Stagione 2001/2002
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1 |
Gian Luigi BUFFON |
1978 |
2004 |
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2 |
Ciro FERRARA |
1967 |
2002 |
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3 |
Michele PARAMATTI |
1968 |
2003 |
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4 |
Paolo MONTERO |
1971 |
2003 |
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5 |
Igor TUDOR |
1978 |
2002 |
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6 |
Fabian O’NEILL |
1973 |
2005 |
A gennaio ceduto al Perugia |
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7 |
Gian Luca PESSOTTO |
1970 |
2003 |
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8 |
Antonio Conte |
1969 |
2002 |
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9 |
Marcelo SALAS |
1974 |
2005 |
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10 |
Alessandro DEL PIERO |
1974 |
2004 |
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11 |
Pavel NEDVED |
1972 |
2004 |
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12 |
Michelangelo RAMPULLA |
1962 |
2002 |
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13 |
Mark IULIANO |
1973 |
2004 |
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14 |
Christian ZENONI |
1977 |
2006 |
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15 |
Alessandro BIRINDELLI |
1974 |
2002 |
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16 |
Enzo MARESCA |
1980 |
2004 |
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17 |
David TREZEGUET |
1977 |
2005 |
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18 |
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19 |
Gian Luca ZAMBROTTA |
1977 |
2005 |
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20 |
Alessio TACCHINARDI |
1975 |
2005 |
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21 |
Lilian THURAM |
1972 |
2005 |
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22 |
Fabian CARINI |
1979 |
2005 |
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23 |
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24 |
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25 |
Marcelo Danubio ZALAYETA |
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26 |
Edgard DAVIDS |
1973 |
2006 |
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27 |
Nicola AMORUSO |
1974 |
2004 |
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28 |
ATHIRSON |
1977 |
2005 |
A gennaio ceduto in prestito per 18 mesi al Flamengo |
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35 |
Mattia CASSIANI |
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36 |
Ilyas ZEYTULAEV |
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37 |
Victor BOURDIANSKI |
Arrivi:
Nicola AMORUSO (di ritorno dal prestito al Napoli)
Gian Luigi BUFFON (dal Parma per 75 mld. più Jonathan Bachini)
Enzo MARESCA (di ritorno dal prestito al Bologna)
Pavel NEDVED (dalla Lazio per 75 mld.)
Vincent PERICARD (dalla "primavera")
Felice PICCOLO (dalla "primavera")
ROMANO (dalla "primavera")
RONDINELLA (dalla "primavera")
Lilian THURAM (dal Parma per 70 mld.)
VITONE (dalla "primavera")
Christian ZENONI (dalla Atalanta per 30 mld.)
David SUAZO (dal Cagliari) per il campionato 2002/03)
Marcelo SALAS (dalla Lazio)
Marcelo ZALAYETA (in vigenza di un antico contratto, da un fine prestito al Las Palmas, a nov. , a causa dell’infortunio a Salas).
Partenze:
Zidane (venduto per 140 mld. al Real Madrid),
Inzaghi (venduto al Milan per 40 mld. più C. Zenoni stimato 30 mld.),
Brighi (ceduto in prestito al Bologna),
Bachini (rientrato dal prestito al Brescia e ceduto al Parma per 30 mld.),
Zanchi (rientrato dal prestito al Vicenza e ceduto in prestito al Verona),
Fonseca (libero per fine contratto),
Sculli (al Crotone, per rinnovo prestito),
M. Vieri (all’Ancona, per rinnovo prestito)
Erwin Van der Sar (svenduto agli inglesi del Fulham)
Josè Eduardo Esnaider (prestato al Porto).
Nuovo allenatore: Marcello Lippi
Allenatore in seconda (una specie): Jens Bangsbo
Presidente: avv. Vittorio Chiusano
Amministratore Delegato: dott. Antonio Giraudo
Vice Presidente esecutivo: Roberto Bettega
Direttore Generale: Luciano Moggi
Preparatore atletico: Giampiero Ventrone
Allenatore dei portieri: Ivano Bordon.
Abbonati: 35.535
Le squadre (in corsivo il nuovo):
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Allenatore |
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Atalanta |
D |
Giuseppe Vavassori |
Taibi, Carrera, Comandini, Zauri, Ignacio Pià |
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Bologna |
S |
Francesco Guidolin |
Brighi, Cipriani, Gamberini, Signori, Locatelli |
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Brescia |
D |
Carlo Mazzone |
Baggio, Tare, Toni, Bonera, Diana |
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Chievo |
D |
Del Neri |
Eriberto, Manfredini, Corini, Perrotta, Binotto |
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Fiorentina |
S |
Roberto Mancini / dall’inizio del girone di ritorno Ottavio Bianchi |
Morfeo, Baronio, Chiesa e Nuno Gomez |
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Inter |
D |
Ector Cuper |
Toldo, Materazzi, Sorondo, Conceicao, Dalmat, Emre, Okan, C. Zanetti, Farinos, Ronaldo, Vieri, Kallon, Adriano |
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Juventus |
D |
Marcello Lippi |
Buffon, Tudor, Thuram, Montero, C.Zenoni, Pessotto, Davids, Maresca, Nedved, O’Neill, Zambrotta, Del Piero, Trézéguet, Salas |
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Lazio |
S |
Dino Zoff; dalla 3^ Alberto Zaccheroni |
Peruzzi, Nesta, Castroman, Poborsky, Simeone, Crespo, Lopez, Salas, Mendieta, Stam, Liverani |
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Lecce |
S |
Alberto Cavasin / il quale dopo la 20^ viene sostituito da Delio Rossi. |
Chevanton, Vugrinec, Popescu, Giacomazzi |
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Milan |
D |
Fatih Terim; dalla 10^ Carlo Ancelotti. |
Abbiati, Contra, Kaladze, Maldini, Laursen, Donati, Gattuso, Umit, Redondo, Rui Costa, Serginho, Inzaghi, Schevchenko |
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Parma |
S |
Renzo Ulivieri fino alla 8^; dalla 10^ Daniel Passarella che, dopo 5 giornate, viene licenziato. Squadra affidata a Gedeone Carmignani (con Arrigo Sacchi sovrintendente) |
Frey, Cannavaro, Junior, Almeyda, Nakata, Marchionni, Di Vaio |
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Perugia |
D |
Serse Cosmi |
Mazzantini, Baiocco, Ze’ Maria, Liverani, Vryzas, Semereh |
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Piacenza |
D |
Walter A. Novellino |
Matuzalem, Hubner |
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Roma |
S |
Fabio Capello |
Cafù, Candela, Samuel, Cufré, Tommasi, Emerson, Del Vecchio, Totti, Cassano, Batistuta, Montella |
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Torino |
D |
Francesco Camolese |
Pinga, Franco, Lucarelli, Ferrante |
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Udinese |
S |
Roy Hodgson / dalla 14^ Giampiero Ventura |
Pieri, Pizarro, Jorgensen, Muzzi, Sosa |
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Venezia |
S |
Claudio C. Prandelli / dalla 7^ Alfredo Magni |
Algerino, Conteh, Viali, Andersson, Bjorklund |
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Verona |
D |
Alberto Malesani |
Zanchi, P.Cannavaro, Montano, Camoranesi, Gilardino |
Guida al campionato:
Questo calcio drogato di impazienza e di violenza, e le intemperanze dei tifosi che una stampa opportunista, cinica e composta di giornalisti che sono dei delinquenti continuamente aizza, ci hanno confezionato un calcio mercato pieno di faville, giacché ogni anno tutti i dirigenti sia che abbiano vinto e quindi hanno l'obbligo di rivincere e sia, a maggior ragione, che non abbiano vinto devono per forza disfare e rifare tutto, tant'è vero che delle cosidette prime 7 solo la Roma, vincitrice dello scudetto, tra l'anno scorso e questo non ha cambiato l'allenatore. E così si vive sopra le righe, la voragine dei debiti si dilata, si dilatano gli organici di giocatori costosissimi e spesso inutili, si fanno follie, non si programma più niente, si seguono il vento e i contestatori.
La Juventus che delle grandi era l'unica ad avere i conti in regola si è messa a spendere come non aveva fatto prima, acquistando, pagandoli a carissimo prezzo, un grandissimo portiere (del quale non è certissimo che ne avesse bisogno ma che tuttavia è il benvenuto perché un Buffon, da solo, può voler dire, alla fine, cinque o sei punti di differenza), un buon attaccante (Salas), più affidabile e più continuo di Inzaghi e due ottimi giocatori (Thuram e Nedved) purtroppo quasi trentenni. L'ingente salasso finanziario è stato per fortuna in qualche modo riequilibrato dalla rinuncia (ormai matura, anche per l'esplosione di Trezeguet) a Inzaghi e soprattutto dalla (opportuna) vendita di Zidane che il Real Madrid ci ha pagato moltissimo. E soprattutto, superando vecchi rancori, la Juventus si è riaffidata a Lippi, giacché, secondo me, perseverando con l'inerte e opaco Ancelotti ogni spesa sostenuta o che avrebbe potuto sostenere per rinforzare l'organico sarebbe stata vana. I bianconeri si presentano al via con una difesa pressoché insuperabile, con un centrocampo abbastanza eterogeneo dove però più sono i costruttori di gioco che gli incontristi puri, e con due attaccanti di tutto rispetto (Trezeguet e Salas), mentre Lippi cercherà di capire dove e come Del Piero può dare ancora il meglio.
La Lazio privandosi di Veron e di Nedved si è indebolita, giacché Cragnotti che negli ultimi anni aveva speso come il fratello del sultano del Brunei doveva in qualche modo rientrare. Poi cedendo alle pressioni dei media e della piazza si è risolto a prendere Mendieta, quotato centrocampista e anima del Valencia. La difesa, tolto l'eroico Nesta, non dà molto affidamento, il centrocampo pur se eccessivamente votato alla costruzione mi pare abbastanza funzionale, l'attacco, grazie alle virtù balistiche di Crespo, e secondariamente di Lopez, è di prim'ordine. La domenica che è iniziato il campionato il presidente Cragnotti ha rimediato alle carenze difensive ingaggiando a caro prezzo dal Manchester Utd. l’olandese Japp Stam, arcigno difensore centrale abituato a giocare negli spazi larghi. Lo stimiamo molto e ci fa più piacere che il Manchester se ne sia privato di quanto ci dispiaccia che l’abbia preso la Lazio. Stupisce non poco la politica economica di Cragnotti che per delle asserite necessità di bilancio dolorosamente vende tre dei suoi cinque campioni (Veron, Nedved e Salas) per correre a coprirsi, pagandoli carissimo, con Fiore, Mendieta e Stam. Forse è la borsa, chissà. La Roma si è un po' indebolita per avere perduto quell'eccellente incontrista e cursore di centrocampo che è Cristian Zanetti (passato all'Inter cui apparteneva), ma è ancora forte del più grande tecnico che ci sia in circolazione (Capello) e dall'anno scorso a questo dev'essere sicuramente cresciuta sopratutto in convinzione. Accresciute con Cassano, Lima e Siviglia le disponibilità in panchina; ma la difesa oltre a Samuel non presenta elementi di pieno affidamento ma col giovane Pellizzoli è migliorata nel portiere (punto debole l'anno scorso). All’ultimo momento, anche per rispondere al colpo Stam dei cugini laziali ingaggiano tale Leandro Cufré, difensore argentino ventitreenne già compagno di squadra di Samuel. Chi vedrà vivrà?
Roma e Lazio potranno contare nelle loro corse, come si è ampiamente e durevolmente visto negli ultimi anni, sui formidabili appoggi della televisione pubblica e dei vertici federali, i quali con la spinta e con la approvazione della prima sono arrivati più volte a stravolgere, in loro favor, le regole del gioco.
Le milanesi hanno cambiato molto, cominciando dagli allenatori.
Il Milan si è affidato al turco Terim, che l'anno scorso nella Fiorentina, e prima con Galatasaray, aveva favorevolmente impressionato per il gran gioco corale che le sue squadre esprimono. Si tratta di un offensivista a parole, che agli effetti pratici si rivela essere un furbo contropiedista. Potrà giovarsi, per i suoi schemi, dell'acume tattico di Rui Costa, opportunamente preso profittando del disfacimento della Fiorentina. In attacco la presenza di Inzaghi a Schevchenko non gli gioverà molto, data la tendenza dei due ad accentrarsi. Penso che se avessero preso, anziché Inzaghi, un onesto mulo (mulo nel senso buono, in quanto altruista e fisicamente forte) come Kovacevic avrebbero fatto meglio. Ottimo l'acquisto dell'ultimo momento di Laursen che con Abbiati e il vecchio Maldini nobilita una difesa altrimenti poco raccomandabile. Il centrocampo offre opzioni difensivistiche e offensivistiche, è auspicabile che Terim sappia fare di esse nei diversi momenti la scelta giusta.
All'Inter Moratti, dopo l'ennesimo fallimento, e le inutili costosissime rifondazioni di ogni estate, ha preso l'uomo giusto, cioé quel Cuper che con squadre modeste, in Spagna, negli ultimi tre anni ha saputo giocarsi tre finali europee. Si tratta di un grande organizzatore di gioco e di un formidabile motivatore di uomini. E dispone di molti eccellenti giocatori, dove, a differenza che nel passato, molti, e in specie a centrocampo (Dalmat, Cristian Zanetti, Emre, Okan, Seedorf, Conceicao) sono quelli disposti a correre e a dannarsi l'anima. Di grande affidabilità i difensori (in specie Materazzi e Blanc, se verranno opportunamente protetti) e invidiabili gli attaccanti (sopratutto Vieri, ostinatamente negato alla Juventus che ha fatto carte false per riprenderselo, e anche un Adriano che all'esordio ha sbalordito tutti) anche senza l'oggetto misterioso Ronaldo. Buono anche il portiere (Toldo) che spesso è quello he fa la differenza. Se partono bene possono arrivare lontano.
Della Fiorentina quest'estate si è occupata la sezione fallimentare del Tribunale di Firenza, data la situazione societaria e la gestione alquanto confusionaria di Cecchi Gori. Dovendo vendere e non potendo comprare l'irganico si è indebolito. E nemmeno l'allenatore è dei migliori (il giovane Mancini), anche se venendo dalla Capitale gode di buona stampa.
Sul resto sorvoliamo. Riteniamo, per la stima che portiamo ai loro allenatori e considerati anche i movimenti di mercato, che Perugia, Lecce e Torino potranno fare buone cose. Qualcos'altro verrà fuori. E com'è naturale qualcuno dei giudizi sopra espressi si rivelerà del tutto sbagliato.
In un'ottica europea emerge con forte evidenza che il Manchester Utd. si è, con l'acquisto di Veron e dell'olandese Van Nistelrooy (implacabile realizzatore) fortissimamente rinforzato; ha ceduto il roccioso Stam sostituendolo con l’interista Blanc, elegante, ma troppo statico e, ahilui, anziano. Il Real Madrid, fortissimo in fase di impostazione e di realizzazione, rimane assai debole in difesa. Non credo molto nel Barcellona, salvo che il suo nuovo allenatore non lo trasformi. Mi attendo molto dal PSV Eindhoven che possiede, nelle sue file, un asso di prima grandezza (Kezman) , dall'Arsenal e soprattutto dal Liverpool che campioni ne ha più d'uno (Fowler, Rio Ferdinand, Owen e forse qualcun altro che al momento non ricordo). Un'ottimo complesso è anche quello del Leeds (un fuoriclasse Kewell) che tuttavia non giocherà la Ch. L.
Le principali amichevoli:
a Cesena contro il Bologna: 2 a 1 per i gol di Trezeguet, Del Piero ® e Cruz.
a Bari, triangolare Birra Moretti: con la Lazio 0 a 0, sconfitti dall’Inter per un supergol di Vieri.
a Trieste, triangolare TIM: 0 a 0 con l’Inter, 0 a 1 con il Milan, gol di Kaladze.
A Milano, trofeo Berlusconi, 4 a 2 contro il Milan (1 a 1 al 90’). Gol di Del Piero e di Serginho su rigore. Ai rigori buffon ne para 3 su 5 (l’ultimo ad inzaghi).
Champions League:
A: Real Madrid, Roma, Lokomotiv Mosca, Anderlecht;
B: Liverpool, Borussia Dtm., Dinamo K., Boavista;
C: Arsenal, Maiorca, Schalke 04, Panatinaikos;
D: Lazio, Galatasaray, Psv Eindovhen, Nantes;
E: Juventus, Porto, Rosenborg, Celtic;
F: Barcellona, Lione, Bayer L., Fehenerbahce;
G: Manchester utd., Deportivo La Coruna, Olympiakos, Lille;
H: Bayern di Monaco, Sparta di Mosca, Feyenoord, Sparta Praga.
Partite ufficiali:
26/8/01, 1^: Juventus Venezia 4 a 0 con i gol di Trezeguet (Zenoni), Trezeguet (Tudor), Del Piero (pdl) e Del Piero (Salas). I bianconeri prima mettono al sicuro il risultato (il lesto Trezeguet all’ottavo e al decimo) poi fanno un proficuo allenamento, divertendo i tifosi e meravigliando i giornalisti per i quali tutto è sempre una novità.
Un’altra grande che ha vinto è l’Inter (4 a 1 a S. Siro sul Perugia per i gol di Kallon, Kallon, Vrizas, Vieri su rigore e Vieri). Solo che i nerazzurri, inaspettatamente, così come di converso lo stesso Perugia sembravano essere le stesse squadre dell’anno scorso. La squadra di Cuper ha vinto grazie a Kallon che con due folgoranti prodezze ha prima sbloccato il risultato e poi ribadito, poi però ha dovuto subito le pregevoli iniziative della squadra di Cosmi, più volte salvandosi a stento e per fortuna prima di mettere al sicuro il risultato, grazie ad un rigore, nelle ultimissime battute. Il Milan a Brescia ha giocato un primo tempo indecente (di testa l’albanese Tare, due volte), poi si è svegliato e ha rimontato (Brocchi e Schevchenko su rigore). Per un infortunio perde Rui Costa per circa due mesi. La Roma in quel di Verona ha pareggiato senza brillare, anzi subendo le efficaci e pericolose trame di Mutu e compagni che a lungo l’hanno tenuta in ambasce (i gol di Samuel e di Oddo). Idem la Lazio contro il gran bel Piacenza di Walter Novellino (Claudio Lopez e il bravo Matuzalem i realizzatori). Distrutta dall’esordiente Chievo la frastornata Fiorentina (di Perrotta e di Marazzina i gol) che con Eriberto e Manfredini alle ali letteralmente volava. Per i viola, indeboliti e preoccupati, spira aria di quaresima. A Lecce il Parma (1 a 1 il risultato finale per il gol del lesto uruguagio Chevanon e di Di Vaio) viene salvato nel finale da Frey che para un rigore peraltro ben calciato dallo specialista Vugrinec. Un Bologna non trascendentale infine batte una spentissima Atalanta (Signori). Udinese Torino, infine, finisce 2 a 2 col primo tempo dominato dai granata (Galante e Osmanowsky) e i friulani che nel secondo, anche per l’innesto del vivace Pizarro hanno ripreso lena, hanno saputo rimontare (Muzzi e Pavon).
8/9/01, 2^: Atalanta Juventus: 0 a 2 per i gol di Del Piero (sponda con Tacchinardi, all’8°) e di Trezeguet (Tacchinardi da un ostinato Salas, al 83°). Se la memoria non ci tradisce, l’anno scorso, Trezeguet, dopo l’infortunio e un troppo lungo attendere, riebbe l’onore del campo nel finale della partita col Parma, dove Ancelotti lo buttò per forzare la ostinata difesa dei gialloblù. Per mala ventura sbagliò un gol che avrebbe dovuto segnare per cui non giocò le successive partite che i suoi compagni giocarono (e non vinsero) col Lecce e con la Roma dove ci giocammo lo scudetto. Perdute quindi tali speranze Ancelotti si decise a fargli giocare la partita successiva, a Firenze, dove segnò, per cui giocò anche la successiva col Bologna, nella quale segnò due reti. E così altre tre volte fino all’ultima contro l’Atalanta, che ri-risolse. Ripartito sotto auspici certo migliori il campionato Trezeguet continua ancora a segnare, per cui può sostenersi, senza alcun timore di potere essere smentiti, che Trezeguet è da 7 turni che regolarmente segna almeno un gol a partita. Questo lo diciamo a nostro onore, ché sempre abbiamo sostenuto che meritasse la maglia di titolare. Anche Del Piero si è rimesso a segnare, per cui i buoni auspici che accompagnano le nostre speranze si fortificano. Contro l’Atalanta abbiamo visto una squadra solida e determinata, del tutto padrona del campo, e cui giocatori tutti, e nessuno escluso, sono in possesso di una capacità di palleggio fuori del comune. Guardando la partita ho apprezzato la puntualità e la presenza nel mare magno del centrocampo di un forte Tudor, mi sono particolarmente piaciuti anche Zenoni e Pessotto e Nedved.
I bianconeri guidano la classifica a punteggio pieno insieme con il sorprendente Chievo Verona che, con giocatori oscuri ma veloci, pratica un gioco scintillante. Sabato ci sarà da soffrire (Chievo Bologna 2 a 0 gol del giovane centravanti Corradi e di Cossato jr). Le romane non ingranano. La Lazio (0 a 0) contro il bel Perugia di Cosmi si è limitata a difendersi, ma mancava degli argentini (il lento e spaesato Kovacevic le poche volte che ha incocciato il pallone vi è ruzzolato sopra). La Roma ha pareggiato all’Olimpico con l’Udinese senza mai dare un’impressione di supremazia (di Tommasi e di Muzzi i gol). Il Milan dopo le feroci critiche e i de profundis al povero turco si è rifatto distruggendo una Fiorentina che quest’anno ha un solo indirizzo: la serie B. E’ stata una festa (5 a 2 con, gol di Schevchenko (2), Inzaghi, Laursen e Serginho; entrambi di Chiesa, belli e molto personali, i gol dei viola) ma squadre male in arnese come la Fiorentina ce ne sono poche in giro. Gli interisti supegasati di questi tempi non sono andati più in là di un pareggio (peraltro buono) a Parma. 2 a 2 il risultato, per i gol di Materazzi, di Milosevis (ma il merito è stato tutto di Di Vaio), di Ventola (Vieri era fuori per uno dei suoi soliti strappi muscolari) e di Bonazzoli. Il primo tempo è stato degli uomini di Cuper, poi usciti Materazzi di quà ed entrato l’agile Marchionni di là (aletta velocetta), il vento è cambiato). A Torino il Brescia ha battuto la squadra di Camolese con un perentorio 3 a 1 (Tare due volte, Lucarelli, Baggio su rigore), ma i granata si sono battuti molto bene e non hanno demeritato. Diciamo che la differenza l’ha fatta il forte Tare, capocannoniere solitario del torneo (4 reti). Venezia Verona e Piacenza Lecce infine si sono risolte con la vittoria degli ospiti (0 a 1 la prima con gol di Sacchetti; e 1 a 2 la seconda con due gol dell’uruguagio Guillermo Giacomazzi, dopo che per i piacentini erano andati in vantaggio con il vecchio Gautieri).
15/9/01, 3^: Juventus - Chievo Verona 3 a 2 per i gol di Marazzina (papera bestiale di Buffon), Marazzina, di Tacchinardi (una rabbiosa bordata al volo da dentro l’area su un pallone mazzo vagante, di Tudor (di testa su calcio d’angolo levandosi altissimo pur se ostacolato) e di Salas (su rigore dopo che un difensore dei veneti aveva controllato col braccio un pallone che lo stesso Salas aveva tirato sulla traversa.) La Juve ha avuto molte difficoltà ma anche molte occasioni; ha attaccato fin dall’inizio, ha attaccato dopo il doppio repentino svantaggio, ha continuato ad attaccare anche dopo avere raggiunto il pareggio. Rabbiosa e dura, determinata e rapace, la squadra poteva andare in vantaggio già fin dalle prime battute con un’opportunità per Nedved e un’altra per Del Piero (importanti interventi del portiere Lupatelli, in specie sul tiro di Del Piero) ha raddrizzato il confronto nel momento in cui, forse, una diversa da questa, e comunque quelle di Ancelotti, avrebbe mollato la presa. C’è anche da dire che sul 1 a 2 l’arbitro Bolognino ha annullato a Trezeguet un gol (servizio di Nedved) del tutto e incontestabilmente valido e che Salas ha risolto su un rigore che l’anno scorso e nel precedente mai ci avrebbero dato (non sto dicendo che non ci fosse, ma il fallo era difficile da scorgere), ma sarebbe stato meglio se lo stesso Salas avesse segnato direttamente su azione non facendosi respingere il tiro dalla traversa. Ottima la prestazione di Tudor nella veste di centrocampista (per potenza tecnica e convinzione lo si paragonare al miglior Vieira), molto buona la prova di Zambrotta nel cercare costantemente la costruzione di trame d’attacco, bene anche Tacchinardi. La Juve comanda la classifica a punteggio pieno.
In forte crisi, nonostante i tromboni, i tamburi e i violini, sono le romane. La Lazio contro un Torino concreto ed ordinato non è riuscita ad andare più in là di un pari casalingo (ho visto la partita e quel Mendieta m’è parso un lavativo come ne ho visto pochi), mentre i giallorossi, che martedì scorso per le gare della Champions League avevano perduto in casa con un Real Madrid privo di Zidane, sono naufragati miseramente anche a Piacenza (2 a 0 gol di Hubner e di Di Francesco). Bene invece si sono comportate le milanesi, che rimangono le più accreditate rivali della Juve per la conquista del titolo. L’Inter ha battuto di misura il Venezia per un gol bellissimo, ciclopico, che il formidabile Adriano si è costruito e ha realizzato da solo al 93/esimo, dopo che Maniero aveva impattato il gol che Kallon aveva realizzato su rigore. Quando ho visto un gol strepitoso come quello di Adriano non ho pensato al rammarico che poteva venirmi dal fatto che è stato segnato allo spirare del tempo di recupero, perché la bellezza lo legittima. I rossoneri sono andati a vincere, meritatamente e senza penare molto, a Udine (di Schevchenko, di Inzaghi e di Muzzi su rigore le reti), anche se al 90/mo sant’Abbiati ha salvato il risultato. La coppia Scheva – Inzaghi comincia a funzionare, Terim che conosce il suo mestiere farà il resto. Per il resto il Bologna ha battuto uno spento Parma (gol di Cruz), mentre Brescia e Lecce hanno impattato (1 a 1 per i gol di Chevandon e di Baggio allo spirare), con i pugliesi che più volte si sono resi pericolosissimi con i due uruguayani (Chevandon e Giacomazzi) in bella evidenza. Pari anche tra Verona e Perugia, con un tempo per uno (di Liverani su rigore e di Mutu le reti). Ha vinto la Fiorentina contro un’Atalanta che quest’anno non vuol sentirne di ingranare. Zero punti in classifica gli orobici, come il Venezia. I gol di Nuno Gomez, di Rinaldi, e doppietta di Chiesa). Non sarà sempre Atalanta per Mancini, che ha solo due giocatori di classe: Chiesa e Morfeo. I restanti sono solo delle volenterose comparse, parecchi tra i difensori sono addirittura sono impresentabili.
18/9: Ch. L. Juventus Celtic di Glasgow: 3 a 2 per i gol di Trezeguet (appoggio in rete d’un pallone portato in avanti con grande forza e bravura da Salas), ancora di Trezeguet (difficile e ben diretto colpo di testa su traversone di Del Piero conseguente a buon spunto, di Petrov, della scarpa d’oro Larsson (su rigore), di Amoruso (su rigore). Il Celtic è squadra fortissima, aveva eliminato l'Ajax nei turni preliminari (vincendo fuori casa per 3-1) e in un'amichevole all'Old Trafford, un mese fa circa, ha battuto 4-2 il Manchester (che era al gran completo). Non so quale altra squadra questa sera l’avrebbe battuta. Sono fortissimi fisicamente, molto veloci, ben messi in campo e hanno delle individualità di prim’ordine (il mediano Aghaté che mi è parso essere un marziano, Larsson duro, mobile e pericolosissimo, l’ala sinistra Petta, olandese, dal dribbling micidiale). Eppure questa Juve, con un grande Buffon, un grande Montero, con un grande Trezeguet, un grande Salas, un grande Iuliano, un grande Thuram, e pur se con le assenze di Zambrotta, Tudor e Nedved ci è riuscita. Rientrava dopo 4 mesi Davids, ma se l’è vista brutta in quel mezzo e dovendo rimediare con i falli alla velocità degli avversari ha finito per farsi cacciare dal campo. I due rigori, ambedue, sono stati un po’ regalaticci. E se ci è riuscita vuol dire che è anche fortunata, e la fortuna Lippi sa ben meritarsela.
Mercoledì di coppe amare per le romane: I giallorossi non sono riusciti ad andare più di là di un onorevole zero a zero a Bruxelles contro l'Anderlecht (onorevole perché con un Batistuta smeno svagato vincevano facile), però dopo l’amara sconfitta subita all’Olimpico col Real rimangono, nella classifica del girone, con un misero punticino. I laziali nemmeno questo, giacché stavolta le hanno prese brutte a Nantes fanalino di coda nel campionato francese (1 a 3). Zoff è saltato (Cragnotti, al solito suo grandioso, magnanimamente lo "regala" (anche per toglierselo dal libro paga) alla Federcalcio che è da mesi senza un presidente), e al suo posto è arrivato Alberto Zaccheroni. Persona seria, uno scudetto col Milan.
22/9/01 4^ - Lecce Juventus 0 a 0. Il Lecce è fortissimo, e personalmente temevo questa trasferta. Dopo avere visto la partita posso affermare che il pareggio è un risultato accettabile, e rimango del parere che questa Juve quest’anno andrà lontano. I bianconeri non hanno segnato, ma in specie nel secondo tempo non si sono risparmiati un istante e per ben quattro volte hanno sfiorato il gol (con Salas, con Tudor, con Paramatti e con Tacchinardi nel finale, che non so come abbia fatto zucchina Chimenti a deviarglielo). A prescindere dai gol non fatti rimane che, pur se costantemente braccati dagli uomini di Cavasin che correvano come matti e facevano un pressing asfissiante, hanno cercato sempre il gol attaccando costantemente, né Buffon è stato mai impegnato. Ottimo il rientrante Davids, e con lui, sopra gli altri – comunque buoni - Nedved, Paramatti, Salas e Montero. Montero si è fatto espellere per un’altra bravata delle sue, e purtroppo sabato prossimo con la Roma non sarà in campo. Per gli effetti della prova video, per la lugubre canea aizzante del nefasto giornalismo rai, probabilmente non ci sarà nemmeno Davids, per colpa di zucchina Chimenti che sfiorato da un buffetto di Montero si è rotolato a terra facendo lazzi da morituro ed aizzando una ciclopica lite che sta riempendo i fianchi dei moralisti e degli antijuventini d’Italia. Tudor è stato brutalmente cianchettato da Colonnello e ha dovuto lasciare il campo alla fine del primo tempo, e mancherà per parecchie settimane. Peccato perché costituisce una delle più temibili bocche da fuoco della squadra. Lippi a Lecce ha schierato in avanti Trezeguet e Salas tenendo in panchina (turn over) Del Piero.
Ci raggiungono in vetta alla classifica l’Inter che ha vinto sul campo del Torino, sbloccando solo nel finale, con un rigore (realizzato da Kallon) una pigra partita fatalmente destinata a concludersi zero a zero. E il Milan che dopo che sant’Abbiati lo aveva bravamente sollevato della soma della 0 a 1 (un epico tu per tu con il temibile Crespo) ha potuto disporre dei laziali come ha voluto, e date le uscite per stiramenti muscolari di Crespo e di Nesta (gli unici due fuoriclasse del complesso rivale) ha anche avuto il lodevole buon gusto di non infierire (2 a 0 il risultato finale con i gol, esemplarmente costruiti sulle fasce e risolti da un colpo di testa in centro area di Inzaghi e di Laurssen). Molte sono state le partite che quest’oggi si sono risolte nel finale. All’Olimpico la Roma ha battuto la Fiorentina con un gol, in fuorigioco, al 92° del suo peggior giocatore (quel lavativo di Panucci, che il grande Didier Deschamps appena è arrivato al Monaco l’ha subito buttato fuori), assolutamente non meritando (per primi erano andati in vantaggio i viola con Adani; poi aveva pareggiato Totti su rigore). Nel finale, sull’uno a uno, ai viola è stato negato un rigore grande quanto una delle due torri crollate a Manhattan per un fallo su Chiesa che stava comodamente battendo a rete. Il Parma ha battuto al 91° minuto il Brescia grazie ad un gol dell’oggetto misterioso Nakata (le due squadre in settimana si erano scambiati i giocatori Diana e Bachini). Il Bologna ha battuto fuori casa il Venezia per un gol, realizzato anch’esso nel finale, di Zauli (arrivato in settimana in prestito dal Vicenza), ma nel caso dei petroniani non si può parlare di vittoria rubata giacché finora il Venezia si mostra essere ben poca cosa (solitario ultimo in classifica con zero punti). Immeritata la vittoria dell’Udinese in casa del Perugia, (gol di Vrizas, di Jorgensen e, un po’ fortunosamente, di Pizzarro). Infine vittoria dell’Atalanta (primi punti in classifica) sul Verona (gol di Doni), partita combattuta, gli scaligeri non avrebbero demeritato il pari. Scaligeri che hanno invece ben meritato sono quelli del Chievo che hanno ripreso a volare subissando di gol (4 a 2) il Piacenza che con Hubner aveva aperto e chiuso le segnature (il primo su rigore, ma tra di essi si devono contare i gol di E’ungenio Corini (due, il primo su rigore, di Manfredini e di Perrotta).
Sabato sera si giocherà Juventus Roma. Avrei voluto scommettere una grossa somma sulla vittoria degli uomini di Lippi, ma la squalifica certa di Montero e quella probabile di Davids molto mi raffrenano.
Moggi ha acquistato il giovane Jarislav Sedicev, seconda punta della nazionale "Under 20" della Repubblica Ceca".
25/9/01 Ch.L. Rosenborg Juventus 1 a 1 per i gol di Del Piero (su appoggio all’indietro di Trezeguet) e di Skammelsrud (su rig.). Assedio della Juve. Rigore negato a O’Neill. Traversa di O'Neill. Traversa di Del Piero. Palo di Zambrotta. Salvataggio sulla linea su tiro di Maresca. Finalmente GOL di Del Piero all' 85°. Rigore e gol su rigore per i norvegesi al 90°. Gol mangiato da Salas al 94°. Non si possono perdere i tre punti in questo modo, la delusione è forte. Però che squadrone! se la condizione fisica ci sorregge fino alla fine e la sfortuna ci lascia in pace, le stracciamo tutte quest'anno. Fantastico Del Piero, strepitoso Zambrotta. Sembravano i dioscuri.
30/9/01 5^ - Juventus Roma 0 - 2 per i gol di Batistuta al 37° e di Assuncao al 93°. Scadentissima prestazione dei bianconeri, di tutti i bianconeri, nessuno escluso, e meritatissima vittoria dei giallorossi, la cui abulia, lentezza, svogliatezza ha assunto, durante l’intera partita, accenti drammatici. Non si salvato nessuno, nemmeno Buffon, che, sì, almeno 4 volte, trovandosi da solo a tu per tu con gli avanti avversari, ha rimediato con disperazione, ma che in occasione del gol di Batistuta (punizione dal limite) si è mostrato anche lui, ahimè anche lui, lento e impreciso. E onestà di cronisti ci impone anche di dire che il vituperato arbitro Cesari ci ha tutelati oltremisura. I giallorossi hanno giocato sul contropiede, senza peraltro soffrire.
Capolista solitaria è pertanto l’Inter, che a S. Siro ha battuto il Bologna grazie ad un’autogol (deviazione fortuita ma determinante di Zauli in barriera su calcio piazzato battuto da Georgatos), a due rigori negati ai rossoblù, alle ripetute prodezze di Materazzi, onnipresente ed eccellente libero spazzaarea e di un Toldo in giornata di grazia, e a quell’inveterato farabutto dell’arbitro Farina che ha sistematicamente impedito ai rossoblù qualsiasi iniziativa e li ha fatto giocare per lungo tempo in 10 per avere cacciato per proteste Pecchia. I cugini rossoneri, invece, che a Perugia han giocato parimenti male sotto stati brutalmente sottomessi dall’effervescente squadra di Cosmi (un Perugia veramente …Cosmico), con un 3 a 1 che non lascia adito a discussioni. Di Bazzani, Kaladze, Tedesco (ma il pallone di Vrizas sarebbe entrato ugualmente in porta) e di Vrizas i gol. Secondo il classifica il truculento Chievo che stavolta è andato a vincere ad Udine (i gol di Perrotta, Eriberto e dell’honduregno Caballero). Fanno paura perché giocano con molto accanimento, senza mai distinguere tra sfera di cuoio e caviglie degli avversari. Vittoria anche dei concittadini del Verona, sul Lecce: 2 a 1 il risultato finale, e i gol di Gilardino (che ha sfruttato un banale errore di quel Chimenti che la settimana scorsa con la Juve parò financo le mosche), Vugrinec e Gonnella i gol. La posizione in classifica dei bianconeri di Hogdson comincia a farsi delicata. Assai delicata (solo 2 punti) è chiaramente quella del Torino, che quest’oggi han perduto a Piacenza per 3 a 1 (di Hubner, Gautieri, Lucarelli, Hubner ® i gol). I torinisti si stanno demoralizzando, bisognava vedere come si agitava in panchina a protestare il povero Camolese. Alla ripresa del campionato (c’è un’interruzione per la maledetta nazionale in mezzo) incontreranno la Juve. O affondano brutto o risorgono alla grande. Chi continua ad avere zero punti è il Venezia che oggi ha perduto con la Fiorentina (3 a 1 il risultato, di Chiesa, Nuno Gomez, Maniero e Nuno Gomez i gol). Per un amaro gioco del destino i viola perdono per l’intero campionato (se non addirittura per fine carriere: l’incidente è come quello di Ronaldo), per un brutto infortunio al ginocchio, quel Chiesa (attuale leader dei cannonieri, insieme con Hubner) che in settimana i dirigenti viola, eroicamente, nonostante che la situazione finanziaria lo esigesse, si erano rifiutati di cedere alla Lazio. Infine un rotondo 3 a 3 a Bergamo tra Atalanta e Brescia, con una coda di violente polemiche, innescate al solito da quel coatto di Mazzone che, raggiunto nel finale un insperato pareggio, si dava a schernire il pubblico padrone di casa che prima a lungo lo aveva uheggiato. Ma cosa aspetta a ritirarsi in pensione questo vecchio bifolco? I gol di Baggio, Sala, Doni, Comandini, Baggio, aut. di Rinandi. Desolante, infine, il pari, senza gol, di Lazio e Parma. La Lazio ha attualmente dei problemi irrisolvibili (le assente prolungate di Nesta e di Crespo, la latitanza agonistica di Mendieta e di Fiore, la desolante broccaggine di Kovacevic e di Inzaghi), per cui il risultato può starci (sono 4/ultimi in classifica). Ma per quanto riguarda il Parma il maghetto Ulivieri dovrebbe spiegarmi le ragioni della esclusione di Di Vaio.
10/10/01 Ch.L. - ad Oporto: Porto Juventus 0 a 0. Juve lenta ed imprecisa; un paio di interventi risolutivi di Buffon. Il peggio è che il forte Celtic batte il Rosenborg e ci supera in classifica. Celtic 6, Juventus 5, Porto 4, Rosenborg 1 che vuol dire che tre squadra staccate di un punto lotteranno per 2 posti. E se i giocatori della Juve non si svegliano…
13/10/01 7^ (la 6^ che avrebbe dovuto giocarsi mercoledì scorso è posticipata a mercoledì 19/12). Juventus Torino 3 a 3 per i gol di Del Piero (8° min., su apertura di Nedved), Tudor (11°, sottorete su traversone basso di Zambrotta), Del Piero (25°, su traversone basso di Nedved). Lucarelli (57°), Ferrante (70°, su calcio di rigore), Maspero (82°). All’89° Salas spreca un calcio di rigore concesso dall’arbitro Borriello per atterramento di Tudor. Nel secondo tempo, una partita stravinta contro una squadra inesistente, con un vantaggio di reti incolmabile è stata rovinata da qualcosa che non sappiamo se chiamare crollo fisico, crollo mentale o, per via del rigore ignobilmente sprecato da Salas, che in vero in materia è uno specialista, sfortuna. Non so che dire. I giocatori sono in evidente crisi di gioco, in crisi di idee, né stanno bene atleticamente (forse la chiave sta proprio qui). Hanno potuto disporre degli avversari fino a quando questi non hanno giocato. Ma appena han cominciato, e stiamo parlando dei modesti mazzuolatori del Torino, penultimi in classifica, ci hanno fatto vedere le streghe, rimontandoci come se fossero il Manchester United. Manca il centrocampo; mancano dei forti interditori. Tacchinardi non lo è. Davids ieri non c’era. Nemmeno Montero c’era. Lippi non sa a che santo votarsi. Lui ha bisogno di un Deschamps o di un Paulo Sosa.
Fortuna che tutte le concorrenti al titolo han pareggiato. Un’Inter forte e determinata è stata raggiunta solo nel finale da una bellissima Udinese che non m’aspettavo che sapesse tenere così bene il campo e disponesse di giocatori così eclettici (di Ventola e di Di Michele, su rigore, i gol). Il Milan ha pareggiato in casa, senza brillare, contro un derelitto Venezia che nulla gli ha rubato (di Schevchenko e di Maniero i gol). La Roma in quel di Perugia è ritornata ad essere quella, incolore e spuntata, di prima della partita contro la Juve (la Juve quest’anno risuscita i morti che nemmeno Gesù Cristo), pareggiando per non perdere. 2 a 2 tra Parma e Piacenza (Di Vaio, Hubner, Hubner, Djetou su furibonda mischia nel concitato finale). Pari con analogo punteggio anche tra Chievo e Brescia (Marazzina, Baggio su rigore, Cossato, Sussi). Indecorosa vittoria della Lazio contro una bella Atalanta che solo un super Peruzzi, due legni e un arbitro casalingo hanno saputo fermare; i bianco celesti invece due tiri e due gol (autorete di non so chi su un tiraccio di Claudio Lopez e, nel finale, Couto). Scintillante prestazione e eclatante vittoria del Lecce sulla Fiorentina, 4 a 1 il risultato (di Vugrinec. Giacomazzi, Mijatovic, Vugrinec, Chevanton i gol). Non abbiamo altro da dire. Non ne abbiamo voglia. Mercoledì si gioca in casa col Rosenborg. Non vincere contro tale squadra materasso vorrebbe dire rischiare seriamente di uscire fuori dalla Champions League, e dar ragione ai nostalgici di Ancelotti. Che Dio ce ne scampi.
17/10/01 – Ch. L.: Juventus Rosenborg 1 a 0 per un gol di Trezeguet al 25° del I tempo (oltre ad un altro gol, regolare, dello stesso, annullato, un palo, sempre del francese, un rigore su Del Piero grande quanto un palazzo e due grandi come, più o meno, un garage. Più un’altra dozzina di conclusioni, talune (Nedved, Del Piero) parate da un portiere in stato di grazia. Insomma una prestazione molto buona, come quella a Trondheim, con la sola differenza che stavolta non ci hanno raggiunto, come allora nel finale. Buona prestazione del collettivo, ottimo Del Piero, ottimo Trezeguet, ottimo Tudor sia nella versione terzinesca che in quella desailliana. Buoni o molto buoni i restanti (Montero, Thuram, Nedved nel I° tempo, Buffon nell’unica occasione nella quale, nel finale, è dovuto intervenire). Mentre a Porto la squadra locale strapazzava i Celti. Juve prima in classifica , portoghesi secondo e scozzesi terzi, tutti separati da un punto. E mercoledì prossimo viene il Porto.
21/10/01 8^: Bologna Juventus 0 a 0. Il Bologna, con 5 centrocampisti (6 nel II tempo) non ci ha concesso di far gioco nel I tempo, e di passare nella ripresa dove, rappresentando i bianconeri una maggiore convinzione, hanno smesso del tutto di costruire gioco limitandosi a rompere. Salas per un infortunio ad un ginocchio salterà il prosieguo della stagione.
Si è giocata Inter Milan, partita carica di tensione. Nel primo tempo ho visto un’Inter che sembrava, con un Materassi gigantesco, più che una squadra di calcio, una cassa di risparmio; agguantato il gol (Ventola) nulla faceva pensare che i milanisti, controllati in ogni zolla del campo, potessero farcela. Invece al 14° della ripresa uno Schevchenko inopinatamente lasciato a quel caprone di Georgatos bravamente pareggiava librandosi alto a colpire un lungo traversone di Rui Costa. Il colpo quasi tramortì i nerazzurri che molto contavano sulla imperforabilità della loro difesa. Così che 2 minuti dopo il terzino Contra, non contrato da nessuno poté scaricare da 30 metri un tiraccio che andò ad infilarsi nel 7 della porta di Toldo. Un uno-due incredibile, incredibile anche per il resuscitato Terim che subito pensò, per difendere l’esiguo vantaggio, di fare entrare un mediano (Donati) al posto del suo centravanti (Inzaghi). Ma quando si dice il culo, mentre che Donati al limite del campo aspettava per entrare che il suo compagno uscisse, Contra corre sulla destra e va a traversare al centro, e Superpippo Inzaghi, che dal campo non uscirebbe nemmeno morto, di testa la mette dentro. Erano passati altri 5 minuti e il punteggio saliva a 3 a 1. Pochi minuti dopo Schevchenko come un falco segnava la qyarta rete a quei tramortiti difensori. Dal suo primo gol a questo sono trascorsi in tutto 15 minuti. Poi nel finale, dopo lunghe mortificanti meline dei rossoneri Kallon segna il gol del 2 a 4. E’ proprio vero che il pallone è tondo. All’Inter quest’anno è andato tutto bene; alla prima difficoltà di sono incartati. Io tifavo Milan, anche perché i rossoneri sono più indietro in classifica dei nerazzurri. E perché, poi, sabato prossimo c’è Juventus Inter e un’Inter spaventata ci giova. Goleada dei giallorossi romani (5 a 1) contro un Lecce stranamente poco agguerrito (i gol di Totti, Samuel, Chevanton, Candela, Totti ® e Batistuta), i quali giallorossi con gran tripudio dei gazzettieri della Rai raggiungono in classifica la Juventus. La Lazio invece a Venezia deve ancora un’altra volta la sua salvezza ad un provvidenziale Peruzzi (0 a 0). Il Torino miracolato dalla mirabolante rimonta nel derby ha sconfitto il Perugia (del reprobo Ferrante il gol). Il Chievo dei miracoli (vederli giocare è un piacere; sembrano un incrocio tra Brasil e Holland) ha battuto il Parma, e buon per loro che Frey era in giornata di grazia (di Corradi il gol). La Fiorentina lesta nel suo precipitare è stata facilmente battuta, in quel di Firenze, dal Verona del quale tutto si può dire ma non che sia una squadra temibile (2 a 0, di Oddo ® e di Mutu i gol). Il Brescia continua a sorprendere, stavolta è andato a vincere a Piacenza (gol di Baggio), e l’Udinese ha subissato di gol l’Atalanta al Brumana (5 a 1 gol di Jorgensen, Doni, Jorgensen, Iacquista, Muzzi e Muzzi ®). I bianconeri declinano in classifica; ma col sistema dei 3 punti rimontare, se le cose si aggiustano, non sarà difficile. Più difficile la Ch. L. dove si gioca sempre a "tu o io".
23/10/01 Ch.L. – Juventus Porto 3 a 1 per i gol di Clayton (13’), Del Piero (32’, su punizione dal limite), Montero (47’ di testa su calcio d’angolo), Trezeguet (73’ su passaggio di Nedved). Juve furiosa e bene assecondata da tutti gli uomini in campo. Un bel vedere anche da un punto di vista squisitamente tecnico. Tutti bene, in primis Del Piero, Davids, Tudor, Montero, Zambrotta etc. etc.
27/10/01 9^ Juventus Inter 0 a 0. L’Inter di quest’anno è impenetrabile, e quell’inesplicabile sbando collettivo di 15 minuti di domenica scorsa nel derby che consentì al Milan di vincere una partita già persa solo un episodio. Non ci hanno fatto giocare, più e meglio del Bologna la domenica precedente. Avevano tempo e voglia i bianconeri di ripartire! Pressing e raddoppi a tutto campo, tutti ad indietreggiare e a coprire e un Materassi invalicabile. Oltre ad un Buffon inoperoso ci sono rimasti in mano una traversa su un bel colpo di testa (su calcio d’angolo) di Zambrotta, e, nel finale, un gol facile mancato per un’inezia da Del Piero su servizio di Trezeguet (inezia che mi è costata la bellezza di 50 mila lire). Non sono scontento della prestazione dei bianconeri; l’impegno c’è stato. Ma contro questa Inter, come l’ha resa Cuper, c’è poco da fare. Non è una squadra di calcio, è una cassa di risparmio!
Si è giocato anche il derby romano. Hanno vinto i giallorossi per 2 a 0 (Del Vecchio ad inizio di ripresa e Totti, a partita finita, nel recupero), i quali giallorossi ora in classifica ci sopravanzano (come gli interisti) di 2 punti. I gazzettieri ci narrano che la partita era stata abbastanza equilibrata, ma che la differenza l’hanno fatta due scivolate del rientrante, ancora acciaccato Nesta in occasione degli spunti da dove sono scaturiti i due gol. Nesta che non sbaglia mai un intervento! E anche il fatto che il risolutore (Marco Del Vecchio) è entrato in campo sol perché il titolare (Batistuta) s’era fatto male ad un ginocchio. Quando si dice il destino. Alla luce dei fatti odierni l’Inter e la Roma paiono proprio le squadre più in forma. Vediamo, per il resto, di fare alla svelta. Il Bologna di Guidolin, il piccolo Cuper, dopo avere inchiodato sullo 0 a 0 la Juve ha inchiodato sullo 0 a 0 con le medesime procedure il Milan. Hai voglia d’attaccare, contro il suo 5-5-0! Un grandissimo Toni (quanto ci piaceva l’anno scorso!), riavutosi finalmente dal grave infortunio risalente al precampionato, che oggi esordiva nella sua nuova squadra, l’ha aiutata con due bei gol di testa a battere un combattivo Venezia (3 a 2 gol di Baggio ®, Magallenes, appunto la doppietta di Toni e gol su ® di Maniero. Toni, farebbe proprio al caso della Juve perché segna e sa giocare per i compagni. Il velocissimo e pragmatico Chievo, bene orchestrato da un Corini che sa far muovere alla perfezione il gioco tramite le fasce ha distrutto il Toro del povero Camolese che non sa più a che santo votarsi; se Cimminelli non lo caccia è per non spendere soldi (3 a 0 gol di Marazzina, Manfredini, Esposito). Inaspettata vittoria della debole Atalanta sul campo del forte Lecce (2 a 0 gol di Rossini e di Doni), e per un’inezia mancata vittoria del forte Verona di quest’anno (Malesani sta facendo un buon lavoro) sul campo dell’imbrigliato Parma del maghetto Ulivieri che rischia un giusto ridimensionamento (2 a 2 con gli emiliani che pareggiano allo spirare della partita: gol di Frick, Mutu, Di Vaio e Bonazzoli, ma il merito va tutto a Di Vaio). Inaspettatissima vittoria della sbalestrata Fiorentina sul campo di una Udinese che dopo il 5 a 1 di domenica scorsa a Bergamo si pensava dovesse dare di più (1 a 2 con il gol di Muzzi ®, Amoroso e Baronio) e vittoria del Perugia (le vittorie della squadra di Cosmi non devono mai stupire) sul Piacenza (gol di Tedesco). In classifica il Chievo corre e precede Milan, Roma e Inter di 4 punti, lo schifoso Bologna di 5 e la Juve e il Brescia di 6. La classifica dei cannonieri (ufficiale) vede capoclassifica Baggio con 8 reti (non so quanti su rigore), con 7 Hubner e Schevchenko, con 6 Muzzi, con 5 Del Piero, Marazzina, Chiesa e Kallon, con 4 Tare, Inzaghi, Totti, Chevanton, Doni e Maniero, con 3 Trezeguet, Giacomazzi, Vugrinec, Perrotta, Lucarelli, Mutu, Nuno Gomes, Vryzas, Jorgenssen, Di Vaio e Ventola. La classifica dei cannonieri non rispecchia il reale valore dei cannonieri in competizione, è chiaro che Trezeguet e Di vaio valgono molto di più della loro attuale posizione e Hubner e Muzzi meno.
I giochi sono ancora aperti, anche se la Juve in campionato non vince dallo scorso 5 settembre scorso (Juve Chievo 3 a 2). Lippi ha detto che a gennaio torneranno sul mercato; speriamo bene.
31/10/01 C.L. Celtic Glasgow Juventus: 4 a 3 per i gol di Del Piero (pdl), Valgaeren, Sutton, Trezeguet (Amoruso), Larsson ®, Sutton, Trezeguet (ap). Essendo certo il primo posto nel girone e la qualificazione, Lippi, opportunamente, ha schierato le seconde linee, cioè Carini, Birindelli, Ferrara, Iuliano, Zenoni, Maresca, Paramatti, Amoruso e persino Frara della formazione primavera, rinunciando a Buffon, Tudor, Thuram, Montero, Pessotto, Davids, Zambrotta e con Del Piero e Trezeguet che si son dato il cambio nell’intervallo. E chiaro che non poteva esserci partita dato anche che gli scozzesi speravano ancora, vincendo, di potersi qualificare a spese del Porto. Ma mi proprio parso che Birindelli, Ferrara, Zenoni, Paramatti e Amoruso non siano, o non siano più, da Juve, mentre si può abbozzare su Iuliano e su Maresca, Carini non ha colpe su nessuno dei gol subiti.
Per la C.L. accedono alla seconda fase:
Gruppo A: Real Madrid e Roma (Lokomotiv Mosca in Uefa, Anderlecht fuori),
Gruppo B: Liverpool e Boavista (Borussia in Uefa, Dinamo di Mosca fuori),
Gruppo C: Panathinaikos e Arsenal (Majorca in Uefa, Schalke 04 fuori),
Gruppo D: Nantes e Galatasaray (PSV Eindhoven in Uefa, Lazio fuori),
Gruppo E: Juventus e Porto (Celtic in Uefa, Rosenborg fuori),
Gruppo F: Barcellona e Bayer Leverkusen (Lione in Uefa, Fenerbahce fuori),
Gruppo G: Deportivo L.C. e Manchester (Lilla in Uefa, Olympiakos fuori),
Gruppo H: Bayern di Monaco e Sparta Praga (Feyenoord in Uefa, Spartak Mosca fuori),
Molto bene; l’anno passato con Ancelotti finimmo, nel girone con Deportivo La Coruna, Olympiakos e Amburgo) quarti. Dopodomani ci saranno i sorteggi per le nuove quartine.
Eccole (passano le prime due di ognuna):
A: Bayern di Monaco, Nantes, Manchester utd., Boavista;
B: Barcellona, Liverpool, Galatasaray, Roma;
C: Real Madrid, Panathinaikos, Porto, Sparta di Praga;
D: Juventus, Deportivo La Coruna, Arsenal, Bayer Leverkusen.
4/11/01 10^ Verona Juventus 2 a 2. Gol di L.Colucci (9’), Camoranesi (62’), Tudor (di testa su calcio d’angolo al 77’) e di Trezeguet al 92’, su pregevole spunto personale. Ma il raggiunto pareggio, fortunoso, immeritato e scaturito, negli ultimi dieci minuti di una prestazione indegna, da due spunti individuali alieni dal gioco di complesso, non tragga in inganno. Esso punisce un Verona che avrebbe meritato di vincere almeno con i due gol di scarto che con aggio si era costruito e premia una Juventus che meritava di uscire dal campo sconfitta almeno per due a zero e sotto nugoli di fischi, e non vorremmo che con questo risultato insperabilmente trovato i giocatori sottraessero all’obbligo di una meditata autocritica. I giocatori bianconeri hanno giocato una partita indegna, in ritardo su tutti i palloni, imprecisi nei passaggi, molli nei contrasti, lenti nella corsa, sempre fuori posizione. Non ce n’è uno da salvare eccezion fatta per Trezeguet che nell’intera partita non ha ricevuto un pallone che sia uno, e che per segnare il gol che ci ha evitato una umiliante, ma, ripeto, giusta, sconfitta il pallone è dovuto andare a cercarselo da solo e bravissimamente inventare un gol nient’affatto facile. Ma tutti gli altri, tutti gli altri, da Nedved a Davids, a Thuram, a Tacchinardi, a Zambrotta, a Del Piero (il grande Montero era assente) hanno giocato senza cuore senza gambe e senza cervello. E checché se ne possa dire, nemmeno dopo il gol raccogliticcio di Tudor hanno fatto nulla per cercare di raddrizzare la partita, continuando a sbagliare anche gli appoggi più elementari, anche le cose più facili. Nelle interviste del dopo partita Lippi mi è parso più confuso che persuaso; non riesce a fare una diagnosi del male che affligge la squadra; lui parla di scarso impegno, di scarsa convinzione a vincere, ma io non credo che sia questo. E’ gente che è abituata a lottare ai massimi livelli, e sono ben sei turni di campionato che non vincono, da metà settembre: un’eternità. Secondo me, forse, è un fatto di preparazione atletica.
Comoda vittoria dell’Inter, a S.Siro, su un Lecce assai diverso da quello visto finora (di Kallon e di Di Biagio i gol). Quel fenomeno (da baraccone) che è Rottamaldo, o Zoppaldo, che rientrava in campionato dopo due anni di assenza è dovuto uscire al 13’ del I tempo per una contrattura muscolare. Pareggia in quel di Bergamo una Roma che priva di punte com’è in questo periodo (Batistuta e Montella sono entrambi infortunati), e col Pupone alquanto svogliato, agli atalantini non ha fatto nemmeno il solletico (su calcio di punizione il gol di Assuncao). Una catenaccione alquanto provincialesco, un Antonioli in stato di grazia e un Borriello alquanto conciliante le hanno consentito di resistere agli attacchi degli orobici (di Doni su rigore il loro gol. Questo rigore "contro" viene dopo 35 turni di felice astensione. Invece facile goleada della bistrattata Lazio di questi tempi (estromessa dalla Ch. L. e quart’ultima in campionato) contro il presupponente Brescia di quest’anno (tripletta di Crespo e gol di Inzaghi e di Stankovic). Ci voleva la Fiorentina di quest’anno (sempre di più candidata ad una salutare retrocessione) per far fare tre gol al Bologna del difensivista Guidolin (3 a 2, doppietta di Fresi, poi Ganz, e Vanoli, quindi gol risolutivo di Zauli). Parma Perugia è finita 2 a 1 e la vittoria dei gialloblù (con in panchina un improvvisato Gedeone Carmignani in quanto Maghetto Ulivieri lunedì scorso aveva chiesto ai Tanzi di licenziarlo, anziché più dignitosamente dimettersi lui stesso) per merito esclusivo di Di Vaio che dopo che l’aveva inutilmente portata in vantaggio (di Vryzas il temporaneo pareggio dei perugini) le ha regalato, al 91’, il gol della vittoria. Il tutto con due magnifici spunti personali. Marco Di Vaio e David Trezeguet sono oggi in Italia gli unici centravanti degni dell’importanza del ruolo. Buona vittoria dell’Udinese a Piacenza (buona perché mister Hogdson ne aveva bisogno per illustrare i suoi meriti), di Di Michele, di Hubner ® e di Muzzi ® i gol. Venezia Chievo (l’ultima contro la prima) invece è finita senza gol, né è costato moltissimo ai lagunari bloccare il gioco di questo osannatissimo Chievo. Infine Torino Milan, che si è risolta con la vittoria dei granata (Lucarelli al 21’); ai rossoneri (privi di Schevchenko) non sono bastati 70 minuti di Forte Apache per scardinare la superdifesa del Toro e domarne il cuore (spinti dalla forza trascinatoria di Asta, un emulo del miglior Di Livio). Anche perché, così come Salas, Inzaghi, nello stesso minuto (88’), nello stesso dischetto, sbagliava un rigore. Calciandolo nella stessa maniera.
11/11/01 – 8/vi di C.It. Sampdoria Juventus 1 a 2. Gol di Zalayeta (2’, su traversone molle di Pessotto), autorete di tale Mirko Conte (per impedire a Zalayeta di tirare in porta) e di Flachi (di testa, solo come una rondine). Squadra molto rimaneggiata che tuttavia giocando in scioltezza finalmente vince. Inaspettata e proficua rentrée di quel Marcelo Zalayeta che 4 anni fa, neanche diciottenne, nella Juve dell’ultimo scudetto giocò qualche partita (segnando un prezioso gol all’Empoli). E che poi per tre anni è stato prestato qui e là sempre con magri risultati. Ancora sotto contratto ma disoccupato è stato richiamato da Montevideo, viste l’assenza di Salas e la inscalfibile pochezza di Amoruso. Questa sera, il timido ragazzone (23 anni li farà tra poco) ha fatto una grande partita: un gol di testa, un palo, la scaturiggine dell’autogol, qualche intelligente giocata a vantaggio dei compagni. Per il resto due begli intervento di Buffon in una partita giocata con Del Piero alla Zidane e comunque dominata.
18/11/01 11^ Juventus Parma: 3 a 1 per i gol di Trezeguet (9’ calciando basso e angolato, di sinistro, un diagonale basso sinistro di Iuliano; 23’ Lamouchi prendendo ben la mira e tirando forte dal limite dell’area; 75’ calciando al volo, basso, dal limite dell’area una respinta di Cannavaro; 95’ Trezeguet incocciando al volo, davanti la porta, un traversone basso di Maresca). Non ha dato un’impressione di invincibilità, la Juve oggi, ma ha giocato sempre con costanza e con attenta applicazione, senza mai lasciare spazio alla rivale (oltre al gol, un solo tiro in porta, respinto da pessotto). Ai bianconeri mancavano Thuram Tudor e Montero, e scusate se è poco. Ancora evanescente Nedved. Più o meno bene gli altri, compreso Zalayeta, entrato a mezz’ora dal termine per tenere la palla alta. Sulla panchina del Parma esordiva (quale allenatore "italiano") "el caudillo" Passarella, seconda scelta (ottima scelta, secondo me) dei Tanzi, traditi all’ultimo momento da Ancelotti che aveva detto sì ma poi, a cose quasi fatte, non aveva saputo resistere al fischio ammaliatore di Galliani, perché, manzonianamente, "quel matrimonio s’aveva da fare, o subito o mai".
È stata una giornata favorevole ai nostri colori, e non tanto perché il capolista Chievo ha perduto. L’ha battuto il Verona per 3 a 2 rimontandogli due gol (Eriberto, Corini ®, Oddo ®, Lanna (a) e Camoranesi) in una partita che nel I tempo ci ha fatto vedere un bel Chievo (aperture lunghe e larghe che era un vero piacere, e tanta grinta), e nel II un bel Verona (geometria e bella tecnica) animato da un Mutu veramente ammirevole. Ma perché tutte le grandi, ad eccezione della Lazio, hanno pareggiato. Zero a zero Roma e Inter (buona partita; si è rivisto un Vieri gladiatorio). Zero a zero Milan e Piacenza (il Milan come detto prima in settimana aveva liquidato il povero Terim che il modo ancor l’offende, affidandosi al perdente di lusso). Alla Lazio il buon Zaccheroni sta facendo un buon lavoro, e piano piano lui e Crespo la riporterà in alto (4 a 1 ad Udine, con gol di Crespo, Liverani, Caballero, Lopez e Crespo). Zero a zero anche tra Fiorentina e Torino (meritavano i granata) e uno a uno tra Perugia e Brescia (Toni e Ze’ Maria ®). Vittoria col minimo scarto dell’Atalanta sul derelitto Venezia (Rossini) e del Lecce sul Bologna (Cirillo, con quel disgraziato del jardinero che continua a sbagliare tutti i rigori del mondo). La classifica generale vede ancora primo il Chievo (20), seguito da Inter (19), Juve e Roma (17), Milan e Verona (16) e Lazio (14).
24/11/01- 12^ Lazio Juventus: 0 a 1 per un gol di Liverani al 49’ scaturito da una trafelata respinta (di testa) di Buffon su un infelice passaggio all’indietro di Tacchinardi, pressato da due laziali. Brutta partita: i bianconeri non sono stati capaci, in tutto il 2° tempo, di creare azioni d’attacco minimamente degne di considerazione, fuor d’una ben parata a Nedved dal sempre valido Peruzzi. Sempre e soltanto palloni lunghi a spiovere da lontano, che Nesta e Couto, insuperabili di testa, ogni volta respingevano. Evidentemente la squadra non può prescindere da un trequartista (Riquelme?) che illumini il gioco, se dobbiamo affidarci ai lanci da trenta metri di uno scarpone come Iuliano. I biancocelesti hanno vinto meritatamente, legittimamente a fronte del meno, o del poco, combinato dai giocatori della juve; è vero che Buffon non ha dovuto effettuare parate ma è anche vero che gli uomini di Zaccheroni hanno colpito due pali (Inzaghi e Crespo) e che una volta Thuram per frenare in area Inzaghi ha dovuto atterrarlo (Collina aveva indicato il dischetto del rigore, ma il guardalinee per fortuna gli ha fatto notare che Inzaghi era partito in fuori gioco). Mercoledì (ahinoi) contro i capolisti tedeschi del Bayer Leverkusen.
Ritornando al campionato c’è subito da dire che questa domenica, a differenza della precedente, han vinto tutte le dirette concorrenti al titolo, pienamente profittando della caduta dei bianconeri a Roma. Intanto la Lazio, che in due salti, col buon Zaccheroni in panchina, l’ha agguantata (avendo avuto il coraggio di mettere fuori squadra i vari Mendieta, Lopez, Fiore e Kovacevic, mentre Stam s’è messo fuori sa solo: i 200 miliardi d’acquisti di quest’estate di Cragnotti che ora piange miseria). I giallorossi di Capello hanno vinto a Bologna (3 a 1, gol di Samuel al 3’, e poi facile controllo della partita e contropiede: di Batistuta, Wome e Assuncao gli altri gol), i nerazzurri di Coper hanno battuto i derelitti viola (2 a 0, Kallon e Vieri su ®), con molta meno gloria di quanto il punteggio e la pochezza dell’avversaria facessero pensare Ma Coper è uno che bada al solo e giustamente non bada alle sirene, né da una ulteriore testimonianza il fatto che per quanto tutti insistano è sempre molto restio a far giocare Ronaldo. Vince anche il Milan a Parma (0 a1 gol di Inzaghi); dopo il gol i rossoneri, secondo il credo ancelottiano, hanno rinunciato a giocare. Buon per lui che in porta si ritrova Abbiati e non Van der Sar e che l’arbitro Borriello ha annullato agli uomini di Passarella un gol regolare (di Boghossian; l’ha riconosciuto tale uno dei due designatori degli arbitri). Hanno vinto anche il Chievo: abbastanza facilmente, contro un Perugia che quest’anno stenta ad ingranare (2 a 0, di Corini ® e di D’Anna i gol); l’Atalanta: a Piacenza grazie a due gol del brillante Doni di questi tempi (di Hubner su ® il gol degli emiliani); il Brescia: contro una Udinese che quest’anno sconcerta alternando prestazioni diverse nei due tempi di ogni partita, c’è quando le va bene e c’è quando non le va bene (di Giunti e di A. Filippini i gol); e il Torino, infine, di goleada contro un Verona che dopo avere condotto per un’ora, nell’ultimo quarto d’ora si sbracava (5 a 1 il risultato finale per il gol di Mutu, Ferrante, Italiano (aut.), Galante, Lucarelli e Ferrante). L’unico pareggio quello tra Venezia e Lecce (1 a 1 per i gol di Di Napoli e Konan).
29/11/01 C.L. Juventus Bayer Leverkusen 4 a 0 per i gol di Trezeguet al 7’ (di testa saltando più alto del portiere per raccogliere un indirizzo di testa di Del Piero che aveva raccolto un traversone lungo di Pessotto), di Del Piero al 34’ (contropiede veloce Nedved, Thuram, Trezeguet e che entra area e appoggia il pallone al centro a D.P.), Tudor al 44’ (azione volante in area Iuliano: tiraccio svirgolato, Tacchinardi che recupera in mezzarovesciata rimettendo al centro dell’area, tiro al volo di Tudor), al 71’ Trezeguet (su azione e traversone basso di Nedved). Ma i gol avrebbero potuto essere benissimo sei, se non di più, se solo Del Piero prima e Trezeguet dopo non ne avessero fallito due per eccesso di sicurezza. Prestazione (col 4-4-2, Tudor mediano e Davids in panchina) perfetta, come se ne contano ogni due o tre anni. Specie nel I tempo (chiuso sul 3 a 0) i giocatori e gli schemi sono stati perfetti, dinanzi ad un complesso solido e temibile che sta dominando la Bundesliga.
1/12/01 – 13^ Juventus Perugia 2 a 0 per i gol di Nedved (al 52’ di testa su calcio d’angolo di DP) e di Trezeguet (75’ di testa su cross dalla destra di Zenoni). Altra bella e convincente prestazione dei bianconeri, che hanno costruito, razionalmente, sapienzalmente, trame su trame allargando sempre sulle fasce, come il manuale del calcio comanda. 21 conclusioni (a 1); 13 calci d’angolo (a 0), si poteva far di più come punteggio se Nedved non si fosse intestardito a cercare il gol redentore tirando a proposito e a sproposito (ma poi l’ha trovato nel modo meno atteso: di testa). Comunque, a 48 ore dalla bella prestazione contro i tedeschi, un’altra buona partita. Trezeguet va a rete con impressionante regolarità. Tra campionato e CL vi è andato già 15 volte (e tre gol, validi, gli sono stati annullati). Se contiamo a partire dalle ultime 7 partite dello scorso campionato (quando Ancelotti finalmente si decise a impiegarlo al posto di Inzaghi) e ci aggiungiamo le 19 giocate finora (26 partite) il centravanti francese ha mancato il gol solo in 6 occasioni (non considerando, ripeto, i tre gol erroneamente annullatigli). Anche Zambrotta sta andando molto bene. E Montero, rientrato dall’Uruguay dove ha consegnato alla sua nazionale la fase finale dei prossimi campionati del mondo, è tornato a sollevare noi e i suoi tifosi dalla angosce di una difesa non sempre ermetica.
Riguardo alle concorrenti, ah, se novello Giosué, avessi potuto fermare il tempo allo scadere dei primi 45 minuti! Inter e Milan perdevano (rispettivamente con Atalanta e Chievo), Roma e Lazio pareggiavano (con Venezia e Lecce). Poi, mano a mano, o perché sospinte da sviste arbitrali (poderosissime quelle ricevute dalle milanesi, poderose quelle di hanno beneficiato i biancocelesti), o per una benevola botta di culo (i giallorossi) finivano per onorare i pronostici. Destino parallelo quello delle due milanesi. Entrambe in svantaggio alla fine del primo tempo, dopo avere aperto le marcature con gol irregolari (Inzaghi di testa in fuori gioco e Di Biagio di piede ma dopo essersi aggiustato il pallone con entrambe le mani), venivano raggiunte e rimontate (doppietta di Doni, il primo dei quali su rigore a Bergamo; di Marazzina e di Corradi il Chievo). Nella ripresa entrambe venivano raggiunte a mezzo d’un calcio di rigore fischiato (da Braschi in Atalanta Inter e da Cesari in Milan Chievo) per falli non avvenuti e che nessuno aveva visto (trasformavano Vieri e Schevchenko). Quindi, con le squadre sia qui che lì sul due a due, i predetti Vieri e Schevchenko segnavano i gol del vantaggio (3 a 2, 3 a 2. Irrilevante a Bergamo ai fini del risultato il quarto gol allo spirare del tempo di Kallon, mentre tutt’altro che irrilevante si rivelava un’ulteriore buona svista dell’ineffabile Cesari che non vedeva un pallone degli atalantini (calciato da Sala) che Toldo respingeva ben al di là della linea di porta e, a Milano, un vistoso fallo di mani in area di Laursen. Speriamo che, meditando su tutte queste grazie ricevute, almeno la finiscano di parlare ancora, a mezzo dei loro prezzolati gazzettieri, di quel gol fantasma dell’Empoli alla Juve, una faccenda di quattro o cinque anni fa che, come l’episodio Iuliano-Ronaldo e come il gol annullato a Turone (qui siamo nel paleolitico) viene rivangata una settimana sì e una settimana pure. La Roma invece, imbrigliata dal veloce e volitivo Venezia (ancora vittorie zero in campionato, ultima in classifica) lo batte con un’autorete al 92°, quando Viali deviava col corpo in rete un tiraccio della disperazione scoccato dal 36/enne Fuser che non gioca mai ma che il provvido Capello aveva spedito pochi minuti prima in campo non sapendo più a che santo votarsi dato che Batistuta ormai ha la testa solo ai mondiali. La Lazio invece a Lecce è passata anche (e sottolineo anche, non esclusivamente, come nei casi sopradescritti) per un episodio che non rammento ma che ha visibilmente fatto infuriare Cavasin (1 a 2 il risultato finale: di Crespo, di Inzaghi e di Cirillo i gol). Brevemente sulle altre: Verona Brescia 2 a 0 (Frick, Frick); Bologna Torino 1 a 0 (Olive); Udinese Parma 3 a 2 (Di Vaio, Di Vaio, Muzzi, Muzzi, Jorghensen, il campioncino danese di nuovo risolutivo con un altro bellissimo gol dopo che giovedì scorso con un altro suo altrettanto bello aveva estromesso l’Inter dalla coppa Italia). Fiorentina Piacenza 1 a 3 (Poggi, Benin, Hubner, Statuto). Classifica delle pretendenti lo scudetto: Inter 25, Roma 23, Milan 22, Juve e Lazio 20. Classifica dei cannonieri: Con 10 Hubner (3); con 9 Doni (2), Schevchenko (2) e Muzzi (5); con 7 Baggio (3), Kallon (2), Trezeguet (0) e Di Vaio (0).
P.S.: E’ martedì e apprendiamo che i sigg. Cesari e Braschi (arbitri come sopra detto a Milano e a Bergamo), entrambi internazionali, sono stati sospesi per tre turni di campionato.
4/12/01 C.L. Arsenal Juventus 3 a 1 per i gol di Ljungberg (8’ riprendendo una malaccorta respinta di Buffon su tiro dal limite dell’area di Vieira), Henry (28’ su punizione dal limite), Trezeguet (49’ su cross basso di Zambrotta respinto dal portiere), Ljungberg (88’ su splendidissimo servizio, una magia quasi, di tacchino freddo Bergkamp). Una Juve che parte bene (difficile parate di Taylor su bella conclusione di Del Piero; tiro addosso al portiere di Nedved servito splendidamente da DP), fino a quando (20’) Tudor non esce (botta alla caviglia, entra un Davids nervoso e sfasato). Disorientamento generale e subito 2 gol sul groppone (il primo per errore di Buffon, il secondo su calcio franco). Con due gol sul groppone e senza Tudor il centrocampo è saltato e la squadra si è disunita. Brutto il secondo tempo. Menomale che il Bayer ha battuto il Deportivo, così si riparte di nuovo tutti insieme da 3 (punti).
10/12/01 – 14^ Milan Juventus 1 a 1 per i gol di Schevchenko (23’) e di Del Piero ® al 47’. Un pareggio che non fa contenti né Ancelotti e né Lippi (e pertanto neppure i tifosi dell’una e dell’altra squadra) che avevano ogni possibile e immaginabile ragione per sconfiggersi a vicenda, visto quel che è stato di recente. Ma a parte questo, questo pareggio blocca le due squadre nel mentre che le concorrenti continuano a correre. Un primo tempo dominato da una Juve veloce e determinatissima ma che non ha prodotto alcuna azione da gol (fuor d’un calcio di punizione dal limite di Del Piero respinto con bravura da Abbiati) per il fatto che né Zambrotta e né Nedved riuscivano ad imporsi sulle fasce. In questo primo tempo dove comunque il Milan veniva seriamente intimorito Schevchenko (quando si dice la classe!) si costruiva da solo, da grande demiurgo celeste, un gol così strepitoso, e incredibile, e difficile da lasciare Buffon (incolpevole) e tutti quanti di stucco (da solo aveva forzato un blocco costituito da Iuliano Pessotto e Davids e molto da destra, da 25 metri, aveva calciato, forte e alta, una parabola diabolica che è andata ad infilarsi nell’unito pertugio possibile). Ad inizio di ripresa (nel frattempo Montero, per infortunio, e l’inconcludente Nedved (anche lui per infortunio dice Lippi, ma forse si tratta di una scusa) lasciavano il campo sostituiti da Zenoni (con spostamento del sontuosissimo Thuram dalla fascia destra al centro) e da Zalayeta), il quale Zalayeta, subito subito, entrato in area di rigore avversaria trovava il rigore (che per me c’era, ma forse non per tutti), così Alessandro Del Piero, brillante nel primo tempo ma non anche nel secondo, ma sempre bravissimo a calciare dal dischetto, pareggiava. Così Lippi veniva a trovarsi, appena al 4’ della ripresa, a gestire il risultato con una squadra modificata apposta per conseguirlo, e il Milan (con un Rui Costa ancora abulico e poco propositivo e con Inzaghi assente per il grave infortunio ad un ginocchio patito domenica scorsa contro il Chievo) cercava d’approfittarne. Parrebbe così che nel secondo tempo il Milan abbia cercato con insistenza il gol della vittoria, ma ruggiva da lontano e di parate difficili Buffon ha dovuto farne solo una su tiro ravvicinato di Javi Moreno (e oltretutto sarebbe stato annullato, essendo il pallone uscito prima del traversone). I migliori della Juve Thuram, Iuliano, Tacchinardi, l’arrabbiato Davids (Tudor era assente per un vecchio infortunio ad una caviglia) e, soprattutto nel I tempo, Del Piero. Del Milan non sono molto tenuto a dire se non che il magnifico Rui Costa degli anni passati non è per niente rintracciabile in quello stranito e spento di quest’anno e quest’oggi a Milano, e che quel Schevchenko è un mostro (che dovrebbe essere un po’ disciplinato tatticamente giacché corre come un forsennato per tutto il campo, per costruire e per finalizzare, ma averne come lui: ha la media gol di 0,80 gol a partita!). Un’ultima annotazione: è il primo gol che la Juve subisce, in quest’annata, con Montero in campo! (anche se nel mucchio selvaggio buggerato da Scheva lui non c’era).
Le concorrenti, si diceva, hanno vinto tutte. L’Inter (dove rientrava la scimmia grassa che le ha fatto, con gran giubilo dei buonisti, il primo gol) ha sbancato Brescia in virtù della forza ciclopica di Vieri (1 a 3: Ronaldo, Tare, Vieri, Vieri); la Lazio ha sottomesso con facilità la fragile Fiorentina (3 a 0: Poborsky, Crespo splendidissimo gol, Lopez); la Roma addirittura è andata a vincere a Parma, ribaltando come domenica scorsa il punteggio e come domenica scorsa giovandosi, per la vittoria, di un tiraccio del vecchio Fuser fortunosamente deviato. Ci sarà certo anche una componente di culo ma indubbiamente i giallorossi (e io li ho ammirati in questo senso mercoledì scorso contro il Liverpool) padroneggiano il campo. Non hanno punte e tengono le zone alte della classifica, quando tornerà Montella potrà essere che tornino ad essere la più agguerrita pretendente (con la Lazio e l’Inter) allo scudetto (1 a 2: Di Vaio, Assuncao e Fuser). Brevemente le altre. Chievo Lecce (2 a 1: Marazzina, Cimirotic, Corini su rigore), Perugia Venezia (2 a 0: Vryzas e l’iraniano Rezaei); Torino Atalanta (1 a 2: Galante, Doni, Colombo); Udinese Verona (2 a 1: Oddo, Muzzi ® e Pinzi), a me l’Udinese di mister Hogdson, a vederla giocare, piace moltissimo, peccato che non piaccia al suo incostante presidente. Il quale, apprendiamo in questo momento, l’ha bellamente licenziato, facendosi forte d’una intervista dell’inglese ad un giornale del suo paese nel quale si lagnava di fatti del tutto reali. Infine il Piacenza ha battuto il Bologna con due gol del rozzo e prolifico Hubner. Classifica delle pretendenti lo scudetto: Inter 28, Roma 26, Lazio e Milan 23, Juve 21. Classifica dei cannonieri: Con 12 Hubner (3); con 10 Doni (2), Schevchenko (2) e Muzzi (6); con 8 Di Vaio (0), con 7 Baggio (3), Kallon (2) e Trezeguet.
12/12/01 C.It.: Juventus Sampdoria 5 a 2 per i gol di Maresca, Ferrara, Luiso, Zalayeta, Amoruso ®, Amoruso, Possanzini. Giocavano le cosidette seconde linee, giacché ora pare che dare della riserva a qualcuno equivalga a diminuirlo, compreso quel Davids che parrebbe caduto in disgrazia, e Conte che spero che vi rimanga, e Maresca che meriterebbe un po’ più di attenzione. Ma è stata peggio che con le Rappresentative Valdostane d’inizio stagione, e in certi momenti il ritmo è scemato così tanto che si sono viste in tutta la loro crudezza i limiti tecnici dei vari Amoruso, Zenoni e via uggiolando.
La JFC spa si quota in borsa con il 34% del capitale. Prezzo di collocamento 3,7 euro (forbice 3,5 – 4.2). Sono i tempi, fratello. E non puoi farci niente. Ci siamo ben guardati dal comprare, troppo volubile è un pallone che pazzamente gira.
Ad Eupalla e al calendario piacendo, i bianconeri hanno ora ben 8 partite "facili", per quel che questo strano aggettivo possa significare nel dire del calcio, e del calcio italiano in particolare (Piacenza, Fiorentina, Brescia, Udinese, Venezia, Atalanta, Chievo e Lecce) per darsi un assetto funzionale e risalire la classifica, anche perché non ci sarà neanche l’assillo della C.L.
16/12/01 15^ Juventus Piacenza 2 a 0 (gol di Ferrara al 35’ e di Trezeguet al 91’). Continua a non piacermi questa Juve con dei Zambrotta e dei Nedved che mai riescono a raggiungere la linea di fondo per servire nella sola maniera profittevole Trezeguet, che solo di questo tipo di servizi ha bisogno. Ho cominciato a divertirmi solo a 15 minuti dalla fine quando Lippi si è finalmente deciso a fare entrare lo scalpitante Maresca che ha dato estro e vivacità alla manovra, e a Trezeguet il pallone di quel 2 a 0 che tardava maledettamente. Tre secondi prima (eravamo già in tempo di recupero) Buffon respingeva al bue Hubner un tiro facile facile, un pallone maligno che nove volte su dieci beffardamente buggera i portieri passandogli tra le gambe. Il gol di Ferrara (Tudor e Montero sono assenti per infortunio e ne avranno per parecchio) era venuto con un po’ di fortuna, avendo Ciro intercettato forse casualmente un pallone acrobaticamente rimesso in mezzo da Trezeguet. Un buon risultato, in attesa che il gioco migliori anche se non vedo in Zambrotta e in Nedved le caratteristiche dell’ala (Zambrotta da tempo, a causa di Ancelotti, s’è avviato a diventare un buonissimo mediano, e Nedved non si capisce mai bene cosa voglia o sappia fare). Comunque tre buoni punti cui la sconfitta dell’Inter danno un’importante caratura.
Sì, perché i nerazzurri capi classifica sono stati sconfitti sul loro terreno da un Chievo che giocando largo e veloce sulle ali li ha letteralmente scardinati (1 a 2 per i gol di Corradi, di Vieri, fortunoso, e di Marazzina). Una partita spettacolare e un Chievo che con Manfredini a sinistra e (soprattutto) Eriberto a destra letteralmente vola. Vola anche il Verona di Malesani, che ha scardinato la tracotante Lazio di Zaccheroni (cinque vittorie su cinque partite finora). Gioco e trame spettacolari, Mutu e Camoranesi campioni in attacco e il Cannavaro jr. e il nostro Zanchi mastini di difesa. Quel Mutu ha classe da vendere, è il solo (penso) che potrebbe sostituire (il miglior) el Piero (4 a 1 gol di Leonardo Colucci, Camoranesi, Crespo e Mutu). E anche questo (dico, la battuta d’arresto dei biancocelesti) è un buon risultato per la Juve. Vince anche il Bologna, rimontando il Perugia di Cosmi (che quella bestia del suo presidente vendendogli Liverani ha rovinato). Prestazione molto convincente dei rossoblù, guidati da un eccellente Brighi (2 a 1 per i gol di Tedesco, Pecchia e Fresi). Vittoria a 5 secondi dalla fine del lungo ricupero, per un gol in mischia disperata di quell’antipatico di Ganz, della Fiorentina sul Brescia che nel primo tempo ha gettato al vento la partita sbagliando cinque gol facili. Chi sbaglia troppo non merita giustificazioni. Prestazione molto convincente, senza molti sbagli di gol per fortuna loro, anche dell’Atalanta che ne ha rifilati quattro ad un Parma che (cinque sconfitte di fila su cinque partite con Passarella) è penultimo in classifica (4 a 1 per i gol di Beretta, Sala, Doni, Comandini e Micaud). Vittoria anche del fanalino di coda Venezia (2 a 1 gol di Maniero, di Helguera e di Valtolina) su quell’Udinese sulla cui panchina sedono ora le riposate chiappe di Giampierone Ventura, un tecnico (?) che dopo una molto buona stagione a Cagliari in B non ha saputo combinare più niente di significativo. Costui è stato chiamato dal turbolento Pozzo a sostituire quell’Hogdson che continuamente (e ingiustamente, dico io) criticato dal suo presidente s’era arrischiato a dire che s’era pentito d’avere a suo tempo accettato d’allenare i bianconeri di Friuli. Pozzo se n’è sentito offeso, come se invece che nella provinciale Udine fosse presidente nella opulenta Madrid. Mi piacerebbe scendesse in B. Come si vede molte vittorie (e, nonostante il ghiaccio, molto bel gioco). Unico pareggio, sufficientemente giusto, quello tra Lecce e Torino (gol di Cimirotic e di Lucarelli). Infine Roma Milan che si giocava di sera. S’è giocata di sera e ha vinto la Roma. I rossoneri recriminano per un gol annullato forse ingiustamente a José Mari e per il fatto che il tiro di Totti che ha risolto la partita è stato deviato da Chamot quanto bastava per far confondere Abbiati (ris.: 1 a 0 gol di Totti). Ma sono storie da tifosi da bar sport: i giallorossi hanno vinto meritatamente e le fortune di cui gode don Fabio non sono mai immeritate. Ha un centrocampo sontuoso con cui copre bene la difesa e alimenta bene l’attacco. Oggi, alla fine di una rincorsa tutto sommato breve, si siedono al primo posto in classifica.
19/12/01 6^ (recupero) Fiorentina Juventus 1 a 1 (gol di Trezeguet al 56’ e di Nuno Gomez al 80’). Saremo brevi perché la delusione non ci induce a verseggiare. Buona Juve fino al gol (altri gol 2, regolari, sono stati annullati allo stesso Trezeguet – e sale così a 4 il numero dei gol regolari che gli sono stati annullati, quest’anno - , più diverse strepitose parate del portiere viola), anche se, come sempre, incapaci, i vari Zambrotta, Thuram, Nedved e Pessotto, di aprire il gioco sulle ali. Dopo il vantaggio si siedono come se fossero ragazzi alle prime armi e ciò nonostante godessero di un vantaggio di 12 punti sulle inseguitrici, e l’appena entrato Birindelli e Thuram (il primo a destra e secondo spostato di conseguenza al centro) si fanno uccellare da Vanoli (scorribanda sulla linea e cross basso) e da N. Gomez (tocco da un metro). Vabbe' che i viola, maledetti, han giocato, come al solito, la partita della vita, ma questi straccioni bisognava subissarli di gol.
Come l'Inter – tornata prima in classifica - ha fatto con il Verona (3 a 0 con gol di Vieri e due del redivivo Ronaldo, ma quando è partito per servirgli il pallone del secondo gol Conceicao era in evidente f.g.). Perché la Roma, priva di punte e questa volta non sorretta da tutte le fortune del mondo, è stata fermata in casa dal Brescia (0 a 0). Pareggio a Bergamo tra Milan e Atalanta (1 a 1 gol di Sala in mischia e prodezza di Schevchenko, negato un rigore agli orobici). Poi le seguenti vittorie: Udinese a Bologna (0 a 1, come sovente succede gol prodezza del bravissimo Jorgensen); Perugia a Lecce (2 a 3 gol di Tedesco, Chevanton ®, Bazzani, Conticchio e autorete di "zucchina" Chimenti); Torino contro il povero Parma, sconsolatamente penultimo in classifica (7 punti il Venezia, 11 gli una volta superbi gialloblu e 14 Fiorentina e Lecce) e infine del Piacenza a Parma (2 a 3 gol di Maniero, Gautieri, Magallanes, Poggi e Poggi). Il 2 gennaio di riapre il calciomercato. Pare che la Juve debba prendere Adrian Mutu. Non è una prima punta, ma è un campione. Però occorrono, prima di Mutu, due ali capaci di far volare la squadra, e non due imbolsiti commentatori quasi trentenni pagati, l’uno e l’altro, 80 milioni (di euro…).
23/12/01 – 16^: Brescia Juventus 0 a 4 per i gol di Trezeguet (30’, di testa, in spiccata elevazione, su cross di Thuram), di Del Piero (42’, su servizio comodi di Trezeguet che aveva perfezionato un affondo di Nedved) e nella ripresa di Ferrara (su calcio d’angolo) e di Davids (su punizione dal limite). All’immancabile prodezza di Trezeguet non fa seguito, questa volta, l’imbambolamento generale della volta scorsa e di altre volte. Si vince facilmente, mostrando brio e convinzione. Due cose da dire. La prima è che per una volta, una volta soltanto, un’unica e sola volta a Trezeguet è stato servito un cross dal fondo fondo eseguito con tutti i canoni (prima jamais, e nemmeno ancora prima) e il nostro centravanti per non farsi dire che poteva mancare per lui l’ha puntualmente messo dentro. Seconda: Lippi non sapendo più a che santo votarsi stavolta Nedved l’ha sciolto da ogni, qualsiasi e qualsivoglia obbligo tattico, e il ceko l’ha ricambiato con una prestazione maiuscola (sulla fascia sinistra inaspettatamente è andato Davids che se l’è cavata molto bene). Oggi mancava Zambrotta, ma lo Zambrotta di questi tempi non è molto da rimpiangere. Poche parole per le altre partite (le feste del Natale ne hanno presto soffocano i trambusti).
L’Inter è andata a vincere a Piacenza recuperando con ostinazione tre volte il vantaggio (2 a 3 per i gol di Vieri ®, Gautieri, Vieri, Gautieri e Vieri), forse è veramente il loro anno. Anche i loro più accreditati rivali, parlo dei romanisti, hanno compiuto una bella prodezza, andando a battere il Chievo sul suo campo di Verona con un punteggio che non ammette repliche, essendo stati capaci, col loro super centrocampo, di inchiodarli tatticamente (0 a 3 per i gol di Emerson, Samuel e Tommasi. Gli attaccanti latitano ancora, ma continuano a provvedere i centrocampisti e i difensori). Il Milan di Ancelotti continua a non convincere, pur, stavolta, vincendo. Ha vinto su un Verona che lungo il corso della partita l’ha messo più volte in grandissime difficoltà e che nei minuti di recupero è inopinatamente passato, per un’inezia può dirsi, da un meritatissimo 2 a 1 ad un ingiusto 1 a 2 (i gol di Ambrosini, F.Cannavaro e, al 95’, di Contra). Invece la Lazio ha sprecato con un secondo tempo ignobile il doppio vantaggio contro un gagliardo Bologna (2 a 2 per i gol di Claudio Lopez, due, e per i petroniani di Cruz il jardinero e di Zaccardo, un giovane terzino). Il derelitto Parma dove – alleluja! – è ritornato Arrigo Sacchi in uno scontro tra disperati ha fatto fuori quella Fiorentina che mercoledì scorso ci aveva rubato due punti (2 a 0 per i gol di Bonazzoli e di Di Vaio), e ora le due squadre sono appaiate al penultimo posto con 14 punti. Il Perugia (che per grazia di Cosmi mi fa simpatia) ha liquidato per 2 a 0 l’Atalanta (doppietta di Bazzani), mentre Venezia e Lecce sono andate a vincere rispettivamente a Torino (1 a 2, di Maniero il gol risolutivo, gli altri non so) e a Udine (0 a 1 gol di Giacomazzi). Ora lunga sosta di fine anno, ad un turno dal giro di boa. La classifica in alto vede l’Inter al comando con 34 punti, Roma a 33, Chievo (una partita in meno) con 29, Juve con 28, Milan con 27 e Lazio (una partita in meno) 24.
6/1/2002 – 17^ (ultima di ritorno). Juventus Udinese 3 a 0 per i gol di Zambrotta (al 15’, traversone dalla sinistra corretto di testa da Del Piero, corretto di testa da Trezeguet, messo dentro di piede da Zambrotta lesto ad anticipare Turci), Nedved (al 26’, splendido tiro dal vertice dx dell’area di rigore), Davids (41’ bel tiro sotto la traversa, da posizione angolata sx, dopo uno scambio con Nedved). Al 6’ Buffon ha parato a Muzzi un calcio di rigore lento ma molto angolato (l’idea, battuta e strabattuta dalle televisioni e dai giornali, che il trentenne Muzzi possa venire alla Juve mi riempie di raccapriccio), causato da quel cazzone di Conte che ha atterrato in area un Di Michele ormai impossibilitato a nuocere (ma perché cazzo lo fa giocare Lippi?). Nedved impiegato alla Zidane ha dato alle manovre offensive velocità e imprevedibilità, e tutto il complesso, pur se ancora privo di Tudor e di Montero, si è espresso bene.
Quest’oggi termina il girone di andata, con capolista i giallorossi di Capello seguito, ad un punto dai nerazzurri di Cuper. I quali giallorossi hanno conquistato i soliti 3 punti (contro il Toro) nel solito modo micragnoso (1 a 0 il risultato, gol di Totti, tecnicamente assai pregevole ma viziato da una posizione di f.g. del medesimo), anche per un rigore negato nel finale ai granata per una proditoria spinta di Zebina a Delli Carri che stava saltando per incornare. Dev’essere dato merito a Capello della posizione conquistata, tenendo conto che ha dovuto fare a meno per lungo tratto sia di Batistuta che di Montella. Inter Lazio (0 a 0) invece è stata una gran bella partita, combattuta alla morte da entrambe le compagini, con talune occasioni da gol sprecate più che parate dai portieri. Vieri fa paura per il furore agonistico, e la bravura. Mentre il suo omologo Crespo è stato, ieri sera, un desolante fantasma. Il bel Chievo dal bel gioco è andato, pur privo dei fondamentali Corini ed Eriberto, ad espugnare Bergamo rovesciando il risultato (1 a 2 per i gol di Berretta, Marazzina e Cossato). Il Milan ha vinto a Lecce (1 a 0 gol di testa di Josè Mari nel finale): due tiri in porta dei rossoneri durante tutta la partita, uno parato da Zucchina Chimenti e l’altro il gol. Nessuno dei leccesi; nei minuti di recupero Abbiati ha salvato per due volte la preziosa vittoria. Vittoria del Bologna sul Brescia (2 a 1 gol di Petruzzi (autorete), Nervo e Toni), e del bel Verona di Malesani (e Mutu) sull’agguerrito Piacenza (bel gol di Zanchi). A proposito delle due ex nobili decadute (Parma e Fiorentina) diremo che la prima (saggiamente affidata a Sacchi) sicuramente si riprenderà, avendo acquistato quanto meno la caparbietà propria dell’Arrigo (3 a 4 sul campo del Venezia, per i gol di Bettarini, Di Vaio, Di Vaio, Bonazzoli, Maniero ®, Maniero, e per la terza volta, infine, proprio al 90’, di ancora Di Vaio). Mentre i viola (dopo il velleitario ruggito contro di noi, che ci costò due preziosissimi punti) stanno serenamente affondando. Oggi sul loro campo è passato il Perugia di Cosmi (1 a 3 gol di Adani, Vryzas, Di Loreto e Grosso). Perdono sempre. Sprofondassero fino a perdersene traccia.
Un’annotazione a margine, prima di chiudere. Maradona ha dichiarato al colto e all’inclita che suo erede, calcisticamente parlando, è tale Andrés D’Alessandro, un ragazzo bonearense di 20 anni che gioca nel River Plate; lo stesso Pelè (mai, per nessuna ragione, d’accordo su Maradona), che lo ha visto ai campionati del mondo juniores che si sono recentemente giocati in Giappone, ne ha convenuto, dichiarando che non c’è tra i giovani che stanno venendo alla ribalta chi lo eguagli. Ieri sera Controcampo ha fatto vedere alcuni spezzoni su questo giovane fenomeno. Ebbene, c’era da restarne sbalorditi: una tecnica non comune sposata ad una velocità di esecuzione pazzesca, ad una grinta incredibile (può giocare o dietro le punte o da esterno). Organi di informazioni accreditate danno per probabile un suo passaggio alla juve per 20 milioni di dollari. Questo D’Alessandro, da quel poco che ho potuto vedere e dal molto che se ne scrive sembra poter essere il massimo della fortuna, il giovane Mutu sarebbe una buona, onesta, alternativa. Il trentenne girovago Muzzi una sciagurata jattura. Speriamo che gli organi di informazioni ci azzecchino quand’è buono e giusto che ci azzecchino, e sbaglino quando è conveniente che sbaglino.
Al giro di boa la classifica per le posizioni di testa è la seguente:
Roma 36, Inter 35, Chievo (con una partita in meno) 32, Juventus 31, Milan 30.
9/1/02 C.It. – Juventus Atalanta 4 a 2 per i gol di Colombo (12’), Amoruso (13’, bel tiro dal limite pur se stretto da due avversari, su passaggio di Nedved), Amoruso (58’ su bel passaggio filtrante di Maresca a sua volta servito da Nedved), Zalayeta (63’ controllo e giravolta in centro area, su servizio dalla destra di Zambrotta a sua volta lanciato da Maresca), Berretta (65’), Amoruso (83’, su rigore per atterramento di Zambrotta). Bella e gaia e divertente partita, in specie nel secondo tempo, dopo che Lippi deve essersi fatto sentire brutto negli spogliatoi perché nel primo troppo s’era insistito su trame leziosamente condotte su linee centrali. Nel secondo, avendoli sgridati e portando Zambrotta e Zenoni alle due estreme si è visto un gioco migliore e più occasioni da gol. Tutti bellissimi i gol, e per esecuzione e per preparazione, e anche il rigore è stato calciato a regola d’arte (in una porta che i soliti statistici avevano appena definito stregata per quel tipo di realizzazione). Giocavano, a parte Nedved, che ha fatto il bello e il cattivo tempo, le seconde e le terze linee (Carini, Zenoni, Birindelli, Iuliano, Paramatti, Tacchinardi, Zambrotta, Maresca, Nedved, Amoruso e Zalayeta, e poi anche Ferrara, Conte e Rigoni). Molto buona anche la prestazione di Maresca calato nel suoi propri panni di estroso rifinitore. Per cui è d’uopo chiedersi come possa Lippi sacrificarlo a Conte. Bella e convincente anche la prestazione di Amoruso (e anche di Zalayeta) che, qualora ve ne fosse bisogno, fuga i fantasmi dell’avventurato arrivo del non gradito (da parte mia) Muzzi.
13/1/01 - 18^ (1^ di ritorno): Venezia Juventus 1 a 2 per i gol di Trezeguet (5’, correggendo in rete di testa un pallone respinto dal portiere su tiro da fuori area di Nedved), di Magallanes (58’) e di Iuliano (75’ di piede con buon intuito, a prendere un pallone vagante nell’area piccola). E’ bene quel che finisce bene ma la Juve ha giocato male, scordandosi quei progressi fatti vedere nelle ultime uscite. Un avanzare lento tra sequele interminabili di passaggi all’indietro e laterali, sicché gli ultimi in classifica stasera possono recriminare d’una sconfitta che ritengono ingiusta.
Altra tempra oggi, invece, i romanisti giallorossi (che pure di vittorie fortunose e rubatizze ben se ne intendono) che sono riusciti nell’impresa di battere il pericoloso Verona rimontando un pericolosissimo 0 a 2 (Mutu, Mutu, Assuncao, Cassano e al 92’ il vecchio Batistuta). Non meno sofferta e certamente meno meritata è stata la vittoria dei nerazzurri interisti sul campo del Perugia. Hanno subito il bel gioco degli avversari senza mai sognarsi di rovesciar le cose, e perché preoccuparsene quando si dispone di un Vieri che non so se definire sovrumano o disumano? Un pallone vagante nell’area di Tardioli, e zac! il gol è fatto (quello del 2 a 0, di Recoba, segnato alle ultimissime battute ha solo un significato statistico). Mentre il Milan che non ha un Vieri (e stavolta non ha avuto il gran culo di tante altre volte) non è riuscito, in casa sua, a san Siro, a piegare il Brescia (0 a 0). La Lazio invece, che sembrava starsi riprendendo, è colata a picco in casa del forte Piacenza del bravo Novellino (un ottimo allenatore, che ha sempre fatto vedere ottime cose), 1 a 0 il risultato, gol del bue Hubner. Franca vittoria del Torino a spese di quell’Udinese dove il ginnasiarca lesto di lingua Venturi sta alacremente disfacendo il buon lavoro svolto da mister Hogdson (ma la colpa è solo del presidente Pozzo). 3 a 1 il risultato, i gol di Lucarelli (rig.), Iacquinta, Maspero e Lucarelli. Poi solo pareggi: 2 a 2 sia tra Atalanta e il bel Bologna di quest’anno dell’ottimo Brighi (i gol di Doni (rig.), Beretta, Olive e Brioschi) e sia, anche, tra Chievo e Fiorentina (gol di Nuno Gomez, Corini (rig.), D’Anna e, a tempo quasi scaduto, quell’Adriano (insieme con Robbiati) imprestato dal pietoso Moratti alla periclitante squadra di quello scimunito di Cecchi Gori. 1 a 1 infine tra Lecce e Parma per i gol di Djetou e di Vugrinec. Immutate le distante la Roma, Inter e Juve; stenta il Milan, si distacca la Lazio (il Chievo è tra la Juve e l’Inter).
17/1 – C.It. Atalanta Juventus 2 a 1 per i gol di Zalayeta (10’ intervenendo due volte su un traversone da sinistra di Zenoni), Bianchi (72’), Ignacio Pià (76’). Dopo un’ora di bel gioco cui il 5 a 2 complessivo aveva tolto mordente i bianconeri hanno tirato in barca tirando comunque la stessa in porto. Mercoledì prossimo prima semifinale con il Milan a San Siro.
20/1 – 19^ Juventus Atalanta 3 a 0 per i gol di Tacchinardi (34’, da fuori area con un pallonetto a scavalcare il portiere che trovavasi fuori porta), Trezeguet (38’ di testa su un traversone da sinistra di Nedved), Trezeguet (73’ su azione centrale di sfondamento). Una magnifica Juve, dove tutto ha funzionato perfettamente. 12 a 1 le conclusioni in porta (e la sola degli orobici è venuta da un calcio franco virtuosamente neutralizzato da Buffon), 8 a 1 i calci d’angolo e non contiamo perché era difficile contarle le conclusioni quando il pallone che non ha inquadrato lo specchio della porta o per altre ragioni abortite). 3 (a 0) i gol, ma avrebbero potuto essere 5 o 6. Prestazione maiuscola sorretta da giocatori che hanno giocato tutti benissimo, con Nedved forse un gradino sopra gli altri).
Cambia qualcosa nei quartieri alti della classifica perché la Roma ad Udine ha pareggiato per 1 a 1 (gol di Di Michele e di Batistuta), e bene le è andata perché all’88’ lo scellerato Muzzi (e voleva venire alla juve!) si è fatto parare un rigore da Antonioli. Invece l’Inter ha vinto e li scavalca. 2 a 0 il punteggio finale (di Sensini (aut.) all’inizio e del solito Vieri alla fine i gol. Vittoria legittimata da una supremazia netta. Per le altre. Vittoria del Verona su un Venezia sciaguratamente sprecone (aut. di Biorklund). Mega vittoria della Lazio sul Perugia (5 a 0 per i gol di Inzaghi, Lopez, Fiore, Stankovic e Negro). Vibrante prestazione e meritata vittoria del Bologna sul Chievo (3 a 1 per i gol di Zauli, Cruz, Beghetto e Zauli) e vittoria alquanto fortuita del Torino a Brescia (1 a 2, Yllana, e Ferrante e Vergassola nel finale). Soli pareggi quello tra il Lecce e il Piacenza (0 a 0) e, nient’affatto sorprendente, quello tra la Fiorentina e il Milan. Stanti le radicate abitudini di: José Mari a portare in vantaggio i rossoneri; di Ancelotti a farsi rimontare e di Adriano di far gol allo spirare delle partite. E così nei secoli dei secoli, amen. Una curiosità: quattro errori quattro dal dischetto (Colucci, Manfredini, Muzzi e Schevchenko). L’alta classifica vede prima l’Inter con 41 punti, seguita dalla Roma con 40, quindi la Juve con 37, poi il Chievo con 33, Milan e Bologna con 31 e Lazio con 28 (Chievo e Lazio una partita in meno). Classifica dei cannonieri: primi con 13 gol Trezeguet, Hubner (3) e Vieri (4); seguono, con 12 gol Doni (3) e Di vaio. Quindi con 11 Schevchenko (2).
23/1/02 C.It.: Milan Juventus 1 a 2 per i gol di Javi Moreno (38’), di Birindelli (48’) e di Del Piero (97’). Deleghiamo l’onere del commento al subdolo Ansaldo de La Stampa:
La partita delle seconde linee è stata decisa da chi più di ogni altro è da considerare nella prima: Alex Del Piero, gettato nella mischia a un quarto d'ora alla fine, ha firmato il 2-1, nell'insieme una vittoria giusta (la prima di Lippi contro Ancelotti), che rafforza l'ambizione della Juve di arrivare alla finale di Coppa Italia. Il Milan, tra quindici giorni, sarà chiamato a un'impresa che non ci sembra nelle sue corde per quanto si è visto nella stagione modesta e interlocutoria che neppure Ancelotti sa vivacizzare. Pur prive di molti titolari le due squadre hanno allestito uno spettacolo decente, dando ad intendere, sia l’una che l’altra, di voler vincere. Fuori i grossi nomi (Shevchenko, Nedved e, appunto, Del Piero si sarebbero visti nell’ultimo scorcio della ripresa) c'era lo spazio per chi gioca poco. La Juve celebrava in difesa il ritorno a tempo pieno di Montero dopo un mese e mezzo e l'addio a Paramatti, che non lascia rimpianti anche se ci chiediamo cosa farà Lippi con l'esiguo numero di esterni che gli restano. Ieri tuttavia s'è confermato che Zenoni, se gli danno fiducia e un minimo di continuità, è l'unico terzino che può sfruttare per fare gioco: dalla fascia destra sono arrivate le proiezioni più interessanti e i cross dal fondo più pericolosi. Ne è uscita una manovra ariosa. Questa squadra di rincalzi non è fenomenale ma gioca un football persino più gradevole di quello che i bianconeri mostrano in campionato, con più movimento senza palla e con una punta, Zalayeta, che è migliorato incredibilmente stando lontano da Torino. Peccato per i bianconeri che al suo fianco non ci fosse l'Amoruso del match di andata contro l'Atalanta, nè un Maresca lucido. Il Milan invece ha metabolizzato la visione ancelottiana del calcio. Ci sono momenti in cui subisce il gioco come un pugile alle corde, non ce la fa a uscire dalla propria metà campo e ti chiedi quanto riuscirà a reggere. Il gioco è prevedibile, la difesa ballerina. L'avvio dei rossoneri è stato incisivo finchè Brocchi e Josè Mari hanno infilato la zona calpestata da Paramatti e da Montero sfasato dalla convalescenza (lo si è visto di nuovo vomitare a bordo campo). L'azione tra i due non si concretizzava di un amen al 9', quando Brocchi era anticipato dall'uscita bassa di Carini, sull'intelligente allungo di Serginho. Finiva lì, il Milan e l'avremmo rivisto al 39' per il gol di Javi Moreno, una bella botta di destro nell'angolo basso, favorita da una smagliatura centrale della difesa, soprattutto di Montero che lo aspettava invece di andargli in contro. Nel frattempo i bianconeri avevano tenuto costantemente l'iniziativa, senza arrivare al gol. Ci avevano provato di testa Zalayeta al 23' e al 25' (parata di Rossi), quindi Ferrara, che ha il fiuto di smarcarsi sui calci da fermo: in torsione, colpiva la faccia alta della traversa. Subìto il gol, la Juve si irrigidiva. Moreno era ancora pericoloso perchè sa difendere bene la palla in area, ma non gli riuscivano i tocchi decisivi. La partita rimaneva scorbutica, adatta a tipini come Davids, Brocchi e Gattuso: Braschi non era convincente, come gli capita spesso quest'anno. La Juve arrivava al pareggio al 3' con una conclusione fortunata di Birindelli, la cui punizione era deviata da Gattuso nell'angolo, imprendibile per Rossi, e cresceva nel finale, mentre il Milan non riceveva da Shevchenko l'iniezione di pericolosità, che l'ucraino non sa più istillare. Non c'erano pericoli per i portieri ma in una delle ultime azioni, Zenoni raccoglieva il fiato per fiondarsi sul fondo e inventare un cross basso e teso, sul quale Del Piero si avventava in scivolata, per il tocco decisivo.
[Apprendiamo che il Real Madrid avrebbe offerto 65 milioni di euro per Trezeguet].
24/1/02: Amichevole – Juventus Independiente di Bogotà 4 a 0 per i gol di Trezeguet, Del Piero, Nedved e Zambrotta, tutti nel I tempo). I titolari che non avevano giocato ieri contro i rossoneri, e quelli stessi che avevano giocato gli ultimi 15 minuti (Del Piero e Nedved) sono stati utilizzati, nel solo primo tempo, in questa amichevole. Nella ripresa sono subentrati i "Primavera".
27/1: 20^ Chievo Juventus 1 a 3 per i gol di Ferrara al 18‘ (di testa, su angolo di Del Piero opportunamente corretto di testa da Trezeguet); 47‘ autorete di Moro (che terrorizzato interviene maldestramente su un esiziale passaggio di Del Piero a Trezeguet); 59‘ Marazzina con un bel tiro da posizione molto angolata; 72‘ Del Piero (su rigore assegnato dopo che un traversone di Nedved veniva intercettato con la mano da un difensore). Sul risultato di 1 a 2 Del Piero ha sbagliato un calcio di rigore concesso per un fallo del portiere in uscita su di lui. Forse il rigore non c’era, ma se l’arbitro non lo fischiava la Juve andava in gol come in effetti ci era andata, in quanto Trezeguet sulla respinta del portiere infilava da lontano e da difficile posizione, senza che nessuno potessi farci niente, l’angolo alto della porta sguarnita. Grandissima Juve, di feroce determinatezza, quella stessa determinatezza che con Ancelotti i giocatori avevano del tutto smarrito. E non so quante e quali squadre oggi sarebbero state capaci di spuntarla su questo Chievo che lotta alla morte su ogni pallone, ha begli schemi e in attacco buoni giocatori. Tutti bene, inutile fare graduatorie, un po’ sotto tono però Zambrotta e Del Piero, il quale se, come avrebbe ben dovuto, andava in gol al termine d’una sua fuga solitariissima, e non si faceva precedere dal portiere in uscita, non si sarebbero scatenate le solite torbide speculazioni sul rigore fischiato da De Santis (e da lui sbagliato; pel rimorso, ha detto qualche bello spirito). Alla fine della giornata i bianconeri rosicchiano un punto alla prima in classifica (oggi di nuovo la Roma) cosi che la distanza si riduce a soli 3 punti.
La Roma difatti ha battuto per 2 a 0 il Piacenza (Assuncao e Batistuta) mentre l’Inter a Venezia più di là di un travagliato pareggio non è riuscita ad andare (1 a 1 Vieri e Maniero su rigore). Dopo Roma (43), Inter (42) e Juve (40) c’è il vuoto. Chievo, come abbiamo visto, sconfitto; Milan e Lazio sconfitte anche loro. Vergognosamente i rossoneri che a San Siro si sono fatti umiliare, specie nel gioco e soprattutto nella ripresa, dagli udinesi che, nonostante ora li guidi il carneade Ventura, non hanno ancora dismesso di ben giocare come aveva loro insegnato Hodgson e come il talento dei vari Pizarro, Jorgensen, Martinez, Nomvethe (eccet. eccet.) gli consente. Il Milan è alla deriva, con l’eterno perdente Ancelotti che bastonato mercoledì scorso e umiliato oggi non ha avuto l’animo nemmeno di presentarsi in sala stampa. Schevchenko poveraccio anche quest’oggi ha sbagliato il suo bravo rigore, un secondo assegnatogli (2 a 3 il risultato finale, i gol di Schevchenko ®, Serginho, Muzzi, Scarlato e Jorgensen). Invece i laziali l’hanno ceduta ad un Torino pieno di brocchi ma arrembante (1 a 0, gol di Lucarelli, molto bello). Bella vittoria del Parma, al Tardini, contro l'antipatico Bologna di questi tempi: 2 a 1 il risultato, i gol di Nervo (aut.), Hakan Sukur (arrivato in settimana dall’Inter, e son contento per lui e per Sacchi che riprenda a giocare) e Pecchia. E bella sconfitta dell’odiosa Fiorentina che quest’anno la B non glie la toglie nessuno, a Bergamo (2 a 0 per i gol di Inacio Pià e, assai bello, di Doni). Belle vittorie, infine, del festante Perugia di don Serse contro il Verona (3 a 1 per gol di Frick, Rezaei e Ahn) e del piangente (per la morte in un incidente stradale d’un suo oscuro giocatore, tale Vittorio Mero) contro il Lecce che domenica prossima verrà a trovarci a Torino (3 a 1 gol di Toni, Chevanton, Toni e uno dei due Filippini).
Mercato di riparazione:
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Darko Kovacevic |
Centrav. |
Lazio |
Real Sociedad |
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Russlan Nigmatullin |
Portiere |
Lokomotiv Mosca |
Verona |
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Hakan Sukur |
Centrav. |
Inter |
Parma |
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Adriano |
Centrav. |
Inter |
Fiorentina |
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Fabian O’Neill |
Mezzala |
Juventus |
Perugia |
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Jonathan Binotto |
Ala |
Chievo |
Brescia |
|
Athirson |
Terzino |
Juventus |
Flamengo |
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Ibrahim Ba |
Ala |
Marsiglia |
Milan |
3/2 – 21^: Juventus Lecce 3 a 0 per i gol di Conte (al 13’, colpo di testa su traversone dalla sinistra di Pessotto), di Trezeguet (56’ a conclusione di una veloce azione Del Piero Nedved), Del Piero (al 60’ per fallo sullo stesso). Juve rullo compressore sorretto dalla calma dei forti. Una padronanza del campo e delle situazioni pressoché totale, e senza mai dover forzare il ritmo. Tutti bene, un po’ più degli altri Davids, Nedved e Del Piero, soprattutto Edgar che in questi tempi pare indiavolato. Buffon inoperoso per tutti i 90 minuti ha tuttavia dovuto impegnarsi, le uniche due volte che lo hanno cercato (entrambe le volte Giacomazzi di testa), in due interventi alquanto difficili. Sesta vittoria consecutiva che consente ai bianconeri, in concomitanza con i pareggi di Roma e Inter di fare un notevole passo in avanti in classifica. E domenica prossima si giocherà Roma Juve. I bianconeri ci arrivano col morale a mille.
Anche per quello che i giallorossi han fatto vedere a Firenze. Dove se la sono cavata per il classico rotto della cuffia. In svantaggio per 2 a 0 (Morfeo e Adriano), alla disperata sono riusciti a pareggiare (Cassano ed Emerson), e avrebbero irrimediabilmente perduto se al 93’ un incrocio dei pali che ancora trema non avesse fermato un bolide a colpo sicuro di Morfeo. Ben più grigiamente l’Inter, invece, non è riuscita ad andare più in là del risultato ad occhiali (0 a 0) contro un Torino assai ben messo in campo e forte come non credevo in alcuni suoi elementi come il libero Delli Carri, la mezzala Vergossola, il tamburino Asta e il solido e generoso Lucarelli tuttavia all’inizio ha sciupato una occasione d’oro. Per effetto di questi risultati la classifica nelle prime posizioni vede primi i giallorossi con 44 punti, e i bianconeri e i nerazzurri ad un punto, a quota 43. Se Morfeo avesse segnato le tre squadre si troverebbero tutte e tre a 43 punti. Sono cose che un po’ dispiacciono in un campionato dove alla fine anche il punticino conta. Le altre: Franca vittoria del risorgente (merito di Arrigo Sacchi) Parma sul declinante Brescia dello sboccato Mazzone (1 a 4 per i gol di Micaud, Hakan Sukur e di Di Vaio, doppietta; dei bresciani Toni su rig.). 1 a 1 tra Bologna e Venezia (Maniero e Pecchia); 2 a 2 tra Piacenza e Chievo (non ricordo chi altri ha segnato oltre il forte Marazzina e il bue Hubner ®; E’ungenio Corini ha sbagliato 2 calci di rigore. Non è il record di Martin Palermo, ma può essere contento). 3 a 1 tra Verona e Atalanta (Italiano, Mutu ®, non ricordo chi il terzo gol dei veneti e Doni) e 0 a 0 tra Udinese e Perugia. Un micragnoso, miserabile 1 a 1 infine all’Olimpico tra Lazio e Milan; prestazioni oscene, Milan degenerato. I gol, di Stankovic intorno al 15’ del I t. e pareggio fortunoso e ropacarambolesco di Schevarnadze (mi spiego: carambola tra le zucche protese del duo Kaladze-Schevchenko, palo-traversa-il testone di Negro, poi Peruzzi e infine dentro la rete) al 93’. A volte questi pareggi fanno più male di una sonora e catartica sconfitta. In cima alla classifica cannonieri ci stanno Vieri Trezeguet e Di Vaio con un numero pari di gol (mi pare 14). Sic stantibus rebus, dalla prossima settimana tratteremo solo delle tre squadre di vertice. Come diceva Vadinho, il resto è xixica.
6/2/02 C.It.: Juventus Milan 1 a 1 per i gol di José Mari (di testa, al 27’) e di Zambrotta al 62’ avviando e concludendo una splendida azione personale (con il solo ausilio di un rapido uno-due con Zalayeta) nella quale superava di forza e di bravura quattro difensori rossoneri e fulminando Sebastianone Rossi da posizione non del tutto agevole. Pareggio che ci proietta alla doppia finale col Parma. Molto bene Davids, Iuliano, Pessotto e Zalayeta (più mezzala che centravanti, com’è evidente). Bianconeri solidi e assai forti nei contrasti. I rossoneri, che ci tenevano maledettamente a non soccombere, questa volta hanno lodevolmente lottato.
10/2 – 22^: Roma Juventus 0 a 0. I capellians ci hanno fatto vedere i sorci verdi, ci hanno fatto vedere. Perché non c'è giocatore giallorosso che non abbia i piedi buoni, ed è stata dura, durissima. Anche perché abbiamo dovuto fronteggiarli, dal 41^ minuto, in 10, visto che l’abbronzatissimo signor Graziano Cesari non ha voluto usare con Iuliano (spesso frastornato dal ridanciano Cafù) la medesima (grande) benevolentia che invece continuativamente usava con il macellaio Samuel, il quale ogni volta che il timido Del Pierino riceveva il pallone gli zompava a piedi uniti sulle caviglie per scardinargliele. Così, in specie nel II tempo, abbiamo dovuto costantemente difenderci ricorrendo come una provinciale qualsiasi al fallo di interdizione. Abboné, mi vien da dire: due punti guadagnati sulla prima rivale per il titolo.
Oltretutto corroborano le mie speranze di juventino l’avere visto, nel pomeriggio, un'Inter che, tolto un gigantesco Materassi difensore in vero tentacolare, pare tornata ad essere la stessa delle Inter degli anni passati: assenza di schemi, eccessiva e deplorevole insistenza nell'individualismo e centrocampisti un po' cotti (in ispecie lo Zanetti ex romanista). Invece una gran bella impressione mi ha fatto la filarmonica bolognese, magistralmente diretta da un Brighi che ricco di talento quanto di sagacia le dettava tutte le trame (2 a 1 il risultato per i gol di Pecchia, di Zauli e di Seedorf). La classifica vede prima la Roma con 45 punti, seconda la Juventus con 44 e terzi i nerazzurri con 43.
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Atalanta Brescia |
0 a 0 |
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Chievo Udinese |
1 a 2 |
Kroldrup, Muzzi, Cossato |
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Lecce Verona |
1 a 1 |
Giacomazzi, Frick |
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Milan Perugia |
1 a 1 |
Serginho ®, Bazzani |
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Parma Lazio |
1 a 0 |
Di Vaio |
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Torino Piacenza |
1 a 1 |
Hubner, Ferrante |
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Venezia Fiorentina |
2 a 0 |
Magallanes, Maniero |
16/2 – 23^ Juventus Fiorentina: 2 a 1 per i gol di Trezeguet (11’, giravolta e gol sullo stretto, anzi strettissimo), Adriano (14’) e Del Piero (29’ alla fine di una lunga serie di batti e ribatti in area). Juve così così, con Nedved non all’altezza delle ultime prestazioni; con Del Piero sempre incapace di saltare l’uomo; con Montero che stava molto male (guai muscolari, purtroppo) ed è sceso in campo sol perché Iuliano era fermo per squalifica (difatti il gol di Adriano è inconsuetamente derivato da una sua mancata chiusura); Trezeguet al solito mal servito con cross sempre fuori misura (un solo pallone, un tiro, un gol); Davids colpevolmente lasciato in panchina per far posto al vecchio Conte (meno male che nell’intervallo Lippi si è ravveduto; ma ha fatto uscire Zambrotta, non l’intoccabile leccese). Bene, molto bene il neorapato Buffon (4 interventi miracolosi; 2 su Adriano, 1 su Gonzales e su una tremenda botta da fuori di Baronio), cui si devono i due punti. E bene, quando uscito l’indisposto Montero ne ha preso il posto al centro della difesa, anche Thuram (che finalmente, dopo che nel primo tempo Ferrara ci penava assai, ha messo la museruola al pericolosissimo centravanti brasiliano, ma poi, purtroppo per noi, s’è scatenato l’appena entrato Ezequiel (Equi) Gonzales). Adriano ispirato divinamente da un Morfeo in stato di grazia (altro che D.P.!) sa far male, molto male. Ottimo elemento anche quel Gonzales talentuosissima mezzala argentina (altro che D.P.!). I due ex Torricelli e Di Livio con la loro decrepita broccaggine han dato l’anima per farci del male. Tre punti preziosissimi, anche perché i viola non avrebbero demeritato il pari.
Le due rivali: La Roma, con il fuoriforma Totti costretto dal bieco Capello a poggiar per tutti e novanta i minuti le sue preziose chiappe accanto a cicoria Tempestilli, in panchina, non è riuscita a forzare la difesa del Brescia, e bene le è andata se è vero com’è vero che l’arbitro Bertini nel primo tempo scandalosamente non le ha cacciato fuori dal campo il già ammonito Aldair, e poi nel finale ha pretestuosamente annullato un gol a Toni. L’Inter ha inaspettatamente (da me, almeno) vinto a Verona, in casa dei gialloblù di Malesani. Che il pessimo Farina (senza dubbio alcuno il peggior arbitro, e il più sporco, dopo il ritiro di Bazzoli, che calca i campi della massima serie) ha aiutato, consentendo ai suoi vari Materassi, Di Biagio, Georgatos, Corboba – macellai della specie peggiore - di praticare sistemi precipualmente intimidatorii (già prima che il primo tempo finisse, ben tre veronesi avevano dovuto lasciare il campo in barella per non farvi più rientro. Due di essi han dovuto essere trasportati all’ospedale). La partita è stata in bilico fin circa alla mezzora, ma subito dopo due episodi l’hanno piegata in favore dei nerazzurri. Il primo è stato un gol di Cristiano Zanetti, uno che sono sei o sete anni che si muove tra A e B e non aveva mai segnato un gol in vita sua. Mentre il secondo è stato che il signor Farina ha fatto finta di non vedere un plateale fallo di Georgatos su M. Cossato che s’apprestava a concludere a botta sicura. Questi due episodi hanno dato il la al bue Vieri che al 57’ e al 60’ con due zampate delle sue dava al risultato un punteggio abnorme, esagerato (0 a 3).
In classifica la Juve conclude il suo furioso inseguimento (tre pareggi, nove vittorie) e ora è prima con 47 punti, Roma e Inter le sono dietro di un punto.
Due notizie a margine della juventinità:
1): L’Arsenal avrebbe offerto 75 (o 78) milioni di euro per Trezeguet;
2): Il vecchio Conte ha dichiarato che "se la Juve lo vuol trattenere deve riconoscergli un contratto adeguato ad un giocatore importante".
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Lazio Chievo |
1 a 1 |
Inzaghi, Le Grottaglie |
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Parma Torino |
0 a 1 |
Comotto |
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Milan Atalanta |
0 a 0 |
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Perugia Lecce |
2 a 1 |
Bazzani, Vugrinec, Tedesco |
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Piacenza Venezia |
5 a 0 |
Gautieri, Hubner, Hubner, Di Francesco, Di Francesco |
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Udinese Bologna |
0 a 1 |
Cruz |
19/2 – C.L. Juventus Deportivo La Coruna 0 a 0. Buona partita della Juve, veemente solo nel finale. Ci sono mancati il gol, Nedved (che non ha giocato per squalifica), Zambrotta (che invece è sceso in campo ma non ha giocato) e la consueta freddezza di Del Piero nel calciare i rigori (che se ne fatto parare uno da Molina, forse perché anche lippis et tonsoribus sanno dove li calcia ogni volta). Pazienza; Bayer e Arsenal hanno pareggiato (1 a 1) anche loro.
24/2 – 24^ Torino Juventus: 2 a 2 per i gol di Trezeguet (al 10’ di testa su bel traversone da sinistra, dal fondo, di Davids lanciato da Del Piero; al 64’ da Ferrante, al 80’ da Cauet, al 89’ da Maresca di testa, forte e preciso, dal limite dell’area grande. Per il resoconto della partita deleghiamo il torinista Marco Ansaldo de "La Stampa" il cui commento, tra i tanti che abbiamo letto, contiene qualche (ma neanche troppe verità nelle critiche). Il torinista sorvola su una paratona miracolo di Bucci su una botta di colpo sicuro di Trezeguet al 93’ che, come il rigore fallito da Salas negli ultimi minuti della partita dell’andata, avrebbe potuto dare la vittoria ai bianconeri).
Alla fine del derby che si è riscaldato soltanto negli ultimi venti minuti, la Juve ha perso la testa della classifica ed è già molto che, con il primato, non abbia perso anche il match con il Toro che a un minuto dalla fine, quando Maresca ha azzeccato di testa una parabola assassina per il suo primo gol in serie A, vinceva. Un altro pareggio (2-2) ancora rocambolesco, segnato dalla rete di Trezeguet in avvio e dalla rimonta torinista nella ripresa, ma un risultato che lascia rimpianti. I granata, con più esperienza, avrebbero contenuto meglio il forcing finale degli avversari ma ci solletica soprattutto la domanda su cosa abbia impedito alla Juve di giocare per almeno un pezzo di partita con l'animo e la lucidità che ha dimostrato nel finale. A quei ritmi la maggiore qualità dei bianconeri avrebbe avuto la meglio e infatti in dieci minuti creavano il quadruplo delle palle gol costruite in tutta la partita, colpendo la traversa con Ferrara e impegnando Bucci in salvataggi epici. Invece la Juve mollacciona vista fin lì non meritava nulla, tantomeno la candidatura allo scudetto. Per tutto il primo tempo abbiamo rimpianto il derby dell'andata, folle ma che nella sua stravaganza si era riempito di cose. Questo era una bolla d'aria che ammosciava persino il tifo, partito altissimo e via via scaduto in cori d'abitudine perché non c'era di che entusiasmarsi né inferocirsi. La Juve era frenata, il Toro impreciso. In 45 minuti più i tre di recupero, la squadra in testa alla classifica produceva un solo tiro in porta ed era un prodigio che bastasse a portarla in vantaggio. L'azione, al 10', cominciava dall'intuizione di Del Piero che lanciava sulla sinistra Davids. L'olandese lasciava sul posto Vergassola e dal fondo crossava splendidamente per Trezeguet che segnava di testa, mentre Galante pareva zavorrato con i piombini. Una manovra da manuale rimasta come una perla in un negozio di chincaglieria perché, tranne uno scambio strettissimo Nedved-Trezeguet-Del Piero al 28', la Juve non offriva situazioni pericolose e la ragione c'era: quando il 50 per cento dei palloni vengono portati avanti da Thuram e Zambrotta, almeno la metà del potenziale offensivo è disinnescato in partenza. Sul lato destro era un titic-titoc al ritmo di un tango che liberava al cross il terzino francese la cui percentuale di palloni sparati addosso all'avversario sfiorava il cento per cento. Fare di Thuram un perno fisso della manovra sulla fascia è un limite che Lippi dovrà superare, altrimenti è come se viaggiasse con una ruota sgonfia. Per fortuna della Juve, Davids (preferito a Tacchinardi) non era condizionato dalle proprie vicende coniugali, i tifosi del Toro lo punzecchiavano con meno ferocia di quanto ci si attendesse e l'olandese sosteneva il centrocampo. Se la Juve si muoveva pochissimo senza palla, i granata erano più compatti ma anche qui con evidenti lacune tattiche. Scarchilli, immesso per dare qualità, era costantemente superato, si vedeva per una bella punizione in avvio, e basta. Reggevano bene Mezzano e Comotto, però mancava la spinta di Asta, risucchiato in mezzo al campo per affrontare Davids: una soluzione che avesse portato il capitano a sprintare sulla fascia, magari con De Ascentis sulle caviglie di Davids come nella ripresa, avrebbe probabilmente creato più danni ai bianconeri ma gli allenatori son gente particolare che a volte si innamorano di un'idea e le restano fedeli. I granata in tutto il primo tempo impegnavano Buffon in una sola parata su tiro di Asta da fuori area e la trama migliore la cucivano al 20' sulla fuga di Comotto che metteva un bel cross in mezzo all'area: la fronte di Ferrante (che al 6' aveva reclamato il rigore per un contrasto in area di Ferrara) lo spizzicava appena. Da tanta pochezza ci aspettava una ripresa più vivace, che infatti arrivava, anche perché se il Toro avesse continuato a giostrare lontano dalla porta il pareggio l'avrebbe visto l'anno prossimo. Invece i granata reagivano con lucidità, si impossessavano del centrocampo. Rischiavano la debacle al 2' sull'assist di Del Piero che Nedved non sfruttava, grazie al prodigioso recupero di Mezzano, poi prendevano il sopravvento sui bianconeri che quasi non avevano forza di reazione. Il cambiamento tattico (usciva anche Scarchilli) giovava al Toro, le due indecisioni della difesa juventina ne favorivano il sorpasso, meritato. Al 20', sulla punizione di Maspero, né pelata di Thuram né il capino di Pessotto riuscivano a respingere e la palla scivolava tra i piedi rapidi di Ferrante, implacabile. La seconda rete si realizzava per merito di Lucarelli e per l'incertezza di Ferrara e Iuliano, in vantaggio su di lui: il cross era perfetto per Cauet, solo nel battere a rete. Poi il forcing juventino, tardivo e premiato dalla rete di Maresca, che sfilava davanti alla panchina granata con un chiaro sfottò: al fischio di chiusura parecchi torinisti l'andavano a cercare. Finalmente era derby.
Purtroppo Roma e Inter hanno vinto: Immeritatamente, col minimo scarto, penando oltre misura, ma hanno vinto. I giallorossi con gran fatica e i giusti timori di chiunque debba vedersela con il bel complesso di Serse Cosmi. Un rigore grande quanto una casa per un fallo di mani in area di un Montella in veste difensiva, uno grande quanto uno chalet per un fallo del solito Samuel su Bazzani e una respinta di braccio di un Totti in barriera, dentro l’area (tutti e tre riconosciuti da Capello) non sono stati visti, o sono stati visti e non sono stati ritenuti meritevoli di sanzione, dall’arbitro Bolognino. Ha risolto un gol raccogliticcio di Montella al quarto d’ira della ripresa e dopo di esso giù tutti a difendersi (11 a 4 i calci d’angolo per gli umbri) attorno ad un Samuel insuperabile e ad un Antonioli sempre pronto. L’Inter è prevalsa sulla solita Udinese ottima corsara (3 a 2) la quale ha fatto tutto lei: partita e gol, due li segna e tre li regala (a Vieri, a Ventola e a Conceicao). La squadra bianconera ha giocatori non molto noti ma di assoluto prim’ordine, e orchestrata da due eccellenti play (Helguera in basso e Pizzarro in alto) pratica con buon profitto schemi ampi e lineari. Né, con l’indiavolato Nomvethe a destra e con l’inesauribile Martinez a sinistra, disdegna i canonici benedetti inserimenti ad aggirare. Ma forse l’eleganza del fraseggio nuoce alla dovuta determinazione. Forse, come spesso succede son troppo belli (a vedersi) per essere anche buoni a mordere (di Muzzi e di Pinzi i loro gol per una rimonta incompiuta). Oggi si son presi tutti gli applausi lasciando purtroppo ai nerazzurri i tre punti. A futura memoria, i giocatori che l’Udinese solitamente schiera sono Turci, Kroldrup, Scarlato, Pineda, Pinzi, T. Manfredini, Pizzarro, Helguera, Jorgensen, Nomvethe, Muzzi, Martinez, De Michele, Iacquinta e Warley. Nell’Inter di oggi si sono distinti Cordova, Materassi, Toldo, J. Zanetti e, per la prepotenza nell’approfittare di un passaggio indietro e far gol, il solito bestiale Vieri).
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Atalanta Lazio |
0 – 1 |
Poborsky |
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Bologna Verona |
2 – 1 |
Gilardino Fresi Cruz |
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Chievo Brescia |
1 – 1 |
Corradi Toni |
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Fiorentina Lecce |
1 – 2 |
Di Livio Vugrinec Chevanton |
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Piacenza Parma |
3 – 2 |
Di Vaio Micaud Boghossian Hubner ® Hubner |
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Venezia Milan |
1 – 4 |
Kaladze Maniero Javi Moreno Contra Javi Moreno |
27/2 C.League: Deportivo La Coruna - Juventus 2 a 0 per i gol di Tristan al 9’ e di Djalmina al 87’. Bianconeri lenti, impacciati e abulici. Buffon il migliore dei nostri (il che è significativo). Mi ha sconcertato il fatto che uno schieramento pensato e ripensato pesando e pensando, ripesando e ripensando (per ammissione dello stesso Lippi) tutti gli aspetti di tutti i problemi (con – giusto o sbagliato che sia, ma non è questo il punto – Thuram, Davids, Conte e Zambrotta fuori, e con dentro Birindelli e Maresca) sia stata ripudiata, per il peso d’un solo gol, dopo soli 45’ minuti di gioco. Il che secondo me rappresenta, lo sta dicendo un incallito estimatore di Lippi, che il tecnico ha perso la bussola ed è stato preso anche lui dal panico. Non che dopo quel I tempo non ne abbia avuto motivo, ma coerenza vuole che un esperimento così a lungo meditato, e certo non frutto di scelte obbligate tipo infortuni o squalifiche, fosse sperimentato con un minimo di coraggio e di coerenza. Invece, come un bambino impaurito, Lippi corse subito a rifugiarsi da nonno Conte (che non avrebbe visto un pallone) e da Davids (che nel momento di maggior pressione per rimontare il gol al passivo si sarebbe fatto scioccamente espellere). Temo un’estromissione. Sia perché la squadra in crisi e sia perché l’Arsenal (che ha distrutto il Bayer per 4 a 1) e il Deportivo ora guidano la classifica con 7 punti (4 noi e i tedeschi).
3/3 – 25^: Juventus Bologna 2 a 1 per i gol di Zauli al 36’, Trezeguet un minuto dopo, di testa su un comodo servizio di Nedved, Tarantino (aut.) al 87’. Maledetta partita, maledetto Bologna iper, ultra catenacciaro; così come nella partita d’andata. E’ stato un assalto a forte Apache, con attacchi ininterrotti (era soprattutto Nedved a suonare la carica e a guidarli). Oltre al ceko, in buona evidenza anche Pessotto. Un nervoso e stanco Del Piero è uscito, ad un quarto d’ora dal termine, quando più veemente infuriavano gli assalti, accompagnato da bordate di ingenerosi (secondo me) fischi. La conclusione era una delle poche possibili. Frastornato dalla lunga battaglia a pochissimi minuti dalla fine, il difensore tarantino deviava di testa in fondo alla sua rete. Si tratta di fortuna. Ma non si tratta di un regalo (o di una svista) arbitrale.
La Roma, con un ottimo primo tempo e un mediocre secondo tempo, ha pareggiato a Lecce (1 a 1, Candela e Vugrinec). Recriminano per due pali. E’ comunque sicuro che è dura la contemporaneità di C.L. e campionato (ad alti livelli).
Invece un’Inter indecente ha battuto (con un gol di coscia, involontario, su rimbalzo, in mischia, del solito Vieri al 30° circa della ripresa) un Milan ancora più indecente di lei. Il quale pure ha avuto, in tutti i 90 minuti, una sola occasione da gol, che José Mari ha sciaguratamente sprecato. Non riusciamo a persuaderci su chi sia stato peggio tra Recoba e Rui Costa.
In classifica 52 l’Inter, 51 la Juve e 50 la Roma. Sabato sera Inter Juventus e
domenica sera Roma Lazio
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Brescia Piacenza |
2 – 2 |
Caracciolo, Sommese, Hubner, Caracciolo |
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Lazio Venezia |
4 – 2 |
Crespo, Pancaro, Crespo ®, Bettarini, Maniero, Crespo |
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Parma Chievo |
Rinviata al 13 marzo |
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Perugia Torino |
2 – 0 |
O’Neill, Vryzas |
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Udinese Atalanta |
1 – 2 |
Manfredini, Doni, Berretta |
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Verona Fiorentina |
1 – 2 |
Morfeo, Adriano, Mutu |
9/3 – 26^ Inter Juventus 2 a 2 per i gol di Seedorf al 6’ (tiro al volo da fuori area riprendendo una respinta di testa di Thuram), Trezeguet al 14’ (di testa, profittando d’un bel cross dalla destra di Zambrotta), Tudor (37’, di testa, deviando una punizione calciata da Nedved), Seedorf al 41’ (da 35 metri, il classico tiro della domenica. O tiro della disperazione).
La Juve avrebbe meritato la vittoria; le sfugge per una botta di culo degli interisti a poche battute dal triplice fischio finale. I bianconeri hanno giocato bene; gli interisti sono entrati due volte nella nostra area di rigore, all’inizio e ambedue le volte perché thuram (che aveva dei problemi muscolari, tant’è che è dovuto uscire subito dopo) non era stato capace di anticipare recoba (tempestiva uscita di Buffon sul Chino la prima volta, ed autopalo del francese nella seconda). Il consueto gioco duro dei difensori e dei centrocampisti nerazzurri ha arrecato infortuni (e l’uscita dal campo) a Thuram (benissimo sostituito dal convalescente Tudor), Trezeguet (sostituito dall’inutile Amoruso, sarebbe stato meglio Zalayeta) a Del Piero e a Nedved (letteralmente martirizzato). Molto bene, come detto, il rientrante (dalla partita dell’andata col Lecce) Tudor, capace sempre di trovare il gol (ah, se l’avessimo avuto in questi quattro mesi!), Zambrotta che finalmente ha fatto l’ala come si deve (e difatti ne è sortito il gol dell’implacabile Trezeguet), Iuliano(che non ha fatto veder pallone a Vieri), Davids (che da solo ha avuto la meglio sul duo Di Biagio e C. Zanetti), il belluino Nedved. Riguardo ad una più precisa valutazione dei singoli mi faccio forte dell’amico avvocato Antonio La Rosa (che secondo me è stato di manica troppo larga con Del Piero, Conte e Amoruso. Il primo e il terzo evanescenti, il secondo, a parte il fatto che era quello che doveva controllare Seedorf, è apparso a corto di fiato e come sempre troppo falloso).
From: "Capitano Nemo" Newsgroups: it.sport.calcio.juventus
Peccato! Abbiamo avuto fra le mani l'occasionissima di battere i nerazzurri e superarli, ma evidentemente doveva finire in pareggio. Ad ogni modo ritengo che stasera si siano viste davvero le squadre migliori del campionato, e a questo punto il pareggio in fondo sta bene ai nerazzurri, ancora in testa, con un calendario sulla carta meno impegnativo e con la Roma in casa. Eccovi le mie pagelle:
Buffon: 6,5 Splendida uscita su Recoba, ad inizio gara, incolpevole sul primo gol di Seedorf, quasi inoperoso per il resto e comunque sempre sicuro quando chiamato in causa. Ma forse sul secondo gol mi è sembrato in ritardo, probabilmente non si aspettava il tiro da quella posizione. - Birindelli: 6,5 La bambola che ha preso nel primo quarto d'ora di gara sembrava il preludio ad una prova disastrosa. Poi spostato sul lato sinistro, si è comportato egregiamente, neutralizzando a dovere le avanzate di Conceiçao. - Thuram: s.v. Non posso giudicarlo per quanto si è visto in campo: in ritardo subito su Recoba, un rinvio sbilenco ad origine del gol di Seedorf, un ... autopalo! Evidentemente era già infortunato fin dall'inizio. - Tudor: 8 Stasera ho più volte ripensato ai sorrisini ironici che accompagnarono il giudizio su di lui di Moggi ("il nuovo Beckenbauer"), e sarei curioso di sapere cosa dicono costoro adesso. Il suo ingresso ha registrato subito la difesa che praticamente non ha più corso rischi, dopo i "drammatici" minuti iniziali. Ma la sua grande abilità sta nel come esce sempre con eleganza nei contrasti, e come disimpegna sempre sul compagno meglio piazzato. E poi il gol che stava sbancando San Siro! - Iuliano: 7,5 Diamo merito una volta tanto al nostro vituperato Mark, che ha praticamente cancellato il grande Vieri, impresa non da poco. E stavolta ha saputo intelligentemente evitare le ingenuità passate, ossia i falli inutili sulla tre quarti. - Pessotto: 6,5 Mezzo punto in meno per un paio di disimpegni grossolani che hanno creato azioni pericolose per i nerazzurri. Per il resto bene sia sul lato sinistro, sia soprattutto sul lato destro, anche se ha un po’ patito la grande serata di Seedorf. Ma bene o male è riuscito a ridurne le giocate. - Zambrotta: 7,5 Straordinario, soprattutto nel primo tempo. Quando è in giornata non ha pari, e stasera lo ha dimostrato ridicolizzando Gresko: travolgente in ogni avanzata, palloni d'oro a volontà in area (uno diciamo sprecato da Del Piero), sfortunato in una conclusione di poco a lato, e anche preciso in fase di copertura. Nella ripresa ha un po’ tirato il fiato, ma dopo il gran primo tempo, cosa pretendere ancora? - Conte: 6,5 Da centrale arretrato è costretto a limitare di molto il suo tipo di gioco, e, almeno nel primo tempo, la cosa si è sentita in fase di costruzione del gioco. Ad ogni modo, dopo le incertezze iniziali, è riuscito ad impadronirsi del ruolo, qualche volta anche ricorrendo alle maniere forti. - Davids: 7 Stasera si è in gran parte riscattato dopo le deludenti prestazioni riservateci da ultimo. Tende qualche volta a pasticciare, ma stasera ha davvero recuperato una gran mole di palloni, e spesso le sue proiezioni offensive si sono rivelate davvero efficaci. Sul suo atterramento in area, beh, diciamo che a maglie invertite forse qualcuno parlerebbe di vergogna! - Tacchinardi: s.v. - Nedved: 7 Lotta, prende botte (e le restituisce anche), magari non sempre è lucido e preciso, ma quando entra in azione si intuisce che qualcosa di importante può succedere. Ed anche stasera si è fatto sentire in avanti. - Del Piero: 6 Voto generoso, tenuto conto del risultato della squadra. ma in questo momento è davvero lontano parente del giocatore brillante di inizio stagione: è quasi sempre lontano dal gioco, cade nella leziosità, al punto di sprecare malamente una occasione d'oro. Diciamo che comunque la volontà non gli è mancata, ma null'altro. - Trezeguet: 7 Mi pare che stasera il confronto con Vieri lo abbia vinto, dato che ha segnato nell'unica palla toccata. Certo Altafini lo critica (proprio lui che era ben noto per come si "nascondesse", al punto da essere soprannominato "coniglio") per il fatto di nascondersi dietro l'avversario, ma è questo il modo migliore per creare spazi ai compagni: solo che stasera in avanti è stato solo o quasi. - Amoruso: 6,5 Il suo ingresso ha dato un po’ di vivacità al gioco in avanti, essendosi mostrato subito mobile e determinato. - - Lippi: 8 Oggi il merito va tutto a lui, per come la squadra si è espressa in campo. Una difesa letteralmente inventata che comunque ha funzionato (complice anche l'infortunio di Thuram); tempestiva l'inversione dei due esterni, che in pratica ha bloccato le azioni interiste; intelligente la mossa di far giocare Davids da play a tutto campo, cosa che in pratica ha scombussolato i piani di Cuper, non avendolo saputo ben tamponare; e, dulcis in fundo, Vieri totalmente annullato, neppure un tiro in porta. In sostanza la juve, dopo l'inizio davvero preoccupante, ha preso in mano il controllo della gara e non ha più sofferto. Certamente non poteva prevedere la serata di Seedorf e la serata anonima (purtroppo non la prima) di Del Piero.
Per quel che riguarda il derby capitolino, Montella ha distrutto Nesta e i giallorossi hanno distrutto i laziali. 5 a 1 il risultato. I gol: nel I tempo tripletta di uno scatenato Montella che ha mortificato il suo marcatore (per il magone Nesta nell’intervallo è rimasto negli spogliatoi); nel II tempo gol di Stankovic, con un tiraccio da fuori, e poi di nuovo Montella e Totti. E’ chiaro tuttavia che la differenza non l’ha fatta il solo duello Montella Nesta; tutti i romanisti hanno giocato benissimo (Totti, Samuel che da’ sempre l’impressione della invincibilità, anche Antonioli).
Roma prima, Juventus e Inter ad un punto: 53, 53 e 52. Quarto il Bologna con 44 punti. Cannonieri: Hubner 21/5; Trezeguet 18/0; Vieri (18/5), Di Vaio (16/0).
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Atalanta Lecce |
2 – 1 |
Rossini, Pinardi, Cirillo |
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Bologna Milan |
2 – 0 |
Fresi, Cruz |
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Fiorentina Udinese |
0 – 0 |
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Parma Verona |
0 – 1 |
Mutu ® |
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Piacenza Perugia |
2 – 0 |
Di Francesco, Hubner |
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Torino Chievo |
2 - 2 |
Corradi, Ferrante, Corradi, Maspero |
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Venezia Brescia |
1 - 2 |
Magallanes, Giunti ®, Salgado |
12/3 C. League: Bayer Leverkusen - Juventus 3 a 1 per i gol di Butt su rigore, per fallo sulla linea di Zenoni, al 24’; di Tudor al 61’ (di testa su servizio scomodo di Zenoni); di Brdaric al 71’ (smarcato, di testa su calcio fermo) e di Babic al 90’ in contropiede, quando i bianconeri erano tutti rovesciati in attacco a cercare il pareggio. I giocatori bianconeri (molte erano le riserve in campo; dei così detti titolari mancavano Thuram, Montero, Iuliano, Davids, Del Piero e Salas (Tudor che ancora non sta bene è stato mandato in campo nel secondo tempo per disperazione) hanno giocato male, specie nel primo tempo e nel secondo dopo essere passati la seconda volta in svantaggio. I tedeschi di contro hanno disputato una eccellente partita, stranamente veloci e incredibilmente tecnici. Con questa sconfitta (e con quelle di Londra e di La Coruna, e con il pareggio casalingo con gli spagnoli) i bianconeri purtroppo escono dalla competizione dell’eccellenza. I forti spagnoli del La Coruna (vincenti oggi sul campo dell’Arsenal) invece guadagnano il primato nel girone. Sull’esempio della volpe e l’uva ci si consola dicendo che questa estromissione ci consentirà di giocare meglio il campionato.
17/3 – 27^: Juventus Verona 1 a 0 per un gol di Nedved al 39’ (bella iniziativa personale con triangolazione piede-testone (di Amoruso)-piede e tiro folgorante sotto la traversa. I bianconeri (privi di Thuram, Montero, Del Piero e Salas) hanno attaccato costantemente; alla goleada si sono opposti uno Zanchi che - finalmente lui! – è riuscito a mettere la mordacchia ad un Trezeguet (che per poter segnare - ha segnato due gol - ha dovuto ricorrere al fuorigioco, e quindi i gol gli sono stati annullati) appesantito dalla assenza di Del Piero e quindi di una spalla utile o, data l’attuale forma di Alex, in qualche modo utile. Ottimo pure Tudor (entrato nel secondo tempo) che ha spento il molto mobile e classico Mutu e nel contempo dato ordine al centrocampo. Buffon non ha toccato pallone, fatta salva un’ardita uscita di testa fuor dall’area per anticipare un Camoranesi pericolosamente lanciato. Nedved è stato il vero trascinatore; velocissimo, inesauribile, sempre pericoloso. Il buon Pavel, cuore impavido, ha dedicato il suo gol "ai massaggiatori e ai magazzinieri della Juventus che a modo loro ci mettono nella condizione migliore per esprimerci".
Però la Roma, che ha un impianto di prim’ordine, nel momento più cruciale ha ritrovato in Montella il crack che, esattamente come l’anno scorso, con i suoi gol sta dandole, e con ogni evidenza continuerà a darglielo fino alla fine, il propellente giusto per vincere anche questo campionato. Dopo il gol al Perugia e i quattro nel derby, i due di ieri con i quali i giallorossi di Capello hanno piegato l’Atalanta (3 a 1: Montella, autorete di un trafelatissimo Carrera nel disperato tentativo d’anticiparlo gli ha rubato il gol, Montella, Doni). Gol sempre risolutivi, dopo il rientro dal lungo infortunio. La vittoria dell’Inter a Lecce invece ha due soli nomi: quello di un Recoba particolarmente ispirato che ha segnato i due gol della vittoria (1 a 2 il risultato finale: Recoba, Recoba, Vugrinec) e quello di Cesco Toldo che con quattro o cinque incredibili parate ha rintuzzato i forsennati attacchi dei salentini (ha parato anche un rigore allo specialista Vugrinec). Cuper non ha potuto trattenersi dal dire che "hanno fatto tutto loro due". Al Montella giallorosso ha risposto il miracolato Recoba (e sarebbe tempo, direi, che si svegliasse anche Del Piero), con la sostanziale differenza che Montella ha alle spalle una signora squadra mentre Recoba ha regalato (da solo) la vittoria ad una Inter abulica e Toldo glie l’ha preservata. Alla prossima Juve a Parma e lo scontro diretto Inter Roma.
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Brescia Lazio |
1 a 1 |
Crespo, Yllana ® |
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Chievo Venezia |
1 a 1 |
Corini (aut.), Corino ® |
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Fiorentina Bologna |
1 a 1 |
Gonzales, Cruz |
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Milan Torino |
2 a 1 |
Kaladze, Ferrante ®, Ambrosini |
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Perugia Parma |
2 a 1 |
Vryzas, Bazzani, Bonazzoli |
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Udinese Piacenza |
1 a 1 |
Gautieri, Muzzi |
20/3 C.L.- Juventus Arsenal 1 a 0 (Zalayeta al 76’ con un bel colpo di testa su un calcio d’angolo ben calciato da Maresca). A Lippi il risultato di questa partita non interessava (Juve già eliminata) tant’è che per preservarseli per la difficile partita di sabato sera a Parma aveva schierato (perché non poteva farne a meno) solo due titolari. Erano scesi in campo Carini; Zenoni, Birindelli, Iuliano e Paramatti; Zambrotta, Conte, Maresca e Davids; Zalayeta e il giovane Guzman. I Gunners invece inseguivano una possibile qualificazione, sempre che avessero battuto i bianconeri e i tedeschi del Bayer non fossero andati a vincere a La Coruna. E’ stata una bella e piacevole partita, nella quale i nostri ragazzi hanno ribattuto colpo su colpo alle pericolose iniziative degli inglesi. Carini ha parato un rigore ad Henry e con un paio di belle uscite ha loro negato al pericoloso Ljungberg il gol a botta certa. Il mai abbastanza rimpianto Thierry Henry, peraltro sempre sgusciante e pericolosissimo, per ben tre volte dopo essersi bevuto in velocità Zenoni e Birindelli ha calciato fuori. Però una volta Guzman e una volta nel finale Maresca hanno mancato il gol per un nulla. Il giovanissimo Guzman, esordiente assoluto, ha fatto vedere di essere dotato di ottima tecnica. La prestazione di stasera ci consentirà senz’altro di vendere il giovane Carini ad un prezzo più alto. Maresca è un bizzarro puledrino che non può giocare mediano.
Nella Champions League proseguiranno la corsa (e nelle semifinali si incontreranno per come sotto indicato):
Panathinaikos–Barcellona; Bayern di Monaco–Real Madrid; Deportivo La Coruna-Manchester utd.; Liverpool-Bayer Leverkusen. Secondo me vince il Bayer Leverkusen.
23/3 – 28^ Parma Juventus 1 a 0 (gol di Lamouchi al 88’). Era una di quelle partite che realmente valgono un campionato. Per dove era situata e per il fatto che domani sera Inter e Roma si scorneranno tra di loro. Era una partita da vincere a tutti i costi. E come talvolta succede, proprio per averla voluta assolutamente vincere la si è perduta. Nulla da rimproverare al riguardo a Lippi e (almeno sul piano dell’impegno) ai giocatori: col congegno dei tre punti, un pareggio e una sconfitta più o meno si equivalgono. E’ successo che a forza di spingere e spingere s’è offerto il fianco ai veloci contropiedisti giallo blù, uno dei quali (Di Vaio) notoriamente si esalta in situazioni del genere (al brutto Lamouchi, al quale il più brutto ancora Conte ha al momento del tiro stoltamente spianato la strada, la palla gol l’ha servita lui). Quindi, Sacchi o non Sacchi, i parmensi, esaltandosi come purtroppo succede a troppe quando incontrano i bianconeri, con la difesa contratta e le ripartenze veloci han fatto una gran partita. E meno male che Buffon dalle sue parti è un drago. Succede, pazienza. Specie quando la fortuna non ti dà né una mano e nemmeno l’ultima falange del mignolo (al riguardo non possiamo tacere la circostanza che l’arbitro Bertini da Arezzo ha travisato un vistoso fallo da ultimo uomo di Almeyda su Trezeguet lanciato verso la porta di Taffarel. La Juve quest’anno è stata martirizzata dagli infortuni. Al Tardini le mancavano Thuram, Montero, Tudor, Zambrotta, Salas e Del Piero. Non solo. Perché concorreva pure la circostanza che a sostituirli era gente come quel cane di Amoruso (oh nostra somma sciagura! E’ stato più dannoso che inutile, e per giunta s’è incazzato quando Lippi lo ha sostituito con il volenteroso Zalayeta). La squadra ha cercato di giocare sulle ali, ma, ogni volta che ci provavano, il modesto, modestissimo, Zenoni e il povero Pessotto (che certo non sono né Beckham né Giggs e nemmeno loro lontanissimi parenti) sparavano traversoni che regolarmente finivano nelle curve. Il frenetico e onnipresente Nedved si è dannata l’anima ed è risultato essere, alla fine, l’unico veramente pericoloso (tre o quattro tiri in porta uno dei quali, poco prima che subissimo il gol, finito sul palo). Oltretutto solo lui e Davids in questa Juve sono gli unici capaci di saltare l’uomo. Troppo poco, ahinoi. Questa era una di quelle partite che quando l’anno è buono e la fortuna arride alla fine in un modo o in un altro si vincono. E che quando l’anno è cattivo e la fortuna si nega alla fine in un modo o in un altro si perdono. Speriamo che stasera Inter e Roma pareggino (come purtroppo pareggiammo noi con l’Inter, e il modo ancor ci offende. E la Roma ne trasse grande beneficio).
Chi, ora stiamo trattando dell’incontro-scontro di San Siro, alla fine ne ha tratto tutto il beneficio è stata l’Inter, la quale al termine di una accesa partita ha sconfitto i capelliani con un perentorio 3 a 1 (Recoba, Vieri, Totti, Recoba). I nerazzurri hanno giocato una ottima partita; forti e feroci in difesa (J.Zanetti, Cordoba e Materassi), mobili e determinati a centrocampo (C.Zanetti e Di Biagio), pericolosi in attacco dopo che l’immediato vantaggio (il primo gol di Recoba è del 2° minuto) li aveva messi in condizione di sfruttare ampi spazi. E poiché quando deve andare storta va stortissima (legge di Murphy), il truce Samuel, come mai gli era capitato, in occasione dei gol e anche in altre situazioni, s'è fatto uccellare sia da Vieri che, incredibile a dirsi, in velocità e nel dribbling anche dal Chino. Infine c’è da aggiungere, per amore di giustezza e dovere di obiettività, che l’arbitro Cesari ha impedito ai giallorossi di giocare con un minimo di continuità, ostacolandoli di continuo e tramutando, là quando non gli era riuscito di fermarli prima, due rigori a favore (uno sull’uno a zero e un altro sul tre a uno in due ammonizioni contro per simulazione). Sono fermamente persuaso che se i giocatori della Roma, in vece, fin dall’inizio avessero preso in mano loro le redini della partita, i fischi dell’abbronzatissimo arbitro gli sarebbero stati ognora benevoli.
Le posizioni di testa si vanno pertanto sfilacciando: Inter a 59, Roma a 56 e Juve a 55, alla faccia di chi diceva che l’essere stati estromessi dalle coppe avrebbe portato beneficio. Comunque per quante ne abbiamo viste in vita nostra, non ci sentiamo di dire che sia finita.
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Bologna Lecce |
4 a 3 |
Pecchia, Popescu, Popescu, Cruz, Chevanton, Signori, Fresi |
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Brescia Perugia |
3 a 0 |
Toni, Toni, Toni |
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Chievo Verona |
2 a 1 |
Mutu, F.Cossato, F.Cossato |
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Lazio Udinese |
2 a 0 |
Stankovic, Fiore |
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Piacenza Milan |
0 a 1 |
Serginho ® |
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Venezia Atalanta |
0 a 1 |
Rossini |
30/3 – 29^ Juventus Lazio 1 a 1 per i gol di Claudio Lopez (25’ di testa su un bel traversone dalla destra di Stankovic o di Castroman, non lo ricordo) e di Trezeguet (al 38’ approfittando di un errore di Nesta nel controllare un traversone basso dalla destra di Zenoni). Mancavano Thuram, Tudor, Montero (poi entrato a 20 minuti dalla fine) e Nedved, rientrava un Del Piero che le interviste della settimana ci avevano fatto vedere caricatissimo. Al posto del ceko Lippi schiera il giovane Maresca. Ma siccome quest’anno Lippi non ha la testa del tutto a posto, dopo mezz’ora, dopo il gol dei laziali, si spaventa (anche perché il ragazzo non gli spaccava il mondo) e lo sostituisce con Amoruso (nemmeno con Zalayeta: con Amoruso. Ciò con un giocatore che più che inutile è dannoso!). Quindi naturalmente Del Piero arretra a fare il trequartista. Cross e traversoni dal fondo niente di niente perché sia Zenoni che Pessotto sono costituzionalmente inadatti a farli, e il lemure Amoruso a pestare i piedi al povero Trezeguet. Che tocca in tutto 4 palloni 4: traversa (di testa), gol, bel tiro in porta (parato), servizio (ad Amoruso). E bsta: anzi ha fatto troppo solo con un cane al guinzaglio. Bene Zambrotta nella posizione di trequartista di destra (splendido tiro che fa tremare sull’incrocio che fa tremare i pali della porta per dieci minuti. Ottimo Buffon, giustamente proclamato migliore in campo (i laziali giocavano che con 4-5-1 avevano prateria davanti). Bene il vecchio grande Montero, al suo rientro dopo tempo immemorabile. Questo altro passo falso in casa ci taglia fuori dai giochi per lo scudetto. Quell’imbecille (cattivo) di Umberto Agnelli alla fine ha invitato i tifosi a fischiare la squadra, e temo che voglia far fuori Lippi. Ma di questo parleremo nel prosieguo.
Inter e Roma hanno vinto entrambe, giocando entrambe male contro due squadre tutt’altro che agguerrite (in specie i bolognesi, stranamente docili, ché nulla di più potevamo attenderci dai fiorentini ormai spacciati). I giallorossi han vinto per 3 a 1 (Montella, Emerson, Emerson, Cruz) e i capintesta nerazzurro per 1 a 0 (golletto trovicchiato in mischia dal solito Vieri). Il distacco dalla Roma e dall’Inter sale a 3 e a 6 punti.
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Atalanta Piacenza |
1 a 1 |
Comandini, Carbone |
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Lecce Venezia |
2 a 1 |
Giacomazzi, Belleello, Chevanton |
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Milan Parma |
3 a 1 |
Di Vaio, Inzaghi, Pirlo, Inzaghi |
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Perugia Chieti |
2 a 2 |
Corradi, Bassani, Corradi, Milanese |
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Udinese Brescia |
3 a 2 |
Marco Paulo, Sosa, Bachini, Sosa, Guardiola |
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Verona Torino |
0 a 1 |
Franco |
7/4 - 30^ Perugia Juventus 0 a 4 per i gol di Trezeguet al 9' (servito da Nedved, in posizione centrale, scavalcando con un pallonetto l'uscente portiere), Del Piero al 46' (su calcio di rigore, per fallo commesso sullo stesso da Sogliano e dal portiere Cordoba), Zenoni al 57' (combinazione larga Zenoni, Nedved a dx, Zenoni e tiro fortunato all'angolino alto), Del Piero al 62' (su servizio dalla sinistra di Zambrotta). Settimana fondamentale a Hit-Parade!!!!!, come si diceva una volta. Mentre la Juve s'imponeva facilmente nella fatal Perugia, in ciò aiutata dal gol a freddo del solito Trezeguet e, soprattutto, dall'atteggiamento tattico aperto, molto aperto, degli uomini di Cosmi (che può andare bene, come difatti spesso gli va bene, contro le pari rango, non contro gli squadroni), le rivali facevano ambedue hara-kiri clamorosamente richiamando la squadra bianconera (nel corso della settimana data al solito nostro interamente da rifondare, con Lippi appeso nel traliccio più alto dello stadio) per i giochi di vertice. Rientravano in squadra Thuram (che però si è di nuovo infortunato, così come si è infortunato Maresca) e Montero. Ancora fuori (sempre per infortunio) Tudor, Salas e Conte (che io però mi ostino a non considerare un titolare), e per squalifica Iuliano. Fuori pure, per scelta tecnica (perché può darsi che sia stato veramente venduto al Milan) Tacchinardi. Molto buone le prestazioni, oggi, di Nedved (che però in un eccesso di trance agonistica s'è fatto stupidamente ammonire e siccome era diffidato salterà la difficile partita di domenica prossima contro il Milan), Zambrotta, Zenoni (a prescindere dal tiro del gol, così "domenicale" così come i due famigerati di Seedorf in Inter Juve, ma per la pregevole mobilità), il vecchio leone Paolo Montero, sempre preciso e autorevole, e Del Piero apparso nella ripresa rabbioso e veloce. Buffon, disoccupato tutto il tempo, s'è impegnato, nell'intera ripresa, a litigare con i curvaioli che gli tiravano addosso oggetti contundenti d'ogni misura. Vittoria facile, dunque, di una Juve apparsa in buona salute.
Le rivali, dunque. Un'Inter oscena è rovinata dinnanzi al suo pubblico contro un'Atalanta che, di converso, ha fatto apparire una squadra marziana. Gli orobici che erano andati ed erano stati raggiunti dal solito Vieri, si sono preso il lusso di riportarsi una seconda volta in vantaggio, sfiorando il terzo gol innumerevoli volte. (1 a 2 gol il risultato finale, di Sala verso la metà del I tempo, di Vieri il pareggio ad inizio di ripresa, di Berretta a mezz'ora dalla fine il gol risolutore). Moratti alla fine della partita s'aggirava per la comune più cadaverico del solito.
Idem la Roma contro il Venezia già spacciato, retrocesso e (fino a domenica scorso) esanime come un cadavere. Invece fino all'87' (ripeto: 87') i lagunari hanno disposto dei campioni d'Italia (al quale in settimana l'esoso Capello con la solita manfrina del "Barcellona mi vuole" ha strappato a Scemosensi un prolungamento del contratto da Nababbo) richiamando alla memoria di tutti l'infausta (infausta per loro, s'intende) Roma Lecce di 17 anni fa, sfiorando più volte la goleada. Insomma giallorossi cotti né più e né meno degli interisti, a San Siro. Se non che, nelle ultimissime battute della partita, auspice il solito Collina che di diluvi se ne intende, sui lagunari s'è abbattuto un diluvio di calci di rigore. Una al 88' e un altro al 90', che Montella ambedue le volte ha realizzato. Desterebbe parecchio stupore il fatto che due calci di rigore risolutivi sia stati concessi alla stessa squadra proprio allo spirare della partita (in Italia il calcio di rigore, come tutte le misure drastiche lo si commina solo quando non se ne può fare proprio a meno). Figuriamoci poi se questi due calci di rigore scaturiscono il primo da un fallo innocuo casomai interpretato all'incontrario (perché è stato l'immobile Batistuta ad ostacolare il saldo del difensore neroverde Bilica) e il secondo da una furba simulazione di "guappetto" Cassano. (I gol: Maniero, De Franceschi, e tob, tob, il "rigoroso Montella e d'incanto al pelato di Viareggio sono spuntati due "Capelli" sulla lucida zucca). Certo che, per dirla con Moggi, se uno solo di questi due calci di rigore fosse stato regalato alla Juve ci sarebbe stata un'intera settimana di indignatissime trasmissioni televisive. La classifica vede i nerazzurri fermi a 62 punti, i romanisti avvicinarli di un punto (60) e i bianconeri di tre (59).
Ormai tutto può succedere; i giocatori sono stanchi. Vincerà chi lo è di meno (e avrà più aiuti).
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Brescia Verona |
0 a 0 |
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Chievo Milan |
1 a 1 |
Inzaghi, Moro |
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Lazio Lecce |
1 a 0 |
Fiore |
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Parma Udinese |
2 a 0 |
Diana, Sukur |
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Piacenza Fiorentina |
3 a 0 |
Matuzalem, Volpi, Hubner |
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Torino Bologna * |
1 a 1 |
Scarchilli, Cruz |
* su questa partita grava il sospetto di una "combine"
14/4 - 31^ Juventus Milan 1 a 0 per un'autorete di Chamot al 79'. Partita molto tattica, perché le squadre si temevano e nessuna delle due voleva perdere, perché ai bianconeri mancava (oltre che Tudor, Montero e Salas) Nedved e cioè l'elemento capace di legare attacco e centrocampo e d'imprimere velocità e improvvisazione alle manovre offensive, perché Ancelotti ha impostato la partita arretrando di molto i centrocampisti e isolando in attacco Inzaghi (15 volte in fuorigioco) e (l'ancora spento) Schevchenko. Le cose sono migliorate un po' nell'ultima mezz'ora quando Lippi (che pur doveva vincerla, questa partita) ha fatto entrare a dar una mano a Trezeguet il tecnico e mobile Zalayeta e ha arretrato Del Piero affidandogli il ruolo che svolge Nedved (dove ha brillato). Occasioni da gol poche, parate dei portieri poche, casomai c'era un rigore su Trezeguet per una vistosa trattenuta di Abbiati sull'attaccante. Molto buona, tra i nostri, la prestazione di Thuram e di Ferrara.
Vittoria avventurosa dell'Inter su un Brescia che specie nel I^ tempo l'ha dominata, andando addirittura in vantaggio. I nerazzurri sono riusciti ad agguantare il pareggio a 10 minuti dalla fine e a rovesciare il punteggio pochi minuti dopo, entrambe le volte con Rottamaldo, come lo chiamiamo in ISCJ (2 a 1 il risultato finale). Sullo 0 a 1 al Brescia è stato annullato un gol sacrosanto e negato un clamoroso rigore (per non dire che sempre sullo 0 a 1 Toni si è ingollato un gol fatto). Domenica scorsa Collina ha dato una mano (anzi due) alla soccombente Roma a Venezia, quest'oggi il giovane Rossetti che lo abbia fatto apposta o no ha agevolato i nerazzurri. Ora tocca a noi (speriamo). I giallorossi dal canto loro recuperato il forte Samuel hanno trovato la quadratura consueta e hanno disposto a piacimento del debole (oggi) Parma (3 a 1 il risultato finale con i gol di Del Vecchio, Cassano, Lamouchi e Samuel). Vittoria senza ombre.
I punteggi rimangono invariati, ma se c'era una squadra che oggi poteva attardarsi questa era la Juve. In testa le posizioni sono le seguenti: 1^ Inter con 65 p., 2^ Roma con 63, 3^ Juve con 62^. Mancano 3 domeniche alla fine del torneo, le partite da giocare sono le seguenti:
Domenica prossima: Piacenza Juve; Milan Roma e Chievo Inter;
Nella penultima: Juve Brescia; Roma Chievo e Inter Piacenza;
Nell'ultima: Udinese Juve; Torino Roma; Lazio Inter.
La buccia di banana possono trovarla tutte e quando meno se lo aspettano.
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Atalanta Torino |
1 a 1 |
Berretta, Franco |
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Bologna Piacenza |
1 a 2 |
Tosto, Di Francesco, Fresi |
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Fiorentina Lazio |
0 a 1 |
Castroman |
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Lecce Chievo |
2 a 3 |
Le Grottaglie, Chevanton, Chevanton, Perrotta, Eriberto |
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Venezia Perugia |
0 a 2 |
Baiocco, Bazzani |
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Verona Udinese |
1 a 0 |
Frick |
La Fiorentina segue (matematicamente) il Venezia in serie B (il che mi fa piacere).
21/4 - 32^ Piacenza Juventus: 0 a 1 gol di Nedved (con un forte tiro da fuori area su un appoggio di Amoruso) all'88'. Partita difficile giocata non bene; vittoria stentata, sudata, non del tutto meritata. Ma preziosissima. Il Piacenza ha giocato bene come sa, e con il coltello tra i denti, cercando i veloci contropiede. Pessotto, immolato mercoledì scorso, nell'inutile Italia Uruguay, il ginocchio dx sull'altare patrio, è andato ha rimpolpare la già pingue schiera degli infortunati. Il povero Gian Luca ne avrà per 6 o 8 mesi. Il mediocre Paramatti oggi contro il veloce Gautieri ha visto e ci ha fatto vedere le streghe, poi, buttato prima del termine, ha polemizzato con il pubblico che giustamente lo aveva fischiato. Vittoria, quella di oggi a Piacenza, preziosissima - si diceva - perché sia l'Inter che la Roma hanno pareggiato.
L'Inter ha pareggiato giocando assai male, e con una notevole dose di fortuna, contro il Chievo, a Verona (2 a 2 il risultato finale: Marazzina, Dalmat (con Lupatelli dormiente), Rognaldo approfittando facilmente di un incredibile, criminale, errore in uscita di Lupatelli, Cossato, al 91'). La Roma ha pareggiato a San Siro contro un Milan rattoppato alla men peggio, dato il gran numero di titolari assenti. Il primo tempo è stato appannaggio dei rossoneri, il secondo dei giallorossi. Nessun gol. Per cui, in classifica, Inter ancora prima con 66 punti, Juve seconda con 65, con sorpasso sulla Roma terza con 64.
Finali di campionato così non ne vedevo da trent'anni (dal campionato 72/73, se la memoria non mi tradisce: a due giornate dalla fine Milan Juve e Lazio erano strette in un margine di punti ridottissimo e l'ultima, prima che iniziasse, vedeva i rossoneri primi con un punto di vantaggio su bianconeri e laziali (allora vincendo si prendevano 2 punti). Andò a finire con il Milan che crollò nella fatal Verona (5 a 3, ma il mercoledì prima a Salonicco Nereo Rocco con un supermegastracatenaccione aveva rubato la coppa delle Coppe non ricordo a chi), con la Lazio, che l'anno dopo avrebbe vinto il campionato, che, inopinatamente anch'essa, fermata dal Napoli (1 a 0 con gol di Oscar Damiani) e con la Juve che battendo la Roma all'Olimpico per 2 a 1 (di Spadoni, di Altafini e di Cuccureddu i gol) si insediò proprio sul filo di lana in testa alla classifica. La Juve aveva portato a termine un inseguimento mirabolante; vincendo le ultime 6 partite (proprio come la Lazio 2 anni fa contro la Juve di Ancelotti e di Perugia) aveva recuperato al Milan i 5 punti con i quali questo la sopravanzava, e con l'uno in più lo aveva scavalcato. Fu, per quel che personalmente mi riguarda, il famoso gol della galleria, nel senso che mi trovavo a viaggiare in autostrada con la moglie giovane e figli piccoli, e con la radio della macchina (la 128) seguivo, ascoltando "Tutto il calcio minuto per minuto" la giornata calcistica. Correva l'89° minuto quando entrai nella fatal galleria ennese rassegnato, dato lo spirare del tempo e grazie alla inattesa sconfitta dei rossoneri, ad uno spareggio. Per cui non ebbi contezza del gol che il Cuccu proprio all'ultimo minuto aveva segnato infilando con una tremenda bordata da fuori area il pallone proprio sotto la traversa. Così che quando vi uscii trovai la Juve che era, da alcuni minuti, campione d'Italia. Fu, se non ricordo male, il 15° scudetto. Chissà che la storia non si ripeta. Il 30 marzo, dicasi il 30 marzo, 20 giorni fa, dopo il pareggio casalingo con la Lazio, che seguiva alla sconfitta di Parma, eravamo scivolati a 6 punti dalla capolista Inter. Anche per effetto della contemporanea uscita dalla Champions League il valore delle azioni era precipitato a 3,212. Questa mattina le chiamate le hanno portate fino a toccare a 3,8 euro, assestandosi in ultimo a 3,672.
Per aspera ad astra! Domenica prossima Juve Brescia; Roma Chievo e Inter Piacenza; Nell'ultima: Udinese Juve; Torino Roma; Lazio Inter.
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Brescia Fiorentina |
3 a 0 |
Toni, Il buddhista rapace, Il buddhista rapace |
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Lazio Verona |
5 a 4 |
Frick, Stam, Lopez ®, Stankovic, Stankovic, Crespo, Colucci, Cossato, Adailton |
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Parma Atalanta |
1 a 1 |
Comandini ®, Micaud |
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Perugia Bologna |
1 a 0 |
Ze' Maria ® |
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Torino Lecce* |
1 a 1 |
Popescu, Franco |
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Udinese Venezia |
1 a 0 |
Pizarro |
*Il Lecce va a fare compagnia, in B, al Venezia e alla Fiorentina
Intanto nelle semifinali di Champions League, dopo le gare di andata, il Manchester Utd. e il Barcellona rischiano l'estromissione, per mano (anzi per i piedi) di Bayer Leverkusen (cui l'odioso Topmoller fa praticare un gran bel gioco) e Real Madrid. Tuttavia nessuna di queste quattro semifinaliste ha la possibilità di vincere il proprio campionato. A palese dimostrazione che battersi su due fronti logora enormemente.
28/4/02 - 33^: Juventus Brescia 5 a 0 per i gol di Trezeguet all'8 (colpendo di testa, grazie ad una elevazione incredibile, un calcio d'angolo calciato da Del Piero), Del Piero al 61' (calciando con forza un calcio di punizione a 30 mt.), Trezeguet al 76' (concludendo con un preciso e forte tiro angolato un servizio centro-destra di Nedved), Del Piero all'80' pronto tiro dai 16 mt. su passaggio di Davids, Trezeguet al 89' (intercettando un cross basso da destra di Tudor). A Zalayeta (che, schierato da Lippi nel I tempo al posto di Zambrotta ha giocato una gran bella partita) al 2' minuto è stato annullato un gol regolare per un fuori gioco inesistente. Di questo cazzo di Brescia e della sua stramaledetta sanguisuga velenosa col codino i pennivendoli servili ci avevano costruito un tormentone nell'intera settimana (tipo "Baggio si vendicherà di Lippi che lo aveva rifiutato", tipo "Baggio convincerà inoppugnabilmente Trapattoni che lui e non Del Piero è degno della maglia azzurra", e via con fregnacce di questo tipo). Tutti serviti di barba e capelli, anche quelli che s'allevano il codino! Con la tripletta di oggi David Trezeguet scavalca Vieri e Hubner e si insedia nel trono di capocannoniere (erano 14 anni!).
Purtroppo hanno vinto anche la Roma e l'Inter. I giallorossi facilmente, contro un Chievo alquanto remissivo (5 a 0 il risultato finale, di Montella, Montella, Montella ®, Emerson e Cassano i gol). Con qualche patema i nerazzurri, i quali dopo essere passati in vantaggio con Cordoba su azione susseguente a calcio d'angolo ed essere stati raggiunti da un bel gol su azione del giovane Matuzalem, pur attaccando e sfiorando il gol più volte (specie nel I° tempo), hanno dovuto attendere l'ultimo quarto d'oro per passare in vantaggio e poi mettere al sicuro il risultato (Recoba e Rognaldo, entrambi su calci di punizione), aiutati nel frattempo dall'arbitro Borriello che aveva espulso per delle inezie 2 giocatori alla squadra di Novellino.
Mo-Ratto ci perdoni ancora, ma dobbiamo aggiungere pure che ai piacentini sul 2 a 1 è stato negato un rigore grande quanto una casa per atterramento di Gautieri da parte di Gresko e che Recoba prima di calciare la punizione che li avrebbe liberati dall'incubo sorpasso ha proditoriamente spostato in avanti il pallone di 5 metri.
Manca l'ultimo atto. La classifica vede l'Inter prima con 69, la Juve seconda con 68 e la Roma terza con 67 punti. Domenica prossima si giocano Udinese Juve; Torino Roma; Lazio Inter. Nessuna delle tre sfidanti ha nulla da temere da una sconfitta. Speriamo che la Lazio giochi con dignità. Quantomeno per compensarci di quel che ci rubò due anni fa.
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Atalanta Perugia |
2 a 1 |
Tedesco, Blasi (a), Zauri |
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Bologna Lazio |
2 a 0 |
Signori, Pecchia |
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Fiorentina Parma* |
1 a 2 |
Adriano, Di Vaio, Di Vaio |
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Lecce Udinese |
1 a 2 |
Di Michele, Giacomazzi, Di Michele ® |
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Venezia Torino |
1 a 1 |
Maniero ®, Galante |
|
Verona Milan |
1 a 2 |
Mutu, Inzaghi, Pirlo |
4/5/02 - 34^ Udinese Juventus 0 a 2 per i gol di Trezeguet (al 2', con un misuratissimo colpo di testa su un cross dalla destra di Conte) e di Del Piero (all'11', in veloce fuga sulla destra innescata da un fulminea apertura al volo di Trezeguet). Settimana piena di veleni, con nano-Sensi e il perdente-nato Moratti alleatisi nello spandere, aiutati da abbaianti mute di ascari scatenati (sto riferendomi ai vari pennivendoli), vagonate di merda sulla Juve, la cui poderosa rimonta doveva spaventarli maledettamente. Riportarne una sola piccola parte delle calunnie che sono usciti dagli sfinteri vocali di questi due ridicoli personaggi mi impegnerebbe per delle ore, sia detto solo che culo-di-nano Sensi una prova certa, anzi certissima (che la Juve s'era comprato il campionato), l'ha trovata nel fatto che nell'ultima giornata (quella della quale stiamo trattando) i bianconeri avevano da incontrare una Udinese già salva e quindi, a suo dire e a loro ripetere, demotivata. Il Monatto non gli è stato da meno, trovando in trattative immaginarie di mercato la conferma che la Juve s'andava comprando i giocatori avversari per demotivandoli, se dovevano incontrarla - vedi caso Hubner - , o per motivarli più del giusto nel caso che dovevano incontrare la sua squadra - vedi caso Nesta. Metodi ai quali invece ricorrono loro (il caso dei Rolex d'oro è arcinoto), con la canea dei pennivendoli che con la bava alla bocca li fiancheggiava. Come detto la Juve ha vinto anche ad Udine, mettendo al sicuro il risultato dopo soli 11 minuti (dopo s'è messa ad aspettare notizia da Roma).
Dove, in uno stadio intieramente nerazzurro, pieno per i due terzi di deliranti tifosi interisti arciconvinti del thyumpho e per un terzo di laziali allucinantemente accaniti ad incitare i giocatori rivali affinché battessero i propri (per una volta "non") beniamini, l'Inter, opposta a dei giocatori dal canto loro disposti a tutto fuorché a battersi, è miseramente crollata al tappeto, cedendo a quel minimo che i biancocelesti del povero Zaccheroni (che l'infido Cragnotti, prestandosi al gioco, in settimana tempestivamente esonerava), e privi (per indisposizioni improvvise) di Crespo, di Lopez e di Mendieta, pur dovevano fare. A questo riguardo trascrivo quel che l'ex telecronista RAI Furio Focolari, (oggi opinionista di calcio ma soprattutto responsabile del settore marketing della Lazio, quindi uno stipendiato da Cragnotti) ha dichiarato su Radio Radio: "Il primo tempo di Lazio-Inter è stato da ufficio inchieste. Peruzzi sbagliava parate e passaggi, Couto mandava in angolo un pallone tranquillissimo, metà Lazio remava contro. Assurdo che l'Inter in queste condizioni non sia riuscito a segnare almeno 4 gol nei primi 45 minuti". Al che aggiungerei quel che sulla stessa partita ha scritto un certo Claudio Pea del Gazzettino di Venezia: "Dicevo di Karel Poborsky, biancoceleste da due campionati, trentenne ceco un po' goffo e un po' grassoccio, ex Manchester United, campione quasi dimenticato, molto fischiato, eroico Don Chisciotte contro i mulini a vento. Lui solo nella Lazio lottava su ogni palla e andava all'assalto della difesa nerazzurra tronfia e ormai in pappa. Al massimo assecondato da Giannichedda e Fiore, forse da Stam, non certo da Couto e Nesta che - a sentire Radio Mercato - giochera' a Ferragosto con l'Inter di Cuper i preliminari di Champions League. Gia' Poborsky aveva fatto una volta fesso Toldo, ma nessuno lo aveva abbracciato o applaudito. Pero' aveva provato piacere e cosi' ci ha voluto ritentare con (doppio) buon gusto. Riuscendovi due secondi prima del riposo. Ringraziando Gresko per l'assist e gridando "bastardi!" a quelli della Nord, cioe' agli ultras biancocelesti della sua curva che avevano deciso di tifare compatti contro la loro squadra del cuore come non si era mai visto fare in nessun altro stadio del mondo. Neanche tra gli Zulu'". Incredibile! Per farla breve l'Inter si è dissolta come merda (scusate, come neve) al sole, passando da una vittoria annunciata, anzi pretesa e perfino strombazzata come evento ineluttabile (dopo 13 anni, quel galantuomo…) ad una cocente, esilarante, umiliante sconfitta (4 a 2 il risultato finale, lo score: Vieri, Poborsky, Di Biagio, Poborsky, Simeone e Inzaghi). E il fatto che la Roma, proprio nel finale di una stanca e noiosa partita, premendo appena appena il piede sull'acceleratore trovasse il golletto per battere un Torino felice di perdere per far perdere l'odiata Juve (gol di Cassano) relega l'Inter al terzo posto in classifica (Juve 71 punti, Roma 70, Inter 69) e quindi allo scorno dei preliminari di Champions League da dove, ad agosto, un altro Elsimbor, o Turun o qualche squadretta turca o liechtentesene la estrometterà del tutto.
Gli spalti dell'Olimpico alle 17 di domenica parevano la campagna attorno a Waterloo dopo la disastrosa disfatta dell'esercito francese: 50 mila persone vi giacevano in qualche misura morte, e al posto dello champagne dagli occhi di tutti sgorgavano copiosissime lacrime.
Pertanto la Juventus, la mia squadra, in concomitanza dei risultati sopra detti vince il campionato conquistando il suo 26° scudetto (dopo avere perduto i due precedenti per un'inezia in quanto a punti, per l'irrisolutezza di Ancelotti e per i brogli che la Federcalcio commissariata a quel mafioso del lazialromanista Gianni Petrucci aveva consentito il primo anno alla Lazio e il secondo alla Roma (scandalo passaporti falsi, tempestiva deroga pro-Roma per gli extracomunitari utilizzabili, e favoritismi vari da parte della classe arbitrale). Questo scudetto la Juve lo ha vinto senza una spinta né un favore. Anzi…
Ma in Italia ancora oggi tutti parlano della sconfitta Inter anziché della vittoria dei bianconeri. Stando ai giornali e alle televisioni pare che si sia ricreato il clima che si respirava in Brasile nel '50 quando al Maracanà di Rio il piccolo Uruguay inaspettatamente battè i verde oro. Ma francamente non se ne vede la ragione, giacché le sconfitte della squadra nerazzurra sono più numerose delle numerose vittorie della Juventus.
Del campionato dei bianconeri tratteremo a consuntivo, dopo la partita di ritorno della finale di Coppa Italia.
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Brescia Bologna |
3 a 0 |
Bachini, Baggio, Toni |
|
Chievo Atalanta |
2 a 1 |
Rossini, Corradi, Cossato |
|
Milan Lecce |
3 a 0 |
Kaladze, Ambrosini, Schevchenko |
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Parma Venezia |
2 a 1 |
Maniero, Di Vaio ®, Micoud |
|
Perugia Fiorentina |
2 a 0 |
Bazzani, Ze' Maria |
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Piacenza Verona |
3 a 0 |
Volpi, Hubner ®, Hubner |
La classifica finale vede:
|
Squadra |
Punti |
Gol fatti |
Gol subiti |
Media inglese |
|
Juventus |
71 |
64 |
23 |
+3 |
|
Roma |
70 |
58 |
24 |
+2 |
|
Inter |
69 |
62 |
35 |
+1 |
|
Milan |
55 |
47 |
33 |
-13 |
|
Chievo |
54 |
57 |
52 |
-14 |
|
Lazio |
53 |
50 |
37 |
-15 |
|
Bologna |
52 |
40 |
40 |
-16 |
|
Perugia |
46 |
38 |
46 |
-22 |
|
Atalanta |
45 |
41 |
50 |
-23 |
|
Parma |
44 |
43 |
47 |
-24 |
|
Torino |
43 |
37 |
39 |
-25 |
|
Piacenza |
42 |
49 |
43 |
-26 |
|
Brescia |
40 |
43 |
52 |
-28 |
|
Udinese |
40 |
41 |
52 |
-28 |
|
Verona |
39 |
41 |
53 |
-29 |
|
Lecce |
28 |
36 |
56 |
-40 |
|
Fiorentina |
22 |
29 |
63 |
-46 |
|
Venezia |
18 |
30 |
61 |
-50 |
Juventus campione d'Italia, Roma direttamemte in Champions league, Inter e Milan in Champions league mediante i preliminari, Lazio Bologna e Parma (in quanto finalista di Coppa Italia) vanno in Uefa, Verona, Lecce, Fiorentina e Venezia retrocedono in B.
Graduatoria dei realizzatori:
|
Nome |
Gol realizzati |
Rigori |
|
Trezeguet |
24 |
0 |
|
Hubner |
24 |
6 |
|
Vieri |
22 |
4 |
|
Di Vaio |
20 |
1 |
|
Maniero |
18 |
4 |
|
Doni |
16 |
3 |
|
Del Piero |
16 |
4 |
|
Schevchenko |
14 |
3 |
|
Muzzi |
14 |
6 |
|
Toni |
13 |
0 |
|
Marazzina |
13 |
0 |
|
Crespo |
13 |
2 |
|
Montella |
13 |
3 |
|
Mutu |
12 |
2 |
|
R. Baggio |
11 |
4 |
|
Chevanton |
11 |
1 |
|
Cruz |
10 |
0 |
|
Corradi |
10 |
0 |
|
Lopez |
10 |
1 |
|
F. Inzaghi |
10 |
0 |
Vainqueurs in Europa:
In Inghilterra l'Arsenal sul Manchester Utd.;
In Germania il Borussia Dtm. sul Bayer Leverkusen;
In Spagna il Valencia sul Deportivo La Coruna;
In Francia il Lione sul Lens;
In Olanda l'Ajax sul Feyenoord.
25/4 Finale di Coppa Italia, partita di andata: Juventus Parma 2 a 1 per i gol di Amoruso su rigore al 5' concesso da Collina per atterramento di uno Zalayeta che a conclusione d'una sua azione personale s'accingeva a calciare a rete. Zalayeta al 57' con un perentorio colpo di testa su traversone dalla sinistra di Paramatti. Di muso giallo Nakata al 91' la rete degli uomini di Gedeone Carmignani. Chi è candidato a giocare domenica prossima, stasera (giustamente) non ha fatto i 90 minuti. Lippi ha schierato Carini, Birindelli, Thuram, il rientrante Tudor (sostituito nella ripresa dal rientrante Montero), Paramatti, Zenoni, Conte, Davids (sostituito nella ripresa da Tacchinardi), Nedved (sostituito nella ripresa da Zambrotta), Amoruso e Zalayeta. Pronto e preciso Tudor, che rientrava dopo una lunga assenza. Bene Carini (un solo intervento d'istinto assai difficile, incolpevole sul gol), Paramatti e Conte. Nella sufficienza Thuram, Montero, Davids e Birindelli. Al di sotto delle aspettative Nedved (troppo confusionario), Zenoni (mediocre come la maggior parte delle volte), Tacchinardi e Zambrotta. La consueta piaga umana Amoruso. Di Zalayeta, cui sia l'inviato del Corriere della sera che l'inviato di Repubblica hanno dato 8, trascrivo pari pari quel che ha scritto di lui Maurizio Crosetti, uno che ama la Juve come Annibale amava Roma: "Sfonda con forza di una pantera, dribbla con la leggerezza di una farfalla, terrorizza da solo la difesa del Parma". Solo che non poteva fare tutto da solo lui, il povero Danubio. Mi chiedo perché Marcello Lippi non ha fatto giocare al posto dell'irritante Amoruso (che si è mangiato due gol facili) Pericard o Guzman? Manovra leziosa, ritmi da tango, con il solo Zalayeta a pungere. Eppure il 2 a 0 non era un cattivo risultato se quel dannato muso giallo non veniva, di nuovo al novantesimo, a romperci le uova nel paniere. Un film già visto, un film drammatico purtroppo.
10/5/02 C.It. 2^ fin. Parma Juventus 1 a 0 per un gol di Junior al 3 min. del I tempo, con un qualcosa di strano assai, che non si è capito se era un tiro sporco, un passaggio a minchiadicane, un stop non riuscito o chissà cos'altro. E questo coso, insieme col maledetto gol del maledetto giapponese nel maledetto recupero della maledetta partita d'andata ci costa la coppa, ci costa il piccolo slam. Era destino che dovesse finire così, anche se i bianconeri sia nella partita d'andata che in questa di ritorno han fatto di tutto per prevalere. Così come i parmensi - sia detto a loro onore - han fatto di tutto per non soccombere. Ché dopo avere condotto un campionato quasi fallimentare, incontrando noi, in tre partite su quattro ci hanno creato problemi grossissimi, fin quasi a farci perdere il campionato (partita del 23 marzo, col gol di Lamouchi a 2 minuti dal termine) e a farci perdere la Coppa Italia (orrendemente ribattezzata, per ingordigia di danaro, Tim cup). Per cui i giocatori del buon Gedeone Carmignani, ieri sera, incassato il regalo del gol raddrizza-risultato, si sono rinserrati a difenderlo, mettendosi a praticare un arcigno 4-5-1 (diventato nella ripresa 5-4-1) dove quell'uno era rappresentato da Marco Di Vaio che così veloce e potente com'è, sulle praterie di campo che gli si paravano davanti c'è voluto tutto il santo mestiere di Montero (e di Ferrara, prima) per fermarlo. Nel contempo tutto il nostro costruire gioco - bel temperamento, apprezzabile velocità, buone triangolazioni - s'infrangeva contro la muraglia della difesa gialloblù, i falli a ripetizione dei vari Sartor, Benarrivo e (soprattutto) Almeyda, la sagacia tattica del duo Micoud-Nakata, schierati mediani. E anche perché, pur aprendo i bianconeri il gioco sulle fasce, non avevano Zenoni, Paramatti, Zambrotta e chiunque s'allargasse sulle fasce, la capacità di far cross misurati e idonei a essere ben sfruttati dalle punte (sempre traversonazzi fuori misura), così che, impossibilitati a sfondare al centro, incapaci di aggirare il bunker dai lati, poco le punte (Amoruso e Zalayeta nel I tempo, Del Piero e Zalayeta ad inizio di ripresa e Trezeguet e Del Piero nei 20 minuti finali) han potuto combinare.
Spiace molto, questo maledetto Nakata ci sta costando quando contò alla marina imperiale russa, nel 1905, la battaglia di Tushima.
Consuntivo
Prima di trattare della squadra campione d'Italia, che poi è la nostra, diremo di tutte le altre, più o meno brevemente.
Innanzitutto della Roma in quanto seconda. Ottimo complesso, ottimamente guidato, molto tetragono. Solido, quasi impenetrabile, in difesa (grazie soprattutto all'argentino Samuel), pericolosissimo in attacco quando ha potuto disporre di Montella (quindi nel solo girone di ritorno, giacché nel primo il giocatore è stato quasi sempre assente per infortunio). A tradire la forza e le ambizioni del complesso sono stati Batistuta, giocatore ormai finito, che dai 20 gol della passata stagione è sceso, quest'anno, a soli 7 e, dobbiamo dirlo, dobbiamo avere il coraggio di dirlo, Totti che quest'anno, a differenza dell'anno scorso, è andato a corrente molto alternata. C'è da dire anche che pur se abbastanza aiutata dagli arbitri non lo è stata certamente così spudoratamente come quanto nella passata stagione nella quale, grazie anche a questo fattore, ci precedette nella classifica finale di due punti.
L'Inter, che fino alla disfatta finale nell'amico Olimpico comandava la classifica, era pronosticata facile vincitrice finale. Giudizio fallace e compiacente in quanto i cosidetti osservatori non hanno voluto tenere conto della circostanza che i nerazzurri sono stati spinti in avanti dalle assortite prodezze dei suoi attaccanti, i quali a turno e quasi magicamente si sono dati via via il cambio per toglierle le castagne dal fuoco, confezionandole delle vittorie quasi sempre col minimo scarto, col golletto vuoi di Kallon (molto positivo all'inizio, al posto dell'infortunato Vieri cui dopo ha dovuto cedere il posto), vuoi di Ventola (all'inizio al posto di Recoba quando questi era impegnato nelle eliminatorie con la sua nazionale), vuoi di Vieri per un lungo seguito, dello stesso Recoba di tanto in tanto e qualcuno, facile facile, nel finale, quando Vieri si è fermato, dell'osannatissimo Ronaldo, oltre che per le estemporanee prodezze (se così si possono chiamare i colpi di culo) di Seedorf nello scontro diretto con la Juve che con due tiri della domenica (così si definiscono i tiracci alla cieca che miracolosamente si trasformano in gol) evitò ai nerazzurri sul loro campo una sconfitta quasi determinante. Dunque Inter forte in attacco, appena sufficiente in difesa e con un centrocampo (affidato ai soli Cristiano Zanetti e Di Biagio che poi sono scoppiati, quando Cuper cedendo alle insane voglie di cattivi consiglieri - forse lo stesso Moratti - ha tolto l'umile Guglielminpietro per schierare il tridente) votato al contenimento. Ma gioco niente, schemi niente, trame d'attacco meno che mai. L'Inter è stato un bluff, salvato solo dal ciclopico Vieri, e tenersi su le è costato un grossissimo dispendio di energie che nell'ultimo mese (nel quale non ha più vinto) le è costato carissimo (ha lasciato alla Juve 8 punti in 5 partite).
Milan: messo subito a malpartito dalla sciocca sfiducia aziendale e ambientale in Terim (difatti puntualmente estromesso appena dopo la settima giornata, - e si vedeva che non ne vedevano l'ora!), da un infortunio che a lungo ha tenuto Inzaghi lontano dai campi di gioco (il quale Inzaghi quando ha giocato ha segnato con la massima regolarità, e quanti gol di testa!), da uno stranissimo lunghissimo stato abulico di Schevchenko (pare che sia innamorato di un'americana. Detto così sembra niente, ma occorrerebbe figurarsi cosa voglia dire la cosa nella psicologia di un ucraino) e della assenza (assenza mentale quando non fisica) di quel Rui Costa il cui acquisto fu salutato come provvidenziale e che invece di è rivelato essere un flop formidabile, Ancelotti, subentrato al turco alla (ci pare) ottava giornata, con tutti i sopradetti limiti, e i suoi personali, ha tuttavia raggiunto il traguardo della Champions league. Il gioco però quasi sempre ha lasciato a desiderare, specie in fase d'attacco e certe ambiguità (quali per esempio l'utilizzo di Serginho, utile in attacco ma disastroso in difesa) non sono state risolte. Si aggiunga anche che i difensori (a lungo privi di Maldini) sono tutti, tranne il povero eroico Abbiati, dei malcapitati (Roque J., lo stesso Kaladze, epperò utile quale realizzatore d'occasione, l'immaturo Laursen) o dei poveri pensionati in servizio (Costacurta, Albertini). La squadra ha divuto fare a meno per molte partite anche di Ambrosini, che, insieme con il ringhioso Gattuso, è l'unico che, da quelle parti, abbia ancora voglia di dannarsi l'anima.
Chievo, siccome agli italiani la favola di Cenerentola piace tanto (siamo il popolo più cinico e nello stesso più sentimentale del mondo), a lungo s'è lodata questa matricola che rappresentativa d'un quartiere di Verona ha ottenuto risultati inaspettati. Il suo allenatore, il combattivo e pragmatico Gigi Del Neri, li ha fatti volare con schemi assai essenziali, basati su un pivot centrale capace di lanci lunghi e precisi (Corini), di due ali "larghe" e veloci (Eriberto e Manfredini), di due punte, una agile (Corradi) e una di potenza (Marazzina) e da alcuni mediani faticatori. La difesa tuttavia, affidata a gente grezza, nonostante la buona annata del portiere Lupatelli ha lasciato molto alquanto a desiderare. Tuttavia si sono battuti senza alcun timore riverenziale e tutti hanno picchiato come fabbri.
Lazio: è affondata miserevolmente, fino alla farsa dell'ultima giornata nella quale i suoi tifosi non avendo nulla per cui battersi l'hanno svenduta all'Inter. Han fallito quasi tutti: in blocco gli argentini (Crespo, Lopez, Mendieta), attentissimi a non farsi male per non compromettere il prossimo mondiale, il solitamente imbattibile Nesta quest'anno più volte in bambola, e via (mal)dicendo (buono solo il campionato, finalmente, del giovane virgulto Stankovic, che dopo tre anni di titubanti apparizioni ha fatto vedere una apprezzabile continuità). Si aggiunga che l'impaziente suo presidente, l'affarista Cragnotti, ha fatto fuori nel breve giro di una stagione ben due allenatori. E ora s'accinge ad affidare la squadra ad un emerito incompetenze, a quel Roberto Mancini che ha appena appena mandato in B la Fiorentina. Così Cragnotti risparmierà in ingaggi e premi. In sede di calciomercato continuerà quel fuggi fuggi che è iniziato dopo quello scudetto rubatoci. Lopez, Mendieta e Simeone sono già stati venduti all'Atletico Madrid; Crespo dovrebbe andare al Real e per Nesta Cragnotti ha aperto un'asta.
Bologna, gioco assai sparagnino, da emerita provinciale. Schema prediletto il 4-5-1. Buone prove del giovane Brighi, di Fresi (ambedue, questi due, passeranno alla Juve), di Gamberini e di Zauli, tuttavia poco utilizzato. Buono l'apporto alla manovra, pur se con pochissime realizzazioni, dell'umile "jardineiro" Cruz.
Perugia: Squadra "cosmica", anche quest'anno. Quest'anno il pittoresco don Serse, con il poco che Gaucci gli aveva lasciato, si è ripetuto alla grande, conquistando addirittura un punto in più rispetto alla trascorsa stagione. Trame veloci, buone geometrie, compiti chiari per tutti in tutte le parti del campo. Buoni Bazzani, Tedesco e Ze' Maria.
Atalanta, ha fatto quel che ha potuto e lo ha fatto abbastanza bene. Parecchi gol di Doni, un free lance che Vavassori ha sempre utilizzato al meglio. Buone realizzazioni anche del mediano Berretta, con Doni, Sala, Zauri e l'altro Zenoni, tra i più positivi
Parma: partiti malissimo a causa degli evidenti limiti del maghetto Ulivieri (un emerito incompetente cui i Tanzi non avrebbero mai dovuto offrire la panchina e meno che mai la riconferma) non sono più stati capaci, nonostante le buone individualità che dopo le forsennate vendite degli anni passati (Veron, Crespo, Thuram, Buffon) ancora gli rimangono (Cannavaro, Micaud, Lamouchi, Di Vaio), e nonostante che dispongano di un supervisore come Arrigo Sacchi, di riprendersi. Si sono decisi a tirarsi fuori del tutto quando han visto che l'acqua gli arrivava alla gola. Rilevantissimi i 20 gol del mobilissimo e poderoso Di Vaio. Per l'anno prossimo, per la panchina, Arrigo Sacchi ha scelto il giovane Prandelli. Ottima scelta.
Torino: il solito Torino. Broccacci volitivi che un eccellente (e molto pragmatico) Camolese ha illustrato oltremisura. Nessuna individualità emergente, tranne, con tutti i suoi limiti, l'ex sampdoriano Vergassola e l'ex cremonese Maspero, con qualche buon gol nel finale del promettente uruguagio Franco.
Piacenza: eccellente complesso. Che ha sempre venduto carissima la pelle. Ottimi schemi: difesa serrata e movimiento. Ma scientemente, con molta sagacia. Molti gol segnati, relativamente pochi quelli subiti. Il merito soprattutto è di Novellino, un tecnico che ha fatto sempre bene ovunque sia stato (tra i giocatori da segnalare il grezzo ma prolifico Hubner, e gli umili e generosi Gautieri, Volpi e Di Francesco).
Brescia: si sono salvati, a furor di popolo quasi. Data la popolarità e il carisma di vecchie buttane quali il sor Carletto Mazzone e il (falso) buddhista col codino Baggio (12 partite soltanto, tuttavia). Che taluni pennivendoli cinici e opportunisti vorrebbero istericamente portare in Giappone. Sarebbe una gran sciagura. Baggio avvelena e divide. A Brescia va tutto bene perché tutti, il sor Magara per primo, sono asserviti al suo opportunismo. Baggio sta in agguato davanti i portieri avversari e siccome ha buoni piedi spesso la mette dentro, ma non partecipa al gioco e dei compagni se ne frega (diverso l'atteggiamento dell'umile Bachini che corre per quattro, anche lui assente a lungo per un infortunio).
Udinese: a mio parere dispone di molti non eccelsi ma buoni giocatori (Jorgensen, Di Michele, Sosa, Muzzi, Pinzi, Helguera e Pizarro). Che non hanno reso come avrebbero potuto perché non convenientemente guidati. Non tanto da mister Hogdson che a poco a poco la giusta misura glie la stava prendendo, quanto da quell'incompetente che ne ha preso il posto in panchina, quel trombone inverecondo di Giampiero Ventura, una sciagura che si spaccia per tecnico di calcio.
Verona: Verona in serie B, chi avrebbe potuto pensarlo, in specie dopo i 25 punti conquistati nel girone di andata? (14 nel ritorno). La colpa è tutta di quello sciagurato di Malesani che non ha il minimo criterio su come si governano le partite e si gestiscono i vantaggi. Sempre sciaguratamente all'attacco e gol a grappoli (nella propria porta!). In B nonostante un pubblico appassionatissimo (e quindi mezzi finanziari adeguati) e il buon campionato di Mutu, Frick, Camoranesi, Oddo, Paolo Cannavaro e Zanchi.
Lecce: in B con più o meno gli stessi giocatori che negli anni passati se l'erano sempre cavata abbastanza bene. L'anno no prima o poi capita a tutti. E' stato tuttavia un errore far fuori Cavasin e chiamare il garibaldino Delio Rossi, le retrocessioni le si devono accettare senza molti traumi. Buono il campionato degli uruguagi Chevanton e Giacomazzi, stranamente sottotono quello di Vugrinec che negli anni passati aveva fatto cose eccelse fino ad suscitare l'interesse degli squadroni (stava per passare al Milan; la delusione a volte gioca brutti scherzi).
Fiorentina: annata catastrofica, sia per l'incompetenza di Mancini (inventato allenatore da una stampa troppo amica) e sia per le scelleratezze di quel bischero di Cecchi Gori, uno che sarebbe capace di far fallire una tabaccheria. Meglio stendere un pietoso velo, anche se, da juventino, non voglio nascondere la mia (enorme) soddisfazione.
Venezia: fanalini di coda, ma con tutti i loro limiti han fatto assai meglio dei viola, e (grazie a Maniero) anche più gol. Non che fosse difficile, ma è giusto dirlo.
La Juventus, finalmente. La Juve che ad agosto veniva data come facile vincitrice del torneo (il che porta male, bisogna grattarsi ogni volta che lo si sente dire, anche perché chi lo dice lo dice quasi sempre con malignità) ha vinto questo scudetto (il 26°, dopo 3 anni di astinenza) sol perché l'Inter del petroliere Moratti ha finito la benzina prima del tempo e nelle ultime cinque partite ha lasciato otto punti ai bianconeri (e, all'ultimo, anche la seconda posizione in classifica ai giallorossi di Fabio Capello). La Juve ha prevalso in forza del proverbiale carattere, per averci creduto fino all'ultimo, dopo che (sconfitta a Parma e pareggio interno con la Lazio) molti si erano, e quasi ci eravamo, rassegnati, e soprattutto perché la condizione atletica, è da ritenere per merito del due Veltrone Bangsbo, l'ha sostenuta fino all'ultimo. Tutto questo, insomma, per dire che i conti si fanno sempre alla fine, dopo la 34^ partita, e mai prima, e che bisogna giocare domenica per domenica, senza guardare mai le posizioni in classifica (e leggere i giornali, possibilmente).
Lippi ha imposto alla squadra schemi logici e funzionali, pur non avendo gli uomini giusti per conseguirli. Gli è mancato un play basso (l'erede di Deschamps o di Paulo Sosa, o anche di Zidane, se lo si vuole, giacché Tacchinardi s'è smarrito, solo in quel gran mare), gli sono mancati dei laterali capaci di mettere al centro degli efficaci e misurati traversoni alti o bassi, secondo i casi (né Zenoni, né Pessotto, né Thuram, e neanche Zambrotta, sono stati capaci, il più delle volte, di andare al di là di quei stucchevolissimi spioventi dalla trequarti). E gli è mancato, secondo il mio parere, anche Del Piero che, nonostante che abbia segnato ben 16 gol, spesso ha latitato, svegliandosi solo alla fine, nelle partite della rimonta. Questi i limiti tecnici del complesso. Poi c'è stato anche il fatto che la rosa è stata falcidiata da una serie impressionante di (gravi) infortuni. Salas, Tudor e Montero hanno saltato quasi l'intero campionato, Maresca una buona metà, Pessotto le ultime 5 o 6. Chi segue queste vicende sa, o dovrebbe ben sapere, cosa rappresentano Montero, Tudor e Salas nell'economia della squadra.
Onore a Lippi dunque, a Lippi che nonostante queste carenze e queste assenze ce l'ha fatta. Lippi è stimato dai giocatori, dai tifosi e dalla Dirigenza, e meritava che lo si richiamasse e avesse la fortuna che ha avuto. La Juve, nonostante la durevole assenza di Salas, chiude il campionato con il maggior numero dei gol segnati e dei "legni" (16 legni i bianconeri, 11 la Roma 10 l'Inter), con il minor numero di gol subiti (nonostante le durevoli assenze di Montero e di Tudor), con il capocannoniere del torneo, l'infallibile Trezeguet, che se avesse potuto giovarsi di due degne ali avrebbe segnato, lui che si serve con la massima naturalezza ed efficacia del destro, del sinistro come della testa, cinquanta gol (ciò nonostante, ne ha segnati 32 senza calciare un rigore, senza contare i 4 che pur se regolarissimi gli sono stati annullati, e senza giocare le partite della coppa Italia dove avrebbe potuto ben impinguare il bottino). Inoltre la coppia d'attacco (Trezeguet Del Piero, nel nostro caso) è risultata più prolifica in Europa (seguita dalla coppia Van Nistelrooy Solskjaer del Manchester Utd.). Infine, non abbiamo avuto - lo giuro - nessunissimo aiuto da parte degli arbitri (e bene scriverlo se solo si considerino i poderosi aiuti che hanno spinto al successo negli ultimi tre anni prima Milan, poi la Lazio e quindi la Roma, e come quest'anno stavano spingendo l'Inter).
L'impianto della squadra è buono, certi giocatori (Buffon, Montero, Tudor, Trezeguet sono di valore mondiale. Potrebbe esserlo anche Del Piero se si mettesse in testa che non è più un uomo gol e che potrebbe meglio spendersi come rifinitore). Tuttavia occorrerà prendere un regista (Veron il massimo, ma anche la soluzione col giovane Brighi ha un suo fascino), due giocatori di fascia capaci di saltare l'uomo e crossare come Dio comanda, una seconda punta (Di Vaio, secondo me il massimo, ma anche la soluzione interna Salas-Miccoli può funzionare). Non mi priverei, infine, di un guerriero come Davids, anche se è acciaccato, anche se non è più quello di una volta. Ma con Montero incarna quella "rabies agonistica" che è la chiave di volta di tutti i successi.
Per le consuete pagelle mi servirò di quelle redatte dal pittoresco ed effervescente Max, uno dei migliori amici di ISCJ (che non ama Iuliano e Tacchinardi e stravede per Del Piero: licenze poetiche!):
LIPPI: 10 - Alla faccia degli ancelottiani, alla faccia di chi non credeva alla minestrina riscaldata, alla faccia di chi lo odia, alla faccia di chi...di chi...di chi non credeva a lui e, non dimentichiamo, alla lavagna-salva-Nedved. Negli ultimi 2 mesi ho rivisto il Lippone del ciclo d'oro, grintoso come non mai.
BUFFON: 10 - Ha dimostrato di avere i cojon per una grande squadra. Ha dimostrato di essere un tipo di carattere, uscendo fuori da una crisi. Ha dimostrato di valere ogni singolo centesimo speso per un portiere di 24 anni che non ha rivali al mondo. Un mostro, un grandissimo. E non mi venite a dire che adesso gli errori di inizio stagione possono macchiare tutte le altre volte che ci ha salvato il sederino, contrariamente all'olandesone che ha fatto diventare il Fulham una squadra burletta più di quanto non lo fosse in precedenza.
CARINI: - Peccato, peccato non per il suo lavoro (anzi, in coppa ha dimostrato di essere un grande portiere) quanto doverlo dare via. Non me la sento di dargli un voto, ma è ben sopra la sufficienza
RAMPULLA: 10 - Per il carattere e per l'energia che mette nello spogliatoio. Il fatto che rimarrà nello staff dirigenziale non può che far piacere. Altro mito umano, uno dei pochissimi che sprizza carisma da tutte le parti (come Vialli a suo tempo).
BIRINDELLI: 6 - Una stagione di alti e bassi, condita da prestazioni incoraggianti ed altre...ehm...diciamo un po' meno incoraggianti. Può far di più, 6 di incoraggiamento
FERRARA: 10 - 35 anni e sembra averne 20. Una media voto allucinante per uno che non è stato nemmeno preso in considerazione da Trapattoni e per la qual cosa si è giustamente incazzato, visto che Baggio è meno utile di lui ed ancora una speranzina ce l'ha. Il terzo mostro umano della rassegna di oggi, un tipo che spero farà la carriera di Rampulla: altri 3-4 anni (ce la fa...ce la fa...tranquilli...) e poi alla dirigenza, sperando che le campane napoletane NON facciano il loro lavoro. Mitico Ciro!
IULIANO: 6,5 - Diciamola tutta: all'inizio della stagione, e per circa metà di essa, ha distrutto partita su partita con i soliti falli ebeti e la reazione automatica del "Braccia-in-alto-non-sono-stato-io-ma-arbitro-dico-sei-scemo---> [segue] sorrisetto idiota", poi...poi...non so, forse ha trovato una compagna come il nostro Melli nazionale ed allora, sparite anche le occhiaie, ha ricominciato a giocare, e bene pure! Per la seconda parte di stagione, merita un 7 pieno.
MONTERO: 8 - ...e sto basso perché ha giocato poco (16 partite su 34) causa infortunio. Ma quando ha giocato...azz...non ce n'era per nessuno. Inoltre quest'anno, oltre a fungere da nume tutelare della porta di Superman, ha pure dimostrato una capacità di adattamento a ruoli non suoi incredibile.
PARAMATTI: 5+ - Solo 10 partite giocate ma...beh...ehm...
PESSOTTO: 8 - Altro uomo squadra, uno che si merita tutto il bene del mondo per come si comporta dentro e fuori dal campo (frase fatta in perfetto stile Bisgaard), uno che ha quasi sfondato il finestrino della sua macchina quando, ieri, gli hanno comunicato per telefono che era scudetto. Mi dispiace un casino per l'infortunio, il mondiale se lo meritava.
THURAM: 6,5 - Non so perché ma, contrariamente al sottoscritto, la maggior parte dei tifosi non l'ha mai preso bene. Secondo me non ha avuto il sufficiente apporto di fiducia da parte dei tifosi, nonostante non abbia certo incanalato prestazioni oscene (la media voto Gazzetta è 6,10, come quella di Alex e di un nulla sopra quella di Trezeguet). Secondo me, è uno su cui puntare.
TUDOR: 8 - Vedi Montero (lui addirittura ha 14 presenze!). Come già detto, con Tudor non ci sarebbe stata trippa per gatti e...fegato per Moratti. Sti caz, Tudor ha VENTIQUATTRO ANNI, è difensore e segna come un attaccante di una squadra minore!! Ci ritroviamo con certi giocatori che sono giovanissimi e di una potenza attuale allucinante! Il Lecce è in serie B, la sua caviglia per l'anno prossimo si spera non possa correre pericoli. Ci farà vedere i sorci verdi con la Nazionale....
ZENONI: 5 - Dunque...parte promettente, arriva in...ehm...vabbe', è giovane (oddio, ha un anno più di Tudor...), imparerà...certo che, potendolo scambiare con qualcun altro...il fratello, magari, eh eh eh. Peccato, ad inizio stagione pensavo sarebbe diventato qualcuno...vedremo in futuro.
CONTE: 7,5 - Il maggior contribuente degli scorsi anni della "Cesare Ragazzi s.p.a." ha avuto uno scatto giovanile stile Ferrara, contribuendo con grinta allo scudo. Ok, non avrà fatto tutte e 20 le partite in maniera perfetta (anzi, 4-5...ehm...) ma è stato, è e rimarrà un grande. Apprendo oggi (lo ammetto, sono un po' tardone), che il mitico sfogo con riferimento a Perugia era dedicato al caro Carletto (Mazzone)
DAVIDS: 8 - Quando gioca come sa, non lo marcherebbero nemmeno Gresko e Sorondo messi insiem...ehm...no, Gresko e Sorondo messi insieme li frego pure io....ehm...vabbè, non lo può marcare nessuno! Anche ieri si è messo in luce (come migliore in campo) con delle magie che, se fatte da Zidane, facevano crollare i cosiddetti intenditori di calcio in elogi stratosferici, se fatte da lui sono cose belle e basta. Non è assolutissimamente da cedere.
MARESCA: 7,5 - Enzino... Il nuovo mito umano della curva... Lo scudetto è anche suo, frutto di quel gol e di quell'usultanza tamarra contro il Toro. Grande Enzino! Notare anche come, a soli 22 (!!!!) anni, è [a] un grandissimo uomo-spogliatoio, [b] un buon centrocampista con margini di miglioramento allucinanti e [c] un idolo dei tifosi. Cosa chiedere di più? Appello alla dirigenza: non fate l'immane strunzat di cederlo.
NEDVED: 10 - Vedi Buffon. Non me ne frega una pippa se all'inizio non giocava, col senno di poi è normale che all'inizio uno non ingrani, con una società, squadra, allenatore e tifoseria diversa. Ma poi...azz...Zidane? Cos'è? Un detersivo? Il rombo lo aiuta e con un rombo risponde per rendere il centrocampo/attacco di un dinamismo
allucinante, che ai tempi di Zidane capitava solo quando sua maestà decideva di giocare. Solo che lui gioca così pure le amichevoli! Un mito.
TACCHINARDI: 5 - Ahimè, la nota dolente della stagione. Se Iuliano e Melli hanno ricominciato a ingranare contemporaneamente al lavoro fisico in altri contesti, lui mi sa che è stato mollato più volte da delle ragazze che non gliela mollavano. Crollo più psicologico che fisico (credo) rispetto all'anno scorso, è per tutti (tranne che per il Capitano Nemo, eh eh eh), tifosi e giornali, uno che ha passato un brutto anno. Cito la Gazza: "Stagione difficile, verrebbe da dire di transizione, se le aspettative non fossero state per l'esplosione. Nell'anno del Mondiale ha segnato a lungo il passo, probabilmente perdendo il biglietto per il Giappone. Ha dato la sua geometria alla Juve senza inventarsi una creatività che non possiede". Non ho capito bene l'ultima frase ma credo parlasse dei passaggi agli avversari. Sta di fatto che è una promessa (si spera in un'altra squadra) per l'anno prossimo: peggio non può fare di sicuro, il che ci rende tutti più ottimisti.
ZAMBROTTA: 7 - "Tatticamente fondamentale", così definisce ZuperZambro la Gazza (unica, se ve lo state chiedendo, a fare i commenti a tutta la rosa after-scudetto). Zuper quest'anno ha stentato alla ricerca di una posizione che Lippi ancora non ha capito quale sia, ma quando ha innescato la ZuperVelocità, non c'è stato caldo per il fresco...e scudetto per Gresko. Avrà fatto pochi cross (i "pochi" che ha fatto però hanno fatto fare gol importanti), ha fatto uno dei 5 gol più belli della Juve in tutta la stagione (quello col Milan in coppa) e, sti cavoli, ha fatto 32 partite, secondo solo a David & SuperGigi che sono sempre stati presenti. A 25 anni, a meno che non facciano la strunzat megagalattica di venderlo, ha ampi margini di miglioramento. ZuperZambro!
AMORUSO: 5 - Se Tacchinardi è stata una sorpesa, lui si è confermato ai suoi livelli ahimè...Come dice anche mio fratello: "Guardare Amoruso nella Juve mi fa chiedere: perché non ci sto pure io lì?".
DEL PIERO: 10 - Stagione di ripresa, stagione da leader, stagione che prende per il culo tutti i denigratori. Senza di lui, la Juve non c'era; senza di lui si vedeva che mancava qualcosa di incolmabile; senza di lui non è Juve, punto. Chiamatela bandiera, chiamatelo capitano, chiamatelo come volete: lui è un mito.
SALAS: NG - Tanti auguri per la prossima stagione, matador! Non cito i rigori che ha tirato perché, se uno ci ha dato 3 punti (Chievo), l'altro mi stava facendo uscire di strada con la macchina in autostrada (Torino).
TREZEGUET: 10 - E' il momento di ammettere due colpe personali di questa stagione...anzi, no, una sola...il fatto di dire che la Lazio avrebbe perso di brutto era sano gufaggio eh eh eh... Dicevo: non avrei scommesso una lira su David, tatticamente non mi dice nulla, ma segna come un cinghiale della steppa siberiana in calore (non sapete quanto possano segnare, quelli!) !!!! Marò! E, vedi Tudor, Zambro, Maresca & Co, ha soli VENTIQUATTRO ANNI !!! Grandissimo, sia per il titolo di capocannoniere (per il quale precede idealmente il neo-juventino, [almeno secondo un certo esperto di mercato...], Hubner per il fatto di non aver tirato un singolo rigore, contrariamente ai 5 del piacentino).
ZALAYETA: 6,5 - Ok, ok, Zalayeta è il secondo errore della stagione, sempre che, ovviamente, non ritorni ai suoi livelli abituali. 23 anni e, sebbene non penso possa diventare Pelè, quest'anno l'ho visto 100 volte meglio dell'ultima volta. Anche se,...beh..., un gol di piede non me lo ricordo e l'unico recente gliel'hanno annullato... Ma quella è una pecca mia e della mia memoria che, per tanti giorni, penserà solo in bianco e nero.
11 maggio 2002