STAGIONE 1995/96
QUADRI:
PORTIERI: angelo peruzzi (1970), michelangelo rampulla (1962), nicola visentin (1976).
DIFENSORI E CENTROCAMPISTI: pietro vierchowod (1959), massimo carrera (1964), sergio porrini (1968), giancarlo marocchi (1965), moreno torricelli (1970), antonio conte (1969), angelo di livio (1966), paulo sousa (1970), didier deschamps (1968), ciro ferrara (1967), luca fusi (1963), alessio tacchinardi (1975), gianluca pessotto (1970), pablo sorin (1976), vladimir jugovic (1969), attilio lombardo (1966).
ATTACCANTI: alessandro del piero (1974), gianluca vialli (1964) cap., fabrizio ravanelli (1968), michele padovano (1966).
MAGLIE (col nuovo sistema di numerazione fissa):
1 Peruzzi; 2 Ferrara; 3 Torricelli; 4 Carrera; 5 Porrini; 6 Paolo Sosa; 7 Di Livio; 8 Conte; 9 Vialli; 10 Del Piero; 11 Ravanelli; 12 Rampulla; 13 Marocchi; 14 Deschamps; 15 Tacchinardi; 16 Fusi; 17 destinata a A. Orlando, ceduto prima dell'esordio; 18 Jugovic; 19 Lombardo; 20 Vierchowod; 21 Padovano; 22 Pessotto; 23 Sorin (ceduto a metà stagione perché ritenuto inadatto).
ALLENATORE: marcello lippi;
AMMINISTRATORE DELEGATO: antonio giraudo;
DIRETTORE GENERALE: luciano moggi;
PRESIDENTE: avv. vittorio chiusano;
VICE PRESIDENTE ESECUTIVO: roberto bettega
PROPRIETARIO: famiglia agnelli con delega operativa al dott. umberto agnelli;
ABBONATI: 35.839
RISPETTO AL CAMPIONATO SCORSO:
Arrivati: visentin (portiere) non so da dove, vierchowod (36 anni) dalla sampdoria, pessotto (terzino sin.) dal torino, pablo sorin (terzino sin.) dall'argentinos jr., volodia jugovic (difensore centrocampista serbo) dalla sampdoria, attilio lombardo (ala destra) dalla sampdoria, michele padovano (punta di rincalzo) dal genoa.
Partiti: roberto baggio a fine contratto è stato lasciato andare (è andato al milan), kohler al borussia dtm. ove ritroverà i vecchi compagni reuter, moeller e julio cesar, il terzino jarni non so dove (ma all'estero), idem l'esangue ban, il giovane grabbi è stato imprestato alla lucchese, il giovane fantini alla cremonese, alessandro orlando è stato venduto alla fiorentina, il giovane fantini è stato venduto alla cremonese. L’argentino Pablo Sorin è stato tagliato (credo sia stato dato in comodato ad un qualche club argentino perché ritenuto inadatto) prima della fine del girone di andata.
PARTITE:
Tra le esibizioni di precampionato merita evidenza la conquista per la seconda volta, su due, del trofeo Luigi Berlusconi, a San Siro, sul Milan di Baggio e Savicevic. Zero a zero dopo il novantesimo, decisione in nostro favore ai calci di rigore. Il Cavaliere, facendo buon viso a cattiva sorte, ha voluto paragonare il prode Ravanelli nientedimeno che a don Alfredo Di Stefano. Via, Cavaliere, non lo sa che potrebbero arrestarla per spaccio di (notizie) stupefacenti!
27/8/95:1^ Juventus - Cremonese: 4 - 1 gol di Jugovic, Maspero, Ravanelli, Ravanelli (rig.), Deschamps. Vincono anche Milan (a Padova), Inter (Vicenza), Lazio (Piacenza); il Parma pareggia a Bergamo, Sampdoria e Roma pareggiano tra di loro.
La media inglese col sistema dei 3 punti prevede: in casa: vitt. 0, pareggio -2, sconfitta -3; fuori casa: vitt. +2, pareggio 0, sconfitta -1. Provvido cambiamento, dovrebbe portarci ad una più attiva ricerca del gol.
30/8/95: C.IT.: Avellino - Juventus: 1 - 4 gol di Padovano, Bortoluzzi, Ravanelli, Jugovic, Del Piero. Eliminate Parma, Roma, Torino.
7/09/95: La nazionale azzurra torna a tingersi di bianconero; sei nella partita di oggi contro gli sloveni (Peruzzi, Ferrara, Tacchinardi, Di Livio, Ravanelli, Del Piero). Risolve (1-0) Ravanelli. La nazionale azzurra quando ha vinto le Coppe Rimet (1934, 1938, 1982) o vi ha ben figurato (1978) è sempre stata farcita di otto, nove o dieci giocatori della Juventus.
10/9/95: 2^: Piacenza - Juventus: 0 - 4 gol di Vialli, Torricelli, Ravanelli, Vialli. Vincono anche, con maggiore o minore fatica (con moltissima il Milan in casa con l'Udinese) Milan, Lazio (con queste due condividiamo il primato) e Parma, sull'Inter. Sconfitta in casa la Roma.
13/9/95: C.L.: Borussia Dtm. - Juventus: 1 - 3 gol di Moeller, di Padovano, di Del Piero, di Conte. Superba prestazione di una Juve sempre sicura di sè, pur se priva di Vialli e di Ravanelli. L’ha ispirata e spinta un grande Del Piero, autore d'un gol superbo e dei due assists vincenti.
17/9/95: 3^: Juventus - Vicenza: 1 -0 gol di Vialli che ha sfruttato una bella iniziativa del sempre più positivo Di Livio. Il Vicenza di Guidolin quest'anno, insieme con l'Udinese di Zaccheroni, pratica un gioco veloce ed efficace. La Lazio pareggia 3 a 3 a Bari dopo avere rischiato sia la disfatta che, in ultimo, la clamorosa vittoria (perdeva per 3 a 1) mentre il Parma, sfiduciato e disorientato, ha perduto brutto ( 3 a 1) a Genova (fortissimo quel Karambeu, somiglia tutto a Gullit). Il Milan ha autoritariamente vinto a Roma una partita sulla carta non facile (con Mazzone all'ultima spiaggia), con due prodezze del fortissimo Weah (prego vedere come s’è bevuto, in occasione del gol decisivo, il pur forte Aldair!). A proposito della Lazio: come ha fatto la Lazio, che alla fine del primo tempo perdeva per uno a tre, nel secondo tempo a ricucire il gioco, rattoppare la difesa e, infine, mettere una pezza nel risultato? Facile! Ha fatto entrare Casir-aghi (aghi da cucire).
24/9/95: 4^ Cagliari - Juventus: 0 - 0 Solo la bravura di Valerio Fiori (Zoff, sordomuto imbecille, dove sei? non ti fischiano le orecchie?) ha impedito all’attacco bianconero di segnare (un suo grande intervento al novantaduesimo su un azzeccato colpo di testa di Padovano trasforma il disappunto in rabbia). Una partita a senso unico, giocata dalla Juve con la solita grinta, avvertendo però l’assenza di un uomo d’ordine come Paulo Sousa e di un centrocampista del valore di Jugovic. Nel frattempo il Milan batteva in casa l’Atalanta; un successo nettissimo solo nelle apparenze numeriche ma in realtà molto sofferto, che ha assunto queste proporzioni soltanto nei minuti finali. Determinante la prestazione di Weah che "fà dimenticare - dice Berlusconi - la pena di non vedere più Van Basten". Per cui rossoneri marciano a punteggio pieno (12) con i bianconeri secondi a due punti.
27/9/95: C.L.: Juventus - Steaua Bucuresti: 3 - 0 gol di Di Livio, di Del Piero e di Ravanelli. Giovani e irriducibili, i rumeni. Ci ha pensato, a domarli, Del Piero determinante negli assists e in un magistrale gol dei suoi. Diciamo che ha onorato come meglio non poteva il sontuoso contratto che s’è guadagnato.
1/10/95: 5^ Juventus Napoli: 1 - 1 gol di Pecchia, pari di Vialli. Non buona partita, che avremmo potuto vincere ma anche perdere. Fuori dal mirabolante proscenio della Champions League a volte si avverte un calo di tensione. Per cui in ragione del fatto che con i nuovi conteggi un pari è poco meno d’una sconfitta rimaniamo secondi ad un punto dal Milan pur se sconfitto 1 a 0 a Bari (bellissimo gol di Gautieri che sfugge a Maldini e da destra infilza Rossi).
15/10/95: 6^ Milan Juventus: 2 - 1 gol di Simoni, Weah e Del Piero. Poiché m’ha fatto sorridere (pur se a denti molto stretti) merita la citazione una vignetta apparsa il giorno dopo l’evento in questione su Repubblica. Finta intervista a Capello: "Mister, qual’è stata la chiave del successo?" E lui (che non poteva dirlo ma certamente lo pensava) "Bloccare Baggio" (nella sostanza, come se il predetto giocasse ancora nella Juve e di questa fosse, o potesse essere, ancora il giocatore più pericoloso). Perché in effetti i rossoneri, orbi del calligrafo di Caldogno e di quell’altro spallato di Savicevic, quindi più tonici e risoluti, ci si sono avventati addosso come furie, segnando subito i due gol. I bianconeri, più stupiti che sgomenti, ci hanno messo un’ora per riaccapezzarsi; dimezzato al quarto d’ora della ripresa lo svantaggio con Del Piero (un bel gol) hanno mancato il pareggio al novantesimo sciupando con lo sciagurato Porrini la più facile delle palle gol. Un errore becero, che grida vendetta; un gol che avrei fatto anch’io (di testa, a porta spalancata, a raccogliere un pallonetto dalla sinistra di Del Piero che aveva tagliato irrimediabilmente fuori portiere e difensori avversari). Milan quindi ancora più primo, ma la cosa che mi brucia di più è il pari buttato via in quel modo (mancavano Vialli e Ravanelli). Da segnalare la positiva prestazione (e il bel gol) di Weah cui il vecchio, asmatico (ed antipatico) Vierchowod non ha fatto nemmeno il solletico.
18/10/95: C.L. Juventus Glasgow Rangers: 4 - 1 gol di Ravanelli, Conti, Del Piero, Clough, Ravanelli. In Champions League andiamo come treni: dopo avere strabattuto Borussia D., Steaua B. oggi è toccato a questi scozzesi rivelatisi, in vero, ben poca cosa. Il giovane Del Piero continua a segnare gol strepitosi. Chissà se Baggio sa chi è Salieri?
22/10/95: 7^ Juventus Padova: 3 - 1 gol di Del Piero, Ravanelli, Amoruso, Conte. Prestazione autoritaria, risultato mai in discussione. Da segnalare l’abitudine di Conte al gol. Vialli sempre assente per problemi ad una rotula. Pinturicchio dipinge gol, fantasia e grande calcio anche sulla tela del Delle Alpi.
25/10/95: C.Italia: a Bergamo Atalanta Juventus: 1 - 0 gol di una riserva, un pulcino della primavera orobica, un certo Gallo che a 2 minuti dalla fine del 2° t.s. ha tiracchiato ad occhi chiusi buggerando un distratto Rampulla. Ci aggiungi i numerosi grossolani errori di mira d’un Ravanelli non più lucido e capisci come si va fuori. Spiace per il conto economico, ma non si poteva reggere a tutto questo stress. A volte penso se non si debba ritornare al campionato a sedici squadre, oppure adottare un qualcosa che sdrammatizzi un pò le cose (per esempio riducendo da quattro a due le retrocessioni). Da segnalare che due minuti dopo il gol risolutivo, al fischio finale, il sig. Mondonico (vecchio cuore granata), che io detesto ferocemente da più d’una ventina d’anni pel carattere livido ed ipocrita s’è messo a fare pantomime e ad urlare, all’indirizzo degli sconfitti giocatori bianconeri, "bastardi, tornatevene a Torino".
29/10/95: 8^ Lazio Juventus: 4 - 0 gol di Signori, Casiraghi, Rambaudi, Casiraghi. La squadra, per il tipo di gioco che pratica, non può reggere ai molteplici impegni su più fronti; bene è venuta per questo la sconfitta di mercoledì scorso con l’Atalanta. E a ciò è da aggiungere il valore della Lazio di oggi. Non dimentichiamocene e non facciamone un dramma. E per favore non date retta a quell’analfabeta del presidente Chiusano, che di calcio non capisce un cazzo (e forse nemmeno di giurisprudenza) che, a fine partita, rosso in viso come un’aragosta, con l’indice monitorio levato, così si esprimeva, totalmente non sospetto della sua monumentale imbecillità: "La società è con l’allenatore (ma questo sta a Umberto Agnelli e a Giraudo stabilirlo, non certamente a lui!), ma (sentite...) "l’allenatore deve far giocare la squadra secondo le sue tradizioni". Avvocato, quali sono queste tradizioni? quelle di Zoff?
1/11/95 C.L. Rangers Glasgow - Juventus: 0 - 4 gol di Del Piero, Torricelli, Ravanelli e Marocchi. Pare che la società punti sulla Champion League, a prescindere dalla pochezza dei mazzolatori scozzesi (povero Gazza!). Prestazione maiuscola di tutti.
5/11/95 9^ Udinese Juventus: 1 - 0 gol di Bierhoff. Adesso si sta esagerando, mentre il Milan (senza Baggio) vola e il Parma ha recuperato. Recuperare, con questa formula dei tre punti, si può ma occorre rinforzare il centrocampo a discapito di uno dei tre attaccanti. Mi si obietterà che l’anno scorso la Juve vinceva giocando con (insieme) Ravanelli, Vialli e Del Piero. E’ vero, ma correvano come dei forsennati, cosa che a lungo non puote farsi. In spezie quest’anno che Vialli è acciaccato, il ragazzino è spompatuccio giacché non ne salta una e la Rava-e-la-Fava si son montati il testone e giocano più per la gloria personale che per il complesso.
19/11/95 10^ Juventus Fiorentina: 1 - 0 gol di Del Piero. Partita giocata con la feroce determinazione dell’anno scorso (ma oggi le punte erano due...), vinta facilmente contro una Fiorentina spropositatamente pompata dai media. Fà piacere la costanza al gol del giovane Del Piero, uno che, con quello che riesce a fare negli scenari nazionali ed internazionali, ha fatto diventare Roberto Baggio un reperto d’archeologia. Mercoledì c’è il Borussia (magari perdiamo, perché rischiare inutilmente le caviglie?), e poi, domenica prossima, il Parma.
22/11/95 Ch. L. Juventus Borussia Dtm.: 1 - 2 gol di Zorc, di Ricken e di Del Piero. E sconfitta è stata. Una Juve infarcita di riserve ha consentito ai tedeschi di guadagnare il secondo posto e di accedere così alla fase finale del torneo (nei quarti, in marzo, ad eliminatorie dirette Real Madrid Juve e Ajax Borussia). Pensavo ad un "gentlemen agrements", ma s’è trattato d’una gara assai combattuta, ove nessuno s’è risparmiato. I migliori: tra i gialloneri il portiere Klos, il vecchio Kohler, Sammar, Zorc e l’impagabile Andy Moeller; tra i bianconeri Di Livio, Padovano (due bellissime occasioni da rete molto ben sfruttate) e, per lo straordinario impegno profuso, Vialli. I due gol subìti sono nati da due erroracci di Carrera, peraltro per il resto assai valido; il gol di Del Piero (entrato sul due a zero, a venti minuti dalla fine) su punizione dal limite, scatena peana a non finire. Ieri un quotidiano, sullo stile di "Dio perdona, Sartana no" sull’intera prima pagina titolava: "La Juve può fallire; Del Piero no!". Circa l’andamento del torneo, a completamento dell’informazione, è da aggiungere che la Juve, nonostante la sconfitta, rimane prima nel suo gruppo (e appunto secondi i Borussi); negli altri: nel gruppo d primo l’Ajax e secondo il Real Madrid (ieri gli olandesi hanno battuto i madrileni per 2 a 0 al Santiago Bernabeu, stupefacendo me, il colto e l’inclita), e ancora primi il travolgente Spartak Mosca (l’unica squadra a punteggio pieno) nel gruppo b e i modesti greci del Panathinaikos nel gruppo a (i secondi di questi due gruppi non si conoscono ancora).
26.11.95 11^ Parma Juventus: 1 - 1 gol di Ferrara, pareggio di Asprilla. Partita rovente e accanitamente combattuta, che mastro Lippi avrebbe voluto vincere, tant’è che a mezz’ora dalla fine fece uscire un mediano (Marocchi) per far’entrare una punta (Padovano). E avrebbe potuto anche riuscirci se il loro giovane portiere (Buffon, in atto riserva di Bucci), al 77°, non fosse stato capace d’andare ad unghiare, gettandosi carponi come un gatto, un tiro malignazzo di Del Piero diretto all’angolo basso della porta. Mancavano Jugovic, Ravanelli e (ancora) Lombardo, peccato. I rossoneri quest’anno vanno come treni e sono avanti di sei punti, ma nulla è perduto, il girone di ritorno sarà tutto nostro. E domenica loro vanno a far visita alla Lazio e noi incontriamo lo sbrindellato Toro.
3.12.95 12^ Juventus Torino: 5 - 0 gol di Vialli, Vialli, Vialli, Ferrara e Ravanelli (rig.). Ne abbiamo fatto strame; Ormezzano l’han ricoverato d’urgenza al Maria Cristina, ed io mi sento sia infelice perché non glie ne abbiamo rifilati solo cinque e non dieci, o nove, o magari sette, o almeno sei, e felice perché a come son messi tornano diritti in B.
6.12.95 C.L. Steaua Bucarest Juventus: 0 - 0 su di un campo impraticabile non poteva non finire così. In primavera il doppio incontro con il Real Madrid.
10.12.95: 13^ Sampdoria Juventus: 2 - 0 due gol di Chiesa. E menomale che c’era Peruzzi ... Non si può giocare con tre punte, il centrocampo balla e la difesa salta.
17.12.95: 14^ Juventus Inter: 1 - 0 gol di Vialli. E difatti Lippi ha tenuto fuori Del Piero. Così abbiamo potuto vedere una Juve tetragona, che non ha lasciato ai nerazzuri una palla gol.
23.12.95: 15^ Juventus Roma: 0 - 2 gol di Balbo e autorete di Ferrara. Non so cosa può essere successo, non ho nemmeno voglia d’informarmene. Il Milan continua a non vincere, e noi a perdere.
7.01.96: 16^ Atalanta Juventus: 0 - 1 gol su rigore di Ravanelli. Tre bei punti con buona pace di quel bastardo di Mondonico, un altro che dovrebbe precipitare anche lui nell’inferno più nero. Ma i problemi rimangono. Lippi ha conschierato Vialli, Ravanelli e Del Piero, ma tenendo quest’ultimo arretratissimo. Non è giusto né normale.
14.1.96: 17^ Juventus Bari: 1 - 1 gol di Protti, pareggio su rigore di Ravanelli. Avvilente, e menomale che c’era Peruzzi.
17.1.96: Supercoppa di Lega (tra le vincitrici del campionato e della coppa Italia, anche se anche la predetta coppa l’avevamo vinta noi): Juventus Parma: 1 - 0 gol di Vialli. E’ stato un atto di giustizia vincerla, dopo aver conquistato, sul campo, l’uno e l’altro titolo.
21.1.96: 18^ Cremonese Juventus: 3 - 3 gol di Vialli, Tentoni, Tentoni, Ravanelli (rig.), Maspero (rig.), Vierchowod. Così non si va avanti! Il tridente è un nonsenso tattico.
28.1.96: 1^R Juventus Piacenza: 2 - 0 gol di Antonio Conte e di Ciro Ferrara. Poca qualità, molta confusione, Paulo Sosa in panchina, polemiche.
4.2.96: 2^R Vicenza Juventus: 2 - 1 gol di Otero (rig.), Murgita, Ravanelli. Da settembre non si vincono due partite di fila. Paulo Sosa (che aveva avuto il torto di lagnarsi pubblicamente per la panchina di domenica scorsa) stavolta va in tribuna. Polemiche, ma ormai anche rassegnazione (Lippi l’ha detto chiaro). Estenuanti dibattiti e articolesse a non finire sulle causa di questo rendimento così sconcertante, il vecchio Biscardi di nuovo in gran spolvero. Ma non ci sono due che la pensino allo stesso modo. Tot capita, tot sententiae. Anzi no!, si è potuta leggere sul Corriere della Sera di domenica scorsa l’opinione di monsieur Platini, che tutt’ora vive di dividendi Fiat. Quel sommo ritiene che il gioco dell’anno scorso, un gioco praticamente insostenibile dove ognuno correva per dieci, abbia profondamente prostrato nel fisico i giocatori. Anche io la penso così. La storia nulla insegna? Il Milan di Sacchi sbalordì il mondo ma nei suoi quattro anni in rossonero, nella corsa lunga agli scudetti, uno solo ne vinse (il primo anno) mentre tre, e questi son fatti facilmente verificabili, li perse.
11.2.96: 3^R: Juventus - Cagliari: 4 - 1 gol di Ravanelli, Ravanelli, Del Piero, Oliveira, Jugovic. Juve fortissima, o troppo debole il Cagliari? Intanto salta il vecchio Trap, poareto.
18.2.96: 4^R: Napoli - Juventus: 0 - 1 gol possente e rabbioso di Ravanelli, entrato al 18^ del s.t. a rilevare uno spento Del Piero. Bravo vecchio Rava, così si fà! Quest’anno nessuno, quantomeno fra i nostri, ha segnato quanto lui: 12 in campionato, 4 in Champions L., 1 in coppa Italia e 1 in nazionale. Anche se devo dire che nel suo villanesco esultare quelle escandescenze contro Lippi doveva evitarle. C’è da sottolineare anche il contemporaneo recupero fisico di Paulo Sousa. Domenica prossima c’è Juventus Milan, giusta per il passaggio di consegne. Anche quest’anno i rossoneri sono imbattibili, e quell’Weah corre che sembra un cameriere (non l’ho detto io, l’ha detto Capello) ma è tremendo (9 gol: 17 punti!).
25-2-96: 5^R Juventus - Milan: 1 - 1 gol di Conte e di Weah. Risultato giusto, i rossoneri non meritavano di perdere, nè quelli della Juve potevano fare molto per vincere. Comunque stupisce sempre la violenta determinazione degli uomini di Capello, che, come il loro coach, sul campo sono degli invasati. In occasione del gol, Weah, su dritto cross dalla sinistra di Donadoni ha buggerato di testa, insieme in un sol colpo, i pur lunghi Carrera e Vierchowod. Deludentissimo Baggio, belle figurazioni del giovane Del Piero. Ma non potevano bastare.
2.3.96 6^R Padova - Juventus: 0 - 5 gol di Del Piero, Lombardo, Del Piero, Padovano, Padovano. Utile allenamento in vista della partita di mercoledi. Da segnalare che Padovano sa farsi trovare sempre pronto.
6.3.96 C.L. q/f Real Madrid - Juventus: 1 - 0 gol di Raul. Lezione di calcio (subìta). La bravura di Peruzzi, capace di tre o quattro interventi veramente strepitosi, e, secondariamente, un secondo tempo meno infame del primo ci hanno consentito di contenere i danni, sì da poter sperare, se il gioco e la mentalità miracolosamente cambieranno, in un ribaltamento a Torino. Visto cosa: Paulo Sousa è il fantasma di quel gran regista che fu l’anno scorso, Pinturicchio Del Piero ha (di gran lunga) perduto il duello-confronto con l’omologo (diciottenne fantasista) Raul, il quale ha anche segnato il bel gol che ha fatto il risultato, Laudrup ha sempre classe da vendere e quando partiva ondeggiando facevaci vedere i sorci verdi; la nostra coppia centrale di difesa (Carrera e Vierchowod: settantanni in due) è pietosa, non riescono a fermare l’avversario più nemmeno con i falli (unico sistema al quale ormai si applicano), ben altra cosa è la coppia centrale di difesa dei bianchi (Alkorta e Hierro, per tacere di Sanchiz, nell’occasione assente): invalicabili; una spina nel fianco quel Zamorano. Infine i madridisti non sbagliano (non hanno sbagliato) un passaggio! Intanto l’Ajax ha vinto due a zero a Dortmund, cosa che io sinceramente non m’aspettavo.
10.3.96 7/R: Juventus - Lazio: 4 - 2 gol di Favalli, Casiraghi, Deschamps, Chamot (aut.), Conte, Padovano. La squadra di Zeman è ben poca cosa in difesa, sì che non sono stati capaci di difendere un doppio vantaggio guadagnato in un primo tempo che ha visto i bianconeri evanescere del tutto. Ripresa più tonica con un Padovano che meriterebbe più spazio.
A proposito dello sciopero del 17.3.96: Gran clamore per la minaccia (finalmente) attuata d’una domenica in bianco. Il sindacalista Campana vuole più potere, vuole diritto di voto e di veto nel consiglio federale e tante altre cose tra cui il sussidio ai calciatori disoccupati. L’eternamente abbronzato presidente del Coni trema per la schedina e per gli introiti che conseguentemente gli potrebbero venir meno, il pio re travicello presidente della Federcalcio trema più di lui temendo per il suo cadreghino, l’ex socialista torinese presidente della Lega al solito suo eternamente mèdia. Io questa pretesa del sussidio di disoccupazione la trovo francamente risibile. L’ayatollah di Bassano del Grappa fa finta di non ricordare che, per sua volontà, i calciatori (da anni) non sono più equiparati ai lavoratori dipendenti bensì a dei prestatori d’opera a contratto, tant’è che alla scadenza dei termini possono scegliersi la squadra che vogliono e che in sua vigenza nessun trasferimento può compiersi senza il loro esplicito consenso (consenso che a fronte di onerosi ritocchi alla buonuscita e all’ingaggio poi comunque arriva sempre). Adesso Campana vuole che la Federcalcio (non i suoi ricchi protagonisti come il sig. Vialli che al riguardo strepita tanto ma si tiene stretti i suoi quattro miliardi netti all’anno di ingaggio) paghi di tasca sua un congruo sussidio ai vari calciatori (in genere trentenni, se non trentacinquenni, o mezze calzette d’ogni età) rimasti disoccupati, o come dicono loro "senza ingaggio". Hanno voluto lo status di lavoratori autonomi (sul quale hanno impudicamente lucrato)? Per dio, ne piangano le conseguenze. Perché allora non istituire un fondo di solidarietà, o una sorta di cassa integrazione, in favore degli (innumerevoli) architetti senza lavoro? Seconda considerazione: nel campo del gioco del calcio il mercato della (diciamo così) manodopera è aperto e libero. Ne rimangono esclusi solo i fine carriera dall’altissimo ingaggio (come per esempio il sig. Zenga) verso i quali ogni tipo di pietà mi sembra fuori luogo, e le mezze cartucce, cioé i senza talento o mediocri, cioé gente che ha sbagliato mestiere. Perché mai sovvenzionarli? Un pittore che non vende quadri chi lo aiuta? Per me possono attuare tutti gli scioperi che vogliono. Questo calcio democratico o sindacalizzato che dir si voglia mi ha stufato. Le società di calcio (che in fondo sono quelle che danno lautamente da mangiare a tutto il baraccone) non si sono ancora rese conto che legittimando l’avvocato Campana si sono messe ad allevare il cancro che le sta uccidendo. Altra cosa ridicola è che pare, a quanto si legge e si sente, che la signora Moratti (che pure stimo e che ho mentalmente sostenuto) tratti col mercante di diritti Cecchi Gori per recuperare una fetta di quel calcio televisivo sfuggitole in un’asta avventurata dove il Cecchi Gori si peritò d’offrire una cifra spropositata che mai potrebbe pagare. Penso che di far così glie lo impone il potere politico, dato che il fantasioso don Vittorio è un amico del presidente Dini ed è giusto che anche lui si abbeveri alle stremate e generose mammelle di mamma Rai. Il mondo del pallone non è una cosa seria, e la televisone di Stato ne dà, per il basso livello professionale della maggior parte dei suoi mezzibusti, la visione (indecorosa e ridicola) che esso merita.
20.3.96 q/f Juventus- Real Madrid: 2 - 0 gol di Del Piero e di Padovano. Vittoria dell’orgoglio (o della paura d’esser tutti sbranati dagli Agnelli, in caso d’insuccesso?), comunque è andata bene: Real decimato e senza punte, bianconeri feroci nel pressing e nella determinazione. Tutti bene (stavolta san Peruzzi non è dovuto intervenire). Su tutti, per i motivi sopradetti, Conte, Deschamps, Porrini e Torricelli. Molti gli ammoniti: mancheranno la semifinale col Nantes Torricelli, Deschamps, Conte e, mi pare, anche Del Piero (che oggi, col gol e la prestazione, ha pareggiato il conto col suo omologo Raul). I milanisti paiono in crisi; hanno beccato un mortificante tre a zero dai francesi del Bordeaux e sono usciti dalla Uefa. Perdessero anche domenica col Parma (e noi si riuscisse a vincere a Firenze - ma chi lo ferma Batistuta, Vierchowod?) loro si farebbero prendere dal panico e chissà cosa potrebbe succedere in zona scudetto...
Primi squilli di calciomercato: la Juve avrebbe preso il laziale Boksic, un panzer d’attacco che ci voleva come il cacio sui maccheroni; si riuscisse a prendere anche il giovane Chiesa si sarebbe a posto e resterebbe solo da sistemare la difesa, magari con acquisti all’estero. Finidi tra costoro sarebbe, sarebbe stato, la soluzione ideale per un utile predominio sulla fascia sinistra, ma pare che alla società non interessi.
24.3.96: 9/R Fiorentina - Juventus: 0 - 1 gol di Padovano. Vittoria netta e meritata, con un forte divario d’occasioni da gol; peccato che il Milan col Parma abbia vinto.
30.3.96: 10/R Juventus - Parma: 1 - 0 gol di Del Piero. Partita molto tattica; poche le occasioni da gol (una per i bianconeri, con Padovano su bel servizio di Del Piero, nessuna per gli emiliani) Gol quasi casuale, pur se bello. Punizione dal vertice sinistro dell’area calciata assai bene dal giovane Del Piero, traiettoria alta e tesa senz’altro destinata sotto la traversa. Bucci, che è un buon portiere ma che forse comincia a sentirsi psicologicamente un po’ insicuro per la concorrenza del giovane Buffon, commette l’ingenuità di pretendere di fermarla con ambedue le mani e per far ciò s’allunga verticalmente a dismisura cercando di restare con i piedi per terra. A prender la sfera in effetti ci riesce ma la tensione dovuta alla eccessiva elevazione lo fa barcollare all’indietro così che retrocedendo porta se stesso e la sfera un paio di metri dentro la porta. Un portiere della sua esperienza avrebbe dovuto deviare il pallone in calcio d’angolo, senza fisime di sorta né velleitarii esibizionismi. Chi continua invece a non sbagliare un intervento è Peruzzi, oggi peraltro poco impegnato. Ma l’unico suo intervento è stato pregevolissimo. Dalle retrovie in occasione di un lancio in avanti verso il limite dell’area juventina, Melli e Vierchowod sgomitando cercavano di superarsi per liberarsi sul pallone che contemporaneamente scendeva planando. Mentre che Melli stava minacciosamente avendo la meglio sul vecchio ansimante Pietro, Peruzzi gli si avventava contro fuori dall’area, veloce come un fulmine e di testa, operando uno spettacolare e ardito tuffo in avanti, intercettava di testa la sfera e perentoriamente la respingeva.
3.4.96: C.L. s/f Juventus - Nantes: 2 - 0 gol di Vialli e di Jugovic. Primo tempo d’impacci; secondo tempo di fuoco e fiamme, con due gol che avrebbero potuto essere i tre auspicati, anche se mi pare, alla luce della modestia tecnica dimostrata stasera dai francesi (ma a casa loro, specie se l’arbitro li asseconderà, faranno fuoco e fiamme), che ai fini dell’approdo alla finale, il più sia stato fatto. Ove sono persuasissimo che incontreremo l’Ajax, anche se oggi è stato incredibilmente sconfitto in casa sua, ad Amsterdam, dai rudi mazzolatori greci del Panatinaikos.
6.4.96 11^R: Torino - Juventus: 1 - 2 gol di Rizzitelli, pareggio per un’autorete di Sogliano, bel gol della vittoria di Vialli, su servizio di Del Piero. Barzellettina in tempo di mucche pazze: Domanda: "Perché stanno impazzendo?" Risposta: "Perché il Toro va in B". Il successo di oggi è più largo di quanto il risultato non dica, e loro retrocederanno con tutti gli zoccoli.
10.4.96: 12^R: Juventus - Udinese: 2 - 1 gol di Stroppa, pareggio di Ravanelli, gol vittoria di Vierchowod. Juve volitiva e determinata su tutti i palloni, in ispecie nel secondo tempo, dove non ha lasciato né fiato e né scampo ai friulani. Gran bel gol di Ravanelli, al rientro: Di Livio centra basso, da destra per il grigione che sta spalle alla porta con Matrecano addosso; eppure Ravanelli controlla con il destro, si gira e, passata la palla sul sinistro, si torce per inventare un tiro radente e imprendibile. Nello stesso tempo purtroppo il Milan, grazie a due autogol, vinceva, con lo stesso punteggio a Cagliari.
13.4.96: 13^R: Juventus - Sampdoria: 0 - 3 gol di Chiesa, Balleri e Seedorf. Per il resto una paratona di Zenga su Ravanelli e una straparata di Peruzzi su Seedorf (entrambe sull’uno a uno). Vista in tv (diretta): Niente da dire, i blucerchiati, molto bene organizzati a centrocampo e micidiali in attacco, hanno meritato. Piuttosto dirò, ripeterò ancora, che Enrico Chiesa è un fenomeno, ma mi si deve dare atto che lo dico dall’inizio dell’anno. E non per nulla in ventitré partite ha segnato diciannove gol. Ha una velocità, una rapidità di esecuzione e una potenza che mi lasciano ogni volta stupito; calcia benissimo con ambedue i piedi e non sbaglia nemmeno i calci di rigore; segna anche di testa. Sa finalizzare e sa servire gioco in maniera egregia. Nella partita d’andata, a Genova, perdemmo due a zero per due suoi gol (di folgorante potenza il primo: una bordata angolatissima e in velocità quasi dall’estrema destra); in questa di ritorno egli non solo ha segnato il primo gol (bello quasi come il primo di Genova): ha anche servito, con due assists d’oro, i palloni del due e del tre a zero a Balleri e a Seedorf che non hanno dovuto far altro che spingere a rete. Ancora non mi viene a chi rassomigli dei maggiori del passato. Non al grande Gigirriva, che era meno agile ma più potente, non a Boninsegna che era più rapido ma meno potente, non a Bettega né a Van Basten, più eleganti e più dotati tecnicamente, non so se ad Altafini, del quale non ho ricordi precisi. Forse, mi vien da pensare, a Paolino Pulici del Toro che molte reti scoss nella prima metà degli anni settanta, oppure, più probabilmente, a quel Boniek che in Italia non abbiamo mai visto, a quello, mi intenderà bene chi seguiva il calcio internazionale in quei tempi, che giocava fisso di punta, nel Lodz e nella nazionale polacca, prima di venire alla Juve dove venne impiegato in ruoli di servizio. Intervistato nell’intervallo della partita da un servile Franco Costa sul fenomeno Chiesa quell’imbecille dell’avvocato Chiusano anziché chiudersi in un dignitoso silenzio (immemore del fatto che il saggio che non parla e lo sciocco che sta zitto spesso non sono distinguibili) s’è messo a sproloquiare al solito suo, definendo il Chiesa una meteora (mi vien di pensare che forse l’azzeccagurbugli deve soffrire di meteorismo), paragonandolo, con molto cattivo gusto, a quel Totò Schillaci che nell’anno dei mondiali ogni volta che starnutiva la metteva dentro, ma del quale s’è poi perduto il ricordo. L’avvocato Chiusano quando sentenzia di pallone ci fa le stesse (brutte) figure di quando critica le (numerose) sentenze che gli sono avverse: non si rende conto, il peregrino, che Totiuzzu Schillaci aveva per piedi due ferri da stiro e che la sfera, cui dava rispettosamente del "vossìa", ogni volta gli schizzava via da tutte le parti come una saponetta bagnata (i suoi gol erano frutto del suo opportunismo e dei suoi furibondi sgomitamenti, ma un’azione non la sapeva condurre); Chiesa invece è dotato di grande tecnica e possiede due ottimi piedi, il che è sempre il primo presupposto per potersi affermare. Pare che Chiesa alla Juve non interessi, o che non voglia spendere tanto; non so cos’abbiano in mente ma mi pare che il solo Boksic, eccellentissimo giocatore (un carrarmato) ma costituzionalmente negato al gol, non possa bastare. Certo che se lo hanno scartato per quello che ha detto l’avvocato delle cause perse allora c’è da piangere. Si legge che voglion prendere il bue Vieri. Giuro che se è vero cambio squadra. "E’ bravo, ma è un po' troppo grezzo" ha sentenziato di recente proprio sul conto del giovane Vieri, il suo ex compagno di squadra nel Toro (una sorta di marchio d’infamia), Pasquale Bruno. Dico Pasquale Bruno, non Beckenbauer, e nemmeno (magari forse mi sarei accontentato) Cravero. Mi sono demoralizzato; mi sono cadute entrambe le braccia. Ho pensato che se Pasquale Bruno (detto "o’ animale", e poi quando, vecchio, andò a fracassare caviglie inglesi, "the animal") ritiene di poter definire "grezzo", o anche solo "un po’ grezzo", un qualsivoglia giocatore, allora c’è realmente da spaventarsi a morte, e per il malcapitato non potranno mai esserci possibilità di redenzione, altro che andare a fare il centravanti nella Juventus! Queste amare considerazioni mi vengono mentre che il Milan sta vincendo a Napoli, conquistando il suo quarto scudetto in cinque anni. Meno male che l’anno scorso Lippi e i giocatori glie lo strapparono, se nò quell’esoso di Capello pareggiava il gran record della Juve degli anni trenta!
17.4.96 C.L. s/f Nantes - Juventus: 3 - 2 gol di Vialli, di Decroix, di P.Sousa, di N’ndoram, di Renou. La partita, dopo il gol di Vialli, in somma al due a zero dell’andata, sostanzialmente era già chiusa. Spiace comunque il risultato finale, figlio d’un secondo tempo dove non si son voluti rischiare, in vista della finale di Roma, né infortuni né, surtout, ammonimenti. Vialli sugli scudi di tutti gli scriba (e dei farisei) per il gol fatto e per il servizio vincente a Paulo Sousa, dimenticando, i predetti, i due gol da lui ignobilmente sprecati, e il fatto che imbolsito com’è non gli riesce più un dribbling vincente. E’ però da riconoscersi che è un lottatore d’una generosità direttamente proporzionata all’orgoglio e, cosa stupefacente, al pingue ingaggio. Eccellente il centrocampo della Juve, dominante in forza del valore di Deschamps, di Conte e di Di Livio. L’Ajax come avevo previsto è andata a vincere ad Atene togliendo speranze ed illusioni ai Greci che quindici giorni fà erano andati proditoriamente a vincere ad Amsterdam. Per cui la finale, a Roma il 22 maggio prossimo, la giocheranno Ajax e Juve, come a Belgrado nel ‘73. Spero in un risultato diverso da quello di allora (1 a 0 per lo squadrone di Cruyff, Krol e Neskeens per un gol di Rep imparato da Zoff della malora), ma non ci credo tanto.
20.4.96: 14/R Inter - Juventus: 1 - 2 gol di Lombardo, di Conte e di Ganz. Juve infarcita di riserve (riposavano Ferrara, Deschamps, Vialli, Del Piero, Ravanelli e ancora qualcun’altro del quale adesso mi sfugge il ricordo) ma autorevole ed autoritaria, tant’è che ha saputo umiliare (già batterla vuol dire umiliarla, a prescindere dal punteggio e dal modo), a casa sua, quell’Inter che grazie a mister Hodgson sta ritornando ad essere una squadra ambiziosa. Piuttosto ho guardato, e con attenzione, in televisione l’intera partita che l’altro ieri l’Ajax è andata a vincere ad Atene guadagnandosi la finale. Sarà un problema prenderle le giuste contromisure, giacché fanno girare la palla in una maniera incredibile: caute movenze e palla che se la passano venti e trenta volte con precisi passaggi rasoterra, l’uno e l’altro, l’uno e l’altro avanzando ed indietreggiando, senza mai perderla. Contrarli con il pressing vorrebbe dire suicidarsi, nessuno potrebbe resistere a tanta giostra. L’unica possibilità io la vedo in una serratissima difesa, stile catenaccio, col centrocampo indietro a proteggere la stessa, palle lunghe e pedalare in velocissimi contropiede (come l’Inter di Herrera, come la Juve europea di Trapattoni e Boniek, e come fece lo stesso Panatinaikos ad Amsterdam che la punì proprio praticando, con Donis unica punta, questo tipo di gioco).
28.4.96: Roma - Juventus: 2 - 2 gol di Del Vecchio, di Moriero, autorete di Cappioli, gol del pareggio di Padovano. I bastardi quando vedono bianconero si trasformano, preciso come quelli del Toro. Facessero la stessa fine! Avreste dovuto sentire la radiocronaca di tale Bruno Gentili, trinariciuto giallorosso sul libro paga della Rai! Indecorosa! Nemmeno il buon Pelegatti si è mai ridotto, nei riguardi del suo Milan, così! Juve volitiva e caparbia, e si questo si sa; difensori troppo allegri (Petrus usque tandem abuteres patientiae nostrae? ), e anche questo si sa. Bello il gol di Padovano. Lo scudetto l’ha vinto il Milan: è il loro quindicesimo, il quarto di Capello in cinque anni! Complimenti a lui e a Berlusconi. E a Lippi che l’anno scorso glie ne ruppe la sequenza.
5.05.96: 33^ Juventus - Atalanta: 1 - 0 gol di Deschamps. Ormai si vive solo nell’attesa della finale di Roma del 22 maggio prossimo, accarezzando speranze sempre più audaci stante che i Talemonidi mancheranno dei prodi Reizinger, Davids, Kluivert, Overmars, Ronald e Frank De Boer, e partite come questa di oggi servono solo per serrare viti e registrare ingranaggi. Andando ad altro. Non voglio apparire né ripetitivo e farci la figura dell’infatuato ma quel Chiesa è un castigo di Dio. Oggi, pressoché da solo, ha affondato la corazzata Milan, facendo impazzire Baresi. Ma andrà al Parma, per 21 miliardi alla Sampdoria e due miliardi e mezzo netti all’anno per cinque anni per lui. Una cifra che è uno sproposito. Chi avesse saputo essere lungimirante avrebbe potuto (e dovuto) bloccarlo già cinque mesi fà, facendo tesoro della vista degli occhi (e dei gol subìti) ... Infine, Galliani ha perso l’ultimo "capello". Una battuta per dire che lo stronzo lascia il Milan e va al Real Madrid. Anche lui pagato a peso d’oro.
12.5.96: 34^ Bari-Juventus: 2 - 2 gol di Vialli, Protti, Vialli, Protti. Era l’ultima, si chiude secondi, un bilancio a i commenti generali a dopo la finale di Roma del 22 p.v. Comunque la coppa Italia l’ha vinta la Fiorentina (sull’Atalanta), la coppa Eufa il Bayern di Monaco (sui francesi del Bordeaux), la coppa delle Coppe il Nantes (sugli austriaci del Rapid). A Roma secondo me vincerà l’Ajax, per la nostra debolezza in centro difesa.
Roma 22 maggio 1996: AJAX - JUVENTUS:
Risultato finale: 3 - 5 gol di Ravanelli e di Litmanen fino alla fine dei tt.ss - risoluzione ai rigori: Davids (parato), Ferrara (gol), Litmanen (gol), Pessotto (gol), Scholten (gol), Padovano (gol), Silloy (parato), Jugovic (gol).
Lippi ha schierato: Peruzzi, Ferrara, Pessotto, Torricelli, Vierchowod, Paulo Sousa (Di Livio dal 57’), Deschamps, Conte (Jugovic dal 43’), Vialli, Del Piero, Ravanelli (Padovano dal 77’).
Dunque ha vinto la Juve, molto meritatamente. E avrebbe potuto evitare la lotteria dei calci di rigore se Vialli almeno un paio di volte e Del Piero non avessero sprecato delle occasioni assai favorevoli. Il temibile avversario è stato ridotto all’impotenza e anche se nella conta finale appare che ha concluso undici volte, nel vero ha effettivamente insidiato la incolumità della nostra porta solo due volte, una prima volta con un avventurato colpo di testa in mischia di non ricordo chi, prodigiosamente respinto dal nostro cinghialone con un felino balzo a rientrare, a mezzo d’uno smanacciamento tra palo e linea bianca dopo che il pallone l’aveva sopravanzato d’un paio di metri, e la seconda volta nell’occasione del fatale pareggio, quando Litmanen ha sfruttato, in una furibonda mischia al centro dell’area piccola, ed essendo Vierchowod -come inevitabilmente ogni volta purtroppo gli succede- finito per le terre, una maldestra respinta di Peruzzi su un forte tiro franco dal limite dell’area. Statisticamente le nostre occasioni sono state ventitré, e ben più pregevoli. Ne hanno sprecato Ravanelli, Deschamps, Torricelli, Vialli due o tre volte, un paio il giovane Del Piero, che s’è dannato l’anima a correre con ovvio discapito della lucidità. Gridano sopratutto vendetta una di Vialli poco prima del novantesimo quando ha sì ben finalizzato una folgorante azione in velocità di Padovano, ma, scartato anche il portiere e solo davanti alla porta sciaguratamente ha calciato fuori, e con Del Piero che, a trenta secondi dalla fine del secondo tempo supplementare, trovatosi, incontrollato e dentro l’area, il pallone tra i piedi, aggiustatoselo a suo agio, lui che coi piedi sarebbe capace di domare anche un pallone da rugby, e presa con comodo la mira, lui che ha dimostrato di saper mettere il pallone dove ha voluto, ha tirato, come si suol dire, in bocca al portiere. Il gol del grigio è stato, in vero, assai bello, e per l’intuizione dello stesso che ha saputo sperare in una improbabile gaffe del portiere e di un suo difensore, che nel controllare un facile pallone si sono ostacolati a vicenda, e per il fatto che, strappata loro la sfera, è stato capace di metterla dentro da una posizione talmente defilata (era sulla linea di fondo, sulla destra) che nei lunghi attimi di suspence è parso che un cammello stesse per entrare nella classica cruna dell’ago. Io avevo dato favorito l’Ajax sia -pensando a Vierchowod e a Carrera- per le debolezza dei nostri difensori centrali (e devo dire, visto come si è concretizzato il loro pareggio, che ne avevo avuto ben ragione), sia per la difficoltà a contrare il modulo tattico dei bianchi, la loro ossessiva circolarità, il loro passarsi mille volte l’un con l’altro, l’uno vicino all’altro, il pallone, ritenendo, in base al mio modo di vedere il calcio, che: primo, fare il pressing contro chi gioca in questo modo è un suicidio; secondo, che, contro questa testuggine di gomma, l’unica tattica consiste, consisteva, poteva consistere, nel rintanarsi dentro la propria area, per attirarli in avanti e con rapidissimi contropiede e lanci di quaranta metri a saltare il centrocampo (come quelli di Suarez per Jair e Mazzola e di Platinì per Boniek) sperare di trafiggerli. La cui bontà era stata puntualmente dimostrata dal recente successo del Panatinaikos ad Amsterdam (anche se nel ritorno ad Atene poi ne avevano buscate tre). Invece Mastro Lippi non ha deflesso. Squadra corta, zona, pressing e iniziativa in attacco. Cose da pazzi. Ma ha avuto ragione, tatticamente ha stravinto. I bianchi d’Olanda vistisi aggrediti sul terreno a loro più congeniale (a centrocampo) non han saputo né pensare né organizzarsi. E hanno perso la bussola e la partita. Le valutazioni. Peruzzi ha sulla coscienza la scriteriata respinta che ha generato la mischia da dove, complice la immancabile caduta di Pietro il vecchio (ma perché non si ritira!), è scaturito il loro pareggio, però bisogna riconoscere che il tiro, pur se centrale, era micidialmente forte e fors’anche viziato da perversi effetti rotatorii. Poco impegnato nel resto ha poi, nel finale, parato due rigori, il secondo dei quale tirato molto bene. Gli altri hanno dato l’anima, su tutti nelle cronache dei giornali e nelle interviste del giorno dopo, Torricelli, prode guerriero, e, un po' meno Conte, per il fatto che ben presto s’è stirato ed è dovuto uscire. Ma finché era in campo saltava come un grillo. Buoni Ferrara, Pessotto e Deschamps, preziosissimo nel contrare gli avversari. Piuttosto in ombra Paulo Sousa, sostituito con un Di Livio molto più mobile e veloce. Generosissimo Vialli, ma dissennato nei tiri a rete; efficace e pericoloso Del Piero, impiegato stabilmente in attacco. Ravanelli ha dalla sua il bel gol ma non molto di più, e bene ha fatto Lippi ha sostituirlo col velocissimo e pericolosissimo Padovano. Il Rava al solito suo s’è incazzato, ma ha fatto male. Lippi prima o poi glie la farà pagare. Apparentemente lento ma assai utile Jugovic. Mastro Lippi nei due anni che è a Torino ha vinto uno scudetto, una coppa Italia e una coppa dei Campioni (la seconda dopo quella dell’Eysel, ai tempi di Platinì e Boniek), per non contare, come non si contano, il secondo posto quest’anno nel campionato (non si conta perché un secondo posto è per la Juve sempre un campionato perduto) e la finale Uefa dell’anno scorso, persa per un’inezia in favore d’un Parma altrimenti e altrove più volte strapazzato.
Prima di chiudere (soddisfatti) un breve cenno sulla Juve che va delineandosi. Peruzzi non si discute, è di gran lunga il miglior portiere in circolazione, e riesce benissimo anche nel gioco a zona. A volte però parla troppo, troppo nel senso che è stato sorpreso già due o tre volte a criticare, davanti a microfomi e a taccuini, la santissima società ("non doveva vendere Baggio", "doveva tenersi Vialli", "non si gestisce una squadra di calcio come se fosse un’impresa", etc. etc.). La trimurti (Giraudo, Bettega e Moggi) dev’essersi incazzata, per cui, per mettergli paura, stan facendo circolare la voce che gli interessa il portoghese Vitor Bahia. Van benissimo anche Torricelli, Pessotto e Ferrara, così come van benissimo Conte, Deschamps e Di Livio. Non vanno più, per l’età ormai avanzata, Carrera, Marocchi (che difatti andranno, rispettivamente, a Bergamo e a Bologna) e il protervo Vierchowod che, pur se quasi trentottenne, forte del titolo di campione d’Europa (nonostante il gol concesso a Litmanen) pretende di restare ancora un altro anno. Ad ingaggio decurtato forse resterà, solo che temo che a volte o più volte lo faranno anche scendere in campo. Sousa quast’anno ha deluso, come se spremuto dalle fatiche dell’anno scorso. Stante la sopravvenuta liberalizzazione in tema di stranieri comunitari io lo terrei ancora per dargli una change, provvedendo tuttavia l’organico d’una valida alternativa da cercare nel mercato europeo. Terrei ancora anche Jugovic, anche se quest’anno non s’è espresso al meglio. Una grossa delusione Lombardo, pagato moltissimo. E non penso che sia tutta colpa del grave infortunio subito nel precampionato. Lo darei via prima che si deprezzi ancora di più. Anche perché c’è un Di Livio utile, efficace e generoso. Il giovane Tacchinardi, che quest’anno s’è smarrito e ha giocato molto poco ma che l’altr’anno seppe guadagnarsi anche la considerazione di Arrigo Sacchi, lo terrei. Terrei anche Padovano, prezioso rincalzo. Via Vialli; andrà, strapagato, a spendere le ultime gocce del suo prezioso sudore nella fatidica Londra. Meglio così. Generosissimo, ma non vede più la porta. Secondo me aveva ben ragione il Trap a volerlo impastare, quattro anni fà, quale centrocampista. Lui s’oppose decisamente; tutti credono che i fatti gli abbiano dato ragione ma in effetti non è così. Verrà sostituito dal laziale Boksic, un carrarmato spesso inarrestabile. Gol pochi, ma sa aprire, nelle difese nemiche, squarci impressionanti. A dare un assetto meno avventuroso alla difesa provvederà l’uruguayano Paolo Montero, da qualche anno a Bergamo. Molta classe, molto senso della posizione. Farà sicuramente bene. Per l’attacco s’è preso pure, nei casi d’indisponibilità di Boksic o di Ravanelli (che hanno gli acciacchi facili) il bue Vieri. Uno che al pallone dà rispettosamente del lei ma ha una forza d’urto impressionante. Alto e forte come un’armadio, ha fatto, prima nel Venezia e poi nell’Atalanta, diversi gol di potenza. Poi han preso il giovane Amoruso che nel retrocesso Padova di quest’anno ha segnato ben quattordici gol. Ben coperti dal prolifico Padovano, è probabile che lo diano il prestito nella speranza che sappia confermarsi per gli anni a venire. Il Rava resterà. E’ un lottatore che segna. Ovviamente resterà anche il giovane Del Piero, che ha talento e fantasia, e molto s’impegna anche se il gracile fisico poco lo sorregge. Per tale ragione dovrebbe essere tutelato, dico tatticamente, un po' di più, evitandogli i troppi recuperi. La squadra appare abozzata con Peruzzi in porta, con in difesa, da destra a sinistra, Torricelli, Montero, Deschamps e Pessotto (ma mancano dei rincalzi all’altezza). Nella zona centrale del campo: Sousa (o chi per lui) quale perno difensivo, con Conte (o Jugovic) a proteggerlo. Di Livio ala tornante, Del Piero mezzala alla Platinì o alla Rivera, e infine Ravanelli e Boksic punte (con Padovano e Vieri di rincalzo). Credo che prendere l’algerino Zidane (una mezza punta che m’è parsa inconcludente) sarebbe inutile e sbagliato; piuttosto sarebbe meglio acquistare un buon centromediano metodista (per esempio l’esperto Mathias Sammer, o chi, in detto ruolo, emergerà nei prossimi campionati d’Europa). La squadra, come si delinea, appare molto forte in attacco, anche se rimane il rimpianto di non aver preso Chiesa (che il Parma ha acquistato pagandolo a peso d’oro); forte a centrocampo ove Deschamps e Conte sanno far diga in una maniera eccellente, specie se Sousa ritornerà ad essere quello dell’anno scudetto. Buona in difesa sopratutto per le eccellenti capacità di Peruzzi, di Torricelli e di Ferrara, e, sono certo, anche di Montero. Risulterà invece pericolosamente fragile se s’affiderà a Vierchowod. Lippi non è discutibile. Sarebbe un problema se quel mercenario di Moggi andasse al soldo di Moratti. E’ un figlio di puttana come ce ne sono pochi al mondo ma nessuno controlla il mercato come lui.
Infine qualcosa sulle altre. Com’è noto ha vinto lo scudetto il Milan. Grazie ai gol del liberiano Weah (appena 10 gol, di cui 9 risolutivi) e alle qualità del suo allenatore Capello. Che, stronzo e permaloso quanto si voglia, è uno che conosce benissimo il suo mestiere. Che, offeso a morte da una rapida ombra di sfiducia volteggiata, l’anno scorso, per un attimo, sulla spaziosa fronte dell’ a.d. Galliani, quest’anno, rivinto il campionato, si accomiata, nonostante le scuse e le preghiere di tutti, Berlusconi compreso, per andare, anche perché pagato a peso d’oro, al grande Real Madrid, che a lui s’affida per ritornare grande. Ma al Milan non si dorme. Baresi è alla frutta, Desailly è un bestione dai piedoni di bronzo. Weah non si sa se anche l’anno prossimo la fortuna tornerà a baciarlo ogni volta che toccherà il pallone. Meglio premunirsi. Ed ecco che ingaggiano Raizinger e Davids dell’Ajax e Dugarry del Bordeaux. Allenatore sarà, al posto di Capello, l’esperto Tabarez, un uruguagio che molto bene fece l’anno scorso a Cagliari. L’Inter, nonostante qualche gol di Branca nel complesso ha ancora deluso, alternando buone prestazioni a partite indecenti. Moratti sta spendendo fior di miliardi, sta comprando a proposito e a sproposito, pare che abbia già comprato una quindicina di giocatori, la maggior parte dei quali negri. Daremo di conto quando finalmente smetterà. Più o meno deludenti, sopratutto per la discontinuità, le altre. La Lazio spreca sempre troppo i suoi immensi talenti. La Fiorentina ha tesaurizzato i gol dell’ottimo Batistuta, e le fatiche, a centrocampo, dell’ottimo Schwarz, ma, nonostante la benevolenza della stampa, mai ha dato un’impressione di autorevolezza (anche se ha vinto la coppa Italia). La Roma è l’eterna incompiuta, e la stanno rifacendo per l’ennesima volta. Il Parma s’è presto rassegnato ad un campionato senza ambizioni per il fallimento di quell’attaccabrighe di Stoickhov e per la palese saturazione, nella presidenza e nella dirigenza, del rapporto con Nevio Scala (che va via, forse pure lui in Germania). La Sampdoria ha vinto, e convinto, solo quando Chiesa gli ha fatto i gol. Bene o male si sono salvate Napoli, Cagliari, Udinese, Piacenza, Atalanta e, praticando un gran bel gioco, il Vicenza del bravo Guidolin, che ha messo in mostra, con Otero, un fior di campione e con Bjorklund (ecco, questo andrebbe benissimo per la Juve) un eccellente difensore centrale. Retrocedono Cremonese, Bari, Padova e, alleluja, alleluja, il Torino. Prima di chiudere dirò che, tra i calciatori, meritano una citazione il portiere del Napoli (Taglialatela) che con le sue parate probabilmente ha risparmiato loro la B, il giovane talento Morfeo, già atalantino e prossimo fiorentino, l’argentino Zanetti dell’Inter e il già citato Branca; Nesta, Casiraghi e Di Matteo della Lazio; Karembeu e Seedorf della Sampdoria, pur se alquanto discontinui; il solito Oliveira del Cagliari; Protti del retrocesso Bari che, alla pari con Signori (il quale però una buona metà dei suoi li ha fatti su rigore) ha vinto la classifica dei cannonieri (e dopo loro due Chiesa e Batistuta), infine, per alcuni bei gol, Vlaovic del Padova.
09/06/96