine, a partita già vinta. Il brasiliano realizza un gol da autentico prestigiatore ma l'arbitro glie lo annulla per fuori gioco. Molto bene Nesta in difesa, Pirlo dinanzi a lui, Rui Costa più avanti ancora e lo scatenato Inzaghi davanti a tutti.
Le altre: Brescia - Piacenza 1 - 2 (Bachini, Montano, Hubner), Como - Empoli 0 - 2 (Saudati, Di Natale), Lazio - Chievo 2 - 3 (Simeone, D'Anna, Bierhoff, Corradi, Della Morte), Perugia - Reggina 2 - 0 (Miccoli, Tedesco),
Udinese - Parma 1 - 1 (Adriano, Alberto).
Il peso (in percentuale) degli ingaggi rispetto al fatturato delle squadre (fonte "Il sole 24 ore"):
Reggina 52,5 - Brescia 57,9 - Juventus 58,2 - Roma 69,6 - Roma 69,7 - Lazio 82,9 - Inter 88,7 - Parma 110,3 - Media serie A 74,9
19/9 - I di C.L. A Rotterdam Feyenoord Juventus (V): 1 a 1 per i gol di Camoranesi (al 32', con un bel tiro da fuori area raccogliendo la respinta di un difensore), a 15 minuti dalla fine pareggia Van Hooijdonk su punizione dal limite fatta ripetere dall'arbitro due volte.
Se i nostri attaccanti fossero stati più lucidi il risultato lo si poteva mettere al sicuro e la partita vincere, o anche riprenderla dopo che loro avevano pareggiato. Certo che dare delle punizioni dal limite a quel Van Hooijdonk è come dare dei rigori a chiunque altro. Mai visto (non mi riferisco ovviamente solo alla partita di oggi) un fenomeno simile. Credo di avergliene visto tirare, da quando lo seguo, una diecina e realizzare otto.
A Kiev la Dinamo batte per due gol a zero il Newcastle.
21/9 - III. Empoli Juventus (NV): 0 a 2 per i gol di Del Piero (5', su rigore, per fallo su di lui del portiere avversario, mentre che dopo avere raccolto un passaggio di Baiocco s'apprestava a superarlo), Del Piero (al 73', bellissimo, dalla sinistra, con tiro morbido e ben piazzato, raccogliendo un superbo lancio di 40 metri di Marziano-Tudor). La Juve di oggi non l'ho vista, né ho letto di lei. Lippi ha schierato il così detto tridente anche se nel progredire, poi, ha dovuto apportare dei correttivi (Di Vaio a trovare la forma). La partita, sbloccata appena all'inizio, non ha avuto storie e Buffon, supermen Buffon, continua la sua striscia di imbattibilità (da parma Juve dell'anno passato; adesso sono sette partite di campionato che non prende gol).
Milan Perugia: 3 a 0, per un gol di culo di Maldini, uno di rimbalzo di Inzaghi e, alla fine, uno giusto di Seedorf. Peccato, perché sullo zero a zero, nel primo tempo (il gol di Maldini è del 43'), Miccoli con la sua guizzante bravura li aveva messo più di una volta in difficoltà. Ancelotti non ha schierato Rivaldo.
Reggina Inter: 1 a 2. I nerazzurri han giocato sul liscio forti del gollazzo trovato da Vieri al 6° del I° tempo. Chiusi in difesa, ordinati resistevano senza eccessivi affanni agli attacchi dei fringuelli amaranto (solo un incrocio di pali di Leon su punizione dal limite intorno al 40°). Se non che al 91° Cannavaro rovina in area su un attaccante reggino e l'arbitro fischia il rigore. Lo calcia Nakamura che lo realizza. Festa in campo e partita finita, si pensa. Invece no. Messa la palla al centro la palla finisce nell'area dei calabresi e Recoba approfittando di uno sbandamento collettivo la mette dentro. Era il 93°.
Roma Modena: 1 a 2. Totti ®, Milanetto ®, Sculli. Naufragio della squadra di Capello. Il Modena vince senza scandalizzare nessuno di quelli che hanno visto la partita; solo nel finale Ballotta (il portiere dei gialloblu) è dovuto impegnarsi in un paio di interventi degni di considerazione.
Le altre: Atalanta - Bologna 2 a 2 (Locatelli, Doni, Doni ®, Bellucci ®), Chievo - Brescia 1 a 2 (Tare, Cossato, Seric), Parma - Como 2 a 0 (Lamouchi - Adriano), Piacenza - Udinese 2 a 0 (Hubner, Maresca), Torino - Lazio 0 a 1 (Simeone).
24/9 - II di C.L. Juventus Dinamo di Kiev 5 a 0 per i gol di Di Vaio (13' su calcio d'angolo di Del Piero), Del Piero (22' al termine di una combinazione Nedved Camoranesi), Di Vaio (52' su cross di Nedved), Davids (67' alla fine di una vertiginosa azione personale), Nedved (79' con un terrificante tiro, dopo avere sradicato il pallone dai piedi di un avversario). E' stato un tiro al bersaglio.
A Newcastle il Feeyenord batte il Newcastle per 1 a 0.
28/9 - IV. Juventus Parma (V): 2 a 2 per i gol di Nakata (al 66'), Adriano (81'), Tudor (87', di testa su calcio d'angolo battuto da Salas) Del Piero (95', raccogliendo un lungo lancio proveniente dalle retrovie (Ferrara), il così detto lancio della disperazione, eravamo all'ultimo minuto. Difficile controllo del pallone, serrato corpo a corpo con Ferrari, superamento dello stesso, dribbling su Frey in uscita e gol dalla destra, da posizione defilata). La nostra disgrazia è che quando incontrano noi tutte le squadre danno l'anima, anche quelle retrocesse. Figuriamoci se lo fa il Parma che è una squadra agguerritissima e messa in campo in modo egregio! La Juve questa partita non l'ha perduta per due ragioni che hanno un nome preciso, uno è quello del suo portiere, che oggi al mondo non ce n'è uno uguale (con qualsiasi altro gli attaccanti giallo blu oggi segnavano altri due gol e buonanotte al secchio), l'altro fattore determinante è la carica agonistica, la forza, l'orgoglio dei giocatori bianconeri che sono riusciti a non perdere la testa e a recuperare una partita che sembrava che il Parma, e meritatamente peraltro, avesse già vinto. I giocatori di Prandelli hanno affrontato l'incontro non lasciando respirare gli avversari, e cercando di colpirli in contropiede. Tutto si può fare quando si hanno gli uomini buoni che Arrigo Sacchi ha fornito al suo giovane allenatore, e davanti due bestie come Adrian Mutu e Adriano e basta (che coppia!). Sicché la Juve s'è trovata sotto di due gol non per demerito del suo allenatore e dei suoi giocatori ma per merito (evviva, così dovrebbe essere sempre) degli avversari.
E' stata una partita bellissima che, se non ne fossi stato coinvolto emotivamente (quanta sofferenza!), mi avrebbe avvinto.
Ecco delle cifre che possono dare una qualche idea della gara e soprattutto della prestazione della squadra di Prandelli:
Tiri nello specchio J.7, P.12. Tiri fuori J.9, P.9. Tiri respinti J.1, P.0. Possesso palla (%) J.55, P.45. Angoli J.7, P.5. Falli commessi J.11, P.8. Fuori gioco J.7, P.8. Ammoniti J.0, P.3 (questo dimostra la virulenza dei giallo blu). Espulsi J.0, P.1 (Lamouchi dopo il gol di Tudor). Ottimi, tra i nostri, Buffon, Thuram, Ferrara, Nedved (soprattutto nel primo tempo) e Del Piero. Paolo Montero era assente.
Lazio Milan (NV): 1 a 1, per i gol di Maldini e di Claudio Lopez. Pessimo Milan, biancocelesti spreconi (ah, Simone Inzaghi!).
Brescia Roma (NV): 2 a 3 per i gol di Totti ®, Totti, Baggio ®, Totti, Schopp. Non l'ho vista e non so cosa scrivere. A Saxa Rubra stanno costruendo una statua a Totti grande quanto quella di Ottaviano Augusto, a via Mazzini gli stanno approntando il piedistallo.
Inter Chievo (V): 2 a 1 per i gol di Marazzina, Vieri, Vieri ®. Partita molto bella anche se meno di Juve Parma. Lì c'erano ad affrontarsi almeno una quindicina di ottimi calciatori, guidati da due ottimi allenatori. Qui è un po' diverso. L'Inter lascia a desiderare per quel che riguarda l'ordine e la varietà degli schemi, però ha giocatori formidabili,
fortissimi soprattutto nel corpo a corpo e dotatissimi di tecnica. Il Chievo invece ha modesti attori (tranne Corini, il gran regista) ma un gran bel gioco. Non oso pensare cosa potrebbero dare i giocatori nerazzurri se guidati da Del Neri. Ottimi, tra i nerazzurri, il solito Vieri (che le ha di nuovo regalato la vittoria, e sono tre domeniche di fila), Dalmat, Recoba, Materazzi, Cordova, Cannavaro, Toldo, J.Zanetti e non so se mi sfugge qualcuno.
L'Inter stasera è prima in classifica con due punti di vantaggio su Juve Milan e Bologna.
Le altre:
Bologna - Piacenza 1 - 0 (Della Rocca), Como - Reggina 1 - 1 (Carbone ®, Nakamura ®), Modena -Torino 2 - 1 (Sculli, Sculli, Ferrante ®), Perugia - Empoli 1 - 3 (Rezaei, Saudati, Saudati, Grosso), Udinese - Atalanta1 - 0 (Sensini).
30/9 - III di C.L. Juventus Newcastle (V): 2 a 0 per i gol di Del Piero (66', su punizione dal limite concessa per un fallo sullo stesso Del Piero mentre s'apprestava a tirare a rete) e di Del Piero (81', su passaggio basso sinistra-centro di Davids (e finta di Trezeguet). Ho visto una gran bella Juve, specie nel secondo tempo. E un Newcastle assai ben messo in campo e capace di un buon fraseggio di passaggi. Ma con la Juve di questi tempi è difficile spuntarla, e se arrivano a tirare c'è sempre quel drago di Buffon. Stiamo vedendo, in questo inizio di stagione, un Del Piero quasi mitologico, che non si limita a segnare, come un Inzaghi qualunque (un altro che anche lui in questo scorcio di tempo sta segnando caterve di gol) ma che tesse e cuce con raffinata perizia tutte le trame d'attacco. E' come il miglior Zidane e in più fa gol. Quando Marco Di Vaio è dovuto uscire (privo di sensi per una botta in testa) è rientrato a giocare, dopo una lunga assenza, David Trezeguet. Che non ha segnato ma si reso più volte pericolosissimo. Bene Nedved, Davids e, come al solito, Thuram che sta facendo vergognare dell'avere scritto, quest'estate, che volevo che lo vendessero. Nell'altra partita del gruppo il Feeyenord e la Dinamo di Kiev hanno pareggiato 0 a 0.
6/10 - V. Juventus Como (NV): 1 a 1 per i gol di Pecchia (65’) e di Zalayeta (al 87’, di testa su cross lungo dalla sinistra di Zenoni). Brutta Juve, risultato giusto. Una traversa, al 3’, di Salas ci aveva illusi, ma il Como ha potuto controllare senza affanni le opache iniziative dei bianconeri, e per poco non usciva dal ‘delle Alpi’ con una clamorosa e meritata vittoria (anche se c’è anche da dire, per compiutezza di informazione, che nel recupero l’arbitro Bertini non ha avuto il coraggio di concedere ai bianconeri un calcio di rigore per atterramento in area di Trezeguet, ma il mio commento nella sostanza non sarebbe cambiato anche se sarei stato, della vittoria, molto e molto contento). Non c’è stato nessuno, tra i bianconeri, che abbia giocato come sa. Meno male che domenica si riposta, poi c’è l’Inter a San Siro.
Roma Udinese (NV): 4 a 1 (Sensini (aut.), Sensini, Batistura, Totti, Totti). I giallorossi hanno dilagato nei quindici minuti finali, dopo che i friulani li avevano egregiamente imbavagliati, però hanno dilagato.
Milan Torino (NV): 6 a 0 (Pirlo ®, Inzaghi, Serginho, Inzaghi, Inzaghi, Fattori (aut.). Non c’è stata partita, il Toro non è esistito. Demerito loro o merito di questi sfavillanti rossoneri? Di questo Inzaghi che appena si tocca il naso segna? Comunque i granata sono ultimi in classifica con zero punti.
Piacenza Inter (NV): 1 a 4 (Di Biagio, Di Biagio, Recoba, Maresca, Crespo). Il Piacenza a far la partita, il portiere nerazzurro (Fontana) a fare parate su parate (6 ‘miracoli’) e l’Inter a far gol, sempre in contropiede con quei due (Recoba e Morfeo) che con i piedi ricamano. La squadra di Cuper gioca male ma è a punteggio pieno. I bianconeri sono a 4 punti da lei, e alla ripresa del campionato (domenica per fortuna c’è sosta) c’è lo scontro diretto.
Le altre: Atalanta Lazio 1 - 0 (Cesar), Chievo - Modena 2 - 0 (Franceschini, Corini ®), Empoli - Bologna 0 - 0, Parma - Perugia 2 - 2 (Mutu, Donati, Tedesco, Tedesco), Reggina - Brescia 2 - 2 (nonricordo, nonricordo, Baggio ®, Nakamura).
20/10 – VI. Inter Juventus (V): 1 a 1 per i gol di Del Piero all'89' su rigore, per fallo di Coco su Camoranesi e di Toldo (!) al 97' (!!); certo che le partite del signor Collina si sa quando cominciano (e qualche volta, se piove, neanche) ma non si sa mai quando finiscono. Siamo stati defraudati di due punti, da un signor Collina che ha fatto finta di non vedere (non poteva non vedere, il fatto è stato evidentissimo) che sul calcio d'angolo della disperazione, al 52' del secondo tempo e dopo che i preavvisati 5 minuti di recupero erano passati da due, con tutti gli undici nerazzurri nell'area bianconera, Di Biagio, Materazzi e Vieri si sono lanciati su Buffon che dentro l'area piccola (l'area piccola, detta anche area del portiere) stava per agguantare la palla che volava alta e lo hanno abbattuto come un cervo da un proiettile calibro 20. Al supergigi il pallone è caduto di mano, anzi, lui stesso è caduto per le terre sepolto da quei tre energumeni, al che il Toldone di stinco l'ha messo dentro. I festeggiamenti cui si sono abbandonati i nerazzurri dopo la rapina e dopo l'incredibile decisione del pelato di Viareggio (che da oggi ancora di più verrà strombazzato essere l'arbitro più forte del mondo) facevano supporre che avessero vinto il campionato. L'anno scorso con Seedorf al 94', oggi nel modo che ancor ci offende al 97': è proprio vero che si salvano sempre per il rotto della cuffia e a noi ci rimangono sempre grandi rospi da digerire (meno male che poi arrivano i cinque maggio!). Nel campo, per tutti interi i 98 minuti della partita, la Juve ha condotto una partita magistrale, letteralmente dominando nei secondi quando Lippi, vista la inconsistenza del gioco degli avversari, ha tolto Birindelli e fatto entrare Zambrotta, e così con un funambolico Camoranesi a destra e il combattivo Zambrotta a sinistra avremmo, se avessimo disposto di una punta più agile e alta di Salas, potuto chiudere la partita e fargliela giocare, al signor Collina, se avesse voluto attendere il pareggio degli interisti, fino a domani mattina. Invece vuoi perché i difensori dell'Inter (Cordoba, Materazzi e Cannavaro) sono molto forti sull'anticipo e di testa, vuoi perché Toldo ha effettuato due interventi miracolosi e vuoi perché Lippi ha avvicendato Salas con Zalayeta secondo me troppo tardi, è finita com'è finita. Però a centrocampo non c'è stata partita, lì la squadra, orchestrata da un sontuoso Tudor, innervato da un magnifico Davids, reso acuminato dall'incessante ruotare di Nedved, Del Piero e Camoranesi, per i poveri Di Biagio Almeyda e lo sperduto Recoba s'è fatto presto notte fonda e laggiù, lontani, Creppo e Vieri sono stati messi da Ferrara e Iuliano (Montero ha un problema di menisco e ne avrà per un paio di mesi) in condizione di non nuocere (a parte un palo di Creppo dopo una straordinaria uscita di Buffon su un Vieri solo come una rondine). Ottima la prestazione di Camoranesi e di Tudor e dopo di loro di Davids, di Del Piero, di Nedved, dei predetti Ferrara e Iuliano, di Thuram e di Birindelli.
Invariato rimane purtroppo e grazie al nefasto Collina il distacco sui nerazzurri (4 punti).
Empoli Roma (NV): 1 a 3 (Emerson, Candela, Di Natale e Tommasi). Vittoria capellesca (quindi utilitaristica e con i gol dei mediani) di una solida Roma contro un brillante Empoli. Ma tra la solidità e la effervescenza vince sempre la solidità.
Atalanta Milan (NV): 1 a 4 (Rivaldo, Tomasson, Sala, Pirlo ®, Pirlo). I rossoneri hanno disposto a piacimento dell'avversaria, facendo della facile accademia in punta di bulloni.
Le altre: Bologna - Brescia 3 - 0 (Locatelli, Cruz ®, Cruz), Como – Piacenza 1 - 1 (Caccia, Cardone (aut.)), Lazio – Perugia 3 - 0 (Inzaghi, Chiesa, Chiesa), Modena - Parma (2 - 1 Mutu, Fabbrini, Kamara), Torino – Chievo 1 – 0 (Magallanes), Udinese – Reggina 1 - 0 (Pizzarro ®).
23/10 - IV di C.L. Newcastle Juventus (V): 1 a 0 per un gol di Gerrar al 62'. Lippi è stato tradito da degli attaccanti con le polveri bagnate e dai centrocampisti imprecisi, nervosi e sfasati. I tre gol che si sono vergognosamente mangiati Di Vaio (ahi, Di Vaio così non va, così si torna dall'Arrigo), Del Piero, Zambrotta e Nedved (si agita molto e spreca troppo, il ceko) valgono le tre parate di Buffon (solo tre, però importanti perché gli inglesi hanno tirato poco in porta ma le volte che lo hanno fatto lo hanno fatto bene) e la traversa colpita con tutti i sentimenti nel finale da Zalayeta (ecco, è Danubione attualmente il nostro miglior centravanti) vale il loro gol (un mezzo infortunio di Buffon, al quale tuttavia mai nulla dev'essere imputato perché con lui il saldo è sempre vorticosamente attivo, e poi stasera come sabato scorso contro l'Inter sono stati i compagni a non proteggerlo come avrebbero dovuto). Quando si spreca così tanto poi la si paga con gli interessi, e cosa può farci un allenatore, lì, seduto in panchina? (però quando ha deciso di sostituire Davids, in una delle sue serate peggiori, doveva sicuramente fare entrare Totò Fresi, e non il cadavere Conte; ma cosa gli fa agli allenatori questo zombie?!). Adesso le cose si mettono male in classifica perché la Dinamo di Kiev ci ha appaiati a 7 punti e dobbiamo andare a giocarcela sotto quella grande porta, dove loro, agnellini all'estero, sono dei leoni indomabili. Prima però bisognerà battere il Feyenoord (4 punti) che verrà a trovarci a Torino (e che recupererà, dopo due turni di assenza, il micidiale Von Hoijdoonk.
Nell'altra partita del gruppo la Dinamo di Kiev ha battuto il Feyenoord per 2 a 0.
Il furioso Cimminelli ha fatto fuori il bravo Camolese, lo ha sostituito col maghetto Ulivieri. Avrà la B ad un prezzo più caro.
26/10– VII. Juventus Udinese (V): 1 a 0 per il gol di Salas al 52' su traversone basso dalla destra, dopo veloce fuga sulla fascia, di Zenoni.
Che mancassero, i bianconeri, di Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Montero e Tudor non può essere portato ad attenuante della bruttissima prestazione di oggi giacché sempre di Juve si tratta, e al cospetto di una Udinese che il carneade Spalletti sta bell'apparecchiando per l'ennesima (sua) retrocessione e che sarebbe stato facile subissare di gol. Brutte squadre, tutte e due; brutta partita. Buffon non ha dovuto effettuare un solo intervento; le nostre punte si sono annullate da sole (quel Salas è una sciagura, non meritava il facilissimo gol servitogli su un piatto d'argento dal volenteroso Zenoni nell'unica azione veloce dell'intera partita, e Di Vaio che l'ha sostituito, quasi, se possibile, lo ha fatto rimpiangere: urge il rientro di Trezeguet), le mezze ali se si limitavano all'incontruttivo passaggetto di tre metri l'azzeccavano, se tentavano qualcosa di diverso lo sbagliavano. Buona la prova dei difensori, ma contro nessuno, in pratica.
Chievo Milan (NV): 3 a 2 per i gol di Marazzina, Bierhoff, Shevchenko, Cossato, Tomasson. Ecco, la prima partita difficile e il grande Milan s'è squagliato. Quel che han combinato i difensori (i celebratissimi Maldini e Nesta in testa) ha dell'incredibile, nemmeno i comici d'avanspettacolo facevan ridere tanto.
Inter Bologna (NV): 2 a 0 per i gol di Materazzi e di Vieri. Quando il prode Materazzi ha segnato il sospirato golletto (di testa, su calcio d'angolo) il cronista-commentatore ha detto (parole testuali) che "l'Inter, al primo tiro in porta ha segnato". Ebbene, si voglia considerare che eravamo al 23° del secondo tempo! E non solo: dopo quel (sospirato) gol, il serrate dei bolognesi ha messo i nerazzurri alle corde e solo due o tre grandi parate di Toldo, alcuni interventi alla disperata dei suoi difensori e una colossale svista dell'arbitro Treossi che non ha visto un atterramento in area di Zaccaro da parte di Sergio Conceicao hanno permesso alla squadra di Cuper di resistere fino alla fine, col premio anzi che al 92°, con i bolognesi tutti riversatisi all'attacco per trovare il pareggio, han trovato quel secondo gol (viziato da un macroscopico fuori gioco) che ha conferito al punteggio una immeritata dignità. L'Aia sospenderà certamente (come si usa da un paio d'anni in qua in presenza di vistosissimi errori) il signor Treossi, però rimane il fatto che un giorno sì e uno no il signor Moratti spara a zero contro Galliani, Giraudo e Moggi dicendo che il calcio italiano e gli arbitri sono nelle loro mani e invece i favori - siano essi casuali o casuati - vanno tutti a loro. Con quel sacrosanto rigore a pochi minuti dalla fine i bolognesi, qualora lo avessero realizzato, quasi certamente avrebbero pareggiato la partita. Tolto questo, messo quello (la svista di Collina contro la Juventus) rimane che la squadra dell'onesto Cuper ('a me i tre punti interessano ben prima del bel gioco') difende i suoi quattro punti di vantaggio sulle inseguitrici.
Lazio Roma (NV): 2 a 2 per i gol di Fiore, Delvecchio, Batistuta, Stankovic. Nelle dichiarazioni del dopo partita don Fabio Capello ha detto che il pari è giusto, dunque è pacificamente da intendere per vero che la Lazio avrebbe meritato di vincere. Non fosse altro per il rigore che a 3 minuti dalla fine lo specialista Mihailovic si è fatto parare da Antonioli.
Le altre: Brescia - Como 1 - 1 (Padalino - Baggio ®), Parma - Atalanta 2 - 1 (Nakata, Mutu, Comandini),
Perugia - Modena 2 - 0 (Ze' Maria, Rezaei), Piacenza - Empoli 1 - 2 (Cardone, Rocchi, Vannucchi), Reggina – Torino 2 – 1 (Conticchio, Bogdani, Paredes).
30/10 - V di C.L. Juventus Feyenoord (V): 2 a 0 per i gol di Di Vaio (al 4', di testa a sfruttare un perfetto cross dalla destra di Camoranesi lanciato da Thuram) e di Di Vaio (al 69', di piede a sfruttare con destrezza un invitante passaggio dalla destra di Camoranesi innescato da Nedved).
Partita bella e combattuta, piena di capovolgimenti di fronte e di occasioni da gol, ben giocata dagli juventini e non meno dagli olandesi. Ho contato otto occasioni da gol per i bianconeri e cinque per i bianco-rossi (e dico vere occasioni da gol, situazioni assai critiche dove il gol non si è concretizzato per un nonnulla), a parte i tiri in porta e le tentate conclusioni che sono stati tre o quattro volte tanti. Lippi ha schierato: Buffon, Thuram (Iuliano nel finale), Ferrara, Tudor (Zambrotta nel finale), Birindelli, Tacchinardi, Davids, Camoranesi, Nedved (Moretti nel finale), Di Vaio, Del Piero. Tutti bene i giocatori bianconeri, da Buffon (se delle cinque occasioni degli olandesi di cui dicevo sopra quattro non si sono concretizzate il merito è di questo drago), a Nedved (classicamente cito i numeri 1 e 11 per comprenderli tutti), con una menzione particolare, se si vuole, a Buffon, a Thuram, a Tudor, a Davids, a Camoranesi (finalmente un'ala come Dio comanda!), a Del Piero, a Di Vaio (per i due gol segnati anche se gli fa velo uno sciaguratamente sprecato). Il turno è passato, a Kiev si potrebbe perdere senza danni se non il dispiacere.
Nell'altra partita del gruppo il Newcastle ha battuto la Dinamo di Kiev per 2 a 1.
3/11 – VIII. Modena Juventus (V): 0 a 1 per il gol di Del Piero (al 74', di testa, a deviare una punizione dalla sinistra calciata da Nedved). I bianconeri mancavano di Trezeguet, di Montero, di Thuram, di Tudor, di Davids e di Del Piero (entrato a mezz'ora dalla fine), per cui non si può guardare troppo per il sottile, anche se la scarsa incisività di Salas (irriconoscibile rispetto ai tempi laziali) e di Di Vaio (anche lui ben diverso di quell'implacabile cannoniere che ammirammo a Parma) francamente irritano (fossi al posto di Lippi farei giocare sempre Zalayeta e mai il cileno), per cui ho assistito ad un primo tempo di sterili fraseggi con due o tre gol malamente sprecati. Nella ripresa la fatica dell'incontro extra settimanale è venuta perentoriamente a bussare alle gambe dei giocatori bianconeri, le cui trame si sono affievolite e così il Modena, forte, di contro, di ben cinque centrocampisti e di uno Sculli velocissimo (ma ahimè quanto sprecone!), quasi prendeva il sopravvento, apparecchiandosi a portare a casa senza eccessivi patemi quello zero a zero cui apertamente puntava. La felice (o fortunata) posizione di Del Piero sulla traiettoria del traversone di Nedved ha risolto la partita, regalandoci due punti non del tutto meritati (poco prima del gol di Alex il prode Buffon aveva salvato il risultato su un tiro a botta sicura di Fabbrini, uno per parte - Sculli e Del Piero - o gol annullati). Il dottor Giraudo ha definito Sculli il piccolo Owen; sì, in effetti si tratta di un brevilineo veloce e coraggioso, però credo che il formidabile Miccoli gli sia superiore.
Milan Reggina (NV): 2 a 0 per i gol di Inzaghi (a riprendere una respinta del portiere Castellazzi su calcio di rigore di Rivaldo) e di Rivaldo. Partita senza storia, e anche senza l'episodio del rigore-espulsione (di Vargas per fallo su chiara occasione da rete su Rui Costa) la Reggina non avrebbe avuto scampo. Prestazione (dei rossoneri) stile tiro a bersaglio, con un grande Rui Costa a dirigere le operazioni.
Como Inter (NV): 0 a 2 per i gol di Vieri e di Recoba. A commentare le prestazioni dei nerazzurri si rischia ogni volta di ripetersi: giocano malissimo, o meglio: non giocano, ma vincono. Oggi il primo tiro in porta lo hanno effettuato dopo più di un'ora di partita, dopo che più d'una volta erano stati salvati da Toldo e da un arbitro (ancora il signor Collina) stranamente cieco quando arbitra da quelle parti. Cuper forse fa bene a non preoccuparsi della qualità del gioco, perché con quei tre lì davanti il gol prima o poi arriva.
Roma Perugia (V): 2 a 2 per i gol di Ze' Maria, Miccoli, Panucci e Totti.
Sarà stata la stanchezza della epica partita di Madrid, sarà stata la naturale rilassatezza psicologica dopo quel risultato, sarà che il Perugia s'è ricordato di come giocava nel passato, fatto sta che nel primo tempo si sono visti in campo solo i giocatori di Cosmi, i quali non hanno chiuso il tempo (e probabilmente) la partita con tre o quattro gol (a zero) solo perché Vrizas quest'anno non ne azzecca una. Però che demonio quel Fabrizio Miccoli! E' un autentico fenomeno: è veloce come il lampo e non si ferma mai. Lo paragonano a Romario, ma chi lo fa dimostra di avere del calcio una cognizione soltanto giornalistica: Romario danzava in punta di bulloni, questo è veloce come il fulmine, e ha anche i piedi buoni, io lo apparenterei piuttosto a Michael Owen.
Nell'intervallo Capello deve averli fatti neri, i suoi, perché tornati in campo i giallorossi ci hanno fatto vedere tutt'altra musica, per cui, guidati da un risoluto Totti, han potuto evitare la sconfitta.
Le altre: Atalanta - Piacenza 2 - 0 (Sala, Comandini), Empoli - Lazio 1- 2 (Corradi, Atzori, Stankovic), Parma - Chievo 0 - 1 (Pellissier), Torino - Brescia 0 - 2 (Tare, Appiah), Udinese - Bologna 0 – 0.
Classifica: 19 Inter, 16 Milan, 15 Juve, 14 Lazio, 12 Chievo, 11 Roma. Cannonieri: con 7 reti Vieri, Inzaghi, Totti e Del Piero.
6/11 – I. Piacenza Juventus (NV): 0 a 1 per il gol di Nedved (al 70', con un tiro da fuori area, su di un pallone perfettamente addomesticatogli da Zalayeta). Meglio che a Modena, però giocare contro queste provincialette che si chiudono a riccio non è mai facile. Si deve dare atto ai bianconeri che non hanno mai perso la testa e hanno saputo confidare che prima o poi il gol sarebbe arrivato. Anche se pure stavolta è arrivato per le vie traverse. Difatti uno spento Del Piero aveva lasciato il prode Zalayeta tutto solo a dibattersi in un'area affollatissima di difensori, uno Zambrotta più spento di lui non gli aveva procurato e non gli procurava, a Danubione, un traversone che fosse uno (Camoranesi veniva impiegato da trequartista centrale, nella posizione solita di Nedved), e neanche Thuram ci provata impiegato com'era a fungere, stavolta, da difensore centrale. Per cui mastro Lippi come domenica scorsa a Modena ad un certo punto, visto che s'avvicinava la fine, ha fatto scaldare il più illustre dei panchinari, Nedved appunto, il quale poco dopo, come Del Piero tre giorni fa a Modena e come lui stesso nello scorso campionato nello stesso stadio contro la stessa squadra, gli ha segnato il gol risolutore. Si deve aggiungere che Lippi in considerazione del fatto che domenica c'è il Milan ha effettuato un congruo turn-over così che s'è visto che sette dei giocatori schierati stasera domenica scorsa non avevano giocato. In concreto mancavano, oltre agli infortunati Montero, Pessotto e Trezeguet, Davids, Tacchinardi, Salas, Di Vaio e (appunto, fino al 23' del II tempo) Pavel Nedved. Stasera hanno lasciato il campo non per scelta tecnica ma per guai muscolari il vecchio Conte (e mio ha fatto piacere) e l'ottimo Tudor (e me ne dolgo).
Milan Udinese (NV): 1 a 0 per una autorete al 90° minuto di Sensini che ha deviato una punizione a spiovere di Rivaldo). Spiace, non solo per la rivalità in classifica, ma perché il Milan non meritava assolutamente di vincere. Avendo i bianconeri friulani tenuto benissimo il campo per tutti i novanta minuti ed essendo venuto il gol da azione fortuita. Tutti opachi i rossoneri.
Inter Empoli (NV): 3 a 4 per i gol di Crespo, di J.Zanetti, di Di Natale, di Recoba, di Vannucchi, di Adani e di Tavano. Una volta che i difensori si sono sbracati alla brutta, gli attaccanti pur senza Vieri ci hanno messo tutte le pezze che servivano a vincere la sesta partita su sette. E così quest'Inter senza mai convincere continua a veleggiare solitaria in testa alla classifica.
Roma Como (NV): 2 a 1 per i gol di Delvecchio, Totti e Godeas.
Una gran parata nel finale di Pellizzoli ha regalato ai giallorossi una vittoria non del tutto meritata. L'arbitro Bolognino ha consentito ai difensori e ai centrocampisti giallorossi innumerevoli falli da cartellino rosso.
Le altre: Atalanta - Modena 1 - 3 (Colucci, Kamara, Mauri, Dabo), Chievo - Perugia 3 - 0 (Legrottaglie, Della Morte, Corini ®), Parma - Brescia 4 - 3 (Appiah, Ferrari, Baggio, Mutu, Bonazzoli, Baggio ®, Gilardino), Reggina - Lazio 0 - 3 (Fiore, Stankovic, Corradi), Torino - Bologna 2 – 1 (Conticchio, Vanoli ®, Castellini).
Immutate le posizioni in classifica.
In settimana la Reggina ha cacciato Mutti e chiamato De Canio. Piuttosto avrebbe dovuto cacciare se stesso, il presidente Foti, giacché era stato lui quest'estate a prenderlo questo Mutti che mai in nessun posto in tanti anni, in serie B (in serie A non s'era mai affacciato), aveva combinato qualcosa di buono.
10/11 – IX. Juventus Milan (V): 2 a 1 per i gol di Di Vaio (all'8' su un servizio al bacio di Del Piero lanciato sulla destra da Nedved), di Thuram (al 21' al termine di una travolgente sgroppata sulla destra, raccolto un perfetto lancio di Del Piero) e di quel pirla di Pirlo su rigore (al 32', su rigore che l'ottimo Paparesta ha concesso per un innocuo fallo di mano di Birindelli su Rivaldo in una situazione nella quale il brasiliano, ai limiti dell'area e con le spalle rivolte alla porta nulla avrebbe potuto fare). Preparata perfettamente, la partita i giocatori bianconeri l'hanno giocata impeccabilmente nella maniera e con l'applicazione mentale giusta, annichilendo i rivali, e solo l'entità del punteggio si rifiuta di dare al tabellino la giusta rotondità. I nostri assalivano gli avversari con una determinazione feroce che non disgiunta dalle eccelse capacità tecniche che sono proprie della maggior parte di loro creavano tutte le volte le premesse per quelle ripartenze che, effettuate ad una velocità alla quale nessuna squadra in Italia sa giocare e sulla spinta di quella determinazione a vincere che ci fa unici, hanno impedito ai giocatori rossoneri e al loro tecnico in panchina di porre in atto idonee contromisure tecniche e tattiche. Così che il formidabile Milan dei solisti e dei solenni, sontuosi ed irrimediabilmente lenti Pirlo, Rui Costa e Rivaldo ha saputo impegnare Buffon in una sola occasione (alla fine del I tempo, su tiro da fuori area di Rivaldo), mentre lo sfracellatore di reti Inzaghi e il prode Shevchenko (quam mutatur ad illo!, da quando al Milan c'è il pacioso Ancelotti l'ucraino non è più lui) non hanno tirato in porta una sola volta. I bianconeri strappavano loro il pallone lanciandosi in veementi contropiede che purtroppo la frenesia del devastante Nedved (d'altronde se non fosse così frenetico non sarebbe tanto devastante), i disperati recuperi di Nesta e di Maldini e la bravura di Abbiati hanno neutralizzato. I giocatori bianconeri hanno giocato quasi tutti da otto, tuttavia non può non spendersi qualche aggettivo per un Thuram immenso, esaltante, sontuoso, impetuoso, stratosferico, imprendibile e perfetto; per un Camoranesi che ha giocate da fuoriclasse autentico, con quel far sparire la palla e farla riapparire alle spalle dell'avversario (e se la perde lo rincorre fino a recuperarla); per un Davids che è un'autentica ira di Dio: duro, dinamico, deciso e tecnicamente mostruoso, non c'è al mondo uno che sappia fare le cose che fa lui alle sua velocità; per un Nedved che sta a Zidane come la rumba sta al minuetto, che se il fisico lo sorregge si può vincere tutto: stasera è stato l'uomo chiave della partita, partendo dalla tre quarti ogni volta scardinava la difesa milanista; per un Del Piero che è stato il geniale tessitore di tutte le trame, cuore del complesso, meraviglioso uomo assist, il giocatore più amato dai compagni e dai tifosi.
Qui mi fermo: peccato che non sarà sempre Milan (o Inter).
Inter Udinese (NV): 1 a 2 per i gol di Vieri, di Jorgensen e di Muzzi.
I bianconeri friulani hanno ripetuto l'ottima prestazione di tre giorni prima contro il Milan, cui cedettero solo al 90° per un'autorete di Sensini, e poiché la sfortuna non s'è voluta accanirglisi contro stavolta hanno (facilmente) vinto. Ci fa piacere, sia perché giustizia finalmente è fatta e sia perché il risultato di stasera buca di brutto le gomme al torpedone nerazzurro che dopo avere molto corso tra scossoni e sobbalzi finalmente s'è fermato. I giocatori dello squadrone nerazzurro trovato il gol dopo soli tre minuti avevano creduto di potere vincere, com'è loro costume, col minimo sforzo. Invece, incapaci come sono di costruire un gioco ragionato, sono stati rimontati e sconfitti da una Udinese brava a coprire tutto il campo con briose, ampie ed efficaci geometrie. Memorabile per l'esecuzione balistica il gol dell'ottimo Jorgensen. E' comprensibile che un così bravo giocatore aspiri a scenari più consoni al suo rango e possa desiderare di lasciare Udine e venire a Milano da quell'Inter che dimentica di essere piena zeppa di mezze punte, invaghitasene, fortemente lo vuole. Ma il bravissimo danese avrebbe tutto da perdere e niente da guadagnare a farlo: a Udine è l'incontrastato reuccio, e il sano ambiente di provincia lo tutela e lo valorizza. In quel bordello che è l'Inter invece fallirebbe come i tanti, i troppi che, bravi come lui o più bravi di lui, lo hanno preceduto.
Piacenza Roma (V): 1 a 1 per i gol di Cassano e di Maresca. Se il tasso di classe dei giocatori lo si potesse misurare con giustezza, si vedrebbe, con cruda evidenza, che per tecnica, talento, fantasia e controllo di palla tra i giocatori giallorossi della Roma e quelli biancorossi del Piacenza c'è un rapporto di nove a uno. Nessuno può stupirsi della mia asserzione se ha mai visto giocare e potuto confrontare le caratteristiche di Cafù, di Samuel, di Aldair, di Emerson, di Guardiola, di Cassano, di Totti e di Batistuta con quelle dei vari Cristante, Tosto, Lamacchi, Cardone e Hubner (e qui per non infierire mi fermo). Oggi i giallorossi avrebbero potuto dilagare se, raggiunto il vantaggio, i signori Totti e Cassano non si fossero lietamente messi a gigioneggiare bulinando sul manto erboso effimere ed irridenti trame da operetta. Così che mentre dall'altra parte del campo Samuel scherniva il goffo Hubner anticipandolo di petto o di coscia, dalla parte di Guardalben, il coattazzo di porta Metronia e il piccolo camorrista barese, intestardendosi a volere entrare in porta col pallone al piede, vanificavano le numerose azioni d'attacco che un Piacenza disperatamente lanciatosi a rimontare lasciava loro. Poi, un po' prima della fine, l'unico giocatore di classe degli emiliani, cioè Enzino Maresca, con un ben misurato calcio dal limite ha portato le sorti della partita ad un giusto pareggio che, se da una parte punisce gli sprechi dei romanisti (ma Capello che fa, non urla più?), dall'altro punisce l'oscena broccaggine degli emiliani (Maresca escluso naturalmente).
Le altre: Bologna - Como 1- 0 (Signori ®), Brescia - Empoli 0 - 2 (Buscé, Di Natale), Chievo - Atalanta 4 - 1 (Sala, Cossato, Franceschini, Perrotta, Cossato), Lazio - Parma 0 - 0, Perugia - Torino 2 – 1 (Caracciolo, Ferrante, Ze' Maria ®), Reggina - Modena 0 - 1 (Pasino).
Nuova classifica (tra parentesi i punti nello scorso campionato):
Inter 22 punti (15), Juventus 21 (13), Milan 19 (15), Lazio 18 (8), Chievo 18 (19) e Roma 15 (15).
Lazio + 10, Juventus + 9, Inter + 7, Milan + 4, Roma =, Chievo - 1.
I 18 punti della sorprendente Lazio di quest'anno avrebbero potuti essere 22 se solo Mihailovic non avesse sbagliato i rigori contro la Roma (2 a 2) e contro il Parma (0 a 0).
13/11 - VI di C.L. Dinamo di Kiev Juventus (V): 1 a 2 per i gol di Shatskikh al 50', di Salas al 53' (su servizio in centro area di Olivera e corto tocco di Zalayeta), di Zalayeta al 61' (ricevuto un pallone da Baiocco, ma niente di eccezionale, si lanciava su una poderosa azione sulla destra e quasi dal fondo, pur se ostacolato dal terzino avversario, folgorava sotto la traversa sotto l'angolo più vicino). Giocavano quelle che i giornalisti con un termine nuovo hanno preso a chiamare le seconde linee. Lippi s'arrabbia a sentirglielo dire, per lui - e giustamente dal suo punto di vista - sono tutti giocatori di quella grande squadra che è la Juventus e una volta gioca uno e una volta gioca un altro. Sì, però stasera, primo posto nel girone già al sicuro, erano tutti "altri" quelli che hanno giocato (non ce n'era uno di quelli che domenica scorsa avevano strapazzato il Milan). Bravi bravi per davvero: da 'zucchina' Chimenti al mio adorato Za-za-Zalayeta. Una tecnica di prim'ordine, un fisico mostruoso. E ancora così giovane! Il gol di stasera è da antologia!
Da Lippi a Lippi, da Kiev (1 a 4 con i famosi tre gol di Pippo Inzaghi e un super Zidane) di nuovo a Kiev: un tunnel durato 56 mesi! Ancelotti non l'abbia a male. Fine della prima fase.
Come la Juventus, ma meno brillantemente, le altre tre italiane passano anche loro il turno. Il Milan è vero che all'inizio aveva stupito tutti andando a vincere a La Coruna e a Monaco di Baviera, ma non va taciuto che il Bayern e il Deportivo poi son venuti a rendergli la pariglia a San Siro (il Milan, cinque sconfitte nelle ultime sei partite tra campionato e coppa. In Italia prima di cantare vittoria si dovrebbe imparare a contare almeno fino a trentacinque!). Meritevole l'impresa del Newcastle: tre sconfitte nelle prime tre partite, tre vittorie nelle successive tre; si qualifica grazie alla vittoria della Juve a Kiev.
Risultato finale negli otto gironi: A: Arsenal e Borussia Dortmund (fuori Auxerre e PSV Eindhoven); B: Valencia e Basilea (fuori Liverpool e Spartak Mosca); C: Real Madrid e Roma (fuori AEK di Atene e RC Genk,); D: Inter e Ajax (fuori Lione e Rosenborg); E: Juventus e Newcastle (fuori Dinamo di Kiev e Feyenoord); F: Manchester Utd. e Bayer Leverkusen (fuori Maccabi Haifa e Olympiakos); G: Milan e Deportivo La Coruna (fuori Lens e Bayern di Monaco); H: Barcellona, Lokomotiv Mosca (fuori Bruges e Galatasaray).
Venerdì 15/11 sono stati sorteggiati i seguenti gironi (passano il turno le prime due di ogni girone):
a): Barcellona, Inter, Bayer Leverkusen, Newcastle; b): Valencia, Arsenal, Roma, Ajax; c): Real Madrid, Milan, Borussia Dtm., Lokomotiv Mosca; d): Manchester Utd., Juventus, Deportivo La Coruna, Basilea. A questi livelli c'è poco da pronosticare, squadre deboli non ce ne sono, però penso che la qualificazione degli spagnoli del Deportivo sia sicura e che il posto dovremo giocarcelo con il Manchester. Calendario: 26/11 Deportivo La Coruna Juventus; 11/12 Juventus Basilea; 18/2 Manchester Utd. Juventus; 25/2 Juventus Manchester Utd.; 12/3 Juventus Deportivo La Coruna; 18/3 Basilea Juventus.
17/11 – X. Torino Juventus (V): 0 a 4 per i gol di Del Piero (al 6' di tacco aereo, su pallone filtrante di Nedved), di Di Vaio (al 33' su lancio profondo centrale di Nedved), di Nedved (al 52' con una botta terrificante dal limite sinistro dell'area, servito da Di Vaio) e di Davids (al 89' azione di sfondamento centrale su servizio di Zalayeta). Sullo 0 a 2 Buffon para un calcio di rigore a Ferrante. Dirò poco, solo che sarebbe bastato assai di meno per batterlo, questo Toro da B, squadra di scarponi bestiali, altro che questa Juve perfetta! Per le pagelle mi limiterei a scrivere "tutti da otto" se non mi frenasse (questione di pudore, non altro) la considerazione che giocavamo contro una squadra di patetici brocchi.
Roma Inter (NV): 2 a 2 per i gol di Morfeo, Montella, Batistuta e di Okan. I giallorossi avrebbero potuto vincere con tre gol di scarto, per come hanno dominato gli avversari specie nel I tempo. Ma il rammarico per la vittoria sfumata (il gol di Okan è dell'89° min.) non giustifica Capello per le velenose parole del dopo partita. L'esoso don Fabio ha fatto del deplorevole vittimismo concludendo (alla grande) che l'anno prossimo se ne ritornerà a Madrid (dove verrà ultraprotetto). Nulla dico delle risse del dopo partita, giacché sono figlie di questo clima fortemente voluto da Capello e dal suo presidente.
Milan Parma (NV): 2 a 1 per i gol di Pirlo ®, Filippini e Pirlo ®. Il Parma tutti i 90 minuti a far gioco e a sprecare gol e i rossoneri che li segnavano grazie ambedue le volte a dei rigori quantomeno dubbi (8 a 0 il conto dei rigori fischiati a favore e contro quest'anno ai rossoneri; magari Galliani non c'entra ma l'arbitro Bertini questo pomeriggio non ha fatto molto per tranquillizzare, in questo senso, gli irrequieti Sansi e Capello). All'onore di quel culo che ha stampato in faccia Carletto Ancelotti. Mi fa rabbia perché sia l'Inter che il MIlan molte partite, troppe, le hanno vinte senza convincere.
Le altre: Atalanta - Brescia 2 - 0 (Dabo, Comandini), Bologna Perugia 2 - 1 (Cruz. Signori, Caracciolo), Como - Lazio 1 - 3 (Simeone, Corrent, Lopez, Lopez), Empoli - Reggina 4 - 2 (Di Natale, Nakamura ®, Di Natale, Rocchi ®, Vargas e Di Natale), Modena - Piacenza 1 – 0 (Milanetto ®), Udinese - Chievo 2 - 1 (Jorgensen, Junker, Bierhoff). Siamo primi in classifica: Juventus (24), Inter (23), Milan (22), Lazio (21), Chievo (18), Bologna (18), Modena (18), Roma (16).
23/11– XI. Juventus Bologna (NV): 1 a 1 per i gol di Signori (65' su rigore) e di Iuliano (85' di testa su calcio d'angolo battuto da Camoranesi). E' ogni volta uno strazio giocare contro questo Bologna radicalmente votato al più velenoso catenaccio, e oggi, avendo potuto, questi stramaledetti catenacciari, giovarsi del premuroso sostegno del più miserabile - insieme col pelato di Viareggio - degli arbitri italiani (quel Farina da Novi Ligure del quale l'amico che mi legge non avrà dimenticato le vessazioni che ci inflisse in quel Juventus Lazio del 1/4/2000). A parte il rigore felicemente concesso ai petroniani (alla prima occasione, giulivo: zac!), questo malefico signore interrompeva sul nascere tutte le iniziative d'attacco dei bianconeri, incoraggiando il gioco duro e ostruzionistico dei vari Pagliuca, Olive, Paramatti, Nervo, Zaccaro e Zanchi, e quando non poteva non fischiarli, spudoratamente ne capovolgeva la colpevolezza. Con la testa alla difficile trasferta di martedì prossimo a La Coruna, Lippi aveva opportunamente tenuto a riposo Thuram, Montero, Birindelli, Davids, Pessotto, Camoranesi, Di Vaio e Del Piero (questi ultimi tre sono entrati dopo il rigore a cercare di capovolgere la situazione e Di Vaio non c'è riuscito solo per una autentica botta di culo di resegone Pagliuca), oltre agli infortunati Tudor e Trezeguet (Conte non lo considero nemmeno ché per me non è più un giocatore di calcio). Amaro pareggio casalingo, cozzando (male) la testa contro un muro, come col Como.
Milan Inter (V): 1 a 0 (Serginho intorno al 15'). La partita è stata veementemente combattuta: agonismo, furore e rovesciamenti di fronte, ma francamente non ho visto Dida e Toldo compiere più di una parata (importante) ciascuno. Ha vinto il Milan tutto sommato meritatamente. Ma più per l'incapacità dei nerazzurri a creare gioco che per la loro a sfruttare gli spazi larghi. Applicando il verbo ancelottesco loro avanzano ruminando calcio, passandosi e ripassandosi il pallone, per cui, ostinandosi il pervicace Carletto a tenere Shevchenko in panchina, non hanno chi sappia affondare in velocità e colpire di rimessa. Il povero Cuper verrà crocifisso non perché la sua squadra non ha un gioco ma per l'insano costume di noi italiani di infierire sul perdente. Anche perché i nostri commentatori usano costruire i commenti sul risultato. Perché se invece Vieri quasi alla fine non avesse tirato sugli spalti un comodo pallone a un metro dalla linea di porta indifesa, oggi il povero Cuper trascorrerebbe una domenica tranquilla. Il Milan ci raggiunge in testa alla classifica. Non so perché ma la corazzata rossonera mi fa meno paura di quanta me ne fanno i cavalieri di (s)ventura nerazzurri: forse perché sono permeato della certezza che giammai Ancelotti (Perdellotti) potrà vincere uno scudetto.
Parma Roma (NV): 3 a 0 per i gol di Bonazzoli, Mutu ® e Bonazzoli. Sarà perché i giallorossi avevano la testa alla partita con l'Arsenal di mercoledì prossimo, sarà perché da tempo hanno finito di crederci alla possibilità di risalire la classifica, sarà perché sentono che Capello a Roma ha fatto il suo tempo, sta di fatto che il Parma ha disposto della partita come ha voluto. La bella prestazione del Parma ci ha persuasi che domenica scorsa col Milan era stato, come peraltro avevamo scritto, derubato.
Le altre: Brescia - Udinese 1 - 1 (Jorgensen, Sensini (aut.)), Chievo - Empoli 1 - 0 (Marazzina), Lazio - Empoli 4 - 0 (Corradi, Lopez, Cesar, Corradi), Perugia - Como 3 - 0 (Fusani, Miccoli, Milanese), Piacenza - Torino 1 - 0 (Di Francesco), Reggina - Atalanta 1 – 1 (Gautieri, Savoldi). Oggi su tutti i media oggi osanna in excelsis per la Lazio di Mancini e del bancarottiere Cragnotti. Io nel passato sono sempre stato assai scettico sulle qualità del Mancio come allenatore, ma devo ammettere che la sua Lazio gioca benissimo e che lui la sta governando benissimo, considerando che i giocatori sono sei mesi che non beccano una lira di stipendio e che su di loro aleggia il rischio del fallimento. Adesso sono terzi in classifica, e senza quei due rigori sprecati da Mihailovic contro la Roma e il Parma sarebbero primi. Noi per coerenza dovremmo assumere i biancocelesti nell'olimpo delle grandi che lottano per lo scudetto e contemporaneamente espungerne i giallorossi, ottavi in classifica con Parma ed Empoli, e distanti 8 punti dai concittadini (Roma 16 punti, Lazio 24. Partite vinte pareggiate e perse: Roma 4, 4, 3; Lazio 8, 1, 2. Gol fatti e gol subiti: Roma 21 e 19, Lazio 22 e 8), tuttavia aspetteremo un po' prima di mutarci d'impostazione; domenica prossima c'è Roma Juventus e dopo un solo turno ci sarà Juventus Lazio. Aspettiamo e vedremo. In settimana il Como ha sostituito Dominissini con il vecchio Eugenio Fascetti. Piuttosto avrebbe dovuto cacciare se stesso, l'esoso presidente Preziosi, giacché era stato lui quest'estate a stravolgere l'assetto della squadra cambiando (in peggio) undici dei tredici titolari che così bene si erano comportati l'anno scorso in B. Comunque che vada direttamente al diavolo, e con lui tutte le sue pretese.
26/11 I partita della seconda fase di Ch. L. Deportivo La Coruna Juventus (NV): 2 a 2 per i gol di Tristan (9'), di Makaay (11'), di Birindelli (38' con una terrificante bordata da fuori area che è andata ad infilarsi proprio nell'angolino alto più lontano) e di Nedved (56' con una improvvisa rasoiata da fuori area strappando il pallone dai piedi del cincischiante Di Vaio). Sì, cincischiante Di Vaio, perché se il mio caro Marco Di Vaio per il quale ho straveduto, non avesse beceramente calciato sul corpo del portiere le tre nitidissime palle gol servitegli da Del Piero (cosa vuole di più dalla vita?) quello che poteva essere un tragico tracollo (due gol sul groppone poco dopo l'inizio della partita su uno dei campi più difficili d'Europa) si sarebbe trasformato in una esaltante e forse risolutiva vittoria. Perché i Lippi's boys dopo la doppia mazzata (due gol fotocopia quelli di Tristan e di Makaay, con la difesa ambedue le volte stranamente spiazzata, e sì che c'era Montero), hanno avuto la grandissima capacità di non perdere la testa, e presa la misura ai temibili galiziani avrebbero certamente meritato la vittoria se non per le tre occasioni d'oro sciupate dal mio caro ex sfracellatore di reti, per il gol ingiustamente annullato a Del Piero e per un fallo da rigore sullo stesso Del Piero che l'arbitro tedesco ha ritenuto di non sanzionare. Bella Juve, comunque: sono forti fisicamente e sanno di esserlo. Tutto merito di mastro Lippi. Nell'altra partita del girone i draghi del Manchester hanno battuto per 3 a 1 i poveri principianti del Basilea, la cui difesa fa ridere e il cui portiere fa piangere.
Le italiane: A San Siro il Milan ha battuto il Real Madrid con un gol di Shevchenko. Del Bosque non ha fatto giocare 'gordo' (ciccione) Ronaldo; l'ha definito 'corpo estraneo'. A Roma l'Arsenal ha battuto per 3 gol ad 1 la Roma. I tre gol li ha segnato Thierry Henry, strizzandomi ad ognuno di essi più che mai la cistifellea (maledetto Ancelotti che non lo seppe capire). E 'incredibile dictu' a Newcastle l'Inter ha battuto il Newcastle di Shearer e Bellamy (espulso dopo soli 5 minuti) per 4 a 1. Adesso per primi tutti quelli che tre giorni fa lo volevano morto osannano il povero Cuper.
1/12 XII. Roma Juventus (NV): 2 a 2 per i gol di Totti (12', un bel gol, sul quel povero vecchio drago di Montero, mica poco), Cassano (44', destramente lanciato da Totti, eludendo la trappola del fuori gioco), Del Piero (45° + 2', in bella torsione di testa, sul primo palo, su calcio d'angolo dalla destra di Camoranesi), di Nedved (85', una botta con tutti i sentimenti terra-cielo, servito da vicino da Zambrotta). Pareggio giusto; nessuno che non sia un burino o che come Renga e Capello non stia sul libro paga di Sensi può dire il contrario. Stanno sbavando schiuma che l'arbitro Bertini da Arezzo a un minuto dalla fine della partita gli ha cacciato fuori Totti (in effetti tenendo conto che sabato prossimo si gioca Milan Roma dispiace un po' anche a me), ma nessuno che dica che pupone bello aveva chiamato l'arbitro 'faccia di merda'. Forse da loro fa' fine... Poche sono le cose che non vanno nella Juve di quest'anno, una di queste è purtroppo Di Vaio che non riesce ad inserirsi perché forse è più adatto al gioco veloce di rimessa. Urge comunque il rientro di Trezeguet.
Empoli Milan (NV): 1 a 1 gol di Rocchi e di Shevchenko. Pareggio giusto anche quì.
Inter Brescia (NV): 4 a 0, di Vieri i 4 gol. Ma era come sparare sulla Croce Rossa.
Le altre: Atalanta - Perugia 0 - 2 (Miccoli, Fusani), Bologna - Modena 3 - 0 (Locatelli, Cruz, Amoroso), Como - Udinese 0 - 2 (a tavolino, 0 a 1, gol di Pinzi, sul campo), Piacenza - Lazio 2 - 3 (Maresca, Caccia, Simeone, Lopez, Corradi), Reggina - Chievo 1 - 1 (Nakamura ®, Legrottaglie), Torino - Parma 0 – 4 (Brighi, Mutu, Adriano, Adriano).
5/12 C.It.: Reggina Juventus (V): 0 a 2 per i gol di Salas (66', su rigore per atterramento di Zambrotta) e di Zalayeta (88', difficile pallone filtrante di Baiocco, controllo breve e tiro folgorante sotto la traversa). Lippi ha schierato le così dette seconde linee, anche se certuni come Chimenti e Zalayeta meriterebbero più luce. Io ho una forte ammirazione per 'Zucchina' che non ha mai sbagliato niente, e un debole per Danubione Zalayeta ché mai ho visto uno giocare con tanta aristocratica abnegazione e fattivo distacco.
8/12 - XIII. Brescia Juventus (NV): 2 a 0 per i gol di Schopp (78') e di Tare (84'). Mi duole, mi duole tremendamente, mi dilania il cuore che dopo avere resistito a squadre fortissime si sia perduto contro questo stramaledetto Brescia del sor Magara e di quella velenosa puttana di Baggio, che per dirla con il pittoresco Mughini io abborro. Ma succede così, contro queste squadrette sanguisuga, che se non hai la fortuna di sbloccare il risultato nel I° tempo poi diventa impossibile entrare nella loro area e per di più gli si lascia via via tutto il campo. Marcavano ad uomo anche a sessanta metri dalla loro area, asfissiantemente, come delle sanguisughe, come delle dannatissime mignatte, ad interrompere il gioco con continui falli tattici e a perdere tempo a rotolandosi al minimo contatto per terra facendo ogni volta lazzi da morituri. Niente da fare, si sbatteva sempre la testa su di un muro. Càpita, e quando capita che anche le pochissime occasioni da gol le buttiamo al vento (vero Di Vaio?) succede che lo zero e zero diventa zero a uno o anche, nella frenesia della rimonta, uno zero a due. Peccato, non ci succedeva di perdere dal lontano 25 marzo scorso. Quando incontriamo queste miserabili squadrette (Como, pareggio interno, Bologna pareggio interno, Brescia, oggi, sconfitta) io ogni volta m'amareggio.
Milan Roma (V): 1 a 0 gol di Inzaghi. Partita da zero a zero, la differenza l'hanno fatta i due centravanti, entrati, l'uno e l'altro, a mezz'ora dalla fine. Il primo, Inzaghi, con un gol dei suoi (dei suoi perché s'è acconciato il pallone con la manina galeotta), il secondo, il vecchio bolso invalido inefficiente Batistuta, del quale il ricordo dei trascorsi fasti immalinconisce anziché gratificare la corrente visione, che ignominiosamente si è divorato un gol a porta spalancata davanti e con il pallone docile fermo. Poteva uscirne uno zero a zero, anzi poteva uscirne un uno a uno, ma pari doveva essere, giochicchiando l'una e l'altra squadra a menar danza a centrocampo) i romanisti mancavano di pupone Totti, cioè dell'unico capace di dare improvvise accelerate alla sonnolenta manovra dei suoi schemi. Ancelotti, si sa, è uno che non osa mentre Capello si vede che a Roma, grattato tutto il grattabile, ha fatto il suo tempo e che nuovi fasti (e ancora lauti guadagni) lo attendono a Monaco di Baviera.
Lazio Inter (NV): 3 a 3, gol di Lopez ®, Lopez, Lopez, Couto (aut.), Emre e Emre. Chi vi ha assistito è venuto a raccontarci di avere visto una partita prodigiosa, una di quelle che come la famigerata Italia-Germania-quattro-a-tre di trent'anni fa resterà negli annali (di che cosa? degli scempi difensivi?). Rimane agli occhi di chi ne ha visto la scarna sintesi che la partita è stata combattutissima e che l'una e l'altra squadra, dopo il tre a tre, avrebbero potuto segnare diversi altri gol. Non avendola vista tutta non posso dire se maggiori siano stati i meriti dei nerazzurri a rimontare i tre gol o i demeriti dei biancocelesti a farsi raggiungere.
Le altre: Atalanta -Torino 1 - 1 (Natali, Mezzano ®), Chievo - Bologna 0 - 0, Modena - Como 1 - 1 (Sculli, Bjelanovic), Parma - Reggina 2 - 0 (Adriano, Adriano), Perugia - Piacenza 0 - 0, Udinese - Empoli 2 - 1 (Pizzarro ®, Vannucchi, Iacquinta ®).
11/12 - 2^ partita della seconda fase di Ch. L.: Juventus Basilea (NV): 4 a 0 per i gol di Trezeguet (3', basso, di testa, a raccogliere e deviare un colpo di testa di Iuliano su calcio d'angolo di Nedved), di Montero (33', ricaccia in rete un pallone calciato dal limite dell'area su punizione da Del Piero e deviato dal portiere sulla traversa), di Tacchinardi (43' con uno splendido tiro al volo da trenta o trentacinque metri) e di Del Piero (49', da Del Piero su rigore concesso per fallo su un Nedved che s'apprestava a concludere a rete). E così sia, anzi: è così è, quando si ha la fortuna di sbloccare il risultato subito e, soprattutto, si gioca contro squadre straniere. In più è ritornato finalmente Trezeguet che pare guarito del grave infortunio al ginocchio. Tutti bene, soprattutto, e non per i gol (io non mi faccio condizionare, o mi faccio condizionare poco, dalle realizzazioni quando devo fare le stime dei valori) Tacchinardi e Nedved. Nell'altra partita del girone il Manchester Utd ha battuto il Deportivo La Coruna per 2 a 0 con 2 gol di Van Nistelrooy. Le italiane: A Dortmund il Milan ha battuto il Borussia per un gol di Inzaghi (un tiro in porta di qua e un tiro in porta di là in tutta la partita: Inzaghi l'ha messa dentro mentre Roszicky ha colpito l'incrocio dei pali, questa l'unica sostanziale differenza tra le due squadre). A Milano l'Inter ha battuto il Bayer Leverkusen per 3 a 2. Ad Amsterdam la Roma è stata battuta dall'Ajax per 2 a 1.
15/12 - XIV. Juventus Lazio (V): 1 a 2 per i gol di Nedved (33', da sinistra, breve, su intelligente apertura di Del Piero), e due volte Fiore (34' e 51'). Mi duole, ma ho visto la Juve, che non è squadra che perda spesso, ripetersi a perdere. Mi duole tremendamente, ma la Lazio ha imposto il suo gioco e ha meritato di vincere. E mi dilania il cuore che nel frattempo il Milan e l'Inter, giocando malissimo, hanno vinto. Ma così è, gli eroi sono stanchi, le fatiche infrasettimanali tagliano le gambe e tolgono lucidità. Le milanesi non hanno giocato meglio della Juve, ma avendo di fronte due serie candidante alla retrocessione, alla fine, di riffe o di raffe, ce l'hanno fatta. I bianconeri invece non ce l'hanno fatta, avendo di fronte una squadra non solo lanciatissima ma assai bene organizzata e ricca di elementi di valore. Lì in centro, Stam non fa passare nessuno (io lo dicevo quest'estate agli amici di Iscj che più che Nesta l'olandese faceva al caso nostro), davanti a lui, poco fuori dall'area, Stankovic pratica un gioco molto intelligente di recupero e rilanci, il torvo inossidabile Simeone fa il guastatore di centrocampo, Fiore a destra e Cesar a sinistra raddoppiano i terzini Oddo e Favalli fungendo nello stesso tempo da ali, il giovane centravanti Corradi sguscia come un'anguilla e specie di testa è micidiale, il velocissimo Lopez (el pjoco, il pidocchio) svaria pericolosamente su tutto il fronte dell'attacco e in porta il vecchio Peruzzi il parabile lo para sempre. Contro una Juve che voleva vincere la partita ci sono andati a nozze: pressing su tutto il campo, centrocampisti a ridosso dei difensori e palle lunghe in avanti, nelle praterie della metà campo bianconera. Facile giocare così, non per nulla finora hanno vinto tutte e sette le partite giocate in trasferta. Ai bianconeri non ne va bene una, e fa rabbia sentire il solito sciacallo sentenziare che 'era inevitabile che la crisi della Fiat si trascinasse giù anche la squadra' (come a dire che è finito il potere condizionante degli Agnelli). Certo, il secondo gol di Fiore è stato la classica botta di culo che uno scalcia il pallone ad occhi chiusi e quello va a finire nell'unico posto dove neanche Buffon poteva arrivare, e nel finale un altro arbitro che non il buon Pellegrino forse l'avrebbe fischiato il rigore per quel fallo di Stankovic su Davids appena appena dentro l'area. Ma pazienza, come dice Lippi anche se avessimo pareggiato la prestazione è stata quella che è stata. Ma non disperiamo, il campionato è lungo, Milan e Inter giocano male e vincono, ma non potranno vincere sempre, e, soprattutto, la Champions League è andata in letargo; si può recuperare.
Como Milan (NV): 1 a 2 gol di Ambrosini, Pecchia e Shevchenko. Il Como ha giocato con l'anima (Fascetti sta facendo sentire il suo morso), ma tecnicamente la differenza era enorme. Shevchenko ha inventato un gol dei suoi e il pernicioso arbitro Farina (sempre lui!) ha spudoratamente rovesciato le responsabilità su di un atterramento in area di Nesta ai danni di Bjelanovic graziando i rossoneri di un rigore grande quanto una casa. Era già un miracolo che Pecchia avesse trovato una volta il modo di pareggiare! Osanna a questo prudentissimo Milan primo in classifica che rischia pochissimo e prima o poi il golletto lo trova sempre. Stupisce semmai che con gli uomini che si ritrova a centrocampo giochi così male.
Inter Atalanta (NV): 1 a 0 gol di Kallon, a metà del II tempo, 3 minuti dopo che era entrato. Era l'ultima risorsa di un disperato Cuper, il piccolo Kallon. Che quest'anno aveva avuto l'onore della prima squadra solo per 9 minuti, nella partita contro il Milan, ed erano 11 mesi che non segnava (per aver giocato poco o niente, non per colpe sue). Appena entrato, il negretto (absit iniuria verbis) ha trovato il gol partita con un bellissimo tiro tutto inventato, mentre gli orobici impazzavano creando (e sprecando: a che sciagurato quel Rossini!, che dannato broccaccio quel Doni, e pretendeva di venire alla Juve!), e così anche nel prosieguo e fino alla fine. Anche l'arbitro, il signor Bertini di Arezzo, ha dato una mano alla beneamata, fermando per un fuorigioco inesistente Rossini solo come una rondine dinanzi a Toldo, ma probabilmente lo sciagurato avrebbe sprecato.
Roma Reggina (NV): 3 a 0, gol di Samuel, Totti e Montella. Come nelle partitelle del giovedì pomeriggio, a pancia piena. Anche perché la assoluta inadeguatezza della squadra ospite veniva subito gravata da un gol di Samuel segnato al primo minuto di gioco. E meno male, per i calabresi, che i giallorossi non hanno voluto infierire e che la partita è durata solo 90 minuti.
Le altre: Bologna - Parma 2 - 1 (Adriano, Cruz, Cruz), Brescia - Perugia 3 - 1 (Tare, Tare, Miccoli, Baggio ®),
Empoli - Modena 1 - 0 (Rocchi), Piacenza - Chievo 0 - 3 (Dellamorte, Bierhoff, Pellissier), Udinese - Torino 1 - 1 (Iacquinta, Lucarelli).
Per come gioca, per i risultati conseguiti, per la posizione che occupa in classifica, per il valore dell'organico e la capacità del tecnico, per le possibili prospettive, la Lazio viene assunta nell'empireo del Sito.
Il pallone d'oro è squalificato quasi quanto il nobel per la pace, ma fa titoli sui giornali. Ecco la graduatoria di quest'anno: Primo Rognaldo, che ha giocato in tutto non più di una diecina di partite ma ha sempre bagnato, come si suol dire, il pane nel tuorlo dell'uovo (171 punti), seguono: Roberto Carlos (145), Kahn (114), Zidane (78), Ballack (67), Henry (54), Raul (38), Rivaldo (29), Basturk (13), Del Piero (12), Hasan Sas (10), Ronaldinho (8), Owen e Van Nistelrooy (5), Cafù, Schneider, Valeron, Vieira (4), Figo e Lucio (3), Bouba Diop, Diouf, Rio Ferdinand, Baraja, Inzaghi, Makaay con 1 punto.
18/12 C.It.: Juventus Reggina (V): 0 a 1 gol di Maffucci al 22'. Il turno lo si passa, ci limitiamo al tabellino.
22/12 - XV. Perugia Juventus (NV): 0 a 1 per il gol di Camoranesi (91', da destra, botta folgorante sotto l'incrocio). I grifoni l'hanno giocata come se fosse l'ultima di campionato e i bianconeri potessero vincere lo scudetto. Scintille, occasioni da gol, proteste, quel Miccoli che faceva il diavolo in quattro. Alla fine ha risolto l'appena entrato Camoranesi con una prodezza di quelle belle. Meno male. Mi piace ricordare che dal 1996 in poi la Juve qui ha vinto ogni anno, tranne che nell'unico nel quale la sconfitta le è costato il campionato (14 maggio 1999, ahi, Ancelotti). Il tempo gioca per noi.
Milan Brescia (V): 0 a 0. Uno zero a zero che non fa una piega, anzi i rossoneri devono ringraziare la loro stella se non hanno perduto, avendo giocato male ed avendo Baggio sprecato due gol facili. Mi è parso eccellente quel Seric, terzino sinistro dei Mazzonians.
Parma Inter (NV): 1 a 2 per i gol di Di Biagio, Mutu, Recoba ®. Non so nulla, neanche se il rigore ci fosse. So solo che in pieno recupero il giovane Marchionni ha ignobilmente sprecato un gol fatto.
Torino Roma (NV): 1 a 0, gol di Samuel. Capello non ha chi gli segni i gol, così s'arrangia con i mediani e i difensori. Ma senza punte non si va lontano; oggi, per esempio, la vittoriuzza è venuta (oltre che come di consueto dal piede di un difensore), da Lucarelli che ha ignobilmente sprecato un calcio di rigore e da una svista dell'arbitro, del suo guardalinee (e sinceramente anche mia) che hanno annullato un gol a Ferrante per erronea posizione di fuori gioco.
Lazio Bologna (NV): 1 a 1 per i gol di Lopez e di Zaccardo. La Lazio in casa non è quella squadra imbattibile che va in trasferta. Difatti all'Olimpico ha vinto solo due volte (contro le sette fuori). Pareggio giusto, i bolognesi non regalano niente a nessuno e si difendono con le unghia e con i denti.
Le altre: Atalanta - Empoli 2 - 2 (Doni, Zenoni, Grieco, nonricordo), Chievo - Como 2 - 0 (Legrottaglie, Pellissier), Modena - Udinese 0 - 1 (Pinzi), Reggina - Piacenza 3 - 1 (forse Maresca, Savoldi, Savoldi, Di Michele ®). E adesso "tripla sosta sindacale", come diceva quel sindacalista nel felliniano "Prova d'orchestra".
3/1/03 ad Abu Dhabi: Juventus - All Stars (V): 4 a 2 per i gol di Trezeguet (51', Nedved, Davids, Nedved, Trezeguet: tutto di prima), Trezeguet (55', Zambrotta dalla destra, Trezeguet di testa), Batistuta al 65', Zambrotta (73', su passaggio smarcante di Di Vaio), Weah al 75', Palladino (43', Di Vaio, Nedved, traversa, Palladino). Un milione di euro (con vitto, alloggio e viaggi a carico del sultano) per due placide sedute di allenamento (la prossima si giocherà domenica pomeriggio contro una rappresentativa di giocatori degli EE.AA. e sarà più o meno la stessa musica) in questa lunga pausa voluta dall'avvocato Campana. Gli avversari di oggi erano tutti ex giocatori, anche quelli che ufficialmente scendono ancora in campo, figuriamoci che c'era gente come Signori, Galante, Taribone West, Batistuta, l'una volta grandissimo George Weah che ha segnato un gran gol, doveva esserci pure (ed era ovviissimo che ci fosse anche lui) Baggino ma all'ultimo memento ha dato forfait. Meraviglia, perché il gettone di presenza ammontava a ben 20 mila dollari. M'astengo dal commentare la comparsata. Dirò solo che Trezeguet ha toccato in tutto tre palloni, uno l'ha sprecato e due li ha (facilmente) buttati dentro. Mentre Marco Di Vaio che non ha segnato e anzi sotto porta ha beceramente sprecato, di palloni ne ha furiosamente giocati molti, ha favorito due realizzazioni, si è procurato un calcio di rigore che ha calciato forte e angolato e che un portiere africano saltando come una scimmia gli ha prodigiosamente neutralizzato. Gol nisba però. Quale fu maggiore gloria?
5/1 ad Abu Dhabi: Al Ain - Juventus (V): 1 a 0 per il gol di tale Omar al 7'. Davide ha battuto Golia; avrei preferito una franca vittoria dei bianconeri ma mi compiaccio della sconfitta o, per essere più preciso, della vittoria di questi poveri diavoli che dal risultato e dalla loro prestazione trarranno gloria eterna, oltretutto meritatamente. D'altronde è meglio perdere con loro che contro il Brescia di Baggio e Mazzone.
12/1 - XVI. Juventus Reggina (NV): 5 a 0 per i gol di Conte (22', avventandosi a pochi metri dal portiere su un tiro di Camoranesi rimpallato), Trezeguet (34', su mezza rovesciata, a prendere acrobaticamente un pallone respinto dal portiere a seguito di un'iniziativa Del Piero, Nedved, Del Piero), autorete di Cozza (65', il quale terrorizzato per anticipare un Del Piero che stava per calciare a botta certa un pallone servitogli da Trezeguet calcia nella sua porta), Del Piero (72', su rigore per un fallo da tergo dell'ex interista Cirillo sullo stesso Del Piero), Di Vaio (84' a conclusione di una larga triangolazione Di Vaio, Trezeguet, Di Vaio). Troppa la differenza tra le due squadre, la prestazione di coppa Italia di dicembre non fa testo. Nella partita, prima dei gol c'era stato un palo di quel Camoranesi cui in questi giorni le iene dattilografe e microfonate stanno facendo le fusa perché s'italianizzi a pro del Trap (salvo poi a distruggerlo qualora accettasse. Ma poi, perché accettare? Per il Trap? Per l'Italia? Per stare al gioco dei mass-media? Moggi, pro domo Juve, vorrebbe che lo facesse; Lippi, forse anche lui pro domo juve, vorrebbe che non lo facesse. Io fossi Camoranesi non lo farei di sicuro). Assenti Montero e Iuliano, e ancora convalescente Pessotto, terzino sinistro ha giocato Zambrotta. La scelta del Marcello ha una sua razionalità, perché Gian Luca è un eclettico generoso, e poi dopo la cura Ancelotti non è più un'ala. Sono contento anche del ritorno al gol di Trezeguet e di Di Vaio.
Bologna Milan (NV): 0 a 2 per i gol di Shevchenko e Serginho. Pacificamente avviata sul più classico degli zero a zero, prima un banale errore di Colucci bravemente sfruttato da Sheva e poi le impetuose galoppate di Serginho (la cui entrata in campo dalla tribuna d'onore il presidente Berlusconi con animo di padrone e spirito di intenditore nell'intervallo chiaramente aveva auspicato) hanno fatto volgere in favore dei rossoneri che poi l'han finita alla grande. Vittoria importante, soprattutto dal punto di vista psicologico, il Bologna finora aveva vinte tutte e sette le partite che aveva giocato al 'Dallara'. Certo che con il sontuoso organico che si ritrova Ancelotti dovrà industriarsi parecchio per non vincerlo, questo campionato. Noi, che ben lo conosciamo, continuiamo a sperare che lo vinca la Juve, non dimenticando (e come e quando mai potremmo?) quel pomeriggio dell'19 marzo del 2000 quando, fatti tracotanti da un vantaggio mostruoso, annunciammo al mondo che la nostra (e sua) Juve aveva già vinto il suo 26° scudetto.
Roma Chievo (NV): 0 a 1, gol di Cossato al 91. I giocatori del Chievo e il loro ottimo allenatore Del Neri, dopo essersi a lungo annoiati a controllare la spenta rivale, compresero che se solo avessero teso un po' il braccio avrebbero potuto portarsi a casa tutti e tre i punti. Il primo tentativo, con Marazzina, non gli bene per un'inezia, e così il secondo. Al terzo, ancora costruttore lo spigoloso e pericoloso Marazzina, vi riuscirono con Cossato. Non ebbero bisogno di cercarne altri. I giallorossi (giocatori e lo stesso tecnico) sono demotivati, ci vorrebbe un altro 'Anno Santo' per riportarli su', altro che Dacourt (che oggi ha esordito in giallorosso. Ma cosa l'hanno comprato a fare se hanno un organico di prim'ordine!). Comunque, viste la posizione in classifica dei giallorossi e il distacco dalle prime, e la deconcentrazione mentale dei giocatori e del loro allenatore, espungiamo le partite della Roma dall'empireo della rendicontazione, confinandole nell'oscuro settore delle "altre".
Brescia Lazio (NV): 0 a 0. Pareggio giusto, pochissime le occasioni da gol, migliore il controllo del territorio da parte dai giocatori di Mazzone. In settimana, a causa della pesante situazione economico-finanziaria nella quale versano la Cirio e la stessa Lazio, è uscito di scena il presidente Cragnotti. Finiti i fasti giubilari, le due compagini romane che temerarie s'erano levate a sbarrar la strada agli arroganti squadroni del nord, ritornano alle loro abituali dimensioni. Nel 2000 scudetto ai laziali, nel 2001 ai romanisti, nel primo caso con la truffa dei quattro extracomunitari anziché tre, nel secondo con l'imbroglio del giapponese Nakata fatto diventare comunitario proprio prima di Juventus Roma. Nel primo come nel secondo caso con la santa benedizione del generone, officiante il sor Gianni Petrucci, commissario ad acta scudettaria.
Inter Modena (V): 2 a 0 per i gol di Recoba e di Crespo. Solo dopo avere segnato il secondo gol (22' del primo tempo) i nerazzurri si sono placati, ma fino a quel momento m'avevano dato una impressionante dimostrazione di essere uno squadrone. Poi gli è bastato giochicchiare per avere ragione di un Modena incresciosamente povero di tecnica anche se ben messo in campo. Troppa era la differenza dei valori in campo, ed è già un mezzo miracolo se in una situazione così difficile, a San Siro, e con sul groppone due gol, la squadra più debole riesce a creare una o due occasioni da gol. Se poi nella prima di queste due occasioni da gol, la più nitida, al 10' del II tempo, l'arbitro (il sig. Gabriele) fa finta di non vedere un brutale abbattimento di Kamara da parte di Coco, in confronto al quale il presunto e tanto strombazzato fallo da rigore di Iuliano ai danni di Rognaldo era solo una pantomima da teatro giapponese, allora tanto vale non giocarle certe partite. Non è troppo giusto che fuori casa la squadra più debole, sotto di due gol, al primo vagito venga subito strangolata. Nemesi ha voluto che ai nerazzurri gli si è strappato Creppo, che ne avrà almeno per tre mesi.
Sia come sia rossoneri e nerazzurri guidano la classifica con tre punti sulla Lazio e quattro sulla Juve. Lo scudetto d'inverno è andato, confidiamo nel maggio radioso.
Le altre: Como Atalanta 1 a 1 (Bjelanovic, Foglio); Empoli Torino 1 a 1 (autorete di Cribari, Rocchi);
Piacenza Parma 1 a 1 (Mutu, Tosto); Udinese Perugia 0 a 0.
15/1: C.It. - Juventus Perugia 1 a 2 per i gol di Zalayeta (43', di piede, su calcio d'angolo), Miccoli (44') e Miccoli (53'). Squadra sfortunata in attacco, a mal partito a centrocampo e fatta a pezzi in difesa. Al 93' l'arbitro Sacconi ci ha anche negato un rigore per atterramento di Baiocco da parte di quel caprone di Milanese. Dovremmo piangere con un occhio solo, viste le prodezze di quel satanasso di Miccoli, ma non abbiatela a male, io piango con ambedue gli occhi. Soprattutto per la svista arbitrale. Mi pare che gli arbitri quest'anno guardino in una direzione sola.
20/1 - XVII. Chievo Juventus (V): 1 a 4 per i gol di Trezeguet (11^, riprende e infila in fondo al sacco una punizione dal limite calciata forte da Del Piero e respinta da Lupatelli), Del Piero (20^, su rigore calciato forte e dritto, scaturito da un atterramento di Camoranesi dopo una bellissima giocata dello stesso ai danni di Lanna), Trezeguet (78^, a conclusione di una veloce intesa Nedved - Del Piero e invito a Trezeguet a scattare al di là dei difensori), Cossato (82^), Trezeguet (86', per calcio di rigore concesso per netto atterramento di Di Vaio subentrato a Del Piero da parte di Moro. Temevamo questa partita, ma li abbiamo scavigliati, surclassati, distrutti. I giocatori bianconeri hanno risposto in pieno alle direttive del tecnico interpretando tutti una partita magistrale. Buffon ha dovuto effettuare una sola parata (super) su calcio franco di Corini (ma eravamo già sul 2 a 0) e l'unico gol dei padroni di casa (che si trovavano già tre gol sul groppone) è scaturito da un calcio d'angolo. La vittoria della Juve non fa una grinza, da qualunque parte la si guardi, i tre rigori erano così evidenti e sacrosanti che neppure Campetelli avrebbe potuto esimersi dal fischiarli. Per cui trovo insopportabilmente speciose le lagne continuate delle iene dattilografe e microfonate che, trovandosi dopo 20 minuti i bianconeri sul doppio vantaggio, invocavano con alti lai e ancora invocano con perfidi lamenti la sospensione della gara a causa di un po' di nebbia che nel primo tempo offuscava i loro occhi porcini e ne dilaniava, dato il risultato, il cuore di cani. Avrei voluto vedere se era il Chievo ad essere sul 2 a 0 e l'arbitro sospendeva la gara! Tutti bene i bianconeri, ancora eccellenti le prestazioni di Zambrotta sulla fascia sinistra, tra Montero e Nedved. Non comprendo solo perché da un po' di partite in qua Lippi preferisce schierare Conte anziché Tacchinardi.
Milan Piacenza (V): 1 a 2 per i gol di Gurenko, Pirlo ® e Rivaldo. A ritmo di valzer i rossoneri pian piano elegantemente arrivano. A volte anche immeritatamente. Ma tantè! Hanno un organico così di prim'ordine che blandamente possono vincere tutto. Ma io continuo strenuamente a confidare nel buon Carletto.
Lazio Udinese (NV): 2 a 1 per i gol di Lopez, Muzzi e Fiore. So poco di questa partita, i giudizi degli osservatori si dividono, secondo che vengano da Milano o da Roma. Così è, se vi pare. Ho però la forte sensazione che si sia trattato di una vittoria trovata per caso e difesa con un po' di fortuna.
Perugia Inter (V): 4 a 1 per i gol di Ze' Maria ®, Vryzas, Fusani, Vryzas e Vieri ®. Il provincialismo dei giornalisti italiani è inverecondo. I milanesi al soldo del giovin signore a strapparsi i capelli per due presunti errori dell'arbitro in occasione dei primi due gol dei perugini. Bubbole! L'onesto Cuper (che è argentino) non ha accampato scuse. I nerazzurri sono stati letteralmente surclassati. Ben più, assai di più di quanto non lo fossero stati quelli della Juve mercoledì scorso in Coppa Italia. Il veloce Miccoli li terrorizzava, e Vryzas, che non segnava gol dallo scorso campionato, glie ne ha segnati due. L'unico sollievo ai nerazzurri è venuto dal triplice fischio finale. Han preso il vecchio e bolso Batistuta, che Sensi glie lo ha rifilato gratis, gli pagasse però l'ingaggio per favore. Lordo un milione di euro al mese fino a giugno, poi si vedrà. A Roma toccano ferro.
E' finito il girone d'andata. Classifica: Milan 39, Lazio e Inter 36, Juventus 35, Chievo 32, Bologna 27, Parma e Udinese 26, Roma 23, Empoli e Perugia 22, Modena 20, Brescia 18, Atalanta 14, Piacenza e Reggina 13, Torino 10, Como 7.
Le altre: Atalanta Roma 2 a 1 (Totti, Doni, Tramezzani); Modena Brescia 0 a 0; Parma Empoli 2 a 0 (Gilardino e Mutu); Reggina Bologna 1 a 0 (Savoldi); Torino Como 0 a 0.
23/1: C.It. - Perugia Juventus 2 a 0 per i gol di Miccoli (84') e Ze' Maria (95' su rigore). Juve fuori, Perugia che andrà nelle semifinali ad incontrare il Milan, e magari a batterlo. Praticano un gioco di prim'ordine e Serse Cosmi se non fosse così ruspante potrebbe ambire anche a panchine d'élite. Hanno battuto due volte la Juve che il tifoso bianconero meno obbiettivo può solo consolarsi con le belle prestazioni dei 'suoi' Miccoli e di Blasi.
Muore, giacché nessuno è immortale, l'avvocato Agnelli. Me ne dolgo da juventino, da italiano e da uomo di cultura, se mi è lecito dirlo.
26/1: XVIII. Juventus Piacenza (NV): 2 a 0 per i gol di Del Piero (10', a deviare, con una volé d'esterno destro un pallone crossato alto dalla sinistra da Zambrotta; gol bellissimo, simile a quello segnato otto anni fa alla Fiorentina in quel memorabile 2 a 3 del primo scudetto dell'era Lippi) e di Nedved (43', Nedved, Del Piero, Nedved). Juve concentratissima e assoluta padrona del campo; ci voleva ben altro che il povero Piacenza, oggi. Da sottolineare le prove di Camoranesi a destra e a sinistra dell'ottimo Zambrotta (terzino di grande umiltà), Del Piero nello stesso tempo toreador e ballerino di flamenco. Con le ali si vola. Zambrotta terzino sinistro vale il grande Cabrini e la squadra con il bravissimo Camoranesi (un'anguilla dai piedi di velluto, lo ha definito l'immaginifico Altafini) e l'eburneo Thuram sulla fascia destra e il felicissimo Zambrotta e Del Piero (o se non lui, Nedved) sulla sinistra ha spunti di gioco irresistibili. Più che il Real Madrid che gioca anch'esso col doppio binario sui due lati (Salgado e Figo sulla destra e Roberto Carlos e Solari, o Mac Manaman sulla sinistra).
Udinese Milan (NV): 1 a 0 gol di Pizzarro ®. Giusto il rigore, irresistibili i friulani nel corso di tutto il primo tempo, non abbastanza i rossoneri nel corso della ripresa, quando, dovendo a tutti i costi rimontare, non ci sono riusciti neppure giocando 50 minuti in superiorità numerica. Alla fine le parate più difficili sono quelle che ha compiuto il bravo Giga. Inappuntabile il calcio di rigore. L'Udinese gioca bene e dispone di ottimi elementi, ma occhio a Claudio Pizzarro, un piccolo cileno tutto fosforo e dinamismo che virtuosamente la governa.
Inter Empoli (NV): 3 a 0 i gol tutti di Vieri. Vittoria sonante e un Vieri tonante (anche se tutte e tre le segnature sono state realizzate toccando facilmente il pallone a un palmo dalla linea di porta) solo nel finale. Ma ad una vittoria per tre a zero non possiamo guardare in bocca. Tra i nerazzurri ha esordito l'osannato, vecchio Batistuta.
Lazio Reggina (NV): 0 a 1 gol di Bonazzoli (venuto in settimana, da Parma, a rinforzar la squadra). Clamoroso all'Olimpico. E il punteggio poteva essere più netto. Da quando han preso gli arretrati i giocatori biancocelesti non sono più loro. Li riconduco nel limbo dei 'senza speranza'.
Le altre: Como Roma 2 a 0 (Music, Carbone); Modena Atalanta 0 a 2 (Dabò e Pinardi); Perugia Chievo (Di Loreto); Bologna Torino 2 a 2 (Vergassola, Signori ®, Franco, Della Rocca); Brescia Parma (1 a 1 Bonera, Baggio).
Mercato di riparazione: di Dacourt (Roma) e di Batistuta (Inter) abbiamo scritto. Altri movimenti (tutti rigorosamente in prestito, oggi i presidenti per liberarsi di onerosissimi ingaggi i giocatori preferiscono regalarli): Amoruso dal Parma al Como, Marchionni dal Parma al Piacenza, Cardone dal Piacenza al Parma, Guardiola dalla Roma al Brescia, Bonazzoli dal Parma alla Reggina, Vugrinec dal Lecce all'Atalanta, Marazzina dal Chievo alla Roma. Per quanto riguarda la Juventus ha ceduto (purtroppo solo in prestito) Baiocco al Piacenza, Moretti al Modena e Olivera al Cosenza, e il difensore Cassani alla Sampdoria. Non era indispensabile, ma mi sarebbe piaciuto se fosse venuto Jupp Stam, non parliamo poi di Mutu.
2/2 : XIX. Atalanta Juventus (NV): 1 a 1 per i gol di Pinardi e di Di Vaio (50', a deviare di testa un calcio d'angolo battuto sulla destra da Camoranesi). Quando le cose non vanno bene si finisce sempre per cercare le cause degli insuccessi. La causa dell'insuccesso di oggi può darsi nel fatto che Lippi troppo spavaldamente ha schierato una squadra con tre punte (Del Piero, Trezeguet e Di Vaio) contro una provinciale che ha la sua sola forza nel centrocampo. Così che ulteriormente impoveriti dalla presenza di Conte e dall'assenza di Tacchinardi (ma perché, Lippi?) non siamo riusciti ad imporci. Nel secondo tempo le cose sono andate un po' meno peggio, ma i giocatori hanno sprecato più del giusto. Spiace, perché le milanesi di riffe e di raffe vincono sempre. E perché a cinque minuti dalla fine Del Piero si è stirato e mancherà un paio di mesi. Stop, punto, fermo. Accapo. Riprendo a scrivere dopo aver visto la partita in differita. E' stata una partita bellissima che la Juve non ha vinto solo perché si è trovata di fronte una squadra assai forte che non so quante delle pretendenti allo scudetto avrebbero potuto oggi sottomettere. Il primo tempo è stato combattutissimo (ottimo Davids fra i nostri, e Dabò tra i nerazzurri, il suo giovane omologo). Nel secondo tempo con Tudor al posto del vecchio Conte i bianconeri hanno assunto il pieno controllo del campo mai rinunciando a cercare il gol. Tutti bene i giocatori, senza riserve, compreso il neo-azzurro Camoranesi e tranne il solo Trezeguet, come succede quando si rientra da un lungo infortunio. Zambrotta nel suo nuovo ruolo ha entusiasmato. Tra gli orobici mi è piaciuto il libero Natali.
Milan Modena (NV): 2 a 1 gol di Pirlo ®, Inzaghi e Scoponi. I rossoneri, benevolmente sorvegliati dall'alto, hanno dovuto attendere il solito calcio di rigore per potere aprire e passare. Non mi riferisco al calcio di rigore, che c'era, quanto ad un fuorigioco visibilmente inesistente che ha fermato Vignaroli quand'era solo dinanzi a Giga e ad un vistoso fallo da rigore di Seedorf su non ricordo che. Questi due eventi si sono verificati sullo zero a zero, giacché il rigore è venuto quando mancavano solo 15 minuti alla fine e si prefigurava un risultato ad occhiali, come si diceva una volta.
Torino Inter (V): 2 a 0 gol di Vieri e di Okan. Dopo un primo tempo giocato alla peggio nel quale il Toro aveva colpito una traversa (Comotto) e impegnato un paio di volte Toldo, all'inizio del secondo tempo Bucci con un intervento da fantascemenza assoluta regala ai nerazzurri il gol dell'uno a zero. Questo infortunio ha subito spezzato il morale ai granata che incassato il secondo gol hanno ringraziato i nerazzurri per non avere voluto infierire. Anche Cuper (ma Cuper lo ha fatto di controvoglia, ne sono sicuro) ha schierato tre punte (Vieri, Batistuta e Recoba), solo che ha avuto fortuna. A lui Bucci ha (involontariamente) regalato il gol del vantaggio, a noi Taibi ce lo negava.
Le altre: Chievo Lazio 1 a 1 (Corini ®, Simeone); Empoli Como 0 a 0; Parma Udinese 3 a 2 (Adriano, Barone, Pizzarro, Nakata, Jankulovski); Piacenza Brescia 1 a 4 (Appiah, Hubner, Baggio, Toni, Tare); Roma Bologna 3 a 1 (Montella, Signori, Delvecchio, Cassano); Reggina Perugia 3 a 1 (De Michele, Rezaei, Cozza, Bonazzoli).
Il consesso dei presidenti delle 38 squadre di A e di B ha presentato e difende a spada tratta un progetto di riforma dei campionati professionistici che definire cervellotico è poco. Niente più serie B, ma una mega serie A di 40 o 42 squadre divise in due gironi di 20 nella prima ipotesi o in 7 di 6 nella seconda. Quindi niente più promozioni e retrocessioni e, per l'assegnazione del titolo, estenuanti play off scudetto. Todos caballeros, amigos. E il deficit salirà alle stelle, come nei conti dello stato. Il calcio come specchio della nazione. Ne sono contrario anche perché nei play off prevale sempre la squadra più fresca, raramente la più forte. Sono tuttavia d'accordo con Galliani quando dice che quattro retrocessioni sono un'aberrazione.
8/2 : XX. Juventus Empoli (V): 1 a 0 per il gol di Trezeguet (al 6° minuto, su rigore concesso dall'arbitro Gabriele per una intercettazione di braccio da parte di Cribari di un cross di Pessotto). Molte volte mi sono lamentato, specie di fronte a mancate vittorie, delle tignose provinciali che ci affrontano badando solo a non prenderle. Ebbene, sia detto a lode della squadra di Baldini, l'Empoli oggi a Torino è venuto a giocarsela a viso aperto, e la Juve, almeno in teoria, avrebbe avuto campo aperto per condurre, e cercare di imporre, il suo gioco. Invece non ci è riuscita o non ci è riuscita del tutto. Probabilmente per l'assenza di Del Piero, fondamentale nella scorrevolezza delle trame d'attacco. E poi, questa è una conseguenza dello smarrimento che l'assenza del nostro fantasista suscita nel complesso, perché si sono intestarditi a giocare, peraltro senza Camoranesi squalificato, con palloni alti. Nel secondo tempo, tornato il pallone per terra e entrato in campo Davids, il gioco ha preso a svilupparsi con geometrie meno casuali e ci sono stati almeno trenta minuti di azioni d'attacco belle da vedere, pur se senza segnature. Mi sono piaciuti più degli altri Montero in difesa, Tudor a centrocampo e Di Vaio davanti, il quale s'è dannata l'anima correndo su tutto il fronte dell'attacco.
Perugia Milan (NV): 1 a 0 gol di Miccoli. Non è facile per nessuno vincere, o meglio: non perdere, a Perugia. Figuriamoci per la portaerei di Ancelotti che quando incontra i pirati perde sempre. Bella vittoria della bella squadra di Serse Cosmi, gran bel gol quello di Fabrizio Miccoli: una bordata calciata con tutti i sentimenti a mirare l'angolo alto più lontano, che il bravo Giga nemmeno si è mosso. Miccoli qualche ora prima era stato convocato da Trapattoni per l'amichevole con il Portogallo.
Inter Reggina (NV): 3 a 0 gol di Vieri, di Kallon e di Kallon ®. La Reggina, squadra nettamente in ripresa in da quando è passata da Mutti a De Canio, ha avuto due micidiali palle gol nei primi quattro minuti (con Bonazzoli e con Cozza e entrambe le volte Toldo si è salvato con molta bravura). Poi, poco dopo, quando Vierone ha trovato un altro gol dei suoi per i ragazzi di De Canio s'è fatto subito sera. Il tre a zero finale alla fine risulta legittimo perché i gol, e in questo tutti dovrebbero andare a scuola dagli attaccanti dell'Inter, bisogna segnarli e non soltanto costruirli.
Le altre: Brescia Chievo 0 a 0; Bologna Atalanta 2 a 3 (Pinardi, Pinardi, Signori ®, Signori ®, Rossini); Como Parma 2 a 2 (Mutu ®, Caccia, Amoruso, Mutu ®); Lazio Torino 1 a 1 (Simeone, Ferrante); Modena Roma 1 a 1 (Kamara, Dellas); Udinese Piacenza (Jankulovski, Hubner, Muzzi).
Dai soliti sfornatori di statistiche - non so chi esattamente - ci perviene la notizia che dal campionato 1994/95 (cioè dal campionato nel quale entrò in vigore la regola dei tre punti; da quando venne Lippi, per quel che ci riguarda) ad ora la Juventus è la sola squadra in Italia ad avere una media inglese positiva (+4). Dietro di lei, con meno 56 e meno 85 vengono rispettivamente la Lazio degli imbrogli e l'Inter.
16/2 : XXI. Parma Juventus (V): 1 a 2 per i gol di Di Vaio (13', di testa, saltando tra cinque avversari, su calcio d'angolo di Nedved), di Tacchinardi (29', identico in tutto e per tutto al precedente), di Mutu (91', su punizione dal limite). Avrebbero potuto servirci il tè con i pasticcini lì alla sala corse dove assistevamo alla partita. Juve serena, sicura, concentrata, che non ha perso per un attimo il controllo del campo e degli avversari. I giocatori si trovano ad occhi chiusi e ognuno che abbia il pallone tra i piedi o che si accinga a colpirlo di testa ha sempre accanto uno o due compagni per passarglielo o per essere aiutato in caso di difficoltà. Ogni zolla del terreno di gioco è presidiata e il pallone viaggia che è un piacere. Questo per quanto riguarda la difesa e il centrocampo (hai detto niente!); in attacco l'assenza di Del Piero non rende la manovra altrettanto fluida. Di migliori e peggiori non mi pare il caso di parlare, mister Fergusson in tribuna ne converrà.
Milan Lazio (V): 2 a 2 per i gol di Stankovic, di Lopez ®, di Inzaghi e di Rivaldo. Primo tempo splendidissimo, incantevole, dei laziali che vanno al riposo con il vantaggio meritatissimo di due gol. Nella ripresa Milan veemente, furente, furibondo (ottimi Nesta e Pirlo) che riesce ad agguantare il pareggio. Risultato giusto.
Chievo Inter (V1°T): 2 a 1 per i gol di Corini ®, Corini ® e Vieri. Veemente partenza dei nerazzurri con il patetico ex giocatore Batistuta che intorno al 10° minuto spreca un gol più facile da realizzare che da sbagliare. Ma dopo l'"uno-due" dal dischetto (22° e 36°, i rigori erano sacrosanti ma sono sicuro che all'arbitro Racalbuto non verrà risparmiato il solito mare di critiche come se all'Inter due rigori possansi dare solo a favore e mai contro) la squadra di Cuper contro il veloce Chievo si liquefà. Così fino al 25° della ripresa quando gli interisti col solito gol del solito Vieri (che i gol nelle sue otto o nove carriere li ha segnati in tutti i modi ma che in questi ultimi mesi li realizza solo spingendo in rete il pallone a 30 centimetri dalla linea di porta) accorciano le distante. Confuso e poco lucido serrate fino alla fine, senza che Lupatelli debba compiere interventi significativi, esclusa forse una botta su calcio franco di Vieri a 3 minuti dalla fine, violenta ma centrale. Questa è la quarta sconfitta dell'Inter in campionato, anche il Milan ne ha subito quattro. La Juve solo due (Brescia e Lazio). Stasera Juve e Inter prime a 45 punti, Milan a 43. Dopo la sconfitta con la Lazio della 14^ giornata l'Inter ci precedeva di 7 punti e il Milan di 6. La Juve si appresta ha rivestire il consueto ruolo di 'Signora Omicidi' nel momento topico del campionato.
Le altre: Atalanta Udinese 0 a 0; Empoli Perugia 1 a 1 (Vryzas, Carparelli); Piacenza Bologna 3 a 1 (Hubner ®, Maresca, De Cesare, Bellucci); Reggina Como 4 a 1 (Caccia, Cozza, Cozza, Diana, Mozart); Roma Brescia 0 a 0; Torino Modena 1 a 1 (Milanetto, Vergassola).
19/2 - 3^ partita della seconda fase di Ch. League: Manchester Utd. Juventus (V): 2 a 1 per i gol di Brown (al 3', di testa su calcio d'angolo), Van Nistelrooy (all'85', in contropiede), Nedved (al 91', con un tiro angolato da fuori da sinistra). Alla Juve mancavano Birindelli, Iuliano, Conte, Salas, Buffon, Thuram, Zambrotta, Tudor, Di Vaio, e Del Piero, ma non ricordo di aver mai visto nella mia quarantennale carriera una Juve così viva e bella, e teniamo conto che giocavano all'Old Trafford. Lippi ha schierato Chimenti, Zenoni, Ferrara, Montero e Pessotto, Tacchinardi, Davids, Camoranesi, Nedved, Zalayeta (un leone, un mostro) e Trezeguet (sceso in campo febbricitante, dopo un'ora è stato avvicendato da Olivera) portando in panchina Bonnefoi, Fresi, Gastaldello. La sconfitta non scalfisce la grandezza della prestazione; i giocatori si sono battuti con una applicazione esemplare costringendo il grande Manchester (premiato da un gol realizzato dopo soli due minuti di gioco) a difendersi. Per fortuna ci giova la sconfitta del Deportivo La Coruna sul campo del Basilea così che la Juve anche se sconfitta rimane al secondo posto. Zalayeta ha il fisico di un gladiatore e i piedi di una ballerina di danza classica. Delle italiane la Roma ormai è fuori (sconfitta in casa col Valencia), l'Inter ne ha presi tre (a zero) a Barcellona, solo il Milan ha vinto (per uno a zero contro il modesto Lokomotiv di Mosca).
22/2 : XXII. Como Juventus (NV): 1 a 3 per l'autorete di Juarez (10', malamente intercettando un tiro cross di Nedved), di Di Vaio (22', finalizzando una trama sinistra centro Zalayeta Nedved), Camoranesi (43', di testa su traversone lungo di Nedved, o forse di Pessotto, smanacciato dal portiere Brunner), di Pecchia (79', su mischia). Panterone Zalayeta al 6' ha sbagliato un calcio di rigore concesso per atterramento di Di Vaio da parte di Juarez. Molti ancora gli assenti, ma la differenza delle carature era lo stesso incolmabile, checché posso pensarne e dire quel miserabile di Preziosi.
Torino Milan (V): 0 a 3 per i gol Inzaghi, Seedorf e Seedorf. Anche qui la differenza dei valori tecnici era tale che non c'è stata partita. Se l'arbitro intorno al quarto d'ora della ripresa non avesse sospeso la gara per lancio di seggiolini sul campo (e conseguente uso di lacrimogeni) glie ne avrebbero fatti sei, come all'andata. Ai rossoneri verrà dato il 2 a 0 a tavolino.
Inter Piacenza (NV): 3 a 1 per i gol di Batistuta, Vieri, Vieri e Hubner. L'Inter delle tre squadre che si contendono il titolo è quella che gioca peggio. Però di riffe o di raffe quasi sempre vince. Oggi per 50 minuti avevano fatto tirato in porta una sola volta. Poi di culo un tiraccio alla cieca di non ricordo chi tocca casualmente Batistuta ed entra in porta spiazzando Orlandoni. Nei due minuti che seguono Vieri realizza la sua doppietta. Tre gol nel giro di 2 minuti e 21 secondi. E fine della partita. Un ariete come Vieri apre tutte le porte.
Le altre: Bologna Empoli 2 a 0 (Bellucci, Vanoli); Brescia Reggina 2 a 1 (Baggio ®, Di Michele, Petruzzi); Lazio Atalanta 0 a 0; Modena Chievo 1 a 0 (Sculli); Perugia Parma 1 a 2 (Adriano, Grosso, Ferrari); Udinese Roma (Sensini, Montella, Iacquinta).
Il Toro dopo l'ennesima sconfitta e le violenze di ieri ha dato il benservito a Ulivieri affidando la prima squadra a Zaccarelli e all'allenatore della primavera Ferri.
25/2 - 4^ partita della seconda fase di Ch.League: Juventus Manchester Utd. (V): 0 a 3 per i gol di Giggs (al 15', su errore di Zambrotta), Giggs (al 41', su errore di Conte - ma perché cazzo lo fa ancora giocare Lippi?!) e di Van Nistelrooy (al 63', su errore di Tudor). La difesa non ha tenuto, a 4 affondi degli inglesi sono corrisposti 3 gol e un palo. Troppo nervosismo, lo si era capito da un particolare quasi insignificante capitato prima dell'inizio della partita quando i giocatori facevano i consueti esercizi di riscaldamento. Successe che ad un tratto anziché palleggiare alla buona Ciro all'improvviso sparò in porta una gran botta che Gigi dovette buttarsi giù di brutto per intercettare il pallone. Non era una cosa consueta ma non era nemmeno la fine del mondo, eppure Gigi si mise ad inveire alla brutta, troppo alla brutta, contro il compagno che di tutti probabilmente è il più amabile. Cioè, voglio dire, avevano i nervi a fior di pelle. Questo può spiegare perché nessuno ci capiva nulla, nessuno era in grado di respingere un pallone, nessuno sapeva cosa fare. Lippi ha fatto male a caricarli oltremodo di responsabilità facendoli giocare appena sfebbrati. Così che mostri sacri come Ferrara e Buffon, come Thuram e Montero sembravano delle adolescenti al ballo delle debuttanti. Troppo brutti per essere veri, magari con le riserve avremmo vinto. Spiace soprattutto perché il Deportivo vittorioso sul Basilea per un gol di Tristan ci ha raggiunti e anche lo stesso il Basilea ci insidia la qualificazione ai quarti (Manchester 9 punti, Juve e Depo 4 punti, Basilea 3 punti). Incontreremo gli spagnoli a Torino e nell'ultima gli svizzeri in casa loro. Possiamo farcela.
Delle italiane il Milan è andato a vincere a Mosca per un gol su rigore di Rivaldo (fallo sul cascatore Inzaghi), la Roma ha vinto a Valencia per 3 a 0 e l'Inter col Barcellona ha fatto 0 a 0 perché quel disgraziato di Sergi si è mangiato tre gol facili.
1/3: XXIII. Juventus Inter (V): 3 a 0 per l'autorete di Guly al 4' (dato che Toldo alla maniera del peggior Van der Sar respingeva contro di lui un pallone che Nedved aveva tagliato basso dalla sinistra), di Nedved al 34' (rasoiata bassa dal limite dell'area su pallone appoggiatogli da Thuram) e di Camoranesi all'83' (di sinistro sotto la traversa un pallone basso dalla sinistra di Nedved). Solo un suicida o un allenatore debole e mal consigliato (o sottoposto a tremende pressioni) poteva pensare di andare a sfidare la Juve, e per giunta a casa sua, con tre punte e anziché il torvo Di Biagio un Emre che è un elegante frilletto offensivo che non copre e recupera blandamente. Così che non c'è stata partita, giacché Lippi con i suoi accorgimenti tattici ha tolto all'avversaria le residue, poche in vero, possibilità che potevano restarle. Xavier Zanetti formidabile pistone di fascia è stato stritolato dalla tenaglia Zambrotta Di Vaio (con Nedved tremendo soprappiù) mentre dall'altro lato non si vede cosa potesse fare Ivan Ramiro Cordova detto Caffè Colombia contro la coppia Thuram Camoranesi. Lippi fa giocare la Juve come io guardando alla televisione il Real Madrid (Salgado-Figo sulla destra e Roberto Carlos-Solari o Roberto Carlos-MacManhaman sulla sinistra) sognavo che la facesse giocare. Con le ali si vola. E difatti abbiamo volato facendo il vuoto pneumatico al centro dove non potendo contare su Emre il povero Cristiano Zanetti doveva vedersela contemporaneamente con Davids e Tacchinardi, vedi un po'. Mentre laggiù, più male accompagnato che solo (difatti il pensionato in servizio permanente effettivo come pubblicitario Batistuta gli dà solo impaccio) Vieri presto tirava i remi in barca e si rassegnava a guardare la partita. Risultato, Buffon inoperoso per tutti i 95 minuti e diecine di azioni d'attacco della Juve che si spegnevano quasi sempre per un'inezia (un rimpallo, l'anticipo disperato di un difensore, il passaggio un po' troppo lungo o un po' troppo corto, l'errore di mira, il compagno libero non visto). Il risultato non fa una grinza e tutti i bianconeri hanno giocato come sanno. L'arbitraggio del giovane Gian Luca Paparesta è stato perfetto e non vediamo dove il signor Moratti e i suoi prezzolati abbaiatori alla luna potranno attaccarsi. Ector Cuper di tutti è il meno colpevole (tranne che per il fatto che per coerenza potrebbe dimettersi rinunciando alla pingue parcella): come si può allenare una squadra nella quale il presidente ti nega Solari per darti un ex giocatore come Batistuta che oltretutto ti presenta come se fosse Pelè? Come si può allenare una squadra nella quale il presidente un giorno sì e l'altro pure va dicendo ai giornali e alle televisione che nessuno al mondo è meglio del Chino Recoba? Povero Chino! Non si è reso mai pericoloso. Marcato a zona, dove andava andava gli toglievano sempre il pallone come si toglie il biberon ad un lattante. Omar Sivori a Controcampo (Dio, quanto s'è fatto vecchio l'ex grande Cabezon!) ci ha ricordato che negli ultimi trent'anni l'Inter non ha giocato una finale di Coppa dei Campioni e ha vinto solo due scudetti, come il Napoli, la Roma e la Lazio. Negli ultimi trent'anni invece il Milan ne ha vinti sette e la Juventus dodici.
Milan Atalanta (NV): 3 a 3 per i gol di Maldini (nella sua porta), Rossini, Rossini, Inzaghi, Tomasson e Inzaghi. Lo stesso identico Milan che avevamo visto (e sperato che perdesse) contro la Lazio a San Siro. Inesistente per tutto il primo tempo e sotto di tre gol (a zero). Furente e feroce nella ripresa e alla fine pareggio. Maledetto quel Pippo Inzaghi che segna con una regolarità impressionante. Fortuna che, come io stesso avevo potuto facilmente prevedere già l'anno scorso, la sua presenza al centro dell'area (piccola) avversaria ha tragicamente troncato le ali al prode Shevchenko, anima pura. Che s'è perso e ha smesso di segnare.
Dopo le partite di oggi, che la Juve la sua avrebbe dovuto vincerla e l'ha vinta, l'Inter avrebbe voluto vincerla e l'ha persa e il Milan che avrebbe dovuto e voluto vincerla e l'ha pareggiata, i bianconeri sono primi in classifica con tre punti di vantaggio sui nerazzurri e quattro sui rossoneri.
Le altre: Brescia Bologna 0 a 0; Chievo Torino 3 a 2 (Sommese, Pellissier, Donati, Cossato, D'Anna); Parma Modena 1 a 1 (Adriano, Scoponi); Perugia Lazio 2 a 2 (Ze' Maria ®, Corradi, Grosso, Negro); Piacenza Como 0 a 1 (Amoruso); Reggina Udinese 3 a 2 (Bonazzoli, Pizzarro ®, Di Michele, Iacquinta, Cozza ®); Roma Empoli 3 a 1 (Di Natale, Totti, Montella, Montella).
Il canto alato di Darwin Pastorin (da La Stampa del 7/3):
Che giorni, che emozioni! Una Juventus da fine del mondo, perfetta, orgogliosa, cinica. La partita contro l'Inter è stata di una perfezione assoluta, un capolavoro di stile e forza agonistica. I nerazzurri sono stati umiliati sotto ogni aspetto: pressing, tattica, tecnica, singoli e collettivo. Marcello Lippi non ha sbagliato un mossa, un dettaglio. E Nedved si è confermato di un altro pianeta, il Calciatore Moderno per antonomasia. Non lo ha bloccato nemmeno un doloroso mal di schiena: è rimasto in campo stoicamente, dettando i tempi della cavalcata trionfale; degni di un Platini il suo gol e i suoi assist. Il Pallone d'Oro morale è suo, in attesa di quello vero. Un giocatore così ci riconcilia con un football spesso frequentato da professionisti per sentito dire: in Nedved rinasce la passione, il senso di un mestiere che è sacrificio e divertimento. Da anni seguiamo le traiettorie variegate e imprevedibili del pallone: e il fuoriclasse ceco rientra nella ristretta e nobile schiera degli assi senza tempo e senza età, degli assi che escono dall'evento per entrare nella storia, nella letteratura, nel mito. Vederlo all'opera è un conforto, un piacere. Così come continua a stupire, per bravura e continuità, Camoranesi. Lippi resterà in bianconero, ed è questo l'acquisto migliore. Perché allenatori così fanno per davvero un collettivo, uno spogliatoio, rappresentano guide calcistiche e spirituali, sanno di muscoli e di cuori, parlano con i fatti e non con la vanità delle parole per obbligo e per forza. Lui "è" la Juve. Stessa voglia di vincere, stesso stile, uno stile che non cede al manierismo di comodo, che non conosce fronzoli o inutili cornici. Su tutto, una passione che è spia di un atteggiamento culturale e filosofico. Già, che giorni. Ma avete visto i nostri ragazzi al Viareggio? Una multinazionale di bellezza, che ha trionfato con sicurezza e semplicità. Giovani di valore, consapevoli del loro destino. Poi, altri coriandoli d'allegria: il "Canto libero" per i bambini del Gaslini, la voglia di dare spettacolo a Udine. Grazie Juve, grazie per sempre.
9/3: XXIV. Udinese Juventus (V): 0 a 1 per il bellissimo gol di Trezeguet all'84' (il merito del quale va equamente diviso con Zambrotta che con grandissima forza fisica spezzò una trama dei friulani, s'involò sulla sinistra e da lì mise al centro il pallone che colpendolo al volo Trezeguet spedì il fondo alla rete). Gli storici inglesi, specie quelli del secolo XIX, avevano il vezzo d'innalzare le qualità strategiche di Napoleone per poi (regolarmente) concludere dicendo "ma noi l'abbiamo battuto". Non per volerli imitare ma così io oggi devo fare. Devo scrivere che l'Udinese è una bellissima squadra composta di buoni giocatori (qualcuno ottimo, ma mancavano e non so il perché Pizarro e Jorgensen) che gioca benissimo, tant'è che ha battuto sia il Milan che l'Inter (l'Inter a Milano) e che sul suo campo è imbattuta. Ne è venuta fuori una partita bellissima che le due squadre hanno giocato cercando di superarsi, che la Juve ha vinto perché la rivale non si è chiusa a riccio come fan tutte, e perché è la Juve, nel senso, voglio dire, che la Juve è una grandissima squadra, anche se le mancavano (udite udite) Del Piero e il taumaturgico Nedved, Ferrara e (per un'ora di gioco) Trezeguet, Tudor e (anche lui per un'ora) Montero. I migliori sono stati Camoranesi e Zambrotta, il primo sulla destra e il secondo sulla sinistra, e Tacchinardi quale roccioso pivot centrale. Ma ciò che restava faceva paura ai vivi. E' stata una vittoria provvidenziale, dopo l'inopinata vittoria degli interisti a Bologna, sabato pomeriggio.
Bologna Inter (NV): 1 a 2 per i gol di Recoba, di Cruz e a cinque minuti dalla fine di Recoba. Che l'Inter spesso vinca senza convincere è cosa nota, ma ieri a Bologna ha superato se stessa in questa difficile arte. I bolognesi a menar gioco per settanta minuti e loro con due tiri in porta han fatto due gol. Compimenti davvero.
Milan Chievo (V): 0 a 0. I rossoneri han cercato di far gol attaccando per tutti i novanta minuti. Non ci sono riusciti per la insipienza tattica di Ancelotti, che a me pare essere una sorta di Chance Giardiniere della panchina se non la migliore assicurazione (per noi tifosi avversi al Milan) a che i rossoneri non arrivino primi al traguardo (così come con lui non ci giungemmo mai noi bianconeri). Ma possibile che sconosca del tutto il gioco sulle ali? Ma possibile che nessuno (se non qualche rara volta Seedorf) cerchi la conclusione con tiri da fuori dell'area? Ma possibile che nessuno (se non - di nuovo - qualche volta Seedorf) s'azzardi mai ad entrare in area arrivando da dietro? Ma possibile che non veda che Inzaghi e Shevchenko non possono coesistere? Così sempre avanti a ruminare gioco, con l'elegantemente snervato Rui Costa ad avanzare palla al piede, con il torvo Pirlo a lanciare lungo dalla trequarti a beneficio dei difensori avversari. Fortuna per loro che Del Neri s'è (stranamente) convinto ad insistere sul vecchio statico Bierhoff anziché sul giovane e intraprendente Pellissier che nel finale per poco con una delle sue veloci sortite non gli affondava la corazzata. I rossoneri il gol l'hanno effettivamente sfiorato in una sola (doppia) occasione, al 91/mo minuto quando non ricordo chi ha il preso il palo e ribattendo l'anno sfiorato. Per gli effetti di questo pareggio i rossoneri scivolano a 6 punti dalla vetta. Nulla di irrimediabile se non ne scaldasse la panchina il pacioso Carletto. La difesa va bene, ma metta dentro Serginho (spostando Seedorf sulla destra), levi Rui Costa, levi Shevchenko (lo vendano prima che si deprezza del tutto, o vendano Inzaghi), metta dentro Tomasson (e non lo statico Rivaldo) a far da esca in area ai difensori avversari. Acquisteranno snellezza e magari convinzione (e Galliani che fa, non sa gridare?).
Le altre: Atalanta Parma 0 a 0; Como Brescia 1 a 1 (Pecchia, Toni); Empoli Piacenza 3 a 1 (Grella, Tavano, Borriello, Hubner); Modena Perugia 1 a 1 (Colucci, Vrizas); Roma Lazio 1 a 1 (Stankovic, Cassano); Torino Reggina 1 a 0 (Ferrante ®).
12/3 - 5^ partita della seconda fase di Ch.League: Juventus Deportivo La Coruna (V): 3 a 2 per i gol di Ferrara all'13' (di testa su calcio d'angolo di Camoranesi), Tristan al 34', Makaay al 51', Trezeguet al 63' (prendendo e controllando un tiro di Davids deviato da un difensore) e di Tudor al 93' (una tremenda botta al volo ad occhi chiusi dal limite dell'area). Risolve Igor Tudor quando l'arbitro stava insufflando l'aria nel fischietto per fischiarvi le fatidiche tre volte e sancire un due a due che sarebbe stato (considerato anche il palo di Trezeguet di una decina di minuti prima) il risultato più giusto. Il Depo ben serrato in difesa, con cinque uomini a centrocampo e due punte che ogni volta che si toccano segnano, non lo stiamo scoprendo ora (furono loro che l'anno scorso ci buttarono fuori dalla competizione) e si sa che sono un cliente difficile per qualsiasi squadra che li incontri. Fanno del controllo del territorio e del pallone un mestiere meticoloso ed è sempre difficilissimo sorprenderli. Alla fine del primo tempo la percentuale di controllo del pallone era del 63% per loro. Fortuna che nella ripresa i bianconeri si sono svegliati, sia perché Lippi al solito azzeccava le sostituzioni (Zalayeta e Pessotto rispettivamente per Di Vaio e Camoranesi e nel finale Tudor per Tacchinardi) e sia perché dovevano pure uscire da quella sorte di torpore se non volevano rassegnarsi a rivincere (solo) l'ennesimo scudetto (uffa!). Bene ci è andata e così la qualificazione è pressoché certa (Manchester Utd. 13 punti, già qualificato, quindi Juventus a 7 punti e Deportivo e Basilea 4. Per non qualificarsi la Juve dovrebbe perdere martedì prossimo col Basilea (che oggi è andata bravamente a pareggiare a Manchester per 1 a 1) con 5 gol di scarto. Più facile che Carletto Ancelotti vinca uno scudetto o Cuper una finale. Il bello verrà dopo, nei quarti di finale dove si procederà ad eliminazione diretta. L'identità delle squadre superstiti fa paura: Barcellona, Inter (o Newcastle), Arsenal, Ajax (o Valencia), Milan, Real Madrid e Manchester.
Le italiane: Inter Newcastle 2 a 2 (con Vieri che si beccherà una esemplare squalifica per avere dato della scimmia a Lua Lua), Real Madrid Milan 3 a 1 (Raul, Raul, Rivaldo, Guti).
15/3: XXV. Juventus Modena (V): 3 a 0 per i gol di Nedved al 53' (su una palla allungatagli di testa da Zalayeta, Nedved entra in area incuneandosi di forza tra due avversari, mette a sedere Ballotta e porta in rete il pallone), di Nedved al 82' (ricevuto al di qua dalla linea di centrocampo il pallone da Trezeguet si invola velocemente per tutta la metà campo avversaria e resistendo al durevole tentativo di fallo prima d'entrare in area fulmina di sinistro in rete), di Trezeguet al 84' (su intelligente passaggio dal limite dell'area di Davids, Trezeguet scatta sul filo del fuorigioco e si presenta solo davanti a Ballotta ma se ne fa parare il tiro che il portiere tuttavia non riesce a trattenere, così Trezeguet riprende, lo supera e depone in rete. Gol stentato, tant'è che David nemmeno esulta). Gran bella squadra il Modena, ma sono i campioni che fanno la differenza. Ma la Juve non è solo Nedved, così come non è solo Del Piero, o Buffon, o Thuram: è forza, è carattere, è convinzione, è coerenza. E' un complesso forte e tetragono storicamente piantato sul territorio, condotto in campo da un fortunato e abile stratega e fuori campo da un Autocrate che ha tutte le virtù e i difetti del Principe di Machiavelli.
Reggina Milan (NV): 0 a 0. Desolante zero a zero, la rassegnazione s'affaccia sul faccione (scusate il gioco di parole) di Ancelotti. Il distacco (dalla Juve) sale a otto punti e noi sappiamo di un Ancelotti che 8 punti se li fa mangiare, non che li mangia agli altri. Nel girone di ritorno la Juve ha preso 22 punti su 24, i rossoneri solo 12 (la reggina 13, perché avrebbe dovuto vincere il Milan?).
Inter Como (NV): 4 a 0 per i gol di Batistuta, Di Biagio, Vieri, Vieri. L'onesto Cuper a fine partita ha detto "Nel primo tempo abbiamo giocato male, nel secondo siamo migliorati" che tradotto dall'argentino all'italiano suona così: "Nel primo tempo abbiamo fatto pena, segnando non so come due gol. Nel secondo quasi. Loro giocavano e noi continuavamo a segnare". Son fatti così, giocano come i cani ma (con le piccole) non c'è volta che non vincano. Juve 57, Inter 54, Milan 49. Io ad Ancelotti gli otto punti di vantaggio glieli ho visti perdere, mai recuperare. Sabato prossimo si giocherà Milan Juve.
Le altre: Bologna Udinese 1 a 0 (Signori); Brescia Torino 1 a 0 (Guardiola ®), Chievo Parma 0 a 4 (Mutu, Nakata, Lamouchi, Gilardino); Lazio Empoli 4 a 1 (Buscé, Lopez, Corradi, Simeone, Castroman); Perugia Roma 0 a 1 (Miccoli); Piacenza Atalanta 2 a 0 (Hubner, De Cesare). E' stato dichiarato che la A.S. Roma ha è morosa per 125 miliardi di lire: 60 verso la Stato (imposte erariali); 40 sui giocatori e 25 verso terzi. E sul groppone stipendi insostenibili, come quelli per Montella, per Totti e, soprattutto, per l'odioso e odiato Capello che gli costa 16 miliardi l'anno fino al 2005. Vi abbiamo presentato "la resistibile ascesa di Arturo Ui".
18/3 - 6^ ed ultima partita della seconda fase di Ch.League (V): Basilea Juventus 2 a 1 per i gol di Tacchinardi al 10' (con una tremenda botta dal limite dell'area), Cantaluppi al 38' e Gimenez al 92'. Chi di gol a tempo scaduto campa di gol a tempo scaduto muore, fortuna che questo a differenza di quello di Tudor ai galiziani la settimana scorsa era ininfluente ai fini della qualificazione ai quarti di finale. Solo che è una vergogna che da 21 turni, fatta eccezione per le due trasferte a Kiev - la prima col primo Lippi e la seconda col secondo Lippi - non si riesce più a vincere su un campo esterno. Neanche la trasferta di stasera (contro i postelegrafonici svizzeri, si diceva una volta) abbiamo saputo onorare, che c'erano tutti i presupposti per fare una passeggiata: un aggio morale inscalfibile, in vantaggio dopo pochi minuti (il che portava l''aggregate' al 5 a 0), l'avversaria dissennatamente e gaiamente votatasi ad attaccare lasciando immense praterie al nostro non sfruttato o sfruttato male contropiede. E alla fine sconfitti con un gol (mezzo minuto dopo che il rientrante Del Piero se n'era mangiato uno) che ci pone, pur se classificati di fatto al secondo posto, in una posizione di classifica invereconda: Manchester 13 punti, Juventus 7 punti quanti il Basilea e il Deportivo La Coruna che almeno stasera, per la gloria, ha battuto per 2 gol a 0 gli inglesi.
Le altre italiane: Milan - Borussia Dtm. 0 a 1; Bayer Lev.- Inter 0 a 2; Ajax - Roma 1 a 1.
Alla fine della seconda fase le posizioni sono le seguenti:
Girone A: Barcellona 16, Inter 11 - Newcastle 7, Bayer Leverkusen 6;
Girone B: Valencia 8, Ajax 7 - Arsenal 6, Roma 4;
Girone C: Milan 12, Real Madrid 11 - Borussia Dtm. 11, Lokomotiv Mosca 1;
Girone D: Manchester Utd. 13, Juventus 7 - Deportivo L.C. 7, Basilea 7.
Venerdì ci saranno i sorteggi per i quarti ad eliminazione diretta. La Juve può uscire o col Barcellona, o col Valencia, o col Milan. Milan a parte, neanche col quale vincere sarebbe facile, mi sembra destinata a soccombere.
Ci sono stati i sorteggi: è uscito il Barcellona che nelle 12 partite giocate finora ha vinto 11 volte e ne ha pareggiato 1. Avrei preferito l'Ajax, ma mi accontento del Barcellona piuttosto che il Real Madrid, le due italiane o il Valencia.
Gli accoppiamenti sono i seguenti (si gioca il 8 e 9 aprile e il 22 e 23 aprile):
Real M. Manchester U. / Inter Valencia / Ajax Milan / Juventus Barcellona.
Accoppiamenti per le semifinali: vincente di Real Manchester contro vincente di Juventus Barcellona e ovviamente vincente di Inter Valencia contro vincente di Ajax Milan.
22/3: XXVI. Milan Juventus (V): 2 a 1 per i gol di Shevchenko al 3', di Nedved al 9' (tiro cross su punizione dal limite nella parte sinistra dell'area di rigore, sfiorato da molti ma non toccato da nessuno), di Inzaghi al 24' (gol stupido quanto quelli di Shevchenko e di Nedved, ma addirittura quasi involontario). I rossoneri l'hanno buttata sulla forza fisica giocando con inconsueto vigore. I bianconeri, senza attacco e non sempre impeccabili in difesa (i due gol subiti sono stati di una stupidità irridente) avrebbero potuto benissimo pareggiare solo che Dida non avesse compiuto due incredibili parate e nel finale Del Piero non avesse accidentalmente colpito sulla faccia Laursen tirando a botta sicura in porta, con Dida a terra o comunque spiazzato. Dall'altra parte non si ricordano interventi di Buffon, a parte quelli confusi e pasticciati in occasione dei gol subiti. Del Piero e Trezeguet sono scesi in campo nell'ultima mezzora, continuando a non giocare. Spiace moltissimo questa sconfitta, soprattutto perché non si è visto un solo gol degno di questo nome e perché due tiri che, al contrario, avrebbero potuto essere due gol bellissimi (Zalayeta e Nedved) sono stati sventati da Dida non si sa purtroppo come. Speriamo che, come sanno, i bianconeri dell'Udinese domani sera fermino l'Inter.
Udinese Inter (NV): 2 a 1 per i gol di Jankuloski, Iacquinta e Cordoba. Sicuro che l'anno fermata, e non c'è voluto nemmeno molto. Sia per la gran forza degli udinesi sul loro campo (lo fossero altrettanto fuori di casa sarebbero da scudetto) e sia per la cocciutaggine di Cuper a insistere con le tre punte, una delle quali (Batistuta) inutile se non dannosa. Ancora una volta l'Inter è stata dominata, con la sola differenza che stavolta, dato il valore dell'avversaria, ha perso, anziché vincere alla meno peggio. I nerazzurri si sono scossi negli ultimi 10 minuti, dopo non avere visto un pallone per 70. Nel serrate finale è arrivato il gol di Cordoba e un quasi gol di Vieri deviato in calcio d'angolo dal bravissimo De Sanctis (costui fu per un paio d'anni secondo del nostro Peruzzi fino a quando per trovare spazio e una rete da difendere dovette andar via, e si deve riconoscere che, soppiantato finalmente il vecchio Turci, a Udine sta mantenendo in pieno le promesse). Ma il campione vero di questa squadra è il già altre volte citato Pizzarro, un centrocampista tutto fosforo e dinamismo che potrebbe seriamente candidare allo scudetto anche una squadra perennemente scombinata come l'Inter (e anche, se lo vogliamo - e io lo vorrei -, arricchire notevolmente la Juventus). Dunque la nostra immeritata sconfitta di Milano è restata senza conseguenze.
Le altre: Atalanta Chievo 1 a 0 (Dabò); Como Bologna 5 a 1 (Caccia, Amoruso, Mehgni, Pecchia, Music e Amoruso); Empoli Brescia 0 a 0; Modena Reggina 2 a 1 (Balestri, Sculli, Savoldi); Parma Lazio 2 a 1 (Cardone, Stankovic, Adriano); Roma Piacenza 3 a 0 (Cassano, Delvecchio, Totti); Torino Perugia 2 a 1 (Grosso, Ferrante, Ferrante).
5/4: XXVII. Juventus Torino (V): 2 a 0 per l’autorete di Comotto al 6’ perché terrorizzato da Trezeguet ha infilato nella sua porta un invitantissimo servizio di Nedved dalla sinistra che camminava a fil di porta; di Tacchinardi all’88’ di testa a deviare un franco servizio dalla destra di Camoranesi. Non si è trattato di una regolare gara di calcio ma di una efferata caccia all’uomo sullo stile dei film di Arthur Penn e di Sam Peckimpah, nella quale le bestie vestite di granato con gli occhi rossi e la schiuma alla bocca aizzati da un pubblico beceramente infoiato s'ingegnavano a spezzar le gambe ai nostri, in specie a Del Piero e a Nedved ogni volta che s'avvicinavano al pallone. L'arbitro De Santis che pure ne ha ammoniti 4 ed espulsi 3 secondo me è stato troppo permissivo giacché non sanzionando, all'inizio, a freddo, a pallone lontano, l'entrata a zompo di Fattori su Nedved (di tanta brutale violenza che il buon Pavel è stato portato all'ospedale e salterà la partita col Barcellona di mercoledì prossimo) ha permesso che la partita prendesse la mala piega cui scientemente il club granata e quello scimunito del loro presidente in un patto scellerato con la loro peggiore tifoseria (Peggiore? Son tutti uguali! Se ne conosci uno li conosci tutti) l'avevano destinata (ammissione nel post partita di De Ascientis). I falli 39 a 17, trentanove quelli dei granata, ovviamente.
Inter Roma (V): 3 a 3 per i gol di Cassano, Vieri, Recoba, Emre, Di Biagio (aut.) e Montella. L'avesse vinta la Roma, forte della sua superba organizzazione di gioco, questa partita nessuno, neanche Moratti, avrebbe avuto niente da ridire, anche se nel finale, saltati gli equilibri e a qualcuno i nervi, è successo di tutto. Conclusioni a rete 19 a 11 per i giallorossi e nei minuti di recupero pali di Montella e Batistuta.
Parma Milan (NV): 1 a 0 per un gol di Adriano. Niente da dire, è tutto scritto: con Ancelotti quando viene la primavera le giornate s'accorciano anziché allungarsi.
Le altre: Brescia Atalanta 3 a 0 (Appiah, Baggio, Petruzzi); Chievo Udinese 3 a 0 (Bjelanovic, Cossato, Pellissier); Lazio Como 3 a 0 (Fiore, Corradi, Lopez ®); Perugia Atalanta 1 a 1 (Vrizas e Signori); Piacenza Modena 3 a 3 (Di Francesco, Milanetto ®, Milanetto ®, Di Francesco, Vignaroli e Maresca); Reggina Modena 1 a 0 (Nakamura ®).
Classifica: Juve 60, Inter 55, Milan 52.
9/4 C.L. Juventus Barcellona (V): 1 a 1 per i gol di Montero al 16’, a conclusione di una confusa azione in area dopo un tentativo in rovesciata di Del Piero respinto dal portiere, e di Saviola al 78’. Peccato, perché pur privi di Nedved e di Trezeguet (di Di Vaio, anche lui infortunato), e con un Del Piero che ha latitato per tutto il tempo della partita, abbiamo controllato la gara e avremmo potuto vincerla.
Le altre: Ajax Milan 0 a 0; Inter Valencia 1 a 0 (Vieri); Real M. Manchester 3 a 1 (Figo, Raul, Raul, Van Nistelrooy).
13/4: XXVIII. Bologna Juventus (NV): 2 a 2 per i gol di Cruz al 15’, Locatelli al 74’, Zambrotta all 87’ (tiro da fuori area dopo una traversa di Di Vaio, deviato da Paramatti), Camoranesi al 95’ (di testa, su un servizio di Zambrotta che bravissimamente aveva sradicato il pallone dai piedi dell’avanzante Zaccardo rovesciando all’improvviso il fronte di gioco). Maledetti rognosi catenacciari, li odio questi snaturati petroniani e il loro virtuoso allenatore che offendono la cultura della loro splendida e gaudente città. E' stato un soffrire atroce cui si è aggiunto il fatto che Paparesta non ha visto un rigore grande quanto una casa per un atterramento di Zambrotta. Zambrotta uomo partita, Del Piero invece continua a non concludere niente. E' la settima volta che i bianconeri raddrizzano le cose nei minuti di recupero, con Ancelotti invece nei finali di partita pareggiavamo se vincevamo e perdevamo se pareggiavamo.
Inter Milan (V): 0 a 1 per il gol di Inzaghi. Inter inesistente, Milan …invece anche. Non ricordo parate memorabili, neanche di Dida, dato che erano i nerazzurri eventualmente a doverlo fare.
Le altre: Atalanta Reggina 1 a 1 Doni, Bonazzoli); Como Perugia 1 a 1 (Amoruso, Miccoli); Empoli Chievo 2 a 1 (Bjelanovic, Buscé, Lucchini); Modena Lazio 0 a 0; Roma Parma 2 a 1 (Adriano, Totti, Guigou); Torino Piacenza 1 a 3 (Conticchio, Maresca, Di Francesco, Ferrarese); Udinese Brescia 0 a 0. Classifica Juve 61, Inter e Milan 55.
20/4: XXIX. Juventus Roma (V): 2 a 1 per i gol di Del Piero al 31’, su rigore per atterramento di Nedved (servizio di Di Vaio) da parte di Aldair e Cuffrè; di Del Piero al 39’, un tiro facile dopo un irresistibile spunto di Nedved sulla sinistra (servizio di Tacchinardi); di Montella al 43’. Determinante Nedved ma tutti gli osanna, per via dei due gol, se li prende Del Piero. A loro mancava Samuel, a noi lo scatenato Zambrotta di questi tempi ma abbiamo vinto bene una gara difficilissima che i Capelliani non volevano perdere.
Milan Empoli (V): 0 a 1 per un gol di Di Natale all’11’. Espungiamo il Milan dall’hit-parade. E' una vergogna! Con un Inzaghi che tutte le volte che si tocca segna e un Nesta che gli ha sistemato Maldini e la difesa, Ancelotti continua a non vincere.
Brescia Inter (NV): 0 a 1 per un gol di Crepo al 93’. Partita miserevole, vittoria immeritata. Quel bastardo col codino s'è mangiato un gol grande quanto il Guarany. Ha detto che si rifarà tra 15 giorni contro la Juve.
Le altre: Chievo Reggina 2 a 1 (Cossato, autorete di Cossato, Legrottaglie); Lazio Piacenza 2 a 1 (De Cesare, Corradi, Inzaghi); Modena Bologna 3 a 2 (Kamara, Signori, Signori, Sculli, Sculli); Parma Torino 1 a 0 (Mutu ®); Perugia Atalanta 1 a 0 (Pagliuca); Udinese Como 3 a 2 (Jankulowski, Pecchia, Music, Pinzi, Iacquinta). Class.: Juve 64, Inter 58, Milan 55, Lazio 52.
22/4: C.L. Barcellona Juventus (NV): 1 a 2 per i gol di Nedved al 53' quando correndo come una diligenza inseguita dagli indiani entrava da sinistra in area, e portandosi al centro fulminava il portiere; il pallone gli era stato servito da Davids), di Xavi al 66' (rasoiata da fuori area) e di Zalayeta al 114' (azione di contropiede che è partita da Zalayeta che ha toccato a Nedved, Nedved ha passato a Birindelli sulla destra, cross basso davanti al portiere e Danubione che tra due difensori di sinistro con una mezza girata mette dentro il pallone di una vittoria preziosissima e memorabile. Non l'ho vista, la partita, ma Tosatti sul Corriere della sera così l'ha commentata: "... un'analisi meno rabbiosa (qualche giornale spagnolo l'ha abbozzata) dimostrerebbe che la Juve è passata pur mancando Trezeguet e con un Del Piero evanescente. Senza parlare dello stordito Di Vaio, ancora una volta bocciato. Giocando in dieci per l'espulsione di un formidabile Davids. Il Barcellona iper-difensivo di Torino (ma Cruijff prima di parlare l'aveva visto?) poteva qualificarsi con lo 0 a 0. Anziché gestire il vantaggio ha concesso spazi enormi al contropiede. Di Vaio ha sprecato un gol dopo pochi minuti, Nedved è andato al tiro tre volte (un gol e una grande parata), Zambrotta è stato fermato da un off-side inesistente, le riserve Birindelli e Zalayeta hanno colpito nel finale. Più un colpo di testa in mischia di Ferrara, alto di pochissimo. Avventurarsi così incautamente all'attacco persino in superiorità numerica è segno di intelligenza tattica e di bel gioco? Un Barcellona al completo ha subito la prima sconfitta stagionale da una Juve spuntata, in dieci, ma determinatissima a regalarsi un'impresa memorabile. Una squadra operaia di cui il robot Nedved è il nuovo indiscutibile simbolo. Un meccanismo organizzato magnificamente da Lippi, perfetto nelle correzioni e nei cambi. Voleva il Barcellona, voleva una notte al Campo Nou: li ha avuti. Sognare in grande è già una mezza vittoria.".
Le altre: Manchester Utd. Real Madrid 4 a 3 per i gol di Ronaldo, di Van Nistelrooy, di Ronaldo, di Helguera (aut.), di Beckam, di Ronaldo e di Beckam. Piaccia o no, la partita l'hanno vinta Rognaldo e Iker Casillas. Milan Ajax 3 a 2 per i gol di Inzaghi, di Litmanen, di Shevchenko, di Pienaar (bel giocatore questo Piennar, sembra Davids giovane), e al 91', quando Galliani se ne era andato smoccolando, gol qualificazione di Inzaghi (anche se il gol viene dato a Tomasson dato che il danese ha toccato il pallone che stava varcando la linea di porta; Superpippo negli spogliatoi se l'è mangiato vivo). Valencia Inter 2 a 1 per i gol di Vieri, di Aimar e di Baraja, per le dieci o dodici superparate di Toldo e per l'arbitro Nielsen che non ha visto (ma come ha potuto non vedere?) un rigore grande quanto l'iceberg che affondò il Titanic per un fallo di Materazzi su Sanchez). Semifinali Real Madrid Juventus e Inter Milan.
27/4: XXX. Juventus Brescia (NV): 2 a 1 per i gol di Del Piero al 9' su punizione dal limite; di Appiah al 83' e di Del Piero al 85' con uno splendido sinistro al volo su lungo e perfettissimo lancio di Tacchinardi dal centrocampo. Bravi l'uno e l'altro. La Juve va a lunghi passi alla conquista del suo 27° scudetto; 8 punti ci separano dagli interisti, secondi. A quattro giornate dal termine, chiamandosi Lippi e non Ancelotti, a me pare un vantaggio rassicurante. Del Milan si sono perdute le tracce: ancora sconfitti ci guardano lontani 12 punti (avevo fatto bene, la settimana scorsa, a scacciarli dal paradiso di questa rassegna. In merito alla partita dei bianconeri col velenoso Brescia di sor Magara Mazzone e del Buddhista Miliardario posso dire che la Juve ha tenuto costantemente in mano la gara, senza però riuscire a mettere al sicuro il risultato. Questo perché il rientrante Trezeguet non è ancora lui e il povero Nedved aveva bisogno di rifiatare. Poteva finirci male nell'ultimo quarto d'ora quando la fatica dei molteplici durissimi impegni di questi ultimi giorni si è fatta sentire e i bresciani han pareggiato che mancavano solo 7 minuti al termine della gara. Ma la Juve di Lippi è la Juve di Lippi: lotta e soffre fino in fondo, e mai s'arrende. Per l'ottava volta si è ripreso quel che rischiava di perdere, a suo onore e vanto. Due o tre minuti dopo il gol di Appiah, un gol che avrebbe tagliato le gambe anche ad un millepiedi, uno splendidissimo, calibratissimo, misuratissimo lancio di Tacchinardi da 30 metri veniva bellissimamente a planare sul colto sinistro di Del Piero che calciando al volo infilava la porta avversaria.
Inter Lazio (V): 1 a 1 per i gol di Creppo e di S. Inzaghi. I biancocelesti di Mancini con le loro trame larghe ed ariose avrebbero strameritato di vincere, fossero stati solo un po' meno "venessiani", come diceva Brera. Ma è stata la fatica dell'incontro di giovedì scorso col Porto, li ha giustificati il loro giovale e valente tecnico. A parte il giovane e valente tecnico (che non me l'aspettavo) hanno anche fior di giocatori, tra tutti l'anche lui giovane e valente Dejan Stankovic. Dell'Inter meglio non parlare: Assenza totale di schemi, però hanno scoperto che la Champions League è più importante dello scudetto. Bastava che ce lo dicessero prima, ha commentato sornionamente Luciano Moggi.
Classifica: Juve 67 punti, Inter 58, Milan 55.
Le altre: Atalanta* Torino 2 a 2 (Donati, Doni, Donati, Doni ®); Bologna Chievo 1 a 1 (Signori, Dalla Morte); Como Modena 0 a 0; Empoli Udinese 1 a 1 (Pinzi, Di Natale); Piacenza Perugia 5 a 1 (Di Francesco, Campagnaro, Ze' Maria, Hubner, Campagnaro, Ferrarese); Reggina Parma 0 a 0; Roma Milan 2 a 1 (Cassano, Tommasi, Tomasson). *: In settimana il presidente Ruggieri che nei due anni passati ha venduto tutto il vendibile ha cacciato il povero Vavassori, sostituendolo con l'allenatore delle giovanili Finardi. L'industrialotto bergamasco vuole avere la botte piena e la moglie ubriaca.
3/5: XXXI. Lazio Juventus (V): 0 a 0. L'ultimo ostacolo sulla strada per il 27/mo scudetto, anche se non è lecito nutrire dubbi, fossimo anche stati sconfitti, sull'esito finale. Partita di controllo, anche perché martedì c'è da andare a Madrid. Partita di agevole controllo, contro una Lazio abbastanza agguerrita, in ispecie nei primi 45 minuti. Di così agevole controllo che la parata di Buffon sul calcio di rigore di Fiore a 6 minuti dalla fine a tutti è apparso iscritto nell'ordine naturale delle cose. Imbattibile quello Stam in difesa, ci vorrebbe lui martedì sera. Sabato prossimo se battiamo il Perugia è scudetto.
Atalanta Inter (NV): 1 a 1 per i gol di Martins e di Gautieri. Risultato equo. Gli interisti filosofeggiano inneggiando al derby di mercoledì che, nelle loro speranze, dovrebbe proiettarli alla finale di Champions League. Comunque lo scudetto è andato dopo quest'anno.
Le altre: Chievo Piacenza 3 a 1 (Di Francesco, Franceschini, Franceschini, Bjelanovic); Milan Como 2 a 0 (Inzaghi ®, Nesta); Modena Empoli 1 a 1 (Colucci, Di Natale); Parma Bologna 1 a 2 (Paramatti, Mutu, Locatelli); Perugia Brescia 0 a 0; Reggina Roma 2 a 3 (Bonazzoli, Tommasi, Emerson, Vargas (aut.), Nakamura; Torino Udinese 0 a 1 (Iacquinta).
6/5: semif. Ch. L.: Real Madrid Juventus (V): 2 a 1 per i gol di Ronaldo al 23' (bel gol, esecuzione irresistibile, proprio alla Ronaldo, anche se c'è da dire che si è trovato il pallone tra i piedi quasi per caso, pallone che Iuliano in scivolata aveva sradicato dai piedi di Morientes), di Trezeguet al 45' (gol facile e un po' fortunato giacché un tiretto a pene di segugio di Del Piero, servito lungo da Tudor, veniva maldestramente deviato da Salgato sui piedi del francese che controllava e molto rapidamente infilava) e di Roberto Carlos al 73' (tiro irresistibile, da fuori area, prendendo e controllando un pallone respinto di testa da non so quale difensore; il pallone in porta entra radendo il palo. In ogni partita di calcio del Real Madrid o della nazionale brasiliana il calcio di Roberto Carlos rappresenta l'Imponderabile, nel senso di una variabile indipendente che in qualsiasi momento può demiurgicamente configurare il gol). Se lo si vuole, motivi per consolarsi se ne possono trovare più d'uno: il fatto che la difesa tutto sommato ha retto, il gol di Trezeguet che nell'economia delle due partite può risultare preziosissimo, la misurata entità della sconfitta, il fatto che il Real ha raccolto poco in rapporto a quanto ha costruito, l'infortunio di Ronaldo che salterà la partita di ritorno (comunque gli rientra Raul). Ma l'ottimismo di quanti oggi si attaccano a queste argomentazioni non lo condivido, anche se di esse riconosco la validità. Perché sono stato negativamente impressionato dall'intenso persistere della inconsistenza agonistica di un Del Piero che - me ne sono definitivamente persuaso - anche il protervo Lippi fa fatica a fare accomodare in panchina, del fatto che il povero Nedved, così come Camoranesi, è stracotto e ormai dopo tanto correre non si regge in piedi e della conseguenza che senza il loro continuo e convinto sostegno Trezeguet rimane senza utili ed idonei rifornimenti (stasera il francese ha avuto due soli palloni, il primo lo ha malamente sprecato e il secondo lo ha messo dentro: sarebbe stato utile vedere cosa avrebbe cavato da una decina di essi; sabato scorso contro la Lazio non ne ebbe uno). I difensori invece si sono comportati abbastanza bene, anzi bene se consideriamo che mancavano Tacchinardi, Davids e Montero e che gli avversari contro i quali si opponevano sono tutti, tranne quel broccaccio di Michel Salgado, dei formidabilissimi palleggiatori. Benissimo Zambrotta, sicuramente il migliore dei nostri, e Thuram. Juventus e Real Madrid sono due squadre speculari, se così può dirsi. La Juve è forte in difesa e, almeno in questi tempi, assai debole in avanti; quelli del Real invece l'unico verbo che sanno coniugare è attaccare, attaccare e attaccare. Conseguentemente i loro difensori (bravissimo tuttavia Helguera) se presi d'infilata con trame veloci (come sabato scorso il Maiorca) risultano superabili, lo conferma la circostanza che le nostre flebili trame di stasera hanno suscitato, quasi senza volerlo, cinque tiri in porta (il tiro quasi a botta sicura di Trezeguet cui ho accennato, un fiacco tiro che Nedved da buona posizione ha tirato in braccia a Casillas e il goal nel primo tempo; nella ripresa due conclusioni di testa di Del Piero e di Zambrotta finite fuori di poco). Del Piero anche stasera - in una partita fondamentale per chi voglia eccellere in Europa, goda di ingaggi principeschi e vagheggi di palloni d'oro - ha concluso nulla; sono tenacemente persuaso che con un Miccoli al suo posto avremmo vinto la partita (e già da un pezzo il campionato). Zinedine Zidane - è giusto dire anche della sua partita - ha giocato da par suo. Cioè a dire splendidamente. Facendo da pendolo per tutto il fronte d'attacco e da perno a tutte le loro azioni. Stucchevole e antipatico risulta chiedersi, ancora, se sia più divertente o utile, o se sia meglio o peggio di Nedved (stasera non c'è stato confronto, ma di solito sono entrambi grandissimi). Fosse rimasto Lippi o non fosse venuto Ancelotti, Zinedine Zidane nei suoi cinque anni a Torino avrebbe vinto quattro scudetti.
Sono deluso, per concludere. A Torino non riesco ad immaginare come possa andare a finire. Per far gol con delle mezzeali così fuori forma, lenti e disagiati, la squadra dovrà riversarsi in massa all'attacco, ma così facendo finirà per sbilanciarsi e scoprirsi in difesa. E Raul è un aspide velenosissimo. Intanto, fossi Lippi, scudetto o non scudetto, sabato prossimo contro il Perugia farei rifiatare quasi tutti i titolari, affidando le sorti del campionato ai vari Fresi, Zenoni, Zalayeta, Olivera, Di Vaio, Paro, Iuliano e Ferrara (questi ultimi due, ammoniti, salteranno la partita di mercoledì prossimo). Gli otto punti di vantaggio e il fatto che tre giorni dopo bisognerà giocare di forza la partita della vita ce lo impongono. L'arbitraggio del carneade norvegese per me, checché ne dicano gli amici di iscj, è stato buono, forse ha solo un po' ecceduto, a nostro danno, coi cartellini gialli. Intanto stasera tiferò Inter. Sono antipatici quanto quelli del Milan, ma di essi meno temibili, specie senza Vieri.
L'altra semifinale - Milan Inter - si è conclusa 0 a 0 (V). La paura ha fatto 90 (minuti di gioco pavido e sparagnino). Nessuna grande parata, vere e proprie occasioni da gol solo due, sciaguratamente sprecate da Recoba prima e da Shevchenko dopo. Mi sa che si finirà ai rigori, anche se la partita di ritorno agevola il Milan che con qualsiasi pareggio con reti si qualifica.
10/5: XXXII. Juventus Perugia (V) 2 a 2 per i gol di Trezeguet al 25' (su rigore per spinta di Di Loreto a Di Vaio in occasione d'un traversone dalla destra), di Fabrizio Miccoli al 36' (un folgorante tiro al volo, appena dentro l'area di rigore, su servizio all'indietro di Ze' Maria. Il piccolo Miccoli non ha esultato), di Di Vaio dopo un minuto dall'inizio del II tempo, a mezzo d'uno strabiliante, poderoso, virtuoso, spunto in velocità sulla sinistra, con due dribbling che sembrava Jean Claude Killy quando negli anni settanta con gli sci faceva gli slalom speciali, con i quali ha fatto sedere uno dopo l'altro prima Sogliano e poi Di Loreto, ancora dalla sinistra, sparava con la rabbia dei nove mesi di buio e la speranza della luce nel momento giusto, una botta che Kalaz il pallone neanche l'ha visto. Grosso al 93', con un tiro al volo abbastanza fortuito, quando l'arbitro stava per fischiare e già tutti si cantava. L'episodio, spiacevole in sé ma sostanzialmente ininfluente, ci ha costretti ad aspettare, per festeggiare, i due minuti del più lungo recupero a San Siro. Lippi opportunamente non aveva fatto scendere in campo né Thuram, né Montero (poi entrato a rimpiazzare l'azzoppato Birindelli), né Zambrotta, né Del Piero e neanche Nedved (che però a 15 min. dalla fine ha preso il posto di Trezeguet, chissà perché poi). Ma meno male che c'era Buffon (che però a 5 minuti dalla fine ha sportivamente lasciato il posto a Zucchina Chimenti), ché nel primo tempo i biancorossi hanno creato 5 occasioni da gol terribili, e tre o quattro volte superGigi ci ha salvato la porta. Nel secondo tempo però la musica è cambiata, grandissimo gol di Marco Di Vaio (come io intimamente speravo) e bianconeri finalmente più risoluti e accorti. Grande Edgar Davids (anche nel 1° t., veramente), bene ispirato Camoranesi, Tacchinardi re del centrocampo. Si andava lieti e tranquilli al triplice fischio del signor Bertini e alle misurate esultanze per questo ennesimo scudetto vinto. Del gol subìto allo spirare dell'ultimo minuto di recupero ho detto. Diciamo che m'ha tolto un 5 per cento di contentezza. La partita è stata bella e intensamente giocata, d'altronde il Perugia di Cosmi è una delle squadre che giocano meglio, non per nulla ha sconfitto tutte le prime della classe. Qui ci fermiamo. Del campionato della Juve e dei giocatori parleremo (scriveremo) dopo che avremo conosciuto gli esiti di Champions League. Cui le prestazioni odierne di Davids, Tacchinardi e Montero (martedì scorso assenti) ci avvicinano con più fiducia. E anche il gol di Grosso, se vogliamo. Perché ci si ricordi non si deve mai, dico mai, cessare di stare tremendamente all'erta. Classifica delle prime posizioni: Juventus 69 punti, Inter 61, il Milan di Nesta e di Shevchenko, di Rivaldo e di Superpippo Inzaghi, di Maldini e di Rui Costa, di Dida e di Redondo, il Milan di Berlusconi e di Galliani (che non capisce niente di calcio, basti guardare gli acquisti che fa ogni anno), il Milan di Ancelotti (e questo spiega e condiziona tutto) terzo (forse ancora per poco) con 58 punti.
Inter Parma (NV): 1 a 1 per i gol di Kallon e di Mutu. So poco o niente, ma che importa ormai?!! Nella sala dove assistevamo alla nostra partita, dopo il gol di Mutu, s'è venuto spontaneamente a creare, a dileggio degli interisti, che uno faceva tromba con le mani pronunciando forte "Moratti" cui la platea in coro faceva eco con un lungo, collettivo, ilare, sfottente "Mutu". Giacché mutu qui in Sicilia vuol dire "Statti zitto!".
Le altre: Bologna Lazio 0 a 2 (Inzaghi ®, Favalli), Brescia Milan 1 a 0 (Appiah), Como Chievo 2 a 4 (Franceschini, Luciano, Franceschini, Bjelanovic, Amoruso, Caccia), Empoli Atalanta 0 a 0, Piacenza Reggina 2 a 2 (Di Michele, Hubner, Hubner, Mozart), Roma Torino 3 a 1 (Cassano, De Rossi, Cassano, Frezza), Udinese Empoli 2 a 1 (Kamara, Pizzarro ®, Muzzi).
14/5: Semif. Ch. L.: Juventus - Real Madrid (V): 3 a 1 per i gol di Trezeguet (al 12', a conclusione di una trama Zambrotta, Tacchinardi, lancio a Nedved sulla destra, spunto veloce e cross lungo, Del Piero saltando più alto di Salgado rimette al centro dove Trezeguet, al volo, di sinistro, in mezza girata, infila tra palo e portiere), di Del Piero (al 42', rinvio lungo di Tudor, favoloso stop di Alex appostato sulla sinistra, appena dentro l'area: due finte a far fuori d'un sol colpo Hierro e Salgado e rasoiata bassa rasente il palo alla destra di un Casillas sorpreso dalla destrezza del dribbling e dalla velocità d'esecuzione), di Nedved (al 73', lancio millimetrico di Zambrotta nel mentre che con uno scatto bruciante Pavel s'infilava tra i due difensori centrali sopravvanzandoli, così da poter fulminare Casillas con un tiro di rara potenza e precisione) e, all'88^, di Zinedine Zidane (bellissimo stop, precisissimo tiro). Al 68/mo minuto, sul 2 a 0, Gigi Buffon, aveva spento le residue velleità di ripresa agli spagnoli parando un rigore a Figo, Questo è il tabellino. Per il commento sinceramente titùbo. Mi sento come lo spaurito studentello cui il professore abbia chiesto un commento sul verso di Montale "Mi illumino d'Immenso!" o su '"L'Infinito di Leopardi". Che devo dire? Da dove posso cominciare? Professore, ho visto una Juve che, per la feroce applicazione dei suoi giocatori e per il particolare stato di grazia fisica e mentale di cui erano pervasi, mi è parsa perfetta. I nostri giocatori hanno surclassato i giocatori del Real dominandoli in lungo e in largo, disponendone quasi a volontà. Il grande Real ne è uscito suonato, come i pugili quando gettano la spugna. Non vedevo una Juve così padrona del campo dalla finale di Roma contro l'Ajax quando andò ai rigori solo per avere sprecato una dozzina di palle gol. Ma questa di questa sera è stata più scientifica ancora, meno sprecona, pressoché perfetta. Il sontuoso Thuram, Igor Tudor schierato difensore, Paolo Montero gran regista e perfetto motore dei movimenti collettivi, e, ultimo ma non meno importante degli altri, l'eroico Birindelli a degli attaccanti che quando si toccano la mettono dentro hanno concesso in tutti e 95 i minuti solo tre palle gol. L'ultima di esse Zidane l'ha realizzata, ma mancava un minuto dalla fine e i madridisti, disfatti e con tre gol sul groppone, già da un pezzo avevano finito di sperare (tant'è che Zinedine né ha esultato e né, come velleitariamente si fa in casi del genere, è andato a raccogliere il pallone in fondo alla rete per affrettare la ripresa del gioco). Le altre due occasioni - il rigore di Figo e un quasi rigore di Guti (scaturito da un tiro maldestro di Figo che carambolando su un difensore aveva messo in gioco lo spagnolo da un "fuori" da piazza grande) - ci ha pensato Supergigi Buffon a neutralizzarli, con la tecnica dello restare in piedi fino all'ultimo ed ipnotizzare i due polli (così come Fiore, all'Olimpico, l'altra domenica). A centrocampo (se non è mai lecito dividere una squadra in tronconi ancora di meno lo è se si parla della Juve di stasera) un Tacchinardi immenso con un destra uno Zambrotta inarrestabile e a sinistra un Davids indemoniato, ingabbiando Zidane e mortificando i vari Flavio Conceicao, Guti e Cambiasso, hanno smontato fin dalle fondamenta le possibilità di gioco della rivale. All'attacco la buona vena di Del Piero, cui stasera riuscivano anche i dribbling più azzardati, la velocità e la destrezza di Trezeguet, e l'imprevedibile, incontenibile e incommensurabile dinamismo d'alta classe di Nedved hanno portato tre gol di splendidissima fattura e, in ispecie nello scorcio finale, a sprecarne altri per eccesso di sicurezza (errore che con un risultato in bilico non avrebbero commesso).
Più non dirò, amici. Vorrei solo aggiungere che come Muzio Scevola brucerei il braccio al quale sta attaccata la mano che, prima che la gara iniziasse, non azionò il videoregistratore. Me ne astenni non per mancanza di fiducia - anche se sinceramente non pensavo che ne avremmo disposto con cotanta perentorietà - ma perché la telecronaca dell'interista ma bravo Longhi ad ogni pie' sospinto veniva violata, mortificata, ulcerata, da interruzioni pubblicitarie di menomo 15 secondi ciascuna. Corredo il servizio con il commento di alcuni dei principali giornali esteri. Desidero ancora dire che l'altra semifinale, che si era giocata il giorno avanti, aveva visto il Milan superare l'Inter in forza della regola che a fronte di un risultato complessivo pari premia i gol segnati fuori casa. La partita - dominata dalla paura di perdere - si è conclusa sul punteggio di uno a uno per i gol di Shevchenko alla fine del primo tempo e del giovane Martins quasi a quella del secondo. E' andata bene ad Ancelotti soprattutto perché Cuper ha avuto paura di aggredirlo e Crespo e Recoba nel corso degli interi 180 minuti lo hanno tradito non cercando un pallone e non da uno facendosi trovare. Così saranno i rossoneri a volare a Manchester per giocarsi la finale. Alla Juve purtroppo mancherà Pavel Nedved perché ammonito per un fallo da tergo su MacManaman più divertente che utile. Pavel è il giocatore meno sostituibile. Non vi è nessuno che possa fare contemporaneamente l'incontrista, l'ala, la mezza punta ed il centravanti. Per questo che gli allibratori italiani danno i bianconeri a 1,70 e i rossoneri a 1,85 e quelli londinesi a 1,25 i bianconeri e a 2 il Milan. Nessuno prende queste cose sul serio come loro.
"Gli spagnoli hanno nettamente subito la legge della Juve", commenta l'Equìpe. Le Figaro non usa mezzi termini: "La Juventus surclassa il Real Madrid": "E' una questione di confidenza. Sabato la Juventus festeggiava in anticipo il suo 27/mo titolo nazionale. Ieri sera la Vecchia Signora (la "Vieille Dame" nel testo) ancora ben arzilla ha conquistato la sua qualificazione alla finale della Lega dei Campioni , dove ritroverà l'AC Milan vincitore martedì dell'Inter (1-1), per una apoteosi al 100 per 100 italiana. Il francese Trezeguet, che aveva segnato il gol della Juve nella partita d'andata, le ha spianato una strada regale verso il successo segnando un gol al 12/mo minuto, seguito dall'italiano Del Piero poco prima del riposo.". La versione francese di Eurosport parla di un Real che "Fa crack di fronte ai campioni d'Italia". Anche l'apertura dello sport di Le Monde é dedicata alla disfatta dei vincitori della scorsa edizione della Champions: "Il dream team del football europeo fuori dalla finale": "Non bastano i quattro moschettieri Zidane, Raul, Figo e Ronaldo". "L'eliminazione del Real nella capitale piemontese non si discute. Anche se con un po' più di lucidità (rigore sbagliato di Luis Figo e colpo di testa di Raul vicino al palo al'ultimo minuto), i campioni d'Europa in carica avrebbero potuto staccare in extremis il loro biglietto (per Manchester), la qualificazione della Juventus è ampiamente meritata. Aggressivi e bene organizzati, i compagni di squadra di Alessandro Del Piero, consacrati campioni d'Italia sabato 10 maggio, hanno confermato quel che già si sapeva: questa Juve ha carattere, talento, e una facilità a fare deconcentrare l'avversario. "Questa sera la Juve ha mostrato il suo vero volto" l'ha detto David Trézeguet che, autore del primo gol (al 12/mo), s'appresta a disputare la sua prima finale della Lega dei Campioni". L'inglese Guardian titola "Figo fallisce un penalty e il Real deraglia" e parla di "Rinascita del calcio italiano". Ironica e pungente come al solito la cronaca minuto per minuto del sito del quotidiano. Esempio, il secondo goal di Del Piero: "Si insinua a modo suo nell'area del Real Madrid, dimena i fianchi come John Travolta in 'La febbre del Sabato sera', mette a sedere due difensori, quindi colpisce forte e rasoterra battendo Casillas". Il Daily Telegraph titola: "Juventus col turbo, Real insipido" e parla di un Old Trafford che per il 28 maggio sarà colorato di "biancorossonero". The Indipendent rincara la dose: "Nedved getta nella polvere la corona del Real". Sporting life commenta il match usando frasi come: "Completa distruzione del Real da parte della Juve". Andiamo in Spagna, dove più che le lodi ai bianconeri, si sprecano le frecciate alle merengues. Il più critico é il Diario As, quotidiano sportivo della capitale spagnola, che titola "Ahi estuvo" ovvero "Così è stato", in copertina a tutta pagina la foto del rigore sbagliato da Figo. "Per il Real - commenta il quotidiano - una sconfitta che ha messo in evidenza le vergognose prestazioni di giocatori che di solito sono straordinari ma che ieri erano incapaci di stare in campo". Il principale bersaglio di critiche é stato Hierro. "Il capitano madridista é stato il peggiore. Poche volte un disastro si personalizza in una forma tanto evidente nelle sembianze umane di un difensore che ormai ha fatto il suo tempo". Marca, il quotidiano più letto a Madrid, non ha un capro espiatorio, preferisce puntare il dito sulla prestazione complessiva della squadra. "Il Real ha perso la possibilità di arrivare alla decima Coppa dei Campioni. La regina é stata detronizzata. Una delle notti peggiori degli ultimi anni. La squadra non é stata neanche la lontana parente di quella che spesso ha incantato quest'anno. La Vecchia Signora é stata superiore contro un irriconoscibile Real." El Mundo Deportivo, giornale di Barcellona, é spietato sugli ex campioni d'Europa. "Il Real é stato preso a pallonate. E ancora. La Juventus ha ridicolizzato il Madrid: non ci sarà nessuna decima". Dal tedesco Bild: "L'Italia canta e balla per la gioia. La finale di Champions League del 28 Maggio a Manchester si giocherà tra due Club italiani. Finale Italiano (in italiano nel testo). Dopo la qualifica del Milan, anche la Juventus arriva alla finale dopo una grande vittoria per 3 a 1 contro i detentori del titolo del Real. Fantastico! (in italiano nel testo). Il Frankfurter Allgemeine apre con un molto significativo "Dann zaubert Del Piero...": "Poi segna Del Piero..".. "Fa vedere perché la Juventus lo ha legato a sé fino al 2008. 43°: finta di corpo a sinistra, finta di corpo a destra. Hierro e Salgado messi a sedere. L'italiano infila la palla tra i due da 12 metri per il 2-0 nell'angolo corto. Assoluta classe mondiale!".
Così è, che l'altra Italia si arrampichi sugli specchi!
17/5: XXXIII. Reggina Juventus (NV) 2 a 1 per i gol di Di Michele al 18', di Zalayeta al 24' (servito da uno svarione del portiere reggino, infila, da posizione angolata, la porta incustodita), di Bonazzoli al 51'. Bianconeri slombati, anche se Marcello Lippi opportunamente aveva schierato molte riserve, che però, come se fossero stati loro ad aver vinto lo scudetto e a conquistare la finale di Champions League, hanno ignominiosamente battuto la fiacca. Tuttavia mi fa piacere che questa loro sconfitta abbia rinforzato (o non indebolito) le possibilità di salvezza della Reggina, che sciagura De Santis, a Bergamo, ha pesantemente compromesso regalando un rigore alla Atalanta. Costui, di sicuro un super raccomandato, quando si decide ad appendere il fischietto al chiodo è sempre troppo tardi.
Le altre: Atalanta Como 2 a 1 (Caccia, Doni ®, Doni), Chievo Roma 0 a 0, Lazio Brescia 3 a 1 (Baggio, Mihailovic ®, Cesar, Lopez), Milan Bologna 3 a 1 (Pirlo ®, Seedorf, Inzaghi, Meghni), Modena Inter 0 a 2 (aut. di Pavan, Kallon), Parma Piacenza 3 a 2 (Maresca, Hubner, Gilardino, Adriano, Mutu), Perugia Udinese 0 a 2 (Jankulovski, Jorgensen), Torino Empoli 1 a 1 (Di Natale, Donati).
24/5: XXXIV. Juventus Chievo (NV) 4 a 3 per i gol di Zalayeta al 16’ (Pessotto passa a Olivera che di tacco serve Zalayeta che aggira un avversario e da 30 metri spara una tremenda bordata che s’infila tra palo e traversa), Zalayeta al 57’ (traversone di Di Vaio che Zalayeta bravamente doma per folgorare il portiere avversario con un corto missile terra aria che s’infila nell’angolo sotto la traversa), Bierhoff al 61’, Trezeguet al 70’ (servito da Birindelli, di precisione rapidamente insacca), Bierhoff al 73’ e al 79’, Zenoni all’86’ (servito splendidamente da lontano da Zambrotta, tra due difensori controlla di piede avanza e mette dentro). Lippi ha (giustamente) di nuovo fatto giocare le seconde linee. Gioco, spettacolo, errori, gol e occasioni da gol a non finire. Vinta anche questa, nel finale. Per fare rodere i tanti che ci detestano.
Le altre: Bologna Reggina 0 a 2 (Bonazzoli e Di Michele); Brescia Modena 2 a 2 (Colucci, Vigneroli, A.Filippini, Baggio); Como Torino 1 a 0 (Banin); Empoli Parma 0 a 2 (Mutu, E.Filippini); Inter Perugia 2 a 2 (Crespo, Obodo, Crespo, Di Loreto); Piacenza Milan 4 a 2 (Hubner, Maresca ®, Brocchi ®, Marchionni, Hubner, Brocchi); Roma Atalanta 1 a 2 (Doni, De Rossi, Gautieri); Udinese Lazio 2 a 1 (Pizarro ®, Iankulovsky, Lopez ®).
Classifica finale: Juventus p.72, Inter 65, Milan 61, Lazio 60, Parma e Udinese 56, Chievo 55, Roma 49, Brescia e Perugia 42, Bologna 41, Empoli, Modena, Reggina e Atalanta 38, Piacenza 30, Como 24, Torino 21.
Altri dati: Juve gol fatti 64, subìti 29; Inter gol fatti 64, subìti 38; Milan gol fatti 55, subìti 30. Media inglese: Juventus +4; Inter –2; Milan –7.
Classifica dei cannonieri: 24 gol Vieri (2 su rigore), 17 gol Inzaghi (1) e Mutu (4), 16 Del Piero (6), 15 Adriano (0), Lopez (4) e Totti (2), 14 Hubner (2); 13 Di Natale (0); 12 Signori (5).
Commento al campionato:
La Juve ha vinto a mani basse uno scudetto che in base ai pronostici e agli auspici avrebbero dovuto vincerlo o l’Inter, probabilmente perché l’anno scorso si fece uccellare sul più bello, oppure, probabilmente in ragione dei gran soldi spesi in estate, il Milan. Ma siccome, anche se ai più non sembra, il calcio ha una logica, è finita che lo ha rivinto la Juve. Così che si capisca che gli squadroni si fanno con l’organizzazione e col cervello, e non con i soldi, che se non fosse così le milanesi dovrebbero avere quaranta scudetti ciascuna, e che il talento senza il cuore, e la classe senza la capacità di soffrire giovano a poco.
Il Milan ha giocato bene a sprazzi, ma come chi non creda veramente alle sue reali possibilità di affermarsi, neanche quando alla fine del girone di andata guidava la classifica col vento alle spalle. Nesta lo ha reso fortissimo in difesa (30 gol, solo uno in più dei bianconeri), Inzaghi, discapitando il povero Shevchenko, gli ha segnato, in campionato e nella champions league, caterve di gol. Ma dava, lo squadrone rossonero, l’impressione d’una macchinona con un motore di seimila c.c. che proceda col freno a mano tirato. Secondo me a frenarlo è stato Carletto Ancelotti, con la sua innata paura di vincere. Io sono e rimando del parere che uno squadrone che disponga di due eccellenti portieri, di due difensori centrali della classe di Nesta e di Maldini, di un centrocampo dove si combinano fini tessitori (Pirlo, Rui Costa, Redondo) e vigorosi cursori (Seedorf, Ambrosini, Gattuso), e che in attacco dispone di sfracellatori di reti come il Superpippo e lo Sheva (e taciamo dell’osannatissimo Rivaldo e dell’inesto Tomasson) non può finire a 11 punti dalla prima in classifica! Meglio hanno fatto in champions league, tanto che rischiano di vincerla (proprio a nostro discapito).
Anche l’Inter, acquistando i costosissimi Crespo e Fabio Cannavaro (io quest’estate me ne rammaricavo quando i gazzettieri scrivevano o dicevano che il Canna poteva andare alla Giuve!), si era ricomprate, caramente ma tutto sommato a buon mercato, le solite illusioni agostane, e l’aver vinto il trofeo Birra Moretti glie le ha radicalizzate. Altretutto quest’anno il Bobone Vieri era in stato di grazia e appena la metteva dentro anche col tafanario (tant’è che s’è laureato capocannoniere del torneo). Non fosse ciò avvenuto, a quest’ora si troverebbero a metà classifica. Perché la squadra non è mai stata capace di sviluppare un gioco e d’imporlo. Sono andati avanti tutto il tempo confidando in san Toldo e in san Vieri, e secondo me sono andati anche lontani. La Juve gli ha preso quattro punti su sei, e se non fosse stato per l’ineffabile Collina, quella volta che al 97’ minuto a Milano non vide o non vedere che ci abbatterono Buffon, sarebbero stati sei punti su sei. Ora quell’imbecille del loro presidente fa l’amareggiato e oggi giorno prende una decisione diversa. Riguardo al fatto di confermare o meno Cuper, al quale due mesi fà – tanto per non smentirsi - aveva inopinatamente allungato il contratto fino al 2005 o prendere Mancini e procedere ad una nuova costosissima rifondazione. I giornalisti soffiano sul fuoco, ma per fortuna la famiglia e il suo sodale Tronchetti Provera gli han messo la borsa sotto chiave, ponendolo in condizione di non fare ulteriori danni, dopo i mille miliardi che s’è mangiato (senza nulla vincere) negli ultimi sei o sette anni. Dovrebbe prendersela con sé stesso, e non impicciarsi – tanto per cominciare - nelle questioni tecniche. E senza comprare i giocatori che lo solluccherano, perché son sempre perniciosi – vedi l’ultimo Batistuta - e costosisssimi.
Capello quest’estate lo aveva detto e ridetto. "Se il presidente mi dà Davids lottiamo per lo scudetto, se non me lo dà siamo da quarto posto". Sono finiti ottavi. Ma lo scudetto – credetemi - non lo avrebbero vinto neanche con il grande Edgard, perché lì, sopra i sette colli e dalle parti di Trigoria, tira un’aria che neanche nelle trattorie del suburbio. Colpa dell’ex muratore arricchito Sensi che della teatralità, dello strepito e del vittimismo ha fatto le sole armi di lotta. Non ha soldi o non intende cacciarne, detesta Capello al quale negli anni giubilari lui stesso fece ponti d’oro, e ora che la festa è finita vorrebbe licenziarlo senza pagarne il prezzo (è ovvio che l’esoso don Fabio, che ha fil di ferro sulla pancia, non si dimetterà mai). Il clima è avvelenatissimo, se le mandano a dire tramite i compiacenti gazzettieri, e andranno avanti come sono sempre andati, inveendo a destra e a manca.
Invece molto bene si è comportata la Lazio, anche se quest’estate, per gettare due sassolini di ripiano nella voragine dei suoi debiti, si era privata di Crespo e di Nesta. Ciononostante il giovane Mancini (che l’anno scorso a Firenza aveva fallito) ha saputo dare alla squadra una organizzazione di gioco assolutamente apprezzabile, anche se sono stati pagati con promesse e chiacchiere (ora, in ultimo, con azioni societarie, il che è la stessa cosa).
Stesso discorso per il Chievo. Occorre di nuovo fare i complimenti, per il bel gioco e la buona classifica, al bravissimo Gigi Del Neri.
Eccellente, eccellentissimo, più ancora che quello del Chievo, è stato il campionato dell’Udinese, un complesso ricco di giocatori dal nome non altisonante ma bravissimi sul campo. Dal portiere De Santis alla punta più alta, Iacquinta, passando per David Pizarro che del gioco della squadra è il perno, a Jorgensen, a Jankulovski, a Muzzi, tutto ha girato alla perfezione, specie nelle partite in casa, che questo o quel giocatore scenda in campo o resti in panchina. E di ciò gran parte del merito è dell’allenatore Spalletti.
Anche il Parma ha fatto delle ottime cose, in specie nel girone di ritorno, agevolato dal disporre di un direttore generale di prim’ordine, di un serio allenatore, e di due campionissimi come Mutu e Adriano.
Il Perugia di Serse Cosmi ha fatto rivedere le ottime cose dell’anno passato, mettendo in mostra dei giovani di buon come Blasi, Obodo, Grosso e Fusani oltre che un autentico campione come Fabrizio Miccoli (calato nel finale, ma in precedenza capace di vincere partite da solo). Andranno via tutti, altri ne verranno e la storia si ripeterà. E’ bravo Gaucci a scovarli ed è bravo Cosmi ad assemblarli.
Il Brescia del sor Magara ha fatto anch’esso delle ottime cose, sospinto da una stampa sempre benevola nei suoi riguardi e in quelli del miliardario buddhista che corricchiando in punta di bulloni, e col complesso e l’allenatore ai suoi piedi, gli ha risolto diverse partite.
Odioso il Bologna di Guidolin, detto il prete. Che non per nulla i petroniani, gente di bocca buona, detestano. Un gioco micragnosissimo, con un 4-5-1 che mai nulla ha concesso alla fantasia. .
Il Piacenza retrocede e la Reggina rischia di seguirla in serie B (spareggerà con l’Atalanta tra qualche giorno) perché troppo tardi hanno cambiato l’allenatore. Gigi Cagni (al posto del giovane Agostinelli) e De Canio (al posto del pluritrombato Mutti) hanno dato, dopo Natale, ai due complessi gioco, fiducia ed equilibrio, ma non i troppi punti perduti dai loro predecessori.
Le matricole Modena e Empoli si sono meritevolmente salvate, facendo talvolta vedere, specie l’Empoli, con giocatori di seconda serie, delle ottime cose. Como e Torino infine hanno fatto schifo, il Como in effetti un po’ meno, quando il vecchio Fascetti ha preso il posto (anche qui troppo tardi) dell’acerbo Dominissini.
Così si sono comportati i nomi che all’inizio avevo preso a riferimento nella tabella "Principali movimenti di calciomercato":
Adrian Mutu (Parma), bravissimo, è un campione; Adriano (Parma), bravissimo, pur se un po’ sconsiderato per via della giovane età è una forza della natura; Matteo Brighi (Parma), deludente, non è emerso; Fabrizio Miccoli (Perugia), è un piccolo campione, mi fa pensare a Maradona; Marco Zanchi (Bologna), non lo si è visto; Dellas (Roma), malissimo, un bue; Carlos Sorin (Lazio), impagato, non ha mai messo piede in Italia; Roberto Baronio (Perugia), malissimo; Fabio Gatti (Perugia), dato al Catania, non lo si è visto; Gaiska Mendieta (Lazio), impagato, regalato al Barcellona, male anche lì, il lavativo; Karsten Jankers (Udinese), malissimo; Oliver Bierhoff (Chievo), non utilizzato; Massimiliano Vieri (Verona), così così; Gamberini (Bologna), non lo si è visto; Zauli (Palermo), non seguo molto la B, comunque non l’ho notato; Maniero (Palermo), idem come Zauli; Corradi (Lazio), bene: mobile e coraggioso; Manfredini (Lazio), scomparso, venduto all’estero; Massimo Maccarone (Middlesborough), abbastanza male nella fredda Inghilterra; Enrico Chiesa (Lazio), non lo si è visto; Nicola Amoruso, male a Perugia, discretamente a Como; Enzo Maresca (Piacenza), ha classe e personalità, è un campioncino pronto per qualsiasi squadra purché gli si dia fiducia; Nakamura (Reggina), giallo ma incolore; Conticchio (Torino), maleficamente male; Sedivec (Catania), mai visto o sentito; Fabian O'Neill (Perugia), ha rescisso il contratto e se ne è dignitosamente tornato in Uruguay; Niculescu (Genoa), malissimo; Guzman (Ternana), malissimo, una delusione completa, se avesse mantenuto le promesse la Ternana avrebbe guadagnato la A; Frick (Ternana), non mi pare di averlo sentito.
Altri che aggiungo adesso: Paramatti (Bologna), la solita eterna sciagura, eppure un giorno potrà dire, vantandosene, "ho giocato nella Juventus"; Meghni (Bologna), talentuoso diciannovenne assai promettente; Signori (Bologna), un altro che si ostina a non capire che l’ora di un dignitoso abbandono gli è suonata da un pezzo; Cozza, Mozart, Di Michele e Bonazzoli, i migliori della Reggina; Jardinero Cruz (Bologna), bello, bravo e generoso, proprio il contrario del parassita Signori; Sculli (Modena), un prolifico tosto presto retrocesso a riserva; Milanetto, le gambe e il cervello del Modena; Toni (Brescia), bello bravo e intelligente, peccato che s’infortuni così di frequente; Baggio (Brescia), vedi Signori; stupisce che questi califfi godano sempre di fervida stampa; Bachini (Brescia), bravo e generoso, peccato che per via degli infortuni sia stato quasi sempre fuori; Pecchia e Music (Como), gli unici da salvare nel disastro della squadra del giocattolaro Preziosi; Cassani (Empoli), giovanissimo portiere ex Fiorentina, molto promettente; Cribari, giovane brasiliano difensore centrale dell’Empoli, tutti lo decantano ma a me non è parso essere un granché; Rocchi, Grella, Di Natale, i migliori dell’Empoli se non me ne sfugge qualcun’altro; Frey (Parma), abbastanza bene, a volte anche benissimo; Bonera, bene, difensore roccioso; Toldo (Inter), benissimo; Fabio Cannavaro (Inter), soldi buttati al vento, e non ci voleva molto, a non chiamarsi Moratti, a capirlo; Recoba (Inter), equivoco tattico spesso inguardabile, incedibile per via dell’altissimo ingaggio; Martins (Inter), 18 anni, nero come la pece, un castigo di Dio nelle aree avversarie, altro che sua santità Batistuta (Roma / Inter), pensionato in (si fa per dire) servizio!; Legrottaglie (Chievo), difensore abile a far gol, ma non so quanto ad evitarli; osannato oltremisura dalla stampa; Corini, Perrotta e Luciano (ex Eriberto), molto bravi anche quest’anno; Baiocco, male a Torino, benissimo a Piacenza; Dida (Milan), superportiere brasiliano; Nesta (Milan), di nuovo e tragicamente insuperabile; Samuel e Totti, (Roma) a fase abbastanza alterna; Cassano (Roma), insopportabile ma impiegato da punta se l’è cavata; Doni, (Atalanta) una signorina; Dabò (Atalanta), un lottatore; Sensini (Udinese), il vecchio leone ha diretto magistralmente le operazioni difensive della squadra; De Santis (Udinese), molto bravo, lo vuole il Manchester, dicono; David Pizarro (Udinese), bravissimo, un regista all’antica ma con i controfiocchi; Muzzi, Jorgensen, Jankulovski (Udinese), molto bene, molto bravi; Fiore (Lazio), vedi Doni, un altro che senza meritarlo gode di buona stampa; Lopez, Stam, Stankovic e Corradi, i migliori della squadra Lazio; il cileno Vargas, modesto e greve; Suazo (Cagliari), braverrimo; micidiale nel contropiede; Cicciuzzu Cozza, strepitoso, un Nedved in sedicesimi..
La partita decisiva per l’assegnazione della Champions League:
La partita decisiva per l’assegnazione della Champions League è stata giocata il 28 maggio all’Old Trafford di Manchester. Il Milan ha battuto la Juventus per 3 a 2, aggiudicandosi - con nostro grande scorno ché questa è la terza finale su quattro che negli ultimi anni perdiamo - il trofeo ambito più di ogni altro a mezzo dei calci di rigore, dopo che i tempi regolamentari e quelli supplementari si erano chiusi sullo zero a zero.
Credo di essere uno dei pochi italiani ad avere visto la partita due volte; molti milanisti, in eccesso di euforia, non devono averlo fatto e non lo faranno per la comprensibilissima sindrome del "l’abbiamo vinta e il resto non conta"; per colmo di delusione ugualmente gli juventini. Ai terzi, ora che della contesa conoscono il vincitore, credo che importi proprio nulla di rivederla. Io ho voluto guardarmela di nuovo, questa volta su Stream, per questa sorta di croce rendicontizia che da troppi anni mi porto dietro e che francamente non so a chi giovi. Anzi, mentre che ci siamo, rappresento agli eventuali occasionali lettori che dal prossimo anno mi limiterò, almeno per il campionato – che lo abbiamo in uggia, tanti ne abbiamo vinti! – ai soli tabellini e alla sommaria descrizione dei gol che i giocatori della Juventus andranno a segnare.
Ogni squadra gioca come l’altra le consente di giocare, e questa sera il Milan ha impedito alla Juve d’imporre il suo gioco. La partita è stata incerta e combattuta fino alla fine, e i giocatori dell’una e dell’altra parte vi hanno profuso negli gli interi quattro tempi tesori di energie e un puntiglio encomiabile. Solo che le vere e proprie occasioni da rete – dico quelle reali e non dei velleitari tiri da lontano che di questi se ne sono visti anche troppi (vero Conte? Vero Rui Costa?) – sono state pochissime, però di gioco c’è stato e anche di volontà a non farsi sopraffare. E così solo una volta Buffon è dovuto intervenire da par suo. E’ accaduto al 17° minuto del I° tempo quando Inzaghi da pochi passi, come solo lui è capace di fare, di testa ha indirizzato un pallone nell’angolo basso della nostra porta. Gigi si è disteso a deviarlo salvando la rete da un gol pressoché fatto. Sarebbe stato oltraggevole perdere siffatta coppa per il classico gol dell’ex, senza dire che il suo smodato esultare mi riesce del tutto indigesto. A questo quasi gol noi possiamo opporre la traversa colta al 2° minuto della ripresa da Conte, a Giga battuto. E se i milanisti venissero a lagnarsi del gol annullato a Schevchenko nel primo tempo (fuori gioco passivo ma molesto di due giocatori) noi potremmo opporgli il chiaro fallo da rigore di Nesta su Conte nel corso della ripresa. Di altro, nel senso di occasioni da gol, non c’è nulla da segnalare, anche se da un lato e dall’altro è stato un continuo arrembare, uno stridere di tibie e un costante digrignar di denti.
Mentono i corrispondenti stranieri quando sciovinisticamente parlano o scrivono di cattivo gioco e di partita noiosa. La mancanza di gol e di occasioni da gol sta nel fatto che l’equilibrio delle forze in campo era assolutamente pari, e le difese prevalevano sugli attacchi. E, dal mio punto di vista di juventino, [sta anche] in quello che alla partita è mancato – ai bianconeri è mancato - quell’elemento quasi demiurgico capace come forse nessun altro al mondo di spezzare, con la sua geniale dissolutezza, equilibri di questo genere. Parlo di Pavel Nedved che con grande nostro rammarico e compiacimento della rivale per un paio di banali ammonizioni ha dovuto saltare la finale.
Secondarie rimangono secondo me le circostanze delle forzate uscite di Tudor e di Davids giacché non penso che a centrocampo e in difesa la Juventus, assestatasi con l’entrata di Birindelli, abbia lasciato a desiderare. Né, contrariamente a quello che stanno facendo in queste stesse ore gli amici di ISCJ, getterei la croce addosso a Trezeguet. A parte il rigore (effettivamente) tirato male, Trezeguet ha due enormi attenuanti: non ha ricevuto un pallone che fosse uno giocabile ed era marcato da un certo Alessandro Nesta. Un centravanti può avere qualche speranza di superare Nesta solo se gli riesce di puntarlo, con la migliore collaborazione dei compagni, più e più volte. Cosa poteva fare Trezeguet ieri sera, giammai o una sola volta servito? Per cui, per la scarsa incisività delle azioni d’attacco, qualche colpa la darei al rendimento non proprio ispirato, o cònsono alla serata, di Camoranesi, che nei voti di Lippi avrebbe dovuto sostituire Nedved, e di quel Del Piero che nelle occasioni topiche troppo spesso si squaglia.
Zero a zero dunque, e sarebbe rimasto zero a zero anche se la partita fosse durata tre ore. E quindi soluzione ai calci di rigore. Ai calci di rigore ero arcinconvinto che ce l’avremmo fatta. I milanisti i loro migliori rigoristi li avevano fuori (Pirlo, Rivaldo, Redondo) mentre noi li avevamo tutti dentro. E poi, senza nessuna offesa per Giga che molto stimo e amo, in porta disponiamo di un certo Pierluigi Buffon...
Che poveraccio ha fatto il possibile e l’impossibile. Ma Trezeguet, Zalayeta e Montero hanno vanificato – tirando come degli imbranatissimi allievi - le prodezze che egli aveva compiuto intercettando i tiri di Seedorf (forte e angolato) e di Kaladze (anch’esso maltirato). Nulla invece ha potuto fare contro la precisione balistica dell’invincibile Nesta e del prode Shevchenko che hanno calciato forte e molto angolato.
Col senno di poi – ma sono odiosi i discorsi fatti con senno di poi – si può rimproverare a Lippi di avere fatto tirare il terzo rigore – di importanza strategica incommensurabile dopo che per ben due volte Buffon aveva rimediato agli errori dei suoi compagni - a Montero e non a Del Piero. Se lo avesse tirato Del Piero (e, come ha fatto dopo, lo avesse realizzato) i milanisti da inseguiti sarebbero diventati inseguitori, con quel di brutto che psicologicamente questo comporta. Invece il caro. povero Paolo s’è fatto prendere dall’emozione e come un pivello – lui vecchio guerriero pieno di cicatrici - ha calciato debole e centrale (Giga gli si è mosso incontro di tre passi, ma nessun arbitro in situazioni del genere fa ripetere il tiro). Quest’errore di sicuro gli ha spezzato il morale e, per delle considerazioni che comprendono la sua non più giovane età (era da due settimane che andava ossessivamente ripetendo "è la mia ultima occasione, è la mia ultima occasione") non penso che riuscirà a riprendersi. La soluzione ai calci di rigore per chi perde è sempre assai crudele, ma così è. D’altronde noi con l’Ajax nel ’96 e con gli Argentinos Jr. nell’ 86 la spuntammo proprio con questo stesso tipo di soluzione.
Qualcosa sui protagonisti. Di parecchi ho detto, mi restano da segnalare le grandi prestazioni di Thuram, di Ferrara, di Tacchinardi, dell’encomiabile Birindelli e soprattutto di Zambrotta Lippi all’inizio aveva fatto scendere in campo i seguenti uomini: Buffon in porta, ovviamente; Thuram a destra, Ferrara e Tudor centrali, e Montero a sinistra a contrare Shevchenko. A centrocampo, da destra a sinistra, Camoranesi Tacchinardi Davids e Zambrotta. Punte Trezeguet e Del Piero (invece Ancelotti si era affidato a Dida, Costacurta, Nesta, Maldini e Kaladze; il generosissimo e bravissimo Gattuso gatto peloso, Pirlo, Rui Costa e Seedorf; Shevchenko e Inzaghi). All’inizio Shevchenko ha fatto vedere i sorci verdi a Montero, d’altronde Paolo non ha né lo scatto di una volta né l’attitudine a giocare terzino. Fu qui che nacquero le due occasioni topiche (il gol annullato all’ucraino e l’occasione gol capitata a Inzaghi) cui ho accennato all’inizio. Dopo 20 minuti Lippi rimediava facendo entrare Birindelli (usciva Igor Tudor nel frattempo infortunatosi, che se non si fosse infortunato Lippi lo avrebbe spostato a centrocampo lasciando la cariatide Conte in panchina) e riportando Montero al centro della difesa, così che il comparto riacquistava, grazie anche ai giochi di movimento nei quali l’uruguayano è l’insuperato regista, la consueta impermeabilità. L’entrata in campo di Conte ad inizio di ripresa è dovuta ad uno stiramento muscolare accusato da Davids che fino all’infortunio aveva giocato con la consueta forza, (invece al solito suo Conte giostrava per incantare i gonzi, giacché ogni volta che incocciava il pallone chiudeva gli occhi e tirava in porta - si fa per dire, in porta -, del tutto incurante della posizione in area dei compagni). L’entrata in campo di Zalayeta – secondo me più che necessaria, sia per collegare i centrocampisti agli attaccanti e sia per dare sostegno a questi che contro Nesta e Maldini proprio non ce la facevano – veniva effettuato per il fatto che Camoranesi non cavava un ragno dal buco.
Dei rigori ho detto. Trezeguet gerarchicamente è il secondo dei nostri rigoristi e finora, quando ne ha tirati, non ne ha mai sbagliato uno. Di solito calcia delle tremende bordate senza starci a pensare. Invece ieri sera gli è uscito un tirettino fiacco fiacco. Io l’ho intuito che lo avrebbe sbagliato dal fatto che per raggiungere il dischetto del rigore ci ha impiegato il tempo che di solito i condannati a morte ci mettono a salire gli scalini della fatal pedana. Dove sono più gli occhi di tigre alla Vialli? Possibile che Lippi non le veda più queste cose? Basta così, mi sono stancato. Onore al Milan che probabilmente, alla fine di tutto, tenendo conto anche del comportamento tenuto nei due gironi eliminatori, la coppa l'ha meritata più di noi. Vorrei però consentire, prima di chiudere, al tifoso che è in me, dopo che per lungo tempo egli si è sforzato di essere obiettivo, un piccolo sfogo. Giacché più che la vittoria della storica rivale (che sabato sera quasi di sicuro a questa grande coppa avvicinerà quella italiana) lo fanno ribollire d'ira lo scarso senso della misura e la sguaiata inverecondia dei gazzettieri nostrani che, arrembando come sciacalli, a torme stanno precipitandosi a salire sovra il carro del povero Ancelotti (il quale, detto per inciso, sta tenendo un comportamento assolutamente sobrio), per cantarne le lodi più sperticate e impudiche. Non dovrebbe venire dimenticato – è questo che voglio aggiungere da tifoso deluso ma non domo - che questa coppa il Milan l’ha vinta senza vincere non solo la finale ma neanche una sola delle due partite di semifinale. E che le avversarie che quì e lì i rossoneri hanno incontrato (e non superato) erano prive dei loro uomini migliori, cioè di Vieri l’Inter e di Nedved la Juventus.
Commento finale conclusivo:
Senza un centravanti degno di questo nome, la Juventus nella lotta per lo scudetto ha dato 7 punti all’Inter e 11 al Milan, che disponevano, con Inzaghi e con Vieri, di due uomini gol che hanno segnato, tra campionato e coppe, all’incirca trenta gol ciascuno. Mi permetto di pensare che se avessimo disposto del Trezeguet della trascorsa stagione il campionato sarebbe finito prima di Pasqua. Dunque onore a Lippi che facendo di necessità virtù ha saputo costruire un congegno capace di portare al gol, ora l’uno ora l’altro, un po’ tutti. Questo espediente non ha nuociuto alla prolificità della squadra che alla fine, a conti fatti, è rimasta aggiudicataria, insieme con l’inter di Vieri e Crespo, del più alto numero di gol segnati. Questa caratteristica, e la solita insuperabile difesa, ci hanno dato quel di più che ci ha permesso di prevalere su compagini accreditate, solo in ragione dei gran soldi spesi, al successo finale più della nostra squadra. In un complesso omogeneo com’è la Juventus è sempre un po’ difficile dividere i meriti, tuttavia se vogliamo farlo la fetta maggiore dobbiamo darla a Pavel Nedved perché egli in molte occasioni, con la sua velocità, potenza atletica, capacità balistica, generosità, ha fatto pendere la bilancia dalla nostra parte (e Dio solo lo può capire quanto ci sia mancato nella finale di Manchester). Non parimenti esaltante è stata, secondo me (scrivo secondo me perché il giocatore gode di una stampa talmente buona che chi lo critica rischia di passare per un prevenuto o per un incompetente) la annata di Alessandro Del Piero, che non è che non abbia fatto delle belle e buone cose, solo che nei momenti decisivi quasi sempre tradisce il suo ruolo di capitano, di uomo simbolo, di capo squadra e di giocatore meglio pagato e più pubblicizzato. Io penso che col piccolo indiavolato e fenomenale Miccoli al suo posto, o in panchina pronto a subentrargli quando si vedeva che non era in giornata, la squadra avrebbe volato.
David Trezeguet è stato tormentato da infortuni che lo hanno tenuto in infermeria per i due terzi della stagione; Marco Di Vaio ha miserevolmente fallito (a Parma era un mostro e io credevo ciecamente in lui. O la scarsa fiducia di Lippi lo ha presto smontato, o è tagliato per le squadre che giocano in contropiede). Di Marcelo Salas è meglio tacere così che, alla fine, il povero, umile, Zalayeta, è risultato il più positivo dei nostri attaccanti, segnando anche qualche bel gol.
Eccezionale è stato il rendimento di Gianluca Zambrotta, impiegato stabilmente da Lippi nell’inedita posizione di terzino sinistro. Era dai tempi di Cabrini che non vedevamo un fenomeno simile! Un mostro di puntualità e di abnegazione, velocissimo nella corsa e tecnicamente sovrumano. Lippi lo ha schierato a sinistra per far posto a destra a Mauro German Camoranesi, il quale ha giocato un girone d’andata superlativo, ma che in quello di ritorno, finita la benzina, purtroppo si è fermato.
Gian Luigi Buffon durante tutta la stagione non ha commesso un solo errore e più volte ha compiuto parate risolutive. Di prim’ordine quest’anno, a differenza dell’anno scorso, è stato il rendimento di Liliam Thuram, sontuoso nel difendere e sorprendente nell’attaccare pressappoco come il suo collega Zambrotta dall’altra parte del campo. Encomiabile il rendimento dell’umile e generosissimo Birindelli, rincalzo di prim’ordine utilizzabile in tutti i ruoli della difesa. Buono anche quello dell’altro rincalzo, Iuliano, le volte che è stato chiamato a prestarsi. Invece appena sufficiente si è rivelato il rendimento di Gian Luca Pessotto, che un grave infortunio quest’anno ai mondiali e l’ottima annata dei predetti Zambrotta e Birindelli hanno tenuto nell’ombra.
Strepitosa, data anche la tarda età, la stagione di Ciro Ferrara. Gioca d’anticipo come un giovinetto, divertendosi da quel campione che è. Strategicamente insostituibile Paolo Montero, anche se si vede che non è più quello di una volta (d’altronde ha 32 anni Paolo; mi si obietterà che Ciro ne ha 36 dimenticando Ciro non solo è unico ma è anche napoletano. E poi si sa che chi beve birra campa cent’anni). Paolo di questa superdifesa resta l’insostituibile perno e il regista, e accanto a lui tutti, anche uno Iuliano qualunque, rendono al massimo.
Igor Tudorè stato anche lui tormentato dai postumi di quell’infortunio alla caviglia che anche a lui la scorsa estate fece saltare i mondiali. Lippi che crede ciecamente in lui sta piano piano recuperandolo. Forse occorrerà uscire dall’equivoco "difensore o centrocampista?" perché personalmente lo vedo più come il perno basso del rombo di centrocampo che come difensore in linea di una difesa che voglia praticare la tattica del fuori gioco.
Il vecchio Fresi e il giovane Zenoni si sono fatti vedere poco. Il vecchio Conte – non mi stancherò mai di ripeterlo – ha fatto il suo tempo. Le volte che viene impiegato pensa solo alle sue personali glorie (e al suo contratto), cercando con ostinata pertinacia e danno collettivo gol impossibili.
Mostruoso Edgar Davids, guerriero indomabile. Dopo due stagioni con dei notevoli alti e bassi è ritornato ad un livello di rendimento straordinario. Strepitoso per continuità, per sagacia tattica e per personalità, il campionato di Alessio Tacchinardi, che finalmente è assurto al ruolo di uomo guida del centrocampo della squadra. Questo Tacchinardi merita incondizionata fiducia.
Pavel Nedved. José Altafini che di calcio se ne intende lo ha definito un mix di Tardelli, di Boniek e di Lothar Mattheus. Nel senso che sa fare il centrocampista, l’ala, la mezzala e l’uomo gol come pochi altri al mondo. Senza dire del bestiale impegno e della encomiabile generosità che profonde tutte le volte. Con lui in campo la coppa con le orecchie non ci sarebbe sfuggita.
Poiché di Lippi ho già detto, concludo ricordando che la Juventus è un congegno che gira alla perfezione perché tutti vi si dedicano con la massima serietà e i ruoli e le funzioni risultano chiari e ben definiti. L’esito doloroso dell’ultima partita – la più importante! – non deve farci dimenticare chi siamo e quel che di buono solitamente facciamo. I conti sono a posto e gli sponsor ci ambiscono. Il dolore per la perdita della Champions league è lancinante (penso soprattutto a Lippi che ha perduto quattro finali su cinque). Una squadra che vinca sempre non esiste, così come non esiste – tranne l’Inter - una squadra che perda sempre!
29 maggio 2003
A mo’ di ciliegina sulla torta, vi offro, cari lettori...:
A mo’ di ciliegina sulla torta, vi offro, cari lettori, un saggio di letteratura antica. Vi si tratta della battaglia di Manchester che, così come quella di Waterloo, a chi l’ha vinta ha regalato l’intero Continente e alla perdente ha lasciato solo gli occhi per piangere. E nessuno sa, o se lo sa non può dirlo giacché non c’è più nessuno cui interessi, che gli inglesi vinsero che il pio Wellington mestamente stava dando al trombettiere l’ordine della ritirata generale, perché, molto in ritardo, oramai inatteso ma provvidamente puntuale, in lontananza il gran polverone della cavalleria di Buchler d'incanto ridiede vigore a chi lo aveva perduto e lo tolse a chi l’incerta Nike, in quell’immenso carnaio, smise di sorridere.
E’ di un mio amico che con pari impegno e diverso animo tra alte e medie applicazioni ogni giorno si divide. I nostri modi di scrivere non solo non collimano, ma collidono. Io il mio resoconto l’ho reso con stile greve, come s’addice a chi pianga. Mentre il suo è alato e elegante. Non lodatelo più di quanto meriti, amici, e a me non disprezzatemi più di quanto non merito. Gli è che mentre lui scriveva, appoggiati i fianchi alla sua scrivania la dolce Nike gli sorrideva e la bella Melpomene la mano gli teneva.
La partita è tra Iuventus e Milan.
La Giuventus è una squadra operaia, nerbuta, bloccata in difesa,
squassante dal centrocampo in sù, grazie alla forza primordiale di Davids
e di quell'Ettore domatore di cavalli che semina sterminio in rapidi raids
in campo avverso. Ma nell'agone decisivo, Ettore è assente,
abbattuto non da un Achille irato che il Milan non ha
ma dalla dabbenaggine del suo generale che lo tiene in campo
nonostante la vittoria sia certa, e dalla sua mai doma generosità
che lo porta a farsi ammonire in una circostanza inutile.
Di magnifici la Giuventus ha il portiere, quel Davids di cui ho già parlato e,
quando hanno forza e vigore fisico - non sempre - i due stoccatori,
Del Piero ed il magnifico Trezeguet.
Il Milan è una squadra costruita male, senza terzini, con un centrocampo di
fini dicitori ed un attacco spesso evanescente. Di Campioni veri ha i due
difensori centrali e quel Seedorf elegante ed incisivo. Per il resto, si
regge sulla generosità mai doma di quel novello Basletta che è Gattuso e
sulle invenzioni di Pirlo.
Dalle formazione, noto che manca - e me ne dolgo - l'Ambro che è l'unico
centrocampista di vera classe che abbia il Milan. La Giuventus noto con
piacere che mette il ciclonico uruguagio a difendere sulla sinistra e qui
penso, sono certo anzi che il mite Sceva, se in giornata appena non storta,
lo affetterà, e sostituisce (ahi Lippi!) Nedved con il molle Camoranesi. Sono
ottimista.
L'avvio del Milan è tale da spaventare la vecchia signora. La palla
volteggia a centrocampo come leggera farfalla dalla testa del novello
Basletta a quella di Rui Costa per posarsi sul petto dell'olandese che la fa
scivolare con leggiadria sul piede destro, con gli armigeri bianconeri
incapaci di spezzare la tela, ammirati. Noto un Lippi preoccupato, ma le
danze rossonere sortiscono solo tre palle gol: una, su inzuccata a colpo
sicuro di Inzaghi, deviata da quel grandissimo Buffon, forse neanche lontano
parente di quel portiere patetico e cornuto che giocò nel Milan e nell'Inter;
altra palla gol è sciaguratamente mancata da fuori da Rui, che ricordo più
nerboruto e cattivo il quel di Firenze e non ne azzecca una che è una. La
terza, ancora di Inzaghino, su fendente dalla sinistra del brasiliano sul
primo palo, finita fuori. La corazzata rispone con due colpi di testa su
traversoni dal fondo, il primo, sciagurato, di Trezegol, il secondo,
improvviso, di Conte che impatta sulla traversa. Nel mezzo, un gol annullato
al prode Scheva per fuorigioco (mezzo) attivo. Pare che il guardiaporte
della Iuventus abbia frapposto ostacolo tra lui e il pallone. Più altro e
qua gli amanti delle cruente tragedie alla Seneca, gli spagnoli amanti delle
tenzoni con molti morti, o delle partite con molti gol, grideranno allo
scandalo..Uno 0 a 0 bellissimo che sarebbe piaciuto molto al rimpianto Giuan
Brera. Un solo attimo di tremore mi assale, al vedere quel brasiliano nero
scomposto e disarticolato, abbattersi a terra: adesso, mi dico, le orde
bianconere espugneranno Cartagine. Macchè, mi sbaglio, forse i guerrieri di
Lippi hanno finito la birra quando hanno meritatamente steso lo squadrone
madrinista, povero di difensori e presuntuoso al massimo.
Ai rigori, prego Calliope di consentirmi di buttarmi per terra a mo' di
preghiera. Gli stoccatori del Milan non ci sono più, mancati al momento
decisivo per stanchezza o scelte tattiche. Ciò che succede dopo è scritto
sulle ali del vento: sbagliano tutti ed il vostro cantore, novello aedo
cieco, non capisce che il tiro di Sheva è quello decisivo, il suo rotear gli
occhi in maniera torva ha qualcosa del demoniaco, si coglie al volo che la
tenzone è vinta, con grave scorno del nemico colpito a morte.
Il sorriso bieco del vile millantatore in tribuna d’onore è una scudisciata al
petto del vostro aedo.
E alla grande chiudendo, alla grande vi saluto.
3 giugno 2003