2000/2001

Precampionato (amichevoli):

22/7/00 a Saint Vincent contro la solita rappresentativa valdostana: 7 a 0 con gol di Paramatti, Esnaider, Fonseca, Fonseca, Brighi, Gasbarroni, Vieri. Bene Maresca, non male Vieri, troppo giocolieristico il diciassettenne Guzman. Non capisco perché Ancelotti abbia tenuto per tutti i novanta minuti in porta Rampulla e abbia utilizzato il giovane Isaksson.

29/7/00 a Saint Vincent contro un’altra rappresentativa valdostana: 6 a 0 con gol di Fonseca, Birindelli, Pericard, Tacchinardi, Vieri e Tudor. Mi sono piaciuti il diciassettenne Pericard e il diciannovenne Brighi.

3/8/00 a Bari triangolare "Birra Moretti": Bari Juventus 0 a 1 gol di Pericard. Juventus Inter 1 a 1 per i gol di Domoraud e di Maresca (rig.)- Risultato finale dopo di shoot out) 3 a 2 per cui questa Juve di giovanissimi vince il torneo. In grandissima evidenza Maresca, fino a quando un’entrata assassina di quel cannibale di Domoraud non lo ha spedito all’ospedale.

12/8/00 a Cesena coppa San Marino : Bologna Juventus 1 a 0 per un gol di Olive. Juve, di nuovo con Del Piero e Zidane, tornati da soli due giorni, lenta e pesante. Migliore in campo quel Lima ammirato l’anno scorso a Lecce. Se Zidane valesse davvero 140 miliardi, quanto varrebbe questo fortissimo misconosciuto brasiliano, roccia del centrocampo?

19/8/00 a Catania Juventus Rayo Vallecano 4 a 1 con gol di Bachini, Inzaghi, Del Piero, Quevedo e Kovacevic. Assente Zidane, Del Piero, schierato al suo posto, ha finalmente fornito una prestazione convincente. Nel complesso abbiamo ammirato il diciannovenne Brighi per l’autorevolezza e la buona tecnica.

23/8/00 a Villar Perosa Titolare contro i primavera: 7 a 1 con gol di Trezeguet, Vieri (prim.), Zidane, Trezeguet, Kovacevic, Inzaghi, Esnaider, Esnaider. Il solito vernissage per dilettare l’Avvocato, povero vecchio. Diremo solo che oggi abbiamo visto realizzarsi un nostro personale sogno che covavamo da più di tre anni, e cioè O’Neill alla Juventus. Diremo solo dei ragazzi: molto bello il gol di Vieri e assai bravo, tra i pali, nel secondo tempo, Mirante.

27/8/00 a Milano decima edizione del trofeo Berlusconi: Milan Juve 2 a 2 (6 a 7 dopo i calci di rigore) gol di José Mari, Trezeguet, Schevchenko su rigore e Inzaghi.

Juve fortissima che il Milan ha potuto contrastare solo nel primo tempo. Vittoria meritatissima, di là di come è stata conseguita. Un palo di Kovacevic, un gol ingiustamente annullato a Paramatti, respinte fortuite a più non posso dei trafelati difensori rossoneri, un fallo di Roque Junior su Del Piero non visto dall’arbitro (sempre il solito Cesari) e il rigore a Schevchenko iniquo e cervellotico. La coppa per il miglior giocatore della partita se l’è aggiudicata a Tacchinardi, ma molto bene Zidane anche se alle costole, per non farlo giocare, Zaccheroni poco elegantemente gli aveva messo quella sanguisuga di Gattuso. Assai volenteroso ma niente di più Del Piero che il fantasioso Avvocato da Pinturicchio ha ribattezzato, stanco di aspettare, Godot.

6/9/00 amichevole Monza Juventus: 1 a 1 con gol di Kovacevic e di Colombo. Brutta partita, troppi errori.

Quadri

Num

Nome

Età

Nazionalità

ruolo

Nella J. Dal

1

Edwin van Der Sar

702910

Olandese

Portiere

1999 (Ajax)

12

Michelangelo Rampulla

621008

Siciliano

Portiere

1992 (Cremonese)

22

Andreas Isaksson

791601

Norvegese

Portiere

1999 (Trelleborg)

 

Fabian Carini

20 an.

Uruguayano

Portiere

2000 (Danubio M.deo)

2

Ciro Ferrara

671102

Napoletano

Difensore

1994 (Napoli)

4

Paolo Montero

710309

Uruguayano

Difensore

1996 (Atalanta)

13

Mark Iuliano

731208

Cosentino

Difensore

1996 (Salernitana)

5

Igor Tudor

781604

Croato

Difensore

1998 (Hajduk Spal.)

16

Marco Zanchi

771504

Bergamasco

Difensore

2000 (Udinese)

15

Alessandro Birindelli

741211

Pisano

Terzino

1997 (Empoli)

7

Gianluca Pessotto

701108

Udinese

Terzino

1995 (Torino)

3

Michele Paramatti

681003

Rovighese

Terzino

2000 (Bologna)

 

Athirson

23 an.

Brasiliano

Terzino

2000 (Flamengo)

20

Alessio Tacchinardi

752307

Cremonese

Mediano

1994 (Atalanta)

26

Edgar Davids

731303

Surinamese

Mediano

1997 (Milan)

8

Antonio Conte

693107

Leccese

Mediano

1991 (Lecce)

24

Enzo Maresca

20 an.

Salernitano

Mediano

1999 (West Ham Br.)

 

Sergio De Windt

17 an.

Surinamese

Mediano

2000 (Ajax)

6

Fabian O’Neill

731410

Uruguayano

Mezzala

2000 (Cagliari)

23

Gianluca Zambrotta

771902

Lombardo

Ala

1999 (Bari)

14

Jonathan Bachini

750506

Toscano

Ala

1999 (Udinese)

 

Gasbarroni

18 an.

Piemontese

Mezzala

Vivaio

25

Matteo Brighi

811402

 

Mezzala

2000 (Rimini)

19

Juan Eduardo Esnaider

730503

Argentino

Mezzala

1998 (Espanyol)

28

Massimiliano Vieri

21 an.

 

Centravanti

2000 (Brescello)

 

Vincent Pericard

17 an.

Negrodifrancia

Centravanti

2000 (Saint Etienne)

21

Zinedine Zidane

722306

Francese

Mezzala

1996 (Bordeaux)

10

Alessandro Del Piero

740911

Trevisano

Mezzala

1993 (Padova)

9

Filippo (Pippo) Inzaghi

730908

Emiliano

Centravanti

1997 (Atalanta)

18

Darko Kovacevic

730811

Serbo

Centravanti

1999 (Real Sociedad)

 

Thomas Guzman

17 an.

Paraguayano

Mezzala

2000

17

David Trezeguet

771510

Francese

Centravanti

2000 (Monaco)

11

Daniel Fonseca

691309

Uruguayano

Centravanti

1997 (Roma)

27

Rigoni

     

Vivaio

Sono ben trentatré. In vero parecchi; diversi sarebbero da vendere (i più giovani per fargli fare le ossa in provincia, Conte e Fonseca per trapasso d’età, Esnaider e Bachini per scarso adattamento o rendimento, e, a mio personale parere, anche Zidane per monetizzare al massimo la sua altissima quotazione impostando nel suo ruolo Del Piero, che oltretutto fatica a fare la punta (se non gli piace via anche lui).

Allenatore Carlo Ancelotti (dal febbraio 1999, quando avvicendò Marcello Lippi)

Preparatore atletico prof. Giampiero Ventrone (dalla stagione 1994/95)

Direttore generale Luciano Moggi (dalla stagione 1994/95)

Vice presidente esecutivo Roberto Bettega (dalla stagione 1994/95)

Amministratore delegato dott. Antonio Giraudo (dalla stagione 1994/95, dal passaggio della società da Giovanni a Umberto Agnelli)

Presidente avv. Vittorio Caissotti di Chiusano (dal 1990 quando avvicendò Giampiero Boniperti).

Considerazioni iniziali (vedendo di farla breve):

Tra giugno e luglio s’è giocato il Campionato d’Europa, che la nazionale francese, fortissima in ogni uomo e in ogni reparto (la formazione che ha giocato l’ultima partita: Barthez, Thuram, Blanc, Desailly, Lizarazu, Vieira, Deschamps, Pires, Zidane, Henry, Trezeguet, più Wiltord, Dugarry, Djorkaeff) ha vinto meritatamente nella sostanza ma perigliosamente sul campo, essendo incocciata, nella finale, in un’Italia che più che una squadra di calcio era, è stata, la solita "cassa di risparmio". Questa vittoria frutterà a Zidane il secondo pallone d’oro, mentre consegna agli azzurri, il cui impegno sul campo è stato encomiabile e che vi erano arrivati estromettendo con un vergognoso catenaccio e con i calci di rigore gli olandesi, un nuovo commissario tecnico (finalmente Trapattoni, un allenatore professionista, dato che il permaloso Zoff per un paio di (giuste) critiche ha preso cappello e se ne è andato) e un Del Piero in evidente forte crisi. In bella evidenza invece Nesta Cannavaro Toldo e Maldini.

S’è giocato un calciomercato abbastanza vivace; ora che le quotazioni in borsa prendono piede anche quello che si gioca sotto il sole cocente è un torneo quasi vero e proprio. I migliori acquisti, da un punto di vista strettamente cartolare e in considerazione dei nomi e delle grosse cifre spese, sono quelli di Batistuta che pur se trentaduenne il presidente Sensi ha pagato 70 miliardi, di Crespo per il quale Cragnotti s’è dovuto privare di Almeyda, di Sergio Conceicao e di 60 miliardi, i predetti due Almeyda e Conceicao con i quali il Parma si fa un gran bel centrocampo, i Trezeguet (Juventus), Milosevic (Parma) e Nuno Gomes (Fiorentina) ben illustratisi all’europeo, i nazionali sudamericani O’Neill (Juventus), Claudio Lopez (Lazio che l’ha preso dal Valencia), Redondo Roque Junior Dida (tutti e tre appannaggio del Milan), Vampeta (Inter), Athirson e il giovane portiere Carini (Juve), quindi gli "europei" Farinos, Hakan Sukur, Robbie Keane (presi dall’Inter) e lo svizzero Sesa (che dal Lecce è passato al Napoli) e infine gli italiani Zanchi (Juve) e Baronio (Lazio) che brillano nell’under 21 europea di Tardelli, quindi Peruzzi cui l’emergente Frey ha tolto i pali dell’Inter (che è andato alla Lazio) e l’argentino Cruz (detto "il giardiniere" il quale lascia il Feyenoord per venire finalmente in Italia) col quale il Bologna ha ben sostituito l’"insostituibile" Kenneth Anderson (andato al Glasgow Rangers). Da dire infine che Cragnotti non è riuscito a prendere l’olandese Zenden per sostituire Sergio Conceicao. Rimane da segnalare come novità un fattore che temo andrà sempre di più a ingigantirsi, e cioè la difficoltà delle grandi società a far fuori i giocatori "sotto contratto" quando non sono più graditi. I signori Esnaider e Fonseca, Salas e De La Pena, Sebastiano Rossi e Panucci, Taribone West, altri ancora e in un certo senso anche il "disoccupato di lusso" Roberto Baggio. I pur se invitati a raggiungere nuove destinazioni (di seconda fila) hanno detto "no grazie" preferendo la remuneratissima panca ad incerte nuove avventure.

In Juve Moggi ha condotto una eccellente campagna andando a pescare in ogni dove ragazzi assai promettenti e tra quelli d’età media un generico tuttofare di grandissima classe (parlo di O’Neill). Tuttavia non ha venduto nessuno, nemmeno chi farebbe bene a dar via per evitare l’insorgere di pericolosi dualismi (di Esnaider e di Fonseca si è detto; per Conte non c’è più spazio e tre centravanti per un solo posto forse sono un po’ troppi, per non dire del "problema" Del Piero). Meritevole di citazione mi sembra la circostanza che quasi tutti i giocatori della rosa siano nazionali. Difatti Van der Sar è il guardapali della nazionale olandese, la sua riserva lo è di quella uruguagia; Ferrara, Iuliano, Pessotto, Conte, Zambrotta, Del Piero e Inzaghi hanno partecipato con Zoff agli ultimi europei; i giovani Zanchi, Maresca e Brighi giocano nella "under 21" di Tardelli. Paolo Montero e Fabian O’Neill sono i punti di forza della nazionale di Passarella e il giovane Athirson da quella brasiliana ha estromesso il grande Roberto Carlos. E gli slavi Tudor e Kovacevic giocano nelle nazionali croata e serba. Davids, Zidane e Trezeguet si sa bene chi sono. Infine il giovane De Windt è uno dei punti di forza degli juniores olandesi. Restano fuori, a quanto emerge, oltre al trentanovenne Rampulla e all’ancora acerbo Isaksson, i soli Birindelli, Paramatti, Tacchinardi, Bachini, Esnaider e Fonseca. Tacchinardi probabilmente per un’ingiustizia. Il parco giocatori è ampio e bene assortito, bisognerà vedere il coraggio di Ancelotti a gestirlo senza condizionamenti (penso a Conte che ormai è più lesto di lingua che di gambe, che la tifoseria più ottusa venera).

La griglia di partenza vede sei squadre parimenti forti (vi ho aggiunto la Fiorentina per simpatia e stima del suo nuovo tecnico, Fatih Terim ex Galatasaray). La Lazio fuor che il portiere (Peruzzi) presenta la stessa difesa; a centrocampo il giovane Baronio avvicenda il prezioso Almeyda, ma è l’attacco che fa impressione: Claudio Lopez-Simeone-Crespo-Veron-Nedved (con certo Salas a scalpitare in panchina). Assai forte mi sembra il Parma, che, anche se non vince mai il campionato, ogni anno è sempre più forte che nel precedente. Avranno in meno Crespo ma in più avranno Almeyda, Sergio Conceicao e Milosevic (e un Amoroso guarito dal grave infortunio che l’anno passato gli fece perdere i quattro quinti delle partite). Forse è però la Roma quella che ha fatto gli acquisti migliori (sempre sulla carta, s’intende), migliori nel senso che si tratta di acquisti "mirati". Con il nazionale argentino Samuel (ex Boca J.) sistema la difesa, con il brasiliano Emerson (ex Bayern L.) dà una guida sicura al centrocampo e con Gabriel Batistuta ha uno da 20 gol certi.

Partite ufficiali:

13/9/00 Amburgo – Juventus: 4 a 4 con gol di Tudor, Yeboah, Inzaghi, Inzaghi, Mahdavika, Butt ®, Kovac e Inzaghi ®. Un’Amburgo molto aggressivo e già a posto fisicamente che i bianconeri hanno pesantemente subìto a causa d’un centrocampo debole e d’una difesa quasi sempre a malpartito. Fortuna che i tedeschi pur se forti a centrocampo e in attacco in difesa erano vulnerabilissimi, sicché quasi ogni volta che ci si affacciava nella loro area c’era aria di gol. Sull’ 1 a 3 Kovacevic ha colpito un palo a portiere battuto e successivamente ha sprecato un’occasione d’oro per aver voluto passare ad un Inzaghi una volta tanto fuori posizione anziché concludere lui stesso. Dopo di che i tedeschi per una mezz’ora abbondante ci hanno fatto straballare portandosi, a soli sei minuti dalla fine, addirittura sul 4 a 3. Nel trafelato finale uno spunto di Inzaghi (in serata di grazia) ha suscitato il rigore che lo stesso (43^) ha bellamente realizzato. La formazione, che ha subito i quattro inaccettabili gol, era formata da Van der Sar (6), Ferrara (4), Tudor (6), Iuliano (6), Pessotto (4), Tacchinardi (4), O’Neill (4), Davids (6,5), Del Piero (4), Inzaghi (7,5), Zidane (6,5). Sostituzioni (nel secondo tempo e nel finale): Kovacevic (6) per Del Piero; Birindelli (4) per Iuliano; Bachini (4) per O’Neill.

Ad Atene le rivali del girone (Panatinaikos e Deportivo La Coruna) hanno pareggiato uno a uno.

16/9/00 Brescia Juventus: 0 a 0 – l’ho seguita alla radio per quel poco che la rai le ha dedicato (una brutta partita e nel finale liti furibonde) col sor Carletto Mazzone a buttare al solito benzina sul fuoco.

19/9/00 Juventus Panatinaikos: 2 a 1 gol di Tacchinardi, Goumas, Trezeguet. Pessima partita, pessima. Han giocato tutti malissimo, non solo Del Piero, anche Davids. Ancelotti è stato sonoramente fischiato al grido "Vialli Vialli". Deportivo La Coruna Amburgo è finita 2 a 1.

23/9/00 Juventus Brescia 1 a 2 con gol di Conte e doppietta di Hubner. Una desolazione assoluta; quasi mai ho visto di peggio. Senza forze, senza idee, senza voglia. E così si esce dalla Coppa Italia.

26/9/00 Juventus Deportivo La Coruna: 0 a 0 – nella prima ora solo un paio di occasioni con Inzaghi entrambe respinte sulla linea e una con Trezeguet sprecata da due metri, nell’ultima mezzora gli spagnoli hanno sprecato l’inverosimile. Se la prendono con Del Piero, ma Zidane è peggio e non è che gli altri siano meglio, e Ancelotti che insiste nel far giocare Conte. Si è salvato solo VdS.

Le 18 squadre che parteciperanno al prossimo campionato sono:

Atalanta: Giovanni Vavassori - Bari: Eugenio Fascetti sostituito dopo la 28^, a squadra matematicamente retrocessa, da Lello Sciannimanico, allenatore della "primavera" - Bologna: Francesco Guidolin - Brescia: Carlo Mazzone - Fiorentina: Fatih Terim, licenziato dopo la 20^ e sostituito da Roberto Mancini - Inter: Marcello Lippi, licenziato dopo la I^ e sostituito da Marco Tardelli - Juventus: Carlo Ancelotti - Lazio: Sven Goran Eriksson, licenziato dopo la 13^ e sostituito da Dino Zoff -

Lecce: Alberto Cavasin - Milan: Alberto Zaccheroni licenziato dopo la 22^ e sostituito da Ce-cesare Mamaldini - Napoli: Zdedeck Zeman, licenziato dopo la 6^ sostituito da Emiliano Mondonico - Parma: Alberto Malesani, licenziato dopo la 13^, sostituito da Arrigo Sacchi che dopo la 16^ si è dimesso ed è stato sostituita da Renzo Ulivieri - Perugia: Serse Cosmi - Reggina: Franco Colomba - Roma: Fabio Capello - Verona: Attilio Perotti - Vicenza: Edoardo Reja - Udinese: Luigi De Canio, licenziato dopo la 23^ e sostituito da Luciano Spalletti.

Champions League (con classifica dopo la I fase):

Gruppo A

Gruppo B

Gruppo C

Gruppo D

Gruppo E

Gruppo F

Gruppo G

Gruppo H

Real M.

Lazio

Valencia

Glatasaray

Deportivo

Bayern Mo.

Manchester

Milan

Spartak M.

Arsenal

Lione

Sturm Graz

Pnatnaikos

Paris SG

Anderlecht

Leeds

Bayern L.

Shakhtar D

Olympiakos

Rangers G.

Amburgo

Rosenborg

Psv Eindh

Barcellona

Sporting L

Sparta P

Heereveen

Monaco

Juventus

Helsingbor

Dinamo K

Besiktas

Campionato (abbonati 35.446):

1: 30/9/00 Napoli Juventus 1 a 2 gol di Stellone, Kovacevic, Del Piero. Una vittoria importantissima soprattutto per il morale, scaturita da un secondo tempo nel quale, svegliatosi finalmente Zidane, la squadra mettendo in mostra forza e convinzione ha potuto ribaltare una situazione che si stava facendo critica. Kovacevic ha fatto gol appena è entrato (al 60’, quando è subentrato ad un Conte più dannoso che inutile). Eclatante, per i mass-media la circostanza che il gol della vittoria lo abbia realizzato Del Piero, ma noi non vogliamo attribuire all’evento un rilievo auspicale. I migliori Tudor e Inzaghi; i peggiori Conte e Ferrara.

Le altre: Le grandi hanno più o meno rispettato il pronostico, tranne l’Inter che è miserevolmente naufragata a Reggio. Domenica IN: il giovanissimo Massimo Marazzina, scuola Inter, sceso da Milano a Reggio in cambio del terzino Cirillo. Ha fatto un gol stupendo e altre tre o quattro cose fantastiche. Domenica OUT: Marcello Lippi, in evidente crisi di nervi. Il quale dopo la vergognosa prestazione dei suoi a Reggio ha pubblicamente invitato il suo presidente a cacciarlo.

2: 15/10/00 Juventus Bari 2 a 0 gol di Kovacevic e di Zidane ®. Non bella, ma buona partita. Che i bianconeri hanno avuto la fortuna di sbloccare subito grazie ad un bello spunto sulla sinistra di Zidane e ad uno altrettanto belli di Kovacevic sotto porta. Il rigore è sopravvenuto a fine partita. Il tatticismo fascettiano e il terreno reso impraticabile delle abbondanti piogge hanno tolto spazio e respiro alla manovra. Molti gli assenti; il pervicace Ancelotti ha sostituito Tacchinardi con Conte e non con lo scalpitante Maresca, e il tragico è che è con lo stesso Conte che vuole sostituire mercoledì sera a La Coruna lo squalificato Zidane.

Le altre: Milan sconfitto a Bologna per un gol all’ultimo minuto e franche vittorie di Inter, Lazio e Roma (ridondante questa grazie anche a due bei gol di Batistuta). Domenica IN: i giocatori della Fiorentina che per salvare il loro allenatore Terim che il presidente non vede l’ora di far fuori si sono giocati l’anima riuscendo a capovolgere il risultato all’ultimo secondo contro l’intraprendente Reggina.

3: 21/10/00 Milan Juventus 2 a 2 gol di Ambrosiani, di Schevcenko, di Trezeguet e di Conte. Vabbe' che è ancora priva di Montero e che il suo portiere olandese non sta attraversando un periodo smagliante ma la Juve in questo periodo subisce troppi gol, menomale che ne segna. Comunque una sconfitta ieri a Milano – sconfitta scongiurata da Conte al 90° minuto con un bel tiro da fuori area (un gol che purtroppo gli garantirà la titolarità anche "post mortem") e, prima che esso, da una valente testata d’un Trezeguet appena entrato al posto di un Del Piero sempre inesistente – a beneficio d’un Milan involuto e indeciso come quello che s’è visto ieri proprio "non ci sarebbe stata". Magnifico Zidane, gran trascinatore; duro e caparbio Davids (duello all’"ok corral" con il torvo e vitalissimo Gattuso), buoni Tudor, Iuliano e il giovane Zanchi (Ferrara ristava in panchina, temo per la partita di martedì prossimo contro l’Amburgo). Indaghi s’è mangiato il solito gol appena appena all’inizio e poi è uscito di scena. Ma va bene così.

Le altre: La Roma per ora corre (ma anche oggi aveva una partita facile) ma per le altre grandi o sono drammi (Inter, di nuovo perdente; Parma, sonoramente sconfitto dal Perugia; Lazio, che anche per un po’ di sfortuna ha lasciato le penne a Verona, e la Fiorentina che dopo essere stata di nuovo sorpresa, stavolta ha saputo trovare solo il pareggio). Ma, per le grandi il campionato, dicono, conta sempre meno. Lo dicevano, in questi giorni, proprio Juventus e Milan che apertamente ambiscono ambiscono a quello continentale. Per cui festeggiamo (oltre che alla capilista Roma dove Batistuta continua a segnare, anche Udinese e la prodigiosa Atalanta seconde, con i bianconeri, a 7 punti.

Domenica IN: La concediamo alla Roma, solitaria capolista dopo chissà quanti anni. Chissà che il Giubileo, piazza Affari, Capello e Batistuta quest’anno non facciano il miracolo. Domenica Out: Quell’onesto ragazzo che difende la porta del Napoli, Coppola, che tutti, dirigenti e giornalisti (ma non Zeman per la verità), non hanno avuto pace a vedergli difendere la porta di quella squadra colabrodo che dalla B viene e in B ritornerà. Cosicché l’altro ieri è arrivato l’invocato titolare, quello che secondo l’opinione corrente avrebbe reso di ferro una difesa di burro (il vecchio Mancini che al furbo Regalia non è parso vero di poter dare via). Zeman dispettosamente ha insistito con frastornatissimo Coppola e quello ha beccato 5 gol che ne poteva parare quattro (adesso son tutti contenti, e il ragazzo va a far panchina nel Bologna).

24/10/00 CL: Juventus Amburgo 1 a 3 per i gol di Prager, Yeboah, Kovacevic, Panadic.

Prestazione disgraziata dove ogni errore (e ce ne sono stati molti) ci è stato prontamente e duramente fatto pagare, comprese le espulsioni, intorno al 20° del I° tempo, di Zidane (che s’è beccate 5 giornate di squalifica, l’esecrazione generale e s’è pure giocato il pallone d’oro) e di Davids. Si respira aria molto pesante dalle parti di piazza Crimea, aria di fuoriuscita. Ben le stia, così si rendono meglio conto dell’inadeguatezza di Ancelotti; la squadra ha fatto sempre partite penose e in queste quattro del primo turno eliminatorio ha subìto più gol di quanti ne abbia fatto.

4: 1/11/00 si recupera la domenica perduta per sollazzare il papa. Juventus Udinese: 1 a 2 per i gol di Sosa, Sosa e Del Piero ®. Che magari, chissà?, se si giocava regolarmente domenica scorsa finiva diversamente. Fatto sta che oggi i giocatori hanno offerto (si fa per dire) una prestazione penosissima, in specie dopo aver subito, al 28° min. il primo gol, cui non hanno saputo reagire né con lucidità e né con forza. Gioco ottuso, centrocampo incapace di proteggere la difesa e di costruire gioco, difensori impauriti.

Le altre: han perduto sia la Roma (a Milano contro una volitiva Inter) che il Milan (contro un bene organizzato Parma). Per cui guidano la classifica Atalanta e Udinese (col Bologna buon terzo). Per cui siamo tutti orrendamente investiti da insopportabili conati di populismo. Domenica In: Han dovuto essere indisponibili tutt’in una volta Milosevic, Amoroso e Di Vaio perché quel cazzone di Malsani potesse decidersi a schierare il nigeriano Patrick M’Boma. Che gli ha ucciso il Milan (tre palloni due gol) e salvato le chiappe. Domenica Out: Alla Juve han perso la testa, tutti e in primis i difensori che piangono la prolungata assenza di Montero e un centrocampo fatto di gente che forse vi ha fatto il suo tempo (Conte, Davids, Zidane). Ma secondo la migliore tradizione italiana occorreva trovare un capro espiatorio, e un capro espiatorio è stato trovato nel povero Van der Sar che, sempre, impietosamente, paga (caro) ogni errore dei suoi difensori (da Ferrara contro Crespo, a Conte nella fatal Perugina, alle mille cazzate che i vari Ferrara, Zanchi e Tudor stanno combinando quest’anno.

5: 5/11/00 Reggina Juventus: 0 a 2 per due gol di Trezeguet (bellissimo il primo sia nella preparazione che nella esecuzione). Juve bella ma non sappiamo, consci come siamo della pochezza della rivale di oggi, quanto convincente. Nelle linee generali possiamo riaffermare come la squadra disponga di tre uomini gol ambetré affidabili più o meno nella stessa misura, anche se hanno caratteristiche diverse. Oggi si è illustrato Trezeguet che da solo s’è cercato ed ha trovato il prezioso gol del vantaggio, e ha poi realizzato, di testa, quello della sicurezza. E’ riapparso nell’undici titolare Antonio Conte, la cui assenza, mercoledì scorso contro l’Udinese, frettolosamente e inopinatamente salutammo, sbagliando, come un deliberato accantonamento.

Le altre: Solitaria capoclassifica la Roma vittoriosa a Brescia con 3 gol di Batistuta. Hanno vinto anche (ma con fatica) la Lazio (sul Bologna) e il Parma (sul Bari) grazie ad un altro gol partita di M’Boma cui l’esagitato Malesani dovrebbe far fare una statua d’ebano. Con due giusti pareggi finiscono le partite Milan Atalanta (3 a 3) e Verona Inter (2 a 2 con i nerazzurri letteralmente salvati nel finale dallo spavaldo Frey). L’Udinese che supera il Lecce è sola in testa alla classifica, mentre clamore fa la sconfitta casalinga della Fiorentina ad opera del Perugia (3 a 4). Domenica IN: Quel greculo che con la maglia del Perugia ha segnato ben 3 gol a Toldo spingendo spingendo in rete palloni che vi sarebbero entrati comunque, per la serie: "nelle partite come nella vita l’importante è solo il sapersi trovare nel posto giusto al momento giusto". Domenica OUT: La difesa dei viola che s’è fatta buggerare per ben 4 volte, sciaguratamente sprecando il buon lavoro degli attaccanti che ne avevano fatti 3 (e sprecati una caterva). Ma che colpa ne ha di ciò il buon Terim?

8/11/00 Panathinaikos Juventus: 3 a 1 per i gol di Paulo Sousa, Inzaghi, Bassinas ® e Warzycka. Juve indecente che avversari più che mediocri hanno umiliato estromettendola da tutti gli scenari internazionali. Ancelotti che offre le dimissioni (la Dirigenza glie le respinge e fa bene), tifosi giustamente inferociti che nella notte a Caselle voglion far la pelle a Zidane e agli altri. Il quotidiano torinese che sciacallescamente li incita al linciaggio. Tutto vero, tutto giusto. I responsabili sono molti: la Dirigenza che ha fornito ad un allenatore debole e condizionabile un organico pletorico e pieno di doppioni, l’allenatore che non sa dare alla squadra una manovra né persuasiva né efficace né continua, e ha perso tranquillità. E che dalla incredibile sconfitta col Manchester U. a Torino a quella clamorosa di Vigo, a quella, incredibilissima, del campionato scorso, ha mancato tutti gli obiettivi. E’ giusto che Ancelotti venga tenuto fino alla fine del campionato (gli Agnelli non licenziano mai il maggiordomo) ma è indispensabile che nel frattempo ci si guardi in giro per trovare un nuovo tecnico (Prandelli, Zaccheroni, De Canio, Terim?).

6: 11/11/00 Juve Lazio 1 a 1 per i gol di Tudor e di Salas. L’ho seguita a "Tutto il calcio minuto per minuto" e di conseguenza nemmeno tanto attentamente. I gol sono stati di Tudor (una capocciata su calcio d’angelo saltando più alto che Peruzzi con le mani protese) e di Salas (un tiraccio innocuo che da 25 metri ha sorpreso Van der Sar). I bianconeri hanno giocato con grinta (avrei voluto vedere, se non) ma senza costrutto né incidenza che non potransi mai avere fino a quando Ancelotti si ostinerà a far giocare la squadra con una sola punta, con un Del Piero che più non incide e senza nemmeno un’ala (quel 23/enne Zambrotta che deve stare in panchina per dar posto al 32/enne Conte è da licenziamento in tronco). Cosicché alla fine ha rischiato più di perdere che di vincere. I giocatori bianconeri son quasi tutti nazionali (non lo è, se non mi sbaglio, il solo Tacchinardi) e non possono avere disimparato a giocare. Il problema è il tecnico che non ha né personalità né coraggio e né idee. Van der Sar finalmente ha commesso un errore del quale ne è il solo responsabile. A forza di criticarlo (ingiustamente) prima o poi doveva accadere.

Le altre: Vincono (bene) Roma, Milan e Parma (rispettivamente contro Bari, Reggina e l’ex capolista Udinese); clamorosa sconfitta interna dell’Inter ad opera del Lecce. La Roma guida la classifica e allunga il passo. Domenica IN: Lo slavo Vugrinec, telentuosa mezzala del Lecce, che in questo primo scorcio di stagione ovunque sia andato ha sempre fatto vedere cose egregie. Pur guadagnando in un anno quel che Del Piero guadagna in un mese. E forse neanche. Domenica OUT: I Bibì e Bibò della Napoli calcio, perché per la serie "le disgrazie non vengono mai sole" han cacciato uno degli allenatori migliori (Zeman i cui schemi ci vuol sempre un po’ di tempo perché i giocatori li assimilino) per prendere il peggiore (quel Mondonico rotto a tutte le retrocessioni ma grande amico dei giornalisti).

7: 19/11/00 Brescia Juventus: 0 a 0. Sterile supremazia territoriale con pochissimi tiri in porta (tre-quattro d’uno Zidane che s’è particolarmente impegnato e un palo di Davids). Ho la nausea di quest’allenatore che fuori casa gioca sempre per il pareggio, anche quando affronta squadruncole come il Brescia. E hanno anche il coraggio, lui e la sua anima nera (mi riferisco a Conte cui ha delegato anche il compito di commentare i post partita coi giornalisti), di dichiararsene soddisfatti. Non voglio dire altro. Non ne vale la pena.

Le altre: Milan e Lazio ben giocando hanno pareggiato, l’Inter ha battuto per 2 a 1 il Perugia e il gol della vittoria glie lo ha realizzato il redivivo Vieri, la Fiorentina ha battuto per 3 a 2 il Vicenza (Nuno Gomez ormai segna con una certa regolarità, e mi fa piacere per il suo allenatore), il Bologna ha battuto un Parma poco previdente (gol della vittoria del Giardiniere, un altro che mi fa simpatia) mentre i giallorossi di Capello in quel di Verona dove non è mai facile per nessuno han vinto alla grande (altri 2 gol di Batistuta e leadership di classifica consolidata).

8: 26/11/00 Juventus Verona: 2 a 1 per i gol di Trezeguet, Zidane e Adailton. Juve tenace nel cercare il gol, che arriva poco dopo la mezzora grazie al solito Trezeguet che saltando alto di testa trasforma in gol un traversone dalla destra di Birindelli. Dopo diverse occasioni gol sprecate da Inzaghi il raddoppio giunge ad un quarto d’ora dal termine grazie ad una magistrale punizione dal limite di Zidane. A cinque minuti dalla fine, sul due a zero, il prode Ancelotti prende il coraggio a due mani e fa entrare Zambrotta (ma al posto di Inzaghi, mica di Conte…). Un minuto dopo i veronesi al culmine di una furibonda mischia in area trovano il gol, cosicché gli ultimissimi minuti divengono un inferno. Una volta o due salva Van der Sar, ma è al capoccione di Montero che dobbiamo dire grazie se, proprio mentre l’arbitro stava per sancire la fine dell’incontro, un tiraccio da fuori di Melis non ha terminato la sua corsa in fondo alla rete. La squadra segna poco, e meno male che oggi il tecnico s’è risolto a schierare il positivo Trezeguet al posto del sempre spento Del Piero, peccato che non si risolva a schierare Zambrotta e perseveri con Conte all’ala.

Le altre: Il calendario opponeva alla Roma la Fiorentina (all’Olimpico) e alla Lazio il Parma (al Tardini). I giallorossi a pochi minuti dalla fine hanno trovato con l’indomito Batistuta (e con la amabile collaborazione di un Toldo quest’anno un po’ tordo) quel gol che avevano costantemente cercato per tutta la precedente partita, e così meritatamente s’inebriano d’aria d’alta quota. La Lazio è caduta ancora, presto trafitta da un bel gol dell’ex Sergio Conceicao e scombussolata dal ritmo dei gialloblù (l’altra rete è del francese Lamouchi). Quella di Parma è squadra assai temibile, fortuna che l’incostanza la raffrena. Il Milan è prevalso di misura su un Napoli che Mondonico ha subito votato alla difesa ad oltranza mentre gli interisti sono stati salvati, in quel di Vicenza, dall’arbitro (che ha ingiustamente annullato un gol di Kallon e non visto un paio di falli in area) e più volte dal valoroso Frey. Del resto non ci occupiamo anche se Atalanta e Bologna occupano, nella graduatoria, posti di assoluto riguardo. Domenica IN: Carletto Ancelotti che finalmente s’è risolto ad accantonare l’irrisoluto ed inconcludente Del Piero. Domenica OUT: Carletto Ancelotti che mai si risolve a far giocare Zambrotta.

9: 3/12/00 Inter Juventus 2 a 2 per i gol di Trezeguet, Zidane, Blanc e Di Biagio (tiro su punizione dal limite deviato da uno della barriera). L’Inter dopo il sonoro e vergognoso 1 a 6 subìto mercoledì scorso a Parma (coppa Italia) era come un pugile intronato. L’uno-due di Trezeguet e Zidane ad inizio di partita l’hanno sicuramente tramortita per cui tutti ci aspettavamo il crollo e la goleada. Ma l’ex signora omicidi nelle mani del pacioso Ancelotti si è trasformata in una gentile crocerossina, cosicché i nerazzurri, senza essere il Manchester, hanno potuto pian piano e quasi agevolmente risollevarsi fino a rischiare di vincere la partita (uno spreco osceno di Vieri e una provvidenziale parata di VdS a pochi secondi dalla fine). I bianconeri hanno cercato di addormentare la partita e muovendosi sul campo lentamente e senza far rumore si sono subito addormentati loro stessi. Se Ancelotti non pretende di vincere partite come questa non vedo quali altre vorrà vincere. Domenica si giocherà con il Parma e la vedo nera.

Le altre: Nel pomeriggio una Roma più roboante che pericolosa si era fermata a Perugia (gol annullato a Vryzas per un improbabile fuorigioco), mentre Milan, Lazio e Parma hanno vinto rispettivamente con l’Udinese (impresa non da poco, ma quando si dispone di uno Schevcenko il possibile diviene probabile. Giovedì l’ucraino aveva perduto lo status di giocatore extracomunitario; domenica si è riconfermato quell’attaccante extra che è a tutti gli effetti), Reggina (negatole in avvio un franco rigore) e un’Atalanta che l’ha impegnata abbastanza duramente). Domenica IN: Paolo Montero, che assestando quel bel crochet all’interista Di Biagio ha fatto quel che tutti gli juventini desideravano che facesse. Anche se ora tutti gli "isti" d’Italia (oh, Dio ci scampi dai moralisti!) lo stanno sbranando. Domenica OUT: non trovo elementi.

10^ 10/12/00: Juventus Parma 1 a 0 per il gol di Ferrara segnato al 17^ del i° t.. Partita molto combattuta dove i difensori hanno prevalso sugli attaccanti (Trezeguet ha avuto solo 2 palloni e in ambedue le occasioni il bravo Buffon gli si è opposto da par suo). Anche Van der San ha compiuto 2 eccellenti parate. Molto buona la prestazione di Tudor in difesa (mancavano Montero e Iuliano) e di Tacchinardi e Davids nel centro – campo (di battaglia) dove i gialloblù con 5 uomini erano agguerritissimi (molto buona la prestazione, in ispecie I° t., del duttile Lamouchi). Apprezzabile (anche tenendo ragione del valore dei difensori avversari) la gara di Del Piero del quale, anche se non segna, pare che i compagni non vogliono fare a meno. E così la panchina sta friggendo le chiappe di Inzaghi, il cui malumore (ingiustamente) monta.

Le altre: Le grandi han vinto tutte e con una certa facilità; il posticipo ha vinto la bella Fiorentina di Terim battere abbastanza perentoriamente la disorganizzata Inter, il cui distacco dalla prima ora monta a 13 punti. Domenica In: Mi verrebbe da dire Van der Sar per quello che ha passato e gli hanno fatto passare (la sua mancata parata sul tiro di Salas giorni e giorni dopo lo facevao vedere financo nei telegiornali della notte): oggi con 2 difficili parate in uscita ha salvato la (striminzita) vittoria. Domenica out: e chi se non la sempiterna Inter che come pietra che rotola sta di nuovo ripetendo l’andazzo degli ultimi campionati?

11^ 17/12/00: Lecce Juventus 1 a 4 per i gol di Inzaghi, Trezeguet, Giorgetti, Kovacevic e Zambrotta. Assente la punta quasi punta Del Piero (per uno stiramento che lo terrà fuori per due mesi), Ancelotti coraggiosamente ha schierato due punte di ruolo rimettendo dentro lo scalpitante Inzaghi, e mal glie ne è incorso perché Pippo ha presto sboccato la partita (rendendo così subito alla squadra la vita facile) e dunque gli verrà dura tirarlo di nuovo fuori. E domenica prossima (venerdì) c’è la Roma all’Olimpico… Comunque – ritornando alla partita – non sapremo mai se questa facile vittoria (con relativa messe di gol, un evento del quale si era perso il ricordo) è merito della contemporanea presenza delle due punte-punte, se è merito della debolezza della rivale, se è merito del gol sùbito conseguito o se è venuta perché doveva venire. Comunque ieri tutto è filato liscio, tranne una ingiusta ammonizione al forte Tudor (Montero sta scontando i suoi 3 turni di squalifica per quel benemerito job al protervo Di Biagio) che domenica prossima lo terrà fuori squadra (e con Batistuta e senza di lui o di Montero c’è poco da stare allegri).

Le altre: Peccato che la Roma abbia vinto il suo derby grazie ad uno sciocco autogol, nel finale, del terzino Negro: anche per l’esoso Capello il risultato pari sarebbe stato il più giusto. Ma, come si suol dire, al signor Donato Cavalli non si guarda in bocca… Il Milan non è riuscita a superare il Verona (prima Schevchenko e poi Gilardino si sono mangiati un gol fatto) né l’Inter il Brescia, anzi l’arbitro li ha salvati, i nerazzurri, dalla mortale umiliazione di perdere di nuovo in casa con una retrocedenda e per di più per piede (anzi per tacco) dell’ex Baggio, dato che glie ne ha annullato uno gol bello e regolare. Umiliazione che invece è toccata al Parma dello sprovveduto Polifemo-Malesani, sconfitto al Tardini per due gol a zero dal Vicenza (due gol del bel Toni). Una Fiorentina sempre più convincente e sempre meglio guidata dalla panchina da Terim e in campo da Rui Costa è andata a vincere a Udine, cosa non facile per nessuno. L’Atalanta ha vinto anche a Bologna e il Perugia di Serse Cosmi (un signor tecnico: chapeau!) ha sbaragliato il Bari. Domenica IN: il giovane Toni e non soltanto per i due gol al Parma ma perché è da diverse settimane che si segnala in maniera egregia. Domenica OUT: Verrebbe da dire l’Inter, ma in fondo non ha perso. Non infieriamo.

12^: 23/12/00. Roma Juventus 0 a 0. I bianconeri secondi in classifica e privi di Del Piero, Montero e Tudor andavano a rendere visita alla lanciatissima capofila per veder d’impedirle di spiccare il volo e, magari, per vedere di recuperarle tre punti. E’ stata una partita combattutissima e il fatto che si sia chiusa senza gol non vuol dire che non sia stata spettacolare o che nessuna delle due avrebbe potuto vincerla. Ambedue avrebbero potuto vincerla, e due e tre per parte (più precisamente due per i giallorossi e tre per i bianconeri) sono state le occasioni che han fatto letteralmente gridare al gol, e di più quelle nelle quali i portieri se la sono cavata per un inezia (come un miracoloso intervento di Samuel su un Trezeguet che stava per calciare a colpo sicuro). Ci ha sorpresi il fatto che Ancelotti se la sia giocata questa rischiosa partita con due punte (Trezeguet Inzaghi, ma sarebbe stato meglio se avesse scelto la coppia Trezeguet Kovacevic), e che, udite udite, quando Conte è dovuto uscire per un infortunio abbia fatto entrare non Birindelli ma Zambrotta. I migliori - insieme con i due portieri, autori di interventi decisivi – Samuel e Tommasi tra i giallorossi e Ferrara, Iuliano, Zidane e Tacchinardi tra i bianconeri.

Le altre: Il formidabile Perugia di quest’anno ha espugnato San Siro battendo il Milan per 2 a 1. Il formidabilissimo Frey ha mantenuto l’Inter sullo zero a zero resistendo per oltre un’ora ai forsennati attacchi degli atalantini (bravissimo quel Donati: ha solo diciannove anni è già un talento sicuro e di spiccata personalità; molto bene anche Zauri Siviglia e nell’unico intervento della partita il portiere Pellizzoli) fino a quando Seedorf approfittando d’una palla vagante non ha segnato un gol quasi casuale (che ha finito per tagliare le gambe agli atalantini che in quel momento dopo tutto quel gran correre finivano la benzina). La Fiorentina dell’anche-lui-formidabile Terim (indubbiamente un epigono del grande Sacchi) cresce di domenica in domenica e le sue prestazioni si fanno sempre più brillanti (oggi i viola hanno rimontato e battuto il Verona e alla riapertura del campionato andranno a sfidare la Juventus al "delle Alpi" (maledette queste interruzioni e le feste che le causano). La Lazio infine è andata a vincere a Bari inguaiando seriamente i galletti di Fascetti che par’evidente che si son montata troppo la testa e se non stanno attenti ridiscendono in B con tutto il loro osannatissimo Cassano. Domenica IN: il perugino Vrizas, e non soltanto perché in quel di Milano ha segnato il (bel) gol che ha determinato il risultato finale, quanto perché è dotato di tecnica sopraffina, velocità, coraggio e senso della rete. Domenica OUT: L’esoso don Fabio Capello che non perde mai il vizio di lamentarsi dismisuratamente degli arbitri. Anche quando – come per esempio in questa partita – non ce n’era alcun motivo. Potesse, le partite della sua squadra se le arbitrerebbe lui.

La nuova sede sociale nel quartiere della Crocetta (corso Galileo Ferraris 32, angolo corso Stati Uniti) 3 mila metri quadrati anziché 900, 13 miliardi per acquistarla anziché 300 milioni l’anno d’affitto.

Moggi ha confermato il prestito di Bachini al Brescia come opzione per il difensore Diana che dovrebbe venire a Torino a fine stagione. Piace anche Rehmer, stopper dell’Hertha Berlino. Mentre Carini (n. 35) è già disponibile per la panchina, il brasiliano Athirson, in compagnia della fidanzata, ha fatto visita ai compagni e martedì spera di ottenere dalla Fifa il placet per il suo trasferimento dal Flamengo. 5/1/01

13^: 7/1/01 – Juventus Fiorentina 3 a 3 per i gol di Chiesa, Nuno Gomez, Conte, Inzaghi ®, Inzaghi e Chiesa. Dopo un quarto d’ora i viola erano in vantaggio di ben due gol, ma all’inizio del secondo tempo i bianconeri avevano recuperato e ribaltato, salvo a farsi raggiungere, poco dopo, da un tiro fermo di Chiesa chiaramente viziato da un fallo per abbattimento di Di Livio su Pessotto. Risultano inspiegabili, e in quanto tale autolesionistici, i mancati impieghi di Montero e di Trézéguet.

Le altre: La giornata nel suo complesso è risultata nefasta giacché la Roma è andata a vincere nel difficile campo di Bergamo, segnando in apertura e in chiusura di gara. Formidabilmente protetta alle spalle dall’argentino Samuel e dall’alto dall’arbitro non-ricordo-chi-stavolta che regolarmente spezzettava ogni iniziativa degli orobici ora veleggia con 8 punti di vantaggio su una irrisoluta Juve che tuttavia è l’unica rivale che le è rimasta (figuriamoci le altre!). Inter e Milan hanno pareggiato (2 a 2) un derby combattuto ma pieno di errori tecnici che nel risultato nuoce ad entrambe (Vieri s’è mangiati tre gol quasi fatti e il veloce Simic ha bene imbrigliato Shevchenko). Il Parma (che licenzierà Malesani) ha perso in casa con la fanalino di coda Reggina e la scudettata Lazio (che licenzierà il malvisto Ericsson) sempre in casa con il Napoli che nel frattempo ingaggiava l’estroso Edmundo (ieri in tribuna) ma si tratta di un acquisto avventato data la insuperabile idiosincrasia del ginnasiarca Mondonico per i giocatori d’estro. Il formidabilissimo Perugia di quest’anno ha strapazzato la (ex) forte Udinese (Serse Cosmi è un Napoleone della panchina) e in una Vicenza Bari che ha visto prevalere i vicentini abbiamo di nuovo ammirato un Toni che dello strombazzatissimo Cassano ne fa cento (ha 23 anni, è alto 2 metri ma sdradicarli il pallone dai piedi è un’impresa assai ardua). Infine il Lecce ha (ben) battuto il Verona e il mediocre Bologna di quest’anno il Brescia (serie B, serie B!). Domenica IN: Dionigi un oscuro ventisettenne che ha cambiato undici o dodici squadre, un mediocre attaccante che mai s’è fatta luce che la Reggina aveva preso (quasi gratis) proprio la sera prima dalla Sampdoria. Perché con due azzeccatissimi e assai belli gol di testa ha steso al Tardini lo squadrone dell’instupidito Malesani. Domenica OUT: Il maghetto Alberto Malesani (ex) allenatore del Parma. I Tanzi sono persone serie e hanno perso dieci o venti occasioni per licenziarlo con giusta causa. Ma adesso basta! Sono ormai tre anni che è a Parma, gli hanno sempre affidato giocatori di altissimo livello e i risultati che ne cava sono sempre inadeguati.

14^: 14/1/00 Juventus Bologna 1 a 0 per un gol all’11° di testa di Trézéguet. Per un’ora i bianconeri hanno giocato benissimo, attaccando con costanza e convinzione (una traversa di Inzaghi e un’altra di Trézéguet). Ed era una formazione che mi piaceva, giocandovi titolari sia Zambrotta (il merdoso era acciaccato) che O’Neill (Tacchinardi era squalificato), i quali hanno giocato molto bene, appena una spanna sotto Zidane che ha dato spettacolo. Però la incapacità a realizzare e a chiudere le partite è preoccupante nonché rischiosa. La cazzata può scapparci in qualsiasi momento e può costare assai cara. Contro il Bologna a dieci minuti dalla fine l’arbitro Nucini (il fratello laido di Collina) ha visto un rigore inesistente e naturalmente l’ha subito fischiato. Fortuna che "O Jardineiro" l’ha tirato sopra la traversa d’un Van der Sar che per tutto il tempo è stato lì inoperoso e che non vedo cosa avrebbe potuto opporgli se il tiro fosse stato meglio diretto. Domenica (nella fatal Perugia) dovrebbe rientrare Del Piero del quale io mai farei a meno; speriamo che con lui in campo il rendimento offensivo aumenti.

Le altre: E meno male che il buon Julio Cruz quel maledetto cervellotico rigore l’ha sbagliato perché nel frattempo la Roma capolista a stento (con tutto l’aiuto dell’insipienza dell’arbitro Bolognino che abboccava ad un artificioso tuffo di Totti) si salvava da una clamorosa sconfitta casalinga col fanalino di coda Bari. L’esoso Capello naturalmente si è ben guardato dal criticare l’arbitro (stavolta) ma non ha nascosto di considerare che la sua squadra nell’occasione guadagnava un punto, non ne perdeva due. A Firenze la Fiorentina dell’osannatissimo Terim infliggeva un umiliante 4 a 0 ad un frastornato Milan nel quale anche Schevchenko sembra avere smarrito la buona stella (i gol di Nuno Gomez, Cois, Chiesa e del dottissimo Rui Costa). I rossoneri appaiono a buona ragione disorientati giacché la società sta dibattendosi nell’incertezza Zaccheroni o Terim. A proposito di panchine vi è da dire che in questo turno vi hanno esordito Zoff (detto il sordomuto) in quella sua di casa della Lazio (dopo che Cragnotti ha letteralmente costretto l’"inglese" Eriksson prima a recitare la parte di capro espiatorio e poi a rassegnare le dimissioni), il quale, grazie anche lui ad una benevola svista arbitrale, è andato a vincere ad Udine (4 a 3 con i bianconeri dai due volti: 1 a 4 nel primo tempo). Tra i bianco celesti nel ruolo che fu di Sergio Conceicao ha esordito il ceco Poborsky che ben’ammirammo agli ultimi campionati d’Europa. E in quella di Parma (città dove mosse i primi passi da allenatore) niente di meno che Arrigo Sacchi, la qual cosa che per chi lo ammira (noi lo ammiriamo moltissimo) è certamente un evento da salutare con soddisfazione (con gioia, parimenti, lo saluteranno i moltissimi che lo detestano e che lo aspettano al varco per farlo a pezzi). I gialloblù di Sacchi giocavano a San Siro contro l’Inter. E’ stata una partita combattuta in modo accanitissimo che ambedue le squadre (e i due allenatori volevano vincere). E’ finita uno a uno (gol di Di Vaio e di Vieri) ma la più vicina a vincere è stata sicuramente il Parma che poteva approfittare ma non ha saputo approfittato (anche per merito d’un sontuoso Blanc) degli ampi spazi che chi si riversa in attacco di solito lascia. L’impegno degli ex Malesani’s boys sotto i severi occhi del nuovo tecnico è stato encomiabile, ma naturalmente assai poco si è visto (e non poteva essere altrimenti) degli schemi fantascientifici dell’Arrigo, ma tempo verrà… Il resto ci riguarda poco: Terza vittoria di fila della rinata Reggiana e terza sconfitta di fila dell’ex prodigiosa Atalanta (ancora gol di Dionigi); vittoria del Verona contro un Napoli il responsabile tecnico del quale naturalmente s’è ben guardato dallo schierare l’estroso Edmundo (figuriamoci se il pragmatico Mondonico ………). Sconfitta non del tutto meritata del Perugia sul campo del Brescia. Buona vittoria del Lecce dell’ottimo Vugrinec sul Vicenza. Domenica IN: Fatih Terim. Con lui i viola stanno volando; pur senza più Batistuta sono la squadra che ha realizzato più gol di ogni altra. Se Cecchi Gori se lo fa sfuggire sicuro che i fiorentini lo bruciano vivo in piazza della Signoria. Oltretutto il Turco ci sa ben fare anche nel rapporto con i media. Domenica OUT: Ariedo Braida il portaborse di Galliani perché parlando con i giornalisti (e non conta che poi abbia smentito; in Italia ogni smentita è una riconferma) sospirando ha detto che il Milan come allenatore vorrebbe prendere il Turco, mortificando l’onesto (e bravo) Zaccheroni, facendogli perdere ascendente nei confronti dei giocatori e dell’ambiente, seminando zizzania nel campo viola.

Galliani : ""Basta con i contratti pluriennali. Giocatori e allenatori guadagnano cifre mostruose, e allora bisogna cominciare a ragionare non sulla tranquillità di un contratto, ma sulla forza dei risultati, ridiscutendo gli accordi a ogni fine stagione. Cominciamo a farlo con i tecnici, poi, quando verranno abbattuti i parametri, toccherà anche ai calciatori".

La Juventus cede Isaksson al Degerfors. Moggi: 'Cassano interessa alla Juventus a determinate condizioni'. Il Ravenna prende Rigoni dalla Juve.

15^: 21/1/01 – Perugia Juventus: 0 a 1 gol di Inzaghi al 14° del II t. su azione in contropiede impostata da Davids. Bella vittoria, e utile soprattutto. La squadra, che prima di giungere al gol numerose volte lo aveva sfiorato, appare in buona salute fisica e mentale anche se non comprendiamo le ragioni per cui segni così poco visto che (lo ammettiamo senza difficoltà) cerca il gol con insistenza. Poi la sera un assai aggressivo Milan, scosso e spinto dalle polemiche settimanali, frantumava la Roma ben oltre di quanto il risultato finale di 3 a 2 non faccia apparire (ma i gol dei capitolini sono venuti da un’autorete e da un rigore). Ha vinto ancora (e senza molte difficoltà, giacché ospitava la malridotta Inter) la Lazio cui Zoff e Poborsky hanno dato, a discapito magari di un po’ di brillantezza) una certa inquietante solidità. E così la classifica vede (e il girone di ritorno vedrà, anche perché dietro di loro si è fatto il vuoto) Roma, Juve e Lazio differenziate l’una dall’altra da 3 soli punti.

Le altre: Ci interesseremo assai marginalmente delle altre. Tra le notizie che ci danno soddisfazione possiamo segnalare la sconfitta interna del Napoli concretizzatasi dopo che Edmundo era uscito dal campo (il ginnasiarca Mondonico due giocatori che non siano due bruti muscolari insieme non li regge: aveva messo in campo, sospirando, il brasiliano, ma si era subito cautelato levandovi lo svizzero Sesa). Domenica IN: L’ucraino Schevchenko, il solito fulmine di guerra! Suoi due dei tre gol del Milan. Domenica OUT: Il presidente Moratti, che, temendo di retrocedere, sta disperatamente cercando un nuovo allenatore.

16^: 28/1/01 – Juventus Vicenza 4 a 0 con gol di Inzaghi, Davids, Inzaghi, Inzaghi. Inzaghi ha realizzato i gol in tre modi differenti: il primo da falco, il secondo da avvoltoio e il terzo da condor, e ha messo sul piedone di Davids il più invitante dei palloni. Partita senza storia; è rientrato Del Piero (all’uscita di Trezeguet, stiratosi) che si è impegnato molto apparendo come al solito appesantito.

Vittoria facile anche dei romanisti giacché anch’essi si giovavano d’una avversaria di comodo (Napoli: 3 a 0). Vi ha debuttato, finalmente, dopo il grave infortunio e la lunga convalescenza, Emerson, che è un eccellente uomo d’ordine. Desta invece scalpore il largo successo della Lazio in casa della lanciatissima Fiorentina (che mercoledì per la semifinale di coppa Italia ha quasi mortificato il Milan). E’ successo che gli zoffiani, trovato quasi all’inizio il gol per una prodezza di Nedved, giocando tutta la partita di rimessa hanno potuto giovarsi di praterie sconfinate dove prendevano d’infilata una rivale che invece s’intestardiva ad attaccare (4 a 1, due di Crespo e uno di Salas gli altri gol). Come notazione di cronaca rimane da dire che l’Inter ce l’ha fatta a stento con un Bari particolarmente sfortunato (2 o 3 pali), che un grigio Milan più di uno stentato pari non è riuscito a cavare dalla trasferta nella vicina Brescia (Bierhoff e Hubner), che il Parma del caro Arrigo si è imposto senza eccessive difficoltà sul Verona (entrambi i gol di Di Vaio) e, in fine, che l’Atalanta di colpo rivitalizzata dall’innesto di Morfeo (talentuosa mezzala per la quale noi abbiamo sempre straveduto se non stravisto) è andata a vincere sul campo della sempre prolifica Udinese (4 a 2 con doppiette appunto di Morfeo e di Ventola) E domenica c’è, purtroppo, Atalanta Juventus.

Al calciomercato di riparazione (1/31 gennaio) i colpi principali sono i seguenti:

Pablo Garcia (centrocampista atletico m.) e Kaladze (difensore c.le dinamo kiev) al Milan; Athirson (terzino sin.) e Fabien Carini (national montevideo) alla Juventus, la quale ha ceduto Bachini al brescia e Zanchi al verona (entrambi in prestito), e Esnaider al real saragozza; Dalmat (mediano paris s.g.), Ferrante (centravanti torino) e Jaime Pacheco (mezzala penarol montevideo) all’Inter, la quale ha ceduto (entrambi in prestito) Pirlo al brescia e Vampeta al paris s.g.; la Roma ha ceduto Poggi al bari e Gurenko al real saragozza, mentre la Lazio ha preso Poborsky (ala d., benfica) e Castroman (ala d., velez sarfield). Infine Morfeo (mezzala) è ritornato all’atalanta (in prestiti dalla fiorentina) e Edmundo (mazzala, vasco da gama) è andato al Napoli.

Si apprende oggi che Arrigo Sacchi si è dimesso, dopo sole 3 giornate e dopo la vittoria a Verona, da allenatore del Parma. Se ne addebitano le ragioni allo stress e conoscendo il personaggio potrebbe anche essere. Mi dispiaccio moltissimo giacché, per questa manifestazione di debolezza caratteriale, o di demenza, i culi di pietra del giornalistume coscaiolo nostrano lo derideranno e perché il calcio perde un protagonista.

17^: 4/2/01 – Atalanta Juventus 2 a 1 per i gol di Inzaghi, di Lorenzi e di Ventola.

Giornata nefasta come di più non avrebbe potuto essere. I bianconeri al culmine di una partita forte, giocata con convinzione e con l’intento di vincerla al 28° della ripresa trovano finalmente il gol (Inzaghi di testa). L’Atalanta è squadra pericolosa (con Zauri lottatore indomito, con Morfeo pericoloso quanto delizioso) ma mancando all’incirca un quarto d’ora alla fine potevamo ritenere che il vincerla non era lontano. Invece 6 minuti dopo il risultato stato bell’e capovolto, essendosi di colpo la squadra smarrita e a nulla essendo servito il disperato forcing finale. Si è perduto per i seguenti quattro motivi: ingenuità della squadra che all’improvviso, raggiunto finalmente il gol, si è rilassata; svagataggine di un Del Piero come sempre incapace di essere utile ai compagni (ah, quel Morfeo dall’altra parte!), broccaggine acuta (e cronica) di un Paramatti che si è assurdamente fatto bruciare sullo scatto dal pachidermico Ventola e non è stato neanche capace di raggiungerlo per abbatterlo, l’arbitro, il redivivo De Santis, che per mondarsi del peccato originario (cfr. Juve Parma della penultima dello scorso campionato, quel famigerato gol annullato a Cannavaro) ha negato un vistoso rigore ad un Kovacevic insipientemente mandato in campo ad un quarto d’ora dalla fine. Ancelotti tra i molti difetti (conservatorismo acuto, mancanza di coraggio, mollezza) ha anche quello, imperdonabile, di essere un uomo sfortunato. Nessuno gli ha mai visto vincere immeritatamente una gara (come per esempio la Roma su questo stesso campo), mentre spesso, spessissimo, immeritatamente le perde.

E tutto ciò mentre i Romanisti di mascella di ferro Capello andavano a vincere sul difficile campo di un Parma purtroppo (per loro) affidato al maghetto Ulivieri (come passare dalla Callas a Rita Pavone), risalendo (anche loro come l’Atalanta) lo svantaggio di un gol (doppietta di Batistuta). Hanno vinto anche i Laziali (in casa col Lecce, per 4 a 1 con un Crespo che sta risalendo come un missile la classifica dei cannonieri). E’ la quarta vittoria di fila di Zoff, e con questa i biancocelesti affiancano una Juve messa in crisi da un giocatore in crisi irreversibile (DP) e da un Ancelotti in confronto al quale i generali Quinto Fabio Massimo e Kutuzoff erano dei fulmini di guerra. Mi auguro vivamente che les Agneaux non s’azzardino a rinnovargli il contratto, tesaurizzando la sua unica (buona) qualità: il fatto che costa poco. Hanno vinto anche le milanesi, non c’è più che dire.

18^ (1^ di rit.): 11/2/00 – Juventus Napoli 3 a 0 per i gol di Kovacevic, Inzaghi e Del Piero. Vittoria facile conseguita contro una squadra che solo esagerando si può definire da "serie B".

Nel mentre che la Roma vinceva, e abbastanza facilmente, a Bologna. Un contrastato pareggio dei laziali contro quell’Atalanta che ben sappiamo che squadra ostica sia. Milan mal sconfitto a Vicenza e Inter che con la povera Reggina rimedia un fortunoso pareggio casalingo solo grazie ad un rigore regalatole dal pietoso arbitro. Il Parma prevale di misura su una Fiorentina che non demeritava di perdere (Chiesa sbaglia un calcio di rigore). Il Bari ormai si è lasciato andare e sta sprofondando verso la cadetteria; può ben farlo perché tanto il gran colpo lo ha fatto (la giovane promessa Cassano, che non è altro che un doppione di Totti, rifilata alla Roma per la bazzecola di 70 miliardi).

Da segnalare che nel dopo-partita Umberto Agnelli ha pubblicamente deplorato (riferendosi esplicitamente ad Ancelotti che è in scadenza di contratto) come ora anche gli allenatori pretendano cifre ingenti (il top al riguardo è il mascelluto don Fabio Capello che ha appena strappato al munifico Sensi un biennale di 15 miliardi netti e un sontuoso appartamento in uno dei migliori quartieri di Roma). Ancelotti prende 1,8 mld. netti all’anno e gli sembran pochi. Ma che ci dica per favore almeno una sola cosa che abbia vinto?

19^: 18/2/01 – Bari Juventus 0 a 1 per un gol di Del Piero. E’ stata una grande prodezza di Del Piero (entrato in campo al 17° del secondo tempo al posto di un deludente Kovacevic) ha risolvere a meno di 10 min. dal termine questa partita che un Bari ostico e abbottonatissimo stava conducendo al fischio finale senza un eccessivo soffrire (solo 3 significativi interventi del portiere Gillet, due volte su Inzaghi e una volta su Zidane su calcio fermo, a parte il gol. La Juve ha cercato con insistenza la vittoria ma per causa di uno Zidane sotto tono non dava l’impressione di poterci riuscire (quella bianconera è, purtroppo o fortunatamente, una squadra Zidane dipendente). Poi il gran gol di Del Piero su azione personale sulla sinistra, con dribbling su un Neqrouz mostruoso sotto tutti i punti di vista e tiro angolatissimo. Speriamo che con questo gol acquisti forza e convinzione. Dall’altro lato il giovane Cassano ha fatto vedere solo un paio di interessanti aperture, è rapido, ha classe ma non è una punta. Non credo che ci serva.

La Roma ha vinto soffrendo e giocando male con un golletto su mischia a 7 min. dalla fine del suo difensore Samuel. Due macroscopici rigori la cui evidenza neanche Sensi ha potuto negare (uno per un netto fallo di mano "ad intercettare" di Zago su un cross di Vugrinec e uno per un atterramento per strattonamento di Lucarelli) che stamani sono sulle bocche di tutti ("anche gli arbitri possono sbagliare", "gli errori a favore e contro alla fine si compensano", "sì, però …") sono stati negati dall’arbitro Messina al Lecce. E la Lazio dal suo canto è andata a vincere sul difficile campo di Perugia. Squadra chiusa e contropiede, è la ricetta di Zoff (16 punti su 18). Questa volta la vittoria gli è venuta da un gol alquanto causale del mediano Simeone e da talune benevolenze arbitrali (posizioni di off-side fischiate sempre a senso unico). La Lazio può rivelarsi cliente pericolosa giacché praticamente è già fuori dalla C. League ed è squadra assai pragmatica oltre ché molto ben fornita di buoni giocatori. A proposito di Coppe, il sig, Capello che ad ogni pie’ sospinto non ha fatto che lamentarsi della mancanza di impegni infrasettimanali della Juve mercoledì scorso s'è tolto dalla malattia facendosi volontariamente battere in casa ed eliminare dagli inglesi del Liverpool. Adesso Mascellone gongola mentre il suo presidente pensando ai minori incassi sta schiattando di rabbia. Piena di gol e di colpi di scena la partita che vedeva il Milan giocare a San Siro contro il Bologna. I rossoblù partono alla grande tirando continuamente in porta e non consentendo ai rivali alcun tipo di manovra ragionata. Ma se due contropiede (personale il primo, di Ba il secondo) il talentuoso Schevchenko. Tra il 25° e il 30° del primo tempo regala ai frastornati compagni il 2 a 0. Ma il Bologna che, bene orchestrato da un intraprendente Maresca cui Guidolin ha finalmente concesso fiducia, non aveva smesso un attimo di giocare bene non si scompone e senza molto penare si porta addirittura sul 3 a 2 (due gol del giovanissimo Giacomo Cipriani e uno del vecchio Signori su assist appunto di Cipriani, a parte un rigore giustamente fischiato dall’arbitro per un fallo di Maldini su un Cipriani che stava per concludere a colpo sicuro che meritava l’espulsione del difensore (espulsione non comminata), che l’ottimo Abbiati para a Maresca). Un Milan disorientato boccheggiante smarrito trova con il terzino Sala a mezzo minuto dalla fine nell’arrembaggio finale che necessariamente doveva ai suoi delusissimi tifosi ("più facile che Galliani si faccia la permanente, che esca i soldi il Presidente" recitava uno striscione) il golletto del 3 a 3. Questo Giacomo Cipriani, così come Maresca, e come un altro giovane della primavera schierato nella partita della quale si tratta (Gamberini) sono giocatori di proprietà della Juventus. La telestampa more solito sta sperticandosi a lodare l’attaccante (sol perché ha segnato i 2 gol) ma a me personalmente Gamberini è piaciuto molto di più, nonostante la giovane età, nonostante che marcasse un mostro sacro come Schev., nonostante che quel mostro sacro gli abbia fatto 2 gol. L’ho trovato attento e concentrato, forte e deciso nell’anticipo, ben messo atleticamente ed efficace nei rinvii. L’Inter invece si è sbracata anche contro il Napoli (gol del giovanissimo Matusalem impietosamente cacciato via per una comprensibile esultanza), adesso è a soli 5 punti dalle quartultime. Netta vittoria del Parma sul Brescia e pareggio della Fiorentina (priva di Toldo e di Rui Costa) sul campo della Reggina.

Vorrei dire qualcosa sui contratti di merito della Juve; per farlo mi giovo d'un mio intervento sull’argomento uscito sulla ML.

"Scrivo che i risultati della domenica sono noti ma desidero fare una considerazione che prescinde dai fatti contingenti. La pretesa di Totti di avere stipendiati dalla società della quale è dipendente il suo fisioterapista personale (e sottolineo personale) e il suo (mi pare) preparatore atletico personale (e sottolineo di nuovo personale) la trovo non assurda, non ridicola, non grottesca. La trovo i-mmo-ra-le. e sia mediatamente che istintivamente in tutti le situazioni di questo genere la mia simpatia va sempre a chi vuole mettere un freno a queste mancanze di pudore e azioni di rapacità. La A.S. Roma ha nel suo staff tutti i fisioterapisti i massaggiatori gli allenatori e i giullari che servono, il signor Totti non può pretendere di pisciare fuori dal vaso (scusate la volgarità). Io vorrei fare risaltare la diversità etica della società Juventus che a queste cose non si è mai prestata volentieri. E che anzi ora sta cercando di immettere in questo mondo drogato e velenoso una novità rivoluzionaria quanto provvida: i contratti di merito. Cioè, mutatis mutandis si torna al vecchio principio bonipertiano dell'"Ingaggi bassi - Premi alti (se si vince)". Principio che le società del gruppo Fiat da tempo applicano ai suoi dirigenti (a iniziare dall'ing. Fresco e anche, lo ha detto Moggi, agli stessi Giraudo-Moggi-Bettega). Quello dell'essere pagati "a prescindere" dal rendimento, indipendentemente dai risultati è un metodo pernicioso che ci ha portati (come Paese) nella situazione di arretratezza economica e di lassismo morale nei quali (allegramente) ci troviamo. L'ugualitarismo economico e la sine-cura che ci discende dal saperci sempre e comunque pagati portano (come hanno portato) all'affievolirsi della voglia di lottare per emergere, ed è un miracolo che giocatori straricchi come Davids, Zidane, Inzaghi, Rui Costa e Nedved, e Vieri (ci metto anche bobone vieri che in quella accozzaglia di mercenari certo non è il peggiore) si dannino ogni domenica l'anima. Il giovin signore Moratti queste cose non le sa, essendo nato ricco e scemo; per questo i suoi cento gladiatori ogni domenica lo turlupinano. Ma Sensi che è un ruvido muratore che si è fatto da solo terrà duro (almeno lo spero). Ma non credo che ce la farà, l'ambiente è quello che è e avrebbe tutti contro. Peggio per loro, prima o poi si scasseranno. E' solo questione di tempo, così resteremo ancora, come sempre, noi e il Milan".

La Stampa (Marco Ansaldo: 25/2/01) : "L’accordo per il rinnovo [del contratto di Ancelotti n.d.r.] è stato raggiunto in sede a poche ore dalla partita con il Milan ed è stato ufficializzato con un comunicato di due righe che rende pubblica la durata dell’accordo: un anno, fino al giugno del 2002. Ne conosciamo però gli altri dettagli. La formula è quella innovativa dell’ingaggio fisso sotto la media dei grandi club con la possibilità di raddoppiarlo raggiungendo gli obiettivi definiti in tre fasce. La più importante, un miliardo e 100 milioni, per la vittoria della Champions League; la seconda, 900 milioni, per lo scudetto; la terza, 500 milioni, col piazzamento dal secondo al quarto posto, che garantisce la partecipazione alla successiva Champions League. Anche la conquista della Coppa Italia vale 500 milioni".

Con parole nostre possiamo dire che la Juve gli offriva quanto sopra per 2 anni. Lui che a malincuore ha accettato l’innovazione (e dal suo punto di vista è da crederlo, giacché capello ha appena firmato un biennale da 7,5 mld. fissi l’anno) voleva una base di 3,5 mld. Alla fine, al prendere o lasciare, ha accettato ma solo per un solo anno. Ritiene che nel giugno del 2002 potrà dettare le condizioni che vorrà o, in caso di perdurante mancanza di risultati, cercarsi un'altra squadra.

20^ - 25/2/01 : Juventus Milan 3 a 0 per i gol di Tudor (al 7’), Inzaghi (al 67’), Zidane (al 91’). Vittoria avara e rotonda su un Milan che un gol di testa del bravo Tudor, in apertura, una stratosferica parata di Van de Sar su un micidiale colpo di testa di Leonardo subito dopo e una difesa arcignissima nell’intero prosieguo hanno gradualmente spento. E sì che Zaccheroni, in grave imbarazzo nei confronti della sua Dirigenza, alla vigilia avesse proclamato: "Zidane? sono 6 anni che gli gioco contro e mai l’ho fatto marcare ad uomo". Invece gli ha appiccicato addosso come una sanguisuga per bieco giorgiano di Kaladze che al sommo Zidane, dolorante in una caviglia, ha tolto il fiato (comunque Z. in chiusura ha realizzato un gol di altissima classe). Affidiamo alle pagelle del giornalista Roberto Perrone del Corriere il compito di darci un’idea della prestazioni dei singoli.

Van der Sar - Lo spilungone olandese respinge con gran classe e istinto un colpo di testa di Leonardo, difendendo il vantaggio appena conseguito. Tudor - Scardina il risultato esaltando le sue doti di attaccante staccando di testa su uno splendido cross di Del Piero, poi conferma la serata di gala evitando sbavature difensive. Ferrara - I suoi malumori da panchinaro non gravano sulla prestazione che è sempre corretta, puntuale, in ogni frangente e, quando occorre, rude. Montero - Si conferma, quando non è preda di inutili nervosismi (e questo non è il caso), un difensore che sintetizza bene potenza ed eleganza. Pessotto - Irrinunciabile e prezioso per la sua applicazione tattica, scivola solo quando è costretto a invadere il settore della tecnica pura in cui non è certo un fenomeno. Birindelli - Si applica come esterno di destra di centrocampo senza, però, regalare particolari emozioni, ma onorando l’impegno. Tacchinardi - I suoi interventi a spezzare l’organizzazione altrui sono sempre efficaci. Tenta anche la sorte con un paio di conclusioni da lontano. Duetta con Inzaghi per il secondo gol. Davids - Fa belle cose (pregevole una percussione sulla fascia con milanisti piantati in asso), è potente e generoso malgrado, talvolta, prenda il sopravvento la sua anima manesca. Zidane - Soffre terribilmente la marcatura di Kaladze e, malgrado il presenzialismo (non si tira mai indietro), il suo contributo alla manovra della Juve non è continuo. Esaurita l’ansia del risultato, realizza un bellissimo gol. Inzaghi - Nel primo tempo sbaglia (ma non è facile) il raddoppio, angolando troppo una punizione di Del Piero. Per il resto, è il solito Superpippo, fetente e rognoso nel seccare continuamente la retroguardia rossonera con la sua vita sul filo del fuorigioco. Casca, scivola, strattona, ma al momento giusto segna anche da sdraiato la sua nona rete in campionato che vale il 2-0. Del Piero - Il gol al Bari restituisce inizialmente un Del Piero quasi simile all’originale: basti vedere l’esterno destro di prima intenzione con cui favorisce il vantaggio di Tudor e l’assist a Inzaghi. L’affanno, però, lo zavorra nel secondo tempo. Zambrotta - Merita una segnalazione per un bel sinistro che Abbiati gli devia in angolo.

Intanto le due romane continuano imperterrite a vincere. I giallorossi con qualche affanno a Vicenza (fino al gol di Montella, a 10 min. dal termine non avevano effettuato un tiro in porta) e i biancocelesti che ne prendono ben tre dal modesto Verona ma al quale ne rifilano 5 (Poborsky, Nedved e 3 di Crespo che con Zoff è tornato ad essere quel micidiale goleador che è sempre stato). A proposito di Zoff c’è da dire che da quando c’è lui la squadra ha vinto 5 volte e pareggiato una, che la squadra ha diversi e eccellenti schemi che esaltano le capacità e l’estro dei centrocampisti (su tutti Nedved) e delle punte. Il Parma ha riempito di gol il Perugia mentre la disastratissima Inter che in settimana era stata violentemente contestata (0 a 2 in casa con l’Alaves) agguanta una fortunosa vittoria con un gol di Ferrante (ex Toro) 87° acquisto di Moratti. Pareggio (2 a 2 con due gol di quel miserabile di Baggio) tra Fiorentina e Brescia. Incensamenti a non finire a Mazzone e secchiate di fango su Terim. Cecchi Gori vorrebbe cacciarlo e prendere quel nevrotico di Mancini. Sarebbe né più e né meno che un suicidio. In Lecce Reggina abbiamo visto un gol (risolutivo) segnato dal centravanti giallorosso come ai bei tempi. Spalle alla porte, accerchiato da un nugolo di difensori, Lucarelli repentino si gira e spara una bordata sotto la traversa. 3 punti 3. Chapeau!

21^ - 3/3/01 : Udinese Juventus 0 – 2 per i gol di Zambrotta e di Inzaghi. Partita a senso unico dominata da una Juve esemplarmente disposta dai punti di vista tattico atletico e mentale. 14 conclusioni dentro/fuori contro 3, più favorevole ancora il conto dei calci d’angolo. Van der Sar non ha dovuto fare una parata. Gli attaccanti della squadra friulana non sono entrati una sola volta in area. Tutti bene gli juventini, splendidi Tudor, Pessotto, Zambrotta e anche Del Piero.

Penosa, desolante, vergognosa partita della Lazio a Brescia dove tuttavia ha vinto con l’unico tiro (pur se casuale) di Salas. Darione Hubner, che si è mangiati 3 gol fatti, e 2 volte i pali (su botte a colpo sicuro del predetto e di Bisoli) hanno salvato la porta del campioni d’Italia. Anche la Roma del rabbioso Capello ha vinto, battendo, con rabbia più che con lucidità, un’Inter forte in Vieri (2 gol) e in Recoba, ma catastrofica in difesa (2 gol, entrambi di testa, di Montella). Fortunoso pareggio (2 a 2) del Milan a Parma. Della Fiorentina, perché ha licenziato (anzi, il turco schifato si è dimesso) Terim, perché per sostituirlo ha preso il nevrotico e inadatto Mancini, perché ha dato un posto di responsabilità al signor Mario Sconcerti, perché, tolti il grande Rui Costa, Chiesa e forse quel Rossi terzino sinistro che s’intravisse appena nel precampionato, ha una squadra di brocchi che se scendesse di nuovo in B ne sarei felice. La Roma ha ingaggiato, per il campionato prossimo venturo, Cassano del Bari, pagandolo uno sproposito. L’uomo giusto nel posto sbagliato o, se lo si preferisce, l’uomo sbagliato nel posto giusto. Così avranno "du’ coatti" anziché uno solo.Mercoledì di Coppe. Fuori la Lazio dalla C.L., il Milan (oggi nettamente sconfitto a Istanbul) va avanti solo se la settimana prossima batte il Deportivo La Coruna (4 a 3 stasera col Paris SG con 3 gol dell’uruguagio Walter Pandiani (DLC) e 2 del francese Leroy che m’è parso essere un fuoriclasse (PSG). Immenso come sempre nel DLC il brasiliano Diadhalminha.

22^ - 11/3/01: Juventus Reggina 1 a 0 gol di Tudor al 30 min. (di testa tuffandosi in avanti benché fortemente trattenuto per la maglia, a deviare uno spiovente in area di Zidane). L’unica cosa bella della partita. La prestazione della Juve è stata molto molto deludente, e la Reggiana non ha pareggiato perché la difesa a 4 è sufficientemente solida (in atto sono 453 minuti di inviolabilità) e perché provvidenzialmente un paolo ha respinto al 93° una sconclusionata conclusione d’un attaccante reggino. Mancava Del Piero, il che ha totalmente privato le punte (Inzaghi e Kovacevic, e dal 60° Inzaghi e Trezeguet) di servizi.

Riporto qui di seguito le mie personali considerazioni sui problemi tattici della squadra e il mio scetticismo che Ancelotti sappia e voglia risolverli (il "pezzo" è uscito su ISCJ):

"Guardando la partita di oggi mi è venuto di considerare che la cattiva prestazione probabilmente non è casuale (sì, lo so che una giornata storta può capitare e non infrequentemente capita a tutti, quante volte Roma e Lazio hanno vinto senza convincere?). Però io guardando le cose più in profondità ho creduto di vedere che il disagio di oggi non era la classica "giornata storta" o che i giocatori fossero stanchi, io sono persuaso che era un disagio tattico che nasceva dalla assenza di Del Piero. Nel senso che con l'assenza di Alex alla collana tattica è venuto a mancare l'anello di congiunzione, cioè quell'elemento non più punta nel senso classico del termine che da fantasista muovendosi sui tre lati dell'area di rigore avversaria cuce il gioco dei centrocampisti e il movimento delle punte. Non che io pretenda di scoprire l'acqua calda, ma penso che sia del tutto evidente, checché se ne dica in giro, che Del Piero è soltanto e propriamente questo, cioè una classica mezzala come era una classica mezzala, ai suoi tempi, Gianni Rivera. Visto che noi tifosi a differenza del giornalistume vediamo con gli occhi e il cuore aperti e parliamo e scriviamo con onestà vediamo di smascherare questo equivoco. Del Piero non è una punta; gioca come giocava Rivera, gioca come gioca Morfeo, gioca come gioca Figo. E' un rifinitore, è l'uomo dell'ultimo passaggio. Ma non è una punta, non è un goleador, entra poco in area tira a rete poco e male. Questo equivoco tattico, questo contargli i gol che non fa finirà per renderlo nevrotico. Ma poiché non si può giocare con una sola punta e occorrerà schierare contemporaneamente Inzaghi e Trezeguet (comunque due delle tre che abbiamo), ad Alessandro bisognerà trovare il coraggio di cercargli e di trovargli un altro ruolo fuori dall'area perché - non viviamo di ricordi! - punta egli non è, o non è più (da tempo). E siccome lui al posto di Zidane non vuol giocare, e finché c'è il francese ovviamente non può giocare, giacché Zidane a sua volta è un altro prezioso anello della stessa collana, bisogna che Ancelotti lo faccia giocare largo all'ala. Lippi lo aveva capito da tempo, non lo sto scoprendo io. Intestardirsi a schierare come duo d'attacco Inzaghi e Del Piero come ha fatto finora Ancelotti vuol dire lasciare il povero Inzaghi a lottare da solo e con tutti i suoi limiti contro le munitissime difese avversarie. E, di converso, a non schierarlo si lascerebbero costoro (cioè i centrocampisiti e Zidane, e Inzaghi e l'altra punta) senza l'indispensabile punto di riferimento di un fantasista alla Rivera (o alla Zidane, se prendiamo come riferimento lo Zidane che gioca nella nazionale francese) che li serva da vicino. Perché questo povero eroico Zidane braccato com'è come un lupo vicino al paese, tende a retrocedere sempre di più e riesce a far di più che far ripartire le azioni. Io (almeno quest'anno, con gli uomini di cui quest'anno si dispone) schiererei Inzaghi e Trezeguet in area, Del Piero fuori di essa, largo, e Zidane più indietro. Alessandro prenderebbe il posto di Zambrotta, al quale Ancelotti miopemente fa svolgere il ruolo del rifinitore, cioè quello che Alessandro potrebbe svolgere alla perfezione e certamente meglio di Zambrotta. Poi durante le partite Del Piero (che non è una punta, e non ne può più di prender calci), invariabilmente, volente o nolente, coscientemente o incoscientemente retrocede, e Inzaghi resta quasi sempre solo come un cane in una chiesa. Finalmente ho capito perché la squadra segna così poco".

La Lazio è caduta di brutto a Bologna, dove ha incassato 2 gol (a 0) ma dove poteva incassarne 10 se le prodezze di un Marcheggiani miracolato non avessero frenato l’ardore degli attaccanti felsinei. Di Nervo e di Signori i due gol, Maresca ha disputato una bellissima gara, ha personalità, ha una chiara visione di gioco ed è anche elegante (il che non guasta mai). La Roma ha vinto grazie ancora a due altre prodezze di Montella. Pare proprio l’anno giusto e non ricordo che squadre di Capello abbiano mai rallentato. Il Milan (che ha pareggiato a Bergamo) si è fatto sorpassare dell’Inter (disdoro, vergogna) che con qualche fatica ha battuto il modesto Verona (di Vieri su rig. e di Hakan Sukur i gol), tra i nerazzurri suscita attenzione la prestanza fisica, il vigore e l’intraprendenza del giovane mediano francese Dalmat. La partita Parma Bari (Parma 4° e baresi del tanto decantato Cassano ormai praticamente in B) è finita 4 a 0 e tutti i 4 gol sono stati segnati da Di Vaio. Espunta dal nostro interesse la Fiorentina del duo Sconcerti Mancini chiudiamo senz’altro qui.

Champions League

Il secondo turno della Champions League si conclude con la eliminazione del Milan (incapace di battere di forte Deportivo LC) e della Lazio (cosa nota da tempo). L’eliminazione dei rossoneri scatena la plateale ira di Berlusconi che su due piedi licenzia Zaccheroni. L’anno prossimo verrà Terim (o Lippi). Intanto gli scalderanno il posto le avvizzite chiappe del Cesarone Maldini, inetto balbuziente e imbecille, e quelle ruvide dell’ex terzino Tassotti Mauro.

23^ - 18/3/01: Lazio Juventus 4 a 1 per i gol di Nedved, Crespo, Del Piero, Nedved e Crespo. Prendiamo dallo spietato antijuventino, ma giornalista competente, Padovan Giancarlo del Corriere della sera:

"Fino a quando è rimasta in undici, e per sei minuti anche dopo, la squadra di Ancelotti avrebbe meritato il pareggio come testimoniano un salvataggio sulla linea e una traversa piena. Anzi, fino all’intervallo è stata la Juve a comandare la partita. La prima opportunità di pareggio capita ai bianconeri dopo appena 4 minuti. A propiziarla è un incauto colpo di testa di Crespo che libera Conte al destro nella porta sguarnita. Lì si protende Nesta che salva prodigiosamente. Inzaghi (opportunamente avvicendato da Trezeguet nella ripresa) un’occasione la crea per sé (girata di testa che Peruzzi alza al 34’) e una la toglie a Zidane (deviazione, al 42’, sempre di testa, mentre il francese sta stringendo all’altezza dell’area piccola). Meglio del centravanti juventino, cioè benissimo, si batte Del Piero. La prova la si ottiene al 14’ del secondo tempo quando trasforma in una traiettoria liftata un’iniziativa centrale di Zidane. A quel punto la partita è già diventata stupenda: il raddoppio di Crespo dopo 17’’ dalla ripresa (solo il lancio di Veron supera in bellezza il controllo e il tiro dell’argentino); la traversa di Trezeguet (5’) che avrebbe potuto riaprire il controllo; la cervellotica ed inopinata espulsione di Davids (13’) che, al contrario, sembra chiuderlo. Invece, un minuto dopo, segna Del Piero e la Juve, nonostante l’inferiorità numerica, sembra immediatamente in grado di produrre un forcing da grande squadra. La inferiorità numerica, il terzo gol di Nedved (20’), la straordinaria bravura di Nesta, il munitissimo centrocampo e la terrificante pericolosità dei contropiedisti laziali ne spengono quasi d’un colpo gli ardori".

Il punteggio umilia i bianconeri, ma non l’andamento della gara. La Juve doveva giocare per vincere, e così ha fatto (ma con una punta sola…), i laziali l’hanno attesa colpendo con spietata precisione e senza mai sbagliare nulla. Collina che per due volte ha ammonito senza una ragione Davids ha fatto il resto. A Reggio Calabria la Roma non è andata più in là di uno striminzito zero a zero. I giallorossi non hanno tirato mai in porta, l’arbitro Trentalange un paio di volte ha chiuso un occhio, e più di un occhio, per non vedere dei falli da rigore perpetrati dai trafelati difensori romanisti e il giovane Mozart a pochi minuti dalla fine si è mangiato un gol che perfino Mino Reitano avrebbe realizzato. Alla fine il distacco aumenta di un punto. 7 punti di distacco non sono molto diversi dai 6 di prima, sia che i giallorossi cedano sia che non cedano. Quantomeno a Roma non ci dovremo più tornare. C’è solo il rischio che il signor Collina venga ancora un’altra volta ad arbitrarci. Festa in casa delle milanesi. Il Milan di Cecesare Mamaldini ha spezzato le reni ad un Bari ormai retrocesso e rassegnato, mentre l’Inter l’ha spuntata a Lecce grazie a due gol dell’ex comunitario Recoba. Il Parma del maghetto Ulivieri e dell’implacabile Di vaio continua a vincere, e l’Udinese a perdere (salta De Canio, arriva Spalletti).

24^ - 1/4/01: Juventus Brescia 1 a 1 gol di Zambrotta e di Baggio, il gran bastardo. Buon primo tempo, cattiva ripresa. E poiché quest’anno la fortuna ci ha voltato le spalle ogni volta che si gioca male o si giochicchia si viene sempre puntualmente puniti (l’esoso buddhista quando ha segnato si trovava in fuori gioco, e il gol rimediativo che Inzaghi segnava mezzo minuto dopo veniva annullato per un fuori gioco inesistente). Però le colpe sono sempre di Ancelotti. Ha fatto giocare Ferrara e non Tudor; ha fatto giocare Conte e non Brighi o O’Neill o chiunque altro. Ad un certo punto ha messo dentro Athirson per crossare ma ha dimenticato di far scendere in campo Kovacevic (e per chi, se non, i cross?).

La Roma invece ha disputato un brutto primo tempo (sotto di un gol, all’Olimpico contro il Verona), ma con una ripresa travolgente ha sistemato le cose (3 a 1 il risultato finale, con 2 gol di Montella e uno del rientrante Batistuta). Così il distacco ascende a ben 9 punti: un baratro. Prima erano 3 punti, poi 6, poi 7, poi 9. Altro che recupero! (i recuperi le squadre di Ancelotti li subiscono, non li impongono). Di questo passo ci giochiamo il secondo posto e fors’anche il terzo. Meno male che una Lazio imbelle e irriconoscibile ha ceduto senza combattere ad un Milan non molto migliore di lei (gol di Boban di testa, figuriamoci). Super Vieri in Perugia Inter: 3 gol del bisonte e vittoria ai nerazzurri (2 a 3 il risultato finale) su un Perugia che purtroppo non è più quello del girone d’andata o forse non ha più la stessa fortuna, non l’ho capito bene. Quando sta bene, Cristian Vieri dispone sempre di risorse inesauribili. Zero a zero infine tra Parma e Bologna. Il resto non ci interessa.

25^ - 7/4/01: Verona Juventus 0 a 1 gol di Del Piero su rigore giustamente concesso dall’arbitro Rodomonti per evidente fallo da ultimo uomo di Apolloni su Inzaghi. Vittoriuzza stentata ma giusta. Il mio forse è fumus persecutionis ma vorrei che il signor Ancelotti mi spiegasse perché quando l’arbitro ha espulso Apolloni ha fatto uscire Trezeguet (oltretutto, summa stultitia, per fare entrare quel merdoso di Conte). I bianconeri finalmente erano scesi in campo e giocavano, a causa dell’assenza di Zidane (sostituito benissimo da Del Piero) con il doppio centravanti: Inzaghi e appunto Trezeguet. Cui Perotti, l’allenatore degli scaligeri, giustamente opponeva il doppio centromediano (la coppia centrale Laursen Apolloni). Appena la espulsione di Apolloni venne a sconsare tale coppia, cosa fa quella volpe di Ancelotti? Subito, immediatamente, sconsa la coppia dei due centravanti, e così toglie al bravissimo Laursen, rimasto solo a presidiare la sua area, lo svantaggio di giocare contro due centravanti. E poi, per fare entrare chi? Per fare entrare un paralitico, quel detestato (da me) Conte che non è più nemmeno un giocatore di calcio. Se proprio voleva fare uscire Trezeguet, soprattutto per punirlo di quel che il francese aveva detto giovedì contro di lui o per tutte le ragioni che gli parevano, non doveva fare entrare Conte. Avendo avanzato Del Piero in area (come seconda punta, ma non se ne vedevano i motivi perché come regista Alessandro stava giocando benissimo) al posto di lui, come trequartista, nel posto che solitamente è di Zidane, doveva fare giocare O’Neill, che appunto di Zidane è, o dovrebbe essere, il sostituto naturale. Ancelotti non la finisce mai di deludermi. Questo suo ostinato insistere su un Conte più dannoso che inutile crea problemi tattici alla formazione, demotiva i compagni e ci fa perdere punti preziosi.

Il campo dove giocava la Lazio, l’Olimpico, veniva martirizzato da un violentissimo acquazzone, non inferiore e nemmeno superiore a quello, famoserrimo, di Perugia. Correttamente, come da regolamento, l’arbitro Braschi, sospendeva per 15 minuti la partita (era il 7’ del I t.), e alla fine della sospensione assumeva la decisione definitiva sul di più a praticare (mandava tutti a casa). Lazio Parma la si recupererà mercoledì dopo Pasqua. Evidentemente, come ha maliziosamente commentato Moggi, la pioggia di Roma era più pesante della pioggia di Perugia. Quella dannata pioggia che, insieme a tante altre perverse situazioni, ci costò uno scudetto già vinto (nel recupero, giocatosi il 18 aprile, prevarranno i biancocelesti per un’autorete di Thuram). A Napoli la squadra di casa e il Milan sottoscrivendo un patto di reciproca, pacifica non aggressione si sono accontentati di un punto ciascuno. Bologna Perugia è finita 3 a 2 e mi dispiace che la squadra di Cosmi perda terreno. Giocano sempre alla garibaldina ma non glie ne va più bene una. Ho assistito a Fiorentina Roma che i viola hanno vinto, con molta facilità, per 3 a 1. Ho visto i giallorossi molto, troppo flemmatici; anche Capello, stranamente, molto stranamente, se ne stava quieto in panchina. Non hanno fatto pressing, hanno giocato alla brasiliana, si sono difesi a zona larga e tenendo i tre difensori in linea. Di pressing nemmeno a parlarne. Così che una Fiorentina per niente trascendentale (che ha solo due elementi di classe certa: Rui Costa e Chiesa (2 gol), più un Lassissi che è una forza della natura) ha potuto prevalere senza nemmeno doversi scalmanare troppo. La distanza con la Juve si riduce a 6 punti ma, se devo esternare una mia impressione, io penso che, così impostata, la squadra di Capello non avrà mai cali di forma né andrà in difetto di forze. Infine l’Inter che veniva da tre vittorie consecutive si è salvata in casa sua contro un Vicenza che per quasi tutta l’intera partita ha condotto d’un gol, al 94 minuto per un’autorete su un calcio franco di Recoba.

26^ - 14/4/01: Juventus Inter 3 a 1 col gol di Tacchinardi, Inzaghi, Del Piero e Vieri su rigore. Dopo che nel pomeriggio solo al 92° minuto una troppo flemmatica Roma aveva potuto scongiurare l’onta devastante di una sconfitta in casa propria ad opera del Perugia con un gol in furibonda mischia di Montella, viziato da un fallo di mano del medesimo.

Sulla partita della Juventus riportiamo l’incipit del servizio di Maurizio Crosetti di Repubblica e le pagelle tratte da La Stampa:

"Dentro ogni pallone da colpire c'era la Roma, mica l'Inter, non solo. Sarà per questo che la Juve ha prima sofferto, poi domato e infine stravinto la sua partita doppia. Lo ha fatto sapendo che certi sogni prendono corpo una volta sola, e magari al mattino evaporano. L'occasione era enorme ed è stata sfruttata. Juve batte InterRoma tre a uno con Tacchinardi, Inzaghi e Del Piero. Qualche imbarazzo nel primo tempo, una valanga di gioco nel secondo: tre reti in undici minuti. Il merito è stato quello di colpire d'incontro dopo la prima botta, subito, senza calcoli né attese, una seconda e una terza volta. Così il campionato ritrova una Juve lanciatissima, cinque punti recuperati in sei giorni alla Roma che un po' vuol dire anche Roma, vedi Lazio, vedi quello scudetto perduto in un modo assurdo".

Pagelle:

6,5 Van der Sar: l'attacco dell'Inter non lo chiama troppo spesso all'opera, anzi gli lascia lunghe pause di contemplazione. Ma lui non si fa distrarre ed è perfetto in uscita su Brocchi (31' pt) e, più avanti, sui pochi nerazzurri che provano a infastidire i suoi riconquistati dieci/decimi. 6,5 Tudor: nessuna sbavatura per il gigante a volte sulle nuvole, non ieri sera però. 7 Iuliano: prezioso il recupero iniziale su Vieri, preciso ogni suo intervento. Se questo è il reparto meno battuto del campionato, il merito è anche suo. 7,5 Montero: una partita fantastica, quella dell'uruguaiano, da vero drago difensivo che sa anche rilanciare con piedi da campione. Al 9' pt un suo recupero su Vieri è una meraviglia atletica e tecnica. Ininfluente il fallo del rigore che dà all'Inter l'inutile gol della bandiera. 7 Pessotto: anche stavolta vince il compito peggiore, cioè la doppia rincorsa a Zanetti e Brocchi, più chiunque vada a passare sui suoi binari. Pessotto non si nega e alla fine stravince. 6 Zambrotta: spinge poco ma fa di sponda come gli viene chiesto da Ancelotti, così la vittoria è anche sua. 7,5 Tacchinardi: è come se Davids gli avesse soffiato addosso il suo antico ardore agonistico, ormai trasferito. L'azzurro ne approfitta un po', va giù pesante, ma ha il merito di non smettere mai di lottare. E il gol è un colpo da maestro, caparbiamente cercato tutto l’anno. 6,5 Davids: prende forza alla distanza, come la palla di neve che si fa valanga. La vittoria e la rimonta sulla Roma gli danno l'energia supplementare. 6,5 Zidane: forse la stanchezza che aveva denunciato in settimana è quella che gli è scivolata nel corpo magico, così Zizou procede a strappi. Non chiede a se stesso il prodigio della continuità, ma la scintilla dell'invenzione. Perciò la sua luce è intermittente, ma quando c'è è una folgore. 7 Inzaghi: il cobra sembrava una biscia addormentata, ma lui è così. Ballonzola sulla corda tesa e invisibile del fuorigioco, un po' sacramenta, svirgola qualche pallone ma il veleno è sempre pronto per il morso fatale. Quello che al 10' della ripresa fulmina l'Inter, ma finisce per circolare nel sangue della Roma. 7 Del Piero: che sia tornato si sapeva, e la sua voglia di non sparire non è solo nel gol in giravolta, ma in tutta una serata di palloni esatti. Non è un caso che la rincorsa juventina sia cominciata da lui, e con lui.

Rimane da sottolineare che il distacco si è ridotto a 4 punti. Domenica bianconeri a Parma e giallorossi a Udine. La Lazio del micidiale Crespo ha vinto a Reggio Calabria; il Parma ha vinto a Bergamo (Milosevic); la Fiorentina ha battuto il Lecce (doppietta di Chiesa); il Milan di Cecesare Maldini ha seppellito di gol la spenta udinese di questi tempi. Merita mensione il 4 a 2 del Vicenza sul Bologna. I quattro gol dei biancorossi sono stati ispirati da un formidabile Toni che ne ha realizzato 2 (di Kallon gli altri 2).

27^ - 22/4/01: Parma Juventus 0 a 0. Tra i commentatori di cose calcistiche invale la triste abitudine (sarà per pigrizia, sarà per ignoranza, sarà per faciloneria) di aprire gli armadi degli aggettivi a partite finite, dopo che i risultati sono sotto gli occhi di tutti. E questi commenti del tutto estemporanei confezionati a posteriori, a prescindere dal gioco svolto in campo e dai valori tecnici e tattici, risultano molto irritanti agli occhi di chi, pagando profumatamente, fa il sacrificio di vedersele tute intere le partite. Tra i cento e più "Soloni" che ci tafanano con la loro sapienza "a posteriori" solo Giancarlo Padovan e Bruno Longhi, a mio modo di vedere, sono riusciti qualche volta a scrivere, o a dire, la squadra X ha perduto ma ha giocato bene, o, al contrario, che la squadra Y ha vinto ma ha giocato male. In questo Italia di pulcinella e di arrampicatori sociali chi vince ha sempre ragione e per chi perde non c’è mai misericordia.

La Juventus ieri sera a Parma doveva vincere e a fatto di tutto per riuscirvi. Ha giocato una partita rovente, acuminata, di cuore, di testa, di velocità, attaccando per tutti i 90 minuti ed esponendosi, come con la Lazio, al rischio tremendo del contropiede avversario. Ma, anche perché non giocava contro degli sprovveduti (non si riconosce mai il valore degli avversari, ed erano avversari che si chiamavano Buffon, Thuram, Cannavaro, Micaud, Lamoussi, Sensini, Di Vaio) per quanto l’abbia cercato non è riuscita a segnare. Non c’è riuscita e basta, càpita. Non esiste la squadra che vince sempre. Né si può dire che l'allenatore e i giocatori bianconeri non abbiano fatto di tutto per vincerla. Hanno cercato con insistenza la vittoria e lui ha schierato gli uomini giusti perché il disegno si compisse (e, stranamente e felicemente, non ha nemmeno fatto entrare Conte). Hanno dato l’anima. Da un Van der Sar anche lui in stato di grazia (uscite da falco davanti una difesa spesso sbilanciata in avanti) ad un Montero implacabile (che tuttavia dopo circa 30 minuti di roventissimo gioco si è infortunato ed è dovuto uscire, e non so se tutti capiscono cosa voglia dire per una squadra che deve sbilanciarsi in avanti dovere fare a meno dell’uruguayano), a Tudor e a Iuliano che non hanno sbagliato una battuta. A Davids che, pur se scosso dalle gravissime indiscrezioni che pongono un grosso punto interrogativo sul suo futuro di calciatore, si è battuto come un leone risultando di gran lunga il migliore tra ottimi (avrà effettuato il percorso tra le due aree, a velocità impressionante, almeno 20 volte e è sempre risultato preciso e incisivo). Ad uno Zambrotta sgusciante e pericoloso, ad un Del Piero particolarmente ispirato e rabbiosamente alla ricerca del gol. Ad uno Zidane poco lucido e poco fortunato, ma generosissimo. Inzaghi se la vedeva con il duo di difesa più agguerrito (insieme con quello della Juventus) che circola attualmente in Italia e in pratica poco ha potuto fare. E Trezeguet, che gli è subentrato al 20° del II tempo, che più di lui dà la buona impressione di una maggiore puntualità sotto rete, in pieno recupero ha sbagliato un gol che avrebbe dovuto realizzare, e che se realizzato avrebbe assunto nella stagione della squadra un valore incalcolabile. Ma forse si tratta di una atroce nemesi: non si possono tenere i giocatori in naftalina per lungo tempo e poi, quando li si tira fuori, pretendere che risplendano al sole. E invece per quella deplorevole abitudine che i nostri giornalisti hanno di dare ogni domenica sera sentenze definitive e inappellabili, ci tocca sentire e leggere che i bianconeri hanno fallito la grande occasione e che la Roma - nel frattempo vittoriosa al Udine contro una Udinese di granitica inconsistenza (l’incidentale è mia) - bellamente li saluta.

Della Roma abbiamo detto: un tripudio di complimenti per una vittoria conseguita contro una squadra spenta e rassegnata. A Lazio ha vinto di prepotenza e per 2 a 1 contro il Vicenza. Dico di prepotenza non senza una precisa ragione. Perché con prepotenza si è avvalsa dei suoi argentini che altrimenti, per le regole che determinano le cose del calcio, avrebbero dovuto trovarsi dall’altra parte del mondo, e due di questi (Simeone e Crespo) hanno realizzato i due gol. E avendo vinto, con quella fortuna che oggi è mancata alla Juventus, mercoledì scorso il recupero con il Parma, ora si trova ad un solo punto da noi, e a sette da quella Roma che incontrerà domenica prossima. E’ d’obbligo tifare per un loro pareggio. Noi incontreremo quel Lecce che oggi pomeriggio ha fatto tremate il Milan (3 a 3), il quale come spessissimo gli succede ha rattoppato le cose a tempo scaduto. L’incostante Inter ha facilmente battuto la Fiorentina dell’esoso Mancini (4 a 2) ma se l’è vista brutta perché dal 4 a 0 ad uno spaventoso 4 a 4 si sono opposte, in uno avventurato finale, solo due miracolose parate di Frey. Il resto non conta.

28/a – 29/4/01: Juventus Lecce 1 a 1 per i gol di Tudor e di Conticchio. Com’è infallibile consuetudine la squadra di Ancelotti manca sempre i grandi appuntamenti. Dallo spareggio con l’Udinese per l’accesso alla Uefa, alla famosa, indimenticabile, partita con Manchester; dalla partita col Celta Vigo a quella col Panatinaikos che significarono esclusione dalle coppe. Dallo scontro diretto con la Lazio a quella, indimenticabile, di Perugia. Non parliamo di quelle di quest’anno, quando la resurrezione certa, certissima, anzi …probabile, viene sempre rinviata alla volta successiva. Così è stato oggi: si pensava di poter profittare della Roma impegnata nel difficile derby contro i laziali che non hanno deposto le loro ambizioni per un nuovo (meno facile, giacché Capello non è Ancelotti) sorpasso per cui si doveva battere a tutti i costi questo derelitto Lecce che in questi ultimi mesi non sta facendo altro che perdere. Naturalmente non ci si è riusciti, e si impreca contro la sfortuna per i due pali di Inzaghi, l’ultimo dei quali al 95° minuto secondo. La partita è stata penosa e mai un tecnico che è l’incarnazione della sfortuna più nera e irreversibile avrebbe potuto vincerla per una botta di culo.

Il derby si è concluso con i laziali che al 94° minuto hanno pareggiato una Roma che, ebbra di gioia, già gridava allo scudetto certo (di Batistuta, Del Vecchio, Nedved e Castroman i gol, ma i due portieri non hanno dovuto effettuare una sola parata: i loro interventi si sono limitati a raccogliere, due volte ciascuno, il pallone in fondo al sacco). Così grazie ai due eventi in extremis (gol del laziale Castroman e "non gol" dello juventino Inzaghi, che poco prima aveva mancato un calcio di rigore) le distanze rimangono immutate, con una partita in meno: i giallorossi hanno 6 punti di vantaggio sui bianconeri e 7 sui laziali. Domenica potranno anche perdere senza eccessivi patemi. Ma magari vinceranno, ché Ancelotti – come dicevamo all’inizio – le partite che contano non le vince mai. Di altro diciamo che il Milan di Ce-cesare Maldini ha letteralmente rubato la vittoria (uno a zero a san Siro con un rigore scandaloso) al povero e scalcagnato Verona (ma non tanto per il rigore che non sappiamo l'arbitro come abbia fatto a darglielo, quanto per le più numerose e nette occasioni da gol dei veronesi). Il Parma ha vinto a Vicenza grazie alle numerose parate di Buffon che si è opposto in tutti i modi agli attaccanti locali e ad un gol folgore del bravissimo Di Vaio che ha realizzato l’unica occasione da gol costruita dalla squadra (altro che il nostro sterile attaccare!). L’Inter dell’appena riconfermato Tardelli ha penosamente perso col Brescia (dell’incensatissimo parassita d’oro il gol partita, su rigore): viene da supporre che i giocatori non abbiano gradito la decisione di Moratti e che, come con Lippi, abbiano deciso di boicottare questo tecnico che si permette di dar loro, pubblicamente, dei pelandroni. Grande Enrico Chiesa (2 gol, risultato 2 a 1) in Fiorentina Udinese, è già arrivato a 19 reti e calcia le punizioni dal limite da Dio. I baresi, infine, sono riusciti nella memorabile impresa di perdere, col Perugia del grande Serse, una partita che conducevano per 3 a 0. Meriterebbero la B fosse solo per questo. Mancano 6 partite alla fine: rischiamo il secondo posto.

29^: 6/5/01 – Juventus Roma 2 a 2 per i gol di Del Piero (4’), Zidane (6’), Nakata (79’) e Montella (91’). Da Giancarlo Padovan del Corriere della sera:

"Tutto in due mosse: prima, all’intervallo, Montella per Delvecchio. Poi, a mezz’ora dalla fine, Nakata per Totti. Capello che aveva presentato forse la peggior Roma della stagione, letteralmente annichilita dalla Juve per un tempo e mezzo, rimedia così, alla sua maniera, nella notte che contiene tutte le altre, compresa quella del derby di cui è uno specchio fedelmente rovesciato. Perché se all’Olimpico Nedved aveva riavvicinato la Lazio alla Roma esattamente al 34’ della ripresa, qui proprio al 34’ segna Nakata (errore di Tacchinardi che perde palla nella sua trequarti) e la Juve è ad appena un gol di distanza. A Torino, poi, non bisogna aspettare il 95’ perché Montella si travesta da Castroman. Basta arrivare al 91’ quando, da fuori area, ancora Nakata conclude sul traballante Van der Sar e Montella compie l’agguato. La Juve ha lasciato tirare il giapponese. Il giapponese l’ha punita. Tutto in una polemica che, certamente, verrà. Nakata, infatti, era non il terzo, bensì il quinto extracomunitario che la Roma gettava nella mischia dopo l’abolizione della regola da parte della Corte Federale. Era pienamente legittimata a farlo, ma che decisivo sia risultato un giocatore che con la normativa di una settimana fa non sarebbe potuto essere in campo, darà la stura ad aspri confronti dialettici. Nonostante l’irrefrenabile festa dei romanisti, in campo e fuori, lo scudetto della Roma non è ancora vinto, soprattutto in rapporto al poco che i giallorossi hanno prodotto per un’ora e un quarto di partita. Nel primo tempo, Roma mai così molle e friabile dietro, approssimativa e prevedibile davanti. Al contrario mai una Juve tanto decisa e lucida, fremente e aggressiva. Due gol subito, Del Piero di testa e Zidane di destro, due folgori nei primi sei minuti: dopo 4’ appena, il vantaggio del capitano; dopo altri due, il raddoppio del francese. I gol si somigliano perché la Juve taglia centralmente l’avversario: il primo a saltare è Zanetti, ma poi salta l’intera difesa, troppo lontana e troppo incerta. Nel primo caso Zidane, anziché scegliere uno dei due appoggi laterali, decide stranamente di defilarsi. Non sembra una scelta felicissima. Felicissimo, al contrario, è il cross che vede Del Piero andare in anticipo tanto su Aldair quanto su Antonioli, la cui responsabilità ci sembra rilevante. Nel secondo caso, invece, Zidane tira dritto. C’è il tempo di uno scambio con Del Piero, poi l’esplosione è definitiva. La Juve viaggia a tutto pressing, feroce e "altissimo". Quando si scrive altissimo si intende nella metà campo avversaria, cioé con le punte, le mezzepunte, gli esterni. La Roma ne viene travolta. Una conclusione di Zambrotta, dal limite, sembra una sassata (Antonioli ci mette i pugni), poi un retropassaggio di Cafu al portiere per poco non determina il pasticcio definitivo: Antonioli perde il tempo, Davids in pressing estremo gli va in contrasto e la palla esce di poco sulla destra. La Roma non è quasi mai esistita, ma paradossalmente si è rianimata con la sostituzione di Totti. Nakata, che ha perso quasi tutti i primi duelli sulla fascia sinistra, ha però tirato due volte: una volta ha segnato, l’altra ha fatto segnare. Quasi perfetto.".

Io invece penso che Ancelotti, miracolosamente pescati all'inizio quei due jollys, ha al solito suo cercato di addormentare la partita rinculando rinculando fino a subire le laboriose trame di una opaca Roma, che ha sì pescato anch’essa a sua volta il jolly, ma che era stata risucchiata in avanti senza remore preoccupazionali potessero raffrenarla (all’inizio del secondo tempo Don Abbondio Ancelotti ha tirato fuori Del Piero per lo zombi Conte, lasciando Inzaghi solo e inerme. Basta, adesso siamo terzi. Speriamo di finire sesti, così lo fanno fuori. E’ uno che non fa che sbagliare e mai impara qualcosa dai suoi errori. Prenderei il saio se dessero il viatico ad Ancelotti!

Ci scavalcano in classifica i laziali che camminando hanno battuto un Bari ormai inesistente (Veron Veron). Ci incalza il lanciatissimo Parma che ha distrutto il Napoli, squadra di B destinata a ritornare in B (Micaud, Milosevic, Di Vaio, Di Vaio). L’incostante Inter ha battuto, grazie ad una rapida doppietta di Vieri, l’Atalanta mentre il forte Perugia del bravissimo Cosmi ha spezzato, come all’andata – e sono 6 punti su 6 - le reni al Milan (doppietta di Vrizas). Quella ben poca cosa che è la Fiorentina ha perduto col derelitto e già quasi spacciato Verona, mentre il Vicenza ha avuto la meglio sulla Reggina nell’incontro spareggio per la salvezza (2 a 1 con doppietta risolutiva di Zanchi).

30^: 12/5/01 - Fiorentina Juventus: 1 a 3 per i gol di Zidane, Tudor, M: Rossi e Trezeguet. Felicemente rimaneggiata (forzatamente rimaneggiata) la Juventus vince in casa di una Fiorentina che la presenza in panchina del signorino Mancini e l’assenza dal campo di Rui Costa ha reso oltremodo debole. Tra i bianconeri si sono visti Trezeguet (che ha giocato bene, specie quando Del Piero ha sostituito Inzaghi) e O’Neill che tutti deridono per la pinguedine commendatorizia e la (conseguente) lentezza, ma che anche da fermo sa repentinamente aprire il gioco con lanci illuminanti e precisi. Sul 2 a 1 il provvidenziale gol di Trezeguet ha scongiurato l’ipotesi dell’ennesimo pareggio.

Non che le cose andavano a cambiare di molto, giacché i giallorossi di Capello con molta fatica e con l’ennesimo gol (bellissimo poiché difficile) del provvidenziale Montella battevano una prudentissima Atalanta e i biancoazzurri di Zoff passeggiando hanno rifilato quattro gol al derelitto Napoli che speriamo trovi riposo presto nella serie cadetta (due palloni toccati e due gol di Crespo, poi Nedved e infine Ravanelli, nientedimeno). All’Olimpico un pupone Totti imbelle nonostante il principesco contratto estorto in settimana a quel babbeo di Sensi si è fatto buttare fuori da un Capello che non ne sopporta l’abnorme scadimento di forma di questi tempi; al San Paolo un Veron nervoso per i guai giudiziari procuratigli dal suo presidente intrallazzista si è fatto buttare fuori dall’arbitro. Si giocava anche il derby di Milano dove il Milan ha umiliato l’Inter con un sei a zero clamoroso (Comandini Comandini Giunti Schevchenko Schevchenko Serginho; Serginho è stato il deus mobilis di tutte le iniziative d’attacco, sembrava Pelè). Moratti che aveva lasciato il suo posto in tribuna già sul tre a zero si è detto offeso dal comportamento dei suoi strapagati giocatori. L’unico che lotta è Vierone, gli altri se la menano indecorosamente in mezzo al campo. Non sarà Inter tutte le domeniche ma i rossoneri potrebbero soffiare il quarto posto ad un Parma che si è fatto battere nettamente dall’indomita Reggina (Bernini, Bernini). Il resto conta poco o niente. Il B dovrebbero retrocedere Bari sicuro, Verona e Napoli quasi sicuro, Vicenza e Reggina se la giocheranno fino alla fine, se una delle due non crolla prima.

20/5/01 – 31^: Bologna Juventus 1 a 4 con i gol di Signori, Trezeguet, Tudor, Trezeguet e Kovacevic. Per la questione del nandrolone la juve perde Edgar Davids del quale dovrà fare a meno per lungo tempo. Per fortuna fuori causa Conte si poneva, ad Ancelotti, il problema di come sostituirlo. Aveva a disposizione O’Neill, Brighi, Athirson. Invece inopinatamente ha scelto Paramatti. Come dire che il nostro tecnico non vede un palmo più lontano dal suo naso. Però bisogna riconoscere che la Juve oggi ha giocato benissimo e ha ridotto il Bologna a ben poca cosa. Il livore anti ancelottiano ci acceca e non sappiamo distinguere quanto sia stato, oggi, il merito dei bianconeri e quanto il demerito dei rivali. Comunque la squadra ha dato spettacolo, anche se in tutto il secondo tempo (già al terzo minuto del II tempo aveva messo al sicuro il risultato) si è fatta dell’accademia. Ottimi Zidane. Del Piero, Trezeguet, Zambrotta e Tudor. Gol avrebbero potuto farne almeno otto.

Ha vinto facile anche la Roma contro il già retrocesso Bari, mentre la Lazio ha battuto l’Udinese grazie all’implacabilità di Crespo (2 gol) e alla cecità dell’arbitro che l’ha molto aiutata a sostenere il 2 a 1 (gol incomprensibilmente annullato a Margiotta, rigore negato ai bianconeri, vessazioni tali e tante che per i friulani era diventato impossibile condurre un’azione d’attacco). L’Inter è in caduta libera: è stata sconfitta per 3 a 1 dal Parma (due gol di Junior, assai belli, e il solito Di Vaio), mentre il Milan le ha prese in casa sua dalla Fiorentina dell’incontenibile, furioso Chiesa che in quella difesa di brocchi e di vecchi ha seminato il terrore. Domenica incrocio Roma Milano e Juve Perugia. Comunque le milanesi stanno correndo ai ripari: per gli anni a venire hanno, entrambe, ingaggiato due tecnici di assoluto valore: il turco Fatih Terim (ex Fiorentina ed ex Galatasaray il Milan) e l’argentina del Valencia Ector Cùper l’Inter. Se si tiene conto che la Roma si tiene stretto il collaudatissimo don Fabio Capello e la Lazio s’arrabbatta alla meglio con il rustico culo e il pragmatismo provinciale di Zoff ne deriva che ahimé loro è come se avesse Zukov, Patton, Montgomery e Rommel mentre noi, con il "manzo" Ancelotti a dirigere le manovre, siamo fermi a Badoglio e a Graziani.

27/5/01 – 32^: Juventus Perugia 1 a 0 per un gol di Trezeguet al 10’ del II t. Partita non facile per la buona disposizione di Cosmi ad occupare bene tutti gli spazi, tuttavia felicemente condotta in porto senza perdite. Bello il gol di Trezeguet che ha messo in mostra altre pregevoli giocate (è agile, potente, mobile, preciso, calcia bene indifferentemente con entrambi i piedi, è forte di testa e vede bene la porta). Buone anche (in specie nel I tempo) le prestazioni di Del Piero e Zidane e buono l’assetto tattico dell’intero complesso.

A Roma un Milan prudente, rognoso e pure anche sprecone ha messo le corde una Roma deludendo lo stadio e la città che s’attendevano l’apoteosi, e buon per loro che Montella li ha ancora un’altra volta cavati fuori dai guai e che ad un minuto dalla fine i rossoneri hanno colpito un bel palo e che Schevchenko ha sprecato da quel broccaccio che non è. E buono per i romanisti che l’arbitro Cesari li ha sostenuti amorevolmente tutto il tempo in tutti i modi possibili (un rigore negato ai rossoneri al 44° del II t. che nemmeno Melli ha potuto negare; Kaladze e Serginho espulsi senza motivo e Montella che sullo 0 a 1 non è stato espulso anche se avrebbe dovuto ben’esserlo). Anche i laziali con l’invereconda Inter di sempre e giostrando contro il povero Ballotta come gli indiani attorno alla classica diligenza hanno sprecato qualcosa come 16 palle gol, sicché l’unico loro gol (Crespo) è finito, per un tiraccio alla cieca da fuori area al 93° minuto, per essere pareggiato (Dalmat). E così i laziali che prima di essere raggiunti e prima che Montella raggiungesse il Milan erano arrivati quasi a mordere le chiappe ai giallorossi (da meno 5 a meno 2) adesso scivolano al terzo posto con grande ira del boss Cragnotti. Nella lotta per non retrocedere c’è una gran bagarre. Di sicuro c’è solo che il Bari va giù, e che nelle ultime due partite che restano solo due squadre tra Verona, Reggina, Napoli, Vicenza e Lecce si salveranno. Invece dalla B risalgono in A purtroppo il Torino (con la matricola Chievo Verona, il Piacenza di Novellino e il Venezia di Claudio Prandelli).

Alla fine di questa partita – lo apprenderemo dopo, alla fine di Juve Atalanta – Umberto Agnelli comunica a Carlo Ancelotti che la Juve gli dà il benservito e che per i prossimi due anni si avvarranno di Marcello Lippi, ma che tuttavia la società onorerà in pieno tutte le clausole del testé rinnovato contratto, compresi i cospicui premi a vincere (il che francamente mi sembra un eccesso: va bene il pattuito ma Ancelotti cosa avrà mai da spartire con i successi di una squadra che non gli appartiene? Mi avessero dato retta avrebbero risparmiato almeno due miliardi e mezzo di lire più uno e un altro ancora se con Lippi si vinceranno scudetto e coppa dei Campioni).

Mancano 15 giorni alla fine del campionato. I migliori, secondo Giorgio Tosatti, sono stati: Per la categoria "giovani" tra i portieri il superman è stato il giovanissimo Pellizzoli dell’Atalanta. Tra i difensori Gamberini (Bologna), Bonera e Diana (Brescia), Moretti (Fiorentina), Tudor (Juventus "esploso in tutta la sua potenza atletica") e Zanchi (Vicenza/Juve), Coco e Kaladze (Milan), Bellini (Atalanta), Innocenti (Bari), Dainelli (Lecce), Quiroga e Troise (Napoli), Christian Zenoni (Atalanta). Tra i centrocampisti Donati, Pinardi, Zauri e Damiano Zenoni (Atalanta), Said e La Forteza (Bari), Matuzalem (Napoli), Liverani, Pieri e Baiocco (Perugia, Liverani la maggior rivelazione), Vicari (Reggina), Falsini (Parma), Maresca (Bologna/Juve). Tra le punte Cassano (Bari, recentemente acquistato dalla Roma), Cipriani (Bologna), Bonazzoli (Verona), Rossini (Atalanta), Totti (Vicenza), Gilardino (Verona), Castroman (Lazio). Tra i "seniores" secondo Tosatti il numero uno è stato Tommasi della Roma, e poi Materazzi (Perugia), Di Vaio (Parma), Doni (Atalanta), Laursen e Oddo (Verona), Saber (Napoli), Junior (Parma), Lima (Bologna), Stovini (didovenonso), i gemelli Filippini (Brescia), Poborsky (Lazio), Vugrinec (Lecce), Roque Junior (Milan), Zebina (Roma), Roberto Baggio (Brescia), Signori (Bologna) e il talentuoso Morfeo (Atalanta).

A parte il fatto che una buona metà di costoro poteva benissimo scordarseli, stupiscono le omissioni di Samuel, Trezeguet e Chiesa.

10/6/01 - 33^: Vicenza Juventus 0 a 3 per i gol di Del Piero, Trezeguet, Trezeguet. Superiorità schiacciante, con un centravanti che spreca poco o niente. Ma per quello che ha dissipato nel passato la Juventus deve sperare nei passi falsi dei giallorossi che vincendo chiuderebbero ogni discorso.

Tuttavia non ce la fanno, giacché il disperato Napoli (giocavano al San Paolo) gli strozza il gola l’urlo liberatorio, con Pecchia che a 9 minuti dalla fine pareggia il gol segnato mezzora prima da pupone Totti con l’ausilio delle due mani (evidentemente il coatto deve sentirsi un altro Maradona), doppio fallo non rilevato dall’arbitro Treossi. Comunque i giallorossi hanno giocato malissimo; il gran correre nel girone d’andata li ha stremati e ora si trovano nella stessa situazione dei bianconeri dodici mesi fa. Domenica si chiude con Roma Parma e con Juventus Atalanta. Noi non faremo pronostici. Ci limitiamo a dire che vincendo la Juve, i giallorossi possono vincere lo scudetto o perderlo a seconda che vincano o perdano la partita col Parma. Se pareggiano si va allo spareggio. La Lazio segue ad un punto dalla Juventus e teoricamente non è del tutto fuori dai giochi (nell’ipotesi migliore potrebbe arrivare ad uno spareggio con i giallorossi). La lotta per la salvezza è incandescente, è inutile fare pronostici. Tranne il Bari, già spacciato, stanno lottando tutte strenuamente.

Nel frattempo i dirigenti della Juventus hanno dato il benservito ad Ancelotti, con decorrenza da domenica prossima inclusa, richiamando Marcello Lippi. Io sono un fervido anti ancelottiano e un fermo sostenitore di Lippi, e da oltre un anno abbaio come una cagna presa dalle doglie contro la riconferma del Carletto. Ma non ho difficoltà ad asserire che qui la Juventus, cioè il dottore Umberto Agnelli, con Ancelotti ha sbagliato due volte: una prima volta a marzo, nel rinnovargli il contratto, e una seconda volta adesso a mandarlo via dopo averlo riconfermato. Vabbe' che i tempi sono questi, ma un siffatto comportamento l'Avvocato non l'avrebbe tenuto, e nemmeno Boniperti.

 

17/6/01 - 34^: Juventus Atalanta: 2 a 1 per i gol di Trezeguet (di testa, 7° risolutivo di testa), di Tacchinardi (al volo da 30 mt. raccogliendo un pallone sapientemente indirizzatogli, dalla bandierina, direttamente sul piedone da Del Piero), Nappi.

Come ha scritto Giancarlo Padovan sul Corriere l’ultima giornata non la si dovrebbe mai giocare, e regolarsi attribuendo i punti secondo la logica. Giacché invece da qualche anno in qua tutte le partite, con un’unica e sola eccezione che ancora grida vendetta (la diluviale Perugia Juve del 14 maggio scorso), finiscono a convenienza, solo a convenienza, a convenienza di amici e parenti. E così abbiamo visto dei risultati così improbabili che se non suscitassero ira muoverebbero al riso. Abbiamo visto il derelitto Napoli inopinatamente vincere a Firenze, il periclitante Lecce battere la imbattibile Lazio di Zoff, la disperata Reggina mettere sotto un Milan che sembrava una tigre di carta, il quasi retrocesso Vicenza rifilare inaspettatamente 3 brillantissimi gol all’Udinese nella vicina Udine, il quasi condannato Verona disporre di un Perugia che è stato tanto brillante da meritarsi le vacanze anticipate (ma solo quest’anno, giacché due anni fà devotamente si chinò di fronte allo strombazzante Milan subendo gol perfino da quel Guly che è tutto fuorché un giocatore di calcio). E abbiamo visto infine, con gran tripudio del fescennino romano, la angosciata e sfiancata Roma di queste ultime settimane disporre a piacimento e senza alcuna preoccupazione di un Parma che pur avendo in squadra fior di campioni aveva la consistenza degli yogurt che reclamizzano. E così, signore e signori, i giochi si son chiusi. E adesso a quel babbeo di Sensi gli tocca di pagare, oltre che dei consistentissimi ritocchi di ingaggio che i suoi baldi eroi, con Montella in testa, esigono, anche una sessantina di miliardi di premi, così che le azioni della A.S. Roma nel giro di una settimana dalla data del conquistato scudetto si sono deprezzate quasi del 50 per cento. Potrà consolarsi, papà Sensi, col fatto che quel faccia di culo di Veltroni da juventino che era è diventato romanista e gira per le strade con la sciarpuzza giallorossa stretta sull’avvizzito collo.

Quando uno scudetto lo si perde all’ultima giornata e per meno di una lunghezza le recriminazioni potrebbero essere infinite. Ma non elencheremo i 28 episodi che in un modo o nell’altro hanno facilitato il cammino della squadra di Capello e nemmeno dei 15 che, al contrario, hanno in vari modi ostacolato quello dei giocatori della Juve. Né ci attaccheremo alla sfortuna che troppe volte ci ha voltato le spalle. Secondo il mio parere la Juve non ha ottenuto quel di più che poteva ottenere (e sarebbe bastato poco) perché Ancelotti l’ha resa pavida, guardinga e sparagnina. Perché un gioco utilitaristico e essenzialmente volto alla ricerca del conseguimento e del mantenimento vantaggio minimo

ha ingigantito e reso catastrofico ogni errore perché se tu subisci un gol sul tre a zero poco male te ne incoglie ma se lo subisci sull’uno a zero comprometti tutto. Don Abbondio Ancelotti, che per via del tardivo ripensamento di Umberto Agnelli è diventato un martire, per ben 8 volte si è fatto raggiungere avendo rinunciato, raggiunto l’uno a zero, a giocare. E nella cruciale partita contro la Roma, sostituendo all’inizio del secondo Del Piero con Conte e arretrando il baricentro della squadra di 50 metri, è riuscito persino a farsene rimontare due. E’ più di un anno che abbaiamo come i coyotes alla luna, il lettore voglia cortesemente leggere. Il tempo, che notoriamente è un gran galantuomo, ci ha dato ragione.

Cannonieri:

con 26 reti: hernan crespo (2 rig.)

con 24 reti: adriy schevchenko (6 rig.)

con 22 reti: enrico chiesa (3 rig.)

con 20 reti: gabriel batistuta (1 rig.)

con 18 reti: cristian vieri (4 rig.)

con 17 reti: dario hubner (6 rig.)

con 15 reti: sosa, di vaio, signori (2 rig.)

con 14 reti: trezeguet

con 13 reti: montella, totti (4 rig.)

con 12 reti: lucarelli (5 rig.), materassi (7 rig.)

con 11 reti: pippo inzaghi (1 rig.),

con 10 reti: ventola, amoruso (2 rig.), vugrinec (3 rig.), r.baggio (3 rig.)

Classifica Finale:

squadre

Punti

gol fatti

gol subiti

Roma

75

68

33

Juventus

73

61

27

Lazio

69

65

36

Parma

56

51

31

Inter

51

47

47

Milan

49

56

46

Atalanta

44

38

34

Brescia

44

44

42

Fiorentina

43

53

52

Bologna

43

49

53

Perugia

42

49

53

Udinese

38

49

59

Lecce

37

40

54

Reggina

37

32

49

Verona

37

40

59

Vicenza

36

37

51

Napoli

36

35

51

Bari

20

31

68

Vince lo scudetto la Roma, la Juve seconda a due punti (bastava anche solo che il signor Petrucci non desse disco verde, proprio alla vigilia della partita, all’impiego off-limits dell’extracomunitario Nakata). Entrambe accedono di diritto alla Champions League. Terze e quarte Lazio e Parma che dovranno giocare i preliminari d’accesso (rispettivamente 1 e 2 turni). Inter, Milan, Atalanta e Fiorentina (in quanto vincitrice della coppa Italia) parteciperanno alla coppa Uefa. Il Brescia cercherà di accedervi tramite l’Intertoto. Retrocedono, oltre al Bari, Napoli e Vicenza e con loro la Reggina, dopo uno spareggio giocato sulle due partite col Verona (1 a 0 a Verona e 1 a 1 a Reggio C.). Ci piace segnalare che per il signor Emiliano Mondonico si tratta della terza retrocessione consecutiva (Torino, Atalanta e adesso Napoli).

17 giugno 2001